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Riassunto di marziale . Quinta superiore
Tipologia: Appunti
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Marco Valerio Marziale nacque a Bilbilis, in Spagna, intorno al 40 d.C. Nel 64 si trasferì a Roma, dove iniziò la sua attività poetica cercando protezione e sostegno economico da patroni e mecenati. Marziale stesso si descriveva come un "cliente", cioè un letterato di modesta posizione sociale. I suoi primi testi pervenutici sono una raccolta di epigrammi dedicati all'inaugurazione dell'Anfiteatro Flavio (Colosseo). Nel 98, Marziale lasciò Roma per tornare in Spagna, grazie all'aiuto di Plinio il Giovane che gli fornì il denaro per il viaggio. Una volta tornato nella sua città natale, Bilbilis, ricevette un generoso dono da parte di una ricca signora di nome Marcella: una casa e due proprietà. Trascorse così gli ultimi anni della sua vita senza preoccupazioni economiche, sebbene provasse nostalgia per Roma, come confermato in una lettera dedicatoria nel suo dodicesimo libro. L'opera di Marziale comprende 15 libri di epigrammi. A differenza di Persio, che si concentrava sui costumi corrotti dell'umanità e cercava di correggerli, Marziale era contrario alla mitologia, reputandola inverosimile e falsa. Egli sosteneva che la poesia dovesse radicarsi nella realtà quotidiana, come nella satira, dove la sua arte si occupava della verità contro la vuotezza della letteratura contemporanea. Marziale identificava la realtà con i comportamenti umani, e preferiva attaccare la colpa piuttosto che i colpevoli. Marziale differiva da Persio anche nella materia trattata. Mentre Persio privilegiava i costumi e i vizi come oggetto di satira morale, Marziale escludeva ogni funzione moralistica e si concentrava esclusivamente sul piacere del lettore. Utilizzava termini volgari e rappresentava scene esplicite per garantire immediatezza ed espressività, seguendo la tradizione epigrammatica. mentre Persio si rivolgeva al vero e rifiutava la mitologia, enfatizzando il realismo e la rappresentazione dei costumi, Marziale preferiva attaccare i vizi anziché i viziosi e evitava il moralismo, concentrandosi esclusivamente sull'intrattenimento attraverso contenuti volgari e osceni. Raccolte Il "Liber de Spectaculis" di Marziale comprende una trentina di poesie dedicate ai giochi che inaugurarono l'anfiteatro Flavio nell'80 d.C. In quest'opera, la vita di Roma viene rappresentata principalmente attraverso l'aspetto del divertimento offerto dai giochi del circo. Questi componimenti sono diretti al principe stesso e mirano a cogliere gli aspetti strani e inconsueti degli eventi, magnificandoli anche attraverso riferimenti al mito. Tra le opere di Marziale ci sono racconti legati ai Saturnali, una festa che si celebrava dal 17 al 23 dicembre durante la quale i Romani si scambiavano doni
in un clima di letizia. Le raccolte di "Xenia" e "Apophoreta" sono correlate a questa festa e consistono in poesie che accompagnano i regali: le prime si riferiscono a doni di cibo e bevande, mentre le seconde riguardano una varietà di oggetti. Le poesie d'occasione di Marziale sono pensate per essere consumate immediatamente dai lettori, raccontando la materia con fantasia e vivacità. Nei dodici libri dell'"Epigrammata", Marziale affronta la complessità dell'epigramma, accogliendo i cambiamenti che questo genere ha subito nel corso dei secoli e che egli considera in coerenza con le sue affermazioni. Così facendo, continua a produrre una poesia legata alla realtà, riflettendo la vita quotidiana e i costumi della Roma del suo tempo. Marziale si ispira al modello catulliano, collocando la propria attività poetica sotto l'auspicio di diversi predecessori, tra cui Catullo. Come il suo illustre predecessore, Marziale adotta una varietà di metriche e un'aggressività vivace, anche se rinuncia all'attacco personale che caratterizzava Catullo. Nell'epigramma, Marziale continua la tradizione precedente, riprendendo l'epigramma ellenistico. Tende a concentrare gli elementi comici nella parte finale del componimento, chiudendo con una battuta spesso inaspettata. La critica è costituita da un momento di attesa seguito da una conclusione, creando così una struttura che assomiglia a un climax comico. L'epigramma di Marziale presenta un'impostazione scenica minima, in cui si suggerisce la presenza di una voce recitante e di un interlocutore incredulo, il tutto finalizzato alla conclusione imprevista e fulminante, spesso rappresentata da una battuta finale a sorpresa. Nei suoi schemi poetici, Marziale utilizza una varietà di tecniche, ma è la battuta finale a costituire il momento più significativo, in cui l'autore dimostra la sua maestria. Egli adopera anche dimensioni brillanti, ripetizioni incisive e numerazioni che enfatizzano ironicamente le caratteristiche di un personaggio o di una situazione, per poi smentirle con una battuta improvvisa. Un elemento costante nell'approccio di Marziale è la presenza, come voce recitante, del poeta stesso, che conferisce al componimento un tono dialogico. Spesso, l'epigramma sembra presentarsi come un commento diretto dell'autore rivolto a un interlocutore specifico, contribuendo a creare un'atmosfera di vivace interazione. La tematica della vita quotidiana costituisce circa la metà degli epigrammi presenti nei 12 libri della raccolta di Marziale. Tuttavia, il mondo reale non viene rappresentato in modo oggettivo, bensì reinterpretato in modo brillante e