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Monumenti e Restauro, Appunti di Restauro

Il documento parla di monumenti e restauro, definendo il concetto di monumento e la sua relazione con il paesaggio, e spiegando l'evoluzione del concetto di restauro. Vengono evidenziate le criticità dell'approccio tradizionale al restauro e viene proposto un nuovo approccio conservativo. Viene inoltre sottolineata l'importanza di leggere i fenomeni di degrado per intervenire in modo adeguato sull'esistente.

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 26/01/2022

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IL MONUMENTO
DE FINIZIONE
È una parola poco utilizzata, quando si parla di costruito è meglio parlare di patrimonio. La città sta nei
monumenti, è un insieme di oggetti che sono difficili da proteggere in quanto non vengono riconosciuti
come elemento fondate senza voce che hanno costruito la storia.
Il pensiero attuale non permette di abbattere delle mura in quanto riconosciute come monumento,
nell’800 questo pensiero non era presente, perciò, abbattere qualcosa di storico era considerato
normale.
Il compito dell’architetto è quello di capire la relazione del monumento con i dintorni, con il paesaggio,
per far ciò bisogna conoscere a fondo l’antico.
Per monumento oggi si intende opere riconosciute di ogni città di fondamentale importanza, secondo
Alois Riegl anche un monumento letterario è di fondamentale importanza in quanto contiene una serie
di elementi storici e artistici. Riegl definisce che il monumento è ogni opera della mano dell’uomo dalla
cui realizzazione siano trascorsi almeno 60 anni.
La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto
l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di
un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico. Questa nozione si applica non solo alle grandi
opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale.
(Carta di Venezia – 1964)
Importante è la relazione tra il monumento e il paesaggio in quanto rappresenta un momento della
storia di un determinato ambito, questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche a quelle
più modeste.
Due momenti importanti per far sì che nella carta di Venezia si dia quella definizione sono:
1. Nuova storia/microstoria: la storia non è costruita solo dai grandi uomini che vengono
studiati, ma è costruita anche da coloro che hanno contribuito a far sì che questi grandi uomini
divenissero tali; alla città materiale, alle grandi battaglie, ai gesti ripetitivi e alle storie
silenziose.
2. Cultura materiale: si occupa dei fatti ripetuti, degli aspetti visibili, tangibili, concreti e
quotidiani di una società derivanti da una conoscenza condivisa e trasmessa in maniera
automatica; può essere quindi definita prima di tutto come la massa della popolazione, lo studio
della cultura materiale non ha bisogno di eroi.
Questi due temi contribuiscono a far fruttare l’interesse verso le testimonianze lasciate da persone
“comuni”
Ai giorni d’oggi il termine monumento dovrebbe essere sostituito da patrimonio diffuso in quanto il
termine monumento è riduttivo rispetto al suo reale significato.
All’interno del patrimonio dell’Umanità fanno parte sia le cose materiali che immateriali; secondo
l’UNESCO il patrimonio immateriale è: le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze,
gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi che le comunità
riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale.
Il monumento è quindi il patrimonio di una società, composto sia dalla struttura in sé ma anche da ciò
che lo circonda sia a livello paesaggistico che a livello culturale.
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IL MONUMENTO

DEFINIZIONE

È una parola poco utilizzata, quando si parla di costruito è meglio parlare di patrimonio. La città sta nei monumenti, è un insieme di oggetti che sono difficili da proteggere in quanto non vengono riconosciuti come elemento fondate senza voce che hanno costruito la storia. Il pensiero attuale non permette di abbattere delle mura in quanto riconosciute come monumento, nell’800 questo pensiero non era presente, perciò, abbattere qualcosa di storico era considerato normale. Il compito dell’architetto è quello di capire la relazione del monumento con i dintorni, con il paesaggio, per far ciò bisogna conoscere a fondo l’antico. Per monumento oggi si intende opere riconosciute di ogni città di fondamentale importanza, secondo Alois Riegl anche un monumento letterario è di fondamentale importanza in quanto contiene una serie di elementi storici e artistici. Riegl definisce che il monumento è ogni opera della mano dell’uomo dalla cui realizzazione siano trascorsi almeno 60 anni. La nozione di monumento storico comprende tanto la creazione architettonica isolata quanto l’ambiente urbano o paesistico che costituisca la testimonianza di una civiltà particolare, di un’evoluzione significativa o di un avvenimento storico. Questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale. (Carta di Venezia – 1964) Importante è la relazione tra il monumento e il paesaggio in quanto rappresenta un momento della storia di un determinato ambito, questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche a quelle più modeste. Due momenti importanti per far sì che nella carta di Venezia si dia quella definizione sono:

  1. Nuova storia/microstoria: la storia non è costruita solo dai grandi uomini che vengono studiati, ma è costruita anche da coloro che hanno contribuito a far sì che questi grandi uomini divenissero tali; alla città materiale, alle grandi battaglie, ai gesti ripetitivi e alle storie silenziose.
  2. Cultura materiale: si occupa dei fatti ripetuti, degli aspetti visibili, tangibili, concreti e quotidiani di una società derivanti da una conoscenza condivisa e trasmessa in maniera automatica; può essere quindi definita prima di tutto come la massa della popolazione, lo studio della cultura materiale non ha bisogno di eroi. Questi due temi contribuiscono a far fruttare l’interesse verso le testimonianze lasciate da persone “comuni”

Ai giorni d’oggi il termine monumento dovrebbe essere sostituito da patrimonio diffuso in quanto il

termine monumento è riduttivo rispetto al suo reale significato. All’interno del patrimonio dell’Umanità fanno parte sia le cose materiali che immateriali; secondo l’UNESCO il patrimonio immateriale è: le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi che le comunità riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Il monumento è quindi il patrimonio di una società, composto sia dalla struttura in sé ma anche da ciò che lo circonda sia a livello paesaggistico che a livello culturale.

IL RESTAURO

COSA SIGNIFICA E COS’È IL RESTAURO OGGI?

Per restauro si intende uno specifico atteggiamento che ai giorni d’oggi è stato sostituito dall’atteggiamento conservativo. Il restauro è un’attività legata alla manutenzione, recupero, ripristino e alla conservazione delle opere d’arte, al quale venga riconosciuto un particolare valore. Il restauro riporta allo stato originario opere d’arte, manufatti o ulteriori opere, riparando e rifacendo con tecniche specifiche in relazione alla materia su cui si opera. Le criticità di queste affermazioni sono:

  1. Manutenzione, recupero, ripristino, conservazione : queste sono attività differenti che non vanno messe sullo stesso piano
  2. Opere d’arte: mette sullo stesso piano opere d’arte, monumenti, ecc (ma il termine opera d’arte considera tutto, non servono quindi distinzioni)
  3. Riportare allo stato originario : inizialmente il restauro aveva questo come obiettivo, ma questo non è possibile perché non si può ritornare indietro nel tempo
  4. …. E rifacendo: fare una copia dell’originale, quindi non un restauro È difficile riportare allo stato originario un’opera in quanto è quasi impossibile entrare nella testa dell’architetto che ha pensato l’opera originale; oggi non parliamo più quindi di ripristino ma di palinsesto. Ogni cosa è autentica rispetto all’epoca in cui è stata realizzata, ma bisogna tenere conto anche di un altro parametro: la materia che andremo ad impiegare nel restauro è diverso rispetto a quello originale (causa tecniche di lavorazione ed estrazione). Ma l’autenticità non deve dipendere dalla forma ma dal materiale, che resta autentico anche se nel tempo subisce variazioni. Il restauro oggi è ogni intervento che si proponga l’obiettivo della permanenza nel tempo della consistenza fisica del bene materiale ricevuto in eredità dalla storia, del quale si possa garantire la conservazione di ogni sua dotazione e componente in un uso attivo, da perseguire attraverso opportuni e calcolati nuovi apporti di progetto. Il restauro è una forma specialistica di progettazione che richiede sia la padronanza piena dei metodi e delle procedure di conservazione del costruito storico, sia il possesso degli strumenti e dei criteri di progettazione innovativa. ARTICOLO 29: per restauro si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali. Oggi restaurare significa conservare un edificio nella sua consistenza materiale, rispettando il palinsesto che è giunto sino a noi, prevendo una cura dei fenomeni che lo danneggiano; mettendo a punto un progetto di architettura che si occupa dell’esistente. Bisogna seguire un iter metodologico differente per ogni edificio, che non porti ad una standardizzazione degli esiti; gli studi per capire l’edificio devono comprendere i rilievi geometrici ed architettonici, le indagini storiche, il progetto diagnostico, i rilievi delle tecniche costruttive, della struttura, dei materiali, dei fenomeni di degrado e delle loro cause

ALOISE RIEGL: VALORE DELL’ANTICO E VALORE STORICO

È un giurista di formazione che nasce a Linz 1858 e muore a Vienna nel 1905. Oltre che essere un giurista è uno storico dell’arte che si occupa in particolare di alcuni periodi della storia che erano normalmente considerati poco o comunque periodi che non avevano un’importanza eclatante rispetto ad altri. Nel suo lavoro di storico dell’arte rivaluta, attraverso i suoi pensieri, il tardo antico e il barocco. Soprattutto il barocco è un tema importante perché è un periodo che ha vissuto una stagione floridissima ma anche una floridissima stagione di eliminazione. Quasi tutte le chiede romaniche che vediamo oggi avevano infatti subito modifiche in quel periodo ecc. Nel 1897 è professore all’università di Vienna e nel 1903 viene nominato presidente per la reale e imperiale commissione per lo studio e la conservazione dei monumenti storici artistici dell’Austria- Ungheria —> incaricato di redigere una legge di tutela degli oggetti del passato. Scrive un libro: il culto moderno dei monumenti, il suo carattere e i suoi inizi. Significato di monumento: con monumento si intende un’opera della mano dell’uomo, creata allo scopo determinato di conservare sempre presenti e vivi singoli atti o destini umani nella coscienza delle generazioni a venire” -> parla quindi di un oggetto commemorativo, voluto che però è comunque qualsiasi prodotto della mano dell’uomo. Dice che la storia non si ferma, non esiste una storia legata ad un passato. Ma in realtà è possibile anche una storia molto vicina a noi. Ogni oggetto possiede sia un interesse d’arte perché rappresenta lo sviluppo di un certo momento dell’arte ma anche un interesse storico perché rappresenta lo sviluppo di un certo momento della storia. Ogni società da un valore e un significato a oggetti diversi magari da quella precedente. Non è che se pensi che non ha valore allora non lo ha davvero. Importante è anche il tema di valore , che può essere:

  • VALORE DELL’ANTICO: Passaggio del tempo che la natura ha compiuto su un determinato oggetto. Secondo la definizione —> questo valore dell’antico non dovrebbe avere interventi da parte della mano dell’uomo. PERO’ ci sono alcune circostanze a cui, cause di tipo improvviso, richiedono interventi per far in modo che l’edificio non “scompaia” —> il valore dell’antico accetta solo interventi minimi di prevenzione della distruzione dell’edificio stesso. Se il valore dell’antico richiede qualche intervento allora io dovrò fare interventi che siano sostanzialmente interventi di cura.
  • VALORE STORICO: Contrapposto al vapore dell’antico, è espresso dalla compiutezza dell’oggetto. Se per il valore dell’antico è importante il passare del tempo e ciò che esso produce per il valore storico il passaggio del tempo è lesivo perché esso è la compiutezza dell’oggetto.

LEGGERE I FENOEMENI DI DEGRADO

L’intervento sull’esistente è un intervento di “cura”, per curare bisogna conoscere le malattie e le loro cause (fenomeni di degrado); la lettura dei fenomeni di degrado è parte di un iter di conoscenza e di studio dell’edificio, questo serve per mettere a punto un progetto compatibile/durevole/sostenibile. Il rilievo dei materiali e dei fenomeni di degrado si suddivide in:

  • Analisi visive: attraverso il nostro occhio dobbiamo riconoscere i livelli di degrado
  • Diagnostica: attraverso degli strumenti si va a cercare le conferme di quelle che sono state le

nostre letture. La diagnostica può essere NON DISTRUTTIVA, cioè senza toccare i materiali;

oppure DI LABORATORIO che prevedono il prelievo di campioni che poi vengono portati in

laboratorio.

  • Mappature tematiche: prospetti, sezioni, piante che rappresentano i fenomeni di degrado
  • Definizione stato di conservazione: per scegliere le migliori tecniche di intervento, per far ciò è necessario avere competenze multidisciplinari (interazione tra progettista e specialista). Le indagini si possono realizzare attraverso: riconoscimento delle patologie, la conoscenza del materiale tramite prelievi e analisi, attraverso indagini di laboratorio per determinare il tipo di degrado, la caratterizzazione dell’ambiente. Per riconoscere il degrado è necessario conoscere un lessico del degrado, questo lo si trova nella norma UNI 111 82/2006. Molto importante è che i fenomeni del degrado siano codificati nello stesso modo, è quindi è una denominazione comune.
  • ALTERAZIONE CROMATICA: variazione naturale nel tempo
  • ALVEOLAZIONE: presenza di cavità di forma e dimensioni variabili, con distribuzione non uniforme
  • COLATURA: traccia ad andamento verticale
  • COLONIZZAZIONE BIOLOGICA: presenza riconoscibile microscopicamente di macro- organismi
  • CROSTA: modificazione dello strato superficiale del materiale
  • DEFORMAZIONE: variazione della sagoma o della forma che interessa l’intero spessore del materiale
  • DEGRADAZIONE DIFFERENZIALE: perdita di materiale dalla superficie che evidenzia l’eterogeneità della tessitura della struttura
  • PATINA BIOLOGICA: strato sottile e omogeneo, costituito prevalentemente da microrganismi (colori diversi)
  • PRESENZA DI VEGETAZIONE: presenza di individui erbacei, arbustivi o arborei

TUTELA DEL PATRIMONIO COSTRUITO

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica […] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione (Articolo 9 – Costituzione Italiana) STORICO DELLE LEGGI DI TUTELA: GLOSSARIO: catalogo -> elenco di oggetti NOTE: → Il testo unico mette a sistema tutte le leggi precedenti, non introduce nulla di nuovo se non la definizione di “restauro” che viene per la prima volta inserito all’interno di una legge. All’ articolo 29 ( del codice dei beni culturali e del paesaggio) viene definito cosa si intende per conservazione del patrimonio culturale. La CONSERVAZIONE del patrimonio culturale è assicurata mediante una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro. Per PREVENZIONE si intende il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto. Per MANUTENZIONE si intende il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell’integrità, dell’efficienza funzionale e dell’identità del bene e delle sue parti. Per RESTAURO si intende l’intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all’integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali; nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l’intervento di miglioramento strutturale. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e con la collaborazione delle università e degli istituti di ricerca competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di intervento in materia di conservazione dei beni culturali. Importanti sono le soprintendenze (MIBACT) che assicurano sul territorio la tutela del patrimonio culturale, autorizzano l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali, partecipano ed esprimono pareri nelle conferenze di servizi, amministra e controlla i beni dategli in consegna ed esegue relativi interventi conservativi. Ogni area geografica ha una sua soprintendenza. Si definiscono beni culturali le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. Tali cose si definisco beni culturali solo a termine di un procedimento di riconoscimento che varia a seconda della proprietà (pubblica o privata). La dichiarazione di interesse può avvenire in due modi in base a che siano pubblici o privati, questo procedimento ha lo scopo di far inserire un bene all’interno dei beni culturali. La verifica di interesse viene svolta da funzionari. I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure da recare pregiudizio alla loro conservazione. L’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere è subordinata ad autorizzazione del soprintendente, l’autorizzazione è resa su progetto o su descrizione tecnica dell’intervento presentati dal richiedente e può contenere prescrizioni.

INTERVENTO SULLE STRATIFICAZIONI DEL TEMPO → saranno considerate per monumenti e trattate come tali quelle aggiunte che in diverse epoche fossero state introdotte nell’edificio avendo un’importanza artistica e storica manifestamente minore dell’edificio stesso (1883). Nel restauro sono da rispettare tutti i contributi che definisco l’attuale configurazione di un monumento, il giudizio sul valore degli elementi in questione e la decisione circa le eliminazione da eseguirsi non possono dipendere dal solo autore del progetto (1964). QUESTIONE DELL’USO → la conferenza raccomanda di mantenere l’occupazione dei monumenti che ne assicura la continuità vitale, purché la moderna destinazione sia tale da rispettarne il carattere storico e artistico (1931). RAPPORTO ANTICO/NUOVO → nel caso che le aggiunte tornino assolutamente indispensabili si devono compiere con carattere diverso da quello del monumento, i pezzi aggiunti o rinnovati devono essere di materia evidentemente diversa sicché neanche su ciò possa essere ingannato l’osservatore (1883). UN PERCORSO NEL PROGETTO DI CONSERVAZIONE I concetti che legano l’edificio con il progetto sono: conoscenza, anamnesi, diagnosi, vocazione d’uso, cura; dopo questi processi si può definire il progetto. Le fasi di lavoro per l’anamnesi, la diagnosi e la cura sono:

  • Analisi storica → bibliografica, archivistica, iconografica (diretta e indiretta)
  • Rilievo geometrico → topografico, diretto, fotogrammetrico, fotografico _- Lettura e rilievo dei materiali, delle alterazioni e dei fenomeni di degrado
  • Rilievo del quadro fessurativo →_ si fanno a vista (dopo una conoscenza delle tipologie di degrado) attraverso l’utilizzo di strumenti
  • Diagnostica in sito → endoscopia, termografia, martinetti piatti, indagini soniche ed ultrasoniche, georadar
  • Diagnostica in laboratorio → caratterizzazione dei materiali, determinazione del contenuto dei Sali solubili, diffusione delle patologie di degrado
  • Progetto → di conservazione, di consolidamento, del nuovo capitolato speciale di appalto, computo metrico estimativo ANALISI STORICA → La prima conoscenza che bisogna eseguire è quella del luogo in cui si trova l’edificio da analizzare, ciò si può fare attraverso l’utilizzo di cartografie storiche. Conoscere le vicende che hanno interessato l’edificio nel corso degli anni per meglio comprendere le

attuali condizioni di degrado; per svolgere l’analisi storica si può fare affidamento a fonti INDIRETTE

(documenti, bibliografica, cartografia, disegni) o fonti DIRETTE (edificio, tecniche murarie, stratigrafia

dell’elevato, cronotipologia, mensiocronologia). L’esecuzione corretta di questa fase di lavoro consente di ricostruire le fasi di sviluppo e interpretare meglio i degradi presenti. RILIEVO GEOMETRICO → rappresenta la più importante fase conoscitiva dell’edificio, è fondamentale per conoscere la fabbrica e costituisce la base per ogni successiva elaborazione tematica. Il rilievo può essere diretto, strumentale o attraverso l’utilizzo di software per creare nuvole di punti da immagini. Il rilievo deve essere molto preciso per evitare errori di interpretazione (gli angoli degli edifici storici sono raramente di 90°). RILIEVO DEI MATERIALI E DEI FENOMENI DI DEGRADO → avviene attraverso analisi visive, le quali vengono mappate tematicamente e viene definito lo stato di conservazione e le scelte migliori per le tecniche di intervento; altrimenti può avvenire una diagnostica non distruttiva in situ, con una diagnostica di laboratorio e una successiva definizione dello stato di conservazione e la scelta delle migliori tecniche di intervento. Molto importanti in questa fase sono anche le competenze multidisciplinari, ossia un’interazione tra il progettista e lo specialista di una determinata tecnica; è però importante che il progettista conosci un minimo delle tecniche che si andranno ad affrontare. LA DIAGNOSTICA → può avvenire attraverso indagini distruttive (invasive), ossia attraverso il prelievo di campioni e le analisi in laboratorio, oppure non distruttive (non invasive) cioè quelle svolte in sito con non prevedono l’asportazione di materiali. IL PROGETTO → serve a guidare l’intervento di conservazione, assumendosene progettualmente le scelte, minimizzando le decisioni in cantiere. Le tecniche utilizzate all’interno del progetto devono

avere una massima conservazione della materia storica, una durabilità, una compatibilità e una non invasività con l’esistente. PROGETTARE PER IL COSTRUITO Il progetto ha come scopo quello di attualizzare un edificio che arriva come eredità dal passato. Molto importante è il tema della conoscenza relativa alla storia dell’edificio, dei materiali, etc. La conoscenza dà la possibilità di redigere, con consapevolezza, il progetto di conservazione e il progetto del nuovo, che aiutano a fare si che l’edificio abbia una funzione utile nella vita contemporanea. Progettare per il costruito significa conservare le parti esistenti, aggiungerne di nuove, avere rispetto del patrimonio collettivo; conservare significa curare e non imbalsamare l’edificio in una sorta di acritica rinuncia/rifiuto del progetto; ciò comporta che ogni edificio, nella sua unicità, abbia una sorta di vocazione d’uso. Quando progetto per il costruito devo operare per aggiunta e non per sottrazione, non bisogna nascondere il testo architettonico e il suo palinsesto. (rispetto per la verità storica). È necessario rafforzare il ruolo del progetto del nuovo come ulteriore, autonoma e riconoscibile stratificazione della storia dell’uomo. È importante compiere non scelte estetiche ma etiche che abbiano alla base il concetto di rispetto, rispetto per: stratificazione (palinsesto), vocazione d’uso , riconoscibilità del nuovo intervento. Esempi di progettazione per il costruito:

  • Ingresso palazzo comunale di Modena (Bardeschi): realizzazione di passerelle che mostrano il sottostante scavo, le murature di fondo conservano la stratificazione e il dissesto del palinsesto.
  • Cattedrale di Hamar (K. Lund, N. Slaatto): nel 1567 un incendio distrusse il tetto della cattedrale, viene progettata una grande struttura trasparente che protegge e la rende agibile per manifestazioni culturali, viene lasciato all’interno il rudere. Le parole chiave del progetto per il costruito sono: COMPATIBILITÀ → i materiali e le tecniche impiegate devono essere compatibili, fisicamente e chimicamente con l’esistente; ogni intervento deve essere eseguito in modo tale e con tali tecniche e materie da poter dare affidamento che nel futuro non renderà impossibile un nuovo eventuale intervento di salvaguardia o di restauro. Un esempio è:
  • Teatro di Eraclea Minoa (Minissi ): realizza la protezione con elementi sagomanti di plexiglass trasparente, ciò consentiva di sedersi, di far vedere com’era il teatro nell’antichità e di proteggere i sedili sottostanti. Questo materiale però ingiallisce e quindi attualmente non è più trasparente. (intervento non riuscito)
  • Puerta de Atocha: la stazione non era più adatta ad ospitare l’alta velocità, l’interno ora ospita una serra tropicale, biglietterie, negozi. RICONOSCIBILITÀ (AUTONOMA, RISPETTO ALLA STRATIFICAZIONE) → il progetto deve proporre un “aggiunta” riconoscibile rispetto allo strato storico. Un esempio è:
  • Oratorio S. Filippo Neri (Cervellati): l’oratorio era stato distrutto durante la 2 guerra mondiale, la cupola e le volte presentavano delle lacune evidenti, che l’architetto ha deciso di lasciare in evidenza.
  • Neues Museum (Chipperfields): una parte di edificio è stata ricostruita rispettando l’andamento, le aperture e i caratteri principali dell’architettura del tempo. NON INVASIVITÀ → indipendenza e autonomia del progetto del nuovo, evitare di demolire o distruggere gli elementi preesistenti per introdurre parti nuove. Un esempio è:
  • Scala monastero: la scala si auto porta e poggia sull’edificio solo con lo sbarco. Non è stato necessario aprire una foratura o sottoporre il solaio a carichi per cui non era progettato.
  • Chiesa delle Brigittine (Bruno): inserire funzioni differenti ( teatro, spogliatoi) all’interno della chiesa, ha deciso di raddoppiare il corpo realizzato in acciaio collegato al corpo vecchio con una struttura in vetro autoportante. DURABILITÀ → bisogna capire se il progetto è effimero o durevole, in base a questo si andranno a scegliere poi i materiali.