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Manierismo: Un Periodo di Sperimentazione Artistica (16th-17th Sec.), Appunti di Lingue e letterature classiche

Manierismo: termine utilizzato a partire dal xvii secolo per indicare l'insieme delle manifestazioni artistiche, in italia e in europa, che caratterizzarono il periodo compreso tra i primi decenni del cinquecento e i primi anni del seicento. Inizialmente con intenzioni limitative o spregiative, l'espressione indicava l'orientamento verso l'imitazione dei modelli classici e l'applicazione delle tecniche accademiche dei grandi maestri rinascimentali. Tuttavia, in tempi recenti, il termine ha avuto una accezione meno unilaterale e talvolta addirittura positiva, in quanto riconosciuto come la prima affermazione di una moderna coscienza soggettiva. In architettura, manierismo indicava una rielaborazione critica della concezione rinascimentale, basata sul superamento della prospettiva unica e in cui gli elementi classici non sono utilizzati con funzione strutturale ma con funzione ritmica e chiaroscurale, al fine di creare giochi compositivi volutamente sorprendenti.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 27/10/2019

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manierismo s. m. [der. di maniera]. – 1. a. Nella critica d’arte,
termine con cui a partire dal sec. 17°, si è indicato, generalm. con
intenzioni limitative o spregiative, l’insieme delle manifestazioni
artistiche (cioè le diverse maniere) che caratterizzarono, in Italia e
poi in Europa, il periodo compreso tra i primi decenni del
Cinquecento e i primi anni del Seicento, nel quale la pittura, la
scultura, l’architettura (e per alcuni aspetti anche la letteratura) si
orientarono verso l’imitazione dei modelli classici e l’insistita
applicazione delle tecniche accademiche dei grandi maestri
rinascimentali; più recentemente il termine ha avuto un’accezione
meno unilaterale e talvolta addirittura positiva quando si è voluto
riconoscere, spec. nell’opera del Pontormo, del Rosso, del
Beccafumi, ecc., più che l’imitazione di modelli classici, la
sperimentazione di nuovi linguaggi e, nelle dissonanze di colori,
proporzioni e prospettive, una critica dell’equilibrio formale della
tradizione rinascimentale e quindi la prima aermazione di una
moderna coscienza soggettiva. In partic., in architettura,
rielaborazione critica della concezione rinascimentale, basata sul
superamento della prospettiva unica e in cui gli elementi classici
non sono utilizzati con funzione strutturale ma con funzione ritmica
e chiaroscurale, al ne di creare giochi compositivi volutamente
sorprendenti.

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manierismo s. m. [der. di maniera ]. – 1. a. Nella critica d’arte, termine con cui a partire dal sec. 17°, si è indicato, generalm. con intenzioni limitative o spregiative, l’insieme delle manifestazioni artistiche (cioè le diverse maniere ) che caratterizzarono, in Italia e poi in Europa, il periodo compreso tra i primi decenni del Cinquecento e i primi anni del Seicento, nel quale la pittura, la scultura, l’architettura (e per alcuni aspetti anche la letteratura) si orientarono verso l’imitazione dei modelli classici e l’insistita applicazione delle tecniche accademiche dei grandi maestri rinascimentali; più recentemente il termine ha avuto un’accezione meno unilaterale e talvolta addirittura positiva quando si è voluto riconoscere, spec. nell’opera del Pontormo, del Rosso, del Beccafumi, ecc., più che l’imitazione di modelli classici, la sperimentazione di nuovi linguaggi e, nelle dissonanze di colori, proporzioni e prospettive, una critica dell’equilibrio formale della tradizione rinascimentale e quindi la prima affermazione di una moderna coscienza soggettiva. In partic., in architettura, rielaborazione critica della concezione rinascimentale, basata sul superamento della prospettiva unica e in cui gli elementi classici non sono utilizzati con funzione strutturale ma con funzione ritmica e chiaroscurale, al fine di creare giochi compositivi volutamente sorprendenti.