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Lucrezio , analisi dell'opera De Rerum Natura, Appunti di Latino

Contesto sociale e culturale, uso della lingua e analisi dell'opera De Rerum Natura

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 10/01/2017

BeatriceCampaner
BeatriceCampaner 🇮🇹

4.4

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10 documenti

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Opere
Il nome di Lucrezio è legato esclusivamente al poema didascalico intitolato De Rerum Natura (sulla natura
delle cose): è un’opera in versi in cui Lucrezio per primo espone la teoria filosofica elaborata da Epicuro,
che a sua volta aveva attinto da Democrito (soprattutto per quanto riguarda la teoria atomistica per spiegare
l’origine del mondo).
Contesto sociale culturale
Lucrezio vive in un’epoca in cui dal punto di vista politico il negozium ma occupa un ruolo di primaria
importanza : Per il cittadino romano la vita politica a un ruolo fondamentale per potersi dire effettivamente
civis romanus”. Inoltre in questo periodo si è consolidata l’opinione secondo la quale la religione deve
essere considerata un “instrumentum regni”= Per lo stato di Roma l’impegno politico e civile ed il
riconoscimento della religione ufficiale occupano un ruolo di primaria importanza.
Lucrezio mette in discussione tutto ciò >> questi sono gli anni in cui numero dei filosofi greci
divulganoItalia la filosofia epicurea: un esempio la scuola di Sirone(con sede a Napoli) frequentata anche
dallo stesso Virgilio.
Il contesto storico culturale e politico in cui Lucrezio si trova ad operare è contraddistinto da numerose
trasformazioni: dal punto di vista politico la Repubblica è un periodo caratterizzato da guerre intestine; dal
punto di vista culturale il mondo romano sta subendo sempre più l’influenza del mondo greco ellenistico:
vengono sempre più introdotte nuove filosofie che mettono in discussione l’assetto culturale e sociale.
Il De Rerum Natura non è un’opera didascalica, non si presenta in forma di trattato in prosa divulgativo che
ha come obiettivo di mettere in luce la bravura di chi scrive: Lucrezio sceglie la forma del poema in
esametri collocandosi quindi nel solco di una tradizione letteraria.
Il poema era un’opera in cui si celebrava la grandezza di Roma ed era più largamente fruibile dalla classe
dirigente: Lucrezio indirizza quindi l’opera ad un pubblico elitario, rappresentato proprio da quella classe
dirigente senatoria ostile al cambiamento.
Finalità dell’opera-stile: L’obiettivo di attuare un rinnovamento della società per Lucrezio poteva venire
attraverso la celebrazione della ratio(ragione) in virtù della quale è possibile dare una spiegazione della
realtà. Si attua anche un rinnovamento spirituale: l’uomo non sarebbe più stato vittima della superstizione
religiosa che sfocia nell’ignoranza; il timore degli dei era dovuto alla superstizione, e la religione come
forma di potere non è possibile nel momento in cui essa diviene spiegabile.
L’opera allo scopo di divulgare il pensiero della filosofia epicurea, intesa e vista come quella corrente di
pensiero in grado di rendere l’uomo libero da ogni vincolo dell’ignoranza, della superstizione e della paura.
La finalità dell’opera è quindi didascalica, ma viene addolcita e abbellita tramite l’armoniosità e la
musicalità dei versi . Tasso si rifà Lucrezio>>> entrambi sostengono che il verso è come il miele che viene
posto sull’orlo del bicchiere del bimbo malato per assumere l’Assenzio, medicina amara ma necessaria per
guarire.
La scelta del verso e quindi fatta per rendere apprezzabile la lettura di un’opera il cui contenuto è difficile da
sostenere (poiché filosofico).
L’intento didascalico dell’opera e di facilmente ravvisabile analizzando la struttura è lo stile del poema:
Sillogismo= struttura argomentativa: presenta un principio e cerca di attuare la dimostrazione della
validità dello stesso.
La struttura argomentativa è supportata dalla presenza all’interno del poema di numerosi interventi
da parte dell’autore, che apostrofano l’allievo (il destinatario dell’opera) per sollecitare l’attenzione
la dove si nota la difficoltà dell’argomento.
Presenza di versi formulari (ripetizione di formule e connettivi), funzionale a mettere in luce la
struttura argomentativa del discorso.
Ampio uso dell'analogia soprattutto per spiegare concetti astratti: Lucrezio vuole dare la possibilità
al lettore di comprendere i concetti e i principi teorici.
Uso della lingua
Un altro problema importante dell’opera e l’uso della lingua: quando Lucrezia e decide di porre mano alla
stesura di quest’opera, non esisteva Roma un registro linguistico scientifico- filosofico (che si formerà con il
contatto maggiore col pensiero greco sul finire del secondo e l’inizio del terzo secolo). Lucrezio risolve
questo problema con l’uso di neologismi o hapax(termine detto una volta sola esclusivamente in quel
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Opere

Il nome di Lucrezio è legato esclusivamente al poema didascalico intitolato De Rerum Natura (sulla natura delle cose): è un’opera in versi in cui Lucrezio per primo espone la teoria filosofica elaborata da Epicuro, che a sua volta aveva attinto da Democrito (soprattutto per quanto riguarda la teoria atomistica per spiegare l’origine del mondo).

Contesto sociale culturale

Lucrezio vive in un’epoca in cui dal punto di vista politico il negozium ma occupa un ruolo di primaria importanza : Per il cittadino romano la vita politica a un ruolo fondamentale per potersi dire effettivamente “ civis romanus ”. Inoltre in questo periodo si è consolidata l’opinione secondo la quale la religione deve essere considerata un “ instrumentum regni”= Per lo stato di Roma l’impegno politico e civile ed il riconoscimento della religione ufficiale occupano un ruolo di primaria importanza. Lucrezio mette in discussione tutto ciò >> questi sono gli anni in cui numero dei filosofi greci divulganoItalia la filosofia epicurea: un esempio la scuola di Sirone(con sede a Napoli) frequentata anche dallo stesso Virgilio. Il contesto storico culturale e politico in cui Lucrezio si trova ad operare è contraddistinto da numerose trasformazioni: dal punto di vista politico la Repubblica è un periodo caratterizzato da guerre intestine; dal punto di vista culturale il mondo romano sta subendo sempre più l’influenza del mondo greco ellenistico: vengono sempre più introdotte nuove filosofie che mettono in discussione l’assetto culturale e sociale. Il De Rerum Natura non è un’opera didascalica, non si presenta in forma di trattato in prosa divulgativo che ha come obiettivo di mettere in luce la bravura di chi scrive: Lucrezio sceglie la forma del poema in esametri collocandosi quindi nel solco di una tradizione letteraria. Il poema era un’opera in cui si celebrava la grandezza di Roma ed era più largamente fruibile dalla classe dirigente: Lucrezio indirizza quindi l’opera ad un pubblico elitario, rappresentato proprio da quella classe dirigente senatoria ostile al cambiamento.

Finalità dell’opera-stile: L’obiettivo di attuare un rinnovamento della società per Lucrezio poteva venire attraverso la celebrazione della ratio (ragione) in virtù della quale è possibile dare una spiegazione della realtà. Si attua anche un rinnovamento spirituale: l’uomo non sarebbe più stato vittima della superstizione religiosa che sfocia nell’ignoranza; il timore degli dei era dovuto alla superstizione, e la religione come forma di potere non è possibile nel momento in cui essa diviene spiegabile. L’opera allo scopo di divulgare il pensiero della filosofia epicurea, intesa e vista come quella corrente di pensiero in grado di rendere l’uomo libero da ogni vincolo dell’ignoranza, della superstizione e della paura. La finalità dell’opera è quindi didascalica, ma viene addolcita e abbellita tramite l’armoniosità e la musicalità dei versi. Tasso si rifà Lucrezio>>> entrambi sostengono che il verso è come il miele che viene posto sull’orlo del bicchiere del bimbo malato per assumere l’Assenzio, medicina amara ma necessaria per guarire. La scelta del verso e quindi fatta per rendere apprezzabile la lettura di un’opera il cui contenuto è difficile da sostenere (poiché filosofico). L’intento didascalico dell’opera e di facilmente ravvisabile analizzando la struttura è lo stile del poema:

  • Sillogismo= struttura argomentativa: presenta un principio e cerca di attuare la dimostrazione della validità dello stesso.
  • (^) La struttura argomentativa è supportata dalla presenza all’interno del poema di numerosi interventi da parte dell’autore, che apostrofano l’allievo (il destinatario dell’opera) per sollecitare l’attenzione la dove si nota la difficoltà dell’argomento.
  • Presenza di versi formulari (ripetizione di formule e connettivi), funzionale a mettere in luce la struttura argomentativa del discorso.
  • Ampio uso dell'analogia soprattutto per spiegare concetti astratti: Lucrezio vuole dare la possibilità al lettore di comprendere i concetti e i principi teorici.

Uso della lingua Un altro problema importante dell’opera e l’uso della lingua: quando Lucrezia e decide di porre mano alla stesura di quest’opera, non esisteva Roma un registro linguistico scientifico- filosofico (che si formerà con il contatto maggiore col pensiero greco sul finire del secondo e l’inizio del terzo secolo). Lucrezio risolve questo problema con l’uso di neologismi o hapax (termine detto una volta sola esclusivamente in quel

contesto). Lucrezio è il primo che si preoccupa di coniare termini filosofici che corrispondono a quelli greci usati da Epicuro per esporre la sua filosofia. La lingua latina è nata tra uomini che erano per lo più pastori e contadini, perciò legata ad una realtà concreta, non c’era una sezione del linguaggio contraddistinta da termini astratti. Lucrezio dovete cercare di attuare un processo di traslazione/calco dal greco al latino inventando nuovi termini che potessero rendere l’idea espressa da Epicuro.

Struttura dell’opera

Il De Rerum Natura è articolato in 16 libri (3 diadi=coppie di libri) 1° DIADE proemio>> si presenta sottoforma di inno a Venere, più precisamente all’Alma Venus( Venere non intesa come divinità dell’amore, ma come principio di vita e fecondità: Alma deriva da “alo” ossia nutrire) e quindi come forza generatrice della natura.

  • (^) Incentrato sugli atomi: vengono presentati i principi della fisica epicurea, che a sua volta è mutuata dalla filosofia di Democrito.
  • Negli “elementi” di Epicuro, gli atomi vengono presentati come indistruttibili, immutabili e indefiniti: teoria del clinamen >>> gli atomi nel loro momento nel vuoto infinito quando si aggrego non si trovano ad avere un’inclinazione diversa, e per questo motivo possono dare vita ad elementi e realtà fra loro diverse. La teoria presenta punti di contatto con la riflessione fatta da Einstein nella teoria della relatività.
  • Accanto al processo di aggregazione (che dà vita), per Epicuro esiste anche un processo di disgregazione, che dà luogo alla morte: nascita e morte sono quindi un processo continuo derivato dagli atomi Rapporto con le divinità ---il timore degli dei per Lucrezio è insensato: le divinità esistono, ma sono collocate negli “ Inter mundia” (inframondi) = gli dei sono persone indifferenti alle vicende degli uomini. La condizione delle divinità viene radicalmente modificata: diversamente dagli autori passati, in cui le divinità condizionavano le scelte e i risultati di determinate azioni (Enea nell’Eneide), gli dei si disinteressano totalmente dell’uomo, non prendendone parte attiva nella vita, E non regolano neppure l’universo(poiché questo è governato da leggi fisiche). Di conseguenza, se gli dei vivono negli inframondi e non influiscono nelle azioni umane, è insensato averne paura: il timore per le divinità rappresenta uno degli errori della religione tradizionale, Che alimentata dalla superstizione, è un mezzo per tenere il uomo succube del potere. Gli dei sono modelli di perfetta felicità a cui l’uomo deve aspirare: la cosiddetta religio si afferma non in atteggiamento di timore, ma in una sorta di contemplazione che ha come fine ultimo il raggiungimento del piacere. Tema del piacere--- il piacere per Epicuro(E quindi per Lucrezio) è un piacere catastematico= È il risultato di un cosiddetto equilibrio interiore ( autarcheia= sorta di autosufficienza interiore in virtù della quale l’uomo riesce a controllare le proprie pulsioni e soddisfare i piaceri collegati ai bisogni necessari). Il raggiungimento del piacere catastematico dovrebbe portare l’uomo all’atarassia (= assenza di turbamento, equilibrio interiore). Questi precetti comportano la coltivazione dell’ otium = parte di tempo dell’uomo libero dalle attività pubbliche, le quali possono esercitare nell’uomo stesso turbamento di inquietudine. Lucrezio è rivoluzionario: il messaggio di Epicuro contravveniva al modus Vivendi tipico della Res Publica, che era fondata sulla religio e sul negozium. Lucrezio è perciò in linea con la sensibilità dei poetae novi e dei poeti elegiaci dell’età augustea.

2° DIADE carattere antropologico: riguarda il mondo umano.

  • 3° libro: lucrezio riflette sulla mortalità dell’anima>> come tutti gli altri corpi anche l’anima è formata da atomi, anche se si sono più leggeri di quelli che costituiscono il corpo. Dato che anche l’anima è costituita da atomi, anch’essa sottoposta al processo di disgregazione e quindi non è possibile pensare ad un’immortalità dell’anima: l’uomo perciò non può pensare di avere un destino ultra terreno che permetta un premio o una punizione, e i campi e lisi sono ad esempio frutto della superstizione e dell’ignoranza.

    con la filosofia di Epicuro, Lucrezio scardina alcune convinzioni ed alcuni rituali adesso legati.

differenza fra l’ottimismo epicureo dell’apertura e il pessimismo più cupo della chiusura. La contraddizione è tutta via apparente: tutto il poema È giocato su rapporto bene-male, ragione-irrazionale, vta-morte= Uno specchio della condizione dell’uomo, che si trova a vivere in un contesto antitetico, dove da un lato si celebra la vita e dall’altro si afferma la morte come necessità. Lucrezio, essendo un poeta e non un filosofo, nella sua opera e quindi portavoce dei turbamenti propri dell’uomo

Rapporto Catullo Lucrezio: molto probabilmente Catullo e Lucrezio si conoscevano in quanto il destinatario dell’opera di Lucrezio è lo stesso Mennio citato da Catullo. Diverse sono le formule con cui i due autori dispongono il contesto storico: Catullo propone una nuova poesia che rifugge dalla ricerca dell’artifizio (oppure trasformandosi nei Carmina DOC da in una poesia alessandrina), mentre Lucrezio affronta la disciplina filosofica in un poema in versi.

Poesia in Epicuro e Lucrezio: Epicuro denigra la poesia, poiché la ritiene un genere a fine solo di intrattenimento, che allontana l’uomo dalla felicità. Tuttavia, Epicuro ritiene inutile la poesia quando essa si riferisce a quella legata all’ambito mitologico: il mito rifugge dalla razionalità, poiché attraverso di esso l’uomo tenta di dare una spiegazione con mezzi diversi dalla ragione.

Lucrezio è quindi solo apparentemente in contrasto con Epicuro: la poesia per Lucrezia strumento per trattare una materia che celebra la ragione.