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DISCIPLINE DEMOETNOANTROPOLOGICHE LEZIONE 1
- Cosa studia l'antropologia? L’antropologia (anthropos=uomo e logos=discorso, dal greco) studia gli avvenimenti e fatti umani prendendo in considerazione l’aspetto prettamente culturale. Studia l’uomo, animale culturale, nella sua quotidianità, le sue identità e fatti culturali: nei riti pubblici e in quelli privati (ad esempio sul posto di lavoro come ospedali, campi, fabbriche o in luoghi di aggregazione). L’antropologia è lo studio del mondo che come si suol dire “abbiamo fuori la finestra”, è la diversità fra i gruppi culturali (i giapponesi stringono la mano con due mani come segno di grande rispetto o non distolgono lo sguardo in segno di educazione; diversamente in Africa Subshariana è un segno di sfida guardarsi dritto negli occhi. Tutto ciò che la cultura (pezzi di puzzle) ha sedimentato col tempo, l’antropologia lo racconta, unendo il puzzle completo. Essa studia il passato per capire il presente, essendo noi il frutto di ieri. È quindi qualcosa che vede lontano per portarci a qualcosa di vicino. Fino gli anni 70 era solo un topic di ricerca dell’autenticità poi con gli studi demologici (sulle tradizioni popolari) si sono aperti musei dedicati alla cultura contadina per tutt’Italia, sulla quotidianità, usi, costumi e tradizioni. La cultura sono le persone, persone sono portatori di tratti culturali.
- Commentare il racconto del cittadino americano medio UN ANTROPOLOGO AMERICANO SCRIVE questo testo in questione, esso fa riferimento ad azioni che un uomo americano svolge quotidianamente, dal momento in cui si sveglia a quando fa colazione, si veste e va al ristorante. Si nota come ogni oggetto di uso comune (sedia, cucchiaio, tessuti, alimenti, monete, tecniche di stampa…), utilizzati da codesto uomo, abbiano provenienze differenti e si enfatizza come, nel corso dei secoli, diverse culture si siano unite, mischiate e trasformate fino a giungere come noi le conosciamo oggi. La critica, abbastanza ovvia, è diretta nei confronti dell’“americano medio”, che si crede superiormente bianco e in parte inventore di tutti gli oggetti presenti nel mondo, come se senza di lui (l’uomo e i suoi predecessori) questi non esisterebbero. Ecco l’ideologia dell’americano come uomo invincibile ed essenziale, repubblicano e inglese che invece dovrebbe ringraziare di essere fatto americano, a Dio (divinità Ebraica). Non esiste una civiltà pura che non sia stata influenzata dalle altre. Ogni cultura può apportare qualcosa di buono alle altre, bisognerebbe quindi avere un comportamento più inclusivo. Il cittadino italiano è simile al cittadino Americano, anche in italia ci sono prodotti che abbiamo assimilato come nostri quando poi sono frutto delle esportazioni se pensiamo ad esempio al pomodoro arrivato dopo il 1492 dalle Americhe e ora parte dei piatti nazionali italiani, o gli spaghetti prima nati in Cina.
- Esporre il pensiero di James Frazer La disciplina vera e propria Antropologica nasce fra il XIX e XX secolo e possiamo ritenere padri nobili dell’antropologia quegli intellettuali che prima del tempo cominciarono ad interessarsi delle popolazioni Altre, sotto l’aspetto della curiosità, cercando di far emergere gli usi e i costumi; parliamo di antropologi come De Montaigne o Lafiteau (fra il 500-600-700) che pubblicarono testi (come di Lafiteau “i costumi dei selvaggi americani comparati agli usi e costumi dei primi tempi”); o Rousseau che consigliava agli amici di viaggiare e guardare coi propri occhi le culture altre, prima di pregiudicare. I primi antropologi “da poltrona”, sono James Frazer e Taylor. Frazer prende in esame quelle che sono più popolazioni, più tratti culturali di diverse popolazioni per metterli in comparazione e vederne uguaglianze e differenze. Anche Frazer, figlio dell’evoluzionismo ed epoca Vittoriana. Egli ritiene i fenomeni religiosi dei popoli primitivi come una mentalità primitiva, non monoteista ma una struttura di magia. La magia per Frazer compare in un momento precedente all’arrivo dell’idea dell’uomo sul concetto di religione; come se la magia fosse un concetto ancor più primitivo alla religione delle popolazioni primitive. James Frazer appartiene alla categoria dei primi “antropologi” che si occupò di analizzare usi, costumi e pratiche culturali e religiose di popolazioni altre (l’analisi comparata di Frazer). Il suo metodo consisteva in una disamina antropologica come fosse un’analisi comparata. Frazer nacque nell’era vittoriana e coloniale, periodo in cui l’evoluzionismo (scienza) si radicò e riteneva che fenomeni religiosi dei popoli primitivi fossero dovuti ade una mentalità primitiva ancor prima della religione, chiamata magia. Egli, dopo lunghe ricerche, giunge alla conclusione che magia e religione sono antitetiche in quanto il concetto di magia sarebbe un precursore di ciò che poi si svilupperebbe in vera e propria religione. Gli step sono: magia, religione e infine si giunge alla scienza. Un’antropologa moderna Mary Douglas, metterà in discussione l’idea di evoluzione dei fenomeni religiosi ma primitivi ad avanzati, metterà in evidenza che questa è un’idea razzista che forma delle differenze e si avvale dello schema Hegeliano per spiegare la differenza e fare una feroce critica al pensiero Occidentale: etnocentrico e razzista: Prendendo in considerazione la magia, la religione e la scienza in tesi (la religione animista o politeista), antitesi (magia) e sintesi (scienza). Le popolazioni “superiori” Occidentali erano arrivate alla scienza e si erano distaccate dal concetto primitivo di religione come magia. Scrive Di Martino, le popolazioni del sud Italia non si sono mai staccate dalla magia ma sono restati Cristiani Cattolici, questo per dimostrare come alcune indicazioni possono essere controverse.
1 fase ANEMISTA FETICISTA In antropologia, il feticismo non ha a che fare con qualcosa di psicologo alla Freud o Jung, ma si intende la traslitterazione della parola feticcio (feticio), entità ed energia per cambiare la realtà e usufruirne come “stregoni” in modo disprezzativo- dei popoli primitivi. Animismo e feticismo spesso li vediamo insieme, come fossero sinonimi perché il feticcio rimanda a un entità extraumana. L’animismo è l’ideologia che ci dice ogni entità presente sulla Terra ha uno spirito. E solo lo stregone poteva far uscire fuori lo spirito e usarne anche beneficamente il suo potere. La 2 fase segue col politeismo romano e greco delle società premoderne 3 fase monoteista, bianca e cristiana della Civilità moderna vera e propria. Per Tylor le civiltà primitive sono bloccate in questo stadio iniziale, si sono fermate allo stadio primordiale che è un ideologia dove si pensa che ogni oggetto sia posseduto da uno spirito.
- Esporre il pensiero di Edward Tylor L’epoca in cui E. Tylor nacque (età vittoriana) fu caratterizzante del suo pensiero di superiorità bianca e inglese sulle altre popolazioni mondiali, da lui definite “bloccate”. Nella sua ideologia si notano termini e concetti prettamente occidentali, con i quali egli giustifica la presunta superiorità bianca e il suo sguardo verso sé stesso. Tylor fu uno dei massimi esponenti dell’antropologia che ha come principi l’evoluzione delle specie di tipo unilaterale: da società meno sviluppate e primitive a civiltà più sviluppate definite complesse. Da qui il suo concetto di cultura “statica”, bloccata come fosse una scatola in cui inserire oggetti. Non vi è alcuna relazione tra culture superiori (occidentale, bianca) e culture inferiori (negre, rosse, gialle). LEZIONE 3
- Cos’è il Darwinismo sociale? In questo periodo si fanno degli studi per cercare di capire come il mondo sia arrivato ad essere quel che è, evoluto. Dato che prima si pensava che il mondo fosse sempre stato cosi! Darwin conclude uno studio ventennale nelle isole Galapagos e scrive nel 1859 “l’origine della specie”, questo testo rivoluzionario in cui si distacca dalla teoria Creazionista in cui si pensava che l’uomo fosse stato creato da Dio ed è sempre stato così.
Per Darwin, la specie umana nel corso del tempo, come tutte le altre specie, si sono evolute e modificate. Secondo Darwin, gli esseri viventi attuali sono il frutto di una lenta mutazione che è dovuta: al caso (come una catastrofe naturale), all’influenza dell’ambiente circostante e alle capacità di adattamento (come una specie può rispondere ad un determinato fenomeno; passa alla storia come legge del più forte, selezione naturale quando non è capace di agire una specie e estinguersi). L’evoluzione umana è data dal mutamento del patrimonio genetico, ovvero dal cambiamento del fenotipo e del genotipo. il darwinismo sociale è una teoria nata circa nel 1870/80, secondo cui ogni comunità funziona in base alle leggi naturali di Charles Darwin della sua teoria sull’evoluzione: il più forte ha la meglio sul più debole. Dal momento in cui scoppiarono conflitti e rivalità fra Stati nazionali, l’imperialismo (colonialismo) prese spunto da questa lotta tra forti e deboli, basando la vittoria degli stati più forti come una legittimazione biologistica. Darwin ha un interesse di tipo biologico ha delle conseguenze anche dal punto di vista sociale antropologico. Morgan è uno degli autori che eredita il Darwinismo, la teoria Evoluzionista. Morgan scrive un testo “la società antica” che narra l’evoluzione sociale dell’umanità che procede linearmente e va verso il progresso: si passa dai selvaggi-barbari-civilizzati Ognuno di questi stadi è composto da altri tre periodi: inferiore- medio- superiore Si migliora, si passa da un momento all’altro solo attraverso nuovi periodi storici e le nuove teorie scientifiche. Per Darwin, gli esseri viventi sono il frutto dell’adattamento, passando parte delle loro caratteristiche alla propria discendenza.
- Parlare del pensiero di Charles Dawin Grazie alla teoria dell’evoluzionismo, basata su selezione naturale, si rivoluzionò la concezione tradizionale dell’origine delle specie viventi. Tra i vari individui vi è una continua lotta per la sopravvivenza, e in essa prevalgono i più adatti alle condizioni di vita in cui sono, trasmettendo i loro caratteri ai discendenti. L’ideologia di Darwin si rifà a due teorie: - La prima è la lotta per l’esistenza: in natura non vi è posto né
Ognuno di questi periodi etnici aveva tre sottoperiodi: inferiore-intermedio-superiore. Si passa da un periodo all’altro superando grandi periodi storici e per mezzo di scoperte e teorie scientifiche. Le scoperte moderne nel campo della genetica hanno dimostrato che l’umanità è una e le teorie scientifiche e sociali si esprimono su questioni in cui il momento storico decide come siano sviluppate e quindi il pensiero sociale sui primitivi e civilizzati dell’epoca, sono il frutto del pensiero razzista del XIX e XX secolo. Siamo diversi invece solo da un punto di vista culturale.
- Quale era il pensiero dei predecessori di Darwin? In questo periodo si fanno degli studi per cercare di capire come il mondo sia arrivato ad essere quel che è, evoluto. Dato che prima si pensava che il mondo fosse sempre stato cosi! Studiosi furono Darwin, Lamarck, Cuvier ritengono che il mondo non sia sempre stato cosi ma secondo Lamarck ad esempio, gli organismi si modificano, si evolvono nel momento in cui devono adattarsi all’ambiente per vivere= è l’ambiente a decidere l’evoluzione di una specie, ad esempio utilizzando o meno un arto può portare al potenziamento o addirittura la scomparsa di quest’arto se non serve. Secondo Cuvier ciò che determina l’evoluzione non è l’ambiente ma piuttosto le catastrofi naturali (glaciazioni esempio).
Tra la fine del 1700 e inizio del 1800 i predecessori di Darwin come Lamarck e Cuvier giungono a comprendere, con dubbi ed errori, che l’uomo è frutto di un’evoluzione. Lamarck svilupperà la teoria degli organismi, attraverso l’adattamento all’ambiente (l’uso/non uso di un determinato arto o organo lo svilupperà/farà scomparire) e Cuvier riterrà che la Terra avesse vissuto delle catastrofi e quindi le specie presenti tuttora sarebbero quelle sopravvissute ad esse
Tra la fine del 1700-1800 i predecessori di Darwin, pensiamo alla Lamarck e a Cuvier, arrivano con dei dubbi e degli errori a comprendere che l’uomo è frutto di un’evoluzione. Lamarck svilupperà una teoria, Lamarckismo, che individua nella modifica degli individui attraverso l’adattamento all’ambiente. Egli sostiene inoltre che l’uso o il non uso di un arto possa portare nelle generazioni successive ad un indebolimento o potenziamento di esso. Per Cuvier, la Terra ha vissuto millenni di catastrofi naturali con l’eliminazione di numerose specie e quelle sopravvissute sono coloro che popolano oggi la Terra. La chiama Teoria delle Catastrofi naturali.
LEZIONE 4
- Il colonialismo: come nasce e come si sviluppa Per colonialismo intendiamo in epoca contemporanea, lo sfruttamento che possiamo definire come una rapina o un tipo di violenza assoluta delle Nazioni Europee ma anche del Giappone (con l’imperatore Mutsuito sul trono del Giappone, Meiji letteralmente Governo illuminato che diverrà una nazione imperialista e colonialista, egemone in quella parte del mondo). Dalla scoperta dell’America in 1492, tendenzialmente è una conquista perche le Americhe erano già li ed esistevano, si può iniziare a parlare di sfruttamento delle popolazione Altre da parte delle Nazioni Europee. Una delle conquiste piu illuminanti sullo sfruttamento è il Congo Belga in Africa Centrale, costituito in stato indipendente restò una riserva di caccia personale di Re Leopoldo III, possedendolo nel 1908 per sua volontà. Viene scoperta l’America, inizia una serie di viaggi verso nuove terre scoperte. L’Asia viene colonizzata. Tra il 700-800 assistiamo ad una vera e propria colonizzazione da parte della Gran Bretagna, Francia e Belgio nei paesi bassi che si dirigono in queste nuove zone per trarne sempre piu profitto dalle risorse minerarie, alimenti e prodotti che c’erano lì. Tutto questo ha portato ad una serie di conseguenze negative: lo sfruttamento delle popolazioni che vivevano li (le popolazioni indigene distrutte aggressivamente dai conquistadores). C’era un atteggiamento profondamente aggressivo verso le popolazioni Altre perché presentavano usi e costumi diversi da quelli dell’uomo Europeo, considerandosi tant’è vero “selvaggi”. Gli europei non commercializzavano solo prodotti ma anche evangelizzavano perché il Cristianesimo doveva essere diffuso, per questo vediamo sacerdoti che partono verso nuove popolazioni per diffondere il messaggio cristiano. Il colonialismo viene definito come l’estensione della sovranità di una nazione sui territori e popolo all’esterno dei suoi confini. Esso indica anche il dominio coloniale tenuto dai diversi stati europei su altri territori extraeuropei, durante l’epoca moderna e periodo delle esplorazioni geografiche (fine XX secolo). Le scoperte geografiche ebbero conseguenze enormi: furono il passo decisivo verso l’unificazione del mondo. I
- Commentare la Sublimis Deus La Veritas Ipsa Interessante è la lettera inviata dagli spagnoli al Papa Paolo III Farnese, perché queste popolazioni avevano usi particolari e ci si chiedeva se fossero umane o bestie (sono cannibali, praticano il sacrificio). La risposta del papa è significativa nella bolla papale Veritas Ipsa, conosciuta anche come Sublimis Deus dove specifica che queste popolazioni non sono degli animali ma esseri umani a tutti gli effetti. Fa questo per diffondere il cristianesimo e per paura che l’impero ottomano quindi l’islam possa diffondersi sempre più e avere nuovi ADEPTI SEGUACI, e quindi cerca di portare a sé queste popolazioni che venivano conquistate, dimostrandogli dignità avendo un atteggiamento benevole, cosi queste popolazioni si sarebbero subito dedicate al cristianesimo. In questo periodo sono molti i sacerdoti che evangelizzano e vogliono difendere queste popolazioni dai soprusi a cui andavano incontro a causa dei conquistadores. Il vescovo Bartolomeo de Las Casas prese a cuore la condizione degli Indios e il frate Bernardino de Sahagun li difese scrivendo e pubblicando in postuma “Historia General de las cosas de Nueva Espana” , prendendo la parte degli Indios. è una bolla papale scritta dal Papa Paolo III del 1537. Conosciuta anche col nome di Excelsus Deus. In questa bolla il Papa condanna le tesi razziste, riconosce ai nativi americani, cristiani e non, la dignità di una persona umana, vieta di ridurli in schiavitù e giudica nullo ogni contratto redatto in tal senso. Così il pontefice pone fine a tutte le dispute tra teologi e università, circa l’umanità degl’Indios d’America e sulla possibilità di renderli schiavi. Egli inoltre emanò il verdetto “Indios veros homines esse”.
- Parlare di cos’è l’eugenetica e come si sviluppa e dove trova terreno fertile. De Gobineau, un diplomatico che scrisse un saggio sulle disuguaglianze delle razze umane in cui specifica che quella nera (da considerare inferiore) non possa mischiarsi con quella bianca. Quindi la razza bianca doveva restare pura e non mischiarsi con Altre, per rispettare le gerarchie e la bianca è all’apice, è confermato biologicamente. Fine 700-inizio 800, l’eugenetica si sviluppa da uno studio Darwinista prima nei paesi anglosassoni poi nella Germania nazista. Essa si trasforma nel XX secolo in un movimento politico sociale volto a promuovere la riproduzione di soggetti desiderabili e a prevenire la nascita di soggetti indesiderati (aborti, infanticidio, operazione dei nazisti vs diversamente abili e malati di mente chiamati vite indegne di essere vissute) Eu= bene Da qui la genetica perfetta, la razza perfetta. Nasce l’idea dell’eugenetica che vuole creare una razza perfetta, cercando di eliminare tramite degli aborti o accoppiamenti studiati una razza geneticamente e socialmente desiderabile bianca, l’eugenetica positiva giovandosi dell’eredità genetica L’eugenetica negativa sono le Altre razze, socialmente indesiderate.
Oggi l’eugenetica si sposa con una buona vita ma non dal punto di vista estetico razziale ma fisiologicamente biologicamente in buona salute, prevenendo, curando e facendo sopravvivere individui a malattie e sofferenze che non permettono la sopravvivenza. Il nazismo prende in prestito teorie sull’emigrazione passata di gruppi indoeuropei di nome Aria provenienti dal nord dell’india (da qui razza Ariana) che si pensava fossero alti biondi con occhi azzurri, cosa impossibile per l’adattamento delle popolazioni dell’india. Queste avrebbero per i nazisti colonizzato l’Europa ed essere loro antenati. L’eugenetica è una disciplina con l’obiettivo il miglioramento della specie umana giovandosi delle leggi dell’ereditarietà genetica. Nell’immaginario collettivo la si pone cronologicamente e localmente alla Germania Nazista, con esperimenti effettuati nei cambi di concentramento. Purtroppo il fenomeno dell’eugenetica nasce molto prima, con una localizzazione più estesa. L’eugenetica si è poi trasformata, nelle diverse parti del mondo, per favorire la riproduzione di soggetti socialmente desiderabili e di prevenire la nascita di quelli indesiderabili. LEZIONE 5
- Cesare Lombroso e l’antropologia criminale. Cesare Lombroso (1835-1909) fu uno studioso poliedrico e fondò l’antropologia criminale, molti infatti lo reputano il padre della criminologia. Egli è veronese e comincia i suoi studi scientifici, nella comunità, nell’esercito e negli ospedali psichiatrici e nelle università: per egli l’evoluzione umana si sviluppa secondo misure fisiche, con precisione dal cranio. Egli era convinto di sapere chi fosse un delinquente nato dal cranio, una mascella pronunciata o una fronte larga. I suoi studi hanno una pecca, quella di andare ad investigare parte della popolazione come nelle carceri per esaminare i delinquenti: era ovvio che avrebbe trovato carcerati con tatuaggi in carcere. Esiste un museo dedicato a Lombroso, con ad esempio l’esposizione dei crani ma la novità è l’ultima stanza, la 9 in cui il proprietario del museo si comprende come la teoria di Lombroso è discutibile e falsa. L’antropologia criminale è l’applicazione della fisionomica e della frenologia alla criminologia, compiuta a partire dagli anni ’80 dell’Ottocento da Lombroso. Il medico di origini veronesi, figlio di un secolo dettato da profondo scientismo, diventa esponente della scuola positiva e un promotore del determinismo biologico. Lombroso era convinto che la criminalità fosse dovuto a cause patologiche. Vi sono determinate caratteristiche psicofisiche degli autori di reato: il delinquente (tale perché ha subito un arresto nello sviluppo ontogenetico, ordunque istinti degli uomini primitivi) è fatalmente spinto al delitto dalla sua natura arretrata e ferina. Essendo una tendenza congenita, Lombroso parla di delinquente nato.
Quella che è l’idea comune dell’epoca, sviluppa un tipo di razzismo biologico che ha la sua massima espressione nella Germania nazista e nell’italia Fascista. Il manifesto degli scienziati razzisti o manifesto della razza, anticipa di poche settimane la promulgazione di quelle che sono le leggi razziali. Firmato principalmente da antropologi fisici, neuropsichiatri, pediatri, zoologi, demografi e medici. Il Manifesto della Razza (5 ago 1938), è la risposta italiana alla Germania antisemita, fattore che fluiva in tutta Europa. Il Manifesto venne redatto e firmato anche da Lidio Cipriani, capo redattore della rivista “La difesa della razza”. L’articolo 1 del manifesto della razza inizia col sostenere che le razze umane esistono. Articolo 2 esistono razze superiori e inferiori. Articolo 4 La popolazione italiana è nella maggioranza ariana e la sua razza è ariana. (l’istituto di biologia di Berlino considerò che i veri ariani erano i rom, perché endogamico (ci si sposa solo con altri della stessa tribu) e mai mischiati con altre razze. Art 9 gli ebrei non appartengono alla razza italiana ma rappresentano una razza non europea, mai esaminata in italia, diversa in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli italiani. Ultimo articolo, i caratteri fisici e psicologici puramente europei italiani non devono essere alterati se non tra razze europee. (non si parla di ibridismo perché appartengono ad uno stesso ceppo europeo). Questo testo mostra la posizione politica italiana nel panorama del razzismo fisiologico. Recita “L’Italia è fieramente razzista”, sottolineando l’esistenza, quindi, delle diverse razze umane e che la scienza ne è la prova. È necessario quindi mantenere una razza “pura”, far sì che le differenti etnie non si mischino tra loro. LEZIONE 7
- Esporre i dettami del metodo etnografico Il lavoro sul campo, cioè l’etnografia inizia con Malinowski, padre della moderna antropologia britannica. L’applicazione dei suoi studi sul campo, rivoluzioneranno la sua disciplina. Il lavoro del ricercatore sul campo consisteva sul vivere per più di un anno in una comunità piuttosto grande, per studiare i diversi ambiti della vita sociale e culturale per arrivare a conoscere quasi tutti i membri della società.
Malinowski scrisse una monografia, Argonauti del Pacifico Orientale dopo la sua ricerca piu famosa svolta nelle isole Trobriand in Malesia. Una ricerca sul campo di un antropologo significava vivere in quella popolazione che si voleva studiare, impiantare il proprio campo rimanendo a contatto con gli oggetti della ricerca il piu possibile, si studia e si annotano i dettagli della vita sociale, le strutture familiari, i modi di apprendimento, i metodi di costruzione degli oggetti e ci si fa raccontare i riti e i miti. Scrive nella sua monografia i dati indispensabili alla ricerca: un campo prolungato nel luogo della ricerca (vivere a contatto con gli oggetti studiati); l’osservazione partecipante (rendendosi empatici con gli altri oggetti d’indagine, cercando di emergere nella quotidianità, far fidare il nativo di me); la scrittura di un diario di campo (monografia) e la sua restituzione alla comunità scientifica. Malinowski scattò molte fotografie etnografiche che rappresentano l’inizio dell antropologia visiva e sono un essenziale supporto alla monografia. Metodo dell’osservazione partecipante- chiamato cosi il metodo di ricerca di Malinowski. La monografia etnografica è uno studio esclusivo: si pone come obiettivo quello di fornire un quadro esaustivo di tutti gli aspetti di una determinata cultura. La monografia è quindi da valutare con un punto d’appoggio per sviluppare successivi lavori e non come un qualcosa di conclusivo. Infatti da qui il pensiero che il lavoro dell’antropologo non si ferma alla ricerca sul campo ma continua con l’elaborazione teorica e con l’approfondimento di ciò che è stato osservato.
- Parlare del metodo di ricerca di Bronislaw Malinowski Va sottolineato che il lavoro scientifico sul terreno è naturalmente superiore. Quando Malinowski parla di “dilettante” è colui che non ha un metodo scientifico e il suo calarsi sul campo non ha dignità di ricerca. Malinowski parla di una prima ricognizione, un lavoro che deve essere fatto in precedenza per poi arrivare in profondità sui fatti sociali e avere un eccellenze scheletro di quella che è la struttura e le funzioni di una società. Malinowski vuole conoscere la costruzione di un tipo di società tribale (proprio delle tribu, la sua organizzazione e tradizioni, religioni) se non si va in profondità a conoscere, manca la “carne e il sangue di quella comunità” ovvero le interpretazioni profonde, prive di pregiudizi di missionari, sacerdoti, medici. Se un indigeno vive nel villaggio, va considerato i suoi usi, costumi, cerimonie, feste e recuperare da quello scheletro la “linfa” la “carne e il sangue”, la realtà dei fatti che non puo essere esaminata attraverso documenti ma solo stando sul campo (quello che lui chiama l’imponderabilità della vita reale”). Gli osservatori scientificamente preparati, che hanno un metodo e una preparazione, prima hanno una letteratura di riferimento e poi vanno sul campo, questo produrranno per Malinowski dei risultati con altissimo valore scientifico poiché si va ad investigare le comunità come vivono e reagiscono a determinati fenomeni. (ad esempio i riti non si svolgevano se non c’era musica e movimento). Sarebbe folle per Malinowski perdere delle sfumature, fenomeni che l’osservatore scientifico nota nell’individuo: la struttura familiare, la magia, gli aspetti economici, i riti, le ritualità che sono facili da
Lo spaesamento che colpisce l’antropologo all’arrivo in una nuova cultura è un rito di iniziazione che egli deve subire per superare i propri limiti e perplessità (racconta in astronauti nell’oceano Occidentale). Serve pazienza e seguire le regole per far si che gli indigeni si fidino dell’antropologo ricercatore soprattutto se prima hanno incontrato missionari senza scrupoli. Il lavoro sul campo per l’etnografo, cioè l’antropologo che va sul campo, deve tagliarsi fuori dalla compagnia dei bianchi per ottenere un posto tranquillo nel villaggio e attivare l’abitudine e un rapporto naturale con i soggetti della ricerca. Malinowski dice di spostare “la tenda nel mezzo del villaggio”, di “farsi” villaggio e capire gli usi, costumi e attività principali del villaggio. L’indigeno a forza di vedere quell’individuo tutti i giorni, smette di esserne infastidito, allarmato, intimidito dalla sua presenza nella vita tribale. Etnografia= dati puri e semplici e delle descrizioni Etnologia= lavori di interpretazione e comparazione dei dati Diversi autori si sono confrontati che hanno lavorato sul mondo Altro e l’etnologia ha introdotto delle leggi per rappresentare il mondo altro degli indigeni primitivi che si pensava all’inizio non regolato, che non avesse delle strutture parentali familiari clan né racconti ma viveva in un disordine organizzato… Malinowski ci dimostra il contrario, soprattutto che quello che uno va a studiare ha un tipo di significato e bellezza (per i tipi di materiali e forme utilizzate). i primi bianchi pensavano che gli indigeni non avessero ne costumi ne usi se non bestiali, erano chiamati bambini primitivi e per questo gli spagnoli chiederanno a Papa III Farnese se i primitivi negri fossero persone degne o animali muti, bestie retrograde inferiore alla vera civiltà bianca. La ricerca di campo si svolge attraverso alcuni canali privilegiati e costanti: 1- L’osservazione di azioni, eventi che si svolgono nella società locale; 2- La raccolta di occasionali verbalizzazioni, opinioni, affermazioni locali su temi di interesse per il ricercatore;
3- L’interrogazione di testimoni privilegiati su temi circoscritti, attraverso interviste tematizzate; 4- La raccolta di oggetti di uso comune, con registrazione delle info sui loro processi costruttivi e sui processi d’uso.
- Bronislaw Malinowski e l’osservazione partecipante (metodo etnografico) Questa pratica partecipante è attribuita solitamente all’antropologo polacco Malinowski, teorizzata e sperimentata negli anni ’20 del 900. L’osservazione partecipante è molto importante per la ricerca etnografica dato che permette all’antropologo/etnografo di trascorrere un lungo periodo di tempo a contatto diretto e costante con la comunità presa in studio, così da partecipare alla loro quotidianità studiando direttamente sul campo. La popolazione del caso viene studiata attraverso la prospettiva emica, ossia la cultura comprensibile solamente dal suo interno e non dall’osservazione esterna e distaccata. Rende anche il punto di vista della cultura, della comunità e dei soggetti, non solo il proprio. Attraverso la pratica dell’osservazione partecipante cessa di esistere la separazione tra osservatore e oggetto osservato, dato che in questo modo i due soggetti interagiscono, instaurano una relazione. Per Malinowski e importante provare la sensazione dello spaesamento perché si tratta di un’iniziazione, una fase di passaggio che il ricercatore subisce e un passaggio necessario per potersi distaccare dalla propria cultura e rapportarsi ad una nuova, in maniera più libera possibile. Lo spaesamento potrebbe bloccare il ricercatore che vorrebbe ritornare a casa e non finire la sua ricerca, non creando un rapporto con gli indigeni che è la seconda fase, dell’empatia. E importante per Malinowski che non ci siano altri uomini bianchi che potrebbero influenzare quel popolo con gli schemi mentali dell’uomo bianco. Malinowski ha cercato di conoscere i popoli indigeni senza un atteggiamento superiore ma con sincerità. Per malinowski bisogna lineare l’anatomia della cultura indigena e andare in profondità a comprendere i fatti sociali e tutte queste cose cristallizzate nella cultura, non vengono quasi mai formulate perché scontate, automatiche. I codici tribali per questo spesso vengono compresi ma non assimilati (come guidare senza pensare ai meccanismi, lo fa in autonomia) Le strutture parentali, la magia ecc sono queste questioni automatiche, che sembrano ovvie e le troveremo sul territorio ed è importante sistematizzare e studiare CON I METODI SCIENTIFICI. l’interprete puo aiutare il ricercatore a intendere e comunicare col linguaggio degli indigeni. La “fertilizzazione del campo” cioe i ritorni sul campo, grazie ad amicizie ad esempio producono un lavoro che permette ai dati di essere lavorati.
L’antropologo polacco comprese che la società sia pervasa da un insieme di funzioni sociali che, dall’esterno sembra irrilevante ma la funzione di un membro nella società ne spiega la rilevanza e l’utilità. L’idea di comprendere una cultura attraverso le funzioni sociali, porta l’antropologo polacco al pensiero di Sigmund Freud; Malinowski non è d’accordo con Freud con l’idea di parricidio originale ma attraverso le sue ricerche, capisce che il complesso di Edipo non è una struttura universale fondante della cultura ma è un pensiero prodotto dalla società stessa. Le tavole genealogiche sono una forma concreta di ciò che è stato ricostruito dalle indagini parentali e delle relazioni familiari. Una genealogia è una carta sinottica, riassuntiva ed esplicativa di un insieme di relazioni parentali interconnesse. Attraverso determinate strutture sociali, secondo Malinowski, si può comprendere l’idea di cultura, il che lo porta ad avvicinarsi al pensiero di Freud. Discorde, però, dell’idea di parricidio originario: nel suo testo “Sesso e Repressione Sessuale tra i Selvaggi” egli racconta che nelle società matrilineari le “pulsioni ostili” sono dirette dal padre allo zio materno e le pulsioni sessuali di tipo incestuoso son indirizzate verso la sorella. Quindi Malinowski giunge a conclusione che il complesso di Edipo non è universale, non una struttura fondante della cultura ma un prodotto della cultura stessa. LEZIONE 10
- Parlare del rito del Kula È una ritualità che Malinowski ha studiato durante le sue ricerche nelle isole Trobriand, ovvero il rito del Kula-ring, letteralmente anello del Kula. I bracciali e le collane che vengono scambiati attraverso un tipo di ritualità dove una canoa va verso est e tocca le isole verso est e una canoa va verso ovest e ne tocca le isole, le collane (soulawa) fatte di conchiglie, denti ed ossa animali e i bracciali (mwali) sono ricavati da un cono di ossa animale lucidato e adornato con perline in similvetro colorate e oggetti comuni (gimwali). I bracciali e collane venivano tenute durante lo scambio rituale ma solo il tempo necessario per poter essere poi scambiati di nuovo con l’arrivo di un importante membro di un’altra isola che avrebbe scambiato anche lui altri oggetti. Questo aumentava il prestigio di chi possedeva quegli oggetti cioe di chi li scambiava.
Durante il cerimoniale si raccontavano storie sacre, miti di fondazione dell’eroe culturale di quella tribu (nelle isole TRobriand era un eroe che attraverso la sua canoa passa e regala i tratti culturali che sono propri delle isole Trobriand) Questo rituale risaldava attraverso collane, bracciali e oggetti comuni, le relazioni amicali e parentali dei gruppi, influenzava la possibilità di accedere a posti di potere perché piu queste persone erano chiamate allo scambio, piu aumentava il potere e il prestigio. Marcel Mauss leggerà il rito del Kula per elaborare la sua teoria sul dono e la reciprocità e sappiamo che per egli il dono è un fatto sociale totale che completa la vita dell’uomo ed è un dono che va sempre restituito perché rappresenta una condivisione dei beni nel tempo. (ti do a finche tu mi dia) è un fatto sociale totale perché il gesto di regalarti una cosa non si sofferma a questo ma, ci unisce e crea una relazione in cui devi restituirmi un dono (come offrire al bar o fare un regalo di compleanno, ci si aspetta lo stesso dall’altro come momento di condivisione) Ti do a finché tu mi dia, come un baratto. ////////////////////// Il Kula è un rito simbolico di scambio di doni, effettuato nell’arcipelago delle isole Trobriand (est Nuova Guinea). Questo scambio venne studiato da Malinowski. In cosa consiste questo rito? È uno scambio di monili fatti da conchiglie. Da isola a isola, seguendo una circonferenza di molti chilometri, si può osservare una continua circolazione di collane di conchiglie rosse in senso orario e di braccialetti di conchiglie bianche in senso antiorario. Chi possiede questi monili possono organizzare spedizioni di canoe a un’isola adiacente per portare in dono agli ospiti il braccialetto o la collana, i quali doneranno in cambio il tipo di monili diverso. Per un periodo di tempo il dono rimarrà presso il possessore, potrà ammirarla ed esibirla, fino a che una nuova spedizione viene organizzata per trasferire il monili su un’isola successiva: l’oggetto, dopo un lungo periodo di tempo, tornerà nell’isola da dove era partito. Attraverso il Kula le popolazioni, seppur distanti, mantengono i rapporti confermando un’appartenenza culturale comune. Vi è inoltre un aspetto economico importante: la cerimonia amichevole e disinteressata crea condizioni di fiducia reciproca per il commercio vero e proprio di altri beni non cerimoniali. Nei due o tre giorni in cui una spedizione è ospite su un’altra isola, si barattano generi alimentati, vasellame, canoe e altri beni nella produzione dei quali sono specializzati gli abitanti di isole diverse.