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Appunti di Marketing (MAF) riguardante la seconda parte presi durante la lezione. Anno Accademico 2021/2022.
Tipologia: Appunti
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La seconda parte sarà dedicata interamente alla gestione del marketing mix. I processi di marketing vengono attuati secondo una precisa sequenza: processi analitici, processi strategici e i processi operativi. Vengono attuati con questa specifica sequenza per evidenziare che, nelle imprese orientate al marketing, le attività finalizzate ad acquisire conoscenza sul mercato sono preliminari alle decisioni. I processi analitici precedono le decisioni di marketing. Le decisioni di marketing possono essere di diversa natura: decisioni di natura strategica per le quali vengono attivati i processi strategici, decisioni operative per le quali vengono attivati i processi operativi. Nella prima parte del corso abbiamo trattato i processi analitici ed i processi strategici. In questa parte del corso, invece, tratteremo i processi operativi. I processi operativi intervengono a valle, dopo che è stato analizzato il comportamento del consumatore e dopo che l’impresa ha assunto le sue decisioni strategiche in termini di targeting e di posizionamento rispetto alla concorrenza. I processi operativi riguardano la gestione del marketing mix. I processi operativi coinvolgono il paradigma fondamentale del marketing: il marketing mix. Il marketing mix è l’insieme delle quattro principali leve di marketing cioè product , promotion , price e place. Gli strumenti del marketing mix sono utilizzati in maniera tale da poter perseguire gli obiettivi di targeting e di posizionamento che l’impresa ha assunto nella fase strategica. Sono utilizzati per attuare la differenziazione dell’offerta : definire un sistema di offerta che consente all’impresa di distinguersi dai concorrenti. La gestione delle quattro p e la differenziazione che ne consegue sono fondamentali per generare valore per il cliente , che abbiamo già trattato nella prima parte del corso.
Sappiamo che il valore per il cliente è dato dal rapporto tra benefici che si aspetta di ottenere (o che ha ottenuto dopo l’acquisto) e i costi percepiti in associazione a questi benefici. Entrambi possono avere diversa natura. La gestione delle quattro p è finalizzata ad offrire al cliente un valore differenziale rispetto ai concorrenti, condizione fondamentale perché un consumatore decide di acquistare da una determinata impresa e di continuare con questa l’impresa la sua relazione nel tempo. Le quattro p possono essere utilizzate sia per incrementare i benefici sia per ridurre i costi nell’ottica di massimizzare il valore percepito dal cliente. Il prodotto e la comunicazione sono utilizzati per incrementare i benefici. Il prodotto è l’oggetto principale dell’offerta di un’impresa ed è il principale strumento attraverso il quale l’impresa offre dei benefici al consumatore di diversa natura. Anche la comunicazione può essere utilizzata per aumentare i benefici percepiti in associazione ad una certa offerta. La comunicazione di marketing aiuta ad informare il mercato e a valorizzare un certo prodotto, consente di aumentare la percezione di valore nell’ottica del cliente. Il prezzo è la principale determinante della percezione di costo/sacrificio ed incide sul denominatore del rapporto. Analogamente, anche la distribuzione è in grado di incidere sulla percezione dei costi perché riguarda il processo mediante il quale l’impresa rende disponibili al consumatore i propri prodotti. Se per il consumatore è più facile reperire i prodotti, questo incide sulla componente del denominatore del rapporto perché si riducono i costi di reperimento e ricerca del prodotto (soprattutto per alcune categorie di prodotto). Questa corrispondenza tra leve del marketing mix e valore per il cliente può manifestarsi anche in altre direzioni. Infatti, il prodotto può essere utilizzato anche per ridurre i sacrifici percepiti dal consumatore, andando ad incidere sul denominatore del rapporto.
In base agli obiettivi strategici fissati dall’impresa. Come utilizzare le modalità di utilizzo del marketing mix dipendono dagli obiettivi di targeting e di posizionamento che l’impresa ha già stabilito nella fase precedente. La gestione del marketing mix dipende dal segmento, al quale l’impresa si rivolge e dall’immagine distintiva che l’impresa vuole costruire rispetto ai concorrenti. LA DIFFERENZIAZIONE È un argomento che troviamo a cavallo tra la prima part e la seconda parte del corso. La differenziazione dell’offerta è una strategia di marketing mediante la quale un’impresa decide come definire l’intero sistema di offerta al fine di perseguire quell’intera immagine distintiva desiderata rispetto ai concorrenti. La differenziazione consegue alle scelte di posizionamento percettivo e competitivo. In funzione dell’immagine distintiva desiderata, che un’impresa vuole conseguire rispetto ai concorrenti, definirà la differenziazione dell’offerta. Definirà cioè un sistema di offerta in grado di realizzare quegli obiettivi. La differenziazione viene attuata attraverso la gestione del marketing mix. Anche la differenziazione può essere considerata in due prospettive:
Un’impresa decide di differenziare la propria offerta rispetto a quelli che sono i benefici ricercati dal mercato (per questo l’approccio adattivo utilizza il modello della catena mezzi fini. Da parte dell’impresa c’è una prima analisi dei benefici ricercati a cui viene adattata l’offerta. Il limite di questo approccio alla differenziazione fa riferimento ai problemi metodologici (otteniamo un risultato distorto dall’analisi), all’innovazione tecnologica che fa fatica a trovare sbocco perché le conoscenze dei consumatori sono limitate all’esistente e l’impresa non riesce a proporre al mercato delle innovazioni disruptive. È difficile che gli elementi di distintività vengano costruiti su soluzioni innovative perché questi vengono definiti sulla base dell’analisi del comportamento del consumatore. È difficile che il consumatore medio abbia delle conoscenze e delle competenze necessarie per suggerire all’impresa delle innovazioni che siano innovative. Per superare questo limite c’è l’approccio creativo. L’APPROCCIO CREATIVO (LIVELLI DI OFFERTA DI LEVITT) Nella differenziazione creativa, le scelte di differenziazione sono guidate dall’impresa. In particolare, le decisioni su elementi di distintività da definire rispetto alla concorrenza vengono prese basandosi soprattutto su risorse interne, basandosi prevalentemente sulle conoscenze, sulle competenze specialistiche che risiedono nella ricerca e sviluppo. Le decisioni su elementi di distintività da definire rispetto alla concorrenza vengono trainate da risorse interne. Si tratta di un approccio nel quale le idee e le soluzioni innovative che vengono generate all’interno dell’impresa sono quelle che guidano le scelte di differenziazione. Si tratta di un approccio nel quale le idee e le risorse innovative che vengono generate all’interno dell’impresa, grazie soprattutto alla funzione R&S e alla gestione dell’innovazione tecnologica, sono quelle che guidano le scelte di differenziazione. La differenziazione creativa si basa sul modello dei livelli di offerta di Levitt. Secondo Levitt, qualsiasi offerta può essere definita da una serie di livelli.
Levitt sostiene che in qualsiasi prodotto, in qualsiasi offerta, è possibile identificare una serie di livelli che assumono o possono assumere rilevanza ai fini della differenziazione, soprattutto in ottica creativa.
È possibile combinare i due approcci in un'unica strategia, strategia duale. Sono le imprese più proattive che combinano vantaggi e svantaggi di entrambi gli approcci. Coinvolge i clienti più fedeli ed innovativi. L’impresa può essere così customer led e market driving allo stesso tempo: customer led perché ci si fa guidare dai clienti più innovativi, market driving perché le innovazioni di prodotto che nascono con i clienti più innovativi vengono proposte al mercato. PRODOTTO Il prodotto rappresenta la prima leva del marketing mix che prendiamo in considerazione. Per prodotto intendiamo tutto ciò che può costituire l’oggetto dell’offerta di un’impresa. Facciamo riferimento sia a beni fisici che servizi. L’offerta di un’impresa può essere anche una località, luoghi o persone. Qualsiasi entità possa diventar oggetto dell’offerta dell’impresa costituisce prodotto. È importante considerare il prodotto come uno stimolo complesso : formato da una serie di attributi da cui derivano percezioni di beneficio e di costo/sacrificio. Nella prospettiva dell’impresa , un prodotto risulta dall’applicazione di una tecnologia per svolgere una determinata funzione d’uso rivolta ad un certo segmento di mercato. Nella prospettiva del consumatore , invece, il prodotto rappresenta un mezzo per soddisfare un bisogno, una soluzione per risolvere un problema. È questo il concetto di prodotto su cui si basa l’intera gestione del prodotto. Alcuni aforismi di marketing rispecchiano il concetto di prodotto (esempio sulle slide). Gli individui acquistano un prodotto non solo per soddisfare un bisogno funzionale ma anche simbolico o esperienziale. Esempio: settore automobilistico.
Può essere riferito sia all’approccio adattivo che all’approccio creativo.
componente formiamo delle aspettative rispetto a ciò che possiamo ottenere dalla marca e riusciamo a valutare meglio le alternative presenti sul mercato.
Ad un livello di conoscenza più forte, troviamo il ricordo. È una forma di conoscenza spontanea: in questo caso, il brand viene spontaneamente richiamato in mente anche quando il consumatore non è esposto ai suoi segni di riconoscimento. È un richiamo spontaneo della marca nella mente del consumatore. In cima alla piramide, troviamo la marca che ha il top of mind , cioè che è in cima ai pensieri. In certe categorie di prodotto, la marca che ha top of mind è quella marca che è la prima ad essere spontaneamente richiamata alla memoria con riferimento a quella categoria. L’obiettivo per l’impresa è risalire la piramide accrescendo la consapevolezza di marca. L’immagine di marca (brand image) è l’insieme delle rappresentazioni mentali che diamo a quel brand. L’impresa ha come obiettivo, inoltre, quello di costruire intorno alla propria marca non solo conoscenza ma anche delle associazioni uniche (Point Of Difference), forti e positive. Infine, la soddisfazione cumulata nel tempo, grazie ad una serie di esperienze di consumo soddisfacenti determina la fiducia della marca ( brand trust ). Brand awareness, brand image e brand trust risiedono nel sistema cognitivo dei consumatori ma sono il risultato delle politiche di marketing delle imprese. LA SCELTA DEI SEGNI DI BRAND IDENTITY I principali segni che contribuiscono a definire l’identità di una marca vengono chiamati brand elements. L’impresa effettua delle scelte su questi elementi. Sono delle linee guida da tenere presente quando si sceglie la brand identity.
Le associazioni di marca che nascono intorno ad un brand dipendono molto dal posizionamento che un’impresa desidera perseguire e dipende fortemente dalle scelte strategiche che l’impresa ha assunto nella fase preliminare alla gestione del prodotto. L’obiettivo dell’impresa, con riferimento all’immagine di marca, è quello di generare un’immagine di marca forte: immagine di marca connotata con forte elementi di distintività e che soprattutto le associazioni siano positive, che alla marca siano associati dei significati che abbiano una valenza positiva. In quello che è un percorso di sviluppo che un’impresa intraprende per gestire il valore di marca, oltre ad accrescere la consapevolezza di marca è importante per l‘impresa costruire intorno al brand un’immagine di marca che sia caratterizzata da associazioni favorevoli, forti ed uniche, distintive rispetto alla concorrenza. L’immagine di marca si costruisce con tutto il marketing mix: è l’interno programma di marketing che contribuisce alla costruzione dell’immagine di marca, partendo dalle caratteristiche del prodotto e gestendo in maniera coerente la comunicazione, la distribuzione e le politiche di prezzo. Inoltre, la letteratura di branding e di marketing mettono anche in evidenza come l’immagine di marca possa essere costruita attraverso le comunità di marca e attraverso le associazioni secondarie.
condividere la loro passione e il loro attaccamento rispetto ad un brand. Queste comunità possono contribuire a rafforzare l’immagine di marca perché i consumatori che si riuniscono intorno al brand sono consumatori che non solo si identificano e ne condividono i valori ma sono anche consumatori che partecipano attivamente alla vita del brand, come condividere contenuti del brand sui social media. Sono caratterizzate dall’engagement : è una forma di forte coinvolgimento che i consumatori dimostrano nei confronti della marca (partecipano alle iniziative della marca, ne condividono i contenuti, generano un passaparola positivo).