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Appunti lezioni di Museologia, professoressa Tomasella, PGT
Tipologia: Appunti
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MUSEO -> ISTITUZIONE PERMANENTE (=collezione permanente) senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, APERTA AL PUBBLICO (all’inizio sono spazi privati, aperti solo al pubblico selezionato), che ha come obiettivo l’acquisizione, la CONSERVAZIONE (=devono conservare l’opera d’arte: deve essere parte attiva, non solo quando l’opera è degradata, ma si consente di agire preventivamente -> creando anche condizioni climatiche diverse in base al diverso numero di osservatori), la RICERCA (=fare ricerca su cosa si ha: in Italia si fa poco), la comunicazione e l’esposizione per scopi di studio, di EDUCAZIONE (del popolo) e di DILETTO (=prerogativa di tutti è essere dilettati: elementi educativo-di diletto sono elementi coesistenziali), delle TESTIMONIANZE MATERIALI E IMMATERIALI DELL’UMANITÁ (=aggiunta nella definizione di museo: preservano i saperi estinti/in via di estinzione, un patrimonio di tipo immateriale) e dell’ambiente ⟶ definizione dell’ICOM (International Council of Museums)
d’arte e archeologia d’arti decorative e/o applicate -> Victoria and Albert Museum industriali: conservano macchine scientifici (=di storia naturale ⟶ con una significativa collezione permanente): sono diversi dai Science Center dove si sperimenta direttamente storici/documentari universitari (all’interno ci sono musei d’arte/scientifici…) ⟶ hanno una peculiarità: sono istituzioni vocate alla ricerca e alla didattica, che partono dal desiderio di un professore di fare ricerca in un oggetto particolare, e poi si evolve in museo/laboratorio. Favoriscono la ricerca e il contatto diretto col manufatto. aziendali ⟶ aziende di antica formazione che celebrano la loro storia e documentano l’evoluzione nella storia.
ESTETICO ⟶ i quadri non sono sistemati per farci capire la scuole/la cronologia, ma in base a dove stanno bene (le grandi gallerie nobiliari) SISTEMATICO (PER CLASSI) ⟶ oggetti di qualunque tipo. Poi c’è la volontà di un ordinamento per classi, selezionando le opere d’arte ➜ SETTORIALIZZAZIONE: segue il criterio illuministico della didattica ed è tipico della modernità, degli ordinamenti dell’Illuminismo → volontà di un ordinamento per un sapere ordinato per comprendere. È utilizzato dal XVII secolo TOPOGRAFICO → il sito di provenienza è fondamentale. Tipico dei musei del 1700
CRONOLOGICO PER SCUOLE → soprattutto nei musei di pittura Nei musei d’arte contemporanea non si adotta più un ordinamento cronologico/per scuole, ma in base alla SCELTA DEL DIRETTORE: così se il visitatore non capisce il filone, non capisce nulla.
Alessandria d’Egitto, luogo di studi in cui si ritrovavano i dotti. All’inizio il termine non si riferiva a quello a cui noi riferiamo oggi. Si afferma col significato di adesso solo nel 1700
musei, comprendendo lo studio dei problemi architettonici, costruttivi e tecnici della progettazione degli spazi espositivi → è una disciplina che riguarda di più l’ambito dell’ARCHITETTURA
teorico e storico, ed è quindi tesa alla ricerca dei significati e dell’essenza del museo.Uno dei compiti della museologia è elaborare, con un’accurata indagine storica, le linee portanti del concetto di "museo" e vederne gli effetti sugli aspetti funzionali e di conservazione. La museologia ha come obiettivo principale l’analisi della realtà storico-sociale in cui ritroviamo le radici in una lunga tradizione; il soggetto di questa scienza è l’uomo o, se vogliamo, il pubblico: la tensione soggetto-oggetto è in questo senso il fattore più importante e più studiato all'interno della dinamica museale. Raccolgono e sistemano, collocano oggetti, con un allestimento del 1700, necessario per la condivisione di quei soggetti → bisogno di una FRUIZIONE PUBBLICA delle opere d’arte: a scopo educativo e per migliorare le condizioni di vita di tutti gli uomini. Poi si passa a una gestione di un’istituzione statale
in cassetti.
preziosi e opere d’arte → fruizione solo da parte del signore rinascimentale e dei suoi intimi
è di maggiore apertura. Nei grandi palazzi rinascimentali e barocchi, lunga sala, destinata in origine a collegare varie parti dell’edificio, divenuta poi uno degli ambienti più sontuosi di rappresentanza e perciò sfarzosamente decorata di pitture, statue, ecc. Di qui, il termine è passato a indicare un complesso di ambienti signorili, di qualunque forma, destinati a raccogliere quadri, sculture e oggetti d’arte, e l’edificio stesso che li contiene.
raccolte. Oggi indica i musei che espongono prevalentemente opere pittoriche
indicare genericamente i musei che raccolgono perlopiù sculture antiche.
soprattutto dell’antichità classica (nel qual caso costituisce un mezzo di studio, ed è di solito ospitata presso università o accademie), oppure di singoli artisti (come la gipsoteca di Possagno, che raccoglie calchi e modelli in gesso di opere di A. Canova); esistono anche gipsoteche con calchi di monete e di gemme.
d’arte/gessi, destinate a servire da modello per gli allievi. Molti musei derivano da luoghi inizialmente destinati solo agli studenti. Tipicamente sono gli stessi professori dell’Accademia a donare le proprie opere
anche di altri → è una testimonianza del lavoro dell’artista, ma anche delle raccolte d’arte: per far capire la cultura figurativa dell’artista, i suoi riferimenti. CASA-MUSEO → È un'abitazione trasformata in museo dove gli arredi, i cimeli e gli oggetti di uso personale e quotidiano fanno parte del percorso espositivo, oltre a eventuali opere di altro genere (quadri, sculture, collezioni di oggetti d'arte ecc.). Le case-museo vengono forgiate dalla personalità di chi le ha abitate: l'artista, il collezionista e in molti casi permettono di rivivere le atmosfere di un'epoca, o di più epoche, in maniera diretta, dall'interno. Si diffondo soprattutto nel 1800.
dopo poco tempo la loro realizzazione → non c’era ancora un rispetto per l’artista. RELIQUIE → le più importanti sono collegate alla vita terrena di Cristo, degli apostoli e dei santi. all’inizio c’è un traffico dei corpi dei santi: dal XII secolo si diffondono dei falsi. Gli oggetti delle 1^ collezioni medievali sono i crocifissi, e anche oggetti strani, però MERAVIGLIOSI → il gusto per le materie nobili si fonde col meraviglioso → mostruoso: sono i segni della fantasia creatrice di Dio, mescolando oggetti e elementi di varia natura. Questa credulità continua fino a quando si afferma la scienza moderna, sin richiede una prova scientifica(Galileo). Santuario di Mantova: vi è appeso un coccodrillo → nel suo aspetto ricorda un drago; è incatenato → lo si rende innocuo → collegato alla mostruosità. Cambiamento nei confronti dell’arte e delle collezioni: fino a quel momento avevano un valore RELIGIOSO. Comincia a imporsi un valore ESTETICO Nel 1445 l’abate Suger di Saint Denis: la magnificenza delle opere di oreficeria permette un’elevazione in uno stato intermedio → le decorazioni nelle chiese sono strumento di elevazione. Si riconosce un valore in più rispetto a quello estetico. Si considera il valore estetico → si fondano le 1^ collezioni: nel 1282 Ristoro d’Arezzo “La composizione del mondo colle sue cascioni” → ritrovo di vasi antichi con rappresentazioni di tipo floreale: suscita l’entusiasmo di molti conoscitori, cioè coloro che se ne intendono e comprendono il loro valore e li apprezzano. Gli ignoranti invece buttavano via, provavano disprezzo per questo oggetti, poiché non c’era un valore religioso, ma solo un valore estetico. Più si riconosce il valore del mondo antico, più comincia a diffondersi un mercato dell’antiquario. STUDIOLO : 1^ luogo del collezionismo. Ha un’origine duplice → profana : Cicerone descrive lo spazio nel quale era solito tenere i suoi esercizi retorici e che aveva alle pareti raffigurazioni in gesso che permettevano la conversazione con i grandi ingegni del passato, gli uomini illustri. È un luogo legato alla villa suburbana, di campagna, legato alla villa campestre, fuori dalla città. Uno spazio chiuso e separato dentro il palazzo per essere fuori dal palazzo → ATRILUM. Cella monastica: luogo in cui in origine i monaci praticavano lo studio, la preghiera e la meditazione, da soli e nel massimo silenzio, e ciò inizia con Petrarca, che unifica l’ideale del riflessivo, della preghiera, della lettura dei classici a un luogo ideale per conversare con gli illustri → unisce il sacro con il profano. Proliferare dello studiolo → generando le collezioni rinascimentali. L’uso di adibire alcune stanze della residenza di alcuni principi italiani a studiolo viene nel Trecento dalla Francia: ad Avignone alcuni papi (come Giovanni XXII e poi Benedetto XII), cardinali e alcuni curiali possedevano uno spazio privato in cui potevano sistemare i propri libri, che nelle fonti viene citato come STUDIUM. FRANCESCO PETRARCA, Le Familiari, lettera a Lelio, 1335 (traduzione degli inizi del 1900): parla di monete d’oro e d’argento → le collezioni del 1300 sono costituite da monete antiche, con impressa l’effige degli uomini del passato, cioè degli illustri, particolarmente importanti. STUDIOLO: è circondato da testi sacri, manoscritti, oggetti preziosi, monete e dipinti. I studioli sono molto rappresentati pittoricamente: collocano sopra oggetti e tavole non di grandi dimensioni, che se li può portare anche in giro → gli studioli sono di piccole, ridotte dimensioni. San Girolamo nello studio: era un santo dotto, che viene collocato nel suo studio rinascimentale. Sono presenti anche strumenti scientifici → oggetti pertinenti ad ambiti diversi. Visione di Sant’Agostino: abside col Cristo, attributi, la seggiola del Vescovo, ma anche libri, manoscritti, bronzetti antichi su una mensola → elementi sacri uniti a elementi dell’antico, profani. → la pittura aiuta nella scoperta dello studiolo. NICCOLÒ MACCHIAVELLI-Lettera a Francesco Vettori, 1513: parla di scrittoio. Si veste bene per dialogare con i grandi, gli illustri leggendo i testi, i manoscritti. Antichità come modello di riferimento si trova in testi e in pittura: TORQUATO TASSO-Il Malpiglio secondo overo del fuggir la moltitudine, fine 1500: descrive gli
studioli dei signori rinascimentali → dentro la città, nella casa del signore al centro della vita politica, nella parte più tranquilla della casa: libri, opere d’arte, tavole, strumenti astronomici e astrologici → mescolanza dei saperi umanistici e scientifici, di discipline diverse. Spazio dello studiolo → molto riconoscibile:
nella Galleria Nazionale delle Marche → occupa un luogo preesistente) Realizzato negli anni 70 del 1400, 1473-76 da artisti italiani e fiamminghi. Le tarsie lignee furono forse opera di Giovanni di Matteo detto il Francione e Baccio Pontelli. Vuole celebrare le sue virtù intellettuali, di grande umanista, belliche, guerresche con libri, strumenti musicali, armi → autocelebrazione Sotto le tarsie e sopra le tavole sono dipinte con uomini illustri, cioè grandi filosofi, pensatori antichi. Metà si trovano al Louvre: Appartengono a una serie di 28 uomini illustri, divisi fra il Louvre e la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. Nel 1631, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo Duca di Urbino, i territori del Ducato tornarono alla Chiesa e il Legato Cardinale Antonio Barberini, nipote di Urbano VIII, prelevò malamente i dipinti, mutilandoli in singoli ritratti e privandoli di gran parte delle iscrizioni. Le tavole passarono nella collezione romana dei Barberini e rimasero insieme fino al 1812, quando 14 di esse passarono alla famiglia Colonna di Sciarra che le vendette al Marchese Campana. Nel 1861 vennero acquistate da Napoleone III per approdare nel 1863 al Louvre. I 14 dipinti rimasti in Italia ritornarono a Urbino nel 1934. Vengono usati legni diversi, con differenze cromatiche → dato un senso di profondità → intreccio tra modernità, antichità e cristianità.
museo di ambientazione: ambiente ricostruito com’era) → del Duca Federico da Montefeltro Le tarsie lignee sono attribuite a Francesco di Giorgio Martini. In totale rovina viene acquistato in blocco: Lo studiolo del palazzo ducale di Gubbio fu acquistato nel 1879 dal principe Massimo Lancellotti per la sua villa di Frascati. Nel 1888 il Governo italiano contestò al principe la legalità dell'acquisto, in quanto il Palazzo Ducale di Gubbio faceva già parte dei monumenti sotto tutela nazionale. Il palazzo, però, era in totale rovina, così il Governo non poté insistere più di tanto sulla restituzione. Finì col rinunciare ai suoi diritti apponendo, tuttavia, una clausola: qualora il Palazzo Ducale fosse stato restaurato, lo Stato italiano si riservava il diritto di richiedere il ritorno dei pannelli nella sede originaria. Queste incertezze giuridiche ebbero effetti deleteri sulle tarsie: nella villa di Frascati i pannelli non vennero mai rimontati ma rimasero sempre immagazzinati con il rischio di un più veloce deterioramento. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale, i nipoti del principe Massimo Lancellotti consegnarono lo studiolo al mercante d'arte Adolphe Loewi di Venezia, il quale lo rimontò nel suo laboratorio. Le leggi razziali e la guerra fecero precipitare gli eventi. Nel 1939 Loewi fuggì in America con lo studiolo al seguito. Giunto a New York lo offrì al Met, che lo acquistò. Nei primi anni Duemila lo studiolo è stato completamente restaurato: un’ operazione molto delicata, considerando le migliaia di pezzi di legni diversi che compongono le tarsie: noce, pero, ciliegio, acero, pioppo, quercia, gelso, fusàggine. A Gubbio, artigiani locali hanno realizzato una copia fedele dello studiolo, che è stata inserita nel Palazzo Ducale.
Figlia di Ercole d’Este ed Eleonora d’Aragona, era Marchesa di Mantova → piena affermazione del collezionismo rinascimentale. Va in sposa a Francesco II Gonzaga, per cui si trasferisce a Mantova. Porta beni stilistici, provenienti dalla famiglia → viene da un’ambiente colto. La sua collezione si espande in + ambienti: il suo studiolo, la “Grotta”, il giardino segreto. Ha il ruolo di abile committente e ha fiuto nel capire quali sono gli artisti più affermati: fa venire Andrea Mantegna a Mantova,... Quando si sposa e va a Mantova nel 1490, aveva già avuto come precettore Bagliardo. Il suo appartamento nel Castello di San Giorgio è una stanza adibita per i suoi volumi e oggetti da
VENEZIA : TESTAMENTO DI GABRIELE VENDRAMIN, 1547: era un grande collezionista. Inizia con delle raccomandazioni ai suoi eredi: seguire il mestiere di mercante e non dimenticare lo studio delle lettere -> essere mercante implica anche la cultura. Anche tener fede alla propria parola, pagare i debiti, essere un uomo d’onore → questo era il mercante del 1500. È chiaro che aveva nel suo camerino e fuori una grande collezione di dipinti, tutti di uomini eccellenti. Raccomanda di non venderli, né prestarli, ma lasciare la collezione integra: erano grandi famiglie con molti rami, con parenti che chiedevano in prestito opere, ma nel tempo queste venivano disperse, non si riusciva a trovarle, e i discendenti cominciavano a rivendicarle. Emerge che questa collezione è riuscita a dargli diletto: Negozio → luogo della fatica Collezione → piacere culturale
fermare la dispersione della collezione: grazie a questo ci sono giunte molte opere. Disposizione testamentaria in base alla quale il testatore stabilisce come erede un soggetto, con l’obbligo che questi conservi, in tutto o in parte, i beni lasciatigli per testamento, in modo tale da poterli a sua volta consegnare a un erede nella loro integrità. LETTERA DI RAFFAELLO A PAPA LEONE X, 1519: Raffaello era ispettore di Belle Arti a Roma → storia fondamentale della tutela dei beni culturali. Denuncia verso chi nel corso dei secoli, anche i papi, non ha avuto la capacità di intendere i grandi monumenti dell’ antichità di Roma. Per una continuità fra antico e moderno, classicità romana e cristianità, è necessario rispettare le vestigia dell’antichità, cosa però non fatta. Sono stati riutilizzati materiali dei monumenti antichi, di opere di grande valore per costruire i nuovi palazzi. Grande sensibilità nei confronti dei monumenti → idea di base del MUSEO. Afferma anche la necessità di un rapporto continuo con l’antica Roma → afferma l’idea di una continuità del mondo antico. Idea dell’opera d’arte con una sua testimonianza materiale, per avere un ponte con l’antichità-> concezione dell’antichità come il futuro: vuole superarla, essere migliore. PRIMI ESEMPI DI DONAZIONI PUBBLICHE:
papale, già conservate al Laterano (tra cui la Lupa, lo Spinario, il Camillo, la testa di Costantino) → nucleo generativo dei Musei Capitolini (nasce nel 1700). La restituzione alla città delle vestigia della sua passata grandezza acquistava un più alto valore simbolico per la loro collocazione sul Campidoglio, centro della vita religiosa della Roma antica e sede delle magistrature civili cittadine a partire dal medioevo, dopo un lungo periodo di abbandono → a Roma si manteneva l’istituzione di un governo laico, costituito dal popolo romano, con sede sul Campidoglio: afferma una continuità e la relazione tra potere religioso e potere laico → era una donazione di carattere POLITICO : il papato non era in contrasto con il grande passato pagano della Roma antica. Mostra di essere la continuazione dell’impero romano, con un riutilizzo di quello che il passato mi ha dato, così divento + forte. All’inizio sono conservate nel cortile e nella facciata esterna del Palazzo dei Conservatori → ESTERNO: fruibile da tutti. Poi si aggiungono successive acquisizioni di reperti dagli scavi urbani e collegati con la storia della Roma antica Doveva essere compiuta la vendita di una collezione antiquaria, che stava per essere mandata in Inghilterra, pero il papa ferma e fa nascere i Musei Capitolini. Statua con valore simbolico dell’origine del potere laico di Roma → LA LUPA CAPITOLINA: all’inizio viene collocata sulla facciata del 400 del palazzo, poi viene trasferita all’interno per la ristrutturazione di Michelangelo. a quell'epoca furono aggiunti i due gemelli, da alcuni attribuiti al
Pollaiolo, che trasformarono l'antico simbolo di giustizia del Laterano in «Mater Romanorum». LO SPINARIO, I sec. TESTA DI COSTANTINO IV sec. MARCO AURELIO → riconoscimento da parte del Papa della grandezza di alcuni imperatori. Poi con Raffaello diventa il perno di tutto il complesso architettonico. Nel gennaio del 1538, per ordine di papa Paolo III della famiglia Farnese, la statua fu trasferita sul colle Capitolino, che dal 1143 era divenuto sede delle autorità cittadine. A un anno dal suo arrivo, il Senato Romano affidò a Michelangelo l'incarico di risistemare la statua del Marco Aurelio. Il grande artista fiorentino, invece di limitarsi a progettare una sistemazione idonea per il monumento, ne fece il perno di quel mirabile complesso architettonico che è la piazza del Campidoglio. Spazio della collezione → inizia a essere uno spazio PUBBLICO 1506, PONTIFICATO DI GIULIO II: ritrovato il LAOCOONTE, oggi collocato nel giardino del Belvedere nei Musei Vaticani. Il giardino viene dedicato all’esposizione di sculture antiche. Opera ammirata da Plinio nella Naturalis Historia, era un eroe raccontato da Virgilio: nella statua si riconoscono le iscrizioni dei storici e dei poeti dell’antichità. Esso diviene così sia luogo di memoria della bellezza rivelata dagli antichi, che luogo di apprendistato per gli artisti, nucleo originario, dunque, del museo. Diventa un luogo di pellegrinaggio di eruditi, studiosi, artisti: gli artisti cominciano a viaggiare per confrontarsi con le opere del grande passato → diventa un’esigenza per gli artisti. VENEZIA: nel 1523 il Cardinale Domenico Grimani lascia la sua collezione di marmi romani a Venezia. Si aggiunge poi la collezione del nipote Giovanni nel 1587. Presenza di originali greci → sono di grande importanza, sono conosciuti solo attraverso copie romane/opere d’arte ellenistiche poiché gli originali sono molto rari. Nel 1597 decide di allestire la collezione ne vestibolo della Libreria Marciana → origine del STATUARIO DELLA REPUBBLICA, che Zanetti ha rappresentato, e oggi si è cercato di ricostruire. —> testamento di una collezione privata che diventa patrimonio pubblico. ESPOSIZIONE PUBBLICA DELLE OPERE D’ARTE: Tappe importanti per l’estroflessione: LOGGIA DELLA SIGNORIA , FIRENZE→ convivenza di antico e moderno: la loggia è uno spazio pubblico. Dalla seconda metà del 1500 estroflessione delle collezioni VILLA MEDICI , ROMA: il cardinale Ferdinando de’ Medici, collezionista e mecenate, fa trasformare la sua residenza in un palazzo degno della famiglia Medici all'architetto fiorentino Bartolomeo Ammannati → Villa come museo: vi dispose una galleria-antiquarium, collocando una collezione di opere antiche e fa inserire dei bassorilievi di epoca classica anche nella facciata rivolta verso il giardino → giardini, logge, palazzi enunciano esternamente quello che viene conservato al loro interno. LA COLLEZIONE DIVENTA UNO STATUS SYMBOL : si dichiara il potere politico e culturale con l’estroflessione delle opere d’arte, inglobate anche nelle facciate. La collezione diventa un luogo pubblico, con una condivisione PALAZZO MATTEI DI GIOVE inizio 1600: noto anche come Palazzo Antici-Mattei, fu costruito per volere di Asdrubale Mattei, marchese di Giove, che ne affidò la realizzazione a Carlo Maderno. I lavori, iniziati nel 1598, furono portati a termine in circa venti anni. I due cortili e la scala del palazzo sono ornati da sculture, rilievi e vasi antichi, in gran parte provenienti dagli scavi archeologici compiuti nei possedimenti della famiglia Mattei. Il complesso delle antichità ancora conservate al suo interno costituiva una delle raccolte di marmi antichi più preziose tra quelle private esistenti a Roma.
alternate a specchi, erano esposte le sculture antiche. Corrisponde abbastanza alla tipologia descritta da Scamozzi: una parete con finestre, nell’altra le opere. Loggia al piano terra e la galleria tutto intorno al giardino: è presente una grande quantità di dipinti, esposti su registri diversi → criterio di tipo estetico : non pensare di comprendere lo svolgimento della pittura nella storia. Ci sono anche delle copie. La sistemazione dei dipinti si basa sulla simmetria e la varietà dei formati, delle dimensioni e dei soggetti. Erano spazi di rappresentanza, ma anche di vita. Non sono solo presenti quadri, ma anche elementi d’arredo, statue → una grande confusione a livello decorativo. Le opere più famose sono collocate nella sala finale: la Maddalena , il Riposo durante la fuga in Egitto di Caravaggio, il Doppio ritratto di Raffaello, la Salomè con la testa del Battista di Tiziano... Forma un momento preciso della storia delle gallerie: è rimasto così com’era nel 1700. GALLERIA COLONNA: non corrisponde al termine di “galleria”, ma il termine viene a significare la grande collezione, la quadreria di palazzi nobiliari, allargandolo più in generale, diventa comprensivo delle diverse collocazioni dei dipinti, delle collezioni nel Palazzo Nobiliare. Realizzata nel corso del 1600: commissionata a metà del ‘600 dal Cardinale Girolamo I Colonna e dal nipote Lorenzo Onofrio Colonna, e inaugurata nel 1703. Il progetto originario è dell’architetto Antonio del Grande; è stato quindi integrato, negli ultimi decenni del 1600, da Gian Lorenzo Bernini, Paolo Schor e Carlo Fontana. Sala concepita fin dall’inizio come grande sala di rappresentanza per celebrare la vittoria della flotta cristiana, guidata da Marcantonio II Colonna contro i turchi alla battaglia di Lepanto → sala autocelebrativa della famiglia Colonna: il comandante viene raffigurato in vari momenti su tutta la volta della Sala Grande della Galleria e nella Sala della Colonna Bellica → voler dimostrare la propria potenza con la collezione artistica. GALLERIA PROSPETTICA DI PALAZZO SPADA: eseguita da Francesco Borromini tra 1652-53. Sembra abbassarsi sulla nostra testa, si ha l’impressione di essere schiacciati: la profondità che ci suggerisce è di oltre 30 metri, diversa da quella reale che corrisponde a circa 9 metri → profondità illusoria, tipica del Barocco. La Galleria Spada nasce come raccolta privata per volere del cardinale Bernardino Spada (1594-
però trafugata nottetempo e data a Scipione: il papa sentenziò che era cosa sua → esempio del potere delle famiglie nobiliari. Danae, Correggio: molto delicata, perché è stata spostata tra vari collezionisti. È stata anche danneggiata. Amor Sacro e Amor Profano : considerato il simbolo della galleria Caravaggio, Ragazzo con canestra di frutta , Bacchino Malato : opere della giovinezza di Caravaggio. Straordinaria contaminazione di generi: nel 1700 c’era una rigida gerarchia nei generi della pittura, con al di sotto i dipinti di paesaggio, la natura morta. È presente anche Caravaggio anche più maturo → San Girolamo , Madonna dei Palafrenieri : considerata molto empia per essere sistemata nella chiesa di San Pietro dal nipote del papa, con un naturalismo spinto e offensivo, con una nudità sfrontata, per cui non degno di stare in una cappella in San Pietro → comprano quadri che seguono canoni controriformistici, ciò che viene rifiutato dalle Chiese. Questi collezionisti riescono a riconoscere la qualità delle opere. Si trovano tutte le epoche diverse della pittura di Caravaggio, anche l’ultima opera Davide e Golia : tutta la drammaticità della fase finale di Caravaggio. Diverse modalità di acquisizione di questi dipinti di Caravaggio, non sono state delle commissioni dirette.
Europa, anche in Italia. Le loro caratteristiche possono essere molto diverse: possono essere stipi, armadi, mobili che contendono oggetti di vario tipo. Si diffondono tra il tardo 1500 e il 1600 È una grande creazione del Barocco soprattutto, ma anche del Manierismo. Obiettivo: chiudere il mondo intero in una stanza , riuscire a raggruppare oggetti di vari tipi, di varie discipline e riuscire a raggrupparli in unica stanza, come un’"enciclopedia invisibile”. Nel 1700 si assiste invece ad una separazione delle discipline. Comprende cose create dall’uomo e cose create dalla natura → interessavano le cose strane, mostruose , che ricordavano le MONSTRA delle cattedrali. Hanno un’origine più borghese, non derivano dalle grandi famiglie nobili → possono essere collezioni borghesi. Interno oggetti suscitano meraviglia e curiosità, elementi minuscoli Già nel 1500 i collezionisti cominciano a creare delle collezioni speciali, settoriali: Ulisse Aldrovandi, era uno speziale, che si interessa delle piante e delle loro proprietà terapeutiche. Mette insieme un erbario, una collezione di piante essiccate e incarica anche degli artisti nel rappresentare queste piante → è una collezione SPECIFICA : serve al suo lavoro di speziale. Dentro il mondo della meraviglia comincia ad affermarsi il mondo del metodo: tra 500- collezioni enciclopediche/che prediligono un settore disciplinare a seconda del mestiere di chi raccoglie i reperti. KUNSTKAMMERN DELLA FAMIGLIA DIMFEL, di Ratisbona: dipinto di una Wunderkammer. Gioco illusionistico tra realtà e creazione dell’artista. Dentro c’è di tutto: sala di dimensioni cospicue, è un salotto, con collocati globi terrestri, grandi conchiglie marine, oggetti antichi, di oreficeria, oggetti naturalistici (tartaruga, teschio...), clessidra, orologiai → oggetti per la misurazione del tempo, strumenti scientifici: è il periodo in cui la scienza si sta cominciando ad affermare; ceramiche, quadri con soggetto sacro, nature morte, paesaggi, libri, manoscritti, oggetti di devozione (crocefissi). Di solito nelle Wunderkammer c’è sempre il CORALLO: è affascinante, non si capisce che cos’è, se un animale/una pianta → esempio di questa fascinazione delle cose strane. Momento ancora pienamente Barocco: di confusione tra nuove istanze di tipo scientifico, di osservazione della natura e ancora un permanere degli elementi legati alla magia e di credenze
LETTERA A MADAMA REALE CRISTINA DI FRANCIA di GIOVANNI TARINO, 1619: spiega cos’è una STANZA DELLE CURIOSITÁ, come crearle e perché crearla: così si potrà fornire un luogo di curiosità e meraviglia ai forestieri → è come uno status symbol. QUADRI: testimoniano lo sviluppo europeo di collezioni e collezionisti, che hanno già una vocazione di tipo naturalistico Ritratto di un uomo che indossa una parrucca, Alberto Seba, che indica un libro e in mano tiene un vasetto con all’interno un serpente. Sul tavolo sono sistemate delle tavole naturaliste e delle conchiglie. Vi è una scaffalatura di vasi con altri animali, e sopra è collocato un corallo, un reperto interessante → ciò che è scritto nei libri viene confermato attraverso lo sperimento, l’osservazione. Questa è l’immagine di quello che sarà uno scienziato. COLLEZIONE milanese, Museo di MANFREDO SETTALA , di cui ne rimane solo in parte: una basilica a 3 navate, con sistemata una serie di reperti non solo naturalistici, con cassetti, ma sul soffitto ci sono animali, con un panneggio, dei tendaggi che sono appesi, con sopra poi gli animali → impressione di soffocamento e di assenza totale di luce, che non si sa da dove entra. Nella collezione vi si trovano anche scudi, urne, quadri. Ci sono nelle collezioni anche delle sezioni etnografiche → un mondo allo stesso tempo VECCHIO e NUOVO: si fa strada una nuova concezione della realtà che si affermerà con la scienza moderna. OLE WORM, frontespizio del MUSEO WORMIANUM , metà 1600 → emerge il termine “ MUSEO ” per indicare contemporaneamente: La collezione, il luogo. Il catalogo che descrive la collezione, la rappresenta → si sente l’esigenza di una documentazione scritta e visiva. è insieme il LUOGO e la SUA RAPPRESENTAZIONE: si sente l’esigenza di una documentazione scritta e visiva della collezione. Sono presenti le solite cose delle altre collezioni, ma anche dei palchi di corna, dei manichini per uno studio meccanico dell’uomo, e molto presenti sono le collezioni di tipo etnografico, con lance, maschere → un interesse verso l’oltremare e l’alterità. In mezzo alla confusione si trova un ordinamento molto preciso (nei cassettini sono sistemate le conchiglie, gli animali, il mondo del mare...): capire come si evolve il rapporto col reperto → emerge la volontà di STUDIARE e CATALOGARE: dalla volontà di meravigliare, la confusione, l’horror vacui si passa a un’analisi di tipo scientifico, a un tentativo di catalogazione. È un tentativo di fare ordine nel processo di collezione per far capire qualcosa, per insegnare al visitatore. Si passa dallo stupore, la meraviglia a un uso DIDATTICO della collezione (fine base del museo del 1700).
400 pezzi all’interno appartenente al medico umanista Paolo Giovio, sul Lago di Como. Qui per la prima volta il «Museo» viene inteso come luogo di incontro, educazione estetica e morale per i visitatori. Possiede anche una collezione di ritratti di uomini illustri. Di musei si parla dal 1600; museo PUBBLICO da 1700. PINACOTECA AMBROSIANA : fondata dal cardinale Federico Borromeo nel 1618, con una collezione di dipinti donati liberamente alla città di Milano. Idea di un luogo in cui fare educazione, in particolare degli artisti e dei fedeli in generale di un certo
tipo di pittura e scultura secondo i dettami del concilio di Trento. Azione di Borromeo come operato della chiesa, in senso propagandistico alla fede cattolica. Ricca collezione che comprende, oltre alla sua biblioteca, dipinti fiamminghi, della scuola lombarda, ritratti, calchi, copie. Gli obiettivi del cardinale si ritrovano nella sua opera "Musaeum”: un catalogo sulle opere della sua collezione. Il cardinale commissiona a Caravaggio la “Canestra di frutta” → è la 1^ natura morta pura. Anche il “Codice Atlantico” di Leonardo, con osservazioni naturalistiche e scientifiche → è un intreccio tra scienza e arte. È grande, ed è uno dei pezzi portati via da Napoleone tra la fine 1700-inizi 1800, poi però torna in Italia con il Congresso di Vienna. Brueghel è uno dei pittori più amati da Borromeo, a cui il cardinale commissiona molte nature morte. Inventa un nuovo genere pittorico: la “Madonna in Ghirlanda”, circondata da fiori. Nei dipinti commissionati da Borromeo si ritrova un CATALOGO DEL VISIBILE : commissiona a Brueghel quadri che devono illustrare i quattro elementi della natura, ma sono in realtà un pretesto per descrivere i più possibili animali terrestri, marini, dell’aria, senza un interesse realistico per periodo di appartenenza: fiori di stagioni diverse, animali che vivono in zone diverse all’interno dello stesso quadro, per far vedere una rappresentazione dell’esistente → fa vedere la magnificenza divina in tutte le sue forme e manifestazioni. È una collezione volta all’educazione alla città di Milano, ma con uno scopo didattico dal punto di vista della fede. ASHMOLEAN MUSEUM , Oxford: è considerato il 1^MUSEO PUBBLICO ed è uno dei musei più antichi al mondo. Nel 1683 viene fondato ha origine dal lascito di Elias Ashmole, appassionato di storia, numismatica, botanica, astrologia e altre discipline all’università. Grande collezione antiquaria, ma anche artistica, con calchi, gessi... L’edificio risale alla 1^ metà del 1800, progettato dall’architetto Charles Cockerell: il Museo Tempio è tipico del 1800, che non si ritrovano prima del 1800. È un museo universitario: fa parte del sistema museale dell’Università di Oxford. Nel 1727 Neickel pubblica MUSEOGRAPHIA → si prende consapevolezza della disciplina della museografia: la classificazione ordinata e razionale del materiale. Le collezioni si distaccano dalle abitazioni dei proprietari e dei governanti, e comincia a esserci l’elaborazione e la progettazione di edifici per ospitare queste opere. Sono espressi i criteri di ordinamento e catalogazione degli oggetti → evoluzione: ci sono caratteri di similitudine, ma anche ci sono diversità evidenti. Similitudini: il coccodrillo sospeso; il soffitto della stanza però è vuoto: non c’è la confusione di animali. La stanza ricorda molto una biblioteca, un erbario: da un lato sono presenti una serie di scaffali, dall’altra parte vi sono reperti di tipo naturalistico, sovrastati da quadri di paesaggio e ritratti. Uno studioso al tavolo sta leggendo un libro, con vicino a sè dei reperti → quasi un manifesto di quello che sarà il museo, e la vita degli studiosi all’interno dei musei: una conoscenza di tipo teorico si coniuga con un esame autoptico dei reperti. Il conservatore non può scindere dallo studio, del reperto: tutto quello detto dai libri va verificato attraverso l’osservazione dei reperti. L’ordinamento dello scibilio ha un corrispettivo nell’ENCICLOPEDIA: cataloga tutto quello che il mondo sa, attraverso una distinzione fra voci diverse → si ha un ordinamento Visivamente si vede un’evoluzione dal luogo della meraviglia, dell’emozione, dello stupore, del mescolamento caotico tra le diverse discipline, con ancora un sapere enciclopedico a un ordinamento di tipo scientifico, con un luogo di sostanza scientifico.
suo interno già elementi caratteristici di una concezione del 1700: concetto di conservazione e di utilità del pubblico , affidata allo Stato. Una sensibilità che cambia: tuti sono partecipi di questa collezione. 1769: il Granduca Pietro Leopoldo di Lorena decide di aprire al pubblico la collezione dei Medici → diventa museo pubblico: vuole far un museo d’arte antica e di pittura: si passa da una Wunderkammer a un museo storico-artistico 1771-73: trasferimento delle raccolte scientifiche e naturalistiche; ricognizione nelle ville e palazzi di campagna per scegliervi opere sparpagliate degne di comparire in galleria. 1^ esigenza di ordinamento e settorializzazione: la Collezione dei Medici aveva di tutto, ma le armi vengono disperse, per la concezione di Pietro Leopoldo che guerra sia inutili. 1775: nomina rettore Giuseppe Pelli Bencivenni e come suo aiuto Luigi Lanzi, grande esperto di arte antica, ma sviluppa anche un interesse per la pittura e la sua storia stando a contatto con la raccolta medicea. Questo rapporto fisico con le opere d’arte determina anche uno scarto nello studio: con una sequenza, una serie delle opere d’arte mi rendo conto dell’evoluzione della pittura → il giudizio e la storia dell’arte si fa attraverso la comparazione. 1779: Pelli Bencivenni pubblica Saggio Istorico sulla galleria → 1^grande contributo alla storia del collezionismo mediceo. 1782: Lanzi pubblica La Real Galleria di Firenze , con una descrizione del museo → è come una guida. Pelli Bencivenni fa un paragone con la situazione precedente riferendosi al nuovo ordinamento: erano state evitate tutte le luci naturali, con tendaggi e colori cupi che rendeva tutto dell’orrore, del patetico, perché c’è il bisogno di luce per vedere i reperti. È un allestimento che privilegia la RAZIONALITÁ dell’ordinamento, con colori chiari, per una chiarezza nella sequenza delle opere I maggiori musei italiani nascono nel 1700 MUSEI CAPITOLINI : hanno origine da una donazione del 1400. Storia lunga e complessa: sono stati aperti al pubblico nel 1734, col papa Clemente XII, per il rischio di perdere la collezione del cardinale Alessandro Albani, costituita da 400 pezzi antichi, con iscrizioni e ritratti di uomini illustri, che stava per essere trasferita in Inghilterra, e quindi decide di aprire questo museo per salvare questi pezzi. Nel 700 c’è il Grand Tour: quando nello Stato pontificio la situazione era dissestata nella politica nell’economia, con una decadenza, contemporaneamente c’era un flusso continuo di stranieri ricchi che arrivano in Italia, che vogliono portarsi via souvenir, ricordi, di solito pezzi di opere antiche → sviluppo di un mercato antiquario, un mercato lecito e illecito: Roma viene depauperata molto, molte collezioni vengono portate all’estero. Realizzazione del museo negli ambienti del Palazzo Nuovo, una preesistenza del 1600, nel Campidoglio: allestimento del 1700, rimasto quasi immutato, realizzato dal marchese Alessandro Gregorio Cappone. I criteri espositi si ispiravano a quelli del Museo Maffeiano: il curatore propone l’aggruppamento di nuclei omogenei di opere, con un ordinamento chiaro, che consente all’osservatore di apprezzare. Il cardinale Albani era proprietario di una villa privata, Villa Albani. Negli anni 80 del 1700 arriva Winckelmann, che diventa conservatore della sua collezione. Albani era un collezionista impulsivo, ma anche disinvolto: quando aveva soldi comprava, quando non ne aveva vendeva. Importante perché all’interno ha iscrizioni e ritratti di uomini illustri: la prima fase della museografia del 1700 vede un approccio all’arte antica in cui le fonti storiche e letterarie hanno un’importanza maggiore rispetto alle opere in sé → fondamentale è che sono raffigurati personaggi della letteratura/storia → passa il filtro STORICO - LETTERARIO. Questo rapporto con questi personaggi fondamentali della storia antica fa sì che le statue avessero indicate anche un
particolare rilievo anche nella dimensione museale. Interessa la ricostruzione della storia attraverso le iscrizioni, la vicenda legata agli uomini illustri. L’osservatore puó apprezzare il rapporto tra la storia e gli uomini illustri Viene concepito anche un catalogo monumentale, realizzato da Giovanni Bottari: interesse per i caratteri di tipo storico e iconografico (inizio 700, anni 30-40). Un interesse verso i reperti archeologici, subordinato alla conoscenza della storia e della letteratura antiche → a Bottari interessano i documenti storici di questi manufatti, no la storia dello stile. Tra la 1^ e la 2^ metà del 700 nascono le discipline scientificamente fondate: l’archeologia, la storia dell’arte, attraverso l’analisi dei manufatti delle opere d’arte, la museologia. Nel catalogo per il Museo Pio-Clementino ci sarà in più una considerazione dell’ oggetto , del manufatto, l’aspetto della conservazione, la tecnica. In questo momento non si ha ancora una chiara idea dell’arte greca: la avrà Winckelmann, anche se non vedrà mai un pezzo originale greco, poichè Atene nel corso dei secoli si riduce a un piccolo villaggio di pastori sotto il dominio gli Ottomani. Nel museo si trovano opere ellenistiche, tarde, e copie. Edificio con colori chiari, ispirazione all’antica Roma, ma anche la volontà e necessità di rendere chiaro l’allestimento, e soprattutto vi è la volontà di un raggruppamento tipologico della collezione: ci sono le iscrizioni ordinate sulle pareti, e sotto i busti degli uomini illustri → significativo per capire le gerarchie all’interno del museo, ma è anche un raggruppamento di tipo omogenico: un insieme omogeneo e ordinato che consente allo spettatore di comprendere L’ala nuova dei Musei Capitolini è stata inaugurata nel 2005. Nello stesso museo abbiamo allestimenti diversi l’uno all’altro. La Roma del tempo era il contrario da quello dichiarato dalla Francia rivoluzionista, che dichiara la fine dell’ Ancien Regime, che continua a dominare a Roma, anche se i più innovativi musei nascono a Roma stessa. MUSEI DEL 1700 → sono rivolti all’educazione del pubblico. Iniziano ad affermarsi le prime figure professionali del DIRETTORE e il CONSERVATORE: è loro compito riallestire il museo, in modo chiaro e ordinato → ricerca di un criterio di riorganizzazione dell’allestimento. Sono chi in un museo deve essere in grado di comprendere il percorso che si propone. Educazione → attraverso una settorializzazione → il modello di Scipione Maffei è molto importante per capire la svolta alla settorializzazione. MUSEO PIO-CLEMENTINO (MUSEI VATICANI) → 2 papi: Clemente XIV e Pio VI, che lo fanno realizzare tra il 1771-91. Architetto: Michelangelo Simonetti. Dentro una preesistenza: all’interno di un complesso architettonico già definito, in cui l’architetto può solo riadattare. È un allestimento pensato in funzione delle opere che deve ospitare: si creano ambienti che valorizzano il valore estetico delle opere, che le fanno risaltare e che consentono una fruizione articolata. Viene risistemato il cortile del Belvedere, creato anche per valorizzare l’ordinamento disposto: vengono sistemati grandi capolavori, come il Lacoonte, l’Apollo del Belvedere, cantato da Winckelamann: dice che nessuno può descrivere le antichità di una citta se non ci ha vissuto a lungo e non ha visto più volte, senza uno studio accurato dei manufatti. Prende in giro i finti conoscitori, che non riescono a riconoscere le parti originali da quelle false → è cambiato il modo di guardare le opere dell’antichitá: si smascherano le parti anacronistiche dal punto di vista iconografico e anche le introduzioni moderne alle parti più antiche, Laocoonte. Si allestiscono varie sale: sala degli animali, sala delle muse, la Rotonda. La cura del catalogo viene affidata a Ennio Quirino Visconti, uno dei grandi antiquari e archeologi del periodo: entra in contatto con artisti della sua epoca.
CARLO FEA: devono essere preservate tutte le opere d’arte, anche quelle di scarsa caratura → Il museo deve essere concepito come un deposito della memoria, in cui trovano spazio tutte le testimonianze della nostra storia. Vienna, PALAZZO DEL BELVEDERE : costruito nel tardo 1600. Circondato da giardini, 2 edifici Edificato per Eugenio di Savoia Preesistenza → Dispotismo illuminato: nella seconda metà del 1700 l’imperatore d’Austria Giuseppe II decide di collocare qui le collezioni degli Asburgo e di aprire un museo al pubblico → caso di un museo pubblico che viene inserito in una preesistenza, con un despota illuminato che decide liberalmente di donare al suo popolo questo museo. Le collezioni degli Asburgo per un periodo vengono esposte in questo palazzo. Ora non sono più qui, ma la Kunsthistorischesmuseum, con un edificio ex novo, dalla seconda metà del 1800. → Esempio della museografia del 1700 legato alla fase del DISPOTISMO ILLUMINATO , e non della Rivoluzione francese. Architettura classica, con scaloni riccamente decorati. Oggi l’interno conserva le collezioni del 18/900. Prima di aprire questo museo Giuseppe II incarica un artista, che faceva conservatore della collezione di stilare un catalogo, scritto in francese → la lingua della comunicazione dei colti: è evidente l’idea di una circolazione del catalogo, la volontà di far avvicinare al museo la maggior parte delle persone → prospettiva cosmopolita: idea di una cultura che deve essere condivisa, a disposizione di tutti.
Fin dall’inizio è voluto dal Parlamento inglese. Fondato nel 1753, aperto al pubblico nel 1759 Fin dall’inizio viene dotato di organismo interno di gestione e conservazione Il nucleo originale era costituito dalla raccolta del medico e naturalista Hans Soane e dell’archeologo Robert Cotton. Quando nasce era collocato in una dimora del 1600, Montague House, che si trovava nel luogo dove ora sorge il museo → riuso di un edificio, poi distrutto per far spazio al nuovo edificio. Origine mista del museo, con un’idea di una connessione tra le scienze naturalistiche e le scienze umanistiche → molto anglosassone Idea che il museo diventi il luogo della memoria, il deposito storico della memoria collettiva : i reperti vengono conservati e poi messi a disposizione di tutti. Negli anni 20-30 del 1800 l’architetto neoclassico Smirke è incaricato di costruire l’attuale edificio. Contiene una grande quantità di reperti, e poi grandi quantità sono aggiunte al nucleo originale → emerge la necessità di spostarlo, e poi emerge anche la necessità di una settorializzazione, di una divisione delle varie aree. È un museo che incarna l’idea della nazione, dell’Inghilterra Sala dei Marmi Elgin: Lord Elgin alla fine 700 va ad Atene come ambasciatore. La Grecia era ancora sotto l’impero ottomano e non rientra tra le mete del Grand Tour: solo alla fine del 1700, in concomitanza degli scavi di Pompei ed Ercolano i Grand turisti arrivano in Sud Italia, ma la Grecia nonera facilmente accessibile e non era un luogo suscettibile. Quando arriva lì Lord Elgin vede una situazione molto diversa da quella di oggi: oggi noi vediamo un “museo all’aperto”, ma alla fine del 1700 si trova un villaggio di pastori, tutta l’area dell’Acropoli è occupata da casette umili, ma allo stesso tempo era un’area viva della città. Elgin si porta dietro un team di artisti che disegnano quello che vedono. Chiede poi al sultano l’autorizzazione di portare via dei bassorilievi, dei pezzi: 100naia metri di sculture frontonali e bassorilievi: smonta l’apparato decorativo del Partenone e lo porta via. Nonostante la protesta dei greci, c’è una rivendicazione da parte degli Inglesi, perché c’è stata l’autorizzazione del sovrano, ma anche emerge anche un’idea colonialista. Alcune navi di Lord Elgin affondano, e Lord Elgin si è rovinato finanziariamente, la propria fortuna per recuperare questi marmi, che arrivano a Londra a inizio del 1800. Gli espone in una casa che affitta di Piccadilly dal 1807, per tutti gli studiosi e gli amatori di arte → Fidia per la 1^ volta viene conosciuto anche nel resto Europa: grande importanza, causando un “pellegrinaggio “di artisti,
studiosi. Gli archeologi negano il valore di questi marmi, ma secondo loro sono in realtà prodotti artigianali di età adriana. Egin è rovinato finanziariamente, e nel 1811 cerca di vendere i marmi al British Museum, che però rifiuta: Gli archeologi negano il valore di questi marmi, ma secondo loro sono in realtà prodotti artigianali di etá adriana. Dopo qualche anno, nel 1816 il museo accetta di acquistarli ad un prezzo molto più basso rispetto a quello originale. Lord Egin chiede a Canova di intervenire nel restauro questi marmi, ma lui si rifiuta perché lo ritiene un sacrilegio toccare queste opere di Fidia. Lord Byron attacca questa spoliazione illecita. Nel 1812 arrivano a Londra gli altri marmi che erano stati fermi a Malta. Nel 1834 il British Museum concorda di acquistare dei calchi rinvenuti dai nuovi scavi. Pezzi del Partenone sono distribuiti ovunque. 56 lastre del fregio, 15 metope e 12 sculture frontonali Norman Foster è uno dei grandi architetti inglesi contemporanei, e lui ha coperto l’area, prima aperta, della Great Court, con un’area di relax, shops → esempio di un intervento contemporaneo in una preesistenza del 1500. MUSEUM FRIDERICIANUM : unico caso in Europa nato per volontà del sovrano Federico II e progettato per essere un museo tra 1769-77 → viene edificato ex novo. Con la Rivoluzione francese si afferma un principio importante, che nel giro di qualche decennio si diffonde in tutta Europa: aspetta allo Stato tutelare, conservare e diffondere il patrimonio, inteso come ricchezza culturale della nazione, e garantire a tutti i cittadini la sua fruibilità → c’è uno scarto tra quello che è l’atto liberale di un singolo sovrano. Non c’è più una proprietà privata del sovrano, ma il patrimonio culturale e artistico appartiene a tutto lo stato francese, che deve tutelarlo e metterlo a disposizione di tutti i cittadini. Allo stesso tempo però durante la rivoluzione sono stati compiuti grandi delitti contro il patrimonio francese: tutto quello che era espressione della monarchia/papato viene distrutto/tolto dal luogo originale: statue vengono sfigurate, semidistrutte... Si manifesta nella rivoluzione la necessità di una fruizione pubblica, ma anche di distruggere l’Ancien Regime, quello del potere precedente: tutto quello che è espressione delle dinastie del re, della religione cattolica come qualcosa che si oppone, di oscurantista in molti casi viene distrutto. Nonostante questa contraddizione il principio della proclamazione di beni nazionali passa: c’è stato anche il tentativo di qualcuno di cerca di salvare il salvabile, nonostante i rischi della fase del terrore, risemantizzando. LOUVRE : i Francesi hanno affermato la necessità di una condivisione dei beni artisti, ma avviene molto più tardi rispetto alla Roma papale. Non è un palazzo costruito ex novo: per secoli è stata la dimora dei re di Francia, fino a quando Luigi XVII sposta la residenza della corte a Versailles → la sua storia è legata alle dinastie dei re. Il museo nasce spinto dalla rivoluzione francese, e inaugurato nel 1793 con nome Museo Nazionale. All’inizio l’ingresso era gratis, era aperto il sabato e la domenica per tutti, mentre negli altri giorni era aperto solo per gli artisti per copiare i grandi modelli della tradizione pittorica. Ogni opera fu dotata di didascalia esplicativa e venne pubblicato un catalogo nel 1793 → Grande apertura, innovazione, però non nel riallestimento museo: aveva l’aspetto di un grande magazzino, era molto confuso, scuro, poco facilmente fruibile ad una fruizione. Il momento di svolta arriva con Napoleone, a inizio 1800, all’indomani della Rivoluzione francese: incarica due architetti, Percier e Fontaine, di ritrasformare dal punto di vista edilizio e architettonico il museo, dandogli un nuovo volto. Nel 1802 Napoleone nomina Dominique Vivant-Denon direttore, ribattezzato Musée Napoléon. Era anche però il regista delle spoliazioni napoleoniche fatte in Italia: aveva presente le opere che dovevano essere rimosse per essere portate al Louvre.