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La scoperta del DNA e la sua struttura a doppia elica, la replicazione semiconservativa del DNA e il processo di sintesi proteica. Vengono inoltre spiegati i meccanismi di ripiegamento e avvolgimento del DNA e la formazione dei cromosomi. utile per comprendere la struttura e il funzionamento del DNA e per approfondire la biologia molecolare.
Tipologia: Appunti
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Il primo ad isolare il DNA fu il biochimico svizzero Miescher che, nel 1869, individuò una sostanza microscopica contenuta nel pus di bende chirurgiche utilizzate, che chiamò nucleina. Qualche anno dopo, nel 1919, Levene individuò la struttura del nucleotide, composta da base azotata, zucchero e fosfato. Gli esperimenti di Fredrick Griffith nel 1928 su Streptococcus pneumoniae hanno dimostrato la presenza di un «principio trasformante» ereditabile. Nel 1953 Alfred Hershey e Martha Chase scelsero un virus, il batteriofago T2, per determinare quale dei componenti virali (DNA o proteine) sarebbe penetrato nel batterio Escherichia coli. Tali scienziati, grazie alla diversa composizione di proteine (ricce di zolfo) e DNA (ricco di fosforo), dimostrarono che il materiale con ruolo ereditario è il DNA; esso penetra nelle cellule batteriche e trasmette ai batteri infettati le informazioni genetiche necessarie a produrre nuovi virus. Inoltre, sempre nel 1953, grazie agli studi Franklin , Watson e Crick venne presentato il primo modello della struttura del DNA , ossia il modello a doppia elica come lo conosciamo oggi. Il DNA, ad oggi, si presenta con una struttura a doppia elica poiché le basi azotate di CATENE POLINUCLEOTIDICHE differenti si appaiano in maniera complementare mediante legami idrogeno. Inoltre, la molecola di DNA riesce a stare in spazi così ristretti grazie ad un complesso meccanismo di ripiegamenti e avvolgimenti che prende il nome di spiralizzazione. La spiralizzazione del DNA è possibile grazie alla presenza di proteine chiamate ISTONI che interagiscono con il DNA formando un complesso detto NUCLEOSOMA. I nucleosomi si compattano formando avvolgimenti sempre più ampi, che progressivamente si organizzano a dare le fibre superavvolte della CROMATINA. Le fibre di cromatina si ripiegano con andamento a spirale; le anse della spirale si compattano ulteriormente formando un CROMOSOMA il quale è formato da un CROMATIDIO. I cromosomi possono essere evidenziati solo durante la fase di mitosi della divisione cellulare. I cromatidi si duplicano dopo la sottofase S della duplicazione del DNA diventando cromatidi fratelli, uniti in un punto centrale detto CENTROMERO. La molecola presenta tre importanti caratteristiche:
appaiati sono legami a idrogeno, doppi nel caso delle basi puriniche e tripli nel caso delle basi pirimidiniche.
complementare una molecola di mRNA. Il processo con cui si forma questo RNA si chiama TRASCRIZIONE , e coincide dunque con la sintesi del RNA. All’interno di ciascun gene viene trascritto uno solo dei due filamenti del DNA, il filamento stampo. La trascrizione si articola in tre fasi:
quando non incontra un particolare cordone detto di inizio (AUG) al quale si lega un tRNA iniziatore con basi UAC e che lega sempre all’amminoacido metionina, mentre un’altra proteina completa la formazione del complesso. Dopo che è avvenuto il riconoscimento i fattori di inzio si dissociano e si associa la subunità maggiore del ribosoma. A questo punto inizia la fase di allungamento: il tRNA iniziatore si trova in una regione del ribosoma detto sito P, affiancato dal sito A che è il punto di arrivo del successivo tRNA. I due amminoacidi legati ai tRNA si trovano vicini e si legano mediante legame peptidico. Il secondo tRNA con i due amminoacidi si sposta dunque al sito P mentre l’altro tRNA ormai scarico si sposta al sito E; quest’ultimo da qui esce dal ribosoma e torna nel citoplasma dove un enzima lo lega a una nuova metionina. Il ciclo si ripete e la catena polipeptidica si allunga progressivamente fino alla fase di terminazione che avviene quando il ribosoma incontra i codoni di stop; quando un cordone di stop si trova nel sito P al ribosoma si legano alcune proteine note come fattori di rilascio. Questo legame modifica l’attività del ribosoma che separa la catena polipeptidica dal tRNA. Le due subunità del ribosoma e il tRNA si dissociano e parteciperanno a un altro ciclo proteico.