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Nazione (vari pensatori), Appunti di Storia Delle Dottrine

CONCETTO DI NAZIONE APPUNTI (VARI)

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 29/01/2021

Utente_unifg9
Utente_unifg9 🇮🇹

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Concetto di Nazione
SECONDO ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA: Secondo Della
Loggia, L'Italia avrebbe creato il patrimonio del sapere internazionale, il
sapere politico in questo caso nel corso del 900 in tre culture fondamentali
che sono: il fascismo, il comunismo gramsciano e l’azionismo gobettiano.
Il fascismo secondo Galli della Loggia (dottrina politica sviluppatasi nel
corso del ventennio e che aveva le sue premesse nel corso della storia
d'Italia agli inizi del 900 e poi in seguito alla guerra e all'occupazione delle
fabbriche e dei sommovimenti della società nazionale che vengono definiti
biennio rosso), e con la nascita il 21 gennaio del 1921 del partito
comunista d'Italia, quindi tra poco ci sarà l'anniversario dei 100 anni
dell'esistenza del partito comunista, che poi diverrà partito comunista
italiano proprio perché si vuole sottolineare l’aderenza all’internazionale
comunista, Una sezione che è legata a doppio filo con l'esperienza
sovietica, c'è con quella forma di governo che si è instaurata a partire dal
1917 con la rivoluzione di ottobre di Lenin, Stalin e altri. Quindi il
comunismo secondo Galli della Loggia, deve essere considerato
gramsciano perché facente riferimento all'opera di Antonio Gramsci. Il
comunismo gramsciano segna le coordinate di un comunismo differente da
quello sovietico, un comunismo che ha fra i suoi promotori certamente
Gramsci, ma anche un contributo da parte di Togliatti e Umberto
Terracini. Dopo la caduta del muro di Berlino, il partito comunista cambia
nome o meglio nasce un nuovo soggetto politico che dalle ceneri del
partito comunista sorge il partito democratico della sinistra. Il comunismo
gramsciano e diverso rispetto ai comunismi internazionali poiché e
maggiormente volto alla conservazione della cultura, del ruolo degli
intellettuali e della formazione delle idee quale elemento indispensabile
della costruzione di una società diversa che vogliamo definire comunista.
L’azionismo di Pietro Gobetti: Pietro Gobetti, un pensatore italiano
morto giovanissimo a seguito delle persecuzioni fasciste ma ha
rappresentato una delle pagine più alte della storia intellettuale del nostro
paese nel 900, Gobetti fu animatore della rivoluzione liberale, di una
rivista in cui l'avanguardia per quei tempi sui temi relativi all'economia, la
storia e alla politica e che ispiro anche qui un orientamento politico
definito azionismo, che poi sarà racchiuso in un minuscolo partito che
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Concetto di Nazione SECONDO ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA: Secondo Della Loggia, L'Italia avrebbe creato il patrimonio del sapere internazionale, il sapere politico in questo caso nel corso del 900 in tre culture fondamentali che sono: il fascismo, il comunismo gramsciano e l’azionismo gobettiano. Il fascismo secondo Galli della Loggia (dottrina politica sviluppatasi nel corso del ventennio e che aveva le sue premesse nel corso della storia d'Italia agli inizi del 900 e poi in seguito alla guerra e all'occupazione delle fabbriche e dei sommovimenti della società nazionale che vengono definiti biennio rosso), e con la nascita il 21 gennaio del 1921 del partito comunista d'Italia, quindi tra poco ci sarà l'anniversario dei 100 anni dell'esistenza del partito comunista, che poi diverrà partito comunista italiano proprio perché si vuole sottolineare l’aderenza all’internazionale comunista, Una sezione che è legata a doppio filo con l'esperienza sovietica, c'è con quella forma di governo che si è instaurata a partire dal 1917 con la rivoluzione di ottobre di Lenin, Stalin e altri. Quindi il comunismo secondo Galli della Loggia, deve essere considerato gramsciano perché facente riferimento all'opera di Antonio Gramsci. Il comunismo gramsciano segna le coordinate di un comunismo differente da quello sovietico, un comunismo che ha fra i suoi promotori certamente Gramsci, ma anche un contributo da parte di Togliatti e Umberto Terracini. Dopo la caduta del muro di Berlino, il partito comunista cambia nome o meglio nasce un nuovo soggetto politico che dalle ceneri del partito comunista sorge il partito democratico della sinistra. Il comunismo gramsciano e diverso rispetto ai comunismi internazionali poiché e maggiormente volto alla conservazione della cultura, del ruolo degli intellettuali e della formazione delle idee quale elemento indispensabile della costruzione di una società diversa che vogliamo definire comunista. L’azionismo di Pietro Gobetti: Pietro Gobetti, un pensatore italiano morto giovanissimo a seguito delle persecuzioni fasciste ma ha rappresentato una delle pagine più alte della storia intellettuale del nostro paese nel 900, Gobetti fu animatore della rivoluzione liberale, di una rivista in cui l'avanguardia per quei tempi sui temi relativi all'economia, la storia e alla politica e che ispiro anche qui un orientamento politico definito azionismo, che poi sarà racchiuso in un minuscolo partito che

dopo la seconda guerra mondiale, che tendeva a unire il socialismo con il liberalismo cioè l'idea dell'uguaglianza con quella della libertà, possibile il menu sì sì complimenti differenti, quindi se all'inizio potevano sembrare opposti questi due movimenti tra socialismo e il liberalismo, troviamo poi una sintesi sia nelle opere di Pietro Gobetti che Carlo e Nello Rossetti, che purtroppo conobbe una fine analoga a quella di Gobetti poiché furono uccisi dai fascisti. queste tre peculiari culture politiche che secondo Galli della Loggia avrebbe dato al mondo, quindi con il fascismo, comunismo gramsciano maniera diversa e azionismo gobettiano, hanno formulato in maniera diversa sia il concetto di nazione e anche il rapporto della nazione c'è quella italiana con le altre nazioni. Se il fascismo avrebbe accentuato l'importanza della nazione quale soggetto politico, e soggetto qui bisogna riconoscere dei diritti superiori a quelli individuali, che li comprende, li contiene e li esplicita, dall'altra parte il comunismo di Gramsci aveva una caratteristica prettamente nazionale, proprio perché Antonio Gramsci nelle opere di Croce e Gentile pensava che in fondo la rivoluzione socialista, sarebbe potuto avvenire soltanto piante gli strumenti della cultura che era una cultura nazionale e che all'interno di uno stato, nazione che aveva delle peculiarità, al fine di essere realizzate nel cambio per l’ingresso Verso una società socialista. Se Lenin e i suoi compagni nel 1917, Attraverso quello che è un atto di forza rispetto a una società arretrata, una società analfabeta, Società con caratteristiche Pre-moderna dove dominava la paura e la superstizione, e l'ignoranza. La società italiana attraverso il comunismo di Gramsci doveva adoperarsi di strumenti di cultura, costruire l'egemonia quindi l'unione della forza più il consenso, cioè non attraverso un atto di forza come era successo in Russia ma attraverso la cultura, della costruzione del consenso della persuasione delle proprie ragioni, una società che poteva arrivare ad un posto centrale, egemonia della cultura in modo che il passaggio della società comunista sarebbe diventato più semplice. La nazione è parte di questo discorso, opera dei padri del comunismo quali Engels e Marx, Portato avanti da Gramsci ma non soltanto da lui per quanto riguarda la storia d'Italia ha avuto un' importanza fondamentale emozioni e lo stesso azionismo politico italiano che ha ispirato non solo il partito d'azione che faceva diretto riferimento all'opera di Gobetti ma di quella che possiamo definire all'interno della cosiddetta prima Repubblica italiana che va dal 1948 grosso modo al 1992.

coscienza di appartenere a una determinata nazione e non ha un'altra. Come afferma Renan la nazione è il Plebiscito di tutti i giorni, cioè l'idea che si aderisca insieme agli stessi valori e agli stessi principi. Quindi la nazione può essere un sentimento collettivo, può essere di tipo naturale per qualcuno, caratteristiche di tipo fisico naturali, ad esempio l'Italia è bagnata dal Mar Mediterraneo eccetera. Che cos’è l’identità? Identità e ciò che io sento come mio, stesso che identifica me stesso. Ciò che respingo evidentemente non fa parte della mia identità, del mio essere. Infatti, se facciamo riferimento a qualche stereotipo culturale come ad esempio, gli italiani sono brave persone, magari questa potrebbe essere una caratteristica dell'identità nazionale. Magari l'identità nazionale dei tedeschi potrebbe essere la loro precisione il modo di fare tutto in maniera precisa, quindi ogni nazione ha uno stereotipo. Una delle organizzazioni più importanti al mondo, è l’ ONU, ossia l'organizzazione delle Nazioni unite, per poter far parte a questa organizzazione gli Stati devono rinunciare al loro diritto alla guerra, quindi lo stato non regola i suoi rapporti internazionali mediante l'uso della guerra e questo principio è stato recepito all'organizzazione delle Nazioni unite, quale conditio sine qua non, ( Quindi gli Stati non devono risolvere le controversie internazionali sulla base della guerra ), La nazione quindi è un elemento importante della storia del pensiero politico. Pensiamo ad esempio a chi ha fatto scaturire la seconda guerra mondiale cioè Hitler che era stato eletto nel 1933 attraverso le elezioni democratiche, dal partito nazional socialista, il fascismo non è altro che l'esaltazione della nazione anche in campo economico, l’autarchia cioè l'idea che lo stato dovesse produrre tutto ciò che i suoi cittadini che avevano bisogno. La nazione è la coscienza che mi fa sentire appartenente a una nazione, ad es. Nizza è una città francese che ha dato i natali a Garibaldi. E’, difficile dal punto di vista fisico delimitare la Nazione, è necessario ricorrere al SENTIMENTO NAZIONALE, un po' come la fede, che ci fa definire la struttura di uno Stato.

L’idea di Nazione in Federico Sciabò: E’ un libro, Che raccoglie un corso milanese proprio sull'idea di nazione dal grande storico italiano del 1943- 1944, quindi nel corso della seconda guerra mondiale questo grande storico affronta un tema fondamentale che è quello della nazione, i nazionalismi che avevano prodotto la seconda guerra mondiale. Sciabò scrive che, senso di nazionalità significa dire senso di individualità storica, cioè la nazione serve a individuare un gruppo preciso, una storia particolare, una tradizione. L'idea di nazione sorge con il romanticismo contro le tendenze universali dell'illuminismo che aveva cercato leggi valide per ogni governo, Sciabò scrive si assiste alla rivincita della fantasia e del sentimento sulla ragione. La nazione significa senso di singolarità di ogni popolo, quindi singolarità non fondata sulla ragione “tipo essere e non essere cartesiano”, La nazione è individuabile proprio perché ha le sue radici nel romanticismo nel sentimento, che non è universale, esse rappresenta la reazione contro le tendenze universali dell'illuminismo. Se l'illuminismo mirava all’esaltazione della ragione quindi a far uscire l'uomo dallo stato di minorità, e dotarlo di un sapere di carattere giuridico e politico che fosse incontrovertibile, stabile e razionale, che valesse come principio. Infatti, Kant ci dice “agisci in modo che tu uomo…” quindi il sapere deve essere universale, Kant non ci dice agisce italiano o agisci francese, ma agisci tu uomo in maniera universale. Il sapere politico e giuridico deve essere universale cioè devono valere sempre e comunque aldilà di quelle che sono le distinzioni tra nazioni. Il romanticismo e la reazione a un sapere universale, quindi non ci può essere una norma che vale sempre e comunque, una norma erga omnes, ma ogni valore e ogni morale sono inerenti a una determinata popolazione secondo il romanticismo. Il romanticismo è la rivalutazione della nazione. Quindi un’esaltazione del sentimento sulla ragione nell’epoca romantica. Il diritto dello Stato e la somma dei diritti individuali, ciò significa che aborto si aborto no è attinente alla sfera individuale di ognuno, di quella che possiamo definire con un linguaggio superficiale, libertà di ognuno. Se invece il diritto della nazione è preponderante su quella individuale, e quindi deve rispettare i diritti e valori dell’identità di nazione, quell’elemento di libertà individuale deve essere messo da parte cioè deve essere sacrificato a quello che è la volontà generale. La radice di questo

le due grandi identità nazionali, cioè la Francia e la Germania. All’interno Della nazionalità italiana c'è una differenziazione di vedute, da un lato, la storia del nostro Risorgimento è una storia che vede da una parte i tentativi di acquisire il consenso di tipo militare e politico delle Nazioni straniere, poiché l'unificazione italiana possa essere realizzata e infatti qui potremmo ricordare l'opera di Cavour. Dall'altro, il fine di portare alla Repubblica la nazione, dopo il Risorgimento; quindi, non più il sovrano ma è il popolo che decide. Quindi dove vedute completamente differenti: abbiamo una veduta diplomatica che tiene conto dei rapporti di forza internazionali, cioè la protezione da parte della Francia del Vaticano. L'altra veduta più romantica, ad es. Garibaldi, che vede la possibilità di realizzare un governo di tipo nazional-democratico sulla scorta repubblicana. Sia il primo che il secondo tengono comunque conto del fatto nazionale, sebbene di nazione italiana ancora non si può parlare perché l'unità d'Italia si ebbe nel 1861. Vi Sono alcuni sostenitori della nazione francese, dei suoi modelli culturali, il suo modo di intendere la politica rispetto ad altri che invece guardano alla Germania. Quindi abbiamo due modi nell’opera di Sciabò di considerare il carattere nazionale, il primo ponendolo il rapporto con l'ambiente geografico mentre il secondo considerando la dichiarazione di forze morali ; Quindi abbiamo un metodo naturalistico è un metodo di carattere culturale, cioè c'è una metodologia differente: la prima attento alle caratteristiche fisiche, quindi ai modi di fare di un popolo, in maniera naturale potremmo dire in maniera fisica (fiumi ecc), un'altra come caratterizzazione morale. Tutto ciò ovviamente ha provocato dei conflitti. La nazione per poter esistere deve confrontarsi con le altre, e difendersi da una minaccia esterna, quindi se una nazione viene conquistato e sottomesso perde la sua sovranità culturale e perdendo la sua possibilità di esprimere l'identità finisce per scomparire, perirà. Sciabò scrive che la libertà nazionale È un elemento indispensabile per l'idea di nazione, quindi il fatto di difendere, di tutelare la nazione; Difendere la libertà non soltanto nel terreno politico ma anche per quanto riguarda la morale dei costumi , delle credenze del modo di pensare della propria individualità spirituale e morale (con spirito trascendentale, ciò che fa diventare noi), quello che costituisce propriamente la nazione. Sciabò scrive: Che mentre noi italiani almeno fino al Risorgimento, siamo stati

una nazione culturale e poi è diventata territoriale, le altre nazioni che hanno saputo difendere la loro identità, la loro lingua, il loro essere attraverso le armi (macchiavelli), evidentemente hanno possibilità di esistenza diversa dalla nostra. La nazione ad ogni modo ha le sue origini nel romanticismo. LA NAZIONE SECONDO HERDER: Ogni nazione è un mondo a sé, il concetto di patria in Mazzini è differente poiché si colloca un’idea di umanità, quindi il compito di una nazione è quello di creare un ordine e di affermare alcuni principi, valori, norme giuridiche che possono essere utili all’avanzamento dell'umanità. Il ruolo delle Nazioni è quello di servire la patria della patria ossia l'umanità, la nazione quindi non nega l'idea di umanità bensì è ad essa connessa. (secondo i pensatori romantici). Questo modo di pensare verrà ribaltato dal nazionalismo chi è in Italia si afferma l'inizio del ventesimo secolo ma in altre realtà si afferma ben prima. Il nazionalismo a differenza, comunque del patriottismo non mira a sottomettere altre nazioni per affermare il proprio interesse, ma fa il contrario, non afferma valore di carattere universale deve perseguire il proprio interesse in maniera egoistica, il Nazionalismo quindi nega un'idea nazionale che fu propagandata da alcuni esponenti del Risorgimento, Giuseppe Mazzini. La nazione più ignorante, più ricca di pregiudizi è spesso la prima, quindi viaggi di speranza all'estero vengono definiti già come malattia (autarchia spirituale), desiderio di abbracciare il mondo che aveva caratterizzato l'illuminismo. La nazione è sentimento collettivo, la volontà generale che stabilisce leggi che valgono per tutti. Se esiste un sentimento comune, è la volontà è espressione di questo sentimento, Il negare questo sentimento significherebbe negare la volontà generale. Questo sentimento si manifesta attraverso una decisione collettiva, ci sono dei magistrati che agevolano il processo di questa Volontà generale. CONCETTO DI NAZIONE IN KASHMIT: NELL’OPERA: STATO, MOVIMENTO, PARTITO O CAPO. Diceva che al di là delle procedure borghesi e parlamentari, dove si elegge una maggioranza, si discute eccetera, la volontà generale viene espressa dal fuhrer, quindi dal movimento che c'è dietro il capo, il fermento che c'è dietro a quelle che

E’ difficile stabilire un rapporto tra il diritto naturale e l'idea di nazione proprio perché i due concetti hanno una particolarità; quella di essere di difficile definizione. Per Curcio, la dottrina del diritto naturale in età moderna, assume un significato corrispondente, con una rottura dell’ordine politico, sociale differente perché segna il passaggio dall’origine del potere politico, dall’assoluto agli individui, segna altresì la frattura, il distacco da quelle concezioni che consideravano lo Stato un’istituzione superiore agli uomini. La dottrina del diritto naturale in età moderna, segna Il passaggio a nuova concezione dell’individuo, quindi il diritto naturale non è fondato su una gerarchia di tipo sociale o nella traduzione del diritto divino, quindi nella manifestazione della volontà di Dio; il diritto naturale nell’età moderna è proprietà caratteristica dell'individuo. L’individuo ha per natura alcuni diritti che è lo stato deve riconoscere e non può alterare, diritti che possiamo definire Pre-politici, in quanto non sono oggetto di discussione politica o di definizione da parte del potere costituito, sono diritti obiettivi come quello di proprietà, di libertà personale, che devono essere riconosciuti. La dottrina del diritto naturale costituisce il fondamento dei nuovi diritti soggettivi precedenti allo Stato, indipendente dal potere politico. Curcio ci dice che il diritto naturale perde la sua dimensione trascendente, per acquisirne una immanente, legata alla profondità e concretezza dell’agire degli uomini nella filosofia di Vico. Una delle caratteristiche peculiari dell'individuo è la volontà, cioè da questa volontà derivano anche diritti; ad esempio, il diritto alla libertà senza una volontà autonoma è impensabile, così come l'autonomia. Il soggetto è titolare della volontà, la sua caratteristica fondamentale è il volere qualcosa, volere che può discostarsi da quelle che sono le direttive dell’ordine politico o comunque la struttura dell’ordine politico in generale, che esiste e che per natura è soggettivo. Con l'introduzione del concetto di nazione si introduce il singolo volere quindi la nazione vuole: Individuo e ordine politico; questo schema si è riprodotto nella relazione nazioni al pari di individuare i soggetti politici come ordine politico complessivo, se lo stato ha il compito di armonizzare e creare un ordine tra le volontà individuali l’ordine nazionale deve tener conto di cosa le volontà nazionali quindi l'ordine internazionale deve tenere conto delle singole individualità nazionali. Quindi ci troviamo di fronte a soggetti di tipo internazionale vogliono qualcosa, creano evidentemente un ordine e possono essere

addirittura causa del disordine, se l'ordine politico non riesce a realizzarsi. Fra le caratteristiche dei diritti individuali che contrassegnavano la dottrina del diritto naturale vi era quella dell’autodeterminazione intesa sia in senso soggettivo inerente all’individuo concreto sia riguardo a una collettività definita nazione in forza di un atto di volontà stabiliva la sua esistenza. La nazione esiste dal gruppo perciò la collettività che vuole la sua esistenza l'azione non è qualcosa diciamo così che scende dal cielo deve essere voluta esiste attraverso un atto di volontà. L'individuo esiste in una misura in cui vuole, producendo un atto di volontà. SCIABO’ Sostiene che pensiero politico italiano e l'idea di nazione esiste su basi volontaristiche, al di là dell'aspetto fisico quindi legato al territorio, ha l'aspetto paesaggistico del panorama, la nazione italiana acquista un senso nel Risorgimento perché vi è un atto di volontà. Sciabo’ Rileva che è Mazzini nel 1835 a definire gli elementi essenziali della nazione che sono: il diritto comune e l'identità di intenti per Mazzini la nazione costituisce il diritto comune cioè un insieme di leggi che riguarda un determinato gruppo di individui e l'identità di intenti cioè l'identità della volontà che è costituente della nazione. Dove non sussiste il diritto comune e l'identità di intenti è lecito parlare non di nazione ma di folla. Per quello che riguarda la nazionalità Sciabò nel suo celebre ciclo di lezioni, cita un passaggio della prolusione al corso del diritto internazionale presso l'università di Torino tenuto da Pasquale Stanislao Mancini nel 1851. (“ LE NAZIONALITA’ COME FONDAMENTO DELLE GENTI), Il quale si e vince il cogito ergo sum dei filosofi quindi penso dunque esisto, applicato all'idea di nazionalità. Sciabò differenzia la nazione italiana da quella germanica, cioè l'idea germanica si definisce ha elementi di carattere naturale, l’Alsazia Lorena Appartiene alla Germania non per volontà del popolo ma sulla base di fattori fisici che non possono essere negati, fattori oggettivi che non possono essere rimossi, tra i fattori naturali ovviamente ci sono le affinità di tipo linguistico. L'idea di nazione italiana ancora una volta si riferisce all'idea di volontà espressa dai popoli (per pura volontà), C'è una volontà piena coscienza di un popolo che sa quel che vuole, i tedeschi rispondono che la volontà non può alterare gli equilibri ai caratteri obiettivi dei territori, della vita e delle Nazioni stesse, quindi non è la volontà ad affermare la nazionalità ma bensì sono caratteri naturali. secondo Sciabò, solo Crispi, sostiene la dottrina secondo la quale

pubblicistica dell'Italia (L’Italia sa da fare o no?), ovviamente si Mancini voleva la nazione. Carlo Curcio poneva l'accento a differenza di Sciabò, sull’appartenenza di Mancini a una corrente filosofica politica specifica, l'empirismo, cui era connesso alla rappresentazione di un insieme dei diritti di natura, per cui più importante era la manifestazione dalla libera volontà (cogito ergo sum), il penso dunque esisto. La libertà dell'individuo e quella della nazione, quindi le loro volontà erano compatibili con la libertà o comunque con l'ordine politico generale. Il diritto naturale in questo modo rappresentava un riferimento utile sia per quelli che ponevano l'accento sull’autodeterminazione individuale e sia per coloro che sostenevano l'esistenza di caratteri organici e naturali prevalenti sulla manifestazione di una volontà politica dunque in contrapposizione al criterio volontaristico nella descrizione dell’identità dei confini della nazione. Quindi liberalismo e il riconoscimento dei diritti e l'organizzazione dei poteri dello Stato in ambito costituzionale quindi riconoscimento dei diritti individuali che sono Pre-politici. Il liberalismo riconosce la volontà individuale come motore dello sviluppo sociale, E quindi nel suo volere concorre alla costruzione del progresso della collettività, quindi la volontà individuale ha carattere fondativo costituente, la volontà individuale crea un ordine che prima non esisteva. La volontà può avere dei limiti in quelli che possiamo definire i diritti naturali quindi il compito dello Stato e difendere quei diritti naturali, quindi abbiamo un conflitto di valori poiché la volontà da una parte e dall'altra parte un insieme di valori e principi che possono temperare questa volontà senza limiti; la stessa teoria potrebbe fa riferimento anche alle nazioni. Se lo stato rileva Curcio, era considerato da Mancini un atto di forza, poiché la caratteristica fondamentale dello Stato e la forza; la nazione in quanto organismo naturale non generato artificialmente ma un atto di sopraffazione doveva essere posta a fondamento ad un sistema di relazioni pacifiche internazionali non attraverso la forza ma attraverso il riconoscimento comune delle soggettività, della libertà di ognuno. Il fine delle Nazioni e il progresso dell'umanità, Le nazioni marciano come individui affinché l'umanità possa progredire quindi la realizzazione di valori prettamente umani quali la creatività, la fratellanza, il ripudio della guerra. L'idea di nazione non può costituire una base solida dell'ordine internazionale, quindi non possono derivare norme vincolanti, Carlo

Curcio scrive che la dottrina di Mancini rappresenta un' ideologia , una forma di politica adatta ai tempi quindi aspirazioni, sentimenti, ovviamente siamo all'interno del Risorgimento un periodo in cui si coltivano in senso romantico passioni e sentimenti che possono cagionare una modifica dei rapporti tra gli Stati e la nascita di una nuova nazione quindi in questo senso la prolusione del 1851 cui seguiranno altre su l'idea di nazione Di Pasquale Stanislao Mancini, e ha una funzione ideologica di esortazione. Il diritto internazionale fondato sull’idea di nazione doveva garantire la pace tra i popoli meglio dello Stato, identificato da Mancini con una manifestazione di pura forza, quindi rimaneva risolta la questione su come varie volontà nazionali sarebbero state armonizzate nell'ambito di un diritto sopra statale. Il diritto naturale alla fine del diciannovesimo secolo si trasforma scrive Sciabò, dell'ideale di missione educatrice in missione di predominio cioè in un primato anziché civile e morale e non prevale ben assiso sulla forza delle armi. Lo stesso Mancini del resto si farà rappresentante quale Ministro degli Esteri del Regno di una politica ben piantata su interessi dello Stato a partire dalla sua dimensione coloniale e contravvenendo alle linee guida del principio di internazionalità del 1851 non poteva sottrarsi; il diritto naturale che è anche rispetto delle altre nazioni, viene negato da una politica coloniale portata avanti dallo stato italiano in particolare del ministro degli esteri del Regno quindi dallo stesso Pasquale Stanislao Mancini. La nazione avrebbe trovato una forma politica nello stato cioè quello di realizzare esclusivamente il vantaggio nella propria comunità nazionale. (Es. American First) = prima di tutto l’America, stabilire l’interesse nazionale rispetto alle altre, egoismo nazionale dunque, difficoltà a trovare l’armonia. NAZIONALISMO (CARLO CURCIO) Che cos’è il Nazionalismo? Il nazionalismo non è una dottrina politica che a fini compatibili con un'idea di fratellanza e umanità nè di un diritto internazionale quale frutto della libera scelta delle Nazioni. Carlo Curcio scrive: il nazionalismo contemporaneo dietro la spinta di complessi fattori sociali, economici e politici scaturiti dalla grande guerra si presenta in generale come una manifestazione statuale, sono cioè singoli stati indipendentemente dalla loro struttura nazionale o nazionalitaria a porsi come entità il più possibile autonomo per scopi di difesa e di offesa di

paesi più ricchi si sono dilatati oltre i confini sono diventate strumenti di conquista, Gli Stati, non solo dei mercati, ma che per quanto riguarda nazioni che vengono sottomesse alla politica gli tipo capitalistico nelle grandi corporazioni quindi lo stato nazionale deve regolare queste situazioni e la dottrina nazionalista in questo senso non rifiuta la lotta, l’interesse dello Stato deve essere realizzato. quindi come l'idea di nazione sia trasformata nel nazionalismo in un anti-ideale rispetto a quello risorgimentale. Il movimento nazionalistico europeo secondo Curcio nasce nel 1878. Il nuovo nazionalismo germanico si fonda nel 1940 e si fonda essenzialmente sull’idea della razza nel senso che nazione e razza sono la stessa cosa, il fine dello stato nazionale, nel nazionalsocialismo è la difesa e la conservazione della razza ARIANA SULLE ALTRE RAZZE, IL NAZIONALISMO HITLERIANO E’ STRETTAMENTE CONNESSO A UN’IDEA DISCRIMINATRICE E NEGATRICE DEI DIRITTI E DEI VALORI CHE AVEVANO TROVATO NELL’800 PIENO DIRITTO DI CITTADINANZA ALL’INTERNO DELLA NARRAZIONE RISORGIMENTALE. Intorno alla rivista il regno (Corradini) nasce il movimento nazionalista italiano, Il giornale sviluppò la campagna dell'impresa libica che fu decisa anche per le impetuose martellante del foglio nazionalista cioè la stampa, la propaganda nazionalista servi a sostenere la politica coloniale di annessione Dello Stato italiano. IL REGIME DELLA BORGHESIA PRODUTTIVA (CORRADINI) 1918: Imperialismo nella storia è la marcia dei produttori attraverso la terra. Nazione imperialista è quella che fa un trasporto di dinamica produttiva nel territorio che occupa. L'imperialismo si rileva su una base di una concezione organicistica nella storia e nella società. Aspetto generale terminale quindi della dottrina nazionalistica è l'idea dell'impero inteso come ha un rapporto della giustizia politica distributiva ad adoperarsi del mondo, (la natura e la storia). Nazioni come individui , nazioni che devono coltivare i propri interessi ed esprimere la propria volontà in un contesto come quello risorgimentale di fratellanza universale, quindi la patria della patria come Mazzini, nazioni che devono affermare la loro soggettività contro altre nazioni, una soggettività e un volere di carattere unico che in un' ottica reale va a costituire un elemento di progresso per quelle nazioni sottosviluppate. Con una visione nazionalistica della nazione, troviamo un

elemento certamente razzistico, discriminatorio e giustificativo nella dottrina coloniale contro le altre nazioni, quindi il tentativo di stabilire un ordine con alcune nazioni di tipo superiore.