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L'influenza nell'arte: un'analisi critica - Prof. Savettieri, Appunti di Storia Dell'arte

appunti della professoressa Savettieri dell'università di Pisa

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 15/03/2021

Ferrandomarinaeserenastaderoli
Ferrandomarinaeserenastaderoli 🇮🇹

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Scavo storico à tentare di colmare lo stacco tra noi e i contemporanei dell’artista. L’uomo, che sia
spettatore o artista, vede secondo categorie e abitudini percettive proprie della sua epoca, secondo la
sua cultura personale, secondo il suo modo specifico di vedere. Noi siamo abituati alla velocità e
quindi per noi è difficile interpretare un’immagine statica come può essere un’immagine medievale
a fondo oro ( vedi Madonna con il bambino, Pisa 1290)
L’occhio dell’artista vs L’occhio dello spettatore : Se artista e spettatore sono della stessa epoca,
condividono la cultura e le categorie/ abitudini percettive, ma non il personale modo di vedere. Se
artista e spettatore vivono in epoche diverse, lo spettatore deve fare uno sforzo di
contestualizzazione storica.
Nel momento in cui un interprete interpreta l’arte, nonostante la contestualizzazione, può proiettare
le sue idee ( vedi Iannello Venturi che esalta l’impressionismo contro il fascismo italiano) à un
interprete è sempre condizionato da aspirazioni sue personali.
Mantegna vs Messina } il San Sebastiano: si vede che questi due artisti sono del 400 ( categorie
riconoscibili e affini) ma si vede che sono profondamente diversi. Mantegna ha una predilezione per
il disegno tale che il suo S. Sebastiano ha un carattere scultoreo, duro, che dà un’idea di dramma.
Antonello da Messina è più interessato alla luce, ai chiaro-scuri che rendono più dolci le immagini.
L’effetto statuario del Mantegna è dichiarato attraverso al piede di pietra , provocatamente messo
vicino al piede del santo. Mantegna si sta auto dichiarando umanista. La sua formazione è Padovana
( epicentro dell’umanesimo). Antonello invece ha una formazione fiamminga a Napoli ( centro
internazionale), la sua colonna è una materializzazione di direttrice prospettica. Mantegna
rappresenta la scena nell’antichità, mentre Antonello la rappresenta in una città veneta moderna.
Il concetto di posterità à come un’opera creata per un certo pubblico, viene percepito nel corso
della storia. Le opere difficilmente sono capite sul momento
13.11
Marcel Proust, à l’ombre des jeunes filles en fleur, 1919. L’autore si riferisce alla musica. Proust
parla di movimenti diversi rispetto a quelli precedenti, e quindi ci sembrano delle rivoluzioni
rispetto al passato perché il passato è già stato assimilato ( classico), e quindi non ci appare
originale.
Van Gogh ( considerato pazzo da Cezanne) , campo di grano con girasoli } artista compreso solo a
posteriori
Il concetto di primitivismo à atteggiamento tipico della modernità di proiettarsi in qualcosa di
primitivo, il progresso è considerato come qualcosa che non facilita la produzione, espressività
artistica
Il neoclassicismo ( filone winkelmaniano) è una “prima” versione del primitivismo. I primitivisti si
basano quindi sugli “errori”, ma ciò che interessa a noi è il pensiero, l’esigenza che ci sta dietro.
( ovvero l’esigenza di consolarsi con l’arte passata)
Reynolds dipinge un principe polinesiano, con una posa che assomiglia a l’Apollo del belvedere.
La bellezza antica non si trova più nell’uomo occidentale, ma si può trovare nel “sauvage”à il mito
del buon selvaggio è legato a questa concezione che gli extraeuropei fossero popoli più felici perché
non sono stati a contatto con la modernizzazione tipica dell’occidente europeo ( già Winckelmann
dice che per trovare somiglianza con la bellezza greca bisogna cercarla nei popoli extraeuropei)
Questo proiettarsi in un altrove che sia spaziale o temporale e rifiutare il presente ]à avanzare
regredendo
Si vede in Gauguin ( tardo ottocento) : prima si ispira all’arte bretone, poi cerca di evadere
attraverso la Polinesia, poi si ispira all’arte egizia } fase tahitiana
Questa voglia di evadere è una tradizione culturale à quindi c’è una contraddizione nel primitivismo
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Scavo storico à tentare di colmare lo stacco tra noi e i contemporanei dell’artista. L’uomo, che sia spettatore o artista, vede secondo categorie e abitudini percettive proprie della sua epoca, secondo la sua cultura personale, secondo il suo modo specifico di vedere. Noi siamo abituati alla velocità e quindi per noi è difficile interpretare un’immagine statica come può essere un’immagine medievale a fondo oro ( vedi Madonna con il bambino, Pisa 1290) L’occhio dell’artista vs L’occhio dello spettatore : Se artista e spettatore sono della stessa epoca, condividono la cultura e le categorie/ abitudini percettive, ma non il personale modo di vedere. Se artista e spettatore vivono in epoche diverse, lo spettatore deve fare uno sforzo di contestualizzazione storica. Nel momento in cui un interprete interpreta l’arte, nonostante la contestualizzazione, può proiettare le sue idee ( vedi Iannello Venturi che esalta l’impressionismo contro il fascismo italiano) à un interprete è sempre condizionato da aspirazioni sue personali. Mantegna vs Messina } il San Sebastiano: si vede che questi due artisti sono del 400 ( categorie riconoscibili e affini) ma si vede che sono profondamente diversi. Mantegna ha una predilezione per il disegno tale che il suo S. Sebastiano ha un carattere scultoreo, duro, che dà un’idea di dramma. Antonello da Messina è più interessato alla luce, ai chiaro-scuri che rendono più dolci le immagini. L’effetto statuario del Mantegna è dichiarato attraverso al piede di pietra , provocatamente messo vicino al piede del santo. Mantegna si sta auto dichiarando umanista. La sua formazione è Padovana ( epicentro dell’umanesimo). Antonello invece ha una formazione fiamminga a Napoli ( centro internazionale), la sua colonna è una materializzazione di direttrice prospettica. Mantegna rappresenta la scena nell’antichità, mentre Antonello la rappresenta in una città veneta moderna. Il concetto di posterità à come un’opera creata per un certo pubblico, viene percepito nel corso della storia. Le opere difficilmente sono capite sul momento

Marcel Proust, à l’ombre des jeunes filles en fleur, 1919. L’autore si riferisce alla musica. Proust parla di movimenti diversi rispetto a quelli precedenti, e quindi ci sembrano delle rivoluzioni rispetto al passato perché il passato è già stato assimilato ( classico), e quindi non ci appare originale. Van Gogh ( considerato pazzo da Cezanne) , campo di grano con girasoli } artista compreso solo a posteriori Il concetto di primitivismo à atteggiamento tipico della modernità di proiettarsi in qualcosa di primitivo, il progresso è considerato come qualcosa che non facilita la produzione, espressività artistica Il neoclassicismo ( filone winkelmaniano) è una “prima” versione del primitivismo. I primitivisti si basano quindi sugli “errori”, ma ciò che interessa a noi è il pensiero, l’esigenza che ci sta dietro. ( ovvero l’esigenza di consolarsi con l’arte passata) Reynolds dipinge un principe polinesiano, con una posa che assomiglia a l’Apollo del belvedere. La bellezza antica non si trova più nell’uomo occidentale, ma si può trovare nel “sauvage”à il mito del buon selvaggio è legato a questa concezione che gli extraeuropei fossero popoli più felici perché non sono stati a contatto con la modernizzazione tipica dell’occidente europeo ( già Winckelmann dice che per trovare somiglianza con la bellezza greca bisogna cercarla nei popoli extraeuropei) Questo proiettarsi in un altrove che sia spaziale o temporale e rifiutare il presente ]à avanzare regredendo Si vede in Gauguin ( tardo ottocento) : prima si ispira all’arte bretone, poi cerca di evadere attraverso la Polinesia, poi si ispira all’arte egizia } fase tahitiana Questa voglia di evadere è una tradizione culturale à quindi c’è una contraddizione nel primitivismo

John Flaxman ( scultore) à con delle incisioni illustra opere primitive: odissea, divina commedia.. Inventa una tipologia di illustrazione ( outline drawings ) dove c’è assenza di chiaroscuro, tutto viene fatto con il tratto [ collegamento con Dibutade, contorno a silhouette]. tolto il chiaro scuro, tolto l’effetto della sua spazialità empirica, c’è una stilizzazione estrema, c’è solo un surrogato dell’idea di Flaxman ( citato anche in Goya). NB|| l’antinaturalismo medievale viene capito in questo periodo. Les Barbus à allievi di David, che si ribellano al loro maestro, e si ritirano per vivere fuori città come se fossero monaci. È il primo gruppo di alternativi nella storia dell’arte. Sono i primi artisti che vogliono far coincidere la loro innovazione artistica con il loro aspetto. Questi tipi rinnegano tutta l’arte occidentale da Fidia in poi, criticano David perché “ non abbastanza primitivo. David, Les Sabines 1799 : in quest’opera David aveva già fatto una svolta, si parla di un’opera post rivoluzionaria, è un’opera di svolta politica ed etica. Qui le protagoniste sono delle donne che ( ≠ dal giuramento) hanno un ruolo fondamentale, rappacificatore ( in particolare Effidia, vera protagonista) QUINDI QUI L’ASPETTO PRIVATO è Più IMPORTANTE DI QUELLO PUBBLICO ( totalmente diverso dal giuramento degli Orazi). Inoltre, nel giuramento, David dichiara di voler essere romano, mentre in quest’opera greco à lo si vede dal chiaroscuro, i colori sono come smaltati e i corpi molto più lisci } quindi lui fa un passo primitivista. Quindi questi Barbus ( esigenza di purificazione) sono un po’ cazzari , ma a noi interessa questo concetto di avanzare regredendo. Broc, la morte di Giacintoà spazio accennato, stilizzazione, ma niente di eclatante. I nazareni son un gruppo di artisti tedeschi che cercano una purificazione religiosa che si è persa in occidente. Si rifanno ai modelli quattrocenteschi, come per esempio il perugino , come si può veder in Sulamith e Maria di Pforr (?) Primitivismo à si vede anche in filosofia, si vede da Schlegel ( 1770-1830) che preferisce il Raffaello più vicino al Perugino piuttosto che il Raffaella più moderno. Vi è un’armonia tra il primitivismo italiano e tedesco, come si vede in Overbeck, Italia e Germania, 1828 Nei preraffaelliti c’è una componente socioeconomica più forte rispetto ai nazareni. à esaltazione del pio lavoro manuale che cozza con il processo industriale tipico di quell’epoca ( metà 800) Il concetto di influenza va usato in maniera prudente. L’influenza non è qualcosa di direttivo, bisognerebbe parlare di assimilazione. Esempio: ultimo Monet ( sembra protrarsi verso l’astrattismo) C’è una forte componente gestuale ] si dice che Pollock ( padre della pittura d’azine) si sia fatto influenzare da Monet. 1° problema dell’influenza à solo perché ci sono delle affinità, allora si deve parlare di influenza? NO , bisogna analizzare l’intenzione. Impressionismo: la loro idea è quella di cogliere la realtà ancor prima che il cervello abbia riconosciuto quello che vediamo.

Impressionismo: eliminare ogni forma di intellettualismo e far consistere delle impressioni su tela Turner à l’indefinito rende la pittura opaca, non raffigura bene gli oggetti Lato intellettualista MA c’è una politica dell’indefinito Emancipazione del significante rispetto al significato

Paul Klee à rapporto artista- contesto storico. Le opere nascono da una profonda assimilazione del contesto e rielaborazione. Le esperienze di vita di un artista non vengono impresse direttamente nell’arte ma si rielaborano e trasformano in una nuova realtà ( vedi Mantegna e Messina à contesto simile ma due visioni diverse)

Quando si parla di influenza si immagina una direzione A---->B, ma quando si parla di influenza non bisognerebbe parlare di unidirezionalità. Esempio : Picasso influenza Cezanne à consideriamo Cezanne come precursore del cubismo, solo perché siamo consci di quello che avverrà dopo, infatti se ipoteticamente Picasso non fosse esistito, noi non studieremmo Cezanne in quell’ottica. Cos’è l’arte e qual è la sua funzione?

  1. Rappresenta la natura? Non basta. Se per Van Eyk o Masaccio questa cosa è vera, non vale per però per le avanguardie ad esempio. Whistler ( operazione intellettualistica) sviluppa una svalutazione del soggetto simile a Monet. Nomina le sue opere come composizioni musicali ( es Notturno nero e oro 1877), perché vuole spingere l’osservatore a concentrarsi non sul soggetto, ma sulla forma. Whistler parte dall’idea che ciò che conta non è il soggetto, ma l’armonia. Non siamo ancora nell’astrattismo, c’è ancora un appiglio alla natura, ma molto indefinito. Whistler à l’arte è indipendente da tutto Raskin ( conservativi, preraffaelliti), vs Whistler ( indefiniti, indipendenza dell’arte)
  2. Rappresenta il bello? Non esattamente. Ci sono delle opere che non mirano a rappresentare il bello, non è l’intento degli artisti( vedi le avanguardie). Dipende poi cosa intendiamo per bello ( se rispecchia armonia, piacevolezza etc.. à Allora no. Vedi Emil Nobile, Maschera II 1920 Ci sono due tipi di emozioni guardando un’opera d’arte una più superficiale Nel secondo caso, ci si rende conto che l’artista ha espresso perfettamente un concetto e vi è compressione da parte dello spettatore. L’espressione è così potente che ci colpisce à quindi diciamo che è bello. Jean dubuffet , Antonin Artaud 1950 : Jean è un esponente proprio dell’art brute, la vera arte è inconsapevole ( tabula rasa), ad esempio i disegni dei bambini o dei malati mentali} 1 estremo di primitivismo à operazione iperculturale perché Dubuffet imita bambini e malati MA consapevolmente
  3. l’arte ha il fine di commuovere? NON SEMPRE, è qualcosa di personale + contesto storico, spesso il commuovere è una conseguenza. Quello che interessa l’artista è la sua necessità d’esprimersi, non gli interessa commuovere. L’emozione è qualcosa di troppo instabile per utilizzarla come criterio. Van de Weyden à cerca il pathos Arti della visione ( ciò che le distingue dalla musica &co.) Fiedler 1841-1891 : il valore del dipinto non dipende dal soggetto. Prima distinzione: il contenuto intellettuale di un’opera non coincide con il contenuto artistico. Il contenuto extrartistico è il vero soggetto dell’opera ( ovvero lo stile). Fiedler pone l’accento sulla attività artistica à implica 1gesto È una forma visiva di conoscenza del mondo non concettuale. L’artista nel momento in cui si cimenta nella attività artistica, prede possesso del mondo e lo rielabora in forma nuova. L’arte è qualcosa a cui l’artista si sente costretto.

L’artista dal momento in cui osserva certi fenomeni sente la necessità di farlo proprio ( ed è dettato dalla necessità), lo vuole dominare.

Slide Fiedler L’arte non è meno necessaria della scienza ma esiste quella dimensione intuitiva che fa propria l’opera d’arte. Processo artistico: il soggetto viene studiato prima di essere rappresentato. La creazione artistica è qualcosa che si fa con il tempo. L’artista vede il mondo visivo enigmatico e ha bisogno di dare un senso alla massa informe esterna. Alla massa bruta delle sensazioni, l’artista contrappone questa voglia di riordinarle, di dare 1 senso. Attività spirituale dell’artista che domina il mondo. Attività artistica è una forma di conoscenza intuitiva e visiva. Conoscenza= impadronirsi del mondo, riordinarlo. L’arte = attività spirituale. L’arte è sempre realistica ( arte = realtà in senso più alto) e sempre idealistica ( arte= prodotto dello spirito) } qui Fiedler demolisce un preconcetto à l’arte oscilla tra natura e idealismo Fiedler ci fa capire che le contrapposizioni realtà-idealismo non esistono perché ogni opera rappresenta la realtà propria dell’artista ma è anche un mondo formato dall’artista, è presente un elemento formale e quindi spirituale. Per la massa ignorante : per realismo si intende qualsiasi opera d’arte verosimile alla natura\ per idealismo si intende qualsiasi opera d’arte che scappa dalla natura } per Fiedler questa distinzione è una cagata perché qualsiasi opera d’arte appartiene ad entrambe le sfere Perché Fiedler è così poco conosciuto?

  1. Causa di Croce che lo spiega in maniera propria e deviata
  2. Viene confuso con il puro visibilismo ( in realtà lo sono suoi due colleghi)
  3. Fiedler è tradotto negli anni 50 del 800à poca considerazione Terza slide su Fiedler à fa un esempio : qualcuno fa un disegno à quel disegno è una rappresentazione propria dell’individuo , sta facendo il soggetto a modo suo. Quello che poi disegna rappresenta un’altra realtà visiva. Attività visiva à visione di un oggetto qualsiasi+ un movimento qualsiasi ( capacità espressiva umana)} l’attività artistica è composta da una parte spirituale intuitiva e visiva + il gesto meccanico/ concretizzazione. L’occhio ( dimensione spirituale) arriva fino a un certo punto ma l’attività artistica giunge a compimento grazie all’attività gestuale. Questa idea di conoscenza come presa del mondo parte dal pensiero kantiano. Fiedler è ispirato dalla critica della ragion pura, estetica trascendentale Passaggio da una conoscenza sensibile a una intellettuale Tutto ciò che riguarda la conoscenza sensibile Kant ( base sensismo francese + empirismo inglese) fa un percorso dicendo che le sensazioni [ conoscenza sensibile] si trasformano e prendono forma in una conoscenza intuitiva [ categorie a priori] Girodet, la divina commedia da Flaxman Sembra più elaborato rispetto a quello di Flaxman, il tratto è diverso perché Girodet esprime un’altra intenzione ( chiaro esempio che l’attività artistica è personale). Già solo con il tratto

In un saggio del 1952, Ragghianti sottolinea i rapporti tra il soggetto e lo stile ( forma). Il soggetto è sempre un problema di scelta e non scelta. Nel caso in cui l’artista scelga il soggetto, esso coincide con la forma e non la contraddice. Quando il soggetto è imposto, la situazione è più complessa. Ragghianti si scaglia contro la linea iconografica, perché quest’ultimi raramente dubitano che il soggetto possa essere stato accettato o meno. Ragghianti dice che dobbiamo vedere l’artista come una componente attiva , non lo schiavo del committente. NB|| anche nel caso in cui il committente sia estremamente rigido, l’artista è comunque libero ( c’è a variante del gesto dell’artista). Ragghianti dice che gli iconografici non si pongono il problema su come l’artista possa esprimere il soggetto.

Ragghianti fa il confronto tra due immagini di Fiedler. Ragghianti sottolinea come nel tratto a destra , riconosciamo l’artista ma anche la sua evoluzione. Ragghianti cerca di esaminare un testo figurativo con la stessa precisione con cui si esamina un testo scritto. Vuole che il linguaggio si adatti al testo figurativo ma che non sovrabbondi. Le tecniche sono intimamente collegate allo stileàil mezzo fondamentale per l’espressione stilistica ( vedi slide) Ogni opera rispetto al periodo di appartenenza, ha sicuramente bisogno di diversi metodi di lettura. Grunenwald, la resurrezione 1515 ( spiritualizzazione di Cristo). l’identificazione degli iconografici dipende dal backgorund culturale dell’interprete. Quindi il primo livello di descrizione è puramente fenomenologico , mentre il secondo livello di descrizione è culturale ( livello di senso) Piero della Francesca, resurrezione à umanizzazione di Cristo. Quindi noi identifichiamo i diversi soggetti perché ( es iconografia sacra) appartengono degli elementi cheli caratterizzano. Franz Marc, Mandrillo 1913 à lo stile espressionista lo denaturalizza, lo deforma così tanto che i suoi contemporanei non lo riconoscono ma l’uomo di oggi è talmente abituato a vedere opere del genere, che riconoscere l’animale non è così difficile. Panovski dice che esiste un altro livello, quello iconologico( cerco di cpaire il significato profondo, attraverso un’indagine ampia sul background dell’artista, dello stile, sul soggetto etc..). Panovski crede molto nello spirito del tempo. Iconografia Esempio del crocifisso : all’inizio questa iconografia si diffonde con due tipologie diverse : occidentale ( cristo trionfante) e orientale ( cristo sofferente) Con la diffusione degli ordini mendicanti, prende piede il cristo sofferente à Giunta Pisano che si rifà all’estetica di questo tipo di crocifisso (vedi quello di Assisi) à enfatizza il bacino a sinistra à con Cimabue si raggiunge l’apiceà Giotto, variante iconografica ( il cristo è piegato in avanti), toglie il lato patetico del bacino e fa piegare le ginocchia e le mani verso lo spettatore. Qui il cristo è meno patetico ed è più umano. Il crocifisso di Grunwald, Alsazia 1512 : il corpo di cristo è completamente martoriato. La drammaticità del cristo à contratto in spasmi dolorosi. Esaminando le fonti letterarie à il cristo è descritto come brutto. Quindi si potrebbe dire che il cristo di Grunenwald può essere considerato modernissimo. MA in realtà semplicemente era 1 cristo destinato a un ospedale ( i malati èptevano vedere il cristo sofferente come loro e trovare consolazione in esso). Alcuni artisti contemporanei hanno cercato di rendere scandaloso es Hermanne Nich à c’è un lato provocatorio? In realtà Nich lo vive come un atto catartico à metto in primo piano la violenza così la assumo e me ne libero ( non vi è una negazione, ma una liberazione) Paul Fryer 1983, Cristo crocefisso messo su una sedia elettrica. || Desta moltissimo scandalo ma viene difeso

da Léandri perché l’immagine del crocefisso è così abituale che perde la vera brutalità dell’immagine. Lo scandalo non è il cristo sulla sedia elettrica, ma l anostra indiferrenza davanti al cristo in croce