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Riassunto del libro "Metodo di studio e DSA. Strategie didattiche inclusive" di Lucia Chiappetta Cajola e Marianna Traversetti Carocci Faber (escluse le Appendici)
Tipologia: Sintesi del corso
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Introduzione Il testo ha l'obiettivo di evidenziare l'importanza del metodo di studio per tutti gli allievi e per gli allievi con disturbi specifici di apprendimento. Si procederà ad un'analisi critica e problematizzante delle ragioni della sua importanza e dei vari significati che a esso sono stati attribuiti all'interno della riflessione pedagogica. Acquisire un metodo di studio significa sviluppare le personali potenzialità e massimizzare le opportunità di apprendimento lungo il corso della vita, accrescendo l'autonomia, il senso di responsabilità e l'originale capacità di imparare ad imparare per raggiungere il successo formativo ed essere protagonisti dei processi inclusivi. Il metodo di studio rappresenta un diritto di tutti gli allievi. Le linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento sottolineano l'importanza del ruolo della famiglia nel sostenere la motivazione dell'alunno nel lavoro scolastico e domestico, nel verificare regolarmente i compiti assegnati e che vengano portati a scuola i materiali richiesti, nell'incoraggiare l'acquisizione di un sempre maggior grado di autonomia nella gestione di tempi di studio, dell'impegno scolastico delle relazioni con i docenti. Gli allievi con DSA vanno aiutati a fare proprie ed applicare tecniche e strategie di studio. Il metodo rappresenta lo strumento strategico per promuovere i processi di inclusione degli allievi con DSA. In una scuola inclusiva, la didattica organizza ambienti di apprendimento ricchi di facilitatori adeguati alle caratteristiche e ai bisogni di tutti. L'ICF può contribuire a rilevare sia come l'allievo interagisce con l'ambiente sia come e quanto alcuni fattori contestuali influiscono nell'interazione e sull'apprendimento. La parte prima evidenzia le componenti fondamentali del metodo di studio attraverso gli esiti provenienti della ricerca educativa. Nella seconda parte vengono presentate le strategie didattiche inclusive più efficaci per imparare ad imparare, dirette in particolare agli allievi con DSA. Ci sono poi 4 appendici che hanno lo scopo di approfondire alcune tematiche. Nell'appendice A1 si presentano le origini e lo sviluppo del concetto di inclusione di tutte le diversità. Nell'appendice A2 si approfondisce il concetto di Bes. L'appendice A3 fornisce un esempio di percorso didattico introduttivo al metodo di studio per la classe quarta di scuola primaria. Nell'appendice A4 viene proposto un esempio di percorso didattico per classe. Parte prima Capitolo 1 La sfida educativa degli insegnanti è quella di coniugare il perseguimento di obiettivi e progetti contingenti e l'attenzione al valore intrinseco dello studio, al fine di contribuire in modo decisivo e pregnante allo sviluppo dell'apprendimento e della formazione di tutti gli allievi, promuovendo la consapevolezza necessaria per fondere esattezza ed espressività, coerenza e fantasia, rigore e creatività. Si tratta di saper guidare alla sua autonomia una mente personale. Gli obiettivi formativi da conseguire sono: fornire a ciascun allievo un bagaglio di strumenti cognitivi, di convinzioni motivazionali e di interessi intrinseci. Trarre le risorse utili ad acquisire conoscenze, ad apprendere e a coltivare abilità per sè stessi o per migliorare la propria vita. L'apprendimento è la prospettiva che permette a ciascuno di vivere e di operare nella conoscenza e nella società della conoscenza e di trasferire il processo di apprendere ad apprendere nei diversi contesti, tempi e luoghi del vivere. Imparare a vivere insieme agli altri. Il metodo per imparare ad imparare è lo strumento di cui ognuno dispone nel cambiamento sociale nelle trasformazioni personali, è il valore più alto che ognuno può
avere per costruire e generare il proprio futuro. La scuola ha il compito di istillare il desiderio e il piacere dell'apprendimento, la capacità di imparare ad imparare, la curiosità intellettuale. Acquisire un metodo di studio significa estendere le proprie potenzialità di apprendimento e di formazione accrescendo la propria autonomia. Più che una definizione univoca di metodo di studio, si può fare riferimento ai differenti e molteplici aspetti attraverso cui se ne descrivono le caratteristiche e le sfaccettature. Studi e ricerche scientifiche recenti confermano che non esiste un metodo di studio universale e valido per tutti, ma piuttosto una gamma di approcci e di modalità che consente a ciascuno di scoprire di acquisire il proprio, permettendo di promuovere la consapevolezza del personale modo di apprendere. É noto che ogni allievo ha bisogno di particolari adattamenti del metodo di studio, in base alle sue caratteristiche di apprendimento o ai suoi stili cognitivi. Saper imparare prelude al possesso di un metodo per imparare, per comprendere e per ricordare. La capacità di gestire i propri processi di apprendimento implica la disponibilità e l'abilità a organizzare e regolare il proprio apprendimento sia individuale sia in gruppo, include l'abilità a gestire il proprio tempo produttivamente, risolvere problemi, ad acquisire, elaborare, valutare e assimilare nuove conoscenze e ad applicare queste e le abilità in una varietà di contesti. L'allievo strategico è colui che è capace di attribuire un significato al suo modus operandi e all'oggetto di studio, sviluppando, contestualmente, la dimensione riflessiva e proattiva del suo apprendere e del suo studiare. La scuola si impegna a realizzare condizioni ottimali per far fiorire le potenzialità di ciascun allievo. Quest'ultime sono talenti personali di cui ciascuno dispone e che può sviluppare se posto nelle condizioni adeguate. La capacità di apprendere si inserisce nel processo di crescente partecipazione alla vita sociale. Boterf riprende il significato di habitus quale prodotto dell'esperienza biografica della persona, costituito da un insieme di disposizioni acquisite, di modi di essere e di agire, di comportamenti e di attitudini. L'habitus permette alla persona di socializzare e di acculturarsi. Il metodo di studio e habitus individuale è una competenza strategica che può essere interpretata secondo i tre livelli logici dell'apprendimento teorizzati da Bateson:
metodologie didattiche attraverso l'orientamento alla scelta di tecniche, strategie e condotte. Apprendere un efficace e personale metodo di studio può sviluppare la consapevolezza del percorso di apprendimento riguardo agli aspetti cognitivi e metacognitivi, temporali, spaziali ed emotivi. Le modalità di gestione della classe con allievi con DSA si rivelano utili a tutti, rendendo più duraturi gli apprendimenti. Tutti gli alunni possono beneficiare di una didattica orientativa volta alla promozione del metodo di studio e ricca di strumenti di compensazione e facilitazione dell'apprendimento. Tutti possono trarre vantaggi da un metodo che privilegia diversi canali di accesso alle informazioni e un approccio strategico e attivo ai testi e ai contenuti. La didattica orientativa e inclusiva può aiutare anche l'allievo con DSA a costruire il proprio habitus, di cui le abilità di studio sono i catalizzatori fondamentali per lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali utili all'allievo stesso per la formazione della sua persona in tutti gli aspetti cognitivi e affettivi, sociali. Il metodo permette all'allievo di usare le proprie capacità cognitive e risorse intellettuali in modo produttivo, efficace e organizzato. Il metodo garantisce di non essere esclusi da attività ed esperienze e consente di perseguire gli obiettivi scolastici prefissati, di acquisire conoscenze e comportamenti da sé stessi, dagli altri e dal contesto in cui si vive, attraverso l'Impiego di tecniche, abilità e competenze in modo intenzionale, consapevole e autonomo. Gli allievi con DSA necessitano di una didattica compensativa, ma non differenziata rispetto alla classe. Il metodo di studio si pone quale misura compensativa che include tutte le altre e permette di farne un uso efficiente, efficace e condiviso quella classe. Acquisire un metodo per studiare è indispensabile per tutti gli allievi, ma lo è ancor di più per coloro che presentano DSA: essi, a causa di abilità deficitarie proprie di tali disturbi, non possono permettersi di utilizzare il metodo più diffuso, vale a dire leggere più volte il materiale da studiare, prendere appunti e fare i riassunti; presentano difficoltà a focalizzare l'attenzione, sviluppare memoria di lavoro, elaborare informazioni, ad automatizzare le procedure esecutive. La didattica relativa alla promozione del metodo di studio per gli allievi con DSA sarà caratterizzata dalla proposta di numerose modalità di apprendimento alternative a quelle tradizionali e più diffuse e all'uso di una molteplicità di strumenti attraverso i quali tali allievi possano sfruttare le loro potenzialità in diversi modi, valorizzando i loro punti di forza, senza essere costretti a un unico percorso uguale per tutti. L'insegnante che offre una ricchezza metodologica consente all'allievo con DSA di accedere all'attività di studio in modo graduale, flessibile e personalizzato, di acquisire progressivamente singole informazioni e complessivi nuclei informativi, attraverso un uso consapevole delle forme di compensazione per lui predisposte, e di costruirsi una modalità per saperle strutturare e padroneggiare. Un insegnante che agisce nell'ambito di una didattica organizzata e caratterizzata limita il rischio di esclusione e di atteggiamenti demotivanti e rinunciatari, che farebbero stagnare l'allievo in una già tendenzialmente scarsa autostima e bassa motivazione, senza possibilità di crescita e maturazione di queste. L'approccio inclusivo non si limita a fornire all'allievo quelle misure compensative e dispensative che gli dice che gli facilitino i compiti di studio, ma gli assicura il diritto ad accrescere. Gli strumenti compensativi guidano l'allievo con DSA a impiegare in modo produttivo le proprie risorse cognitive, consentendogli di modulare la gestione delle emozioni legate all'attività di apprendimento. Tali strumenti valorizzano l'intelligenza, la creatività, il ragionamento per immagini e permettono all'allievo di essere più sicuro nei procedimenti operativi richiesti dai compiti e di sentirsi soggetto attivo nel percorso di costruzione della propria intelligenza. Proporre esperienze integrate di apprendimento contribuisce a creare relazioni sociali positive tra i membri della classe, forme di sostegno spontaneo tra l'allievo e i compagni e a sviluppare in tutti gli alunni la consapevolezza delle esigenze formative del loro compagno, aiutando quest'ultimo ad accettare le forme di compensazione e dispensazione di cui
necessita. Gli insegnanti possono prevedere alcuni azioni inclusive: sollecitare gli allievi più disponibili ad affiancare il compagno con DSA nell'uso di strumenti compensativi tecnologici e non; invitare in classe altri allievi con DSA della scuola, di esperienza ed età maggiore, che possano raccontare le difficoltà che hanno avuto in passato e come le hanno risolte; proporre a tutti gli allievi della classe di utilizzare gli strumenti compensativi che usa il compagno con DSA; invitare in classe esperti di DSA che sappiano sollecitare riflessioni sui vari aspetti connessi a tali disturbi; simulare le difficoltà degli allievi con DSA mentre legge, scrive, espone un contenuto di studio e memorizza, in modo da renderle comprensibili agli altri allievi; visionare film e documentari su storie di vita di persone con DSA e promuovere osservazioni e conversazioni; svolgere ricerche sui personaggi celebri con DSA. Le azioni messe in campo per sviluppare il metodo di studio, le scelte metodologico-didattiche, gli atteggiamenti degli insegnanti, dei familiari e dei compagni di classe assumono un'importanza centrale, in quanto determinano un'interazione positiva o negativa tra l'allievo e il contesto in cui vive e possono essere facilitanti o ostacolanti per la percezione di stima di sé e senso di autoefficacia. Studiare significa anche manipolare l'apprendimento per scoprire ed interpretare la realtà in vista della piena realizzazione di sè e del proprio funzionamento. Lo studio è un cammino avventuroso, necessario, lungo come la vita e la storia di un individuo. Capitolo 2 Nell'ambito della ricerca didattica sono stati individuati 9 punti essenziali ai quali è possibile ricondurre i processi dell'apprendimento e dell'acquisizione del metodo di studio. I 9 punti riguardano:
riferisce una continua consapevolezza e comprensione del compito, comprende la verifica delle informazioni sulle attività per convalidare la comprensione, focalizzando l'attenzione sulle idee importanti e sottolineando le ambiguità informative. Le strategie di valutazione richiedono la capacità di valutare e correggere i propri processi cognitivi. Per acquisire un efficace metodo di studio, è necessario possedere flessibilità mentale, sviluppare il pensiero strategico e avere un buon rapporto con lo studio in generale. Una delle sistematizzazioni più note che riassume tale quadro è quella di Borkowski:
considerazione le differenze individuali, l'influenza degli atteggiamenti e delle esperienze vissute dal singolo e legate al mondo della scuola. La scuola è impegnata a perseguire l'obiettivo di costruire un'alleanza educativa con i genitori. Si tratta di relazioni costanti che riconoscono i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative. Parte seconda Capitolo 3 I DSA fanno parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana in riferimento a specifiche abilità e competenze. La normativa italiana vigente stabilisce un'interpretazione unica e univoca dei DSA e definisce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia come le difficoltà nell'imparare a leggere, nella rappresentazione grafica, nei processi linguistici di transcodifica, negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri. La legge 170 del 2010 e il decreto allegato delle linee guide per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento ha costituito una svolta nella prassi scolastica quotidiana e nella comunità sociale, in quanto costituisce l'opportunità per aprirsi a un nuovo atteggiamento che non considera le differenze come un ostacolo al successo formativo o un problema da delegare ad altri, ma l'occasione elettiva per arricchire, rinnovare, riprogettare e migliorare l'offerta educativa e didattica e il processo di insegnamento-apprendimento. La legge ripensa il ruolo dell'insegnante e avvia un percorso di riappropriazione di professionalità e di revisione dell'impostazione metodologica della scuola. Guida gli insegnanti all'uso di adeguate misure di compensazione e dispensazione, alla messa a punto di interventi didattici realizzati attraverso l'elaborazione del PDP, che orienta i docenti verso un monitoraggio delle scelte organizzative e metodologiche. Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali nella quinta edizione definisce i DSA come disturbi con un'origine biologica che é alla base delle anomalie a livello cognitivo che sono associate ai sintomi comportamentali del disturbo. L'origine biologica comprende un'interazione di fattori genetici, epigenetici ed ambientali che colpiscono le capacità cerebrali di percepire o di processare informazioni verbali o non verbali in modo efficiente e preciso. Il disturbo dipende dalle condizioni del contesto ambientale, dalle comorbilità, dalla gravità del disturbo ed ai sistemi di sostegno e di intervento disponibili. La caratterizzazione di ogni singolo paziente deve comprendere un'accurata storia clinica e un riassunto conciso dei fattori sociali, psicologici e biologici che possono aver contribuito allo sviluppo di un determinato disturbo. La scuola ha il compito di rilevare opportunamente e sistematicamente il funzionamento dell'allievo con DSA nella sua interazione con l'ambiente scolastico. Il riconoscimento e la diagnosi avvengono generalmente durante i primi anni di scuola primaria e cioè quando viene richieste agli allievi di imparare a leggere, scrivere e contare. Il DSM 5 classifica i DSA secondo quattro criteri diagnostici offerti come linee guida per formulare la diagnosi e orientare il giudizio clinico. Criterio A : difficoltà di apprendimento e nell'uso delle abilità scolastiche, come indicato dalla presenza di almeno uno dei seguenti sintomi che sono persistiti per almeno sei mesi, nonostante la messa a disposizione di interventi mirati su tali difficoltà: lettura delle parole imprecisa o lenta e faticosa, difficoltà nella comprensione del significato di ciò che viene letto, difficoltà nello spelling,
materiale di studio, sviluppando anche la capacità di comprendere il significato di quanto studiato in modo più organico e compiuto. Altri aspetti di difficoltà riguardano la memorizzazione di alcune informazioni precise, come nomi di personaggi e luoghi e date. Difficoltà evidenti sono associate ad abilità deficitarie di pianificazione e organizzazione del lavoro, dovute a uno scarso livello di autonomia e alla tendenza a porre l'attenzione su aspetti superflui dell'attività di studio, tralasciando quelli fondamentali. Il comportamento più diffuso è quello di passare da un contenuto di studio all'altro, da una disciplina all'altra, senza essersi accertati della comprensione e memorizzazione di quello precedente e di aver completato lo studio di una materia prima di iniziare quello di un l'altra. Le difficoltà possono manifestarsi con demotivazioni verso la scuola oppure verso un determinato insegnante. Le esperienze d'insuccesso generano la tendenza a dilazionare o eludere il compito e a considerare le attività scolastiche come inutili in relazione ai propri obiettivi di vita. L'atteggiamento rinunciatario tipico degli allievi con DSA nasce dalla personale percezione di non poter modificare il corso degli eventi e della tendenza ad accettare passivamente tutto ciò che succede. É importante predisporre un ambiente stimolante e creare un clima sereno e favorevole ad una relazione positiva tra i membri del gruppo classe per promuovere la ricerca e la scoperta personale che stanno alla base della motivazione ad apprendere. Auspicabile è che i docenti promuovano la partecipazione di tutti e motivino ciascuno a pensieri positivi e tali da rafforzare la fiducia nelle proprie potenzialità, utilizzando così una dimensione educativa che richiede alla scuola di promuovere una didattica orientativa e inclusiva da impiegare nell'ambito dell'intera classe. Attraverso l'accoglienza di diversi stili di apprendimento e delle peculiari caratteristiche individuali e mediante lo spirito di collaborazione e di cooperazione si può perseguire e raggiungere il successo formativo. Ai compagni di classe gli strumenti compensativi possono risultare incomprensibili facilitazioni. È importante che gli insegnanti rendano consapevoli i compagni del fatto che tali strumenti non apportano vantaggi, ma consentono di avvicinare le condizioni di realizzazione delle attività scolastiche dell'allievo con DSA a quelle in cui opera l'intera scolaresca. Avviare adeguate iniziative per condividere con i compagni di classe le ragioni dell'applicazione degli strumenti. Oltre alla collaborazione e cooperazione tra gli allievi, è importante anche quella tra docenti, operatori e genitori. Gli insegnanti e i familiari hanno l'obiettivo di aiutare l'alunno con DSA a raggiungere la competenza chiave imparare ad imparare, anche se imperfetta o a livello più ridotto rispetto agli altri allievi della classe. La scuola è il contesto privilegiato per imparare ad imparare e per costruire il metodo di studio individuale. I genitori possono supportare nell'uso degli strumenti compensativi aiutando eventualmente i figli nelle operazioni meccaniche, come scannerizzare e trasformare il testo di brani da ripassare in file audio, lasciando ai ragazzi lo studio e i compiti più complessi. Il lavoro a casa avvantaggia coloro che possono contare sul sostegno della famiglia, su ambienti domestici adeguati e tranquilli, sulla disponibilità di tempo e di risorse. Durante lo svolgimento dei compiti dei loro figli, i genitori sono molto presenti sul piano operativo e su quello psicologico e si confrontano con molte difficoltà, relative sia alla ricerca della modalità più adeguata per spiegare i concetti non pienamente compresi in aula, sia la mancanza di autonomia del figlio, il quale richiede continue sollecitazioni e ripetute indicazioni di tipo sequenziale sulle azioni da svolgere per portare a termine compiti e lo studio. I genitori tendono a seguire i figli in modo poco adeguato, a causa di una sopravvalutazione delle capacità di studio dei loro ragazzi, in altri faticano a comprendere gli aspetti critici e di difficoltà e ciò si ripercuote negativamente anche sulla comprensione dei punti di forza dei figli. Non sempre gli allievi ai quali è stato diagnosticato un DSA ottengono un adeguamento della didattica che permetta loro di essere messi nelle condizioni di poter apprendere al pari dei coetanei, sviluppando pienamente le proprie potenzialità. Individualizzazione e
personalizzazione della didattica hanno lo scopo di perseguire gli stessi obiettivi della classe, ma attraverso itinerari, proposte, risorse materiali e strategie didattiche diversificate e mirate, che tengano conto delle possibilità dell'allievo e delle caratteristiche del disturbo di apprendimento. Gli strumenti compensativi permettono di eseguire rapidamente sequenze ripetitive ostacolate dal deficit funzionale e consentono lo sviluppo dell'autonomia e della responsabilità nello studio. Tra gli strumenti compensativi più diffusi nelle scuole e che risultano più efficaci per gli allievi con DSA, vi sono le rappresentazioni schematiche, che sviluppano la capacità di integrare le informazioni verbali e visive, come i diagrammi iconici, diagrammi schematici e grafici e le mappe. Tali rappresentazioni richiedono all'allievo due tipi di intervento: uno riguarda l'interpretazione dei concetti illustrati e descritti nelle rappresentazioni stesse, l'altro la costruzione di queste. La rappresentazione schematica è uno strumento compensativo utile a ridurre il carico di lavoro sulla memoria. Altro strumento molto importante é la mappa concettuale che consente di attivare e di valutare le conoscenze rilevanti già possedute ed isolare i concetti già appresi. É bene presentare mappe che abbiano già di per sé una struttura gerarchica, in cui l'argomento principale sia chiaro e in cui i concetti a esso relativi siano organizzati dal generale al particolare. Nello studio della storia sono utili le linee del tempo che ordinano cronologicamente le informazioni secondo parole ed espressioni chiavi. La didattica inclusiva per gli allievi con DSA prevede l'applicazione delle misure dispensative, cioè quelle azioni di esonero dall'uso di un determinato materiale, dallo svolgimento di un compito, dello studio di una materia, dall'obbligo di cimentarsi in un'attività. Senza un buon metodo di studio, qualsiasi strumento compensativo, anche quello più tecnologicamente avanzato, non può compensare pienamente il DSA e consentire la capacità di imparare a imparare in modo autonomo. Il metodo di studio può mettere in seria difficoltà l'alunno con DSA, inducendo ad atteggiamenti demotivanti e rinunciatari. Capitolo 4 Le strategie cognitive e di apprendimento, l'organizzazione dello studio e la gestione delle emozioni a esso legate influenzano in modo variegato il processo di interpretazione ed elaborazione delle informazioni degli esiti di apprendimento degli allievi. Ciascuno studente necessita di specifici e particolari adattamenti del metodo di studio. A scuola è importante presentare e utilizzare diverse tecniche, tra le quali l'allievo possa scegliere quelle che ritiene più funzionali e imparare progressivamente ad autoregolare l'attività personale. Alcune strategie di elaborazione possono essere utilizzate solo da studenti che presentano le risorse cognitive adeguate per gestire un notevole carico attentivo e di memoria di lavoro. Per gli allievi con DSA è da tener conto che l'attività di studio è molto impegnativa e richiede un ulteriore sforzo cognitivo, di attenzione e memoria, che non sempre viene ripagato dalla soddisfazione personale relativo all'impegno profuso. Per gli alunni che presentano un DSA è bene che gli insegnanti adottino alcuni accorgimenti didattici e svolgano un ruolo di supporto durante lo svolgimento dei compiti. Ciò avviene tramite un rinforzo positivo che può essere progressivamente ridimensionato, in maniera tale che l'allievo acquisti sempre più responsabilità ed autonomia nello studio. In tale situazione comunitaria di studio, l'allievo con DSA potenzia la funzione di autovalutazione delle prestazioni e comprende come il successo possa essere anche frutto del lavoro di cooperazione svolto. L'organizzazione della didattica inclusiva può contemplare l'impiego di alcune specifiche strategie didattiche come ad esempio il problem solving mnestico e le modalità integrative della comunicazione linguistica quali quelle che prevedono l'uso
può servirsi di strumenti compensativi. Successivamente, può passare a una prima verbalizzazione di quanto studiato, una sorta di autospiegazione che l'allievo fa a sé stesso rispetto al contenuto dell'argomento che sta studiando. Al termine dello studio dei paragrafi del testo programmati per la sessione, si può procedere alla verifica dell'efficacia dello studio stesso. Programmare il tempo della sessione a partire dal materiale e adottare tecniche di lettura, comprensione e memorizzazione in vista delle richieste specifiche relative alle singole materie. Più l'organizzazione gerarchica del materiale da parte dell'allievo é corretta e più é alto il livello di elaborazione durante la sua presentazione. È necessario che gli insegnanti spieghino e precisino come adoperare il materiale di studio, avendo cura di insegnare l'uso di una pluralità di tecniche da impiegare su varie tipologie di compiti. Il processo di scelta di una determinata tecnica e il suo impiego possono essere efficaci solo se gli obiettivi di studio sono resi espliciti. La pratica della lettura è un momento di ricerca autonoma individuale in grado di sviluppare la capacità di concentrazione e di riflessione critica, attività utile per favorire il processo di maturazione dell'allievo. La lettura è concepita come capacità indispensabile ai fini dello sviluppo di un individuale metodo di studio, funzionale a rintracciare informazioni e ad ampliare le proprie conoscenze relative alle diverse discipline e a identificare i concetti chiave. I DSA hanno difficoltà nello spostamento oculare da sinistra a destra e nella fissazione oculare. Gli allievi non sempre riescono a collegare le informazioni nuove con quelle pregresse. Il testo viene percepito dagli allievi con DSA come interamente e ugualmente importante e ha difficoltà nell'identificazione delle parole ed espressioni chiave. Gli allievi con DSA hanno scarse abilità di lettura in ordine alla velocità e accuratezza. Lo studio sul testo implica tre fasi principali: la prelettura, la comprensione e l'elaborazione del testo; la memorizzazione e il recupero delle informazioni. I mediatori di studio elaborati dall’allievo includono: la redazione degli appunti, la sottolineatura di parti del testo, la produzione di domande e risposte sul suo contenuto, l'elaborazione di rappresentazioni schematiche, parafrasi e riassunti. I mediatori di studio prodotti dall' autore del testo comprendono: l'evidenziazione di parti, l'indicazione degli obiettivi dell'istruzione all'inizio o alla fine del testo, l'anticipazione di proposizioni prima della lezione, le scalette, gli schemi e gli elenchi finalizzati a offrire in modo schematico i concetti più rilevanti per la comprensione di nuove informazioni. Facilitare l'apprendimento degli allievi con DSA, poiché l'autore può stabilire quali sono le informazioni importanti del testo e conoscere i criteri con cui l'apprendimento si realizzerà. Per gli allievi con DSA è più difficile stabilire gli antefatti e le conseguenze di un evento piuttosto che produrre delle associazioni. La traccia scaturita dalle grosse risulta particolarmente efficace per tagli allievi quali, appuntando l'annotazione su di un foglio a parte, possono avere a disposizione anche più spazio per trascrivere le informazioni più importanti e registrare le associazioni e le inferenze. Le domande poste prima dello studio stimolano l'attenzione selettiva verso le informazioni richieste e riducono la tendenza a spostare l'attenzione verso altri tipi di informazioni. Quelle fornite al termine della lettura consolidano ciò che si sa e permettono di controllare il processo di studio. Per gli allievi con DSA è conveniente sottolineare in diversi colori, ad esempio: rosso per le parole chiave fondamentali, verde per le informazioni principali, blu per quelle secondarie che aggiungono descrizioni e dettagli necessari alla comprensione più ampia del concetto espresso, giallo per quelle che arricchiscono ulteriormente la spiegazione descrizione del concetto ma che possono essere memorizzati in un secondo momento. Tale differente evidenziazione costituisce un ordine gerarchico visuo-percettivo che l'allievo può conseguire ai fini di una ripetizione orale completa dell'argomento. Possedere la capacità di comprendere il testo permette di acquisire la capacità di studiarlo. Sviluppare a scuola la capacità di comprendere un testo riguarda un processo complesso che segue due fasi: lo sviluppo della
padronanza delle operazioni di decodifica e la maturazione di abilità cognitive e metacognitive. Comprendere un testo non vuol dire solamente riconoscere il significato delle parole, quanto piuttosto stabilire le relazioni semantiche, sintattiche e di causalità che si succedono e che legano tra loro i concetti espressi. Saper comprendere un testo significa saperlo adeguatamente riassumere. Gli allievi con DSA necessitano di essere stimolati e condotti a comprendere l'argomento di studio piuttosto che semplicemente a ricordarlo in vista di una prova di verifica. Gli allievi con DSA sono meno capaci dei loro coetanei a costruirsi rappresentazioni mentali corrette del concetto studiato e presentano difficoltà nel cogliere gli aspetti critici del testo. Un'attività didattica utile al recupero delle informazioni è rappresentata dal problem solving mnestico che si articola in quattro fasi: identificazione del problema, la definizione delle soluzioni alternative, l'elencazione delle conseguenze delle soluzioni definite e l'adozione della soluzione che si ritiene più efficace. L'informazione può rimanere nella memoria a breve termine, quindi per pochi minuti o poche ore, oppure per un periodo limitato di alcuni giorni o di una settimana, o nella memoria a medio termine, per un periodo medio in ordine alle 2 settimane circa o ancora nella memoria a lungo termine, per sempre. Una delle modalità che consente di spostare la memoria da breve a medio termine é la ripetizione orale di quanto studiato. Se l'allievo ripete con parole proprie il contenuto del testo, può valutare lo stato della sua comprensione e della sua memoria ed essere così maggiormente motivato dal risultato del suo tentativo. É utile registrare la propria esposizione e riascoltarla più volte consultando il libro e rappresentazioni schematiche e gli strumenti compensativi di cui ci si è serviti per lo studio. Ció permette di memorizzare meglio le informazioni. Ripetere la lezione studiata prima di andare a dormire e appena ci si sveglia, in questo modo la memorizzazione si consolida e si è maggiormente sicuri di poter affrontare un eventuale interrogazione con margini più ampi di successo. Redigere appunti è una tecnica utile al raggiungimento di buoni risultati e allo sviluppo di una maggiore attenzione verso le parti importanti del testo. La loro stesura non si limita semplicemente alla trascrizione dei contenuti della lezione, ma anche alla trasformazione di quanto viene ascoltato, attraverso la selezione ragionata e la manipolazione dei concetti progressivamente appresi. L'elaborazione e l'approfondimento del materiale non possono essere promossi nel corso della fase di annotazione. Non è sufficiente prendere appunti per memorizzare i contenuti da studiare, è indispensabile che questi siano sottoposti a un'opera di trasformazione e revisione, durante la quale possano essere riscritti e arricchiti con nuove annotazioni. Per gli allievi con DSA, le difficoltà nel prendere appunti costituiscono un notevole ostacolo per lo studio di discipline specifiche che richiedono una lettura rilettura del testo e una sua ricomposizione secondo ordini logico cronologici e l'uso del lessico specifico della materia. La tecnica del prendere appunti va impiegata sistematicamente, con costanza ed esercizio. Implicazione fondamentale per studiare é quella di porsi al lavoro solo se si é in condizioni fisiche adatte allo sforzo cognitivo richiesto dallo studio e di iniziare la sezione a stomaco pieno e non a digiuno. Tra una sessione e l'altra é indispensabile programmare il riposo e il recupero di energie attraverso un passatempo o una merenda. Un'altra raccomandazione é l'assunzione e il mantenimento di una posizione comoda. Assicurarsi di avere a disposizione un sufficiente spazio per il materiale indispensabile allo studio e preparare il piano di appoggio sgombro da oggetti che potrebbero costituire fonte di distrazione e dotato di leggio. Durante gli intervalli della sessione di studio, è utile alzarsi e respirare profondamente per qualche secondo, muoversi con le gambe e con le braccia favorendo la distensione dei muscoli e una buona ossigenazione, condizione essenziale per il mantenimento di un alto livello di concentrazione. L'allievo con DSA tende alla distrazione. Per ridurre tale rischio, prima dell'inizio della sessione di studio, può essere utile predisporre una scatola in cui inserire tutte