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Figura chiave del movimento Dada, tecnica del ready-made: puro o semplice e rettificato. Opere: NUDO CHE SCENDE LE SCALE, RUOTA DI BICICLETTA, L.H.O.O.Q, GRANDE VETRO LA SPOSA MESSA A NUDO DAI SUOI SCAPOLI, ALLEVAMENTO DI POLVERE DI MAN RAY.
Tipologia: Appunti
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Figura chiave del Dada e del 900 in generale tra il Dadaismo europeo e americano è Marcel Duchamp (1887-1968), artista francese che si sposterà poi a New York nel 1915. Duchamp fu fondamentale per l’arte americana perché grazie a lui per la prima volta il pubblico statunitense potè vedere la produzione artistica delle avanguardie oltreoceano, fu un innovatore, per gli americani. Partecipò all’ Armory Show di New York (esercito e mostra), nel 1913 , presentando la sua prima opera di autentica rottura: Nudo che scende le scale, 1912.
1912, olio su tela Philadelphia Museum of Art, Philadelphia. Quest’opera segna il definitivo distacco dall’esperienza cubista. Duchamp raffigura un nudo femminile, nell’atto di scendere le scale, scena particolarmente innovativa che suscitò scandalo proprio per via della rappresentazione di un nudo in movimento, manipolato figurativamente con uno studio di scomposizione che viola la sacralità del corpo umano, che fino a quel momento era immaginato in chiave classicista. Esprime attenzione al linguaggio futurista. Il cubismo è sacrificato al linguaggio futurista attraverso la ripresa della cromofotografia. L’opera venne ritirata dal Salon des Indépendants, ma all’Armory Show di New York venne accolta con curiosità la quale fece alimentare il dibattito intorno all’arte europea. Nel 1913 l’arrivo di opere come questa contribuì allo svecchiamento della tradizione americana che aveva ancora un linguaggio di quieto naturalismo. L’atteggiamento di Duchamp, ma che anche carattere dadaista è l’ iconoclastia, una condanna verso la tradizione, sia più antica sia quella avanguardista. Questo atteggiamento si radicalizza e diventa preponderante nell’arte americana negli anni successivi, infatti nel 1915 Duchamp ha un’idea folgorante, quella di intuire la pittura non più come mimesis della realtà ma quella di abolirne i presupposti, eliminando così la pittura. Secondo Duchamp il compito dell’artista era quello di presentare gli oggetti della realtà quotidiana facendogli assumere un nuovo ruolo, nacque così il ready-made. Ready-made, pronto all’uso, un’espressione inglese che utilizzò per indicare le opere di quel periodo. L’artista preleva un oggetto dalla realtà, molto spesso di matrice industriale, che veniva poi decontestualizzato, isolato e ricontestualizzato, ne veniva modificata la funzione per essere poi elevato al rango di un’opera d’arte e posto in musei. Egli trae oggetti di uso comune dalla realtà e li presenta senza dipingerli, senza imitarli, li presenta come fossero opere d’arte, intese come sculture. Alla base di quest’idea c’e un pensiero fortemente iconoclasta, infatti per i dadaisti la bellezza è morta, significa quindi la conseguente assenza totale di buongusto e di bello. Qualsiasi oggetto quindi poteva diventare oggetto d’arte, estetico secondo il ready-made, ciò significava che la pittura tradizionale era stata superata. L’atto artistico non veniva più inteso come un’operazione di imitazione della realtà, ma come frutto di un’operazione concettuale, di astrazione mentale. L’attività di Duchamp dal 15 in avanti non può più essere definita pittura, per lui conta più l’aspetto concettuale. Duchamp è considerato un importante innovatore, egli fu infatti anticipatore di molte tendenza di arte concettuale che nacquero e si svilupparono nel secondo 900, infatti il suo fondamentale ruolo è già evidente a partire da questa mostra.
Vi sono due diversi tipi di ready-made:
1913, New York, MoMA L’opera è costituita dall’assemblaggio di due elementi, una ruota di bicicletta fissata ad uno sgabello da cucina per mezzo di una forcella. Il ready-made qui prevedeva che lo spettatore intervenisse a far girare la ruota. L’intento è parodiare ironicamente la posizione e l’atteggiamento futurista che esaltava la macchina, Duchamp ridicolizza questo atteggiamento tramite quest’opera prece realizza così una “macchina” che però non serve a nulla. Egli fa inoltre una critica alla scultura tradizionale, togliendo dall’opera il valore estetico utilizzando come basamento uno sgabello da cucina. Allude ad un oggetto senza funzione, ad una macchina inutilizzabile. Come se avesse creato un abito a brandelli, impossibile da indossare. Nell’arte di Duchamp fanno parte caratteri come la forte ironia, ma vi è una componente fortemente innovativa in scultura soprattutto, ad esempio in Ruota di Bicicletta la possibilità di poter girare la ruota fa si che egli si di nuovo anticipatore di un tipo di arte cinetica-ellittica. Duchamp mette in discussione e nega pilastri dell’arte tradizionale come:
1915-23, lacca filo, colore ad olio, lamina sottile Philadelphia Museum of Art Rrose Sélavy Nel 23 dichiarata incompiuta Opera costituita da due lastre di vetro, fili di piombo e d’argento La parte inferiore dell’assemblaggio è soggetta da una visione prospettica, quella superiore no. La divisione della superficie è significativa, indica infatti l’incomunicabilità tra l’universo maschile e quello femminile. La parte inferiore, costruita prospetticamente simboleggia la parte umana, terrena, indica l’universo maschile; è occupata da un complesso meccanico fatto al centro da una macinatrice di cioccolato, alla quale è legato un mulino ad acqua. Al mulino ad acqua sono collegati 9 stampi, che sono il cimitero delle uniformi, delle divise e delle livree, indicano delle occupazioni professionali; Queste livree grazie al meccanismo al quale sono soggette fanno due movimenti, uno su se stesse e uno avanti ed indietro sono viste come il motore di una macchina del piacere, infatti l’andamento del movimento richiama quello erotico. Sopra la macchina i setacci, sono dispositivi attraverso i quali, si spara verso la sposa, sono nove spari che avrebbero dovuto fecondare la sposa (che ha nove buchi) ma hanno mancato. La femmina, nella parte superiore a sinistra è caratterizzata da un vitino da vespa e da una testa di mezzaluna, è vergine perché non è stata colpita dai nove stampi; questo effetto crea una nuvola che costituisce la via lattea, i tre quadrati rappresentano i tre pistoni della corrente d’aria, la forma quadrata è ottenuta tramite la caduta casuale di uno strofinaccio quadrato sul vetro.
per questo va ad incidere sullo status dell’opera. Nel 26 le lastre dell’opera si ruppero durante il trasporto, ma Duchamp non volle sistemarlo, fu una rottura casuale, che attirò l’artista. Il caso come categoria interviene inevitabilmente Incomunicabilità tra il mondo maschile terreno e femminile, frutto di un’analisi che spiegagli universi: Maschile:prospettiva, visione umana Femminile: non è soggetto alla prospettiva, visione sovrumana Universi divisi, inconciliabili , come le pale d’altare, con sotto gli umani e sopra i personaggi divini. Poetica dadaista, il tentativo di dialogo dato da elementi meccanici, richiama l’aspetto meccanicistico di assenza di res cogitans, l’uomo per Duchamp è fatto solo di materia e pulsioni, reazioni fisiche conseguenti di stimoli esterni.