Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Microbiologia (virus 2), Appunti di Microbiologia

appunti di microbiologia sui virus

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 04/01/2023

Federica.Ratti
Federica.Ratti 🇮🇹

5

(5)

8 documenti

1 / 87

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
131
PICORNAVIRUS
Poliovirus → agente eziologico della poliomielite.
Piccoli virus a RNA.
Grande famiglia virale che si divide in 5 generi:
Rhinovirus→ uomo
Enterovirus → uomo
Poliovirus
Coxackievirus A e B
Echovirus
Enterovirus
Hepatovirus → uomo
Aftovirus
Cardiovirus
Tropismo specifico per cellule che hanno recettori simili alla famiglia delle Ig.
All’interno dei tre generi che infettano l’uomo fanno parte una serie di sierotipi differenti.
Le tipologie di malattie che possono dare i virus sono molto diverse.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57

Anteprima parziale del testo

Scarica Microbiologia (virus 2) e più Appunti in PDF di Microbiologia solo su Docsity!

PICORNAVIRUS

Poliovirus → agente eziologico della poliomielite. Piccoli virus a RNA. Grande famiglia virale che si divide in 5 generi:  Rhinovirus→ uomo  Enterovirus → uomo ─ Poliovirus ─ Coxackievirus A e B ─ Echovirus ─ Enterovirus  Hepatovirus → uomo  Aftovirus  Cardiovirus

Tropismo specifico per cellule che hanno recettori simili alla famiglia delle Ig. All’interno dei tre generi che infettano l’uomo fanno parte una serie di sierotipi differenti.

Le tipologie di malattie che possono dare i virus sono molto diverse.

Enterovirus e Hepatovirus sono virus stabili nell’ambiente esterno. Resistono in ambiente acido e al calore. Hanno come via di trasmissione la oro-fecale.

Differenze dei Rhinovirus → sono più sensibili e infettano organi diversi. Altre le vie respiratorie non si muovono → non danno neanche la viremia. Enterovirus infettano l’intestino e Hepatovirus infettano il fegato. Danno viremia. I Rhinovirus hanno trasmissione per via aerosol.

Struttura e genoma

Non hanno il pericapside → virus nudi. Hanno un capside formato da 60 protomeri, ognuno formato da 4 proteine capsidiche (VP1, VP2, VP3, VP4). Molto piccoli. I protomeri all’interno hanno una cavità → formazione dei canyon, importanti per il legame con il recettore cellulare. Danno effetto citolitico, ovvero che vengono rilasciati per lisi cellulare.

Virus a RNA a singolo filamento a polarità positiva. Classe IV. Vengono immediatamente usati come mRNA dai ribosomi cellulari → vengono subito tradoƫ in proteine.

Replicazione

Deve esserci il legame del virus con la cellula ospite. Il virus può penetrare nella cellula. Nel citoplasma avviene l’uncoating e il genoma virale viene rilasciato nel citoplasma. Viene legato ai ribosomi che producono la poliproteina che viene scissa dalla proteasi virale. La polimerasi virale replica altri RNA a singolo filamento per produrre nuovi genomi per i virioni o altri mRNA per produrre altre proteine. La trascrizione viene fatta sullo stampo del genoma virale. Si trascrive un filamento negativo che viene usato da stampo per la trascrizione di un filamento positivo. I virioni si associano a livello citoplasmatico → il genoma viene circondato dalle proteine capsidiche VP1 e VP3 e VP0 (che è forata dalle 2 e 4). Proteolisi di VP0 e assemblaggio e lisi cellulare.

Patogenesi e manifestazioni cliniche

Possono dare molte manifestazioni. Gli enterovirus possono dare infezione a livello oro-faringeo e intestinale. A livello intestinale viremia primaria per enterovirus e Hepatovirus. Viremia primaria in cui il virus passa nel sangue dopo l’infezione dell’intestino. Una volta nel sangue raggiunge i tessuti bersaglio. A livello dei tessuti bersaglio avviene la viremia secondaria → compaiono i sintomi.

I virus vengono eliminati con le feci, che sono ad alta carica virale, anche molto tempo dopo l’infezione. Ci si contamina con contatto con alimenti o acque contaminate o a causa di scarsa igiene. Anche se l’infezione primaria è a livello intestinale, le manifestazioni non sono a livello intestinale, ma su altri organi bersaglio, che subiscono la viremia secondaria.

POLIOVIRUS

Caratteristiche, epidemiologia e trasmissione

Paralisi che possono colpire gli arti superiori o anche gli arti superiori. Vaccinazione molto efficace → nei paesi occidentali è quasi eradicata.

Sono virus molto diffusi nella popolazione umana. Normalmente danno infezioni asintomatiche. Prima della vaccinazione quasi il 100% dei bambini <5 aa erano venuti in contatto con il virus. Anche se la maggior parte delle infezioni fosse stata asintomatica, molte persone sarebbero andate incontro alla sintomatologia. Classica trasmissione oro-fecale degli entero.

Tre tipi antigenici:  1 → più diffuso a livello mondiale. Infezioni per l’80%.  2  3 → più grave. Dà origine a paralisi degli arti e paralisi bulbare. Se si viene a contatto con il tipo 1 non si ha immunità per il 2 o il 3. L’infezione colpisce tutte le fasce d’età. Se colpisce bambini molto piccoli è generalmente asintomatico. Oltre i 4-5 aa le manifestazioni iniziano a diventare più gravi. Negli adulti molto grave. Malattia della borghesia nello scorso secolo. I bambini non contraevano il virus, ma lo si contraeva dai 5-6 anni in su. Le manifestazioni erano quindi più gravi.

Patogenesi

  1. Il virus entra per via oro-fecale
  2. Infetta i linfonodi dell’orofaringe e intestinali.
  3. Il virus supera lo stomaco perché non viene distrutto dal pH acido dello stomaco a causa della stabilità del capside. Infetta l’intestino (placche del Peyer).
  4. Passa nel sangue
  5. Raggiunge il SNC → viremia
  6. Normalmente infetta il midollo (corna anteriori) e distrugge i motoneuroni nelle corna anteriori causando paralisi flaccida di uno o più arti.
  7. Se il virus oltre che nel midollo va anche al cervello tramite sangue, dando origine alla poliomielite bulbare, che dà problemi a livello delle corde vocali, o nei casi più gravi distrugge i neuroni importanti per la respirazione → l’esito della malattia è la morte.

Per questo motivo → polmoni d’acciaio → scatole di acciaio in cui veniva messo il corpo della persona. Aiutavano meccanicamente la respirazione. Rimanevano anni all’interno a meno che non si risolvesse l’infezione. Rimanevano problemi respiratori.

Il virus viene rilasciato tramite le feci in grandi quantità e per molto tempo → anche più di un mese dopo l’infezione. Vengono messi nell’ambiente molte particelle virali che possono andare a infettare molte persone. Periodo di incubazione da 7 a 14 gg.

Possibili esiti dell’infezione

  • Nella maggior parte dei casi è asintomatica. Soprattutto nei bambini piccoli. Nel 90-95% dei casi.
  • In alcuni casi si ha infezione abortiva o malattia minore 4-8% → sindrome simil- influenzale che si risolve in pochi giorni.
  • 1-2% dei casi → meningite asettica → sintomi della malaƫa minore e dolori alla schiena molto forti. Meningite che nella maggior parte dei casi si risolve senza problemi.
  • 1-2% dei casi → malattia maggiore. Inizialmente si hanno i sintomi della meningite asettica, che progrediscono con paralisi flaccida se vengono infettai i motoneuroni, o paralisi respiratoria se l’infezione raggiunge il cervello.

È anche possibile sindrome post poliomielitica → 30-40 aa dopo l’infezione, anche in pazienti asintomatici. Deterioramento dei muscoli colpiti originariamente. La sindrome è dovuta al fatto che si ha una progressiva perdita dei neuroni dei nervi originariamente infettati. Si osserva perdita muscolare dell’arto ma non della sensibilità.

Diagnosi di laboratorio

Il virus può essere isolato dalle secrezioni orofaringee nei primi giorni o nelle feci. Coltivazione in laboratorio su fibroblasti. Raccolto il campione viene messo sulle cellule e in 36h si osserva effetto citopatico. Si possono anche cercare specifici anticorpi neutralizzanti con ELISA o neutralizing test.

Trattamento

Non ci sono terapie specifiche → terapie di supporto per ridurre i dolori muscolari e per mantenere idratazione e buona ossigenazione dell’organismo.

Immunità

Il SI monta una risposta permanente. Se si contrae un tipo di poliovirus non si ha cross protezione verso gli altri. Si ha anche il passaggio passivo dell’immunità da madre a figlio per i primi 6 mesi di vita.

COXSACKIEVIRUS

Molte manifestazioni associate. Molte sono inapparenti. Si sa molto meno rispetto al poliovirus.

Malattie associate al gruppo A :

  • Herpangina → lesioni ulcerate a livello del palato molle
  • Malattia mani-piedi-bocca → vescicole a livello di mani, piedi e bocca. Risoluzione i 1 settimana

Malattie associate al gruppo B:

  • Miocardite del neonato → alta fatalità con collasso cardiocircolatorio improvviso
  • Miocardite interstiziale e valvulite nei bambini e negli infanti
  • Pericardite

Malattie associate ai gruppi A, B:

  • Meningite asettica
  • Malattia paralitica
  • Febbre, esantema
  • Infezione respiratoria acuta superiore (raffreddore)
  • Pleurodinia o mialgia epidemica → dolori basso torace molto forƟ (“streƩa del diavolo”)
  • Malattia febbrile indifferenziata

ECHOVIRUS

Il nome deriva da entheric cytopatogenic human orphan viruses. Non sono orfani di malattia ma sono state associate alcune patologie. 30 diversi sierotipi di echovirus che possono causare diverse patologie, soprattutto nei neonati. Possono dare una meningite molto grave a livello neonatale (porta a morte quella da 11).

RHINOVIRUS

Molti sierotipi diversi (+150). L’immunità è di corta durata → ci si reinfeƩa con sieroƟpi differenƟ. Non esiste cross protezione tra i sierotipi. Il genere è a sé stante in quanto viene trasmesso per aerosol. Virus meno stabile con caratteristiche diverse, predilige temperature più basse (33°) → mucose nasali. Non origina una viremia primaria. La patogenesi ha come manifestazione il raffreddore comune. Patologia che si risolve in pochi giorni. Infezione limitata alle prime vie respiratorie che al massimo raggiunge i polmoni (raramente dà polmoniti). Normalmente l’infezione rimane in naso e orofaringe. Eliminato con aerosol. La patogenesi viene data soprattutto dal richiamo infiammatorio. Le cellule infettate rilasciano istamina e bradichina → secrezione nasale → richiamo del SI e di macrofagi che danno congestione nasale e classiche manifestazioni del raffreddore. Sono limitati nell’infezione e sono autolimitanti per quanto riguarda la patologia associata.

VIRUS EPATITICI

Molti virus come il CMV, HBV, adeno, sono in grado di dare infezioni che possono interessare il fegato. Questi virus non hanno un tropismo particolare per il tessuto epatico. Esistono invece dei virus epatitici che presentano un tropismo specifico e selettivo per il fegato, e quindi vengono inclusi nel gruppo dei virus epatitici, in grado di dare epatiti pur derivando da famiglie differenti.

Le epatiti virali possono essere di tipo infettivo o di tipo sierico-parenterale. Tra le infettive ci sono la A e la E trasmesse con il circolo oro-fecale, mentre tra le sierico-parenterali abbiamo la B, la D e la C.

HAV

Fa parte dei picornavirus. Caratterizzata da un filamento di RNA a polarità positiva.

Struttura e genoma

Diametro piuttosto limitato. Virus nudo. Sono presenti 4 proteine che concorrono all’assemblaggio del capside in cui è rinchiuso il genoma a RNA.

Il genoma è lineare. Sono presenti geni che codificano per proteine strutturali, che vanno a formare il capside, e geni che codificano per proteine funzionali, tra cui la RNA-pol che partecipa alla trascrizione dell’RNA virale, la proteasi che inibisce la trascrizione dell’ospite, ….

Epidemiologia e trasmissione

Classica epidemiologia da malattia infettiva. Alta prevalenza in Africa, America centrale e nazioni orientali. La specie umana rappresenta l’ospite più importante (probabilmente l’unico). Trasmissione da persona a persona con circolo oro-fecale. Non sono stati individuati portatori. Esiste un singolo sierotipo → è stato sviluppato un vaccino che viene usato soprattutto per viaggiatori che frequentano le regioni ad alta incidenza.

Il circolo oro-fecale implica la trasmissione attraverso:

  • Stoviglie o acqua contaminata
  • Passaggio tra persone
  • Rapporti sessuali

Diagnosi

Basata soprattutto su un rialzo del titolo anticorpale della classe IgM che compare nelle prime settimane. Man mano che l’infezione scompare le IgM scendono e si alza il titolo delle IgG, che possono rimanere positive per anni. Pi abbiamo un rialzo delle ALT. Viremia presente nelle prime settimane. Diffusione del virus nel materiale fecale.

Trattamento, prevenzione e vaccino

Trattamento prevalentemente di tipo preventivo → per evitare l’infezione si interrompe il circolo oro-fecale con sanificazione. Esiste un vaccino formato da virus ucciso in formalina prodotto facendolo crescere in coltura di cellule umane. Induce un buon titolo anticorpale, simile a quello dell’infezione. Protezione lunga e al 100%. Previene l’infezione in seguito a esposizione al virus.

HBV

Virus importante perché causa infezione molto diffusa in passato. Con il vaccino dagli anni ’ si è limitata la diffusione dell’infezione.

Classificazione

Esistono almeno due generi per la famiglia degli Hepadnaviridae → ortho e avi.

Negli orthohepadnavirus abbiamo differenti tipi di virus, tra cui il virus dell’epatite B umana. Gli ospiti naturali sono le scimmie, gli scoiattoli e le marmotte, oltre la specie umana, che rappresenta un serbatoio molto attivo per la presenza del virus.

Struttura e genoma

Il virus si osserva nel siro dei pazienti che presentano l’infezione. Abbiamo tre tipi di particelle del virus:

  • Virioni infettivi o particelle di Dane → virione completo infettivo
  • Formazioni tubulari che sono formate e generate dal fatto che le particelle vuote non infettive si sovrappongono l’una all’altra.
  • Particelle vuote non infettive di forma sferica

Nella particella infettiva di Dane è presente un doppio filamento di DNA incompleto (uno positivo e l’altro negativo). nel capside virale è presente la trascrittasi inversa (pur essendo un virus a DNA utilizza la trascrittasi inversa per la propria replicazione).

Presente il gene che codifica per la trascrittasi inversa, che ha diverse funzioni → funziona anche per DNA-pol e come RNasi H, deputata alla lisi degli ibridi che si formano nella trascrizione. Pi ci sono i due filamenti di DNA presenti nel virione maturo. cccDNA vuol dire covalent close circular DNA.

Replicazione

Abbiamo HBV che lega un recettore di membrana sulla cellula. Entrata nel citoplasma. Il virione perde l’envelope e il nucleocapside entra nella cellula, dove si dirige nel nucleo. Qui primo evento importante → il core viene scapsidato a livello nucleare e il doppio filamento di DNA viene riparato grazie alla DNA-pol virale e a quella cellulare (completamento del doppio filamento) → si originano le formazioni cccDNA. Una volta riparato il filamento va incontro a trascrizione. Perché la trascrizione non può avvenire a livello del filamento di DNA appena introdotto, ma questo deve essere prima riparato? Il motivo per cui viene riparato è che la trascrizione può avvenire solo se il filamento di DNA è a doppia elica → quindi i genomi compleƟ devono essere riparaƟ e trasformaƟ in cccDNA. L’mRNA viene trasferito nel citosol, viene tradotto e si forma il core che è rappresentato dal capside più il filamento di DNA. Qui trasferiamo un RNA all’interno del core → il pgRNA (RNA pre-genomico) viene assemblato a livello del core e con la trascrittasi inversa virale viene trascritto un promo filamento di DNA. Questo filamento è a polarità negativa ed è completo. A

livello del core si ha anche la trascrizione, ad opera della trascrittasi inversa, del secondo filamento di DNA, che è a polarità positiva ma è incompleto. Il destino di queste particelle del core è duplice:

  • Tornano nel nucleo, vengono riparate e funzionano da cccDNA
  • Attraverso il Golgi e il RE vengono trasportati all’esterno della cellula. Durante il passaggio nella membrana citoplasmatica acquisiscono l’envelope virale → uscita per gemmazione

Epidemiologia e trasmissione

Prevalenza in paesi sottosviluppati → distribuzione parƟcolare con elevata presenza di virus a livello di Paesi orientali, Africa e America meridionale. Le altre aree presentano un livello intermedio intorno al 2-7%. Solo negli stati uniti quasi 1.5 milioni di persone sono cronicamente infettate. 350 milioni cronicamente infetti con HBV. Il 15% sviluppa sintomi gravi nel corso della vita. La diffusione del virus è cambiata da quando è stato introdotto il vaccino. Il vaccino è molto efficace e ha cambiato la distribuzione epidemiologica dell’infezione.

La trasmissione avviene attraverso aghi infettati, uso di droghe endovena, trapianto di organi, trasfusioni ematiche o di prodotti ematici, trasmissione sessuale, trasmissione verticale o intra- familiare. Classica trasmissione sierologica.

Manifestazioni cliniche

Esordio lento 60-90 gg. Al di sotto dei 5 anni la malattia presenta ittero al di sotto del 10%. Sopra i 5aa la presenza di ittero è abbastanza frequente. Il decorso fatale dell’infezione è raro → 0,5% dei casi. Tende a cronicizzare nella maggior parte dei casi. L’esito mortale è legato per la malattia cronica al 5-10% dei casi.

La progressione della malattia cronicizza nel 5-10% dei casi. Possibili tre differenti decorsi della malattia:

  • Infezione cronica con esordio acuto fulminante e compromissione funzionalità epatica.
  • Nel 30% dei casi si va incontro a cirrosi che porta a decadimento della funzionalità epatica con trapianto necessario.
  • Nel 5-10% si ha esito in carcinoma epatico. Tutti i decorsi hanno come arrivo il trapianto d’organo → se manca il trapianto si ha morte.

Diagnosi

Ricerca del virus nei fluidi biologici. Alta carica virale in sangue, siero ed essudati delle ferite. Moderata carica virale in sperma, fluido vaginale e saliva. Molto basso in urine, feci, sudore, lacrime e latte materno.