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Morfologia e analisi grammaticale, Schemi e mappe concettuali di Italiano

Schema riassuntivo di morfologia per eseguire l'analisi grammaticale

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2020/2021

Caricato il 29/03/2021

matteo.crespi01
matteo.crespi01 🇮🇹

4.6

(130)

64 documenti

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ANALISI GRAMMATICALE
L’ARTICOLO
Può essere:
Determinativo (il, i, la, le, gli, li, lo l’)
Indeterminativo (un, uno, una, un’)
Partitivo (del, dei, della, delle, degli, dello, dell’)
È o maschile o femminile
Il determinativo può essere o singolare o plurale. Lindeterminativo ha solo il singolare. Il partitivo ha solo il plurale.
L’analisi grammaticale si fa così: articolo determinativo/indeterminativo/partitivo, maschile/femminile,
singolare/plurale.
(es. "le: articolo determinativo, femminile, plurale)
IL NOME
Può essere:
Comune o proprio: di persona, animale o cosa (es. ragazzo / Sergio)
Concreto o astratto (es. casa / bellezza)
Individuale o collettivo (es. pecora / gregge)
Numerabile e non numerabile (es. matita / latte)
Primitivo o derivato (es. cane / canile)
È o maschile o femminile. Alcuni nomi hanno sia la forma maschile che la forma femminile:
Se dal maschile al femminile cambia solo la desinenza, allora è mobile (es. ragazzo / ragazza)
Se dal maschile al femminile cambia interamente la parola, allora è indipendente (es. uomo / donna)
Se il nome è uguale sia al maschile che al femminile, allora è di genere comune (es. il cantante / la cantante)
Se un nome di animale è uguale sia al maschile che al femminile, allora è di genere promiscuo (es. leopardo)
È o singolare o plurale:
Se dal singolare al plurale cambia solo la desinenza, allora è variabile (es. ragazzo / ragazzi)
Se il nome è uguale sia al singolare che al plurale, allora è di invariabile (es. il re / i re)
Se il nome non ha o il plurale o il singolare, allora è difettivo (es. il coraggio)
Se il nome ha più di una forma al plurale, allora è sovrabbondante (es. il braccio / i bracci o le braccia)
Infine, alcuni nomi possono essere:
Alterati: diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi (es. cane / cagnolino, cagnetto, cagnone,
cagnaccio)
Composti (es. cassaforte)
L’analisi grammaticale si fa così: nome comune/proprio di persona/animale/cosa, concreto/astratto,
individuale/collettivo, numerabile/non numerabile, maschile/femminile, singolare/plurale, primitivo/derivato,
alterato (diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi)/non alterato, composto/non composto.
(es. cavallo: nome comune di animale, concreto, individuale, numerabile, maschile, singolare, primitivo).
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ANALISI GRAMMATICALE

L’ARTICOLO

Può essere:

  • Determinativo (il, i, la, le, gli, li, lo l’)
  • Indeterminativo (un, uno, una, un’)
  • Partitivo (del, dei, della, delle, degli, dello, dell’) È o maschile o femminile Il determinativo può essere o singolare o plurale. L’indeterminativo ha solo il singolare. Il partitivo ha solo il plurale. L’analisi grammaticale si fa così: articolo determinativo/indeterminativo/partitivo, maschile/femminile, singolare/plurale. (es. "le”: articolo determinativo, femminile, plurale)

IL NOME

Può essere:

  • Comune o proprio: di persona, animale o cosa (es. ragazzo / Sergio)
  • Concreto o astratto (es. casa / bellezza)
  • Individuale o collettivo (es. pecora / gregge)
  • Numerabile e non numerabile (es. matita / latte)
  • Primitivo o derivato (es. cane / canile) È o maschile o femminile. Alcuni nomi hanno sia la forma maschile che la forma femminile:
  • Se dal maschile al femminile cambia solo la desinenza, allora è mobile (es. ragazzo / ragazza)
  • Se dal maschile al femminile cambia interamente la parola, allora è indipendente (es. uomo / donna)
  • Se il nome è uguale sia al maschile che al femminile, allora è di genere comune (es. il cantante / la cantante)
  • Se un nome di animale è uguale sia al maschile che al femminile, allora è di genere promiscuo (es. leopardo) È o singolare o plurale:
  • Se dal singolare al plurale cambia solo la desinenza, allora è variabile (es. ragazzo / ragazzi)
  • Se il nome è uguale sia al singolare che al plurale, allora è di invariabile (es. il re / i re)
  • Se il nome non ha o il plurale o il singolare, allora è difettivo (es. il coraggio)
  • Se il nome ha più di una forma al plurale, allora è sovrabbondante (es. il braccio / i bracci o le braccia) Infine, alcuni nomi possono essere:
  • Alterati: diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi (es. cane / cagnolino, cagnetto, cagnone, cagnaccio)
  • Composti (es. cassaforte) L’analisi grammaticale si fa così: nome comune/proprio di persona/animale/cosa, concreto/astratto, individuale/collettivo, numerabile/non numerabile, maschile/femminile, singolare/plurale, primitivo/derivato, alterato (diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi)/non alterato, composto/non composto. (es. cavallo: nome comune di animale, concreto, individuale, numerabile, maschile, singolare, primitivo).

L’AGGETTIVO

Può essere:

  • Qualificativo
  • Determinativo L’aggettivo QUALIFICATIVO può essere:
  • Primitivo (es. bello)
  • Derivato (es. solare)
  • Alterato: diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi, attenuativi (es. furbo / furbino, furbetto, furbone, furbaccio, furbiccio)
  • Composti (es. sempreverde) Inoltre, alcuni aggettivi sono anche sostantivati, cioè con funzione di nome (es. “il bello è questo”), e alcuni hanno anche funzione avverbiale, cioè legato a un verbo (es. “parla piano”). L’aggettivo QUALIFICATIVO ha diversi gradi:
  • Grado positivo (es. bello)
  • Grado comparativo: di maggioranza, di minoranza, di uguaglianza (es. più bello di, meno bello di, bello come)
  • Grado superlativo: assoluto (es. bellissimo)
  • Grado superlativo: relativo (es. il più bello) L’aggettivo DETERMINATIVO si divide in:
  • Possessivo (es. mio, tuo, suo)
  • Dimostrativo (es. questo, quello, stesso)
  • Indefinito (es. poco, tanto, tutto, qualche)
  • Numerale: cardinale, ordinale, moltiplicativo, distributivo, frazionario, collettivo (es. due, secondo, doppio, a due a due, due terzi, paio)
  • Interrogativo ed esclamativo (es. quale, quanti, che) È o maschile o femminile, singolare o plurale. L’analisi grammaticale si fa così: QUALIFICATIVI: aggettivo qualificativo, primitivo/derivato, alterato (diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, peggiorativi, attenuativi)/non alterato, composto/non composto, grado positivo/comparativo (maggioranza, minoranza, uguaglianza)/superlativo (assoluto o relativo), maschile/femminile, singolare/plurale. (es. bellissimo: aggettivo qualificativo, primitivo, di grado superlativo assoluto, maschile, singolare. DETERMINATIVI: aggettivo determinativo, possessivo/dimostrativo/indefinito/numerale (cardinale, ordinale, moltiplicativo, distributivo, frazionario, collettivo)/interrogativo/esclamativo, maschile/femminile, singolare/plurale. (es. qualche: aggettivo determinativo, indefinito, maschile, singolare).

IL PRONOME

Può essere:

  • Personale (io, tu, egli, ella, esso, lui, lei, noi, voi, essi, loro)
  • Possessivo (es. mio, tuo, suo)
  • Passato (es. che io abbia mangiato)
  • Trapassato (es. che io avessi mangiato) I tempi del CONDIZIONALE sono:
  • Presente (es. io mangerei) [tempo semplice]
  • Passato (es. io avrei mangiato) [tempo composto] L’IMPERATIVO ha un solo tempo: il presente (es. vieni tu) I tempi dell’INFINITO sono:
  • Presente (mangiare) [tempo semplice]
  • Passato (avere mangiato) [tempo composto] I tempi del GERUNDIO sono:
  • Presente (mangiando) [tempo semplice]
  • Passato (avendo mangiato) [tempo composto] I tempi del PARTICIPIO sono:
  • Presente (mangiante) [tempo semplice]
  • Passato (mangiato) [tempo composto] L’indicativo, il congiuntivo, il condizionale e l’imperativo sono detti modi finiti e hanno le sei persone (io, tu, egli, noi, voi, essi). Solo l’imperativo non ha la prima persona singolare (io). L’infinito, il participio e il gerundio sono detti modi indefiniti e non hanno le sei persone. Il verbo può essere:
  • Transitivo, se può rispondere alla domanda “che cosa?” (es. mangiare)
  • Intransitivo, se non può rispondere alla domanda “che cosa?” (es. viaggiare) Se un verbo è TRANSITIVO, allora ha anche la forma passiva: oltre che a compiere un’azione può anche subirla (es. io mangio la mela / la mela è mangiata da me). Per trasformare un verbo dalla forma ATTIVA alla forma PASSIVA bisogna mettere il verbo “essere” prima (es. mangio / è mangiato, mangiavo / era mangiato). Forma passiva = verbo “essere” coniugato come il verbo in forma attiva + participio del verbo Es. Mangio: indicativo, presente à è mangiato: indicativo presente + participio di mangiare Alcuni verbi possono anche essere riflessivi, cioè che l’azione si riflette sul soggetto (es. mi lavo / mi asciugo / mi pento). I verbi potere, dovere e volere sono detti verbi servili, poiché “servono” altri verbi (es. posso uscire? / voglio mangiare / devo andare). Alcuni verbi sono detti fraseologici poiché accompagnano altri verbi (es. cominciai a correre / ti lascio studiare). Alcuni verbi appartengono a più coniugazioni e sono detti sovrabbondanti (es. colorire / colorare). Alcuni verbi non hanno alcuni tempi verbali e sono detti difettivi (es. splendere [non esiste splenduto] / prudere [non esiste pruduto o pruso]). L’analisi grammaticale si fa così: voce del verbo [si mette l’infinito presente del verbo], 1°/2°/3° coniugazione, modo indicativo/congiuntivo/condizionale/imperativo/infinito/participio/gerundio, tempo presente/imperfetto/passato

remoto/futuro semplice/passato prossimo/trapassato prossimo/trapassato remoto/futuro anteriore, 1 °/2°/3° persona singolare/plurale, transitivo/intransitivo, attivo/passivo/riflessivo. (es. avemmo mangiato: voce del verbo mangiare, 1° coniugazione, modo indicativo, tempo trapassato remoto, 1° persona plurale, transitivo, attivo.

L’AVVERBIO

Può essere:

  • Qualificativo (es. facilmente, bene)
  • Determinativo L’avverbio DETERMINATIVO si suddivide in:
  • Tempo (es. domani)
  • Luogo (es. laggiù)
  • Quantità (es. tanto)
  • Valutazione (es. forse)
  • Interrogativo ed esclamativo (es. quanto) L’avverbio QUALIFICATIVO si suddivide in gradi:
  • Grado positivo (es. presto)
  • Grado comparativo: maggioranza, minoranza e uguaglianza (es. più presto / meno presto / presto come)
  • Grado superlativo: assoluto (es. prestissimo)
  • Grado superlativo: relativo (es. il più presto possibile) Alcuni avverbi qualificativi possono anche essere alterati: diminutivi, accrescitivi e peggiorativi (es. benino / benone / malaccio) L’analisi grammaticale si fa così: Avverbi QUALIFICATIVI: avverbio qualificativo, di grado positivo/comparativo (maggioranza, minoranza, uguaglianza)/superlativo (assoluto, relativo), alterato/non alterato. Avverbi DETERMINATIVI: avverbio determinativo, di tempo/luogo/quantità/valutazione/interrogazione/esclamazione. (es. tardissimo: avverbio qualificativo, di grado superlativo assoluto).

LA PREPOSIZIONE

Può essere:

  • Propria
  • Impropria Le preposizioni PROPRIE si dividono in:
  • Semplici (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra)
  • Articolate (es. della, alla, sul, nel) Le preposizioni IMPROPRIE sono aggettivi, avverbi o verbi che hanno la funzione di indicare la posizione di qualcosa (es. “lungo il fiume” / “dentro lo zaino” / “durante le vacanze”).