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Una introduzione alla Lega Linguistica Balcanica, una regione linguistica composta da cinque lingue: bulgaro, macedone, greco moderno, albanese e rumeno. Vengono discusse le somiglianze e le differenze tra queste lingue, il fenomeno del prestito linguistico e il suo impatto sulla morfologia e sulla formazione di calchi strutturali e semantici. Il documento illustra anche il concetto di lega linguistica e il suo significato in termini di genealogia linguistica.
Tipologia: Sintesi del corso
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In casi estremi, le lingue a contatto arrivano a somigliarsi al punto da condividere fra loro più somiglianze di quante non ne condividano con le lingue con cui sono imparentate o da cui derivano. Quando ciò si verifica per un considerevole numero di lingue a contatto si parla di… LEGA LINGUISTICA ( SPRACHBUND ) In una Lega Linguistica le somiglianze:
Il pioniere della linguistica areale fu F. Boas (1917, 1920, 1929) con i suoi sforzi per distinguere trasmissione genealogica e fenomeni di contatto. Le basi per lo sviluppo di una disciplina linguistica in tal senso possono essere ritrovati in Trubetzkoy (1923): “It happens that several languages in a region defined in terms of geography and cultural history acquire features of a particular congruence, irrespective of whether this congruence is determined by common origin or only by a prolonged proximity in time and parallel development. We propose the term language union ( jazykovoj sojuz ) for such groups which are not based on the genetic principle” (Troubetzkoy 1923:116)
Ramo IE Lingua Dialetti Albanese Albanese Gego / tosco Romanzo Rumeno Macedo-Rum. Megleno-Rum. Istro-Rum. Slavo Bulgaro Macedone Serbo-Croato Dial. Torlak dial. Serbi Greco Greco mod.
Non tutte le lingue dell’area hanno lo stesso numero di caratteristiche condivise, perciò sono state anche divise in base al numero di elementi comuni con le altre: Albanese, Rumeno, Macedone e Bulgaro hanno la maggior parte delle proprietà in comune. Serbo (specialmente il dialetto Torlak) e Greco Moderno condividono con gli altri un numero minore di caratteristiche [Turco - condivide soprattutto elementi lessicali e la sostituzione dell'infinito con il congiuntivo.]
Il linguista finlandese Jouko Lindstedt propose un " fattore di balcanizzazione ", che assegna ad ogni lingua balcanica un punteggio proporzionale al numero di caratteristiche condivise nella lega linguistica balcanica. I risultati sono: Lingua Punteggio Slave balcaniche 11. Albanese 10. Greco, Romanze Balcaniche 9. Rom 7.5.
Con l'eccezione del Greco moderno, tutte le lingue della lega possiedono e usano l' articolo determinativo , il quale viene collocato dopo il nome anziché che davanti ad esso. Esempi: Bulgaro : Kráva mucca , krávata la mucca ) Macedone e Albanese (shok compagno , shoku il compagno ) Nel Rumeno l’art. postnominale consente di preservare la distinzione tra un caso nominativo-accusativo: Sg. Lupul pl. Lupii e un caso genitivo-dativo: sg. Lupului pl. lupilor
Il modo verbale infinito (comune in altre lingue imparentate ad alcune delle lingue balcaniche, come p.e. le lingue neolatine) viene generalmente sostituito da costruzioni con il modo congiuntivo. Neogreco : Thélo na po (lett. * voglio affinché io dica ) Albanese : bëri që flë (lett. * Finse che dormiva ) Rumeno : se preface ca plange (lett * finse che piange ) Nel Macedone e nel dialetto Tosco dell'Albanese, la perdita dell'infinito è completa Nel Greco, Bulgaro e nei dialetti serbi meridionali è quasi del tutto completa Nel dialetto Gego dell'Albanese e nel Meglenoromeno viene usato solo in un numero limitato di espressioni. Nel Rumeno standard, nel Serbo e nel Croato, l'infinito condivide molte delle sue funzioni con il congiuntivo.
Le lingue della Lega balcanica condividono centinaia di parole. L'origine della maggior parte di loro è o greca o turca, poiché dapprima l'Impero bizantino ed in seguito l'Impero ottomano hanno dominato e fortemente influenzato la cultura e l'economia della regione.
Si definisce prestito linguistico o semplicemente prestito una parola, una struttura sintattica o un fonema stranieri che entrano a far parte del patrimonio di una determinata lingua. Con la stessa parola si intende anche il fenomeno stesso di adozione della parola straniera. È corrente anche il termine di forestierismo : anche in questo caso si indica una parola, un modo di dire, una frase o altra costruzione linguistica importata da un’altra lingua. I prestiti possono essere di diverso tipo:
**- Fonologico
Il fenomeno del prestito nasce dall'esigenza di nominare un concetto o un oggetto che nella lingua di destinazione (lingua target ) non ha un nome suo proprio. Il prestito ha dunque la funzione di colmare una lacuna lessicale presente nella lingua che accoglie il termine. I prestiti lessicali possono essere integrati (o acclimatati) nella lingua target. I criteri per determinare se un prestito è adattato sono almeno due:
Assimilabile al prestito linguistico è il calco , che può essere di due tipi: a) calco strutturale Perché si possa verificare questo tipo di calco, è necessario che il parlante della lingua replica (target ) sia capace di analizzare la motivazione strutturale e semantica del modello alloglotto. b) calco semantico Si tratta della forma più discreta di influsso di una lingua su un’altra, poiché non comporta una modificazione dell’inventario lessicale di una lingua. La condizione indispensabile del calco semantico è che il modello straniero sia polisemico, cioè caratterizzato da un significato primario e da uno o più valori secondari, e inoltre che esista nella lingua ricevente una parola il cui significato coincida con una delle accezioni del lessema alloglotto.
Criteri di corrispondenza strutturale e semantica fra modello alloglotto e lingua italiana sono alla base dei calchi strutturali. Esempi: