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lo schema di codifica, Dispense di Tecniche Di Osservazione Del Comportamento Infantile

osservazione del comportamento

Tipologia: Dispense

2017/2018
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Caricato il 08/02/2018

desir_e_mira
desir_e_mira 🇮🇹

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Codificare significa individuare e descrivere
sinteticamente, attraverso unità di significato (cioè
categorie), gli eventi comportamentali ritenuti rilevanti
La codifica consente di trasformare gli eventi o le
sequenze
di eventi in dati quantificabili che possono essere
confrontati e valutati
Schema di codifica
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Scarica lo schema di codifica e più Dispense in PDF di Tecniche Di Osservazione Del Comportamento Infantile solo su Docsity!

Codificare significa individuare e descrivere

sinteticamente, attraverso unità di significato (cioè

categorie), gli eventi comportamentali ritenuti rilevanti

La codifica consente di trasformare gli eventi o le

sequenze

di eventi in dati quantificabili che possono essere

confrontati e valutati

Schema di codifica

Distinzione tra modalità differenti di codifica

a posteriori o metodo aperto (Wright):

rilevazione dei comportamenti e stesura di resoconti

narrativi

codifica

  • nelle osservazioni dal vivo, la codifica viene effettuata

contemporaneamente alla rilevazione dei comportamenti

  • il metodo chiuso prevede la registrazione solo di alcuni aspetti del

comportamento

attraverso la rilevazione o metodo chiuso (Wright):

rilevazione dei comportamenti e

codifica

  • la codifica viene effettuata successivamente alla rilevazione dei

comportamenti

  • il metodo aperto si basa sulla descrizione globale del comportamento

definizione di un repertorio di comportamenti che si intende

osservare

Gioco di gruppo: funzionale esplorativo costruttivo drammatico con regole Gioco solitario: 1 2 3 4 5 6 funzionale esplorativo costruttivo drammatico con regole Gioco parallelo: funzionale esplorativo costruttivo drammatico con regole Schema di codifica a priori ( metodo chiuso ): tot Spettatore Non Occupato tot Esempio 2: Elenco comportamenti motori -> rilevazione della frequenza ( vedi eserc. 9 ) Esempio 1 - Play Observation Scale (POS)

  • (^) codifica a posteriori sui resoconti narrativi  maggiore

aderenza al fenomeno indagato

  • (^) tuttavia, nel tentativo di preservare la complessità dei

dati, i

sistemi di codifica che ne derivano rischiano di essere

prolissi

  • (^) codifica a priori, basata sull’utilizzo di uno schema di

codifica

predefinito  maggiore sintesi dei dati

  • (^) tuttavia, rischia di essere riduttivo e non

rappresentativo

della realtà indagata

  • (^) giusta distanza tra le categorie di codifica e i dati:

le categorie devono essere sufficientemente vicine ai

dati così da rappresentarli (descriverli), ma anche

sufficientemente distanti così da poterli comprendere

(interpretarli)

Procedura deduttiva:

lo schema di codifica viene costruito a priori,

su basi concettuali e teoriche

Per esempio -> le scale di Užgiris–Hunt, costruite sulla base della teoria

piagetiana

Scala I : lo sviluppo della capacità di seguire con lo sguardo e la permanenza degli

oggetti

Situazione 10 : trovare un oggetto in seguito ad uno spostamento invisibile

Possibili azioni del bambino : ( INDIVIDUATE SU BASE TEORICA )

  1. perde interesse nell’oggetto;
  2. reagisce alla perdita dell’oggetto, ma non lo cerca;
  3. cerca l’oggetto nascosto soltanto nella scatola;
  4. guarda nella scatola, quindi procede a trovare l’oggetto sotto lo schermo sotto il

quale la scatola è scomparsa;

  1. cerca l’oggetto direttamente sotto lo schermo sotto il quale la scatola è scomparsa.

L’osservatore ritiene di conoscere già abbastanza bene il

fenomeno che vuole osservare

Procedura induttiva:

lo schema di codifica viene costruito a posteriori, sulla base

dei dati

I dati vengono identificati e via via raggruppati in unità di

significato, che li rappresentano ad un livello più astratto

e

formale di quanto non sia la semplice descrizione.

È il metodo ideale con fenomeni nuovi.

Qualunque sia la procedura (induttiva o deduttiva),

la costruzione dello schema di codifica deve

seguire:

  • (^) un ordine concettuale : le categorie devono essere

coerenti e

legate ai presupposti e alle ipotesi teoriche o alle

domande a

cui la ricerca vuole rispondere

  • (^) un ordine strutturale : all’interno dello stesso schema

le

categorie possono collocarsi a diversi livelli di

descrizione e di

inferenza, purché siano nettamente distinti

Per esempio

  • spinge ”, “ colpisce ”, “ tocca ”, “ guarda ” sono categorie

omogenee che si

trovano al medesimo livello di descrizione

  • (^) “ aggredisce ”, “ si isola ”, “ gioca ”, “interagisce”

rappresentano categorie

più ampie che includono le precedenti e possono essere inserite

nello

stesso schema di codifica solo se mantenute a un livello (^10)

Uno schema di codifica ideale è esaustivo:

tutte le manifestazioni possibili di un comportamento

vengono codificate; c'è un codice per ogni evento

  • (^) Per esempio,

uno schema di codifica esaustivo sul gioco, deve

prevedere

tutti i tipi di gioco, compreso il non gioco (spettatore, non

occupato, …)

Le categorie si differenziano rispetto

al livello di astrazione e all’ampiezza:

codici fisici o

codici sociali

codici molecolari

-codici molari

codici fisici e codici sociali

  • (^) i codici fisici prevedono una classificazione dei

comportamenti attenendosi a caratteristiche fisiche

(posture, sequenze motorie, configurazioni facciali,

ecc.)

  • (^) i codici sociali prevedono una classificazione basata su

significati socialmente condivisi

Anche se i codici fisici sono più descrittivi e meno

ambigui di

quelli sociali, la scelta dell’uno o dell’altro dipende

dall’obiettivo dell’osservazione

L’affidabilità della codifica è salvaguardata dall’accordo

tra

più osservatori indipendenti

codici molecolari e codici molari

  • (^) I codici molari prevedono l’individuazione di ampi segmenti

di

comportamento (es., giocare, conversare, ecc.)

  • (^) I codici molecolari prevedono l’individuazione di piccoli

segmenti di

comportamento (es., sorridere, vocalizzare, porre una

domanda, …)

  • (^) Uno schema di codifica deve essere omogeneo, per cui

i differenti livelli di descrizione vanno tenuti distinti

Sono più soggetti a interpretazione

Sono più facili da rilevare perché più evidenti

  • (^) Bisogna dare una definizione chiara e univoca delle categorie

e indicare i criteri d’uso di ciascuna di esse

attenzione :

è possibile ricavare informazioni molari sulla base di quelle

molecolari, ma non viceversa

Si confrontino, ad esempio, le definizioni date da Connolly e Smith

(1972), nella loro ricerca sui modelli di gioco esibiti da bambini in età

prescolare:

Indicare (cat. molecolare) : braccio esteso verso l’esterno, ma non a contatto

con gli oggetti. Il bambino guarda o fissa nella stessa direzione.

Gioco parallelo (cat.molare) : il bambino gioca da solo, manifestando però,

spontaneamente, un comportamento simile a quello degli altri bambini. Se gioca

con giocattoli, questi sono simili a quelli usati dai bambini vicini a lui, ma gioca in

un modo che piace a lui. Se gli altri, invece, giocano senza giocattoli, allora egli

usa le stesse attrezzature o effettua un comportamento simile a quello dei

bambini che lo circondano. In entrambi i casi, egli non tenta di influenzare il

comportamento degli altri bambini e interagisce poco o nulla con essi. Gioca, cioè,

accanto agli altri bambini, più che con essi. È evidente che la definizione di una categoria a un livello di descrizione

molecolare

del comportamento risulta molto più chiara e più semplice (e meno

ambigua) di

quella relativa ad un aspetto molare del comportamento. Le categorie di tipo molare, tuttavia, consentono di cogliere in modo

immediato e

sintetico aspetti complessi del comportamento e quindi in molti casi sono

insostituibili. Il problema delle possibili ambiguità presenti nella loro definizione può

essere

aggirato tramite l’accordo tra osservatori indipendenti che codificano nella

stessa

Requisiti delle

categorie

Schema di

codifica

L'ampiezza del sistema di codifica (quante e quali categorie

inserire) viene decisa in base a criteri di esaustività

(rappresentare tutto ciò che ricorre) e di economia

(frequenza): l'obiettivo della ricerca determina il taglio che

viene dato al sistema di codifica

ogni categoria deve essere definita e descritta in modo

chiaro e univoco

Lo schema di codifica deve prevedere :

Omogeneità

Operazionalizzazione

le categorie devono avere la stessa ampiezza e lo stesso

livello di astrazione

  • per es., le categorie “gioco di gruppo” (cod. molare) e

“salta”

(cod. molecolare), così come le categorie “triste” (cod.

sociale) e

“angoli della bocca all’ingiù (cod. fisico), non possono stare

nello

stesso schema perché sono ad un livello descrittivo diverso

… ricapitolando …

ampiezza

astrazione

codici fisicamente basate sorriso;

fisici sguardo

codici socialmente basate gioco;

sociali interazione

CATEGORIE CARATTERISTICHE (^) TIPO DI EVENTI

molecolari codificano eventi vocalizzo;

momentanei o brevi gesto

molari codificano stati attività

durevoli esplorativa

organizzazione

mutualmente si escludono stati

esclusive a vicenda, comportamentali

non simultanee (gioca-non gioca)

a caratteristiche descrivono le sguardo,

sorriso

distintive diverse postura

sfaccettature di un

fenomeno; simultanee