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Lotman, semiotica, IULM, anno 2024/2025
Tipologia: Slide
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La nozione di “cultura” è sconcertante. Secondo il linguista americano Edward Sapir, la cultura non coincide con nessuna lingua, etnia o religione. Esistono culture e lingue multilingue, multietniche e multireligiose; esistono allo stesso modo lingue e sistemi semiotici condivisi da più culture, etnie e religioni.
Cosa è una cultura?
Le definizioni di cultura in antropologia sono classificabili in sei gruppi (Kroeber e Kluckhohn, 1952). Dunque, a seconda di come si definisce la cultura, ciascuno scienziato sociale studia qualcosa di leggermente diverso.
Nonostante le differenze linguistiche, etniche e religiose, esiste un ampio spazio cinematografico asiatico che consente a molti film di avere successo in regioni molto distanti. Il mercato cinematografico attraversa i confini.
Cultura nazionale vs cultura materiale Secondo il filosofo tedesco Jürgen Habermas, "dobbiamo distinguere tra due cose diverse: da un lato, le dissonanze cognitive che portano a un irrigidimento delle identità nazionali quando diverse forme di vita culturali entrano in collisione; dall'altro, la differenziazione ibrida che ammorbidisce le culture native e le forme di vita relativamente omogenee sulla scia dell'assimilazione in un'unica cultura mondiale materiale". Due dinamiche culturali:
Il semiotico per eccellenza che si è occupato di cultura è Juri Lotman. Fu filologo e allievo di Vladimir Propp, autore del rinomato studio Morfologia della fiaba. Influenzato dal formalismo russo e dalla cibernetica, Lotman fondò la scuola di Tartu-Mosca e sviluppò un quadro semiotico per studiare la cultura. Era molto noto in Italia e molti dei suoi articoli e libri sono stati tradotti in italiano durante la sua vita. Di recente, molte sue opere sono state tradotte e riscoperte nei dipartimenti americani di studi culturali.
Come studiare la cultura? Per ricostruire il “testo della cultura”:
Bisogna sforzarsi di pensare che un grande palazzo è in realtà una variante della costituzione italiana e viceversa. Ci raccontano entrambi della cultura italiana.
La semiotica di testo : è semioticamente possibile intendere come testo “nel senso più ampio, qualsiasi comunicazione registrata in un dato sistema di segni”. Possiamo parlare di […] un balletto, un’opera teatrale, una parata militare e tutti gli altri sistemi di segni del comportamento come un’elaborazione di parole, nella misura in cui applichiamo questo termine a una poesia scritta o a un dipinto (Lotman e Uspenskij, 1948).
Principio della descrizione Ci sono due approcci per descrivere la cultura. La nozione semiotica di testo è diversa da ciò che una cultura considera un "testo" (vale a dire, dalla nozione EMIC di testo). EMIC : ciò che una determinata cultura considera “testo”; si spiegano i prodotti di una cultura con le categorie che quella stessa cultura usa per parlarne (es. se parlo di pubblicità uso i termini tecnici dei pubblicitari). Il testo è ciò che possiamo descrivere scientificamente come testo, in modo che la descrizione possa essere comunicata (nozione ETIC di testo). ETIC : ciò che la scienza consente di considerare “testo”; si usano categorie scientifiche rifiutando quelle dell’approccio emic. Questo approccio si impiega per scoprire qualcosa di un determinato ambito che non si conosceva ancora. Questa è una caratteristica distintiva dell'approccio semiotico.
Esempio: etnogenesi , un popolo che scopre di essere un popolo culturalmente autonomo. Si tratta di una presa di coscienza. Protestantesimo: la bibbia va tradotta nella propria lingua. Prima della riforma protestante la bibbia andava letta solo in latino. Traducendo la bibbia nella propria lingua i diversi popoli scoprono di esserlo. Approccio ETIC: Jan Potocki (polacco) nel corso dei suoi viaggi ha avanzato l’ipotesi che gli ucraini sono un popolo differente rispetto ai russi. Approccio EMIC: gli ucraini hanno preso consapevolezza più tardi, a partire dal romanticismo.
Espressione e contenuto Diversi tipi di testo (esempio film e libri) condividono lo stesso piano di contenuto. Le loro differenze sono correlate al piano di espressione. è possibile tradurre tra diversi testi semiotici. Se vogliamo parlare di un film dobbiamo produrre un testo. Se voglio conoscere una poesia di un’altra lingua devo tradurla. Quello che si conserva è il piano del contenuto, il senso. Cos’è il senso? è quella cosa che si conserva in un’operazione di parafrasi (fare la versione in prosa di un testo), di traduzione, di traduzione intersemiotica (libro-film, fumetto-film ecc).
Testo e contesto La semiotica non spiega il significato del testo come un mero prodotto delle circostanze culturali in cui è stato prodotto. Invece, tra la struttura interna del testo e il suo contesto, c'è una tensione fondamentale che vogliamo descrivere. Il contesto è un collegamento semiotico tra il progetto poetico dell'autore, la tradizione letteraria, le norme del genere, il linguaggio comune, le credenze culturali e la vita quotidiana. Si potrebbe affermare che un testo comunica ancora qualcosa nonostante la cultura sia cambiata; l’opera d’arte sopravvive nonostante il contesto culturale sia cambiato. Ad esempio per parlare del David di Michelangelo bisogna fare riferimento al Rinascimento. Il rapporto tra testo e elementi del contesto è conflittuale, di conseguenza è molto difficile ridurre un testo al contesto che l’ha prodotto; non ci possiamo accontentare di questo.
Le cose come anti-modelli Le ‘cose’ sono l’anti-modello del modello testuale; sono modelli negativi, ma pur sempre modelli. Le città possono essere progettate in un certo periodo come modelli razionali del mondo, come la realizzazione dell’utopia; oppure possono apparire in altre culture come l’anti-modello, il luogo del disordine, del caos, dell’anti-ragione e della non-cultura.
Non c’è un “fuori-dal-testo”. Ogni cultura costruisce la frontiera tra “dentro” (ciò che è colto) e “fuori” (ciò che non è colto).
04- Guardare alle altre culture con le proprie categorie Descrivere scientificamente le culture:
Esempio 1: un brano del "Compendio degli eventi dell'umanità" di 'Abu 'al Fadâ , in Michele Amari, Biblioteca araba siciliana.
“Il termine franco 'al 'imbirâtûr significa "re degli emiri" e il regno di questo imperatore comprendeva l'isola di Sicilia e i territori della Puglia e della Lombardia nella Terra Lunga (Italia continentale).”: Dal punto di vista degli arabi siciliani, il mondo era diviso in due gruppi etnici:
“Gamâl 'ad dîn dice: il padre dell'imperatore che ho visto si chiamava Federico, ed era stato un caro amico di 'Al Mâlik 'al Kâmil.”: Nel presentare l'imperatore Federico II al lettore, l'autore utilizza la categoria nemico/amico, centrale nel discorso politico (Bruno Latour, Carl Schmitt). 'Al Mâlik 'al Kâmil, il quarto sultano ayyubide d'Egitto, era probabilmente familiare ai lettori musulmani dell’epoca.
“Vidi che i membri della corte di Manfredi erano musulmani e che l'idān e la preghiera venivano eseguiti pubblicamente nel suo accampamento.”: L'autore assimila l'Impero a un emirato, descrivendo le pratiche religiose dei membri musulmani della corte.
“Quando lasciai la corte dell'imperatore, il papa, califfo dei Franchi, e il Raydafrans si erano alleati per muovere guerra all'imperatore e combatterlo; e il papa lo aveva già scomunicato in precedenza; e tutto questo perché il suddetto imperatore era favorevole ai musulmani.”: Per spiegare al lettore chi è il papa, l'autore stabilisce un'equivalenza culturale con un califfo. Il titolo "Raydâfrans" è un calco del francese "Roi de France" (re di Francia).
Esempio 2: “Trattato di geografia” di 'Ibn Sa'îd , in Michele Amari, Biblioteca Araba Siciliana
“A ovest di Napoli c'è Rûmah, sede del Papa. La città si estende su entrambe le rive del fiume Bronzo, così chiamato perché Ottaviano ne ha lastricato il letto di bronzo e ne ha rivestito le sponde scoscese. Le montagne della Lombardia si ergono sopra Genova. In questa città si lavora lo śarb e si fila l'oro. Ha un porto che i cittadini hanno costruito interamente in pietra nel corso di 300 anni ed è costruito in modo che chiunque possa ancorare la propria nave di fronte alla propria casa.”:
La descrizione di Roma e Genova è satura di elementi fantastici ed esotici. Il termine “śarb” è probabilmente un calco dell'italiano “sciarpa”. Genova esportava tessuti di seta e lino nel mondo musulmano. Negli scambi tra Genova e mondo arabo, la scarpa era l'elemento più esportato.
Casi possibili Secondo Lotman ci sono 4 casi possibili che ricorrono quando usiamo le categorie della nostra cultura per descrivere un’altra cultura: a. La propria cultura è considerata l'unica. Ad essa si contrappone la mancanza di cultura di altri gruppi (barbari): solo io ho una cultura, gli altri stati non hanno una cultura. b. La propria cultura è opposta alle altre culture, considerate in uno stato di natura: io penso che la mia cultura sia l’unica e si contrappone allo stato di natura. c. La propria cultura è naturale, mentre altri costumi e pratiche sono considerati contro natura: ad esempio le culture in cui si possono avere relazioni diverse da quelle eterosessuali, sono contro natura, nel momento in cui nella mia cultura avere altro tipo di relazioni non è possibile. d. Nonostante l'osservatore ammetta l'esistenza di culture diverse, usa i propri codici religiosi, nazionali, storici, sociali per descriverle. Quindi, l'altra cultura è sempre esotica, mentre la propria cultura sembra essere priva di un carattere specifico (normale)
Da una cultura all’altra: tesi sulla semiotica della cultura (1973) Tesi 1.2.2: L’ambito della non organizzazione esterna alla cultura può essere costruito come sfera speculare a quella della cultura ovvero come spazio che, dal punto di vista dell’osservatore coinvolto in quella certa cultura, appare non organizzato; invece, da un punto di vista esterno, esso appare come un ambito con una diversa organizzazione. Un esempio del primo tipo può essere considerata la ricostruzione delle concezioni pagane fatta da un monaco di Kiev nel secolo XII nella Povest’ vremennych let [Racconto dei tempi passati]. In essa, allo stregone [kudesnik/sorcerer] che prende parte a una disputa religiosa con i cristiani, e al quale è stato chiesto: “Come sono gli dei vostri, dove dimorano?”, si fa rispondere: “Dimorano negli inferi, sono d’aspetto neri, con ali e coda”. Se nell’area nel mondo culturalmente acquisito, agli dei è riservato l’“alto”, nello spazio che ne rimane fuori, essi sono collocati in basso. Avviene quindi una identificazione dello spazio extraculturale con il mondo negativo che sta “sotto” nel sistema della cultura considerata (“Un dio che sta agli inferi è un diavolo; un dio che sta nei cieli è un giudice”). Un esempio del secondo tipo ci è dato dalla affermazione dell’annalista Poljanin che presso gli antichi “i matrimoni non c’erano”, cui segue la descrizione di una organizzazione familiare che per l’annalista non è un matrimonio, mentre tale è indubbiamente per lo studioso contemporaneo.
Come descrivere obiettivamente una cultura? Il testo della cultura Lotman ( Topologia della cultura ):
Due tipi di testo della cultura Statico : organizzazione del mondo e sue trasformazioni. Concetti: continuità, vicinanza, frontiera. Valutazioni: sopra-sotto; destra-sinistra; concentrico-eccentrico; inclusivo-esclusivo. Dinamico : attività dell’uomo nel mondo circostante.
organizzazione, i profani in iniziati, i peccatori in giusti, l’entropia in informazione” (Tesi per un’analisi semiotica delle culture 1.2.0).
Sono possibili suddivisioni più complesse Nei testi della cultura è largamente rappresentata non solo la contrapposizione tra il mondo dei vivi e quello dei trapassati (o degli dei), ma anche una ripartizione degli dei in buoni e cattivi o demarcazioni analoghe.
Era scoppiato da poco il caso a Gaza e il ministro della difesa denuncia “Assedio completo di Gaza”; punto di vista di Israele. IN: Noi, Israele, Umani ES: Loro, Gaza, Hamas, Gruppi terroristici, Animali Relazione: l'assedio POV: da IN a ES
Punto di vista turco: “Loro ci vedono come animali” IN: Noi, Gaza, animali umani ES: Loro, Israele, Assassini (macellai?) Relazione: bombardamento POV: da ES a IN
Semiosfera Biosfera e semiosfera
Dentro la semiosphere
Il confine Fa da filtro: mantiene fuori le cose nocive e fa entrare solo quello che vuole. Funzioni della semiosfera:
Lo spazio extrasemiotico può essere riconosciuto solo nella misura in cui è stato tradotto nel linguaggio della semiosfera; è “extrasemiotico” solo dal punto di vista di una specifica semiosfera.
Il confine come meccanismo - cuscinetto SPAZIO INTERNO: Il centro città, Uno spazio divinizzato PERIFERIA: Il mago, Il boia, I mercenari SPAZIO ESTERNO: Nomadi Barbari
Centro/Periferia = Vecchio/Nuovo Il confine è il luogo in cui si verificano processi semiotici accelerati. Si creano nuove strutture per sostituire le vecchie strutture culturali del nucleo. Le strutture centrali sono ordinate, mentre quelle periferiche sono irregolari, questo significa che al confine si genera il significato.
Sistemi dialogici Scambio di flussi discreti di informazioni tra semiosfere, interrotti da pause. Esempio: Aristote > Averroè > Tommaso d'Aquino
Enantiomorfismo e chiralità L'analisi semiotica delle culture può scoprire fenomeni di enantiomorfismo: due culture apparentemente diverse condividono la stessa struttura a causa della loro simmetria.
Dialogo tra culture Il processo di reciproca conoscenza e inclusione in uno specifico mondo culturale generale provoca non solo il riavvicinamento di culture separate, ma anche la loro specializzazione: dopo essere entrata in una specifica cultura generale, una data cultura inizia a coltivare la propria originalità in modo più acuto. Due culture “fanno la pace” quando scoprono di avere molto più in comune con l’altra di quanto pensasse. Le due culture sono due specializzazioni.
Esempio: rappresentazioni della Vergine Maria
Manoscritto persiano del XVI secolo della Storia dei Profeti di Neyshaburi. Basato sulla Sura 19:
Vergine del fiore di ciliegio (Sakura). In Giappone il fiore di ciliegio segna la fine dell'inverno ed è un simbolo della transitorietà della vita nel buddismo.