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Il ruolo cruciale del metodo di studio nell'inclusione scolastica, analizzando le sue componenti cognitive, metacognitive e motivazionali. vengono illustrate strategie didattiche efficaci per studenti con dsa, enfatizzando la collaborazione tra insegnanti e famiglie per promuovere un apprendimento personalizzato e duraturo. spunti concreti per l'organizzazione del lavoro, la gestione delle emozioni e l'utilizzo di strumenti compensativi, contribuendo alla creazione di ambienti di apprendimento inclusivi ed efficaci.
Tipologia: Sintesi del corso
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LIBRO: Metodo di studio e DSA Appendice 1: il significato di inclusione nei documenti internazionali In Italia nel 1971 l’istruzione prevedeva che gli alunni con handicap avevano delle classi speciali. Attorno agli anni 90 si iniziò a parlare di inclusione, ma all’epoca era solamente fare stare il ragazzo con disabilità con gli altri in classe ma solo per non farlo stare a casa, non vi era fede nel fatto che questi studenti potevano progredire nei loro miglioramenti. I documenti internazionali (onu eccc.) ci stavano già parlando del vero concetto di educazione inclusiva, quindi l’educazione didattica inclusiva ha lo scopo di fare crescere l’alunno con disabilità sia socialmente che psicologicamente. I documenti internazionali iniziali sono stati:
Disgrafia: è un disturbo della scrittura che interessa la grafia. La disgrafia fa riferimento al controllo degli aspetti grafici, formali, della scrittura manuale, ed è colmata al momento motorio-esecutivo della prestazione. Il gesto grafico sarà disomogeneo, meno fluido. Disortografia: è un disturbo di scrittura che interessa l’ortografia. Riguarda l’utilizzo, in fase di scrittura, del codice linguistico in quanto tale. La disortografia è all’origine di una minore correttezza del testo scritto. Disortografia e disgrafia molto spesso vanno di pari passo, si manifestano entrambe. Discalculia: riguarda l’abilità di calcolo in due componenti: 1) componente dell’organizzazione della cognizione numerica; 2) componente delle procedure esecutive e del calcolo. I livelli di gravità del disturbo:
Apprendimento 3 (non ha altro nome). Implica la modificazione dell’apprendimento 2. In forza di tale modificazione si formano più velocemente abitudini cognitive e l’apprendimento diviene più flessibile. Il deuteroapprendimento è il fondamento per l’acquisizione del metodo di studio. !!!-> Il metodo di studio,basato sul protoapprendimento, si sviluppa tra il deuteroapprendimento e l’apprendimento. Si impianta nel terzo livello. Il prof. Baldacci ha studiato il curricolo e dice che ha 2 livelli:
L'insegnante che offre, nell'ambito della sua progettazione organizzazione didattica, una tale ricchezza metodologica consente all'allievo con DSA di accedere alle attività di studio in modo graduale, flessibile e personalizzato, di acquisire progressivamente singole informazioni complessive nuclei informativi,attraverso un uso consapevole delle forme di compensazione per lui predisposte,e di costruirsi una modalità per saperle strutturare e padroneggiare. L’approccio inclusivo non si limita quindi a offrire all'allievo quelle misure compensative e dispensative che gli facilitano i compiti di studio, in termini applicativi, bensì gli assicura il diritto ad accrescere, nella misura del possibile, le sue potenzialità che, in vista dell'esercizio di una cittadinanza attiva, si rendono indispensabili da sviluppare. Domande da rispondere 1)Quali sono i fattori personali che influiscono sul vostro studio? Trovare la voglia di studiare, difficoltà nel leggere e comprendere contemporaneamente a causa della mia dislessia, necessità di studiare in un posto dove sono sola o con poche persone senza essere osservata o ascoltata per timore dei pensieri altrui. 2)Quali sono i fattori ambientali che influiscono sul vostro studio? La confusione se presente perche mi distraggo facilmente. 3)Quali sono le barriere? timore di esporsi davanti a gente. 4)Quali sono i facilitatori? Voglia di imparare cose nuove, avere una o due persone accanto che studiano e quindi che non possono distrarsi 5)Come potresti rimuovere le eventuali barriere? Avere più fiducia di me stessa. Capitolo 2: Metodo di studio e didattica Abilità di apprendere di studiare : interconnessione tra le conoscenze, la motivazione e l’organizzazione personale. Altri processi: impiego di strategie operative, velocità di elaborazione delle informazioni, pianificazione del tempo, capacità di operare scelte, analisi dell’imputato, dell’ immagazzinamento e del recupero delle informazioni. Nell'ambito della ricerca didattica sono stati individuati, con finalità operative a uso degli insegnanti, nove punti essenziali, ai quali è possibile ricondurre i processi di apprendimento e, dunque, dell'acquisizione del metodo di studio. I 9 punti riguardano:
selezione e la cancellazione di informazioni, distinguendole tra quelle più importanti e quelle secondarie e suggerendone la schematizzazione in rappresentazioni grafiche e concettuali. L'impiego di strategie cognitive e autoregolative , dunque, costituisce un essenziale mezzo per potenziare le proprie abilita cognitive, in vista dello sviluppo del metodo di studio. In particolare, l'allievo è ni grado di capire tempestivamente quando in una situazione di difficoltà e reagisce identificando le fonti di disagio, riducendo o eliminando quest'ultime e prevenendo, per il futuro, eventuali situazioni simili. La capacità autoregolativa diviene, quindi, determinante per imparare a studiare,dal momento che permette all'allievo non solo di sapere cosa fare, ma anche di sapere come farlo. NeI senso specifico, il processo di organizzazione del tempo e di pianificazione delle attività di studio muove innanzitutto dalla consapevolezza, da parte dell'allievo, di dover affrontare il problema dello studio e, quindi, dal riconoscimento della richiesta di una riflessione, cui devono seguire le azioni necessarie allo svolgimento del compito. Subito dopo, diviene importante per l'allievo individuare il piano di azione più efficace tra quelli che fanno già parte del suo patrimonio di conoscenze oppure svilupparne di nuovi, attivando un processo di problem solving. Metodo di studio e fonti emotivo-motivazionali Questi sono gli aspetti che influenzano la qualità delle azioni, 4 fonti dei processi emotivo motivazionali:
nostra concezione di noi stessi e delle nostre capacità». Una cultura che non può prescindere dalla valorizzazione degli allievi e dalla loro diretta partecipazione al processo di insegnamento-apprendimento, in quanto condizioni, queste, che pongono la scuola stessa in grado di fornire le chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe dei saperi rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti. Si tratta di elaborare gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si troveranno a vivere e a operare. E’ proprio della scuola il compito di promuovere il metodo di studio, con la collaborazione della famiglia. Il ruolo della famiglia è, come sempre, di rilievo anche nei confronti dell'acquisizione del metodo di studio. A tal fine la scuola è impegnata a perseguire l'obiettivo di costruire un'alleanza educativa con i genitori. Si tratta di una relazioni costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente nelle comuni finalità educative. Capitolo 3: il metodo di studio come ‘’prima misura compensativa’’ per gli allievi con DSA. Gli esiti di apprendimento e i DSA In Italia si sta assistendo a un radicale cambiamento culturale, avviatosi con la legge 170/2010, a seguito della quale l'interesse della comunità scolastica e scientifica si è fatto progressivamente più convinto. La querelle è viva e impegna le istituzioni scolastiche a definire le più opportune ed efficaci strategie organizzativo-metodologiche per garantire a tutti gli allievi con DSA il raggiungimento del successo formativo e personale, che si persegue anche attraverso l'acquisizione del metodo di studio. Quest'ultimo, infatti, si pone, sulla base di quanto esplicitato da Cornoldi e colleghi (2010), quale "prima misura compensativa", che permette di perseguire la competenza chiave "imparare a imparare". I DSA: aspetti eziologici e normativi I DSA fanno parte dei disturbi dello sviluppo e si manifestano «in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire limitazioni importanti per alcune attività della vita quotidiana» in riferimento a specifiche abilità/competenze. La normativa italiana vigente stabilisce un' interpretazione univoca dei DSA e definisce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia rispettivamente come le difficoltà nell’imparare a leggere, nella rappresentazione grafica, nei processi linguistici di transcodifica, negli automatismi del calcolo e nell'elaborazione dei numeri. La legge 170/2010 e le Linee guida rappresentano il punto di partenza da cui muovere per realizzare buone pratiche educative e didattiche, che assicurino all’allievo con DSA il riconoscimento tempestivo delle sue difficoltà e le più opportune forme di didattica individualizzata e personalizzata, volte alla realizzazione del suo potenziale. Il DSM-5 classifica i disturbi specifici dell'apprendimento secondo quattro criteri diagnostici, offerti come linee guida per formulare la diagnosi e orientare il giudizio clinico, e che devono essere soddisfatti oltre che, come abbiamo già detto, sulla base di una sintesi clinica della storia dell'individuo (medica, dello sviluppo, familiare ed educativa), anche in relazione alle valutazioni scolastiche e alla valutazione psicoeducativa.
Difficoltà nelle strategie cognitive e di apprendimento nei DSA.
L’acquisizione del metodo di studio a casa o scuola. Insegnanti e famiglia Le considerazioni fin qui fatte conducono a ritenere che la scuola rappresenti il contesto privilegiato per imparare da imparare: per costruire il metodo di studio individuale, nonché per il suo evolversi nel corso della carriera scolastica dell’allievo con DSA. E’ attraverso l'attività educativa e didattica, infatti, che si ricevono stimoli e feedback che implementano e integrano progressivamente le strategie cognitive e di apprendimento individuali; le abilità di pianificazione del tempo e del lavoro e di gestione delle emozioni legate allo studio. L'accompagnamento dell'allievo verso questo obiettivo è svolto principalmente dagli insegnanti, ma un ruolo decisivo viene svolto anche dai familiari, visto che gli uni e gli altri operano secondo proprie modalità e competenze all'interno di distinti piani d'azione. Naturalmente, è necessario creare sinergie tra questi per rendere più consapevoli le scelte e più efficaci gli esiti condividendo, fin dall'inizio dell'anno scolastico, il percorso educativo-didattico che l'allievo seguirà e stabilendo un patto di corresponsabilità educativa. Un’altro aspetto molto importante riguarda i compito che l’allievo è chiamato a svolgere in orario extrascolastico; da ciò deriva anche una frattura di tipo sociale e culturale: il lavoro a casa avvantaggia coloro che possono contare sul sostegno della famiglia, su ambienti domestici adeguati e tranquilli, sulla disponibilità di tempo e di risorse. Una tale collaborazione scuola-famiglia può potenziare le risorse e l’abilità dell'allievo, in relazione anche al funzionamento cognitivo, allo sviluppo dell'autoregolazione e all'impiego esperto degli strumenti compensativi, che egli gradualmente deve imparare a padroneggiare. In questa prospettiva, la corresponsabilità educativa tra insegnanti e genitori diviene anche occasione di crescita culturale e sociale per l’allievo permettendogli, come in
sequenze ripetitive ostacolate dal deficit funzionale, consenta lo sviluppo dell'autonomia e della responsabilità nello studio. Le mappe concettuali Altre tipologie di rappresentazioni schematiche, utili strumenti compensativi che migliorano la comprensione dei testi, il recupero delle informazioni e l'organizzazione del pensiero e dell'apprendimento, sono le mappe concettuali. Esse permettono di comprendere concetti anche astratti, ancorandoli a procedure e regole specifiche e sollecitando, nell'allievo che ne usufruisce, un processo deduttivo. Lo studio sulle mappe concettuali, dunque, rappresenta una forma di apprendimento significativo in cui si concretizza un impegno intenzionale per collegare il nuovo sapere a concetti già acquisiti in memoria. Infatti, se nell' apprendimento meccanico la nuova conoscenza può venire incorporata nella struttura di quella già posseduta, senza interagire con ciò che questa contiene, nel caso dell' apprendimento significativo la nuova informazione è collegata a concetti e proposizioni già posseduti, che possono essere attivati e rivelati dalla costruzione delle mappe. Le mappe mentali e multimediali Un altro tipo di mappa impiegabile ai fini compensativi è quella mentale, che presenta una forma a raggiera gerarchico-associativa ed è organizzata intorno a una parola o espressione chiave. Essa è di grande utilità per l'allievo con DSA perché veicola la generalizzazione delle idee e stimola il pensiero creativo, mediante associazioni evidenziate da immagini evocative, icone, simboli e colori in chiave personale. Così la pagina del libro si trasforma in un percorso significativo che permette di ricostruire velocemente il concetto principale e di avere una rapida visione d'insieme dell'argomento trattato. Caratteristiche delle mappe mentali: ● Gerarchiche: a partire da una radice, si generano rami che si distanziano progressivamente dalla radice stessa. I rami rappresentano il dettaglio. Dal centro alla periferia della mappa i rami definiscono dettagli crescenti, dunque dalla periferia alla radice permettono di generalizzare idee e concetti. ● Concentriche: dalla radice centrale i rami si dipartono in modo radiale. ● Associative:i concetti, le idee sono generati per libere associazioni. ● Generatrici di idee: organizzano il pensiero e generano associazioni e relazioni, ● Evocative: utilizzano immagini, icone, formattazioni testuali. ● Semantiche: evidenziano campi di significato mediante codici visuospaziali. Indicazioni operative per l’elaborazione di mappe
affiancare alle mappe anche altri materiali, più immediati e familiari, come quelli discorsivi, organizzati secondo criteri di tipo qualitativo. Ne sono un esempio le linee del tempo, utili per lo studio della storia,che ordinano cronologicamente le informazioni secondo parole/espressioni chiave, facendo emergere con evidenza: rapporti di causa-effetto tra gli eventi, frequenze, modelli ricorrenti e tendenze culturali. Un Altro materiale impiegabile è rappresentato dal testo di tipo lineare-sequenziale (letterario, articolo giornalistico ,esposizione orale) che sintetizza e mostra la struttura multidirezionale dell'informazione, coadiuvando l'organizzazione e la memorizzazione di vecchie e nuove conoscenze. Strumenti compensativi tecnologici ● Dizionari visivi e/o digitali, vocabolari multimediali, traduttore online; ● organizer elettronici, fogli elettronici di calcolo; ● audionote, registratore con controllo del linguaggio parlato; ● agende in Internet sincronizzate con il telefono cellulare; ● audiolibri, libridi testo in CD-ROM e digitalizzati; ● mezzi audiovisivi; ● registro elettronico; ● tachistoscopio; ● lavagna interattiva multimediale (uM): ● computer, stampante con scanner, tablet. lettore Mp3. pendrive USB; ● penna che scansiona; ● email di classe (Dropbox): ● macchina fotografica; ● software didattici specifici Strumenti compensativi cartacei/materiali ● Dizionari Di Lingua Italiana E Straniera, dei sinonimi e contrari; ● glossari, tabelle dei verbi, formulari, tavole pitagoriche; ● atlanti; ● libri di testo con illustrazioni e rappresentazioni schematiche; ● schede operative; ● segnariga; ● appunti con abbreviazioni; ● diario/agenda; ● sveglia, orologio; ● materiale di facile consumo(cartelline colorate, plastificate con i buchi, raccoglitori ad anelli,indici visivi, post-it, divisori per materie,evidenziatori colorati, penne a sfera colorate ecc.); ● linee del tempo. L'applicazione delle misure dispensative Oltre all'impiego degli strumenti compensativi, la didattica inclusiva per gli allievi con DSA prevede l'applicazione delle misure dispensative ,cioè quelle azioni di esonero dall'uso di un determinato materiale, dallo svolgimento di un compito, dallo studio di una materia, dall'obbligo di cimentarsi nell'attività. Per Garantire all'allievo lo sviluppo del metodo di studio, dunque,
Capitolo 4: l’acquisizione del metodo di studio (DSA) Come promuovere il metodo di studio A scuola è importante presentare e utilizzare diverse tecniche, tra le quali l'allievo possa scegliere quelle che ritiene più funzionali e imparare progressivamente ad autoregolare l'attività personale». La condizione indispensabile alla promozione dell’individuale metodo di studio è l’organizzazione di una didattica inclusiva che insegni in modo esplicito e diretto le tecniche, programmando interventi razionali, finalizzati all’orientamento, alla motivazione e al controllo delle modalità di apprendimento e degli obiettivi di studio perseguiti rispetto alle diverse discipline scolastiche. Gli insegnanti sono chiamati a incentivare una sua partecipazione motivata e volitiva alle diverse attività e a incoraggiarlo attraverso lo sviluppo degli stili di attribuzione e della percezione di autoefficacia. Per gli allievi con DSA è bene che gli insegnanti adottino alcuni accorgimenti didattici come: