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Storia del Libro: Dall'Incunabolo alla Stampa a Caratteri Mobili, Appunti di Storia

Una panoramica completa della storia del libro, dalla sua evoluzione dai manoscritti antichi alla nascita della stampa a caratteri mobili. Esplora le diverse fasi di produzione del libro, dai materiali utilizzati alle tecniche di stampa, e analizza l'impatto di gutenberg e la sua invenzione rivoluzionaria. Il documento include anche una sezione dedicata alla terminologia specifica del libro, come la legatura, il foglio e il torchio tipografico.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 02/04/2025

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benedetta-cetoloni 🇮🇹

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LEZ.1 e 2
PER L'ESAME:
REALIZZARE 3 TAVOLE PAROLIBERE personali: 2 tracce le dà la prof e 1 poesia va
scritta noi
STUDIARE IL LIBRO E GLI APPUNTI
PRENDERE I LIBRI NELLA BIBLIOGRAFIA
Cosa è un incunabolo
ALDO MANUZIO
è uno dei primi editori (scrigni veneziani video)
ARGOMENTI CHE TRATTEREMO:
la liberazione della parola
la tavola parolibere
libro-oggetto
creazione grafica e pubblicitaria
nuovi materiali
LINGUAGGIO PAROLIBERO
MARINETTI è l'inventore con il manifesto del 11 maggio 1912 e quello del 1913.
Rivoluzione tipografica di Marinetti. Distrugge l'armonia tipografica.
Corrado Govoni altro poeta.
Testi di riferimento: Federiga Formiga o da “manoscritto all’ipertesto”, storia del design
grafico libro da portare all’esame, zang tumb tumb.
BNF GALLICA_sito
Library of congress, codice fiorentino
L’aumento della produzione dei libri è prima della nascita della stampa, grazie alla carta e
allo spostamento delle attività produttive dai monasteri alle sedi di università come
Bologna. Sotto ai portici si collocano gli stazionari che vendono i libri e commissionano agli
amanuensi delle porzioni di fascicoli e la composizione del libro diventa celebre.
Non sono solo i centri monastici a commissionare testi, ma anche la borghesia e l’ambito
mercantile. Il libro diventa uno strumento di lavoro. Deve corrisponde a esigenze pratiche.
La scrittura gotica dei monasteri così monumentale viene sostituita da una scrittura littera
antiqua che corrisponde alla scrittura carolina, leggera.
Gli storici alcuni sottolineano la rottura tra il manoscritto e la stampa, dovuta alla stampa e
all’uso che ne farà la comunità protestante.
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Scarica Storia del Libro: Dall'Incunabolo alla Stampa a Caratteri Mobili e più Appunti in PDF di Storia solo su Docsity!

LEZ.1 e 2 PER L'ESAME:

• REALIZZARE 3 TAVOLE PAROLIBERE personali: 2 tracce le dà la prof e 1 poesia va

scritta noi

• STUDIARE IL LIBRO E GLI APPUNTI

• PRENDERE I LIBRI NELLA BIBLIOGRAFIA

Cosa è un incunabolo ALDO MANUZIO è uno dei primi editori (scrigni veneziani video) ARGOMENTI CHE TRATTEREMO:

• la liberazione della parola

• la tavola parolibere

• libro-oggetto

• creazione grafica e pubblicitaria

• nuovi materiali

LINGUAGGIO PAROLIBERO

MARINETTI è l'inventore con il manifesto del 11 maggio 1912 e quello del 1913. Rivoluzione tipografica di Marinetti. Distrugge l'armonia tipografica. Corrado Govoni altro poeta. Testi di riferimento: Federiga Formiga o da “manoscritto all’ipertesto”, storia del design grafico libro da portare all’esame, zang tumb tumb. BNF GALLICA_sito Library of congress, codice fiorentino L’aumento della produzione dei libri è prima della nascita della stampa, grazie alla carta e allo spostamento delle attività produttive dai monasteri alle sedi di università come Bologna. Sotto ai portici si collocano gli stazionari che vendono i libri e commissionano agli amanuensi delle porzioni di fascicoli e la composizione del libro diventa celebre. Non sono solo i centri monastici a commissionare testi, ma anche la borghesia e l’ambito mercantile. Il libro diventa uno strumento di lavoro. Deve corrisponde a esigenze pratiche. La scrittura gotica dei monasteri così monumentale viene sostituita da una scrittura littera antiqua che corrisponde alla scrittura carolina, leggera. Gli storici alcuni sottolineano la rottura tra il manoscritto e la stampa, dovuta alla stampa e all’uso che ne farà la comunità protestante.

Altri parlano di continuità. In effetti la tecnica della stampa rompe perchè comporta nuove professioni e chi si occupava della scrittura non aveva le competenze (erano anche orafi quelli che si occupavano della stampa a caratteri mobili). Si parla delle fonti storiche. Gutenberg entra in società con un banchiere Fust insieme all’incisore Peter. Il banchiere finanzierà Gutenberg. LA BIBBIA A 42 LINEE è l’opera di questi quattro più famosa. Poi i caratteri mobili invaderanno l'Europa. La prima meta sarà Subbiano e poi a Venezia. Ogni città si specializza su un tipo di testo. Venezia diritto e filosofia. Bologna testi scientifici di astronomia. Firenze libri religiosi. La carta viene dalla Cina, mentre nella Persia si usa come supporto per la scrittura, il papiro prima e poi la pergamena di origine animale. Sono gli arabi a portare la carta in Europa nel

  1. Gli arabi conquistarono Samarcanda sulla via della seta sotto l’impero cinese e riuscirono, catturando i cartaginesi, a conoscere la carta. La novità di Fabriano è quella che introduce delle pile idriche che permettono una maggiore resa della pasta di carta e un collante di origini animale, che si ottiene facendo bollire le pelli di animale e il foglio diventa lucido. I cinesi invece usavano l’amido di riso.

IL LIBRO

È un insieme di superfici piane, piegate e collegate sequenzialmente grazie alle quali viene trasmesso un messaggio sia visivo che verbale. La Treccani dice che è un complesso di fogli della stessa misura, stampati o manoscritti cuciti insieme formando un volume, fornito di copertina o rilegato. PARTI DEL LIBRO:

  • Prima di copertina o copertina anteriore o piatto superiore : prima faccia della copertina di un libro. Di norma, riporta il titolo e l’autore.
  • Quarta di copertina o copertina posteriore o piatto inferiore: oggi usata a scopo promozionale. Usata per mettere notizie sull’autore, sull’opera, il codice ISBN e il prezzo.
  • Dorso o costa o costola : profilo del libro. Parte della copertina che copre e protegge le pieghe dei fascicoli, visibile quando il volume è posto di taglio (ad esempio su scaffale). Riporta di solito, il titolo, autore e editore del libro.
  • Ex libris: Foglietto che veniva incollato all’interno della copertina di un libro per indicarne con uno stemma araldico o un’immagine simbolica, il proprietario. Sovente riporta un motto.
  • I nervi: sono le cuciture nel libro antico dei fascicoli. Di solito erano fatti in corda, cuoio o pelle. Possono anche essere messi in evidenza tramite la staffilatura o nascosti. Nel libro moderno sono finti se ci sono.

GLI INCUNABOLI

I primi incunaboli non avevano il frontespizio, ma una pagina bianca per proteggere il libro. Prima del libro a stampa, le forme del libro diffuse erano:

  • il papiro
  • la pergamena
  • il codex o manoscritto. I supporti che hanno preceduto l’età moderna.

IL PAPIRO

Il papiro appare in Egitto nel III millennio a.C. fino al XII sec. Dal fusto di questa pianta si ricavava la superfice più funzionale per scrivere nell’antichità. Sito: national Geographic storica: la grande invenzione dell’Egitto

  • La canna del papiro è scollata dal midollo che viene successivamente tagliato in strisce lunghe dai 15 ai 40 cm.
  • Le strisce sono poste perpendicolari su di una pietra liscia, inumidito e ricoperto da un panno.
  • Il tutto è battuto per una o due ore mentre la linfa e l’acqua creano il collante che lega le fibre tra di loro.
  • Il foglio è pressato, seccato al sole e levigato con una pietra tonda. LA PERGAMENA Prende il nome dalla città di Pergamo (asia minore), dove secondo la tradizione riferita da Pipino il Vecchio, sarebbe stata introdotta attorno al II sec. a.C., in sostituzione del papiro. Utilizzata per tutto il medioevo, fino all’arrivo della carta. Può essere prodotta con pelli di pecora o capra depilate e fatte asciugare sotto tensione. Successivamente le pietre sono passate con la pietra pomice prima di ricevere la scrittura. IL CODEX I codici presentano dimensioni differenti in base all’uso a cui il testo è destinato. Dal volume di 60 cm di altezza al piccolo libro di preghiere. MANOSCRITTO- MANU SCRIPTUS- SCRITTO A MANO Il codex è un libro manoscritto. Il manoscritto medievale deriva da “ manu scriptus ” che significa scritto a mano. È un qualsiasi documento scritto a mano, in opposizione a quelli stampati. Il medioevo è il periodo d’oro, quando gli amanuensi trascrissero migliaia di testi. I manoscritti parlano di matematica, medicina e possono essere di vari tipi. Il libro veniva anche incatenato. I manoscritti miniati possono essere arricchiti da decorazioni come anche la prima lettera illustrata. È stato il supporto a dare il nome al libro. LA CARTA La carta viene inventata dai cinesi nel II secolo d.C. La fabbricazione della carta è nata in Cina con la lavorazione della corteccia. L’albero usato era il gelso probabilmente. Continuità tra manoscritto e libro stampato: nel descrivere i manoscritti si fa attenzione al numero di fogli che compongono il fascicolo chiamato:

Tolta la cornice della forma, sul foglio umido viene applicato un feltro e viene steso poi di seguito un secondo feltro per il foglio successivo. Raggiunti i 100 fogli tutto viene pressato con un torchio a vite. La disidratazione riduce lo spessore dei fogli di un terzo dell’altezza iniziale. I fogli sono messi ad essiccare negli stenditoi, ambienti con persiane di legno mobili. Il maestro cartaio immergeva la forma nella vasca contenente la pasta, raccogliendone la giusta quantità. Il tuffatore o lavorante prendeva la forma e la scuoteva, per renderne omogenea la distribuzione e togliere l'acqua in eccesso. Lo stenditore o ponitore toglieva il foglio dalla forma e lo stendeva su un feltro di lana. Una certa quantità di fogli intervallati ai feltri costituiva la posta, che veniva pressata con il torchio per togliere ulteriormente l'acqua APPARECCHIATURA : I fogli sono spalmati di una colla che impedisce alla superficie di assorbire tutto l’inchiostro. I fogli colati vengono posti negli stenditoi, essiccati, pressati, levigati e divisi per qualità. TESTO SCRITTO A CARATTERI MOBILI Dal testo scritto a mano si passò, nella seconda metà del XV secolo a quello realizzato con i caratteri mobili. Quando Gutenberg introdusse i caratteri fusi al piombo, in Europa erano stati fatti già interventi sul libro grazie alle competenze sulla fusione dei metalli che determinarono la fine della produzione libraria manoscritta e contribuirono a far diventare il libro, dalla prima metà dell’400. Il primo prodotto seriale della storia grazie all’aumento della velocità di realizzazione e al conseguente abbattimento dei costi di produzione rispetto al manoscritto. Il passaggio innovativo per il libro è stato quello di introdurre l’ arte tipografica che permise il trasferimento dei caratteri sporchi di inchiostro. L'utilizzo dei caratteri mobili iniziò in Corea e in Cina. La carta fu complice dello sviluppo della stampa a torchio tipografico. I primi caratteri mobili erano in legno, ma avevano una vita breve e non davano alla stampa i caratteri desiderati e non davano allineamento. PRODUZIONE DEI CARATTERI MOBILI Il carattere tipografico si presenta come un parallelepipedo con una lega metallica sul cui lato minore compare a rilievo la forma del carattere da imprimere. Le tre dimensioni sono l’altezza, il corpo e la larghezza. Solo la larghezza varia perchè una M ha una larghezza maggiore.

  • L'occhio : è il rilievo o segno grafico inciso a rovescio sulla faccia superiore di ogni carattere;
  • L'altezza : è la distanza che corre tra il piede e l’occhio del carattere. È l’unica dimensione rigorosamente uguale per tutte le lettere di una tipografia.
  • La forza di corpo : è la distanza tra la parte anteriore e quella posteriore della lettera, è sempre determinata in punti ed è uguale in tutte le lettere di uno stesso corpo.
  • La spalla : è la parte superiore del carattere non occupata dall’occhio della lettera; alcuni caratteri ne sono privi. C'è una spalla inferiore e una anteriore.
  • La tacca : è l’incavatura segnata su una facciata della lettera.
  • L'incavo o scanalatura : è l’incurvatura che alleggerisce il piede dei corpi
  • Il piede : è la parte inferiore, la base della lettera. Punzone-matrice-carattere-forma Il carattere viene ripreso da un orafo. PRODUZIONE DEI CARATTERI:
  1. L’incisore disegna il carattere
  2. L'incisore spesso con competenze orafe realizza il punzone
  3. Il carattere viene inciso rovesciato su di un punzone d’acciaio lungo 45 mm
  4. Il punzone viene battuto con un martello su una matrice di rame lasciando impressa la forma del carattere
  5. Per produrre i caratteri viene usato uno stampo detto forma (due elementi metallici a forma di L) dove viene posta la matrice a faccia in su alla base del canale formato dai due metalli L e viene versata la lega metallica fusa. LA CASSA TIPOGRAFICA I caratteri realizzati venivano conservati nella cassa tipografica, da cui erano estratti per comporre le pagine.
  • Cassa tipografica alta : 98 caselle maiuscole
  • Cassa bassa : 54 in quella bassa distintine per lettere minuscole e punteggiature Venivano presi dalla cassa e poi allineati uno dopo l’altro seguendo il testo manoscritto a 2- 3 linee su un COMPOSITORIO , che determinava la lunghezza della linea. Dopo le righe dovevano essere trasferite su un piano, IL VANTAGGIO, che strutturava l’interna pagina, costituendo il telaio da portare in stampa. Nella fase successiva, abbiamo l’ IMPOSIZIONE , dove le pagine venivano composte sulle fome e bloccate da cunei per evitare che si muovessero durante la stampa. Il primo carattere fuso in piombo fu il gotico o meglio textura che Gutenberg prese a modello dal manoscritto e poi sostituito dal carattere romano. Le pagine non seguivano la sequenza logica dei libri, ma dipendeva dal numero di piegature. Formati più usati:
  • In-folio 2°: un solo foglio. meno piegature

PARTI MOBILI:

  • Il carrello mobile : scorre a due rotaie di azionamento a mano o con manovella (da pag.41 dal manoscritto all’ipertesto)

• Il timpano (telaio di pergamena su cui era fissato il foglio di carta è collegato con

cerniere da un lato al carrello mobile e dall'altro alla fraschetta).

• La fraschetta (telaio in carta pergamena con riquadri utili per evitare macchie di

inchiostro sui margini

• bianchi del foglio).

• La vite senza fine (azionata con leva alzava e abbassava la platina, il pianale metallico

che esercitava la pressione sul timpano e quindi sulla carta). L'introduzione del torchio in ghisa nell'Ottocento permise di utilizzare una platina più lunga che permise di stampare un intero lato di foglio in un solo colpo per volta. Una volta finito di tirare le copie stabilite i fogli venivano girati per la stampa sull’altro lato. Torchio tipografico del 1811 I caratteri mobili e il torchio tipografico fecero diventare il libro un bene commerciale che richiedevano degli spazi nuovi, nuovi investimenti e nuovi mercati. I primi stampatori erano anche editori e librari poi divennero grandi imprenditori con la nascita dei primi cataloghi, delle prime reti di distribuzione fino alle fiere del libro di Francoforte, Lione, Lipsia e Anversa. I CARATTERI MOBILI Gutenberg fece i primi esperimenti della tecnica al torchio già dal 1438 per arrivare a perfezionarla nel 1455 data attribuibile alla stampa della BIBBIA A 42 LINEE. Con questo primo libro stampato si apri il periodo degli INCUNABOLI. Detti così perchè “ nella culla ” e prodotti dall’anno di introduzione della stampa sino al 31 dicembre del 1500. Gli incunaboli erano molto simili ai manoscritti tanto che dal codice i primi libri a stampa ripresero:

  • Il grande formato
  • L'impaginazione su due colonne
  • L'utilizzo del gotico
  • Iniziali con ornamento
  • Assenza del frontespizio e della numerazione delle pagine TIPOGRAFIA È il sistema di stampa diretto che si esegue mediante una forma a rilievo, composta con caratteri mobili (tipi). È il sistema di stampa più antico, che lascia l’impronta sul supporto (carta ecc.) inchiostrando preventivamente gli elementi in rilievo, e poi applicandoli a pressione sul supporto stesso.

Le tecniche della stampa:

  • Impressione in rilievo : per riprodurre testi. Le parti in rilievo della matrice sono inchiostrate lasciando l’impressione sul supporto (come nella silografia) Con la silografia: immagini e testo sono riprodotti insieme
  • In cavo : consiste in una matrice di metallo che può essere incisa direttamente.
  • In piano I MESTIERI DEL LIBRO IL TORCOLIERE si occupa del funzionamento del torchio. Applicava la carta al timpano e chiudeva a fraschetta, tirava la leva per impressione ed estraeva il foglio. IL BATTITORE inchiostrava le forme di stampa. Con il tampone di cuoio imbevuto d’inchiostro bagnava le parti in rilievo della forma i grafismi. Con il tempo il tampone fu sostituito da un rullo rivestito di caucciù e divenne rullatore. Il COMPOSITORE Addetto alla composizione dei caratteri mobili. Davanti alla cassa tipografica, conoscendo il testo da comporre, estraeva dai cassetti i caratteri, i simboli e gli spazi e li posizionava su di uno speciale righello chiamato compositoio. Completata una riga la trasferiva su di un piano detto vantaggio dove veniva a formarsi la pagina in piombo. Ultimata la pagina ne preparava altre fino al numero necessario a seconda che si trattasse di volumi in quarto, in ottavo ecc. Il CORRETTORE DI BOZZE : leggeva con attenzione la tiratura delle bozze e segnalava a margine tramite segni speciali le modifiche da apportare IL PUNZONISTA : Si occupa di incidere punzoni dei caratteri con cui venivano battute le matrici per la fusione dei caratteri. Il FONDITORE : realizza la fusione dei caratteri. Usando le matrici create dal punzonista e la forma, il fonditore produce i caratteri mobili poi rifiniti e levigati. CENNI SU GUTTENBERG Museo Gutenberg sito per vedere la storia. Non conosciamo molto della sua biografia, la sua data di nascita è collocabile fra il 1393 e il 1397 ma sappiamo che fu lui a mettere a punto la soluzione tecnica per produrre in serie caratteri tipografici e per combinarli in un compositoio in modo da dare vita a una pagina, dopo la loro inchiostratura. Inizio la sua attività nel 1438 a Strasburgo, dove si trovava in esilio politico e dove produceva specchi usati dai pellegrini. Esperienza fondamentale per l'applicazione dell'arte della stampa. Gli specchi, infatti, erano inseriti all'interno di una cornice di metallo realizzata dalla fusione del piombo e dell'antimonio stessi metalli utilizzati nei caratteri) e della presenza di due stampi costruiti con il procedimento a due matrici.