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Menandro e le sue commedie, Sintesi del corso di Greco

La vita e le opere di Menandro, commediografo greco vissuto nel IV secolo a.C. Viene descritto il contenuto di tre delle sue commedie: Il misantropo, L'arbitrato e La ragazza tosata. Le commedie sono divise in cinque atti e presentano situazioni complesse che si risolvono con un lieto fine. Il documento potrebbe essere utile per uno studente di letteratura greca o di teatro classico.

Tipologia: Sintesi del corso

2021/2022

In vendita dal 14/09/2022

MartinaFusconii
MartinaFusconii 🇮🇹

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MENANDRO
Nasce ad Atene tra il 342 e il 340 a.C., trascorre qui tutta la sua vita durante gli anni successivi
alla morte di Alessandro. Condivide riflessioni e pensieri con Demetrio falereo uomo politico del
governo illuminato, ma quando fu cacciato anche menandro rischio di essere esiliato.!
L'unica opera che ci è giunta per intero è il misantropo (dyscolos). Menandro ti ho the però un
successo limitato in vita. !
TRAME DELLE COMMEDIE!
Il misantropo: Cnemone È un vecchio asociale che vive lontano dalla moglie, insieme alla figlia
ad una vecchia serva. Durante una battuta di caccia un ricco giovane, sostrato, capita davanti
alla casa del vecchio e ne vede la figlia innamorandosi. Per guadagnare la stima del fratello
maggiore (Gorgia) era il padre, decide di diventare un bracciante sperando di incontrare il padre
nei campi; ma quest'ultimo si mantiene lontano dalle altre persone. Durante un sacrificio in
onore di pan si viene a sapere che il vecchio è caduto in un pozzo e Gorgia e sostrato lo
salvano, inducendola comprendere che nessuno può vivere senza gli altri. Il vecchio così
concede la mano della figlia, e anche Gorgia si sposa.!
L'arbitrato: tornato a casa da un viaggio, Carisio scopre dal servo che panfilo, la moglie, ha
partorito un figlio nonostante siamo sposati da cinque mesi. Abbandona la casa e si rifugia
presso l'amico, intessendo una relazione con la citarista abrotono. Il padre di panfilo ignaro di
tutto incontra Davo e il carbonaio che gli chiedono di fare da arbitro in una controversia: Davo
ha trovato un bambino esposto e lo ha dato al carbonaio, trattenendo però gli oggetti che il
bambino aveva con sé, che il carbonaio reclama; giustamente secondo il padre di panfile.
Mentre avviene la restituzione, il servo onesimo riconosce tra gli oggetti un anello che il suo
padrone Carisio aveva perduto nel corso di una festa, durante la quale aveva sedotto una
ragazza. Si ricostruisce così, grazie all'intervento di abrotono che riconosce in panfile una delle
ragazze presenti alla festa, che proprio Carisio aveva sedotto la futura moglie durante la festa.
La vicenda si conclude con la chiarificazione tra abrotono e panfile, con la riappacificazione
degli sposi e con la libertà di abrotono.!
La ragazza tosata: il soldato polemone ho visto la sua amata, glicera, abbracciare il giovane
moschione, figlio adottivo della ricca vicina di casa. Polemone però non sa che la vicina in
punto di morte a rivelato che moschione è il fratello di glicera. Polemone preso dalla gelosia si
vendica sulla moglie tagliandole i capelli e rifugiandosi in campagna mentre lei chiede ospitalità
alla vicina. Polemone con l'aiuto di un altro vicino, pateco, cerca di riconciliarsi con lei ma
inutilmente; lei anzi gli chiede di farsi restituire da polemone gli oggetti che gli aveva
consegnato, quelli che lei e il fratello avevano con sé e quando erano stati abbandonati. Pateco
riconosce questi oggetti come quelli che aveva esposto con i suoi bimbi dopo la morte della
moglie: egli è dunque il padre dei due giovani fratelli; i due amanti possono sposarsi.!
La donna di samo: Moschione narra che, durante le feste di Adone, ha sedotto la giovane
plangone, figlia del vicino incerato, e che dalla loro unione è nato un figlio. Per timore che suo
padre demea gli impedisca di sposare la fanciulla, moschione persuade la concubina del padre,
criside, a fingere che il bambino sia suo e di demea. Iniziano una serie di equivoci: da alcune
parole della nutrice di moschione, demea crede che il bambino sia di moschione e della sua
concubina criside, e la caccia di casa. Lei viene ospitata da incerato, Il quale, vedendo un
giorno plangone allattare il piccolo, comprende la realtà e si infuria. Demea accoglie in casa
criside che placa l'amico, dichiarandosi favorevole al matrimonio tra i due giovani, ma il figlio,
per vendicarsi dei sospetti infondati del padre, vuole partire come soldato. Nonostante ciò tutto
finisce con un lieto fine.!
Le commedie sono distinte in cinque atti (le divisioni sono date dall'intervento del coro che però
non è parte della commedia ma solo un'Inter mezzo musicale improvvisato): nei primi tre
assistiamo all'instaurarsi di complessa situazione di complicità personaggi, negli ultimi due le
dicoltà si sciolgono e c'è un lieto fine. !
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MENANDRO

Nasce ad Atene tra il 342 e il 340 a.C., trascorre qui tutta la sua vita durante gli anni successivi alla morte di Alessandro. Condivide riflessioni e pensieri con Demetrio falereo uomo politico del governo illuminato, ma quando fu cacciato anche menandro rischio di essere esiliato. L'unica opera che ci è giunta per intero è il misantropo (dyscolos). Menandro ti ho the però un successo limitato in vita. TRAME DELLE COMMEDIE

  • Il misantropo : Cnemone È un vecchio asociale che vive lontano dalla moglie, insieme alla figlia ad una vecchia serva. Durante una battuta di caccia un ricco giovane, sostrato, capita davanti alla casa del vecchio e ne vede la figlia innamorandosi. Per guadagnare la stima del fratello maggiore (Gorgia) era il padre, decide di diventare un bracciante sperando di incontrare il padre nei campi; ma quest'ultimo si mantiene lontano dalle altre persone. Durante un sacrificio in onore di pan si viene a sapere che il vecchio è caduto in un pozzo e Gorgia e sostrato lo salvano, inducendola comprendere che nessuno può vivere senza gli altri. Il vecchio così concede la mano della figlia, e anche Gorgia si sposa.
  • L'arbitrato : tornato a casa da un viaggio, Carisio scopre dal servo che panfilo, la moglie, ha partorito un figlio nonostante siamo sposati da cinque mesi. Abbandona la casa e si rifugia presso l'amico, intessendo una relazione con la citarista abrotono. Il padre di panfilo ignaro di tutto incontra Davo e il carbonaio che gli chiedono di fare da arbitro in una controversia: Davo ha trovato un bambino esposto e lo ha dato al carbonaio, trattenendo però gli oggetti che il bambino aveva con sé, che il carbonaio reclama; giustamente secondo il padre di panfile. Mentre avviene la restituzione, il servo onesimo riconosce tra gli oggetti un anello che il suo padrone Carisio aveva perduto nel corso di una festa, durante la quale aveva sedotto una ragazza. Si ricostruisce così, grazie all'intervento di abrotono che riconosce in panfile una delle ragazze presenti alla festa, che proprio Carisio aveva sedotto la futura moglie durante la festa. La vicenda si conclude con la chiarificazione tra abrotono e panfile, con la riappacificazione degli sposi e con la libertà di abrotono.
  • La ragazza tosata : il soldato polemone ho visto la sua amata, glicera, abbracciare il giovane moschione, figlio adottivo della ricca vicina di casa. Polemone però non sa che la vicina in punto di morte a rivelato che moschione è il fratello di glicera. Polemone preso dalla gelosia si vendica sulla moglie tagliandole i capelli e rifugiandosi in campagna mentre lei chiede ospitalità alla vicina. Polemone con l'aiuto di un altro vicino, pateco, cerca di riconciliarsi con lei ma inutilmente; lei anzi gli chiede di farsi restituire da polemone gli oggetti che gli aveva consegnato, quelli che lei e il fratello avevano con sé e quando erano stati abbandonati. Pateco riconosce questi oggetti come quelli che aveva esposto con i suoi bimbi dopo la morte della moglie: egli è dunque il padre dei due giovani fratelli; i due amanti possono sposarsi.
  • La donna di samo : Moschione narra che, durante le feste di Adone, ha sedotto la giovane plangone, figlia del vicino incerato, e che dalla loro unione è nato un figlio. Per timore che suo padre demea gli impedisca di sposare la fanciulla, moschione persuade la concubina del padre, criside, a fingere che il bambino sia suo e di demea. Iniziano una serie di equivoci: da alcune parole della nutrice di moschione, demea crede che il bambino sia di moschione e della sua concubina criside, e la caccia di casa. Lei viene ospitata da incerato, Il quale, vedendo un giorno plangone allattare il piccolo, comprende la realtà e si infuria. Demea accoglie in casa criside che placa l'amico, dichiarandosi favorevole al matrimonio tra i due giovani, ma il figlio, per vendicarsi dei sospetti infondati del padre, vuole partire come soldato. Nonostante ciò tutto finisce con un lieto fine. Le commedie sono distinte in cinque atti (le divisioni sono date dall'intervento del coro che però non è parte della commedia ma solo un'Inter mezzo musicale improvvisato): nei primi tre assistiamo all'instaurarsi di complessa situazione di complicità personaggi, negli ultimi due le difficoltà si sciolgono e c'è un lieto fine.

Il prologo non si trova necessariamente all'inizio, non ha funzione introduttiva alla storia: esso è affidato a un personaggio che può essere una divinità o la personificazione di un'entità superiore (il caso), il quale conosce come stanno realmente le cose, illustrando gli spettatori la vera storia. Questo genera comicità. Il contenuto delle storie non ha nulla a che fare con il mito: le vicende hanno un'ambientazione quotidiana si parla infatti di realismo manandreo. Le commedie mostrano un'architettura drammatica costante: dentro una situazione positiva che ha per protagonista gente comune, si inserisce un elemento che turba la serenità e suscita equivoci. I personaggi sono parzialmente consapevoli di ciò che sta succedendo, non possono determinare la loro evoluzione e per questo sono la causa delle loro disavventure. Si giunge sempre a un lieto fine spesso attraverso il riconoscimento; questo porta al matrimonio. I protagonisti di queste vicende sono personaggi comuni, veri e propri tipi umani, che ricorrono frequentemente nei drammi e che devono rispecchiare la realtà sociale del tempo; sono personaggi appartenenti alla classe media. I personaggi speciali sono quelli che recitano alcuni prologhi, in particolare "il caso " e “ l'ignoranza ". L'uomo non sa che cosa lo attende, ignora la realtà di ciò che gli è già accaduto o gli sta accadendo: è del tutto inconsapevole; solo e 20 da lui non previsti possono rivelare la verità. L'entità che guida la storia non è l'umana volontà ma la forza del caso. I personaggi possono diventare collaboratori del caso; lo sviluppo della vicenda infatti determinato dalla sorte, ma l'evoluzione psicologica dei personaggi può contribuire al raggiungimento del lieto fine. Utilizza una lingua delle classi colte e il trimetro giambico. La comicità di menando non si parla dello strumento della satira; non genera la risata ma suscita il sorriso. Atene infatti non è più "la grande Atene"; menandro non parla della piccola Atene, ma piuttosto dei problemi connessi alla mutata situazione culturale; il poeta invita a sorridere benevolmente dei difetti dell'uomo e a trovare modi per riscattarlo dalla mediocrità. La poesia di menandro parla non solo agli ateniesi ma a tutti gli uomini; il valore centrale la solidarietà tra individui. Il primo luogo in cui questa solidarietà si esprime è quello della famiglia , che tende ad allargarsi attraverso nuovi legami matrimoniali. Vengono messi in scena anche gli scontri e le incomprensioni tra padre e figli; si dà spazio agli aspetti problematici delle relazioni sociali. Nei drammi di menandro la riflessione sulla vita è un elemento centrale: la condizione dell'uomo, in balia del caso, la sua incapacità di prevedere e controllare gli eventi che lo riguardano, la responsabilità nei confronti dei suoi limiti, l'importanza della virtù…