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Una panoramica introduttiva all'intelligenza artificiale, con particolare attenzione alle reti neurali e agli algoritmi genetici. Esplora la storia dell'intelligenza artificiale, i concetti chiave delle reti neurali, i loro vantaggi e svantaggi, i campi di applicazione e la relazione con gli algoritmi genetici e i sistemi esperti. Anche i diversi livelli di intelligenza artificiale, dai sistemi deboli a quelli forti, e affronta il tema dell'apprendimento in rete, evidenziando l'importanza dell'addestramento e della supervisione.
Tipologia: Appunti
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AI e Machine Learning L’AI è la disciplina che studia la progettazione, lo sviluppo e la realizzazione di sistemi in grado di simulare le abilità, il ragionamento e il comportamento umani. ➢È nel XVII secolo che vengono costruite le prime macchine in grado di effettuare calcoli automatici (Blaise Pascal, Gottfried Wilhelm von Leibniz). ➢Nella prima metà dell’Ottocento Charles Babbage con la sua “macchina analitica” anticipava le caratteristiche dei moderni calcolatori. A partire dalla seconda metà degli anni ’30 vengono pubblicati i lavori di Alan Touring, padre dell’informatica. ➢Nel 1943, con il lavoro del neurofisiologo Warren Sturgis McCulloch e del matematico Walter Harry Pitts, mostrano, con un modello matematico, come dei semplici neuroni possano essere combinati per calcolare le tre operazioni logiche elementari NOT, AND, OR. ➢È da questi assunti che nasceranno le reti neurali artificiali: vengono così avviati gli studi sull’intelligenza artificiale. ➢“INTELLIGENZA ARTIFICIALE” ha una data di nascita precisa: viene utilizzata per la prima volta dai matematici e informatici John McCarthy, Marvin Minsky, Nathaniel Rochester e Claude Shannon in un documento del 1955. ➢Nel 1958 McCarthy sviluppa il linguaggio Lisp (List Processor) per studiare la computabilità di funzioni ricorsive su espressioni simboliche che per lungo tempo è stato il linguaggio di riferimento nei progetti di intelligenza artificiale. ➢Nel 1986, Jay McClelland e David Rumelhart in una pubblicazione sotengono che una rete neurale è un grafo diretto non lineare, nel quale ogni elemento di elaborazione (ogni nodo della rete) riceve segnali da altri nodi ed emette a sua volta un segnale verso altri nodi. ➢Si sviluppa il modello di rete neurale multistrato (MLP- Multilayer Perceptron) dove ogni strato di nodi è completamente connesso con quello successivo e utilizza una tecnica di apprendimento supervisionato chiamata retropropagazione dell’errore. ➢L’AI debole non comprende totalmente i processi cognitivi umani, ma si occupa sostanzialmente di PROBLEM SOLVING (risposte a problemi sulla base di regole conosciute). ➢La caratteristica distintiva dell’ AI forte è l’analisi del linguaggio per comprenderne il significato, anche attraverso metodi induttivi (maieutica) o deduttivi. ➢AI → MACHINE LEARNING (apprendimento automatico): la capacità di imparare ed eseguire compiti da parte della macchina sulla base di algoritmi che imparano dai dati in modo iterativo. Il computer apprende la nuova conoscenza in vari modi: ➢ Dall'osservazione dell'ambiente esterno: l'agente osserva il mondo esterno e impara dai feedback delle sue azioni e dai suoi errori. ➢ Dalla base di conoscenza: l'esperienza e la conoscenza dell'ambiente operativo sono conservate in un database detto base di conoscenza (knowledge base o KB). ➢La base di conoscenza non è mai vuota ma contiene alcune informazioni iniziali inserite manualmente dal progettista (conoscenza pre-esistente o pregressa). Successivamente, durante il processo di apprendimento, la base cognitiva (KB) viene modificata tramite i feed-back con l'ambiente, in base alla esperienza diretta maturata nel corso del tempo. Nel machine learning la pre-elaborazione (o pre-processing) è la fase in cui si organizzano i dati, prima di avviare l'algoritmo di apprendimento. In particolar modo, nella fase di pre-processing si analizza il dataset per individuare eventuali correlazioni nei dati.
Gli attributi fortemente correlati possono essere indicati come unica variabile nel dataset, senza alcuna perdita di informazione → riduce la dimensione dei dati nel dataset e la complessità computazionale dell'algoritmo. I rumori (dati irrilevanti) sono eliminati dal dataset. Alberi decisionali ➢Alberi di decisione sono utilizzati nei processi di apprendimento induttivo, quelli basati sull'osservazione dell'ambiente circostante. ➢Il processo decisionale è rappresentato con un albero logico rovesciato, che parte da un nodo radice (root) e ogni nodo è una funzione condizionale. ➢ Ogni nodo interno rappresenta un test su una proprietà o attributo, ➢ Un arco verso un nodo figlio rappresenta un possibile valore per quella proprietà o attributo, ➢ Una foglia il valore finale previsto a partire dai valori delle altre proprietà, che nell'albero è rappresentato dal cammino (path) dal nodo radice al nodo foglia. ➢ Gli alberi logici, vantaggi ✓ semplicità ✓ facili da capire e da eseguire ✓ facilmente comprensibile dagli esseri umani; l'uomo può verificare come la macchina giunge alla decisione. Eventualmente dissentire. ➢Esempio. Un albero decisionale applicato alla medicina fornisce delle diagnosi. Essendo una decisione importante per il paziente, è sempre opportuno che un medico verifichi il processo di classificazione che ha portato la macchina a prendere quella decisione. ➢Per un uomo è più facile farlo leggendo un albero decisionale che una rete neurale La rappresentazione ad albero decisionale è poco adatta per i problemi complessi: lo spazio delle ipotesi diventa troppo grande si pone il problema della «complessità spaziale» dell’algoritmo. Il neurone Unità fondamentale del cervello umano. Ogni neurone riceve come input i segnali elettrici da tutti i dendriti, e se la somma pesata supera il valore di attivazione emette un impulso elettrico in uscita verso l’assone. ✓ In input i dendriti per la raccolta dei segnali provenienti da altri neuroni. Ogni neurone ha una soglia di attivazione. ✓ In output gli assoni per la distribuzione dei segnali ad altri neuroni. ✓ Un neurone attivo è attivo in misura variabile: il livello di attività è influenzato dai livelli di attività degli assoni provenienti da altri neuroni congiunti ai dendriti del neurone attraverso sinapsi. ✓ Una sinapsi ha una forza da positiva (eccitatoria), a zero (nessun effetto), a negativa (inibitoria). Le sinapsi “pesano” il segnale. IL CERVELLO UMANO (neurone) Elaborazione dell’informazione in parallelo e diffusa tra migliaia di neuroni porta all’emergere di processi cognitivi. Elaborazione risiede in due emisferi separati da un corpo calloso che sono, a loro volta, suddivisi in regioni ben localizzate negli emisferi.
➢ Pattern classificazione ➢ Clustering ➢ Approssimazione di funzioni ➢ Predizioni in serie temporali ➢ Ottimizzazione ➢ Memorie associative (CAM, Content Addressable Memory - memoria a contenuto indirizzabile) ➢ Controllo di apparati ➢Elaborazione di segnali ed immagini. RETI NEURONALI E ALGORITMI GENETICI Gli algoritmi genetici possono essere applicati alle reti neurali per risolvere problemi come:
Tipi di apprendimento
ASI - Artificial Super Intelligence Non si limita a imitare o comprendere l’intelligenza e il comportamento umano. Le macchine acquisiscono consapevolezza di sé e superano le capacità dell’intelligenza e delle capacità umane. “Cosa aggiunge l’IA alle nostre vite?” conferenza Digital Life Design (DLD) 2020 a Monaco, Gary Kasparov , il più giovane campione mondiale di scacchi e miglior giocatore di scacchi da 20 anni, ha espresso il suo parere: «I lavori non scompaiono, si evolvono. Eliminare le persone da lavori ripetitivi consente loro di essere più creative. Il futuro della razza umana è basato sulla creatività» AI le classificazioni I 4 TIPI
AI – Teoria della mente La teoria della mente («ToM», Theory of Mind) è la capacità di attribuire stati mentali: credenze, intenzioni, desideri, emozioni, conoscenze - a sé stessi e agli altri, e la capacità di comprendere che gli altri hanno stati mentali diversi dai propri. ( da David Premack e Guy Woodruff) Fondamentale in ogni interazione sociale e serve ad analizzare, giudicare e comprendere il comportamento degli altri. Le macchine del futuro non solo formeranno rappresentazioni sul mondo, ma anche su altri agenti ed entità che lo abitano. In psicologia l’espressione adottata è “teoria della mente”: comprendere che le persone, le creature viventi, possono avere dei pensieri e delle emozioni che influenzano il loro comportamento. AI next generation … costruire macchine in grado di formare rappresentazioni di se stesse. Ciò significa che dovremo prima capire cos’è e come funziona davvero la coscienza. Poi dovremo trovare un modo per di costruire macchine che ne possiedono una. La classificazione