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Marketing Esame Musso, Appunti di Marketing

Slide, appunti e lezioni del professor Musso.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 22/11/2022

Eli.sabetta
Eli.sabetta 🇮🇹

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Il marketing
È il processo sociale e manageriale mediante il quale una persona o un gruppo ottiene ciò che costituisce
l’oggetto dei propri bisogni e desideri creando, offrendo e scambiando prodotti e valore con altri. I pilastri
del marketing sono:
focalizzazione del mercato
orientamento al cliente
coordinamento delle attività di marketing
redditività
Il Mercato
Consiste in tutti i potenziali acquirenti che, condividendo un particolare bisogno o desiderio, potrebbero
essere interessati in uno scambio, al fine di soddisfare il bisogno o desiderio predetti. I vari mercati sono:
mercati delle risorse
mercati dei produttori
mercati degli intermediari /distributori
mercati dei consumatori correlati con il settore pubblico
Sviluppo del marketing
Marketing passivo: l’ottica di prodotto
Marketing operativo: l’ottica di vendita
Marketing strategico: orientamento al marketing
Ad oggi, Orientamento al mercato
L’approccio moderno al marketing applica strumenti in tutta l’organizzazione che dovrebbe essere
“mentalizzata” e orientata al mercato, secondo i market driven, “cultura”, “analisi” e “azione”.
Il market driven managment può permettere all’impresa di individuare e interpretare le motivazioni
d’acquisto, sia nei mercati di consumo finale (B2C) sia in quelli industriali (B2B) al fine di indirizzarle a
proprio favore. Questo lo porta alla scelta, acquisto e consumo di un’alternativa presente sul mercato.
I market-driven management, sono imprese che agiscono tramite il marketing strategico di risposta,
inducono dei cambiamenti grazie a un marketing strategico proattivo. L’obiettivo è rispondere ai bisogni
espressi dei clienti e condurli nella direzione in cui vogliono andare.
Le tre dimensioni nel concetto di orientamento al mercato (OM) sono circolari:
cultura: processo di creazione di valore per i partecipanti al mercato, compatibile con l’obiettivo
dello sviluppo sostenibile e di solidarietà sociale come miglior modo per raggiungere gli obiettivi di
redditività.
analisi: mente o capacità strategica dell’impresa, sviluppa strumenti sensibili di mercato per
anticipare i bisogni dei clienti, progetta soluzioni di valore sostenibile per risolvere problemi e si
differenzia dalla concorrenza.
azione: rendono la proposta di valore conosciuta, accessibile e con un prezzo accettabile per il target.
ha permesso la segmentazione one-to-one (comunicazione personalizzata).
Esempio Cultura: in Tunisia non si possono bere alcolici; Analisi: la popolazione compra e beve alcolici;
Azione: si producono e vendono alcolici. Se in una cultura come quella della Tunisia, attraverso un’analisi e,
di conseguenza un’azione, si iniziano a produrre alcolici, di conseguenza cambierà anche la cultura.
La tecnologia e la cultura hanno cambiato il sistema. L’ambiente esterno comprende il mercato ma
quest’ultimo è al confine. È importante prevenire il mercato attraverso il marketing.
Es. Azienda di lenzuola in periodo di covid produce mascherine adeguandosi all’ambiente.
Il concetto di marketing suggerisce che per seguire l’interesse del cliente favorisce anche l’impresa, questo lo
fa individuando i bisogni di mercato insoddisfatti e stimolando lo sviluppo di prodotti nuovi o migliorati.
Nell’impresa, il marketing svolge un doppio ruolo:
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Il marketing È il processo sociale e manageriale mediante il quale una persona o un gruppo ottiene ciò che costituisce l’oggetto dei propri bisogni e desideri creando, offrendo e scambiando prodotti e valore con altri. I pilastri del marketing sono:

  • focalizzazione del mercato
  • orientamento al cliente
  • coordinamento delle attività di marketing
  • redditività Il Mercato Consiste in tutti i potenziali acquirenti che, condividendo un particolare bisogno o desiderio, potrebbero essere interessati in uno scambio, al fine di soddisfare il bisogno o desiderio predetti. I vari mercati sono:
  • mercati delle risorse
  • mercati dei produttori
  • mercati degli intermediari /distributori
  • mercati dei consumatori correlati con il settore pubblico Sviluppo del marketing
  • Marketing passivo: l’ottica di prodotto
  • Marketing operativo: l’ottica di vendita
  • Marketing strategico: orientamento al marketing
  • Ad oggi, Orientamento al mercato L’approccio moderno al marketing applica strumenti in tutta l’organizzazione che dovrebbe essere “mentalizzata” e orientata al mercato, secondo i market driven, “cultura”, “analisi” e “azione”. Il market driven managment può permettere all’impresa di individuare e interpretare le motivazioni d’acquisto, sia nei mercati di consumo finale (B2C) sia in quelli industriali (B2B) al fine di indirizzarle a proprio favore. Questo lo porta alla scelta, acquisto e consumo di un’alternativa presente sul mercato. I market-driven management, sono imprese che agiscono tramite il marketing strategico di risposta, inducono dei cambiamenti grazie a un marketing strategico proattivo. L’obiettivo è rispondere ai bisogni espressi dei clienti e condurli nella direzione in cui vogliono andare. Le tre dimensioni nel concetto di orientamento al mercato (OM) sono circolari:
  • cultura : processo di creazione di valore per i partecipanti al mercato, compatibile con l’obiettivo dello sviluppo sostenibile e di solidarietà sociale come miglior modo per raggiungere gli obiettivi di redditività.
  • analisi : mente o capacità strategica dell’impresa, sviluppa strumenti sensibili di mercato per anticipare i bisogni dei clienti, progetta soluzioni di valore sostenibile per risolvere problemi e si differenzia dalla concorrenza.
  • azione : rendono la proposta di valore conosciuta, accessibile e con un prezzo accettabile per il target. ha permesso la segmentazione one-to-one (comunicazione personalizzata). Esempio Cultura: in Tunisia non si possono bere alcolici; Analisi: la popolazione compra e beve alcolici; Azione: si producono e vendono alcolici. Se in una cultura come quella della Tunisia, attraverso un’analisi e, di conseguenza un’azione, si iniziano a produrre alcolici, di conseguenza cambierà anche la cultura. La tecnologia e la cultura hanno cambiato il sistema. L’ambiente esterno comprende il mercato ma quest’ultimo è al confine. È importante prevenire il mercato attraverso il marketing. Es. Azienda di lenzuola in periodo di covid produce mascherine adeguandosi all’ambiente. Il concetto di marketing suggerisce che per seguire l’interesse del cliente favorisce anche l’impresa, questo lo fa individuando i bisogni di mercato insoddisfatti e stimolando lo sviluppo di prodotti nuovi o migliorati. Nell’impresa, il marketing svolge un doppio ruolo:
  • Orientare l’impresa verso opportunità di mercato adeguate alle sue risorse e al suo know how e presentano un potenziale di crescita e di profitto (marketing strategico)
  • Responsabile del conseguimento degli obiettivi di vendita o di quota di mercato, attraverso il ricorso ai mezzi tattici del “marketing operativo”. Approccio sistemico : è una visione globale dove vi è un rapporto continuo tra ambiente esterno e mercato. Il sistema ha uno sviluppo integrato in tutte le sue componenti che interagiscono tra di loro alla ricerca di nuovi equilibri favorendo strutture e organizzazioni più flessibili e attente alla “situazionalità” e alla “contingenza”. Vi è una differenza tra:
  • Il marketing transazionale: si focalizza sulle singole vendite e la relazione si conclude finita la vendita, e si concentra sul prezzo in cui l’acquirente vuole un buon prezzo e il venditore un profitto alto.
  • Il marketing relazionale : Il marketing regola le dinamiche relazionali tra impresa e ambiente. L’impresa si deve evolvere in forte sintonia con gli ambienti di riferimento, considerando in particolare la cultura e i valori guida e i prodotti e servizi richiesti. Si deve aggiungere valore ai prodotti, spostando l’attenzione su vantaggi non economici, e ai servizi, soprattutto mediante la creazione di un patrimonio di conoscenze e di fiducia con i clienti. Si deve creare una comunicazione interattiva con un linguaggio comune a tutti i componenti della “catena del valore”, clienti compresi. È un sistema di attività che deve produrre un valore aggiunto. Il societing : È la sintesi della trasformazione che ha subito e continuerà a subire il Marketing dall’avvento di Internet in poi. È l’unione di Social+Marketing ovvero quello che può chiamarsi il Marketing 2.0 e successivi. Il credo sul cliente: · Il cliente è la persona più importante · Noi dipendiamo dal cliente · Il cliente è lo scopo del nostro lavoro · Il cliente ci fa un favore offrendoci l’opportunità di servirlo Un cliente soddisfatto: · acquista di nuovo · esprime un giudizio favorevole nei confronti dell’impresa · presta meno attenzione ai prodotti della concorrenza · è portato ad acquistare gli altri prodotti dell’impresa L’ottica psicologica del marketing «Atteggiamenti e comportamenti» L’atteggiamento è una predisposizione acquisita attraverso l’esperienza, a dare determinate risposte a situazioni, oggetti, eventi. Questi fattori valutativi che si fondano in base al proprio sistema di convinzioni si traducono poi nelle azioni che sono i comportamenti. Il processo di marketing sono le fasi che un’impresa è chiamata a seguire per “fare marketing”. Queste due fasi devono coesistere e sono:
  • Clienti diretti e finali
  • Cliente distributore
  • Cliente intermedio (prescrittore/ordinante)
  • Contesto socioeconomico Stakeholder (primari e secondari)
  • Gli stakeholder primari sono coloro senza i quali l’impresa non può sopravvivere, ad esempio gli azionisti, gli investitori, i dipendenti, i clienti ed i fornitori, gli stakeholder pubblici, e cioè governi e comunità che forniscono le infrastrutture, i mercati, le leggi ed i regolamenti.
  • Gli stakeholder secondari sono coloro che esercitano un’influenza sull’impresa, ma che non sono impegnati in transazioni, e non essenziali per la sua sopravvivenza. La globalizzazione è un processo in cui le economie, le società e le culture diventano integrate attraverso un network globale di comunicazione e trasporto. Le strategie di adattamento sono market-driven, mentre la standardizzazione o l’approccio globale sono supply-driven (orientati all’offerta). In quest’ottica non è più sufficiente l’orientamento al cliente, ma anche quello ai concorrenti. Per analizzare l’ambiente internazionale facciamo riferimento a due dimensioni : · Forze globali , rappresentate da economie di scala, esigenze comuni dei clienti, competizione mondiale e uniformità dei prodotti, che rappresentano incentivi alla standardizzazione · Forze locali , preferenze e abitudini d’acquisto, nonché regole amministrative e fonti normative che creano un forte bisogno di reattività e adattamento locale. Quando le forze di adattamento sono basse, quelle standardizzate sono alte, per cui vi è una conversione alla tecnologia. I principali elementi dell’ambiente macromarketing sono: socioculturale, tecnologie, economia, ecologia, politica/legale. Gli obiettivi sono realizzabili, misurabili, coerenti, flessibili, motivanti, coinvolgenti, correlati, accettabili, comprensibili e impegnanti. Il bisogno è una necessità, una sensazione di disagio derivante dall’assenza totale o parziale di qualcosa che ci da benessere. La sua soddisfazione permette all’individuo di vivere meglio. La differenza tra bisogni generici e derivati: · Il bisogno generico è un problema che un consumatore cerca di risolvere acquistando prodotti e servizi ponendo l’attenzione su ciò che potrebbe accadere di negativo in mancanza della sua soddisfazione. Possiamo suddividere in relazione agli altri in bisogno assoluto ( saturabile), e relativo, (insaziabile). · Il bisogno derivato o desiderio evidenzia uno stato d'attesa piacevole e sottolinea le sensazioni che si proveranno al momento della sua realizzazione. Il bisogno derivato è la risposta (il bene) data al bisogno generico ed è, al tempo stesso, l’oggetto del desiderio. Si possono saturare con la tecnologia solo i bisogni derivati, in quanto quelli generici non sono saturabili.

Distinguiamo inoltre tra bisogni latenti , che sono quelli di cui il potenziale cliente non è consapevole e non sono meno reali dei bisogni espressi , semplicemente non sono ancora presenti nella sezione conscia del pensiero, ma si attivano quando si manifestano determinate circostanze. I bisogni esistenziali , invece, sono quei bisogni la cui soddisfazione fornisce una certa utilità, che è strettamente legata al funzionamento del bene/servizio acquistato e consumato, mentre i bisogni esperenziali sono azioni compiute per il piacere che si prova mentre le si fa e senza obiettivi specifici. La motivazione è quell’energia che ci spinge a mettere in atto un comportamento finalizzato ad un preciso obiettivo. Le tre forze motivazionali che determinano il benessere sono:

  • La ricerca del comfort che riduce le tensioni per mezzo della soddisfazione dei bisogni omeostatici.
  • La ricerca di stimolo , grazie agli stimoli esterni con cui si combatte la noia con la novità, il cambiamento, l’incertezza, il rischio.
  • La ricerca di piacere che proviene allo stesso modo da due fonti: il piacere inerente alla riduzione delle tensioni ed il piacere provocato dagli stimoli. Teoria dei valori del consumo di Sheeth, Newman e Gross
  • Valore funzionale: qualità funzionali e fisiche del bene.
  • Valore sociale: associazione positiva o negativa con gruppi demografici, socio-economici o culturali, dipende dal contesto.
  • Valore emozionale: capacità di suscitare sentimenti o reazioni affettive. C’è un feedback reattivo, vi è una ricompensa e migliora il benessere.
  • Valore epistemico: capacità di suscitare curiosità, interesse alla novità. È la motivazione ad affrontare qualcosa che non abbiamo mai visto che da comfort e piacere.
  • Valore circostanziale: in presenza di situazioni fisiche e sociali che ne aumentano il valore funzionale e sociale. EXPECTANCY THEORY Gli individui sono indotti a rendere molto quando ritengono che:
  1. i loro sforzi porteranno con grande probabilità ad una performance notevole
  2. la buona performance porterà con grande probabilità a risultati favorevoli
  3. tali risultati saranno per loro desiderabili. Legge di Vroom: Gli individui sono motivati al lavoro se sono convinti che l’incremento dei loro sforzi verrà ricompensato e se attribuiscono valore alla ricompensa che si prospetta per quei loro sforzi: M = V x A (motivazione= valore x aspettative) (il valore è un obiettivo motivante e utile ed è uguale alla valenza, mentre l’aspettativa è la percezione della probabilità che l’evento si verifichi) MARKETING STRATEGICO

Pianificazione strategica

L’obiettivo principale del piano di marketing strategico è di esprimere le scelte strategiche dell’impresa, necessarie per lo sviluppo a lungo termine e per aumentare la competitività. Successivamente vengono trasformate in decisioni e programmi di azione. La pianificazione è destinata a: azionisti, personale, sindacati, clientela, fornitori, autorità esterne all’azienda e altri (tutti gli Stakeholder). Bisogna formulare delle previsioni in tre campi:

  • Investimenti in capacità produttiva necessari per rispondere alla domanda di mercato.
  • Programma di produzione che va in funzione della stagionalità.
  • Liquidità necessaria a far fronte alle scadenze. La “vision” stabilisce l’orientamento e l’immagine aziendale proiettata nel futuro. La “mission” esprime le finalità, la giustificazione storica, gli obiettivi fondamentali che s’intendono realizzare e gli effetti che le relative azioni possono generare. La mission dell’organizzazione è trovare soluzioni per soddisfare i desideri ed i bisogni palesi o latenti dei potenziali clienti. Caratteristiche della Mission

sfavoriscono (minacce/ threat). Una minaccia ambientale è una sfida posta da una sfavorevole tendenza nell’ambiente, tale da poter determinare, in assenza di una specifica azione di marketing, l’erosione della posizione dell’azienda. Un’azienda si trova di fronte ad un’opportunità di marketing quando essa gode di uno specifico vantaggio competitivo per uno specifico campo d’azione.

  • L’analisi di microsegmentazione strategica, porta a distinguere i segmenti di clienti all’interno di ciascun prodotto-mercato preso in esame. 4 Fasi della micro-segmentazione:
  • Analisi della segmentazione: suddividere il prodotto-mercato in segmenti omogenei in base ai vantaggi diversi tra loro (condizione di eterogeneità)
  • Scelta dei segmenti-bersaglio: selezionare uno o più segmenti-bersaglio in base agli obiettivi dell’impresa e alle qualità distintive del segmento bersaglio
  • Scelta di una posizione: in ognuno dei segmenti-bersaglio considerati, posizionarsi in rapporto alle attese degli acquirenti tenendo conto delle posizioni dei concorrenti
  • Programma di marketing mirato: sviluppo di un programma di marketing adattato alle caratteristiche dei segmenti bersaglio. Esistono quattro metodi per applicare la microsegmentazione :
  • La segmentazione descrittiva è basata sulle caratteristiche socio-demografiche del cliente;
  • La segmentazione in base ai vantaggi perseguiti nel quale non ci si concentra più sulle differenze socio demografiche tra gli acquirenti, ma sulle differenze tra i sistemi di valori (risparmio, durata e qualità, simbolismo).
  • La segmentazione comportamentale che si basa sul comportamento d’acquisto. Tra i criteri utilizzabili abbiamo la posizione di utilizzatore, tasso di utilizzazione del prodotto, fedeltà del cliente e sensibilità agli elementi di marketing.
  • La segmentazione socio-culturale o per stili di vita , come quella per vantaggi, poggia sull’idea che individui molto diversi in termini socio-economici possano avere comportamenti molto simili e, al contrario, individui simili comportamenti diversissimi. L’obiettivo è quello di fornire un quadro più umano degli acquirenti che non si limiti esclusivamente al loro profilo socio-demografico, ma che comprenda anche informazioni sui valori, le attività, gli interessi e le opinioni. Il mercato di riferimento Il prodotto-mercato suggerisce una strategia di business basata su cinque elementi:
  • I clienti che si desiderano servire
  • I concorrenti diretti da affrontare
  • I fattori chiave di successo da controllare
  • Le tecnologie alternative o i concorrenti indiretti da sorvegliare
  • I principali attori con cui si dovrà interagire Le basi per la segmentazione del mercato di consumo Le variabili utilizzate nella segmentazione socio-demografica o descrittiva sono il sesso, età e stadio del ciclo di vita, reddito, provenienza geografica, dimensioni del nucleo familiare, istruzione, classe sociale, e questi sono dati statistici facilmente rilevabili e misurabili. Il fattore critico della motivazione da individuare è il valore o il vantaggio ricercato in un prodotto. Requisiti per un'efficace segmentazione
  • Misurabilità : rappresenta il grado in cui è possibile misurare la dimensione ed il potere d'acquisto dei diversi segmenti.
  • Accessibilità: rappresenta il grado in cui i diversi segmenti possono essere raggiunti e serviti.
  • Importanza : rappresenta il grado in cui i segmenti presentano un'ampiezza o dei livelli di assorbimento tali da essere profittevole.
  • Praticabilità : rappresenta il grado in cui è possibile per l'azienda impostare programmi di marketing efficace per attrarre e servire i segmenti scelti.
  • Stabilità : rappresenta il grado in cui il segmento può considerarsi un raggruppamento permanente, con riferimento alle caratteristiche del prodotto.
  • Autonomia : rappresenta il grado in cui l'azienda può attivare interventi di marketing in modo isolabile per quel segmento. Iper-segmentazione e contro-segmentazione
  • Ipersegmentazione: porta allo sviluppo di prodotti quasi su misura, con numerose opzioni a un prezzo elevato
  • Controsegmentazione: tende a proporre prodotti con poche opzioni a prezzi bassi L’azienda che adotta una strategia di copertura totale può scegliere tra:
  • Marketing indifferenziato : consiste nel trattare il mercato nel suo insieme focalizzandosi sui bisogni in comune piuttosto che sulle caratteristiche che li rendono diversi. Questo tipo di strategia permette di sviluppare prodotti standardizzati che sono suscettibili di adattarsi a una gran diversità di bisogni e che permettono di ottenere economie di scala nella produzione e sul piano commerciale.
  • Marketing differenziato : È la strategia in cui l’impresa si rivolge in ugual misura a tutto il mercato ma con prodotti adattati ai bisogni specifici di ciascun segmento.
  • Marketing concentrato(nicchia) : È la strategia grazie alla quale l’impresa si specializza in un certo segmento e rinuncia così a coprire la totalità del mercato. Si tratta della strategia di specializzazione, adottata spesso dalla piccola e media impresa. ANALISI DI ATTRATTIVITÀ La domanda di un prodotto corrisponde alla sua quantità venduta. Esiste la domanda globale di mercato e la domanda relativa alla marca o selettiva. La domanda globale è il numero delle vendite realizzate presso un gruppo di clienti, un luogo e un periodo specifico di un contesto economico e di macromarketing. · Domanda globale espandibile: si ha quando il livello delle vendite è influenzato da fattori ambientali o dalle iniziative di marketing messe in atto. Avviene nelle fasi di introduzione e crescita nel ciclo di vita di un prodotto nuovo e la cui penetrazione sul mercato è in continuo aumento. · Domanda globale non espandibile: Si ha quando la pressione di marketing o gli stimoli dell’ambiente non risultano più incidenti. Avviene nella fase di maturità dei prodotti. Il modello del ciclo di vita del prodotto Il ciclo di vita del prodotto è l’evoluzione della domanda potenziale nel tempo. È un quadro concettuale per l’analisi delle forze che determinano l’attrattività di un prodotto mercato e ne provocano l’evoluzione. Le fasi sono: introduzione, crescita, turbolenza, maturità e declino. ANALISI DI COMPETITIVITÀ tramite: · Posizionamento strategico e vantaggi competitivi · Leader o Follower · Barriere all’entrata Le 5 “forze” che minacciano il vantaggio competitivo e che guidano la concorrenza nel settore (Porter), comportano la redditività potenziale di un prodotto-mercato:
  1. La minaccia di nuovi entranti : I potenziali concorrenti in grado di entrare in un mercato costituiscono una minaccia con cui l’impresa si protegge creando barriere all’entrata. Le barriere all’entrate sono:
  • L’economia di scala;
  • I brevetti proteggono i prodotti;
  • La differenziazione del prodotto e l’immagine di marca determinano la fedeltà dei clienti attuali e poca considerazione dell’offerta dei nuovi entranti;
  • Il fabbisogno di capitale (stock di magazzino);
  • I costi reali o psicologici che il cliente deve sostenere per passare dal prodotto del fornitore attuale a quello del nuovo entrante;
  • L’accesso ai canali di distribuzione, dove il nuovo entrante è costretto a creare un canale nuovo;
  • L’effetto di esperienza;
  1. La minaccia di prodotti sostitutivi : i prodotti si definiscono “sostitutivi” quando svolgono una funzione simile per lo stesso gruppo di clienti, basandosi però su tecnologie diverse. Questi prodotti costituiscono una minaccia permanente, in quanto la sostituzione è sempre possibile.
  • concorrenza di marca (sony) Il vantaggio competitivo basato sul potere di mercato Si distinguono quattro situazioni competitive: · Concorrenza pura o perfetta è caratterizzata dalla presenza sul mercato di un gran numero di venditori e acquirenti, che non influisce sul livello dei prezzi. I prodotti sono sostituibili fra loro e si vendono al prezzo di mercato. Inoltre, vi è la libertà di entrare/uscire dal mercato. · Oligopolio: l’interdipendenza tra imprese rivali è forte, a causa del numero ridotto di concorrenti o della presenza di alcune imprese dominanti. La concorrenza è tanto più forte quanto più sono indifferenziati i prodotti: oligopolio indifferenziato o puro (prodotti standardizzati e oligopolio differenziato (prodotti differenziati). · Concorrenza monopolistica o imperfetta: i concorrenti sono numerosi, le forze sono equilibrate ma i prodotti sono differenziati. · Monopolio: il mercato è dominato da un solo produttore che si trova di fronte ad un gran numero di clienti e non ha concorrenti diretti, per esempio il monopolio di stato. Ci sono due casi limite: nel primo caso l’ingresso nel prodotto-mercato è libero, le imprese presenti non hanno potere di contrattazione verso clienti e fornitori, i prodotti si somigliano e quelli sostitutivi sono numerosi. Nel secondo caso le barriere bloccano l’ingresso alle nuove imprese, poiché hanno pochi concorrenti o non ne ha, i clienti non possono ricorrere a prodotti sostitutivi e non hanno potere di contrattazione per ottenere riduzione o aumento di prezzo. Questa è la situazione ideale per l’impresa è anche avere barriere basse all’uscita. La migliore soluzione quando non siamo dentro al mercato è avere una barriera alta all’entrata e bassa all’uscita.

Barriere e redditività

Analisi della quota di mercato: Per calcolare la quota di mercato l’impresa deve avere con chiarezza definito il suo mercato di riferimento, cioè il gruppo di prodotti o di marche nei confronti dei quali essa agisce sul piano concorrenziale: Quota di mercato marca X = Vendita in volume marca X/ vendite totali nel mercato di riferimento Un’analisi del portafoglio prodotti ha l’obiettivo di aiutare l’impresa a decidere come collocare risorse limitate tra i diversi prodotti-mercato nei quali compete. Si divide in due dimensioni:

  • L’attrattività del mercato in cui l’impresa opera
  • La capacità dell’impresa di cogliere le opportunità del mercato Sono stati sviluppati vari metodi per l’analisi di portafoglio, i due più usati sono:
  • Matrice BCG (Boston Consulting Group): è costituita sulla crescita del criterio del mercato di riferimento (indicatore di attrattività) e la quota di mercato rispetto alla concorrenza (indicatore di competitività). Si identificano quattro gruppi di prodotti-mercati differenti per esigenze finanziare e/o contribuzione:
  • Cash cow (mucche da mungere): bassa crescita/alta quota di mercato. Prodotti che generano maggiore liquidità rispetto a quella necessaria per mantenere la propria posizione sul mercato. Sono fonti di finanziamento a sostegno di attività di diversificazione. L’obiettivo è la raccolta.
  • Dog (cane): bassa crescita/bassa quota di mercato. È la posizione peggiore e meno desiderabile nel mercato. Operano con uno svantaggio di costo e hanno poche opportunità di crescita. L’obiettivo è disinvestire o adottare un basso profilo.
  • Problem child (dilemmi): alta crescita/bassa quota di mercato. Questi prodotti hanno la possibilità di veder crescere la loro quota di mercato che è in rapida espansione. Per sostenere questi prodotti c’è bisogno di mezzi finanziari ingenti e di adottare strategie di crescita della quota di mercato. L’obiettivo è quello di accrescere la quota di mercato o disinvestire.
  • Star (stella): alta crescita/ alta quota di mercato. Sono i prodotti leader nel mercato a rapida espansione. Richiedono mezzi finanziari notevoli per sostenerne la crescita, ma grazie alla loro posizione competitiva generano profitti da reinvestire. Con l’ingresso nella fase di maturità del ciclo di vita entreranno nella categoria cash cow.
  • La matrice di Ansoff : permette di determinare quattro strade per incrementare il proprio business, attraverso i prodotti esistenti, in mercati esistenti o nuovi. La matrice consiste di quattro strategie:
  • Sviluppo del mercato attuale : vede la proposta di un prodotto esistente in un mercato esistente o attraverso politiche di prezzo o attraverso campagne pubblicitarie e di promozione.
  • Diversificazione di prodotto : Un'azienda che controlla già un mercato può decidere di inserirvi nuovi prodotti.
  • Acquisizione di nuove fasce di mercato : Un prodotto esistente in un mercato può essere esportato in un segmento diverso di consumatori, a livello geografico o di settore.
  • Diversificazione totale: trovare un nuovo prodotto e di inserirlo in un nuovo mercato. Scelta delle strategie competitive È necessario sviluppare una strategia basata su una valutazione realistica per raggiungere gli obiettivi. Distinguiamo quattro tipologie di strategie competitive:
  • Strategie di leadership (del leader): l’impresa occupa una posizione dominante in cui il leader è un punto di riferimento per i concorrenti. L’impresa leader può adottare diverse strategie:
  • Sviluppo della domanda globale (primaria): contribuisce in modo diretto allo sviluppo del mercato di riferimento.
  • Strategia difensiva (QM elevata): l’obiettivo è proteggere la quota di mercato contrastando l’attività dei concorrenti ed è adottata dall’impresa che sta entrando nel mercato.
  • Strategia aggressiva (QM/Reddito): amplia la quota di mercato con l’obiettivo di trarre il massimo beneficio dall’esperienza e migliora la redditività.
  • Strategia di demarketing (o di contrazione): Si può applicare per ridurre il livello della domanda attraverso incrementi di prezzo, per ridurre i servizi, per diversificare verso prodotti-mercati alternativi e per la comunicazione con l’obiettivo di valorizzare il ruolo sociale dell’impresa.
  • Strategia d’attacco (dello sfidante): l’impresa può scegliere di attaccare il leader ed essere lo sfidante adottando una strategia aggressiva.
  • Strategia d’imitazione (del follower): l’impresa nel mercato oligopolistico si allinea alle decisioni dei concorrenti in una coesistenza pacifica.
  • Strategia di specializzazione (delle nicchie di mercato): l’impresa si interessa ad uno o più segmenti del mercato sulla base della focalizzazione.

POSIZIONAMENTO: Analizza il mercato da parte dell’offerta. Posizionarsi vuol dire individuare nel

mercato prima uno spazio strategico che poi diventerà posizione strategica, andando alla ricerca di quel PLUS in grado di apportare al cliente una differenziazione. Posizionarsi sul mercato significa definire l’offerta dell’azienda in modo da consentirle di occupare una posizione distinta e apprezzata nella mente dei clienti obiettivo e in grado di differenziarsi da quella dei prodotti concorrenti. Posizionarsi sul mercato significa:

  • Scegliere e determinare la posizione strategica
  • Valorizzare i Prodotti e servizi per i loro vantaggi competitivi in rapporto a quelli della concorrenza
  • Ottenere che il cliente possa apprezzarne la differenza Differenziazione del prodotto/servizio è la definizione di un insieme di differenze significative in grado di rendere distinguibile per l’acquirente l’offerta dell’azienda rispetto a quella dei concorrenti.

Le funzioni della marca, identifichiamo 5 funzioni di utilità diretta per il cliente:

  • Funzione d’individuazione (orientamento): la marca è percepita dal potenziale acquirente come una lista di attributi tangibili e intangibili che usa per orientare le proprie scelte.
  • Funzione di praticità: la marca favorisce la memorizzazione e il riconoscimento, così da adottare un comportamento d’acquisto abitudinario, grazie ai codici semiotici.
  • Funzione di garanzia: una marca è una firma che responsabilizza il produttore in modo durevole, il quale fornisce un livello di qualità costante rappresentando un patto tra proprietario e consumatore.
  • Funzione di personalizzazione (tratti distintivi): la diversità dei gusti e delle preferenze porta le imprese alla differenziazione dei prodotti.
  • Funzione ludica (edonismo): importante è il bisogno di novità, sorpresa ed esperienza. Identificatori della forza di una marca
  1. Minore sensibilità al prezzo: una marca forte resiste meglio ad un aumento di prezzo rispetto alle marche concorrenti
  2. Differenza di prezzo accettabile: una marca forte in grado di fare accettare al mercato un prezzo di vendita superiore a quello dei concorrenti diretti
  3. Tasso di esclusività della marca: è la quota di acquisti riservata alla marca rispetto alla combinazione di marche diverse all’interno di una stessa categoria di prodotto
  4. Tasso di fedeltà nel tempo: è la probabilità di riacquistare la stessa marca alla prossima occasione di acquisto
  5. Misura dell’atteggiamento positivo: indica il grado di familiarità con la marca, di stima, il tasso di preferenza, l’intenzione d’acquisto Il ciclo di vita della marca
  • Lancio: in questa fase, la giovane marca concentra i propri sforzi sull’affermazione della propria posizione
  • Conferma: superato l’effetto moda, le vendite delle marche senza potenzialità crollano e i centri d’acquisto non le ricercano più. Le marche che superano questo difficile traguardo stabiliscono il proprio territorio
  • Consolidamento: le marche riconosciute devono confermare la propria ambizione nazionale o internazionale, proclamare la propria specificità, migliorare la distribuzione ecc. L’obiettivo è “durare” e accrescere la quota di mercato
  • Diffusione: grazie a un costante rinnovo dei fattori tattici di marketing operativo per adeguarsi ai mutamenti del mercato, la marca si espande e conquista nuove generazioni di consumatori, se non trova uno slancio, registra un calo
  • Posizione orbitale: la marca è in piena forma e consolidata dal successo e dal riconoscimento dei clienti. Per mantenersi ai massimi livelli dovrà generare uno stile che i clienti potranno fare proprio. Strategie della marca
  • Marca – prodotto : nome ad un solo prodotto (Hilton)
  • Marca – linea : prodotti complementari (Benetton)
  • Marca – gamma : prodotti relativamente diversi (Bulgari)
  • Marca – ombrello : nome per prodotti-mercati diversi (Philips)
  • Marca – fonte : il prodotto può avere la sua personalizzazione (Nescafé della Nestlé)
  • Marca garanzia (ombrello rovesciato): firma al prodotto in presenza di tanti prodotti/marche già consolidate (Pavesi per Togo) Concetti chiave nella gestione della marca L’intensificazione dei livelli competitivi ed i cambiamenti delle aspettative sociali nei confronti dell’impresa sollecitano un’attenzione al tema dell’immagine aziendale e al suo ruolo strategico nella gestione della rete di relazioni interne ed esterne. L’ immagine è l’insieme delle opinioni, degli atteggiamenti, delle rappresentazioni mentali, cognitive e affettive, che una persona o un gruppo di persone creano per una marca.

Conoscere bene la propria marca, i punti deboli e forti, così come vengono percepiti dal mercato permette un posizionamento e una comunicazione efficacie. Le analisi dell’immagine si può svolgere su 4 livelli:

  • immagine percepita : è il modo in cui il segmento target percepisce la marca; si effettua attraverso lo studio dell’immagine sul campo.
  • immagine voluta : è il modo in cui l’impresa desidera essere percepita dal segmento-target, e dipende dalla strategia di posizionamento.
  • immagine effettiva o sentita : rappresenta la realtà della marca con i suoi punti forti e deboli, così come viene conosciuta dall’impresa.
  • immagine ideale : come l’impresa vorrebbe essere.

MARKETING OPERATIVO

IL MARKETING MIX CHE UTILIZZA IL PARADIGMA DELLE 4 P (Kotler) I fattori tattici vengono utilizzati nel marketing operativo per raggiungere gli obiettivi strategici dell’impresa e risolvere i problemi ai clienti in una visione di market-driven management. Le 4 P sono chiamate product , price , place e promotion , alle quali vanno aggiunte anche personale e packaging. Il Prodotto è una soluzione ad un problema, porta benefici e deve avere determinate caratteristiche:

  • varietà
  • grado di innovazione
  • qualità delle prestazioni (durabilità, affidabilità)
  • garanzia (riparazione, restituzione)
  • stile/design
  • posizionamento della “marca” La Distribuzione/Punto di vendita è una soluzione cercata dal compratore e comprende:
  • comodità di localizzazione
  • stato dei locali
  • livello tecnologico operativo
  • immagine esterna
  • atmosfera
  • scorte
  • trasporti (consegna)
  • canali
  • copertura Il Prezzo è costituito da costi monetari e non, sostenuti dal cliente per acquistare la soluzione ricercata:
  • convenienza nel prezzo
  • termini e condizioni di pagamento
  • elasticità di negoziazione
  • trasparenza La Comunicazione/Promozione è un processo di negoziazione con il potenziale cliente per ricercare la soluzione al problema tramite:
  • pubblicità
  • vendita personale
  • promozione vendite
  • relazioni pubbliche Il Personale:
  • servizio (installazione, consulenza)
  • competenza
  • cortesia
  • comunicazione
  • credibilità

Le strategie di copertura del mercato nella distribuzione: il produttore decide quanti intermediari usare per distribuire i suoi prodotti per ciascun livello al fine di realizzare obiettivi di penetrazione. Esistono tre strategie di distribuzione del mercato:

  • Distribuzione intensiva: l’impresa cerca di creare il maggior numero possibile di punti vendita e parecchi centri di stoccaggio per assicurare la copertura massima dell’area di vendita. Questa strategia di copertura si adatta ai prodotti acquistati regolarmente, alle materie prime e ai servizi base.
  • Distribuzione selettiva: il produttore ricorre a un numero di intermediari inferiore al numero di intermediari disponibili. Questa strategia di copertura è indicata per i prodotti il cui acquisto è ponderato e per i quali l’acquirente procede a un confronto tra i vari prezzi e caratteristiche.
  • Distribuzione esclusiva: Il sistema di distribuzione esclusiva è il caso estremo della distribuzione selettiva: in una zona predeterminata un solo distributore ottiene il diritto esclusivo di vendere la marca e si impegna a non vendere marche concorrenti. Ad esempio, il franchising è un sistema di collaborazione tra due imprese giuridicamente distinte, ma legate da un contratto in cui l’una concede all’altra, dietro compenso, il diritto di sfruttare una marca, garantendole un aiuto destinato a facilitare questa attività. I protagonisti del franchising sono il franchisor e il franchisee. Il primo è il titolare di prodotti o servizi che concede al franchisee di commercializzarli utilizzando i propri segni distintivi, il know- how e l’assistenza. Il Franchise dovrà rispettare gli standard e i modelli di gestione e commercializzazione decisi dal franchisor. Qualità del prodotto dal punto di vista dell’acquirente: È il grado di conformità delle caratteristiche di un prodotto o servizio rispetto ai bisogni e alle attese dell’acquirente, tenuto conto del prezzo che egli è disposto a pagare.
  1. La performance funzionale : capacità del prodotto di svolgere correttamente la funzione di base
  2. Le funzioni complementari : il numero di vantaggi del prodotto che accompagnano il servizio base
  3. La conformità : il rispetto di norme e standard corrispondenti al livello di eccellenza dichiarato con un ridotto margine di tolleranza
  4. L’ affidabilità : l’assenza di guasti o difetti in un certo arco di tempo
  5. La longevità : la durata di vita utile del prodotto o la frequenza di utilizzo prima del suo deterioramento
  6. I serviz i: l’ampiezza, la rapidità e l’efficacia dei servizi offerti prima, durante e dopo l’acquisto
  7. L’ estetica : il design, il look, il colore, il gusto ecc. del prodotto, caratteristiche particolarmente soggettive
  8. La percezione della qualità : la reputazione, l’immagine percepita del prodotto o della marca Servizi Un servizio è qualsiasi attività o vantaggio che una parte può scambiare con un'altra. La sua produzione può essere legata o meno a un prodotto fisico. Le caratteristiche del servizio sono l’intangibilità l’inseparabilità, la variabilità e la deperibilità. Il processo di erogazione di un servizio è l'organizzazione sistematica e coerente di tutti gli elementi, fisici e umani, dell'interazione cliente-impresa, volta a realizzare una prestazione di servizi di cui siano state determinate le caratteristiche commerciali e i livelli di qualità. Le componenti della qualità di un servizio (Servqual) sono:
  9. Competenza : l’organizzazione di un servizio dispone di mezzi e capacità necessarie per fornirlo, garantendo la professionalità dell’organizzazione e del personale che vi lavora
  10. Affidabilità : le prestazioni sono regolari, sicure e costanti; l’impresa rispetta sempre gli impegni
  11. Reattività : i membri dell’organizzazione sono pronti a rispondere rapidamente sempre e dovunque alle domande dei clienti
  12. Accessibilità : è possibile incontrare direttamente in modo facile i membri dell’organizzazione
  13. Comprension e: l’organizzazione si sforza di comprendere, adattandosi ai bisogni del cliente
  14. Informazion e: si tratta di informare i clienti con linguaggio comprensibile a tutti sul contenuto del servizio offerto
  15. Credibilità : ovvero la fama, la reputazione, la garanzia di serietà e l’onestà
  16. Sicurezza : i clienti sono a riparo da ogni rischio sia fisico che finanziario o morale
  17. Cortesia : il personale di contatto intrattiene con il cliente un rapporto basato sulla cordialità, la gentilezza e la stima
  1. Tangibilità : l’organizzazione materializza i servizi offerti cercando di compensare la caratteristica di intangibilità. PREZZO È il rapporto che indica la quantità di denaro necessaria per acquistare una quantità di beni o servizi. Dal punto di visto del mercato la scelta deve orientarsi alla definizione del prezzo accettabile dal mercato, rispetto ad un costo target che può consentire obiettivi di redditività. Dal punto di vista dell’acquirente può essere definito come l’insieme dei sacrifici monetari e non monetari spesi per ottenere l’insieme delle soddisfazioni legate al bene o servizio e ha l’obiettivo di catturare il valore percepito nella mente del cliente. Le decisioni sul prezzo incidono su:
  • livello della domanda: determina il livello di attività
  • redditività dell’attività: determina le quantità vendute, il margine di profitto e stabilisce le condizioni di ammortamento degli investimenti
  • posizionamento della marca: influenza la percezione globale del prodotto o marca
  • rapporti con i concorrenti: ogni minima variante di prezzo viene percepita subito dal mercato
  • altre componenti del marketing: il prezzo deve essere compatibile con le componenti del marketing operativo Gli obiettivi delle strategie di prezzo. Le imprese devono rendere redditizia la propria attività generando un surplus economico elevato. Gli obiettivi sono:
  • di profitto: massimizzazione del profitto e realizzazione di un tasso di redditività sufficiente sul capitale investito
  • di volume: mirano a massimizzare il volume d’affari o la quota di mercato o ad assicurare un tasso di crescita sufficiente delle vendite con un prezzo di penetrazione (prezzo iniziale ridotto che permetta un’entrata nel mercato rapida ed efficace) e di scrematura (prezzo iniziale elevato che selezioni la domanda)
  • di relazione con la concorrenza (prezzo di difesa e prezzo predatore): mirano alla stabilizzazione dei prezzi o all’allineamento con i concorrenti con l’obiettivo di istituire un rapporto tra prodotti in competizione per evitare fluttuazioni, per non perdere la fiducia dei clienti. L’obiettivo dell’allineamento avviene poiché l’impresa non esercita influenza sul mercato, evitando la concorrenza basata sul prezzo. Le categorie di prezzo
  • Premium price (130) : sono le marche ritenute più pregiate con i prezzi più alti (pasta De Cecco, caffé Illy, tonno Asdomar, olio di mais Cuore);
  • Marche leader (100) sono le marche che vendono di più (Barilla, Carapelli, Rio Mare, Levissima). I prezzi rispetto al premium price sono più bassi del 30%: sono i prezzi di riferimento perché, quando variano, i concorrenti si devono adeguare con analoghe variazioni;
  • Follower (90) sono marche importanti (Buitoni, Divella, Segafreddo, olio Dante) che però hanno quote di mercato ed investimenti pubblicitari inferiori ai leader. I prezzi si collocano fra il 5% ed il 20% in meno dei leader;
  • Private label (75) sono le marche degli stessi supermercati (GS, Standa, Coop, Esselunga) anche se la produzione è realizzata da aziende anche note. Sono in continuo sviluppo e generalmente costano il 25% in meno delle marche leader;
  • Primo prezzo (50) è una sola marca, quasi sempre sconosciuta, indicata ai consumatori con un apposito cartello. Inizialmente era il tipico prodotto dell’hard discount, ma ormai è presente in tutti i supermercati e costa mediamente il 50% in meno delle marche leader. Determinanti della sensibilità al prezzo
  • Qualità distintive del prodotto;
  • Conoscenza dell’esistenza di sostituti;
  • Difficoltà di confronto di prezzo;
  • Valore della spesa rispetto al reddito;
  • Effetto dell’investimento (complementarietà rispetto ad altro prodotto già acquistato);
  • Effetto del rapporto qualità prezzo;
  • Effetto scorta (impossibilità ad immagazzinare il prodotto);

Differenze tra tecniche di vendita transazionale e vendita relazionale

  • Vendere consiste nel convincere un cliente del fatto che il prodotto/servizio proposto risponde al meglio alle sue esigenze.
  • Trattare (negoziare) consiste nell’analizzare insieme una situazione in cui vi è un interesse comune di fatto, nonostante gli interessi delle parti appaiano opposti e ognuna cerchi di vendere qualcosa all’altra (o cerchi di imporre le proprie condizioni), per raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe. Strategia push e pull nella comunicazione Se la forza di vendita è lo strumento privilegiato della push strategy communication , oltre naturalmente alla comunicazione agli intermediari/distributori e da questi al cliente, la pubblicità è il mezzo per eccellenza della pull strategy communication , con l’obiettivo principale di creare, presso la domanda finale, un’immagine di marca ed un capitale di notorietà, così da attivare i clienti alla richiesta di un determinato prodotto/servizio. Le fasi dello sviluppo di una comunicazione di marketing La comunicazione prevede uno scambio di segnali tra un emittente e un ricevente e un sistema di codifica e decodifica che permette di esprimere e interpretare i messaggi. Le condizioni per una comunicazione efficace:
  1. Obiettivi della comunicazione: identificazione del pubblico obiettivo.
  2. Determinazione degli obiettivi di comunicazione: codificazione del messaggio sulla base delle abitudini del pubblico destinatario nel processo di decodifica.
  3. Elaborazione del messaggio
  4. Scelta dei media: selezionare i mezzi di comunicazione adatti per il target di riferimento e la frequenza di esposizione al messaggio.
  5. Definizione dello stanziamento promozionale: metodo del “disponibile o residuale”, metodo della “percentuale delle vendite”, metodo della “parità competitiva”, metodo dell’“obiettivo da conseguire”
  6. Definizione del mix promozionale
  7. Misurazione dei risultati della promozione La pubblicità svolge due funzioni a favore del consumatore: gli permette di conoscere quali sono le caratteristiche distintive del produttore e di verificare se le promesse corrispondono a ciò che cerca e lo aiuta a risparmiare tempo. Obiettivi comunicazione pubblicitaria La pubblicità è un mezzo di comunicazione che permette all’impresa di trasmettere un messaggio ai potenziali clienti con cui non si ha alcun contatto diretto. Il ruolo della pubblicità è quello di:
  • Informare
  • portare a conoscenza del mercato un nuovo prodotto
  • suggerire nuovi usi per un prodotto
  • informare il mercato di una variazione di prezzo
  • spiegare come funziona il prodotto
  • descrivere i servizi disponibili
  • correggere impressioni errate
  • ridurre le ansie dei consumatori
  • sviluppare l’immagine di un’impresa
  • Persuadere
  • creare la preferenza di marca
  • incoraggiare il cambiamento di marca
  • modificare la percezione dei consumatori sul prodotto
  • predisporre il consumatore a ricevere la visita di un venditore
  • Ricordare
  • ricordare al consumatore che può avere bisogno del prodotto
  • ricordare dove è possibile acquistarlo
  • mantenere vivo il ricordo fuori stagione
  • mantenere “intensa” la consapevolezza del prodotto Modello d’apprendimento Obiettivi psicologici della pubblicità su tre livelli di risposta:
  1. Risposta cognitiva (copy strategy): riguarda la notorietà e la conoscenza delle caratteristiche del prodotto, l’obiettivo è l’informazione, il ricordo, la promessa, l’argomento, il tono e il target group.
  2. Risposta affettiva (star strategy): valutazione della marca in termini di sensazioni, giudizi, carattere, personalità, fisico e stile di espressione. L’obiettivo è influenzare l’atteggiamento e creare l’intenzione di acquisto.
  3. Risposta comportamentale: riguarda il comportamento di acquisto e risposte comportamentali conseguenti la comunicazione.

La strategia media è la scelta dei mezzi di comunicazione su cui veicolare la campagna pubblicitaria, ad

esempio quotidiani, stampa periodica, televisione, radio, manifesti, cinema, internet, etc. La scelta dei media è basata su criteri quantitativ i:

  • Grado di copertura del target: percentuale di clienti raggiunti dal messaggio.
  • Stabilità della copertura nel tempo (ripetizione o frequenza): numero medio di volte in cui un individuo viene raggiunto dal messaggio nel corso della campagna.
  • Possibilità di ripetizione (numero totale di contatti utili o GRP): numero di contatti da parte degli individui target, dato dalla copertura moltiplicata per la frequenza media.
  • Possibilità di selettività socio-demografica (OTS- Opportunity to see o esposizione): numero di contatti a prescindere dal messaggio visto, compreso, etc.
  • Costo del contatto: rapporto tra costo totale del messaggio e GRP (Gross Rating Point) I criteri qualitativi della scelta del media sono:
  • Probabilità di ricezione del messaggio
  • Durata del messaggio
  • Ambiente di ricezione del messaggio
  • Contesto del mezzo o del supporto (prestigio, opinione pubblico, etc)
  • Possibilità espressive del mezzo (il più completo è il cinema)
  • Grado di saturazione pubblicitaria (volume pubblicitario del supporto e la presenza o meno della concorrenza) Le pubbliche relazioni Comprendono tutte le comunicazioni elaborate dall’impresa per far conoscere la sua esistenza, le sue azioni, la sua mission, e sviluppare un’immagine favorevole nella mente degli stakeholders, ad esempio rassegne stampa, conferenze, seminari e convegni, relazioni di bilancio, contributi per opere assistenziali, relazioni pubbliche, contributi per opere di pubblico interesse, sponsorizzazioni, mecenatismo, etc. Efficacia comunicativa : Verifica la capacità di un annuncio di essere visto, letto, capito e memorizzato dal target. L’obiettivo è di farsi notare. Efficacia psico-sociologica : Verifica la risposta affettiva e l’impatto del messaggio sull’atteggiamento del consumatore nei riguardi del prodotto o della marca. Il fatto che un messaggio sia stato effettivamente accolto dal target non significa che abbia agito sul piano del cambiamento di atteggiamento: un messaggio ricevuto, compreso ed assimilato, può essere inefficace perché non pertinente. Efficacia comportamentale : Verifica la risposta d’acquisto suscitata dall’azione pubblicitaria. Gli indicatori utilizzati sono gli acquisti di prova, le vendite o la quota di mercato, scomposta in tasso di occupazione, d’intensità, di esclusività o fedeltà.

Triple bottom line dell’impresa

La responsabilità sociale dell’impresa deve coniugare i tre obiettivi dello sviluppo durevole: crescita economica , equità sociale e protezione dell’ambiente. L’etica dell’impresa può condizionare i comportamenti delle persone in sintonia con l’ambiente o punendo azioni devianti.