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Appunti su Nelson Mandela e l'Apartheid in Africa
Tipologia: Dispense
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Le origini del razzismo sono antiche e intrinseche: infatti, durante la storia dell'umanità, l'essere umano ha sempre dovuto fare i conti con la subdola convinzione preconcetta che un individuo possa essere classificato in un'ipotetica gerarchia di valori, secondo il colore della pelle. Per fortuna, tale brutto principio non è mai stato condiviso da tutti e soprattutto ci sono state delle persone che hanno donato se stesse per cercare di sconfiggere questa grave "patologia dell'umanità", come il famoso Nelson Rolihlahla Mandela che ha messo in pericolo la propria libertà, per impegnarsi attivamente nella lotta contro l'apartheid, ovvero il regime di segregazione razziale fondato in Sudafrica dopo la Seconda Guerra Mondiale e restato in vigore fino all'anno 1993. Il termine "apartheid" nacque nell'anno 1917, quando venne utilizzato per la prima volta dall'allora primo ministro sudafricano chiamato Jan Christiaan Smuts. Tale politica di discriminazione razziale, che si diffuse in Sudafrica a partire dal 1948, l'anno in cui il National Party (Partito Nazionale) salì al potere,venne racchiusa in apposite leggi, denominate “leggi dell’apartheid”, nelle quali si stabiliva una netta distinzione della popolazione in tre gruppi razziali principali: bianco, nero africano e “coloured”, cioè appartenente ad una razza mista. Un’ulteriore distinzione venne introdotta dopo: quella tra indiani e pakistani. Queste leggi regolavano e condizionavano i comportamenti quotidiani di ogni individuo a seconda della categoria cui apparteneva. Le relazioni interrazziali non erano affatto favorite, anzi: esistevano luoghi da frequentare separatamente, zone dei mezzi pubblici riservate solo ai bianchi, spiagge a cui i neri non potevano accedere. Le leggi dell’apartheid discriminavano l’accesso al lavoro in base all’appartenenza razziale, vietavano i matrimoni tra persone di razze diverse, istituivano veri e propri “ghetti” (chiamati bautustan) in cui veniva relegata la popolazione nera, che in questo modo era sottoposta ad un forte controllo da parte del Governo. Chiunque si opponeva al sistema dell’apartheid così strutturato incappava in
conseguenze penali. I neri venivano deportati con la forza nelle cosiddette “homeland del sud”, costretti a lasciare le loro case e gli affetti, senza godere di alcun tipo di diritto.Nel 1912 fu fondato l’African National Congress (ANC) da un’organizzazione di neri. Il governo rispose violentemente con la repressione, sopprimendo le organizzazioni che lottavano per eliminare le differenze razziali, ma dovette cedere quando il Sudafrica venne isolato e condannato a livello internazionale proprio a causa dell’apartheid.A questo partito politico apparteneva anche Nelson Mandela (leader del movimento anti-apartheid),che intraprese una campagna di sabotaggio contro l'esercito sudafricano e degli obiettivi di Governo: però, egli venne arrestato e condannato all'ergastolo dalle forze dell'ordine del Sudafrica nell'anno 1962, con l'accusa di sabotaggio e tradimento. L'arresto di questo personaggio rappresentò lo specchio del regime sudafricano, così molti dei movimenti anti-apartheid protestarono aspramente richiedendo a gran voce la propria liberazione. Le cose cominciarono a cambiare dagli anni Settanta, quando il governo permise alle rappresentanze sindacali dei neri di entrare in politica. Le Nazioni Unite intervennero a condannare apertamente la politica razziale dell’apartheid nel 1961. Nel 1973 l'Onu dichiarò che l'apartheid era un crimine contro l'umanità. Le crescenti proteste dell'African National Congress (ANC) e l'insistenza dei numerosi appelli della comunità internazionale consentirono fortunatamente il rilascio di Nelson Mandela da parte del presidente Frederik Willem de Klerk (11 Febbraio 1993). Nello stesso anno entrambi vinsero il premio Nobel per la pace, mentre l'anno seguente ci furono le elezioni politiche, che furono vinte dall'ANC e portarono al potere il primo presidente nero della storia del Sudafrica (Nelson Mandela): finalmente, il regime di segregazione razziale dell'apartheid era stato definitivamente sconfitto. Negli anni successivi, Nelson Mandela continuò ad impegnarsi attivamente per lottare contro il razzismo e favorire i diritti sociali: inoltre, egli si prestò a partecipare a molteplici conferenze relative ad ulteriori problematiche soffocanti tuttora l'umanità (come, ad esempio, la questione dell'AIDS).