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L'Europa nel Basso Medioevo: La Lotta tra Impero e Comuni, Dispense di Storia

Conflitti tra Papa e imperatore durante il Medioevo.

Tipologia: Dispense

2022/2023

Caricato il 29/07/2024

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simona-piga-1 🇮🇹

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L'EUROPA NEL BASSO MEDIOEVO
LA LOTTA TRA IMPERO E COMUNI
Mentre in Italia e nell’Europa centro-settentrionale sorgevano e si affermavano i Comuni, in
Germania, dopo la morte di Enrico V nel 1125 (che aveva stipulato in Concordato di Worms
concludendo la lotta per le investiture dei vescovi), si scatenò una lotta per la successione al trono
che durò quasi 30 anni.
I feudatari tedeschi, che dovevano eleggere l’imperatore, si divisero in due fazioni:
I GUELFI, sostenitori della casa di Sassonia e favorevoli ad una politica di compromesso con la
Chiesa di Roma.
I GHIBELLINI, sostenitori della casa di Svevia e intransigenti verso la Chiesa di Roma.
La guerra civile terminò nel 1152 con un compromesso: l’elezione di Federico I detto il Barbarossa
(1152-1190), svevo di origine ma di madre bavarese.
L'Italia divenne il principale luogo d'azione del nuovo sovrano, poiché durante questi 30 anni di
guerra civile, l’Italia fu praticamente abbandonata a stessa: nel settentrione i Comuni si
dilaniavano in lotte fratricide, mentre nel meridione si era andato costituendo il regno Normanno.
Ma le cose cambiarono dopo l'elezione del Barbarossa i cui obiettivi furono:
Consolidare il potere in Germania ponendo fine alla lotta tra Guelfi e Ghibellini;
Riappropriarsi dell’investitura feudale dei vescovi-conti e quindi ristabilire la supremazia
dell’Impero sulla Chiesa;
Affermare l’autorità imperiale sui Comuni italiani, togliendo loro l’autonomia che avevano
conquistato;
Conquistare l’Italia meridionale sotto il controllo dei normanni.
I primi interventi in Italia si concentrarono contro il comune di Milano, uno tra i più ricchi e forti,
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L'EUROPA NEL BASSO MEDIOEVO

LA LOTTA TRA IMPERO E COMUNI

Mentre in Italia e nell’Europa centro-settentrionale sorgevano e si affermavano i Comuni, in Germania, dopo la morte di Enrico V nel 1125 (che aveva stipulato in Concordato di Worms concludendo la lotta per le investiture dei vescovi), si scatenò una lotta per la successione al trono che durò quasi 30 anni. I feudatari tedeschi, che dovevano eleggere l’imperatore, si divisero in due fazioni:  I GUELFI, sostenitori della casa di Sassonia e favorevoli ad una politica di compromesso con la Chiesa di Roma.  I GHIBELLINI, sostenitori della casa di Svevia e intransigenti verso la Chiesa di Roma. La guerra civile terminò nel 1152 con un compromesso: l’elezione di Federico I detto il Barbarossa (1152-1190), svevo di origine ma di madre bavarese. L'Italia divenne il principale luogo d'azione del nuovo sovrano, poiché durante questi 30 anni di guerra civile, l’Italia fu praticamente abbandonata a sé stessa: nel settentrione i Comuni si dilaniavano in lotte fratricide, mentre nel meridione si era andato costituendo il regno Normanno. Ma le cose cambiarono dopo l'elezione del Barbarossa i cui obiettivi furono:  Consolidare il potere in Germania ponendo fine alla lotta tra Guelfi e Ghibellini;  Riappropriarsi dell’investitura feudale dei vescovi-conti e quindi ristabilire la supremazia dell’Impero sulla Chiesa;  Affermare l’autorità imperiale sui Comuni italiani, togliendo loro l’autonomia che avevano conquistato;  Conquistare l’Italia meridionale sotto il controllo dei normanni. I primi interventi in Italia si concentrarono contro il comune di Milano, uno tra i più ricchi e forti,

l’imperatore riuscì a piegare la resistenza dei milanesi costringendoli ad un giuramento di fedeltà, quindi riunì una Dieta a Roncaglia, cioè una assemblea dei maggiori feudatari, dove solennemente venne rivendicata all’impero la legittimità degli interventi nella vita interna dei Comuni. Consolidato il proprio potere sui Comuni, il Barbarossa dovette però affrontare l’ostilità del Papato che, alleatosi nel frattempo con i Normanni, aveva cambiato la sua posizione favorevole all’imperatore. Il papa Alessandro III arrivò anche a scomunicarlo, dando vita ad una coalizione di tutti i suoi nemici (Lega Lombarda). La guerra tra l'Impero e i Comuni si trascinò tra scontri armati e trattative di pace fino alla decisiva battaglia di Legnano nel 1176, dove le città della Lega Lombarda sconfissero il Barbarossa. Scampato a stento alla morte, Federico concluse con i comuni la pace di Costanza (1183). I Comuni ottennero il riconoscimento della loro autonomia nell'ambito dell'Impero, la libertà di eleggere i propri magistrati, ma in cambio dovettero accettare l'obbligo di giurare fedeltà all'imperatore, di versare un tributo annuo e di rimettersi al suo arbitrato in caso di discordie. LO SCONTRO TRA PAPATO E IMPERO CONTINUA Il papato, all’indomani della conclusione della lotta per le investiture, uscì fortemente rafforzato, i papi continuavano ad affermare che vi era un solo e unico detentore dei poteri universale ed era la Chiesa alla quale spettava il potere spirituale. Il potere temporale veniva concesso ai laici (all’Impero) che però erano tenuti a restituirlo in caso di cattivo operato. Secondo questa concezione ogni potere politico dipendeva dal papa, il quale era considerato l’unica guida legittima della cristianità e la sua autorità non poteva essere messa in discussione. Sulla base di questo principio si fonda la politica egemonica di papa Innocenzo III (1198-1216), secondo cui:  La Chiesa doveva manifestare la sua egemonia come potenza politica;  Le iniziative di riforma, nate all’interno della Chiesa, dovevano essere sottomesse;  Le eresie andavano completamente stradiciate, in modo da riaffermare la dottrina della Chiesa;  I poteri laici (L’Impero, Comuni e i nuovi stati nazionali) dovevano essere sottomessi alla Chiesa;  La Chiesa doveva riaffermare il potere politico in Italia. Il disegno politico di Innocenzo III era molto ambizioso e viene definito “ierocrazia” (potere del sacro), cioè il potere politico e spirituale completamente affidato alla Chiesa. Tale potere si basava su un principio noto come teoria del sole e della luna secondo cui: