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Media Logic, news perpective, Appunti di Sociologia Della Comunicazione

Come nasce la notizia. Cultura di massa

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 12/06/2024

chiara-gardi
chiara-gardi 🇮🇹

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Dobbiamo considerare come punto di partenza il concetto di media
logic e creating fear. L’origine del concetto di potere dei media
risale agli studi sul giornalismo che si sono sviluppati negli anni
Sessanta. Tali studi hanno introdotto delle regole che oggi operano
all’interno delle associazioni giornalistiche. Ciò che emerge da
questi studi è quali sono le pratiche e la loro routine: una procedura
che consente di affrontare la notizia che arriva dall’esterno in
maniera standardizzata. Tali regole sono il filtro che permette una
selezione della realtà tale per cui si genera il cosiddetto bias
giornalistico, cioè la tipica distorsione della realtà che viene dalla
media logic, da quel tipo di deformazione professionale tipica del
mondo giornalistico.
C’è un’accentuazione del making e del creating, cioè loro fanno e
allo stesso tempo creano la realtà. Creare la realtà significa essere
centrali nel sistema di rappresentazione del mondo per il pubblico e
riversare in questa rappresentazione del mondo i propri punti di
vista in cui convergono vari fattori e forze, come ad esempio il
profitto, l’efficienza tecnologica, economica e industriale. I
giornalisti di fronte al flusso costante delle notizie lavorano con un
imperativo categorico: rispondere e gestire velocemente il flusso.
Ciò significa che devono esserci delle procedure standardizzate. Le
notizie non viaggiano da sole, ma sono fatte da qualcuno. Il
passaggio più semplice che possiamo immaginare è che in una
parte del mondo c’è un corrispondente che lavora per un’agenzia di
stampa internazionale che consegna il proprio elaborato a
un’agenzia, la quale, a sua volta, lo diffonde a tutti i quotidiani
abbonati ad essa.
Tutti questi passaggi, secondo gli studiosi, sono governati da una
comune adesione a delle regole che insieme fanno la cultura
professionale del giornalismo. L’insieme di questi elementi è
raccolta all’interno del concetto di media logic, vale a dire, la
razionalità con cui i giornalisti lavorano. Le professioni della cultura
del giornalismo devono essere inquadrate all’interno del contesto
storico nazionale di riferimento.
Così come le norme sociali vengono date per scontate (given for
granted) e irreggimentano la nostra routine e i nostri
comportamenti, così la prassi operativa nel lavoro giornalistico
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Dobbiamo considerare come punto di partenza il concetto di media logic e creating fear. L’origine del concetto di potere dei media risale agli studi sul giornalismo che si sono sviluppati negli anni Sessanta. Tali studi hanno introdotto delle regole che oggi operano all’interno delle associazioni giornalistiche. Ciò che emerge da questi studi è quali sono le pratiche e la loro routine: una procedura che consente di affrontare la notizia che arriva dall’esterno in maniera standardizzata. Tali regole sono il filtro che permette una selezione della realtà tale per cui si genera il cosiddetto bias giornalistico, cioè la tipica distorsione della realtà che viene dalla media logic, da quel tipo di deformazione professionale tipica del mondo giornalistico. C’è un’accentuazione del making e del creating, cioè loro fanno e allo stesso tempo creano la realtà. Creare la realtà significa essere centrali nel sistema di rappresentazione del mondo per il pubblico e riversare in questa rappresentazione del mondo i propri punti di vista in cui convergono vari fattori e forze, come ad esempio il profitto, l’efficienza tecnologica, economica e industriale. I giornalisti di fronte al flusso costante delle notizie lavorano con un imperativo categorico: rispondere e gestire velocemente il flusso. Ciò significa che devono esserci delle procedure standardizzate. Le notizie non viaggiano da sole, ma sono fatte da qualcuno. Il passaggio più semplice che possiamo immaginare è che in una parte del mondo c’è un corrispondente che lavora per un’agenzia di stampa internazionale che consegna il proprio elaborato a un’agenzia, la quale, a sua volta, lo diffonde a tutti i quotidiani abbonati ad essa. Tutti questi passaggi, secondo gli studiosi, sono governati da una comune adesione a delle regole che insieme fanno la cultura professionale del giornalismo. L’insieme di questi elementi è raccolta all’interno del concetto di media logic , vale a dire, la razionalità con cui i giornalisti lavorano. Le professioni della cultura del giornalismo devono essere inquadrate all’interno del contesto storico nazionale di riferimento. Così come le norme sociali vengono date per scontate ( given for granted ) e irreggimentano la nostra routine e i nostri comportamenti, così la prassi operativa nel lavoro giornalistico

(appresa e data per scontata) costruisce le rappresentazioni di realtà relative a un mondo in larga parte non esperito direttamente. Epstein (nel suo libro News from nowhere ) afferma che le notizie non sono altro che una rappresentazione che è completamente staccata dalla realtà poiché prodotte tramite lo sguardo distorsivo del giornalismo. Il concetto di news perspective riguarda la prospettiva sulla realtà, cioè io prendo dalla realtà ciò che è adatto a diventare notizia. L’attrattività, la semplificazione e la spettacolarizzazione sono elementi fondamentali per garantire il profitto della notizia. La notizia deve essere attrattiva, ovvero, in grado di superare le barriere generalizzate della distrazione. C’è stato un lungo percorso di affinamento di quello che è il modello popolare, tramite la traduzione dei linguaggi specialistici per un pubblico non istruito e disattento, andando a costituire la cosiddetta cultura di massa. Con il passare del tempo il pubblico si è sempre di più frammentato in base alle loro scelte (sui generi musicali, cinematografici etc.) ciò spiega il il forte successo della televisione tematica negli anni Novanta.