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materiale vetroso..., Sbobinature di Scienza e Tecnologia dei Materiali

processo produttivo del vetro e tipologie di vetri esistenti

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

Caricato il 20/01/2022

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angela-b-2 🇮🇹

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VETRI
La più importante caratteristica di questi materiali è la trasparenza (indice di rifrazione), caratteristica che ne determina le
principali applicazioni: lastre per finestre, parabrezza per mezzi di trasporto, contenitori, e fibre ottiche. Per quanto
riguarda il comportamento meccanico la più importante proprietà e la fragilità che si riduce in un’elevata sensibilità e
difetti, con conseguente modesta resistenza a trazione e agli urti (proprietà meccaniche elevate vengono ottenute però
con le fibre di vetro). No duttile
I vetri sono i materiali più igienici che esistono. Hanno anche alta frequenza di riciclabilità e hanno un basso costo.
Il vetro è una sostanza solida, ottenuta da un liquido che non è riuscito a cristallizzare.
La struttura è caratterizzata da bassa cristallinità, indicata anche come disordinata o AMORFO.
Lo stato cristallino e lo stato vetroso si differenziano sensibilmente nel passaggio liquido-solido.
Per capire se il materiale amorfo o cristallino si usa il difframometro a raggi X. Il vetro polverizzato da segnale di solito
amorfo.
Nel primo caso il materiale cristallino alla temperatura di fusione diventa
liquido.
Nel secondo caso il materiale amorfo a Tg( temperatura di transizione
vetrosa) rompe i legami secondari e da rigido diventa liquido gommoso e cioè
plastico e lavorabile.
La riciclabilità del vetro è garantita grazie a questo, infatti quando si
raffredda si riformano i legami secondari.
STRUTTURA VETROSA
La silice cristallina è un tetraedro I vertici del tetraedro sono i quattro atomi di
ossigeno, con al centro l’atomo di silicio. Tra esse si legano fra di loro mettendo in
condivisione gli atomi di ossigeno.
Il vetro è un materiale amorfo perché contiene silice amorfa e altre sostanze: la
silice presente una struttura disordinata, mentre la silice del quarzo è ordinata. La struttura vetrosa è caratterizzata
tuttavia solo da un ordine a corto raggio e non a lungo raggio. Ciò vuol dire che se ingrandissi al microscopio tale struttura
troverei un certo ordine, tuttavia se ho una visione d’insieme noterò un certo disordine.
Lo stato vetroso è instabile e quindi c’è la tendenza a cristallizzare (devetrificare) e questo determina la perdita delle
propietà fondamentali del vetro quali la trasparenza
PREPARAZIONE DEI VETRI
Sono costituiti da ossidi formatori del reticolo
●Silice (Si O2)
●Ossido di boro (B2O3)
●Ossido di germanio (GeO2)
●Ossido di arsenico( As2 O3)
●Ossido di vanadio (V 2 O5)
Gli ossidi modificatori del reticolo sono invece gli ossidi che contengono i cationii alcalini e alcalino- terrosi:
●Ioni Na , K , Li
●IoniC a2 +, M g2
Il comune vetro da finestra è costituito da un acido formato dal reticolo cioè la silice e da due ossidi modificatori del
reticolo che sono Na2 O e CaO
L’aggiunta dell’ossido di sodio comporta un indebolimento della struttura della silice e ne influenza la viscosità, aumenta
la tendenza a devetrificare, aumenta la connettività e il coefficiente di dilatazione.
Il vetro così è meno resistente agli sbalzi termici e la sua temperatura di rammollimento si abbassa notevolmente ma
indebolisce il vetro che diventa solubile in acqua.. L’ossido di calcio invece stabilizza i legami e rende il vetro insolubile.
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VETRI

La più importante caratteristica di questi materiali è la trasparenza (indice di rifrazione), caratteristica che ne determina le principali applicazioni: lastre per finestre, parabrezza per mezzi di trasporto, contenitori, e fibre ottiche. Per quanto riguarda il comportamento meccanico la più importante proprietà e la fragilità che si riduce in un’elevata sensibilità e difetti, con conseguente modesta resistenza a trazione e agli urti (proprietà meccaniche elevate vengono ottenute però con le fibre di vetro). No duttile I vetri sono i materiali più igienici che esistono. Hanno anche alta frequenza di riciclabilità e hanno un basso costo. Il vetro è una sostanza solida, ottenuta da un liquido che non è riuscito a cristallizzare. La struttura è caratterizzata da bassa cristallinità, indicata anche come disordinata o AMORFO. Lo stato cristallino e lo stato vetroso si differenziano sensibilmente nel passaggio liquido-solido. Per capire se il materiale amorfo o cristallino si usa il difframometro a raggi X. Il vetro polverizzato da segnale di solito amorfo. Nel primo caso il materiale cristallino alla temperatura di fusione diventa liquido. Nel secondo caso il materiale amorfo a Tg( temperatura di transizione vetrosa) rompe i legami secondari e da rigido diventa liquido gommoso e cioè plastico e lavorabile. La riciclabilità del vetro è garantita grazie a questo, infatti quando si raffredda si riformano i legami secondari. STRUTTURA VETROSA La silice cristallina è un tetraedro I vertici del tetraedro sono i quattro atomi di ossigeno, con al centro l’atomo di silicio. Tra esse si legano fra di loro mettendo in condivisione gli atomi di ossigeno. Il vetro è un materiale amorfo perché contiene silice amorfa e altre sostanze: la silice presente una struttura disordinata, mentre la silice del quarzo è ordinata. La struttura vetrosa è caratterizzata tuttavia solo da un ordine a corto raggio e non a lungo raggio. Ciò vuol dire che se ingrandissi al microscopio tale struttura troverei un certo ordine, tuttavia se ho una visione d’insieme noterò un certo disordine. Lo stato vetroso è instabile e quindi c’è la tendenza a cristallizzare (devetrificare) e questo determina la perdita delle propietà fondamentali del vetro quali la trasparenza PREPARAZIONE DEI VETRI Sono costituiti da ossidi formatori del reticolo ●Silice (Si O2) ●Ossido di boro (B2O3) ●Ossido di germanio (GeO2) ●Ossido di arsenico( As2 O3) ●Ossido di vanadio (V 2 O5) Gli ossidi modificatori del reticolo sono invece gli ossidi che contengono i cationii alcalini e alcalino- terrosi: ●Ioni Na , K , Li ●IoniC a2 +, M g Il comune vetro da finestra è costituito da un acido formato dal reticolo cioè la silice e da due ossidi modificatori del reticolo che sono Na2 O e CaO L’aggiunta dell’ossido di sodio comporta un indebolimento della struttura della silice e ne influenza la viscosità, aumenta la tendenza a devetrificare, aumenta la connettività e il coefficiente di dilatazione. Il vetro così è meno resistente agli sbalzi termici e la sua temperatura di rammollimento si abbassa notevolmente ma indebolisce il vetro che diventa solubile in acqua.. L’ossido di calcio invece stabilizza i legami e rende il vetro insolubile.

Ci sono anche ossidi che sono sia formatori che modificatori: ●Ossido di alluminio ( A l2O3) ●Ossido di piombo( PbO) ●Ossido di Ɵtanio (Ti O2) ●Ossido di zinco ( ZnO) ●Ossido di zirconio ( ZnO2) ●Ossido di berillio ( BeO) TIPI DI VETRO

  • Il vetro principale è il vetro comune il VETRO SODICO CALCICO, utilizzato per la produzione di bottiglie e lampadine. Presenta una bassa temperatura di rammollimento e alto coefficiente di dilatazione termica che lo poco resistente agli sbalzi termici. ●Silice (amorfa) 75% SiO2 -> sabbia silicea ●Ossido di sodio 15% Na2O -> carbonato di sodio ( soda) ●Ossido di calcio 10% CaO -> carbone
  • Il VETRO DI SILICE FUSA non si utilizza per usi comuni perché non lavorabile. È utilizzato nelle lavorazioni in laboratorio. Resiste molto agli sbalzi termici poiché presenta il più basso coefficiente di dilatazione termica. Per alzare la temperatura di rammollimento vengono aggiunti gli ossidi di boro e l’ossido di alluminio che impartiscono alte resistenze meccaniche e maggior resistenza agli sbalzi termici.
    • Vetri al borosilicato -> VETRI PIREX E DURAN presentano come ossidi quelli di boro e alluminio
  • I CRISTALLI sono vetri di pregio realizzati con ossido di piombo che aumenta l’indice di rifrazione e li rende più trasparenti. Sono utilizzati anche in ottica e hanno lo stesso coefficiente di dilatazione del sodico calcico.
    • I CRISTALLI DI BOEMIA sono vetri di pregio realizzati con ossido di potassio
  • I VETRI SMERIGLIATI lasciano passare la luce senza distinguere le forme e sono realizzati mediamente con la sabbiatura, cioè con granelli di sabbia in superficie
  • I VETRI OPACIZZATI non lasciano passare la luce e sono realizzati aggiungendo sostanze che opacizzano il vetro
  • I VETROCERAMICHE si ottengono per parziale cristallizzazione controllata, sono tenute aggiungendo sostanze che aumentano la percentuale di cristallizzazione del vetro (TiO2 , ZnO2 , P2O5 ). Rispetto ai materiali ceramici hanno una buona resistenza agli sbalzi termici e vengono utilizzati per i piani di cottura ma anche in ottica per i telescopi La colorazione dei vetri viene ottenuto attraverso gli ioni metallici: ●Il ferro da colore azzurro in ambiente riducente, giallo in ambiente ossidante ●Il manganese da colore rosa in ambiente riducente e violetto in ambiente ossidante ●L’ossido di rame dal colore azzurro in ambiente ossidante e rossa in ambiente riducente PRODUZIONE DEL VETRO Tra le materie prime abbiamo la sabbia silicea da cui si ricava la silice, l’ossido di sodio che proviene dal carbonato di sodio, e il carbonato di calcio da cui si prende l’ossido di calcio. 1.Vengono estratte le materie prime dalle cave 2.Vengono macinate 3.Arrivano all’industria che produce vetro e vengono dosate 4.Vengono messe nel forno dove avvengono i processi come:  Fusione,  Affinazione  Raffreddamento 5.Il vetro esce dal forno e viene lavorato formato con diversi processi di formatura:  Soffiatura  Pressatura  Laminazione  Galleggiamento  Filatura

PROCESSI DI FORMATURA

 La SOFFIATURA è una lavorazione a bocca, la massa pastosa viene introdotta aria in un soffiatore e viene soffiata a fiato oppure industrialmente con dei meccanismi. La soffiatura viene eseguita per vetri con variazioni di sezione.  La PRESSATURA viene realizzata per pezzi che non richiedono un cambio di sezione. Si fa aderire la massa pastosa su uno stampo.  La LAMINAZIONE È un metodo antico per la produzione di lastre di vetro. La massa vetrosa viene fatta scorrere su di un nastro e viene stirata da una coppia di rulli roteanti di dimensioni via via più piccole e sempre più vicini tra loro, in modo tale da assottigliare la massa. Le lastre non sono tutte parallele e sono traslucida (non perfettamente trasparente). Viene sottoposto quindi a pulitura e lucidatura. Per evitare queste due lavorazioni si effettua il galleggiamento.  Il GALLEGGIAMENTO Si chiama anche processo “vetro float” o “pilkinton”. La lastra entra in una camera, dove la lastra galleggia su un bagno di stagno fuso. La superficie superiore della lastra viene a contatto con delle fiamme (pulitura fuoco), quelli inferiori a contatto con il bagno fuso. Si eliminano così tutte le irregolarità. Successivamente si fa un raffreddamento in atmosfera controllata, seguito da una ricottura che elimina le tensioni residue del vetro. Durante la ricottura il vetro viene portata ad una temperatura di 600 °C e poi raffreddato, infine viene sottoposto al taglio.  La FILATURA In questo processo vengono create le fibre di vetro. La miscela viene riscaldata a 1400 °C e viene introdotto in un cilindro con sotto un piatto che ruota a 3000 g/min. La massa ancora fluida per forza centrifuga deve attraversare i fori (0,8 mm di diametro).i gas molto caldi sollecitano i fili di entrare in altri buchi più piccoli di circa 4-20 micron. La fibra di vetro è un materiale anisotropo, lungo la lunghezza della fibra abbiamo resistenze meccaniche più elevate. Servono per rinforzare altri materiali o la formazione della lana di vetro PROPRIETÀ FISICHE E CHIMICHE Il vetro è una soluzione solida e disordinata. È isotropo ossia che qualunque punto ha le stesse proprietà. Esso presenta un’ottima stabilità chimica nei riguardi degli acidi, soluzioni saline e organica. L’unico acido che attacca il vetro è l’acido fluoridrico che distrugge la silice formando l’esafloro di silicio. Gli acidi comuni invece determinano uno scambio ionico è un aumento del pH con cessione di ioni sodio in soluzione acquosa: reazione Più pericoloso è l’attacco delle soluzioni basiche che possono rompere i legami covalenti. L’acqua pura potrebbe attaccare il vetro, ma il degrado che determina l’acqua è estremamente lento PROPRIETÀ FISICHE: •Densità bassa: reticolo con struttura aperta •Durezza elevata

  • Bassa conduttività termica, gli elettroni sono bloccati nei legami : l’energia termica ed elettrica non viene trasportata ossia sono ottimi isolanti PROPRIETÀ OTTICHE ●La trasparenza è la capacità di trasmettere le radiazioni visibili ●Colorazione dei vetri: la presenza di metalli che assorbono le radiazioni del colore complementare

PROPRIETÀ MECCANICHE

Il vetro è un materiale che presenta un’elevata resistenza a compressione, una bassa resistenza a trazione e quindi flessione. Quindi non è duttile Le dislocazioni nel vetro non sono libere di muoversi per la disordinata composizione molecolare. Possiede dei piccoli difetti chiamati microcracks o microirregolarità superficiali Applicando un carico, le dislocazioni non si muovono e il carico inizia a concentrarsi sui difetti superficiali, inizia la frattura VETRI DI SICUREZZA Vengono molto utilizzati per le vetrate delle banche, il parabrezza delle automobili. Sono: ●Resistenti agli urti ●Rottura che minimizza i rischi per le persone Ci sono vari tipi come:

  • I VETRI ARMATI vengono realizzati inserendo, in fase di laminazione, quando il vetro ancora pastoso, una rete metallica che ha la funzione di trattenere i frammenti in caso di urto e conferire una maggiore resistenza.
  • I VETRI TEMPRATI sono caratterizzati dall’introduzione di una sollecitazione superficiale. La resistenza all’aria con la tempra si triplica.
  • I VESTRI STRATIFICATI si ottengono interponendo tra due lastre di vetro (temprate) una lastra di materiale plastico (policarbonato, polivinile) o VETRI ANTISFONDAMENTO ritardare l’effrazione, l’energia viene dissipata dalle rotture delle lastre di vetro e dalla deformazione della lastra polimerica o VETRI ANTIVANDALISMO o VETRI ANTIPROIETTILE – VETRO CORAZZATO la dissipazione di energ TEMPRA FISICA ->PRECOMPRESSIONE : il vetro viene riscaldato alla temperatura di 600 °C (non oltre 600 °C perché si può superare la temperatura di rammollimento) e poi raffreddata con getti di aria su entrambe le facce della lastra. Gli strati superficiali così subiscono contrazioni per raffreddamento, all’interno c’è trazione. Si crea uno stato di precompressione della superficie del vetro che aumenta notevolmente la resistenza all’urto TEMPRA CHIMICA : si ottiene immergendo la lastra di vetro in un bagno con sali di potassio. Gli ioni mobili del vetro, nel momento in cui vengono a contatto con il bagno determinano uno scambio ionico. Gli ioni potassio che sono più grandi si depositano scambiandosi con gli ioni sodio, sulla zona superficiale del vetro che tende a dilatarsi. La zona più interna del vetro, tuttavia, tende a contrastare la dilatazione superficiale, che viene quindi sottoposta a compressione. Con la tempra chimica si ottengono resistenza a compressione maggiore della tempra fisica. Inoltre gli sforzi di compressione della tempra chimica interessa strati molto più sottili di quella della tempra fisica. Per vetri molto sottili, quindi, è più utile una tempra chimica. Per spessori più grossi si usa la tempra fisica. Gli sforzi di trazione della tempra fisica sono maggiori di quelli della tempra chimica. La tempra chimica richiede anche temperature inferiori (300 °C), tuttavia più tempo, ma il comportamento a frattura non è molto buono ed è più costoso