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Marziale riassunto testo latino
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Marco Valerio Marziale nasce a Bilbilis in Spagna Tarragonese verso il 40 d.C. Si trasferisce a Roma nel 64, grazie all’appoggio degli Annei, la famiglia cui appartiene anche Seneca. Operò come poeta cliens (patroni e mecenati). 80 a.C.: celebra l’Anfiteatro Flavio con il Liber de spectaculis. Ben inserito nella vita culturale della capitale, pubblica con cadenza regolare i suoi 14 libri di epigrammi. Nel 98 lascia Roma (Plinio il Giovane e matrona Marcella) per tornare nella sua città d’origine, dove muore tra 102-104. La produzione di Marziale si concentra su un solo genere letterario, l’epigramma. L’EPIGRAMMA IN GRECIA L’epigramma nasce in Grecia in età arcaica (secc. VIII-VI a.C.) con finalità pratiche: si tratta per lo più di iscrizioni funerarie e dediche su oggetti offerti in voto agli dèi. In età ellenistica (secc. III-I a.C.) si libera della sua finalità pratica per diventare poesia d’occasione; la brevità, la raffinata elaborazione formale e l’ampia gamma tematica ne fanno uno dei generi prediletti dall’estetica alessandrina. Verso la fine dell’età ellenistica Meleagro di Gadara raccoglie per la prima volta la produzione epigrammatica greca in un’antologia, la Corona, antenata dell’Antologia palatina, la grande raccolta formatasi nel Medioevo. L’EPIGRAMMA A ROMA A Roma l’epigramma fornisce celebri esempi epigrafici con gli elogi degli Scipioni (III sec. a.C.). in sede letteraria l’epigramma viene coltivato da poeti minori, di cui sappiamo ben poco, e da Catullo (I sec. a.C.), che pratica questo genere in omaggio alla sua adesione ai canoni dell’estetica alessandrina. Proprio in Catullo Marziale indica uno dei suoi modelli:
alla tipica tecnica del “fulmen in clausula”(struttura bipartita). Forma di solito dialogica con voce recitante del poeta (persona loquens). I PERSONAGGI Parassiti, vanitosi, plagiari, spilorci, cacciatori di eredità, poetastri e medici incompetenti: questi sono alcuni dei personaggi che sfilano nei versi di Marziale. I suoi epigrammi hanno un’intonazione marcatamente satirica: più che un giudizio di condanna morale, i personaggi suscitano il riso del lettore con i loro tratti grottescamente deformati. L’arguzia della rappresentazione si concentra per lo più nella chiusa dell’epigramma, nella battuta finale inaspettata, indicata come fulmen in clausula. ALTRI FILONI FILONE LEGATO AD ARGOMENTI LETTERARI: Il carme principale è il X, 4 (T1). Esso rappresenta un manifesto di poetica poiché Marziale sceglie di rivolgersi ad un lettore, un certo Mamurra, che in realtà presenta come un lettore “ridicolo” da cui il lettore reale alla fine vorrà prendere le distanze: Marziale dimostra infatti che è inutile leggere solo miti e racconti di esseri mostruosi e fantastici, ma occorre leggere carmi che parlino della realtà (Hominem pagina nostra sapit). Marziale dunque: - ripudia la mitologia (recusatio dei generi più alti) –parla con arguzia di te FILONE CELEBRATIVO: componimenti dedicati ai potenti, protettori, patroni e imperatori (Già in Liber de spectaculis). FILONE DESCRITTIVO: ispirato al topos letterario dell’ekphrasis, Marziale descrive oggetti, luoghi e racconta aneddoti, ovviamente scegliendo fatti o situazioni particolari e curiose. FILONE EROTICO: l’amore viene sempre presentato come desiderio fisico, legato al corpo della persona amata. FILONE FUNERARIO: origine stessa del genere epigrammatico (epigramma = epigrafe). Tono serio, solenne o delicato. Il più noto è uno dei tre dedicati a Erotion T9 (V, 34) traduzione migliore di Ceronetti. Marziale riprende un epigramma di epoca ellenistica (autore: Meleagro, conservato nell’Antologia Palatina). Figlia di schiavi con cui Marziale aveva confidenza: le augura la protezione dei suoi genitori defunti , ricorda la sua tenera età (sei giorni a sei anni), ricorda i suoi giochi e il suo parlare ancora fanciullesco fino ad augurarle che la terra le sia lieve come ella lo fu alla terra (topos letterario). FILONE AUTOBIOGRAFICO: epigrammi in cui si raccontano episodi di vita di Marziale e da cui emerge la sua Weltanschauung (esempi: tema del giusto mezzo, vita frugale e semplice, incoerenze). LO STILE Il latino di Marziale è lineare e aperto al sermo cotidianus: numerosi i termini realistici e concreti che designano oggetti reali e rimandano alla sfera della quotidianità; espressioni volgari usate negli epigrammi a sfondo sessuale. Il lessico comprende anche alcuni grecismi, usati in funzione parodica o di polemica letteraria. Lo stile, oltre che per il fulmen in clausula, si caratterizza per il ricorso a giochi di parole, iperboli, elenchi in forma di accumulazione (insulti, comportamenti riprovevoli ecc.) con fine espressionistico.