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Malattie Cardiovascolari: Aterosclerosi, Ipertensione e Meccanismi di Regolazione, Appunti di Chimica Farmaceutica

MALATTIE CARDIOVASCOLARI Le due principali patologie vascolari sono: aterosclerosi e ipertensione. Queste due patologie sono tra loro correlate.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 30/03/2020

victoria32
victoria32 🇮🇹

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MALATTIE'CARDIOVASCOLARI'
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o Insulina!
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MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Le due principali patologie vascolari sono: aterosclerosi e ipertensione. Queste due patologie sono tra loro correlate.

La pressione sanguigna

La pressione sanguigna si distingue in: pressione massima o sistolica e pressione minima o diastolica. Pressione sistolica : corrisponde al momento in cui il cuore pompa il sangue nelle arterie. Pressione diastolica : è la pressione che rimane nelle arterie nel momento in cui il cuore si ricarica, misura quindi lo sforzo che il cuore compie. La pressione dipende da diversi fattori:

  • quantità di sangue che il cuore riesce a pompare (gittata cardiaca);
  • resistenza che il sangue incontra nel suo flusso (es: l’aterosclerosi determina una maggiore resistenza al passaggio del sangue e di conseguenza un innalzamento della pressione arteriosa). La pressione è il prodotto tra gittata cardiaca e le resistenze periferiche. La gittata dipende dalla contrattilità, frequenza cardiaca e pressione di riempimento mentre le resistenze periferiche dipendono da fattori endogeni, fisiologici o patologici. Il controllo della pressione è affidato a diversi meccanismi e sistemi:
    • Meccanismi neuronali o Sistema Nervoso simpatico e parasimpatico
    • Meccanismi umorali e ormonali o Sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone o Insulina o Vasopressina
    • Meccanismi endoteliali o Ossido nitrico o Prostaglandine o Chinine o Endotelina (vasocostrittore)
    • Sistema autoregolatorio periferico o Rene (escrezione di sodio) o Tessuti (chemiorecettori, domanda di ossigeno) FATTORI CHE CONTROLLANO LA PRESSIONE ARTERIOSA A una diminuzione della pressione sanguigna risponde il SN simpatico, dove l’aumento della sua attività determina un aumento dello stimolo dei recettori β1 cardiaci e α1 vascolari. Ne consegue un aumento della gittata cardiaca e delle resistenze periferiche e quindi della pressione sanguigna. Alla diminuzione della pressione sanguigna risponde anche il sistema renina-angiotensina-aldosterone. Una diminuzione della pressione determina un minor flusso a livello renale, con minore filtrazione a livello glomerulare e un conseguente trattenimento di Na
    • che per osmolarità determinerà un maggiore trattenimento anche di acqua che determina un aumento della volemia , aumento della gittata cardiaca e infine aumento della pressione. L’abbassamento del flusso renale determina anche il rilascio di renina, enzima che scinde l’angiotensinogeno in angiotensina1, che poi viene trasformata in angiotensina2, con azione vasocostrittrice che determina un aumento della resistenza periferica e della pressione sanguigna. L’aumento di angiotensina2, comporta l’aumento anche di aldosterone che causa un maggior assorbimento di sodio, e quindi di acqua, un aumento della volemia con conseguente aumento

della gittata e della pressione. I farmaci antipertensivi si oppongono all’aumento della pressione. Si hanno conseguenze gravi quando la minima supera i 100mmHg. I barorecettori sono dei recettori presenti nel SN simpatico, che valutano la pressione sanguigna. Sono situati principalmente nell’arco aortico e nel tronco encefalico. Con il termine ipertensione arteriosa , si indica una condizione in cui la pressione sanguigna rimane sempre sopra a determinati valori pressori. Si può avere iperattività della muscolatura liscia vascolare (vasocostrizione). L’ipertensione viene anche definita “killer silente” perché porta morte per l’istaurarsi di altre patologie. L’ipertensione può essere classificata in leggera, moderata o alta. L’ipertensione primaria può essere genetica oppure causata da scarsa attività fisica del soggetto, obesità (placche aterosclerotiche) e fumo di sigaretta. L’ipertensione secondaria è dovuta ad altre patologie, bisogna pertanto trattare la patologia primaria. Fattori predisponenti:

- Predisposizione genetica, Sesso maschile, Iperlipidemie, Età

avanzata, Eccessivo consumo di alcol e sale, Ipertrofia

ventricolare sinistra (quando il cuore va sotto sforzo),Obesità

Conseguenze:

- Ipertrofia cardiaca, Aterosclerosi, Ritenzione di liquidi,

Cardiopatia ischemica,Scompenso cardiaca, Vasculopatie,

Malattie cerebrovascolari, Nefropatia ipertensiva,

Retinopatia ipertensiva

I farmaci β-bloccanti riducono la gittata cardiaca. I calcio antagonisti, rappresentano una classe di farmaci che bloccano i canali del Ca, in particolare il canale del Ca di tipo L presente essenzialmente a livello cardiaco e a livello vasale. L’azione vasodilatatrice periferica è dovuta ai calcio- antagonisti che agiscono suivasi, agli α1 – bloccanti, α2 antagonisti e agli ACE-inibitori. I vasodilatatori diretti, agiscono direttamente sui vasi ; un esempio è rappresentato dai farmaci che rilasciano NO che determina rilassamento della muscolatura liscia vasale. Per diminuire la volemia si utilizzano i farmaci diuretici che agiscono bloccando il riassorbimento degli elettroliti che per osmosi richiamano acqua. FARMACI ANTI-IPERTENSIVI Ø Inibitori sistema renina-angiotensina-aldosterone Ø Antiipertensivi ad azione periferica Ø Adrenergici ad azione centrale Ø Vasodilatatori ad azione diretta Ø Diuretici