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economia keynesiana vs. economia classica
Tipologia: Appunti
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Poiché ci troviamo in un’ottica di equilibrio keynesiano di sottoccupazione, la coppia (
0
0
stabilisce un equilibrio lungo la curva degli equilibri keynesiani.
Non trovandoci in pieno impiego, tale coppia di punti non passerà lungo la retta del saggio del
salario warrasiano, ma risulterà trassata verso sinistra.
L’ultimo grafico rappresenta la curva di Phillips, che misura il TRADE-OFF tra inflazione e
disoccupazione. La curva di Phillips può essere rappresentata come una curva decrescente con un
livello di intercetta sull’asse delle ordinate positiva, definita da un livello dell’indice dei prezzi dato
da
g W
0
N − Np
; questo è il punto di partenza, e rappresenta il reddito di pieno impiego (e cioè tasso di
disoccupazione nullo).
Stiamo quindi rappresentando uno scenario in cui esiste un numero di disoccupati involontari
p
, che non riescono ad entrare nel mercato del lavoro, anche se sarebbero disposti a farlo,
proprio per via del deficit, della carenza di domanda aggregata, che secondo l’ottica keynesiana
dovrebbe essere stimolata attraverso politiche economiche di tipo espansivo. Tale tipo di stimolo
aumenta la capacità di spesa delle famiglie e gli investimenti privati delle imprese, ciò spinge la
domanda aggregata (
d
) verso l’alto in ( Y
d
'
A parità di salario ciò favorisce un’espansione della produzione (OUTPUT ), poiché viene favorito
pure un incremento del numero di occupati.
L’espansione della domanda aggregata spinge gli investimenti delle imprese private, le imprese si
accorgono che le famiglie hanno più capacità di spesa e aumentano così i prezzi di vendita di beni e
prodotti. L’aumento di tali prezzi, a parità di salario monetario, riduce il salario reale, che diventerà
0
1
, e abbatte il costo di lavoro delle imprese. A questo punto le imprese aumentano il numero
di occupati, producendo di più e alimentando una maggiore ricchezza nazionale, che espanderà la
domanda aggregata e la capacità di spesa.
Il circolo virtuoso nell’aumento del reddito, della capacità di spesa, del numero di occupati e anche
la riduzione del tasso di sottoccupazione, sottintende il fatto che le famiglie devono essere disposte
ad accettare un salario reale più basso, pur di entrare nel mercato del lavoro e aumentare il numero
del livello occupazionale.
Il TRADE-OF, cioè il contrasto di obiettivi che evidenziamo sulla curva di Phillips, rappresenta
proprio questo fatto, siamo in grado di ridurre il tasso di disoccupazione attraverso l’adozione di
politiche economiche espansive al costo sociale di una maggiore inflazione, che ridurrà il numero di
occupati.
Questo scenario può essere valido e sostenibile nel breve periodo, ma ad un certo punto, i sindacati
nel momento del rinnovo del contratto nazionale chiederanno un recupero del potere d’acquisto
perso.
I sindacati sanno che l’aumento dei salari monetari spinge la curva di offerta aggregata verso l’alto
(offerta aggregata , costo del lavoro , numero di occupati , output prodotto ).
Sappiamo che l’aumento dei salari monetari, influenza l’intercetta che la curva di offerta aggregata
ha con l’asse delle ordinate, che dipende dal livello del salario monetario. Se
0
aumenta a
1
, per
via della richiesta dei sindacati, potremmo trovarci in uno scenario in cui la curva di offerta
aggregata sale, fino. A riportare il sistema economico ad un incrocio con la curva di domanda
aggregata in corrispondenza dello stesso livello dell’output iniziale.
I sindacati sanno che quando aumentano i salari monetari si crea un’inflazione per spinta dei costi
che fa aumentare ulteriormente i prezzi; essi possono quindi chiedere un aumento dei salari tale da
riportare il salario reale che si crea (
1
1
al livello di partenza (
0
0
. Inoltre, l’aumento dei
salari reali da loro richiesto e tale da coprire sia l’inflazione che si era creata, che quella che si potrà
creare (prezzi da
1
a
2
Se i sindacati riescono ad ottenere un salario reale ( W ¿
2
)¿ tale da recuperare tutto il potere
d’acquisto riportandolo al livello iniziale
0
0
(W0/P0), è come se le imprese riportassero sia il
costo del lavoro, che il numero di occupati al livello iniziale. Il livello dell’output tornerà a
0
, e
l’incrocio tra domanda e offerta aggregata avverrà in
0
con un prezzo a
2
Possiamo quindi affermare che il livello dell’inflazione provocato per effetto di domanda, dovuto
all’aumento della spesa pubblica, e dell’offerta di moneta è pari a
1
; nel caso però in cui
aumentino pure i costi (i salari) avremmo l’inflazione per spinta dei costi, che aumenterà i prezzi
1
Nel mercato del lavoro la cura di Phillips trasla verso l’alto, per via dell’aumento dei salari
monetari. Graficamente traslando verso l’alto la curva di offerta aggregata, trasla verso l’alto pure il
punto di intersezione della curva di Phillips con l’asse delle ordinate. Si realizza un incrocio tra
domande e offerta aggregata con un numero di occupati pari al livello iniziale; ci sarà sulla nuova
curva di Phillips una coppia (
2
;u
0
Tale punto indica che il TRADE-OFF può essere segnalato nel
breve periodo fintanto che non si hanno pressioni dei sindacati sui salari monetari.
Quando i sindacati chiederanno un’espansione del livello dei salari monetari per riportare al livello
iniziale il potere d’acquisto perso, le imprese risponderanno portando l’occupazione al livello
iniziale, e di conseguenza pure la disoccupazione, ogni volta che ciò accade è come se riportassimo
il sistema a convergere verso il tasso di disoccupazione u0.
La curva di Phillips tende a diventare una verticale nel lungo periodo (ovvero quando nell’ottica
keynesiana i sindacati recuperano il potere d’acquisto perso, aumentando i salari del quantitativo
sufficiente a recuperare l’inflazione che ha eroso i salari nel mercato); ciò ha come contropartita le
imprese che rispondono all’aumento del costo del lavoro riportando l’occupazione al suo livello
iniziale, e di conseguenza pure la disoccupazione.