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L'oratoria (Isocrate e Demostene), Dispense di Greco

L'oratoria in generale e i suoi generi e Isocrate e Demostene: la biografia di Isocrate con le opere Panegirico e Antidosis e la biografia di Demostene con cenni alle sue opere. Ci sono anche dei passi importanti tratti dalle opere di Isocrate.

Tipologia: Dispense

2023/2024

Caricato il 18/06/2024

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esterzan_ 🇮🇹

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ISOCRATE
Pubblico ampio che si riunisce in panegiriche per discutere problemi.
Vita: nato ad Atene, famiglia agiata, ebbe un'educazione di alto livello, ma la sua famiglia
cadde in rovina, per cui dovette dedicarsi alla professione di logografo per sopravvivere.
Fondò una scuola di retorica, è convinto dell'importanza di un'educazione comune: riteneva
che per creare il buon cittadino bisognasse dare espressione alle proprie idee attraverso un
discorso ben strutturato e pronunciato. Abbiamo di lui 21 orazioni, principalmente epidittiche.
Queste orazioni fanno ponte tra l'età classica ed ellenismo e non furono mai pronunciate ma
concepite per la lettura e furono messe per iscritto (novità ellenistica). La sua oratoria non si
propone di intervenire direttamente sull'attualità.
Panegirico
Un immaginario discorso rivolto ai Greci per le celebrazioni in onore di Zeus. è il primo
discorso politico di Isocrate. Fa un appello all'unità dei Greci contro i barbari persiani, definiti
gli inferiori nemici dei Greci.
- Panegirico 1 14 “L’esordio del Panegirico”1: nel Panegirico sono esposti il punto
centrale del programma politico di Isocrate, cioè la coalizione dei Greci contro i
Persiani. Dato che l’argomento era già stato trattato al tempo, Isocrate cerca di
esporre le argomentazioni in modo originale: ciò che realmente conta è esporre le
proprie ragioni in modo da superare quelli che prima hanno fatto la stessa cosa.
Inizia a parlare degli atleti e della contrapposizione tra corpo e spirito, proponendo
questo come presupposto fondamentale della παιδεια. Dice infatti che con la forza
fisica, l'umanità non ci guadagnerebbe nulla, ma con la saggezza l'umanità ne
trarrebbe vantaggio: dunque c’è bisogno di homònoia ed heghemonìa ateniese
contro il nemico “di sempre”. Inoltre secondo lui i discorsi devono essere utili agli
ascoltatori. Il tema di Isocrate è quello del λογος, usa uno stile classico ed elevato
anche per le questioni di attualità. Dice che è interessante chi ha portato l’arte alla
perfezione, non chi l'ha inventata: non importa quindi essere originali. Secondo lui il
discorso giudiziario deve adattarsi a chi lo recita.
- Panegirico 150 152; 154 - 160 “L’inferiorità dei barbari rispetto ai Greci”12: Isocrate
sostiene che l'impero persiano è debole perché i barbari sono inferiori per natura
rispetto ai Greci. Nel progetto politico di Isocrate si mescolano il desiderio di porre
fine alle discordie fra Greci e barbari, la considerazione sulle appetibili terre straniere
e il risentimento per le ingerenze di Persiani negli affari Greci. Isocrate fa anche
propaganda utilizzando la poesia di Omero come superiore alle altre perché elogia i
Greci contro i barbari, anche se in realtà nelle opere di Omero vengono esaltate le
gesta sia dei Greci sia dei Persiani.
Antidosis
Isocrate immagina di difendersi da un processo per lo scambio dei beni in cui era rimasto
coinvolto, ma questa cornice e giudiziaria è solo un pretesto per introdurre un'apologia di
e del proprio operato, che diventa un autobiografia idealizzata: qui proclama l'altezza del
contenuto educativo del suo insegnamento.
Secondo la legge, infatti, era possibile chiedere che l’onere di una liturgia fosse trasferito a
un cittadino più abbiente; e se questi rifiutava, poteva essere costretto con un'azione
giudiziaria allo scambio dei rispettivi patrimoni (αντίδοσις).
1L’imperialismo e la guerra
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ISOCRATE

Pubblico ampio che si riunisce in panegiriche per discutere problemi. Vita: nato ad Atene, famiglia agiata, ebbe un'educazione di alto livello, ma la sua famiglia cadde in rovina, per cui dovette dedicarsi alla professione di logografo per sopravvivere. Fondò una scuola di retorica, è convinto dell'importanza di un'educazione comune: riteneva che per creare il buon cittadino bisognasse dare espressione alle proprie idee attraverso un discorso ben strutturato e pronunciato. Abbiamo di lui 21 orazioni, principalmente epidittiche. Queste orazioni fanno ponte tra l'età classica ed ellenismo e non furono mai pronunciate ma concepite per la lettura e furono messe per iscritto (novità ellenistica). La sua oratoria non si propone di intervenire direttamente sull'attualità. Panegirico Un immaginario discorso rivolto ai Greci per le celebrazioni in onore di Zeus. è il primo discorso politico di Isocrate. Fa un appello all'unità dei Greci contro i barbari persiani, definiti gli inferiori nemici dei Greci.

  • Panegirico 1 – 14 “L’esordio del Panegirico”^1 : nel Panegirico sono esposti il punto centrale del programma politico di Isocrate, cioè la coalizione dei Greci contro i Persiani. Dato che l’argomento era già stato trattato al tempo, Isocrate cerca di esporre le argomentazioni in modo originale: ciò che realmente conta è esporre le proprie ragioni in modo da superare quelli che prima hanno fatto la stessa cosa. Inizia a parlare degli atleti e della contrapposizione tra corpo e spirito, proponendo questo come presupposto fondamentale della παιδεια. Dice infatti che con la forza fisica, l'umanità non ci guadagnerebbe nulla, ma con la saggezza l'umanità ne trarrebbe vantaggio: dunque c’è bisogno di homònoia ed heghemonìa ateniese contro il nemico “di sempre”. Inoltre secondo lui i discorsi devono essere utili agli ascoltatori. Il tema di Isocrate è quello del λογος, usa uno stile classico ed elevato anche per le questioni di attualità. Dice che è interessante chi ha portato l’arte alla perfezione, non chi l'ha inventata: non importa quindi essere originali. Secondo lui il discorso giudiziario deve adattarsi a chi lo recita.
  • Panegirico 150 – 152; 154 - 160 “L’inferiorità dei barbari rispetto ai Greci”^12 : Isocrate sostiene che l'impero persiano è debole perché i barbari sono inferiori per natura rispetto ai Greci. Nel progetto politico di Isocrate si mescolano il desiderio di porre fine alle discordie fra Greci e barbari, la considerazione sulle appetibili terre straniere e il risentimento per le ingerenze di Persiani negli affari Greci. Isocrate fa anche propaganda utilizzando la poesia di Omero come superiore alle altre perché elogia i Greci contro i barbari, anche se in realtà nelle opere di Omero vengono esaltate le gesta sia dei Greci sia dei Persiani. Antidosis Isocrate immagina di difendersi da un processo per lo scambio dei beni in cui era rimasto coinvolto, ma questa cornice e giudiziaria è solo un pretesto per introdurre un'apologia di sé e del proprio operato, che diventa un autobiografia idealizzata: qui proclama l'altezza del contenuto educativo del suo insegnamento. Secondo la legge, infatti, era possibile chiedere che l’onere di una liturgia fosse trasferito a un cittadino più abbiente; e se questi rifiutava, poteva essere costretto con un'azione giudiziaria allo scambio dei rispettivi patrimoni (αντίδοσις). (^1) L’imperialismo e la guerra
  • Antidosis 180 – 192 “I principi della scuola di Isocrate”^2 : Isocrate fu chiamato in giudizio per uno scambio dei beni, perché un uomo che doveva allestire una trireme riteneva che Isocrate dovesse accollarsi la spesa in quanto più ricco. Isocrate dovette accettare la liturgia (cioè dare il suo contributo). Allora Isocrate pubblica l'Antidosis, l'arringa a un processo immaginario. L'oratore presenta il programma formativo della sua scuola, della sua filosofia in polemica contro la scuola platonica. c'era molta rivalità tra la scuola di Isocrate e quella di Platone: la filosofia di Platone aveva come fine la conoscenza della verità assoluta, l’επιστημη, attraverso il raggiungimento della trascendenza, mentre Isocrate credeva che per raggiungerla bisognasse cogliere il momento opportuno, il καιρος, per agire. Distingue il corpo dall'anima: l’educazione fisica che potenzia le qualità fisiche, mentre la filosofia (intesa come oratoria) potenzia l’anima. Tuttavia Isocrate dice che i maestri possono solo contribuire, ma in generale per diventare un grande atleta o un grande oratore ci devono essere talento e impegno dentro l'allievo.

DEMOSTENE

Vita: Il più grande oratore politico greco, fu anche logografo. Fa orazioni deliberative, tipiche delle assemblee. Nato ad Atene, fu posto sotto la tutela di suo cugino che però sperperò il patrimonio della famiglia, per cui Demostene lo citò in giudizio. Fu l'ultimo difensore del sistema della polis, era democratico e lottò coraggiosamente contro Filippo II e Alessandro. Si impegna in vita politica: fu un grande comunicatore, abile a catturare il consenso. Demostene era antimacedone, perché l'ascesa macedone rappresentava un grande pericolo per Atene e quindi si oppose a Filippo. Il partito filomacedone era quello di Eschìne. Demostene nelle sue orazioni presenta Filippo come un pericolo per Atene e insiste sulla necessità di intervenire. Nel 346 a.C. fu segnata la pace di Filocrate, un periodo che secondo Demostene doveva essere sfruttato per formare una coalizione greca contro i macedoni. In questo contesto Demostene pronuncia la Filippica I e la Filippica III. Alla lega ellenica, sostenuta da Demostene, si unì anche Tebe. Ma nel 338 a.C. l'esercito Greco fu annientato dai macedoni a Cheronea e lì terminò il sistema delle città stato in Grecia. Tebe fu occupata, mentre Atene venne posta sotto il controllo di Filippo. Demostene aveva acquistato importanza e un suo partigiano, Ctesifonte, propose di insignirlo con una corona d'oro, ma Eschine fece un discorso, contro Ctesifonte, denunciandolo di illegalità. Allora Demostene, ormai magistrato, pronunciò un'orazione in difesa di Ctesifonte, Sulla corona , e a favore della democrazia e della libertà. Morto Filippo, Alessandro represse la ribellione dei Greci a Tebe. Arpalo, parente di Alessandro, aveva mal amministrato la cassa e quindi fuggì dal re temendo una punizione. Rifugiatosi ad Atene, gli Ateniesi presero in custodia Arpalo e il grandissimo denaro che aveva con sé, ma Arpalo riuscì a fuggire con una parte del tesoro. Furono lanciate accuse dalle diverse fazioni e venne stabilito che anche Demostene aveva ricevuto denaro da Arpalo, quindi fu condannato al carcere. Morto Alessandro, Demostene diede il via a una sollevazione generale delle città greche in funzione antimacedone, ma il generale macedone Antipatro pretese la consegna dei politici, quindi Demostene si rifugiò nel tempio di Poseidone, dove si suicidò. Demostene è simbolo di un patriota in lotta per l'indipendenza del proprio paese. Ha uno stile di oratoria elevato e ricco di passione. (^2) La retorica e il linguaggio