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Il contenuto del dramma è storico , ed è l'unico caso in quanto Frinico, il poeta precedente ad Eschilo, aveva messo in scena la presa di Mileto, in cui c'era stata una totale distruzione della città di Mileto dal punto di vista dei Greci. Il pubblico era stato triggerato , multa a Frinico e divieto di fare drammi storici. Nell Fenicie di Frinico il punto di vista degi sconfitti non è dei Greci; stessa cosa per I Persiani di Eschilo. Questi compensa la vicinanza storica degli eventi con la lontananza geografica e culturale. Ambientato a Susa. Molto diverso rispetto allo stile di vita greco. Nessun trionfalismo o scopo propagandistico: Eschilo si concentra in una riflessione di più ampio respiro sul dolore degli avversari sconfitti, mettendo in guardia contro ogni eccesso di orgoglio. Elogio della tragedia e Temistocle: stava cercando di costruire la talassocrazia. Eschilo lo sostiene. In questo poema l’eccessiva felicità provoca κορος, sazietà, υβρις, ατη (Accecamento, rovina). Serse ha perso il senso della misura: per questo si merita la τισις, la punizione divina. No prologo PARODO Siamo a Susa. I coreuti, vecchi notabili persiani autoctoni, sono in apprensione per la mancanza di notizie dell’esercito persiano, e così i genitori e le spose. Fanno un catalogo dei condottieri partiti per i soldati. Viene fatto un riferimento al passaggio dell’esercito orientale in Europa, specificamente al ponte di barche di Serse. L’episodio di chiude con l’entrata della regina Atossa. I EPISODIO Compare Atossa, regina, madre si Serse e moglie di Dario, che racconta il sogno premonitore che ha avuto, abbastanza complesso come sogno. Prima appaiono due belle donne ed elegantemente vestite con abiti persiani l'una e con abiti greci l'altra. Gli abiti sono il simbolo della nazionalità. Stanno litigando tra loro quindi Serse cerca di riappacificarle. Vengono poi trasformate in puledre: una è pronta a subire il giogo, l'altra è recalcitrante. Metafora ambigua: Atene dovrebbe subire il giogo della ominazione persiana, ma in realtà Serse mette il giogo alla sua stessa patria. La cavalla ribelle riesce a opporsi a Serse, che viene commiserato dal padre Dario, figura molto migliore di lui: era in grado di avere misura, mai peccato di υβρις, molto più moderato e più saggio. La regina Atossa dopo questo sogno fa un rito propiziatorio, ma in un presagio appare un'aquila su cui si avventa un falco che le spenna il capo (presagio negativo). Atossa comunque davanti al coro giustifica la figura di Serse: lui rimane comunque il re e non deve dar conto a nessuno (Giustificazione quasi materna di Serse come figlio e re). Arriva un messaggero
(αγγελια) che racconta della sconfitta a Salamina. Si propone quindi di onorare i morti. I STASIMO Il coro piange la sconfitta dei Persiani ed esprime il dolore dell’Asia. Contrapposizione di Serse all’amatissimo Dario. Inno anacletico. II EPISODIO Atossa torna in scena, reca offerte ed invoca i vecchi ad evocare lo spirito di Dario. Sta cercando di evocare il fantasma del marito, che ad ogni modo apparirà nel III episodio. II STASIMO υμνος ανακλετικος in cui il coro chiede agli dei degli inferi di lasciare che torni l’ombra dell’antico re per apprendere le tristi notizie recenti. III STASIMO Il coro ricorda il regno di Dario, l’equilibrio e la saggezza EPILOGO Serse è affrante, le vesti sono lacere, la faretra è vuota. Cupa lamentazione, sfrenate manifestazioni di dolore, pianto alternato a critica dell’operato del sovrano.