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Lucrezio testi e teoria, Appunti di Latino

Lucrezio testi: Inno a Venere, elogio a Epicuro, la funzione della poesia, il sacrificio di Ifigenia (analisi e grammatica). Appunti anche sulla teoria di Lucrezio

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 24/04/2022

francesca-orizio-3
francesca-orizio-3 🇮🇹

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LUCREZIO
Legenda: relative, infinitive, sogg, arcaismi, figure retoriche, traduzioni
L’inno a Venere
http://www.edurete.org/pd/sele_art.asp?ida=3560
Opera: De rerum natura
Tema: l’amore
Aeneadum genetrix, hominum divomque voluptas, alma Venus, caeli subter labentia signa
quae mare navigerum, quae terras frugiferentis concelebras, per te quoniam genus omne
animantum concipitur visitque exortum lumina solis.
Progenitrice degli Eneadi, piacere degli uomini e degli dei, Venere nutrice, che sotto i segni
del cielo che si muovono (astri) rendi affollato il mare portatore di navi, che (rendi affollata) la
terra di frutti, poiché per mezzo di te è concepito tutto il genere degli essere animati e vede,
nato (dopo che è nato) le luci del sole.
ALMA VENERUS: alma mater → titoli di Venere → termine con cui si invoca la Madonna -
Alma = nutrire (aggettivo formato sulla radice di alo, “allevo”, “nutro”)
DIVOM: arcaismo e poetismo
CAELI: genitivo
SUBTER: riferito a labentia signa
LABENTIA: participio presente di labor (in funzione attributiva) concordato in accusativo
neutro con signa
QUAE: anafora
MARE: complemento oggetto (neutro)
NAVIGERUM: aggettivo di mare come attributo composto HAPAX (= parola inventata
dall’autore usata una sola volta)
FRUGIFERENTIS: aggettivo di terras come attributo composto (fero + fruges) - HAPAX
PER TE QUONIAM: anastrofe
ANIMANTUM: gen plur sostantivato del participio presente di animo
EXORTUM: participio perfetto nominativo neutro concordato con genus omne animantum
(attributo di omne genus)
LUMINA: plur poetico da tradurre al sing
Venere è vista in tutto il mondo (omnem universum) → terra, cielo, acqua. → triplice
invocazione
Venere rappresenta la voluptas, il piacere, che costituisce, secondo la filosofia
epicurea, il fine ultimo dell’esistenza, ma anche l’attrazione sessuale, che garantisce
la continuità della vita
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LUCREZIO

Legenda : relative, infinitive, sogg, arcaismi, figure retoriche, traduzioni L’inno a Venere http://www.edurete.org/pd/sele_art.asp?ida= Opera: De rerum natura Tema: l’amore Aeneadum genetrix, hominum divomque voluptas, alma Venus, caeli subter labentia signa quae mare navigerum, quae terras frugiferentis concelebras, per te quoniam genus omne animantum concipitur visitque exortum lumina solis. Progenitrice degli Eneadi, piacere degli uomini e degli dei, Venere nutrice, che sotto i segni del cielo che si muovono (astri) rendi affollato il mare portatore di navi, che (rendi affollata) la terra di frutti, poiché per mezzo di te è concepito tutto il genere degli essere animati e vede, nato (dopo che è nato) le luci del sole. ALMA VENERUS : alma mater → titoli di Venere → termine con cui si invoca la Madonna - Alma = nutrire (aggettivo formato sulla radice di alo, “allevo”, “nutro”) DIVOM : arcaismo e poetismo CAELI : genitivo SUBTER : riferito a labentia signa LABENTIA : participio presente di labor (in funzione attributiva) concordato in accusativo neutro con signa QUAE : anafora MARE : complemento oggetto (neutro) NAVIGERUM : aggettivo di mare come attributo composto HAPAX (= parola inventata dall’autore usata una sola volta) FRUGIFERENTIS : aggettivo di terras come attributo composto (fero + fruges) - HAPAX PER TE QUONIAM : anastrofe ANIMANTUM : gen plur sostantivato del participio presente di animo EXORTUM : participio perfetto nominativo neutro concordato con genus omne animantum (attributo di omne genus) LUMINA : plur poetico da tradurre al sing ● Venere è vista in tutto il mondo (omnem universum) → terra, cielo, acqua. → triplice invocazione ● Venere rappresenta la voluptas , il piacere, che costituisce, secondo la filosofia epicurea, il fine ultimo dell’esistenza, ma anche l’attrazione sessuale, che garantisce la continuità della vita

● ARCAISMI → innalzano lo stile dell’opera ricollegandola alla tradizione del poema epico, rappresentata principalmente da Ennio Te, dea, te fugiunt venti, te nubila caeli adventumque tuum, tibi suavis daedala tellus summittit flores, tibi rident aequora ponti placatumque nitet diffuso lumine caelum. I venti fuggono te, o dea, le nuvole del cielo (fuggono) il tuo arrivo, per te la terra dedala (operosa) produce fiori profumati, per te ridono le superfici del mare e il cielo placato risplende di luce diffusa. TE : anafora FLORES SUAVES : iperbato ● V porta il bel tempo (le nuvole fuggono dal cielo) → primavera = nascita ● Descrive Venere e la sua epifania (apparire) ● Poeta pensante = il suo obiettivo è quello di far aderire le persone all’epicureismo (diffondere) ● Lessico caratterizzato da vocaboli preziosi e di uso poetico come nubila, daedalus, tellus, aequor, pontus ● Tendenza a personificare gli elementi naturali ( fugiunt, rident) Nam simul ac species patefactast verna diei et reserata viget genitabilis aura favoni, aeriae primum volucris te, diva, tuumque significant initum perculsae corda tua vi. Infatti non appena l’aspetto/il volto primaverile del giorno si apre completamente e l’aria liberata del Favonio generante ha vigore, i pennuti dell’aria dicono/parlano te in primo luogo, o dea, e il tuo arrivo/ingresso, percossi gli uccelli nei cuori dalla tua forza. NAM : connettivo (introduce spiegazione) RESERATA : participio congiunto con valore temporale, allude molto probabilmente al mito di Eolo AERIAE VOLUCRIS : parafrasi poetica per indicare gli uccelli INITUM : participio di eneo PERCULSAE : participio contemporaneo in accusativo (di limitazione, dal greco) CORDA : acc di relazione Inde ferae pecudes persultant pabula laeta et rapidos tranant amnis: Quindi gli animali selvatici (quelli nati in libertà) e addomesticati danzano/corrono freneticamente per i pascoli fecondi/fertili e (le fiere) attraversano i fiumi rapidi: ● Venere propaga la sua energia ovunque ● Lucrezio eredita dalla tradizione poetica latina, e soprattutto da Ennio, la predilezione per figure di suono come allitterazioni e gli omoteleuti

AUSUS EST : è il perfetto di audeo , verbo semideponente GRAIUS HOMO : Epicuro, rappresentato nell’atto eroico di sfidare il mostro della religio nonostante la propria debolezza umana; il suo eroismo è messo in risalto dall’epifora di contra e della figura etimologica primum… primus , che sottolinea il primato della sua impresa ● l’indagine sulla natura, di cui Epicuro si è reso protagonista, è rappresentata come un viaggio che supera i confini di questo mondo per coinvolgere l’intera vita dell'universo ● Epicuro torna vincitore dall'impresa e dal viaggio e riferisce all’umanità i risultati delle sue scoperte. ● Le leggi non possono essere infrante da nessun essere e da nessuna volontà soprannaturale; il concetto è espresso con grande concretezza dall’immagine del cippo di confine conficcato a fondo nel terreno ● la conoscenza di leggi di natura ha segnato la sconfitta della religio : essa è schiacciata dopo aver per secoli schiacciato l’umanità ● 3 segmenti: 1. contrapposizione della religione personificata e l’eroe che si leva per primo a contrastarla - 2. grande vittoria dell’eroe → Epicuro supera il confine e conquista la conoscenza delle leggi naturali e scopre che esistono infiniti mondi - 3. la religo, che opprimeva l’umanità, ora è posta sotto i piedi intensivo+ob+epifora+ripetizione contra La funzione della poesia Opera: De rerum natura, I, 921-950 (traduzione da 922 a 930) Nec me animi fallit quam sint obscura; Non mi sfugge nell’animo quanto siano oscure (le cose che ti racconterò); FALLIT : verbo impersonale (3 persone singolare) ME : accusativo di relazione ANIMI : genitivo QUAM : avv di quantità che introduce int indiretta introdotta SINT : congiuntivo presente sed acri percussit thyrso laudis spes magna meum cor et simul incussit suavem mi in pectus amorem Musarum, quo nunc instinctus mente vigenti avia Pierįdum perăgro loca nullįus ante trita solo. ma una grande speranza di gloria a percorso il mio cuore con l’acuto Tirso e insieme infuso e nel petto a me un soave amore per le muse, dal quale ora infiammato, con mente

penetrante percorro i luoghi scoscesi delle Pieri, calpestati prima dal piede di nessuno. ACRI/SUAVEM : richiama acutezza per arrivare a dolcezza ?: causa efficiente (da esso) Iuvat integros accedere fontis atque haurire iuvatque novos decerpere flores insignemque meo capiti petere inde coronam, unde prius nulli velarint tempőra Musae. È bello raggiungere le fonti intatte, e giova strappare nuovi fiori e trarne al mio capo una splendida ghirlanda dalla quale prima di me le muse non belarono le tempie di nessuno; ● dice che scrive qualcosa di nuovo, ispirato alle muse ● Ingenium - ars // ratio - poesia, patus // utile - dulci (Venere) → Fa digerire la filosofia, la ratio, il rigore logico con la poesia, la bellezza ● Retorica del sublime = espedienti retorici che conferiscono bellezza estetica ● Retorica del necessario = nesso argomentativo, usare degli espedienti di scrittura che rispondono al rigore logico ● Contenuto : poetica, per quale motivo un filosofo (persona che vuole far passare una verità filosofica) sceglie la poesia ● Ripetizione passi → far capire che non c’è summa manus o concetti visto che il lettore è duro lo ripete tante volte ● Novità → forma poetica (scelta del verso) per divulgare dottrine filosofiche allo scopo di liberare i destinatari dai nodi della superstizione ● La scelta della poesia e la sua finalità sono spiegate con un’efficacissima similitudine, che associa la dottrina epicurea ad un farmaco amaro (per la difficoltà dei contenuti) ma salutare (conduce infatti alla serenità), che il medico (il filosofo) somministra ai bambini (il pubblico ancora inesperto di filosofia) addolcendo il calice con il miele (la forma poetica) Il sacrificio di Ifigenia Opera: De rerum natura, I, vv. 80- Aulide quo pacto Triviai virginis aram Iphianassai turparunt sanguine foede ductores Danaum delecti, prima virorum. In questo modo in Aulide i comandanti scelti dai Danai, le primizie degli uomini/eroi, macchiarono vergognosamente con il sangue di Ifianassa l’altare della vergine Trivia. AULIDE: abl di stato in luogo TURPARUNT : sincope turpaverunt (insulto) ricco di arcaismi e di espressioni o vocaboli sublimi, mutuati dal lessico epico Allitterazione

Nam sublata virum manibus tremibundaque ad aras deductast, non ut sollemni more sacrorum perfecto posset claro comitari Hymenaeo, sed casta inceste nubendi tempore in ipso hostia concideret mactatu maesta parentis, exitus ut classi felix faustusque daretur. Infatti sollevata dalle mani degli eroi e fu condotta all’altare tremante non affinchè potesse essere accompagnata concluso il rito solenne del matrimonio ma affinchè cadesse come vittima casta nello stesso momento delle nozze vergognosamente per uccisione del padre affinchè fosse data l’uscita fortunata e fausta alla flotta. UT… POSSET : finale SOLLEMNI MORE PERFECTO : ablativo assoluto SACRORUM : genitivo plurale INCESTE : avverbio HOSTIA : nominativo singolare femminile - compl predicativo del sogg CASTA INCESTE : antitesi → inceste è formato dalla stessa radice di castus , con il prefisso privativo - in ) EXITUS… DERETUR : prop finale di secondo grado, dipende da concideret ● Come un animale sacrificale Ifigenia è presa in braccio dagli uomini e condotta sull’altare Tantum religio potuit suadere malorum. La religione poté suggerire tanto di mali. MALORUM : genitivo partitivo dipendente da tantum ● ENFASI, ESAGERAZIONE: strumenti di persuasione ● Dottrina empia → fa compiere misfatti ● BREVITAS ● Lucrezio non riesce ad astenersi ad essere oggettivo quando dice della dottrina filosofica → battaglia appassionata → scrittura patetica, emotiva → non è asettico ● POESIA → mezzo più incisivo per arrivare alle persone TECNICA: ● sceglie due scene che secondo lui sono più di impatto → terrore di Ifigenia e il sacrificio → vuole suscitare orrore e pietà → vuole che partecipiamo al terrore e che ci arrabbiamo con il padre ● Le scene sono incastonate tra due sequenze di versi argomentativi: 1. ???????? 2. epifonema famoso → cuore della tesi ● Mescola due campi lessicali semantici contemporaneamente → parole per descrivere il sacrificio e il matrimonio → AMBIGUITA’ nel lessico e nella scenografia → insiste su VIRGO (vergine), CAPELLI (venivano acconciati per il

matrimonio), MINISTRI (sacerdoti dei 2 riti), i GUERRIERI, TREMIBUNDA (tremore della vittima, pudore verginale delle ragazze), CASTA/OSTIA (ragazza casta 2 per il matrimonio, ostia la vittima), TRIVIA (uno dei nomi di Diana, dea multiforme → della luna, della procreazione, della caccia Selene, protettrice dei morti con Apollo, dea notturna, insieme di simboli) ● Focus sulle reazioni di Ifigenia (caduta sulle ginocchia → crollo psicologico, preghiera (rito religioso) ● Sarcasmo → va oltre l’ironia → disprezzo nei confronti del mondo che crede ai riti religiosi ● EPILLIO → frequentati soprattutto dagli adolescenti → piccolo testo di tema mitologico → def: Poemetto in esametri; tipico della letteratura alessandrina, traeva ispirazione dai particolari più leggiadri o compositi di una vicenda epica o mitologica. ● La morte era esperienza, tutti i giorni ● EPIFONEMA → Esclamazione o sentenza che concluda enfaticamente un discorso. LA CRISI DEI VALORI TRADIZIONALI E L’INDIVIDUALISMOLa CRISI del MOS MAIORUM → metà del II sec a.C. il contatto con la cultura ellenica innescò un processo di riflessione critica sul mos maiorum → profonda crisi dei valori tradizionali ● RIFIUTO dell’IMPEGNO POLITICO soprattutto da parte dei ceti più abbienti, i quali iniziarono a dedicarsi all’otium (disimpegno della sfera politica) ● DIVERSITA’ di VEDUTE → classe dirigente divisa in optimates e populares → la storiografia e l'oratoria rispecchiano in questo periodo diversità di vedute da parte degli autori, spesso schierati su posizioni politiche contrapposte, come nel caso di Cicerone e Cesare ● affermazione INDIVIDUALISMO inteso sia come moltiplicazione dei punti di vista etici, politici e culturali sia come valorizzazione della dimensione privata rispetto a quella pubblica → questo fenomeno condizione la filosofia DIFFUSIONE DELLA FILOSOFIADIFFUSIONE DOTTRINE FILOSOFICHE GRECHE (I sec a.C.) → già alla fine del II sec a.C. gli studi filosofici erano divenuti parte integrante della formazione culturale dei giovani appartenenti ai ceti colti di orientamento filellenico → nelle dottrine filosofiche greche i romani cercavano risposte ai loro dubbi e ai loro problemi esistenziali, a esse chiedevano strumenti d’interpretazione della realtà e orientamenti di vita coerenti con una visione globale del mondo e dell’uomo ● EPICUREISMO → concezione rigorosamente materialistica e razionalistica, negava

assicurare agli uomini la soluzione dei loro problemi esistenziali ● MIMMO = DEDICATORIO → illustre personaggio appartenente al partito degli ottimati è un intellettuale colto molto amante della letteratura greca ● L chiarisce e giustifica la SCELTA DELLA POESIA nel I libro → con una celebre similitudine egli afferma il valore strumentale della forma poetica, destinata a mediare in modo efficace contenuti salutari ma difficili, che altrimenti riuscirebbero ostici al lettore ● Filone scientifico-filosofico → L rende omaggio ad un altro precedente: Ennio, il poeta che aveva creato l’epica latina in esametri e che si pone come essenziale punto di riferimento per la lingua e per lo stile del De rerum natura IL PROEMIO E IL CONTENUTO DEL POEMA ● si apre con una solenne preghiera a Venere → convenzioni del genere epico che prevede che nel proemio sia presente l’invocazione alla divinità → la richiesta alla dea di assicurare la pace ai Romani è in contraddizione con la teologia epicurea, secondo cui gli dei sono indifferenti alle vicende degli uomini ● elogio a Epicuro, esaltato come l’eroe che ha saputo farsi salvare dall’umanità, sconfiggendo l’orribile mostro della religio → narra l’episodio di Ifigenia, figlia di Agamennone → la religione usata a fini politici è spesso causa di fatti empi e scellerati ● I LIBRO: GLI ATOMI → fisica epicurea: dottrina degli atomi, le particelle elementari di cui è composta tutta la realtà ● II LIBRO: IL CLINAMEN → mio in cui l'atarassia, ossia la serenità imperturbabile del sapiente, viene contrapposta alla stoltezza e all'infelicità della maggior parte degli uomini, travagliati dalle passioni → clinamên, cioè dalla deviazione o inclinazione che interviene a modificare le traiettorie verticali secondo cui gli atomi si muovono nel vuoto. Nell'ultima parte del libro Lucrezio afferma che nello spazio infinito esistono certamente infiniti altri mondi, che si formano, crescono ed evolvono gradualmente finché, giunti al vertice del loro sviluppo, cominciano a declinare e decadono fino a perire. ● III LIBRO: L’ANIMA → celebrazione di Epicuro → L tratta poi l’anima e della sua natura mortale: sia l’anima (principio/respiro vitale diffuso in tutto il corpo) sia l’animus (la mente, sede delle facoltà razionali, principio intellettivo) sono composti da atomi ● IV LIBRO: LE SENSAZIONI → teoria delle sensazioni, provocate, secondo l’epicureismo, da aggregazioni di atomi sottilissimi (simulacra) che si staccano dagli oggetti e dai corpi e vanno a colpire i sensi

V LIBRO: L’UNIVERSO → tratta l’universo, che non è eterno e non è stato creato dagli dei, ma si è formato in seguito alla casuale aggregazione degli atomi ● VI LIBRO: I FENOMENI NATURALI → elogio di Atene ed Epicuro → descrizione fenomeni meteorologici e naturali, che provocano nell’uomo il timore superstizioso degli dei → ultima parte = epidemie → partecipazione emotiva alle atroci sofferenze descritte LA STRUTTURA COMPOSITIVA E IL LINGUAGGIO Libro argomento generale proemio tema di ciascun libro finale I Fisica Inno a Venere - elogio Epicuro Gli atomi L’infinità dell’universo II elogio alla serenità del sapiente Il clinamen La pluralità e la caducità dei mondi III Antropologia elogio a Epicuro L'anima La paura della morte IV dichiarazione di poetica Le sensazioni Il sesso e l’amore V Cosmologia elogio a Epicuro L’universo: terra, cielo, corpi celesti La storia dell’umanità VI elogio di Atene e di Epicuro I fenomeni meteorologici e naturali La peste di Atene ● poema incompiuto → non ha dato la summa mano (ultima revisione) → ripetizioni di termini ed espressioni (ripetizioni volute) → funzione di ricordare al lettore determinati punti già svolti e di porre l’accento su alcuni concetti fondamentali → scopi: chiarezza e l’efficacia didattica ● vocaboli tratti dall’uso quotidiano → linguaggio e stile = patina arcaizzante → parecchie figure di suono, arcaismi morfologici, composti di conio epico ● termini scientifici-filosofici latini per la prima volta traducono significati fino ad allora espressi con vocaboli greci → calchi semantici = termini già presenti in latino, che assumono nuove accezioni tecnico-filosofiche LUCREZIO POETA DELLA RELIGIONE ● Gli uomini si affannano perseguendo falsi scopi, miraggi illusori. E non si accorgono che la natura non richiede altro che l'assenza di dolore fisico e spirituale: condizione che si può ottenere con la massima facilità, appagando semplicemente i bisogni elementari. Il piacere consiste infatti nell'assenza o nella cessazione del dolore e del

prima della collettività (opposto del sistema romano) → tutto ciò che accade è possibilità di piacere (fuoco in una stanza, chiacchierare con un amico) ● Cristianesimo → religione usata come strumento di potere ● EDONE’ → piacere → atarassia e aponia → assenza di dolore (Epicuro) ● VOLUPTAS → ricerca del piacere ● Epicuro → no distinzione di classe → presupposto = acculturazione di tutti → disprezzo per un tornaconto di successo e di gloria ● No paura di morire perché tutto di te cessa di esistere e di soffrire ● Le sensazioni sono materiali → materialismo puro → l’amore provocato da qualcosa di materiale ● Memmio = interlocutore a cui L si rivolge, appartiene agli optimates (carriera militare) e durante la spedizione in Grecia distrugge la casa di Epicuro - colto → andando avanti nel testo non lo nomina più → si rivolge in modo esortativo (vuole che partecipi anche con l’emotività) ● Tu generico = lettore ● SQUARCI LIRICI = vanno + sull’emotività (ce ne sono parecchi) ● LEPOS/PATHOS e RATIO - UTILE e DULCE - RETORICA del MIRABILE - RETORICA del SUBLIME → contrapposizione ● Cicerone apprezzava L come scrittore e pensatore ma non voleva diffondere il contenuto (epicureismo) → pensava che avrebbe emozionato la maggior parte del pubblico → l’ha corretto e pubblicato e non ne ha più parlato