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Appunti completi sui seguenti argomenti: - Amminoacidi - Legame peptidico - Struttura delle proteine - Conformazione, Dinamica e Funzione delle Proteine - Enzimi - Introduzione alla Cellula
Tipologia: Appunti
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Chimica e propedeutica Biochimica - modulo 2
Gli amminoacidi sono le unità monomeriche delle proteine. Tutti gli aminoacidi presentano un gruppo amminico -NH2 e un gruppo carbossilico -COOH , entrambi legati a un carbonio centrale detto carbonio α. Si parla infatti di α-amminoacidi anche se, in forma molto più rara, esistono in natura altri tipi di amminoacidi. Il carbonio centrale dell’amminoacido, oltre a legare un gruppo amminico -NH2 e un gruppo carbossilico -COOH, interagisce con un atomo di idrogeno H e con una catena laterale (o residuo) R, porzione caratterizzante per ogni amminoacido, poichè ognuno ne presenta una diversa. Le prorietà della catena laterale di un amminoacido ne determinano le caratteristiche chimico-fisiche. Normalmente, la forma neutra dell’amminoacido non esiste in natura, perchè a pH fisiologico l’amminoacido si trova nella sua forma che presenta una carica positiva sul gruppo amminico e una carica negativa sul gruppo carbossilico. COOH è un acido relativamente forte che si deprotona (perde l’atomo di H in forma H+), a dare la base coniugata COO-. Mentre NH2 è una base abbastanza forte che si protona (acquista un atomo di H in forma H+) formando l’acido coniugato, NH3+. Il caso appena analizzato è quello della forma zwitterionica (dal tedesco zwitter , che significa “entrambi”), cioè la forma in cui entrambi gli ioni (negativo e positivo) sono presenti sulla stessa configurazione. I venti amminoacidi si dividono in:
positivamente (anodo). Inoltre ioni con massa minore si muovono più velocemente di ioni con massa maggiore. Es. La goccia contiene solo due amminoacidi, glicina e cisteina. Imponiamo come pH della soluzione 5.5 (relativamente acido). Sappiamo dalle curve di titolazione che la glicina ha un punto isoelettrico = 6 quindi in questo pH (inferiore al punto isoelettrico) è carica positivamente. Mentre la cisteina ha pI = 5 e quindi in questo pH (maggiore del punto isoelettrico) la cisteina è carica negativamente. Perciò la cisteina va verso l’elettrodo positivo mentre la glicina verso l’elettrodo negativo. Domanda esame -> se invece il pH = 7 Glicina (PI=6) è carica negativamente Cisteina (PI=5) è carica negativamente Perciò migrano verso l’elettrodo di destra. La glicina si muove più velocemente perchè ha una massa minore della cisteina. Domanda esame -> comportamento di un amminoacido in soluzione acquosa
Gli amminoacidi sono reattivi. I gruppi funzionali NH2 e COOH possono reagire. Allo stesso tempo le catene laterali degli amminoacidi non polari possono contenere gruppi funzionali inerti. Mentre le catene laterali di altri amminoacidi possono contenere gruppi funzionali reattivi.
- Acetilazione Le proteine dei cromosomi possono essere regolate tramite l’acetilazione della lisina. - Idrossilazione dei residui di prolina La prolina può essere idrossilata. La malattia dello scorbuto è causata da una carenza di idrossilazione della prolina in una specifica proteina. - Ossidazione di residui di cisteina Importante per la formazione dei ponti di solfuro, che servono a stabilizzare la struttura di una proteina.
Questa reazione da sinistra a destra è un’ossidazione mnetre da destra a sinistra è una riduzione. L’ambiente intracellulare (citosolico) è fortemente riducente ed è essenzialmente per mantenere la funzionalità delle proteine. Perciò se vedo una proteina che presenta anche solo un ponte disolfuro capisco che questa proteina vive nell’ambiente extracellulare ossidante. Mentre tutte quelle che vivono nell’ambiente intracellulare non possono fare ponti disolfuro. Alcuni amminoacidi o loro derivati sono potenti agenti biologici, che agiscono come neurotrasmettitore e come ormoni:
Le proteine sono sequenze lineari dei 20 L-alfa-amminoacidi. Il legame peptidico è un legame forte che unisce un amminoacido al seguente in modo ordinato e sempre e solo lineare. Il legame peptidico è una reazione di condensazione tra il gruppo amminico di un amminoacido e il gruppo carbossilico dell’amminoacido adiacente con l’allontanamento di una molecola d’acqua. Questa reazione porta alla formazione di un dipeptide (due amminoacidi). Quello che rimane dell’amminoacido dopo la reazione non è più un amminoacido ma è detto residuo amminoacidico.
legame doppio e di conseguenza non può ruotare liberamente. Se fosse singolo non sarebbe planare ma potrebbe ruotare. Perciò nella maggior parte del tempo è doppio e non può ruotare, se per una frazione di secondo si trasforma in singolo può ruotare al massimo di 180°.
- (^) Conformazione Cis e Trans -> Nella conformazione Trans (la più comune) due carbonio alfa consecutivi dispongono la catene laterali su emispazi opposti. Mentre nella conformazione Cis le due catene laterali sono sullo stesso emispazio. La conformaizone trans è la più comune perchè riduce le interazioni steriche. La Cis può avvenire in alcuni casi, come ad esempio nel caso i due residui siano delle glicine, dal momento che sono molto piccoli. Anche nel caso in cui il residuo seguente è una prolina è favorita la conformazione Cis. Un altro modo di rappresentare la catena polipeptidica è questo: La catena principale è una sequenza monotona di N, C-alfa, C (carbonilico). I residui sono tutti in conformazione Trans. L’unica possibilità di rotazione avviene attorno ai singoli legami C-alfa—C carbonilico (angolo di rotazione Psi) e C-alfa —N (angolo di rotazione Phi). La rotazione attorno a questi legami da luogo al folding delle proteine. Ogni C-alfa ha associati due angoli: Phi e Psi
Ogni due C-alfa consecutivi è presente un piano che non è mai coplanare al piano che si forma nei C-alfa seguenti. Questi due piani sono collegati da un C-alfa, ma ogni C-alfa ha una coppia di angoli di rotazione collegati, perciò i due piani possono ruotare. Questo è il principio di folding delle proteine, in cui si passa da una catena lineare ad una proteina arrotolata. Il grafico di Ramachandram rappresenta le coppie di angoli di rotazione (Phi e Psi) che effettivamente si possono trovare in natura.
Sono molecole di peso fino a 5000 Dalton costituiti da una catena lunga fino ad alcune decine di amminoacidi uniti da legami peptidici. I peptidi possono essere:
- Ormoni Come insulina e glucagone che agiscono in ambiente extracellulare. - Veleni Il mastoparan è una tossina peptidica che si trova nel veleno delle vespe. - Neurotrasmettitori Come le endorfine. - Antibiotici Come la gramicidina. È uno dei rarissimi casi in cui sono presenti i D-amminoacidi. - Sviluppo di patologie Si formano dei peptidi che tendono ad aggregare e causare l’Alzheimer
trovano. La reattività dei gruppi è importante per la funzione che deve svolgere una certa proteina (es. Enzimi). Inoltre le proteine possono formare complessi proteici , associandosi con altre proteine, per svolgere una funzione. Infine le proteine, nonostante abbiano una struttura stabile, sono caratterizzate da una flessibilità strutturale che è fondamentale per la funzione da svolgere. Quando una proteina ha un folding corretto (stabile e flessibile) prende il nome di struttura nativa. Al contrario se viene srotolata si dice che la proteina è denaturata. La sequenza primaria guida il folding della proteina. Quando la proteina è denaturata è instabile mentre nella sua struttura nativa ha un minimo di energia libera. La struttura delle proteine può essere: -primaria -secondaria -terziaria -quaternaria
Sequenza ordinata e lineare di residui amminoacidici. Si legge dell’ammino terminale (a sinistra) al carbossi-terminale (a destra). Questa struttura è detta anche sequenza proteica/polipeptidica. Le proteine solitamente iniziano sempre con una metionina.
La struttura secondaria rappresenta il modo in cui parti di una proteina si ripiegano per formare elementi di struttura secondaria. Questa struttura è definita dalla coppia di angoli Psi e Phi. Nel grafico di Ramachandran le zone più scure corrispondono alle coppie di angoli Phi e Psi caratteristiche delle strutture secondarie più frequenti nelle proteine:
La regolarità della conformazione di una struttura secondaria dipende quindi dalla regolarità della struttura atomica della catena principale e dai valori degli angoli Phi e Psi di ogni amminoacido, che si ripetono quasi costantemente all’interno di ogni elemento di struttura secondaria. Tre tipi fondamentali di strutture secondarie:
È stata scoperta da Linus Pauling. In questa struttura la catena principale si avvolge su se stessa in senso orario, mentre le catene laterali non contribuiscono alla struttura. La alfa-eliche sono strutture ripetitive caratterizzate dai seguenti parametri:
Questo andamento rappresentato è parallelo però è motlo più comune L’andamento antiparallelo in cui le catene vanno in direzioni opposte. La struttura antiparallela è più stabile di quella parallela. La struttura foglietto beta, rispetto all’alfa-elica, è molto meno compatta perchè le coppie di angoli danno al foglietto un andamento pieghettato. Se gli angoli Phi e Psi fossero piatti il foglietto sarebbe stirato. Alcuni foglietti beta sono così estesi da formare delle strutture di protezione o supporto molto resistenti, dette barilotti beta (beta-barrel). Hanno una struttura chiusa a cilindro. Es. La GFP (green fluorescent protein) è un barilotto beta. E formata da 11 filamenti beta messi sia in modo parallelo che antiparallelo a formare una struttura chiusa forma di cilindro.
Servono a far cambiare la direzione di una catena polipeptidica di circa 180°. Si trovano in mezzo a strutture a alfa-elica o foglietti-beta. Ne esistono di diversi tipi:
Elementi di struttura secondaria possono combinarsi per formare strutture supersecondarie (o motivi):
- Motivo alfa Consiste in 2 alfa-eliche antiparallele collegata da un loop, detto alfa-hairpin - Beta-hairpin Consiste in due filamenti beta antiparalleli collegati da un loop. - Motivo beta-alfa-beta Consiste di due foglietti beta paralleli adiacenti, connessi da un’alfa elica che collega l’estremità C-terminale dal primo filamento beta con l’estremità N- terminale del secondo filamento beta. - Coiled-coil Motivo in cui due o più alfa-eliche sono avvolte insieme (eliche superavvolte) come i fili che compongono una corda. Un esempio è la alfa-cheratina (capelli). Anche la miosina ha un coiled-coil che finisce con una parte globulare che permette alla miosina di camminare sui filamenti di actina. - Tripla elica Consiste di tre eliche avvolte insieme. Un esempio è il collagene.
Al contrario la denaturazione di una proteina, ovvero il passaggio dalla forma nativa alla forma denaturata , avviene con una transizione rapida. Per la denaturazione si può utilizzare la temperatura o l’urea. La proteina ha una certa resistenza però oltre una certa soglia di temperatura o urea la transizione è rapida e la proteina si denatura. La struttura terziaria è stabile e dipende, oltre che da eventuali ponti disolfuro, da interazioni non covalenti:
È riferita alla struttura di proteine composte da più catene polipeptidiche. Le subunità di una proteina con struttura quaternaria sono legate tra loro per mezzo di legami non covalenti o ponti di solfuro (ambiente extracellulare). Le strutture quaternarie sono dette:
La classificazione può essere fatta sulla base di diverse caratteristiche:
- Localizzazione
L’ emoglobina è una proteina intracellulare situata nel citosol dei globuli rossi. L’emoglobina trasporta l’ossigeno, la CO2 e i protoni (H+) in tutto il corpo. È formata da 4 catene polipeptidiche e ha una struttura quaternaria che gli conferisce delle particolari caratteristiche. L’emoglobina è una proteina allosterica , infatti il legame dell’ossigeno è regolato da tre molecole: protoni, CO2 e fosfato inorganico. L’emoglobina è il trasportatore di ossigeno presente negli eritrociti. Ha una struttura a tetramero con 4 subunità molto simili tra loro. Una molecola di emoglobina corrisponde a 4 siti di legame con l’ossigeno. Esistono diverse forme di emoglobina nell’adulto e nel feto. L’emoglobina A, ovvero al principale nell’adulto è formata da:
Mentre l’equazione che descrive la curva dell’emoglobina è: n corrisponde al grado cooperatività del legame.