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IL MORFEMA
Flessione e derivazione
Morfologia: la struttura interna della parola e le regole di formazione delle parole. Morfema: unità di prima articolazione del linguaggio verbale umano = è l’unità minima dotata di significato. Un morfema è un segno linguistico (composto da significato e significante). Es. Giorno à giorn – o.
- Giorn - = morfema lessicale à che ci fa capire a quale entrata del lessico si fa riferimento, indica uno specifico referente extra linguistico. Il suo contenuto è quindi informativo.
- o = morfema grammaticale: flessivo o flessionale à strumento della flessione (procedimento morfologico di codifica di informazioni relative al numero, genere, tempo, modo). Da informazione sulle categorie semantiche. Es. Giorn – al – ist – a
- Giorn = morfema lessicale;
- Al e - ist = morfemi grammaticali: derivativi o derivazionali à strumento della derivazione (processo morfologico di formazione di nuove parole aggiungendo nuova informazione rilevante, di tipo semantico (giorno/giornale) o categoriale (leggere V /lettura N). (Esercitazione) Es. Ieri È una parola monomorfematica o morfema libero (parola invariabile, non ci sono variazioni di ieri). Morfemi liberi = sono morfemi che non co-corrono con altri morfemi, ma costituiscono parole autonome (parole invariabili composte da un unico ML: per, ieri, ecco, perché..) Morfemi legati = morfemi che obbligatoriamente co – corrono con altri per formare una parola e per dargli senso (ML ML, MD, MF come à libr-, - i, - giorn-, - al-, - ist-, - a…) PROVA DI COMMUTAZIONE: Per individuare i morfemi di una parola occorre riflettere sull’apporto informativo che una sequenza di fonemi fornisce al significato globale della parola e comparare la parola con altre simili in cui ci può essere la stessa sequenza di fonemi con la stessa funzione (ML, MD, MF) e lo stesso significato. Es. Dentale Dent ale dent al e dental e
Dent e verb al e giovan e Dent ali spazi al e student e Dent ifricio labbi al e docent e Ad dent are Dent- - al - e Il morfema deve poter essere isolato con lo stesso significato e con la stessa funzione all’interno della parola. (NO: dentale, studente, incidentali, incidenti..;dentale, spalare, pala, palette..; dentale, morire, dolcemente..) Famiglia di parole (o famiglia lessicale) : insieme delle parole derivate dallo stesso morfema lessicale (o radice) Dent - al-e, dent-i, dent-ist-a, dent-ier-a, ad-dent-a-re, ... S- pal - a-re, pal-a, pal-ett-e, ... Giorn - - o, giorn- - at- - a, giorn- - at- acci- - a, giorn- - al- - e, giorn- - al- - ist- - i, giorn- - al- ism- - o, giorn- - al- - ier- - o, ... Vocale tematica: vocale finale del tema del verbo (ML + vocale tematica VT. In it. VT = - a- (-are),
- e- (-ere), - i- (-ire)) Es. Lavoravo: lavor ML - a VT - v MF - o MF Scrivevo: scriv ML - e VT - v MF - O MF Fin- - i- - v - o ML VT MF MF Lavor- - a- - tor - e ML VT MD MF = VT nelle forme verbali e nelle parole derivate da verbi (Esercitazione)
FENOMENI DI RIAGGIUSTAMENTO (lezione 5/11 se non capisci riguardala)
Le combinazioni di morfemi possono richiedere riaggiustamenti fonologici: Assimilazione: In + pronunciabile = im pronunciabile, In + legale = i l legale Elisione: lungo + Arno = lung a rno Inserimento: Gas + oso = gas s oso, Cognac + uno = cognac c hino Sostituzione:
- della consonante finale del ML (non graficamente, ma foneticamente) sindaco/sindaci [ ‘sinda k o ] ma [ ‘sinda tʃ i] belga/belgi [ ‘b ɛ l g a ] ma [ ‘b ɛl ʤ i ] - della vocale finale del ML del primo elemento di un composto Dieta + logo = dietologo, Calore + fero = calorifero
Trento trent- - in- - i ML ML MD MF MORFI: Trento, trent- Morfema “Trento” = morfo più frequente e regolare Allomorfi = realizzazioni concrete diverse dello stesso morfema Trento e i non sono allomorfi fra di loro perché non sono realizzazioni concrete dello stesso morfema. L’allomorfia può riguardare sia i morfemi lessicali sia i morfemi grammaticali
- Morfema lessicale Allomorfi: ten – e- re, tien – i, teng – ono, tenn – ero, ter – rò, … Morfema (il morfo più frequente) = ten –
- Morfema grammaticale Allomorfi: in - giust-o, il - lecit-o, ir - real-e, in - esatt-o, .... Morfema (il morfo più frequente) = in - L’allomorfia riguarda morfi che sono il risultato di esiti diversi dell’evoluzione diacronica ( ten ere, tien i) o di riaggiustamenti fonotattici sincronici ( im pronunciabile, i l logico) dello stesso morfema (Esercitazione) SUPPLETIVISMO Il suppletivismo riguarda ML equivalenti per significato e posizione MA diversi foneticamente fra loro. Vad - o, and - iamo Acqu - a, idr - ic-o Avori - o, eburne - o Non sono due allormofi ma due morfemi distinti. Il suppletivismo comprende i casi di due ML che:
- non condividono la stessa origine etimologica = Acqu- < lat. Ăqua; idr- < gr. cl. hýdōr
- Rappresentano esiti diacronici molto diversi della stessa origine etimologica = avori- ; eburne- < lat. ĕbūr “avorio” LA CLASSIFICAZIONE POSIZIONALE DEI MORFEMI
- Classificazione funzionale dei morfemi In base al tipo di contributo del morfema al significato della parola:
- Riferimento ad un referente extralinguistico (ML)
- Aggiunta di informazioni semantiche o categoria (MD)
- Codifica delle categorie grammaticali (MF)
- Classificazione posizionale dei morfemi (MD e MF) In base alla posizione che il morfema occupa all’interno della parola rispetto al ML. MD e MF = AFFISSI Inutilmente In- - util- - mente MD ML MD PREFISSO SUFFISSO Inutile In- - util- - e MD ML MF MF suffisso = desinenza PREFISSO SUFFISSO INFISSO Infissi = affissi inseriti all’interno del ML Latino: vi n co “vincere” (presente), vici (perfetto) N = infisso Greco antico: la m bano “prendere” (presente), Élabon (aoristo) M = infisso Tagalog (Filippine): samahan “accompagnare”, si n amahan (perfetto) “ha accompagnato” N = infisso CIRCONFISSO E TRANSFISSO Circonfissi = un affisso prima del ML e un affisso dopo il ML Tedesco: sagen “dire” (presente), ge sag t (participio passato) = ge - t circonfissi Transfissi = affissi che si inseriscono alternativamente all’interno della radice Arabo: radice k-t-b “scrivere/scrittura” K i t a b “libro”, k u t u b “libri”, k a t i b “scrittore” = i, a - u, u - a, i transfissi
Donna/donne Il numero grammaticale ha un rapporto indiretto e convenzionale con la realtà extralinguistica, infatti può variare interlinguisticamente: It.: SINGOLARE/PLURALE Greco ant., sanscrito, arabo: SINGOLARE/ DUALE /PLURALE In greco ant. e sanscrito il duale è codificato anche sui verbi Alcune lingue dell’Oceania: SINGOLARE/DUALE/ TRIALE /PLURALE Arabo egiziano: SINGOLARE/ PAUCALE /PLURALE L’accordo L’accordo morfosintattico consiste nell’allineamento delle marche delle parole all’interno di un sintagma o di una frase (allineamento dei MF). Flessione inerente = riguarda la marca della parola, selezionata in modo paradigmatico (in relazione alla realtà extralinguistica) vicina = accordo per genere e numero = la mia vicina è simpatica Flessione contestuale = riguarda la marca della parola, selezionata in modo sintagmatico (in relazione alle altre parole del contesto linguistico) La categoria del caso Il caso codifica la funzione sintattica che la parola svolge nella frase It.: il ragazzo ha dato una rosa a Maria Lat.: puer rosam dedit Mariae Variazione interlinguistica: Finlandese: 16 casi ; Russo: 8 casi, Latino: 6 casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo) Greco: 5 casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo,nvocativo) Tedesco: 4 casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo) Italiano? Traccia della categoria del caso nel sistema dei pronomi tonici: Io/me; tu/te; lui/lo/gli; Lei/la/le La reggenza L’assegnazione di una marca di caso al nome da parte del verbo o della preposizione si chiama reggenza. clipeis uti cum militibus Abl. V prep. abl. Usare gli scudi con i soldati La nozione di reggenza si estende anche al rapporto fra verbo e preposizione. Pensare a = ingl. Think of, sp. pensar en, ted. denken an + accus, … Variazione interlinguistica In giapponese si codificano le relazioni sociali con marche morfologiche specifiche del nome:
Lucasan = Sig. Luca (indica rispetto e distanza sociale) Lucasama = Sig. Luca (indica deferenza) Lucakun = il mio amico Luca (indica confidenza e forte amicizia) In arabo si codifica la definitezza all’interno del nome con un morfema specifico: al maktabatu “la libreria” vs. maktabatun “una libreria” In turco si codifica il tratto del possesso all’interno del nome con un morfema specifico: kaderş im “mio fratello” vs. kaderş in “tuo fratello” LE CATEGORIE GRAMMATICALI DELL’ AGGETTIVO La morfologia aggettivale codifica l’intensità della proprietà a cui si fa riferimento In it. Codifica morfologica del superlativo assoluto Bellissimo Codifica con mezzi lessicali del superlativo relativo Il più bello di tutti Codifica con mezzi lessicali del comparativo più bello di te / meno bello di te / bello quanto te In ingl. Codifica morfologica del superlativo assoluto: highest Codifica morfologica del comparativo di maggioranza: higher In ted. comp. Magg. Schöner, super. Ass. schönsten In lat. Comp. Magg. Velocior , superl. Ass. velocissimus LE CATEGORIE GRAMMATICALI DEL VERBO La morfologia verbale codifica una serie di caratteristiche semantiche dell’evento a cui fa riferimento, in italiano:
- Persona
- Diatesi
- Modo
- Tempo
- Aspetto La categoria della PERSONA La categoria della persona codifica il collegamento fra il verbo e il soggetto, distinguendo i casi in cui il soggetto è:
- colui che parla (prima persona)
- Colui che ascolta (seconda persona)
- Colui di cui si parla (terza persona)
- modo condizionale: desiderio/possibilità/irrealtà Paolo verrebbe a prendere i libri domani (se tu fossi in casa)/Paolo sarebbe venuto a prendere i libri domani (se tu fossi stato in casa)
- modo imperativo: comando Paolo, domani vieni a prendere i libri! La categoria del TEMPO La categoria del tempo definisce il rapporto di anteriorità, contemporaneità e posteriorità fra il momento dell’avvenimento dell’evento descritto dal verbo (MA) e il momento dell’enunciazione (ME), in cui il mittente produce l’enunciato e il momento preso a riferimento nel discorso (MR), di solito coincidente con ME. passato: MA anteriore a ME Due giorni fa ho comprato un libro di Camilleri. (ME = ora) Tempo presente: MA contemporaneo a ME Ora c’è la lezione di italiano. (ME = ora) Tempo futuro: MA posteriore a ME Stasera andrò al cinema. (ME = ora) MA anteriore a MR anteriore a ME Quando mi hai regalato il libro di Camilleri, ne avevo già ordinata una copia. MA contemporaneo a MR anteriore a ME Quando mi hai chiamato c’era la lezione di italiano. MA posteriore a MR anteriore a ME Mi hai detto che saresti andato al cinema. La categoria dell’ ASPETTO La categoria dell’aspetto esprime il punto di vista del mittente sullo svolgimento dell’evento. Aspetto Perfettivo: azione compiuta e conclusa Mario ha vissuto/visse ad Arezzo. Presentazione dell’evento dall’esterno: si vede l’evento nella sua interezza, dopo la sua conclusione, che può essere indicata Aspetto Imperfettivo: azione non conclusa, presentata nel corso del suo svolgimento. Mario viveva ad Arezzo. Presentazione dell’evento dall’interno: si vede l’evento nel corso del suo svolgimento e non si può indicarne la conclusione Variazione interlinguistica In georgiano si codifica morfologicamente sul verbo il valore dell’evidenzialità che distingue fra eventi a cui il mittente ha assistito in prima persona ed eventi riportati senza una testimonianza diretta da parte del mittente:
c’els civ-i zamtar-i ikneb-a-o. quest’anno freddo-NOM inverno-NOM essere:FUT-3SG-CIT Quest’anno l’inverno sarà freddo (dicono). In latino l’incoatività, che esprime la fase iniziale dell’evento o l’ingresso nello stato riportato dal verbo, si codifica sul verbo con un morfema specifico: albesco “diventare bianco” – albeo “essere bianco” dolesco “addolorarsi” – doleo “provare dolore” silesco “zittirsi” – sileo “stare zitto” DERIVAZIONE Tipi morfologici di parole
- parole base o primitive (mano)
- Parole derivate (maniglia): parole derivate suffissate (manesco), parole derivate prefissate e suffissate (rimaneggiare)
- Parole alterate (manina): l’alterazione è un particolare tipo di derivazione, in cui i MD aggiungono informazioni semantiche valutative e connotative, associate a particolari effetti pragmatici e contesti diafasici Corda > ac cordare (il piano) Tranquillo > tranquill izz are Posta > post al e Parole base parole derivate (derivazione = aggiunta di MD) Conversione o derivazione zero Lavor - o/ lavor - are Ferm - o/ ferm - are Ing. Cut “taglio”/cut “tagliare” Quali sono le parole base? Conversione o derivazione zero = nelle coppie di parole appartenenti alla stessa famiglia lessicale in cui non è possibile individuare su base morfologica la parola base e la parola derivata per assenza di MD. In questi casi la parola base è di solito individuata su base categoriale e semantica N e V = da V si forma N Cambiare > cambio “l’atto del cambiare” AGG e V = da AGG si forma V fermo > fermare “far entrare nello stato di essere fermo ”
- Test sintattico = La parola composta appartiene dalla stessa classe del discorso di una delle parole che la costituiscono? Es. ROSSOfuoco = AGG + N = AGG sì, quindi la parola composta contiene una parola che funge da testa INVECE saliscendi = V + V = N no, quindi la parola composta non contiene una parola che funge da testacapItreno, eurodeputatA *portopenne, *portapenna (pur avendo morfemi flessionali, rimangono invariati anche nel plurale e nel femminile della parola composta) Un composto endocentrico soddisfa tutti e tre questi criteri. (La testa è anche una componente riconoscibile su base sintattica). Es. caffelatte < caffè + latte
- entrambe le componenti della parola composta hanno funzione di testa = composto DVANDVA (sanscrito <>) cioè indicano direttamente il referente Ordine più frequente di composizione delle parole: Modificando-modificatore Portacenere Possibile, ma meno frequente, l’ordine Modificatore-modificando Bagnoschiuma (Esercitazione) COMPOSIZIONE E DIACRONIA Per mutamento linguistico diacronico basato sull’analogia, le parole composte in cui il procedimento morfologico della composizione non è più trasparente ai parlanti (che i parlanti non percepiscono più come parole composte) flettono la parola finale anche se non funge da TESTA Es. pomodorI (TESTA = pomo) grattacielI (parola composta senza testa interna alla parola) UNITA’ POLIREMATICHE Insieme di parole che si configura come una parola unica = il significato dell’unità politematica non corrisponde alla semplice somma dei significati delle parole componenti Es. gatto delle nevi = mezzo cingolato per muoversi sulla neve Fare il bucato = lavare Andare via = andarsene Verbo sintagmatico Usa e getta= monouso Binomi combinati
Unità lessicali bimembri = un po’ degli ibridi, hanno posizione intermedia fra parole composte e unità politematiche perchè il grado di fusione fra le due parole è intermedio. Es. Parola chiave, ufficio concorsi, scuola guida.. SIGLE E PAROLE MACEDONIA Altri meccanismi, marginali, di formazione delle parole composte:
- sigle = parole composte dalle iniziali delle parole che costituiscono un’unità polirematica TG = telegiornale TFR = trattamento di fine rapporto NATO = North Atlantic Treaty Organization TFR = Trattamento di Fine Rapporto
- parole macedonia = parole composte da una o più parole che occorrono con ML in forma eliso (ridotta fonologicamente) Es. Cantautore = canta + autore > canta nte + autore Smog = sm + og > smo ke + f og FRA DERIVAZIONE E COMPOSIZIONE Es. Sociologia:
- socio- ML prefissoide = morfema lessicale che si trova sempre in compresenza con altre parole
- logi-a ML MF suffissoide Socio- e - logi-a sono delle “semiparole” = ridotte morfologicamente e semanticamente morfemi ibridi fra ML e MD ML provenienti da parole delle lingue classiche che in sincronica operano come MD, apportando una significato analogo o molto vicino alle parole piene da cui sono tratti (Sono arrivata a 50 min). Es. Telecomando
- tele- = MD = semiparola —> prefissoide comand - o = ML MF = parola