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Logica e Argomentazione - Creative thinking e Caring thinking, Appunti di Logica

Appunti di logica e argomentazione. Argomento trattato: Creative thinking e Caring thinking

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 24/01/2021

mariangela-mucerino
mariangela-mucerino 🇮🇹

4.4

(19)

30 documenti

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IL CREATIVE THINKING E IL CARING THINKING
vecchia idea: chi pensa bene agisce bene → chi commette il male è prima di tutto ignorante
(Socrate)
La cosa sorprendente non è tanto che lo sviluppo del CT porti allo sviluppo del creative e caring
thinking quanto viceversa → sviluppando un orizzonte di cura e creativo io possono sviluppare
anche le facoltà cognitive → una comunità d ricerca che ha certe caratteristiche che facilitano e
incrementano la cura e la creatività aiuta anche lo sviluppo delle facoltà cognitive.
Nella nostra civiltà abbiamo la convinzione che le facoltà cognitive si sviluppino attraverso il
pensando non agendo bene.
É questa l'idea del pensiero multidimensionale → le 3 dimensioni sono paritarie: sviluppando un
orizzonte di cura e creativo io possono sviluppare anche le facoltà cognitive
1. CREATIVE THINKING
Il creative thinking è l'attività cognitiva solitamente associata all'arte, alla produzione artistica.
Il pensiero critico si può insegnare, il ragionamento giusto ha un metodo, per la creatività non è
così, non si può insegnare, non si possono dare regole. → noi come insegnanti, però, non dobbiamo
insegnare la creatività bensì riconoscerla per incoraggiarla, bisogna stare attenti al momento in cui
si manifesta
La creatività è una caratteristica, disposizione che tutti hanno, poi ci sono le persone meno creative
e più creative → è una tendenza ad agire in un certo modo quando ci si trova in un certo contesto (è
come il coraggio) → non si insegna ma si incoraggia, si porta ad incrementare questa disposizione
Non è facile riconoscerla → per questo sono stati individuati dei descrittori, caratteristiche che
possono aiutarci a riconoscere manifestazioni di creatività
Descrittori:
Originalità: il creative thinking deve essere originale, che vuol dire qualcosa di nuovo. È la
capacità di saper fare qualcosa di nuovo e non duplicare il già fatto, all'interno di un
framework di regole date, trovando in queste nuove possibilità. Non deve essere confusa con
l'eccentricità, che vuol dire mancanza di regole, pensiero libero che vaga senza un obiettivo.
Produttività: capacità di affrontare i problemi con un atteggiamento rivolto verso la
soluzione; guardare il problema con un'ottica verso lo strumento per risolverlo.
Immaginazione: capacità di immaginare possibilità, scenari alternativi. Ma le possibilità
devono essere realizzabili, produttive.
Indipendenza: il pensatore creativo agisce in modo indipendente, facendo domande di
chiarimento e approfondimento (domande metacognitive). In questo punto creative thinking
e CT si sovrappongono → la fase di metacognizione è un atto cognitivo e creativo.
Sperimentazione: il creative thinking è guidato più dalla sperimentazione che
dall'applicazione delle regole. Bisogna incoraggiare gli studenti a fare ipotesi e agire di
conseguenza.
Olismo: (il tutto è più che la somma delle singole parti → la relazione che si stabilisce tra le
parti in questo insieme è un elemento aggiuntivo che non è presente in nessuna delle parti).
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IL CREATIVE THINKING E IL CARING THINKING

vecchia idea: chi pensa bene agisce bene → chi commette il male è prima di tutto ignorante (Socrate) La cosa sorprendente non è tanto che lo sviluppo del CT porti allo sviluppo del creative e caring thinking quanto viceversa → sviluppando un orizzonte di cura e creativo io possono sviluppare anche le facoltà cognitive → una comunità d ricerca che ha certe caratteristiche che facilitano e incrementano la cura e la creatività aiuta anche lo sviluppo delle facoltà cognitive. Nella nostra civiltà abbiamo la convinzione che le facoltà cognitive si sviluppino attraverso il pensando non agendo bene. É questa l'idea del pensiero multidimensionale → le 3 dimensioni sono paritarie: sviluppando un orizzonte di cura e creativo io possono sviluppare anche le facoltà cognitive

1. CREATIVE THINKING Il creative thinking è l'attività cognitiva solitamente associata all'arte, alla produzione artistica. Il pensiero critico si può insegnare, il ragionamento giusto ha un metodo, per la creatività non è così, non si può insegnare, non si possono dare regole. → noi come insegnanti, però, non dobbiamo insegnare la creatività bensì riconoscerla per incoraggiarla, bisogna stare attenti al momento in cui si manifesta La creatività è una caratteristica, disposizione che tutti hanno, poi ci sono le persone meno creative e più creative → è una tendenza ad agire in un certo modo quando ci si trova in un certo contesto (è come il coraggio) → non si insegna ma si incoraggia, si porta ad incrementare questa disposizione Non è facile riconoscerla → per questo sono stati individuati dei descrittori, caratteristiche che possono aiutarci a riconoscere manifestazioni di creatività Descrittori: - Originalità: il creative thinking deve essere originale, che vuol dire qualcosa di nuovo. È la capacità di saper fare qualcosa di nuovo e non duplicare il già fatto, all'interno di un framework di regole date, trovando in queste nuove possibilità. Non deve essere confusa con l'eccentricità, che vuol dire mancanza di regole, pensiero libero che vaga senza un obiettivo. - Produttività: capacità di affrontare i problemi con un atteggiamento rivolto verso la soluzione; guardare il problema con un'ottica verso lo strumento per risolverlo. - Immaginazione: capacità di immaginare possibilità, scenari alternativi. Ma le possibilità devono essere realizzabili, produttive. - Indipendenza: il pensatore creativo agisce in modo indipendente, facendo domande di chiarimento e approfondimento (domande metacognitive). In questo punto creative thinking e CT si sovrappongono → la fase di metacognizione è un atto cognitivo e creativo. - Sperimentazione: il creative thinking è guidato più dalla sperimentazione che dall'applicazione delle regole. Bisogna incoraggiare gli studenti a fare ipotesi e agire di conseguenza. - Olismo: (il tutto è più che la somma delle singole parti → la relazione che si stabilisce tra le parti in questo insieme è un elemento aggiuntivo che non è presente in nessuna delle parti).

  • Le singole istruzioni e azioni fanno parte di un tutto, una relazione che ha un fine anche se ancora non si vede. Il creative thinking non perde di vista l'immagine complessiva di ciò che si vuole ottenere, l'obiettivo. Bisogna sempre rammentare ai bambini lo scopo ultimo, l'obiettivo di ogni singola istruzione/attività.
  • Espressione: porre attenzione al modo in cui gli studenti esprimono ciò che pensano →espressione creativa rivela aspetti del soggetto che esprime
  • Auto-trascendenza: ciò che si impara con istruzioni e attività didattiche deve costituire la base per costruire qualcosa di nuovo.
  • Sorpresa: il pensiero teorico cerca spiegazione (convergente), il creative thinker cerca la sorpresa (divergente) sia come punto di partenza che come prodotto.
  • Generatività: se usato correttamente il creative thinking è in grado di generare se stesso, di stimolare ulteriore creatività perchè agisce come modello → la creatività non si può insegnare ma si può incrementare e facilitare mostrare esempi di creatività → se noi siamo esposti ad atti creativi miglioriamo, sviluppiamo la nostra creatività. Attenzione all'eccesso perchè inibisce.
  • Maieuticità: capacità di tirare fuori → è l'azione dell'insegnante che deve tirare fuori il creative thinking dagli studenti.
  • Inventiva: capacità di suggerire nuove idee, produrre un pensiero che apre alternative e contiene ulteriori spunti di riflessione 2. CARING THINKER Gilbert Ryle fu uno dei primi a sostenere che gli aspetti emozionali della nostra vita non si aggiungono ad un pre-esistente sotto-strato cognitivo, ma convivono con esso → non è che noi prima cognitivamente prendiamo atto di una situazione e poi sviluppiamo un emozione → l'emozione è parte integrante dell'atto cognitivo. Ciò vuol dire che le emozioni sono esse stesse responsabili dell'individuare alternative, esaminare possibilità, stabilire connessioni e altri tipi di atti cognitivi → caring thinking → non è soltanto avere compassione ma è il pensare pensare la cura e l'introiettare l'emozioni della cura dentro il tessuto cognitivo. Più che definire il caring thinking se ne possono esaminare alcune varietà in cui si può presentare:
  • p. apprezzativo
  • p. affettivo
  • p. attivo
  • p. normativo
  • p. empatico

2.1 Le varietà del caring thinking

Pensiero apprezzativo Dewey ha introdotto una distinzione tra le varie forme di giudizio di valore → distinzione tra valorizzare e valutare: ◦ valorizzare ha un aspetto emozionale, è legata al prendersi cura ◦ valutare non ha un aspetto emozionale, anzi tradizionalmente si pensa che valutare deve

Pensiero empatico Empatia: capacità di porsi nella situazione emozionale degli altri, di condividerle. Pensiero empatico non è solo trasmissione di solidarietà, ma anche espressione di valori morali come la tolleranza e l'ascolto → sono questi valori a caratterizzare i caring thinking → pensiero di cura che agisce nella pratica sotto forma di tolleranza e ascolto, che sono i valori della CdR. Senza la capacità di trasmettere valori l'attività cognitiva sarebbe apatica, impersonale, e molto meno produttiva di come potrebbe essere. (M. Lipman)

2.2 Il decalogo di Gilber Ryle

Gli insegnati critici, creativi e caring:

  • Non si ripetono: quando devono dire la stessa cosa la dicono in modo diverso
  • Quando dicono ci dicono “applica questo”, “riformula quello” si aspettano che lo facciamo a modo nostro
  • Non ci dicono cosa dobbiamo fare, ce lo mostrano
  • Ci provocano con domande e poi mettono in dubbio le nostre risposte
  • Ci fanno fare e rifare esercizio
  • Ci conducono per percorsi solo parzialmente conosciuti e poi ci lasciano fare l'ultimo passo
  • Ci danno soluzioni chiaramente sbagliate e si aspettano che troviamo l'errore
  • Attraggono la nostra attenzione su problemi parzialmente analoghi e ci lasciano usare l'analogia da soli
  • Scompongono il problema complesso in ingredienti più semplici che poi ci fanno risolvere per rimettere insieme la soluzione finale
  • Quando abbiamo trovato la soluzione ci creano altri problemi

3. AUTONOMIA

Il critical thinking è particolarmente utile per sviluppare l'autonomia degli studenti. Tuttavia il costrutto dell'autonomia è molto complesso, non sempre se ne trova una caratterizzazione chiara.

La parola “autonomia” deriva dal greco e significa darsi da sé e proprie leggi. Inizialmente il concetto ha una valenza politica e legislativa → rappresenta l'indipendenza da un potere esterno, ma anche la forma di partecipazione democratica in cui ognuno contribuisce alle decisioni. Definizione Treccani: capacità e facoltà di governarsi e reggersi da sé, con leggi proprie, come carattere proprio di uno stato sovrano rispetto ad altri stati. Definizione di Piaget: abilità di pensare da se stessi, decidere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra il vero e il falso usando le proprie esperienze e conoscenze e prendere decisioni indipendentemente da ricompense e punizioni → è autonomia di pensiero Definizione di Piero Bertolini: Capacità di autoregolarsi, ovvero capacità di organizzare i propri comportamenti e quindi le proprie scelte con riferimento a se stessi –> allineare i propri comportamenti su se stessi, in riferimento a se stessi. L'autonomia è quindi una virtù, una disposizione a pensare, a decidere e ad agire con riferimento a se stessi piuttosto che a finalità esterne → fare scelte tramite processi di pensiero e decisione interni !! L'autonomia è connessa al concetto di responsabilità → agire/pensare in modo autonomo implica prendersi la responsabilità delle proprie scelte. MA si nasce autonomi o si diventa autonomi? → come tutte le virtù può essere più o meno sviluppata all'inizio ma può essere “allenata”, tutti abbiamo una disposizione (come la creatività) che poi può essere allenata, incrementata e qui:

  • si può agire sui fattori esterni che agevolano lo sviluppo dell'autonomia → ex spingere lo studente a prendersi la responsabilità delle varie fasi dell'apprendimento
  • si può agire su fattori interni → in questo caso l'azione educativa è finalizzata all'assunzione di responsabilità verso le proprie azioni e pensieri di discente, come nell'apprendimento autoregolato → quando abbiamo un problema di autonomia nella classe è importante capire che tipo di autonomia ne è affetto (tecnica, psicologica, politica) → Non essere in grado di fare da soli