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L'oratoria in generale e i suoi generi e Isocrate e Demostene: la biografia di Isocrate con le opere Panegirico e Antidosis e la biografia di Demostene con cenni alle sue opere. Ci sono anche dei passi importanti tratti dalle opere di Isocrate.
Tipologia: Dispense
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Pubblico ampio che si riunisce in panegiriche per discutere problemi. Vita: nato ad Atene, famiglia agiata, ebbe un'educazione di alto livello, ma la sua famiglia cadde in rovina, per cui dovette dedicarsi alla professione di logografo per sopravvivere. Fondò una scuola di retorica, è convinto dell'importanza di un'educazione comune: riteneva che per creare il buon cittadino bisognasse dare espressione alle proprie idee attraverso un discorso ben strutturato e pronunciato. Abbiamo di lui 21 orazioni, principalmente epidittiche. Queste orazioni fanno ponte tra l'età classica ed ellenismo e non furono mai pronunciate ma concepite per la lettura e furono messe per iscritto (novità ellenistica). La sua oratoria non si propone di intervenire direttamente sull'attualità. Panegirico Un immaginario discorso rivolto ai Greci per le celebrazioni in onore di Zeus. è il primo discorso politico di Isocrate. Fa un appello all'unità dei Greci contro i barbari persiani, definiti gli inferiori nemici dei Greci.
Vita: Il più grande oratore politico greco, fu anche logografo. Fa orazioni deliberative, tipiche delle assemblee. Nato ad Atene, fu posto sotto la tutela di suo cugino che però sperperò il patrimonio della famiglia, per cui Demostene lo citò in giudizio. Fu l'ultimo difensore del sistema della polis, era democratico e lottò coraggiosamente contro Filippo II e Alessandro. Si impegna in vita politica: fu un grande comunicatore, abile a catturare il consenso. Demostene era antimacedone, perché l'ascesa macedone rappresentava un grande pericolo per Atene e quindi si oppose a Filippo. Il partito filomacedone era quello di Eschìne. Demostene nelle sue orazioni presenta Filippo come un pericolo per Atene e insiste sulla necessità di intervenire. Nel 346 a.C. fu segnata la pace di Filocrate, un periodo che secondo Demostene doveva essere sfruttato per formare una coalizione greca contro i macedoni. In questo contesto Demostene pronuncia la Filippica I e la Filippica III. Alla lega ellenica, sostenuta da Demostene, si unì anche Tebe. Ma nel 338 a.C. l'esercito Greco fu annientato dai macedoni a Cheronea e lì terminò il sistema delle città stato in Grecia. Tebe fu occupata, mentre Atene venne posta sotto il controllo di Filippo. Demostene aveva acquistato importanza e un suo partigiano, Ctesifonte, propose di insignirlo con una corona d'oro, ma Eschine fece un discorso, contro Ctesifonte, denunciandolo di illegalità. Allora Demostene, ormai magistrato, pronunciò un'orazione in difesa di Ctesifonte, Sulla corona , e a favore della democrazia e della libertà. Morto Filippo, Alessandro represse la ribellione dei Greci a Tebe. Arpalo, parente di Alessandro, aveva mal amministrato la cassa e quindi fuggì dal re temendo una punizione. Rifugiatosi ad Atene, gli Ateniesi presero in custodia Arpalo e il grandissimo denaro che aveva con sé, ma Arpalo riuscì a fuggire con una parte del tesoro. Furono lanciate accuse dalle diverse fazioni e venne stabilito che anche Demostene aveva ricevuto denaro da Arpalo, quindi fu condannato al carcere. Morto Alessandro, Demostene diede il via a una sollevazione generale delle città greche in funzione antimacedone, ma il generale macedone Antipatro pretese la consegna dei politici, quindi Demostene si rifugiò nel tempio di Poseidone, dove si suicidò. Demostene è simbolo di un patriota in lotta per l'indipendenza del proprio paese. Ha uno stile di oratoria elevato e ricco di passione. (^2) La retorica e il linguaggio