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Il legame tra l'olocausto e l'antisemitismo, evidenziando come l'olocausto sia stato un prodotto e un fallimento della civiltà moderna. Vengono esaminati i diversi modi in cui l'olocausto è stato sminuito o frainteso dalla sociologia, nonché le radici storiche dell'antisemitismo e il ruolo degli ebrei come 'nemico interno' nella società moderna. Il documento approfondisce inoltre il ruolo della burocrazia e della razionalità nella realizzazione dell'olocausto, sottolineando come l'eliminazione degli ebrei fosse vista come sinonimo del rifiuto dell'ordine moderno. Infine, vengono discusse le diverse interpretazioni storiografiche dell'olocausto, tra intenzionalisti e funzionalisti.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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L’olocausto fu il prodotto specifico dell’incontro tra le vecchie tensioni che la modernità aveva ignorato, trascurato o mancato di risolvere, e i potenti strumenti di azione razionale ed efficienti creati dallo sviluppo della modernità stessa.
continua sfida alla certezza della rivelazione cristiana. Uno dei principali aspetti dell’antisemitismo→ l’ebraismo era contiguo al cristianesimo e confluente con esso, esso rappresentava un vero e proprio alter ego della chiesa cristiana; la coesistenza del cristianesimo e degli ebrei non costituiva perciò una forma di conflitto. L’identità cristiana coincideva con l’estraniazione ebraica, ed era scaturita da un rifiuto da parte degli ebrei, e traeva vitalità dal rifiuto degli ebrei. L’ammissione dell’errore da parte degli ebrei ,la loro resa alla verità cristiana e forse una futura conversione di massa rappresentavano per il cristianesimo il modello del trionfo finale, attribuendo loro un fascino potente.
la tendenza a giudicare le altre culture ed interpretarle in base ai criteri della propria, proiettando su di esse il proprio concetto di evoluzione, di progresso, di sviluppo e di benessere, basandosi su una visione critica unilaterale) rappresentano un caso comunissimo e contemporaneo di razzismo secondario.
luogo una politica, in secondo luogo un’ideologia, e ha bisogno di organizzazione , di amministratori e di esperti. L’indifferenza fu la paralisi di una popolazione restia a trasformarsi in una folla violenta, una paralisi dovuta alla paura. La popolazione tedesca non protestò contro la violenza, anche se la maggioranza di essa non la approvava. Gli ebrei erano considerati meritevoli di morte, la scomparsa degli ebrei era fondamentale per la realizzazione di un mondo perfetto. La maggioranza dei tedeschi era costituita da antisemiti moderati o passivi. L’idea moderna dello sterminio aveva bisogno di moderni mezzi di realizzazione, e li trovò nella burocrazia; lo sterminio era un progetto che risultava inconcepibile senza la burocrazia moderna, per essere efficace lo sterminio doveva essere accompagnato alla burocrazia moderna,e in germania ciò si verificò. Difatti l’organizzazione burocratica cominciò a progettare le adeguate soluzioni pratiche; il FUHRER espresse la sua visione di un mondo ripulito dalle razze malate (regime totalitario). L’antisemitismo contemporaneo sembra essere soggetto ai processi di diffusione culturale , oggi assai più intensi che in passato. Un genere di stereotipo antisemita che si diffonde con facilità è quello che Norman Cohn descrive con l’immagine degli ebrei visti come soggetti di una cospirazione internazionale mirante ad abbattere tutti i poteri e a decomporre tutte le culture e le tradizioni dei vari paesi, per unire il mondo sotto la dominazione ebraica. La forma di antisemitismo oggi dominante è un prodotto della teoria, non dell’esperienza : ed essa è sostenuta da un processo di insegnamento e apprendimento. Confondere l’eterofobia con il razzismo e il crimine organizzato è fuorviante e perciò potenzialmente dannoso, in quanto distoglie l’attenzione dalle vere cause del disastro, che sono radicate in alcuni aspetti della mentalità e dell’organizzazione sociale moderna. I fattori che portarono all’olocausto risiedono altrove e hanno un rapporto storico; l’esecuzione dell’olocausto era legata ad una specifica relazione tra lo stato e la società. CAPITOLO 3→ UNICITà E NORMALITà DELL’OLOCAUSTO: le istituzioni dell’olocausto sono ancora parte integrante della nostra vita, non sono superate, e dunque non è superata la possibilità dell’olocausto. L’olocausto era un evento del tutto inatteso, non era prevedibile. L’omicidio di massa oggi è di nuovo inimmaginabile, ma oggi tuttavia sappiamo ciò che non sapevamo nel 1941→ che bisognerebbe immaginare anche l’inimmaginabile. I fattori storici che hanno portato all’olocausto potrebbero ancora essere presenti tra noi , e star aspettando solo l’occasione per agire. Molte caratteristiche della società civilizzata contemporanea incoraggiano il ricorso a forme di genocidio simili all’olocausto (le nazioni unite difendono questo diritto). Lo stato moderno può fare qualsiasi cosa voglia di coloro che sono sottoposti al suo controllo, non esiste nessun limite etico-morale. Senza la civiltà moderna non vi sarebbe stato alcun olocausto; oggi sappiamo di vivere in un tipo di società che rese possibile l’olocausto e che non impediva alcun elemento in grado di impedire il suo verificarsi. L’odio omicida collettivo è sempre stato tra noi e probabilmente non scomparirà mai ; la modernità ha fallito poiché non ha posto fine alla disumanità dell’uomo nei confronti dell’uomo. L’olocausto presenta delle caratteristiche che non condivide con nessuno dei precedenti casi di genocidio ; queste caratteristiche hanno un sapore moderno , poiché la modernità ha contribuito in maniera attiva all’olocausto, quindi l’olocausto fu → un prodotto e un fallimento della civiltà moderna. Nel 1938 ebbe luogo la notte dei cristalli, durante la quale abitazioni negozi ebraici furono assaliti dalla folla , essi furono distrutti , dati alle fiamme , 100 persone persero la vita; la notte dei cristalli fu l’unico pogrom che ebbe luogo per le strade delle città tedesche in tutto il periodo dell’olocausto. Lo stato tedesco sterminò circa 6 milioni di ebrei.
di tutto ciò è l’irrilevanza delle norme morali per il successo tecnico dell’operazione burocratica. Un altro effetto del contesto burocratico dell’azione è → la disumanizzazione degli oggetti dell’attività burocratica , ovvero la possibilità di esprimere tali oggetti in termini puramente tecnici ed eticamente neutri. La disumanizzazione comincia nel momento in cui , grazie alla dissociazione gli oggetti dell’attività burocratica sono ridotti ad una serie di misurazioni quantitative; essi prendono in considerazione solo gli effetti finanziari delle proprie azioni ; il loro oggetto è il denaro; tendono alla massimizzazione del profitto sul capitale investito. Ridotti come tutti gli altri oggetti della gestione burocratica a semplici quantità misurabili prive di qualità, gli esseri umani perdono la propria specificità; a questo punto essi sono già disumanizzati ( concetto di alienazione di marx). Soltanto gli esseri umani possono essere oggetto di giudizio a carattere etico; gli esseri umani perdono questa prerogativa , una volta che sono stati ridotti a cifre. Una volta disumanizzati, gli esseri umani vengono visti con indifferenza etica, la quale si trasforma in disapprovazione quando la loro mancanza di cooperazione rallenta il corso della routine burocratica. Da tutto ciò consegue che il modello burocratico di azione, così come si è sviluppato nel corso del processo di modernizzazione , contiene tutti gli elementi tecnici necessari all’esecuzione del genocidio. La burocrazia è il programma per cercare la soluzione ottimale ; ciò che importa è l’efficienza e la riduzione dei costi. In germania la burocrazia aveva il compito di rendere il paese ripulito dagli ebrei, quindi procedette col segregare questi ultimi dal resto della popolazione e deportandoli in territori non tedeschi ( strumento di pulizia). Gli storici dell’olocausto vengono suddivisi tra→ intenzionalisti e funzionalisti: i primi insistono sul fatto che Hitler aveva sicuramente preso fin dall’inizio la decisione di uccidere gli ebrei, i secondi attribuiscono a Hitler solo l’intenzione generica di trovare una soluzione al problema ebraico. La ricerca storica sostiene il punto di vista funzionalista. L’immaginazione di Hitler sarebbe arrivata a ben pochi risultati se non fosse stata sostituita , e tradotta in un processo di problem solving, da un enorme e razionale apparato burocratico. Il modello burocratico di azione è presente ovunque nella storia dell’olocausto; fu la burocrazia a realizzare l’olocausto, a tenere in funzione la macchina omicida furono la sua routine e la sua inerzia. La burocrazia è capace di compiere un’azione di genocidio, essa ha bisogno di combinarsi con un’altra invenzione della modernità→ ovvero il progetto do un ordine sociale migliore e più razionale , una società omogenea dal punto di vista razziale ad esempio o senza classi. In una società civilizzata → la principale caratteristica è l’eliminazione della violenza dalla vita quotidiana. I membri della società moderna essendo costretti a rinunciare all’uso della violenza, gettano le armi di fronte agli amministratori della coercizione , ciò è preoccupante poiché l’ingentilirsi dei comportamenti è strettamente connesso a un radicale spostamento del controllo sulla violenza. Il fallimento più spettacolare è stato quello della scienza, in quanto il potenziale di morte contenuto negli strumenti della scienza moderna è elevato; l’emancipazione della ragione dalle emozioni , e dell’efficienza dall’etica è stato il grido di battaglia della scienza. Una volta messa in pratica ,tale emancipazione ha trasformato la scienza e la tecnologia in strumenti nelle mani di un potere senza scrupoli ; il ruolo che la scienza ha svolto nell’esecuzione dell’olocausto è stato sia indiretto sia diretto. Gli scienziati perseguono e apprezzano solo il valore della conoscenza e della verità; anche biologi e medici svolsero un ruolo attivo nell’esecuzione dei programmi razziali nazisti. La chiesa di fronte all’olocausto reagì con il silenzio ( tutte le chiese rimasero in silenzio). La civiltà si dimostrò incapace di garantire un uso morale del terrificante potere da essa creato; l’essenza dell’atteggiamento moderno è→ l’ambizione al perfezionamento della realtà.
Il genocidio si presenta come parte integrante del processo attraverso cui viene realizzato il grande progetto. Il progetto conferisce al genocidio la sua legittimazione, la burocrazia statale gli offre il veicolo, e la paralisi della società gli da il segnale di via libera. Ci fu una cooperazione tra tedeschi e consigli ebraici, che fu molto utile ai tedeschi in quanto se non ci fosse stata, le complesse operazioni dell’omicidio di massa avrebbero posto agli amministratori tedeschi problemi gestionali, tecnici e finanziari di grandi dimensioni. La routine del genocidio esclude quella cooperazione delle vittime che fu cosi rilevante nel corso dell’olocausto; il comune genocidio di propone raramente lo scopo della totale distruzione di un gruppo. Lo scopo del genocidio può considerarsi raggiunto quando → 1. il livello della violenza è stato tale da minare la volontà e la resistenza di coloro che l’hanno subita e da spingerli col terrore ad arrendersi a un potere superiore; 2. Il gruppo designato è stato privato delle risorse necessarie alla continuazione della lotta.
- alcune persone comuni s sono opposte ai detentori del potere e senza pensare alle conseguenze hanno dato la priorità alla propria coscienza , la loro coscienza morale costituiva a tutti gli effetti una dote personale , a differenza dell’immoralità, che doveva essere socialmente prodotta. DURKHEIM→ sostenne che l’essenza della morale va cercata proprio nella sua forza obbligante , piuttosto che nella sua connessione razionale con i bisogni che i membri della società cercano di soddisfare: una norma è tale perché i membri di una società attraverso l’apprendimento o le amare conseguenze della trasgressione si convincono del suo valore vincolante. La più importante influenza esercitata da Durkheim sulla pratica socio-scientifica è dovuta forse alla concezione della società come una forza attivamente moralizzatrice; l’uomo è un essere morale solo perché vive nella società, l’individuo pertanto si sottomette alla società, e si rende dipendente da essa, ma si tratta di una dipendenza liberatoria. Per Durkheim ogni morale deriva dalla società , al di fuori di quest’ultima non esiste vita morale. La condotta immorale rappresenta sempre un ritorno ad uno stadio presociale. Il comportamento morale è concepibile solo in un contesto sociale. - La morale non è un prodotto della società, ma è qualcosa che la società manipola→ sfrutta, orienta , comprime. - La responsabilità, questa componente costitutiva di ogni condotta morale, scaturisce dalla prossimità dell’altro. Prossimità significa responsabilità, e la responsabilità è la prossimità. L’alternativa alla prossimità è la distanza sociale; la responsabilità può trasformarsi in avversione, questo processo di trasformazione è un processo di separazione sociale, fu una separazione del genere che consentì a migliaia di uomini di uccidere e a milioni di osservare l’assassino senza protestare. E furono le conquiste tecnologiche e burocratiche della moderna società razionale che resero possibile tale separazione. L’impresa del regime nazista è consistita nel neutralizzare l’impatto morale della modalità esistenziale specificatamente umana. I tentativi nazisti di indurre la popolazione a commettere atti di violenza contro gli ebrei fallirono di fronte alla ripugnanza popolare per la coercizione fisica, alle profonde inibizioni che impediscono di infliggere il dolore fisico e alla caparbia lealtà umana verso i conoscenti. - L’olocausto poteva aver luogo soltanto a condizione di neutralizzare l’influenza delle motivazioni morali originarie , di isolare la macchina dell’omicidio dalla sfera in cui esse sorgono e si applicano , di renderle marginali o del tutto irrilevanti per il raggiungimento dello scopo. Il regime nazista riuscii ad ottenere tale neutralizzazione, isolamento ed emarginazione sfruttando l’apparato dell’industria , della scienza, dei trasporti, della burocrazia e della tecnologia moderna. Senza questo contributo, l’olocausto sarebbe stato impensabile. La soluzione finale non sarebbe stata possibile senza la progressiva esclusione degli ebrei dalla società tedesca, sfociando nella spersonalizzazione e nella degradazione della figura dell’ebreo. - Essendo legata alla prossimità umana , la morale sembra conformarsi alla legge della prospettiva ottica, al crescere della distanza , la responsabilità verso gli altri si riduce. L’atto di uccidere quando le armi separano e allontanano sopprime l’istinto morale , nella misura in cui non si vedono gli effetti pratici della propria azione, è improbabile che sorga un conflitto morale. - Un altro metodo per assicurare la dovuta distanza psicologica anche in assenza di quella fisica o funzionale è→ fornito dalla competenza, che consiste nel ritenere che la corretta esecuzione di un compito richieda una certa conoscenza , che alcune persone ne possiedono più di altre; la responsabilità non viene percepita come affidata agli esperti , ma alle competenze che essi rappresentano. - L’obbedienza era razionale , la razionalità era obbedienza. Individui razionali entravano con gioia e pacificamente nella camera a gas , solo se si faceva loro credere che stavano andando nella stanza da bagno; la razionalità era molto più efficace, facile da ottenere ed economica ; cosi per distruggere le vittime le SS coltivavano con cura la razionalità degli ebrei. All’interno del mondo creato dai nazisti la ragione era nemica della morale.