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Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis: Analisi e Contesto Storico, Appunti di Italiano

- Introduzione a Neoclassicismo e Preromanticismo - U. Foscolo

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 23/03/2021

aurora.gi06
aurora.gi06 🇮🇹

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NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO
Il Neoclassicismo e il Preromanticismo sono due movimenti culturali che si diffondono in Europa
tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. L’Europa si trova in un clima di tensione, caratterizzato dalle
guerre napoleoniche e dalle campagne espansionistiche di Napoleone Bonaparte, che vuole fare
della Francia la più grande potenza in Europa come nei secoli precedenti. In Europa, come forma di
governo principale e più diffusa, malgrado vi sia stata la Rivoluzione Francese, vi è ancora la
Monarchia Assoluta, a parte l’Inghilterra che ha come forma di governo una Monarchia
Parlamentare. L’Italia del Nord, nei territori della Lombardia e del Veneto, è sotto la dominazione
austriaca degli Asburgo d’Austria, mentre l’attuale Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e anche il
Regno di Sardegna sono sotto la Monarchia Assoluta dei Savoia. L’Italia è divisa in tanti piccoli
stati, ognuno con le sue leggi. Diventerà unita solo dal 1861, dopo i moti rivoluzionari e la
Restaurazione.
Il Neoclassicismo ha origine proprio in Italia, poiché hanno inizio dei nuovi scavi archeologici, in
particolare in Campania. Attraverso questi scavi, vengono ripristinate e riportate alla luce
importanti opere e fonti del periodo classico greco-romano, che ha caratterizzato l’antichità.
Tramite questi scavi si arriva anche a riportare alla luce le città antiche di Pompei ed Ercolano, che
erano state devastate e sepolte a seguito di una forte eruzione del Vesuvio. Questi reperti
archeologici vengono documentati da dei disegnatori, che riportano e disegnano la fonte così
come viene trovata e la mostrano pubblicamente. Con il Neoclassicismo, in questo periodo storico,
si riprendono quei valori diffusi durante l’Età Classica nel periodo greco-romano, ovvero la
bellezza, la perfezione, l’armonia, la precisione, elementi in contrasto con la realtà di quell’epoca.
Si pensa infatti che essi siano un modo per fuggire dalla realtà che circonda l’individuo, si cerca in
una realtà ricca di contrasti e di oppressioni una forma di armonia e di equilibrio.
Uno dei principali studiosi del neoclassicismo fu il tedesco Johann Joachim Winklemann, il quale
teorizza i principi del Neoclassicismo e fa alcune considerazioni scrivendo un’opera intitolata
Storia dell’arte dell’antichità . In un testo di quest’opera, letto in classe, Winklemann osserva
all’interno dei musei Vaticani una copia romana della statua greca di un Apollo che sembra uscito
trionfante da una battaglia. Malgrado gli sforzi che ha sicuramente compiuto e le imprese che ha
sicuramente affrontato, Apollo rappresenta un ideale di bellezza, armonia e perfezione, in
contrasto con i tormenti e la propria sensibilità interna, che comunica attraverso una particolare
espressione sul viso e che è mascherata dalla propria perfezione. Winklemann, attraverso questa
considerazione, sostiene che vi è, in particolare in ambito artistico, un messaggio nascosto che
l’opera esprime e che vuole comunicare. Dietro all’arte neoclassica, non vi è solo l’uso di
proporzioni e calcoli matematici che fanno dell’opera un’immagine perfetta in ogni sua forma, ma
vi è anche la razionalità, ed essa sta nel comunicare un messaggio a chiunque la guardi e
nell’interpretazione di essa. Viene dunque introdotto il concetto di “Leggibilità dell’opera”. Vi è il
desiderio di tornare indietro e riprendere uno stile semplice e non irregolare e sproporzionato,
come era il Barocco. Il Neoclassicismo influenzò ogni ambito culturale: la musica, la letteratura,
l’arte, la scienza, il pensiero stesso degli uomini.
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NEOCLASSICISMO E PREROMANTICISMO

Il Neoclassicismo e il Preromanticismo sono due movimenti culturali che si diffondono in Europa tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. L’Europa si trova in un clima di tensione, caratterizzato dalle guerre napoleoniche e dalle campagne espansionistiche di Napoleone Bonaparte, che vuole fare della Francia la più grande potenza in Europa come nei secoli precedenti. In Europa, come forma di governo principale e più diffusa, malgrado vi sia stata la Rivoluzione Francese, vi è ancora la Monarchia Assoluta, a parte l’Inghilterra che ha come forma di governo una Monarchia Parlamentare. L’Italia del Nord, nei territori della Lombardia e del Veneto, è sotto la dominazione austriaca degli Asburgo d’Austria, mentre l’attuale Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e anche il Regno di Sardegna sono sotto la Monarchia Assoluta dei Savoia. L’Italia è divisa in tanti piccoli stati, ognuno con le sue leggi. Diventerà unita solo dal 1861, dopo i moti rivoluzionari e la Restaurazione. Il Neoclassicismo ha origine proprio in Italia, poiché hanno inizio dei nuovi scavi archeologici, in particolare in Campania. Attraverso questi scavi, vengono ripristinate e riportate alla luce importanti opere e fonti del periodo classico greco-romano, che ha caratterizzato l’antichità. Tramite questi scavi si arriva anche a riportare alla luce le città antiche di Pompei ed Ercolano, che erano state devastate e sepolte a seguito di una forte eruzione del Vesuvio. Questi reperti archeologici vengono documentati da dei disegnatori, che riportano e disegnano la fonte così come viene trovata e la mostrano pubblicamente. Con il Neoclassicismo, in questo periodo storico, si riprendono quei valori diffusi durante l’Età Classica nel periodo greco-romano, ovvero la bellezza, la perfezione, l’armonia, la precisione, elementi in contrasto con la realtà di quell’epoca. Si pensa infatti che essi siano un modo per fuggire dalla realtà che circonda l’individuo, si cerca in una realtà ricca di contrasti e di oppressioni una forma di armonia e di equilibrio. Uno dei principali studiosi del neoclassicismo fu il tedesco Johann Joachim Winklemann, il quale teorizza i principi del Neoclassicismo e fa alcune considerazioni scrivendo un’opera intitolata Storia dell’arte dell’antichità. In un testo di quest’opera, letto in classe, Winklemann osserva all’interno dei musei Vaticani una copia romana della statua greca di un Apollo che sembra uscito trionfante da una battaglia. Malgrado gli sforzi che ha sicuramente compiuto e le imprese che ha sicuramente affrontato, Apollo rappresenta un ideale di bellezza, armonia e perfezione, in contrasto con i tormenti e la propria sensibilità interna, che comunica attraverso una particolare espressione sul viso e che è mascherata dalla propria perfezione. Winklemann, attraverso questa considerazione, sostiene che vi è, in particolare in ambito artistico, un messaggio nascosto che l’opera esprime e che vuole comunicare. Dietro all’arte neoclassica, non vi è solo l’uso di proporzioni e calcoli matematici che fanno dell’opera un’immagine perfetta in ogni sua forma, ma vi è anche la razionalità, ed essa sta nel comunicare un messaggio a chiunque la guardi e nell’interpretazione di essa. Viene dunque introdotto il concetto di “Leggibilità dell’opera”. Vi è il desiderio di tornare indietro e riprendere uno stile semplice e non irregolare e sproporzionato, come era il Barocco. Il Neoclassicismo influenzò ogni ambito culturale: la musica, la letteratura, l’arte, la scienza, il pensiero stesso degli uomini.

In ambito artistico, ottengono una buona visibilità e importanza per le opere neoclassiche, ovvero del Nuovo Classicismo, il pittore di corte di Napoleone Bonaparte, Jacques Louis David, e l’italiano Antonio Canova, che ritrasse come una dea in una delle sue sculture, una delle sorelle di Napoleone, Paolina Bonaparte. In contemporanea al Neoclassicismo, si sviluppa in quest’epoca anche un altro movimento culturale, il Preromanticismo, che anticipa i principi di quello che sarà nel pieno dell’800 il Romanticismo, già anticipato nelle sue opere dall’Alfieri, con i principali esponenti della letteratura italiana Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Il Preromanticismo si diffuse inizialmente in Inghilterra e in Germania con delle prime poesie dalle atmosfere gotiche, le poesie cimiteriali. Tra queste, ne avevamo letta una in particolare, scritta dall’inglese Thomas Gray, intitolata Egregia scritta in un cimitero campestre. Si trasmette l’idea di un paesaggio inquietante, malinconico e deprimente che rispecchia la personalità inquieta dell’autore stesso. Ne è stato un esempio Vittorio Alfieri quando scrisse l’opera Vita in cui racconta la sua biografia e le sue esperienze in giro per l’Europa. Alfieri viaggiò in numerosi stati europei, tra cui l’Austria, la Prussia e la Russia, che non sono compatibili e in sintonia con la sua personalità e con i suoi ideali, in quanto egli detestava e provava disprezzo per l’Assolutismo, ma, tuttavia, il poeta viaggerà anche in Svezia, dove farà esperienza della sua nordica bellezza paesaggistica. La natura del paesaggio svedese lo affascina molto, poiché è simbolo di una realtà che va oltre i limiti, una realtà in contrasto con il contesto in cui vive, è ciò che Leopardi chiamerà nel periodo romantico “Infinito”. Alfieri era un poeta che viaggiava non solo per conoscenza, ma anche per inquietudine. Il viaggio sarà anche per i preromantici e tipico del Romanticismo un modo per evadere dalla realtà opprimente in cui vive il singolo individuo e i poeti tendono molto ad apprezzare luoghi e paesaggi nascosti anche molto inquietanti, poiché li aiutano a fuggire da un’ostile realtà. Viene dunque ben messo in risalto il paesaggio, ma anche la sensibilità dell’uomo. Ne parla per primo il filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, che appoggiò tutti i principi dell’Illuminismo, ma puntualizzò anche che l’uomo, in quanto essere umano, è dotato di ragione, ma anche di sentimenti, che fanno di lui una persona sensibile. Rousseau tratta di questa sensibilità nel romanzo epistolare di Giulia o La nuova Eloisa , dal carattere filosofico. Viene messa in risalto anche la sensibilità dell’uomo e il conflitto Io- Mondo, che caratterizzerà anche lo stesso Romanticismo. L’uomo, in questo caso, il poeta stesso, non si sente adatto e in sintonia con la realtà opprimente in cui vive e in una società ricca di restrizioni, in cui i monarchi assoluti detengono il potere e controllano il popolo con la forza servendosi dell’esercito e della nobiltà, che è la classe che gode di più privilegi. Alfieri puntualizzava nelle sue opere, in particolare nel trattato della Tirannide che l’Assolutismo riduce a un atteggiamento servile, al quale nessuno si sottrae, poiché va incontro a tragiche e terribili conseguenze, perché questi sparisca e si sconfigga, bisogna che il popolo insorga, come è successo durante la Rivoluzione Francese, oppure, Alfieri propone come alternativa il suicidio. Il suicidio è un atto che rende liberi, secondo i preromantici e anche coloro che saranno i romantici. Esso è un modo per fuggire, liberarsi di ogni restrizione, limite e oppressione. Il tema della sensibilità, della fragilità umana e del suicidio vengono trattati in diverse opere, tra cui I dolori del giovane Werther di Goethe, autore tedesco, il cui romanzo, ambientato nella Germania di fine ‘700 inizio ‘800, costituita da una confederazione di stati sotto un monarca assoluto, racconta le tristi vicende e le delusioni del giovane Werther, che, dopo tutta una serie di delusioni, in particolare una dovuta al

si occupa di alcuni lavori di traduzione e intraprende una carriera come giornalista. Muore a Londra nel 1827. Oggi, le sue spoglie sono custodite nella chiesa di Santa Croce a Firenze. OPERE Le opere principali di Foscolo sono:

  • Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis
  • Le Odi e i Sonetti
  • Le Grazie
  • Dei Sepolcri Le Ultime Lettere di Jacopo Ortis è un romanzo epistolare che Foscolo scrive prendendo ispirazione dall’opera dei Dolori del Giovane Werther di Goethe. Il protagonista è Jacopo Ortis, nel quale lo stesso poeta si immedesima. L’opera fa riferimento alla biografia e alle esperienze difficili vissute dallo stesso Foscolo, che sono molto simili alle stesse vissute da Jacopo nell’opera. Le vicende sono raccontate dallo stesso Jacopo, oppure dall’amico Lorenzo Alderani, al quale Jacopo indirizza le lettere, dunque ci sono due narratori. Jacopo è un giovane ragazzo che è costretto ad abbandonare Venezia, la sua terra d’origine, a causa del suo grande malcontento politico. Si rifugia per un periodo in un paesino dei colli Euganei, dove qui conosce Teresa, la figlia dei proprietari di una locanda presso cui alloggia. Jacopo si innamora perdutamente di Teresa, la quale ricambia il sentimento, ma è costretta a negare di amarlo, poiché è promessa sposa ad un uomo più anziano e molto più ricco, prescelto per lei dalla famiglia. A causa della sua situazione di malcontento politico, sociale e sentimentale, Jacopo decide di prendere la strada verso il suicidio, in modo di mettere fine alle sue sofferenze e alle sue delusioni. Foscolo ritrae in quest’opera il tema del Patriottismo nei confronti dell’Italia, il tema della fragilità e della sensibilità umana, il viaggio e il suicidio. E’ un’opera che ritrae tutti i valori del Preromanticismo. Le Odi e i Sonetti sono invece composizioni poetiche. I sonetti sono composizioni poetiche molto corte, costituite da due terzine e due quartine. Le odi sono invece composizioni poetiche aventi una lunghezza più grande. Tra i sonetti, abbiamo analizzato Alla Sera , A Zacinto e In Morte del Fratello Giovanni. Le Grazie è un poema che riprende molto i valori del Neoclassicismo e che Foscolo dedica allo scultore Antonio Canova, che realizzò la statua di Paolina Bonaparte, ritratta come una dea. Dei Sepolcri è invece la sua opera principale. In quest’opera, Foscolo tratta dei diritti degli dei Mani, ovvero le anime dei defunti. Foscolo approvò una delle leggi del Codice Napoleonico, con cui Napoleone Bonaparte dette l’ordine di trasferire la sepoltura dei defunti dalle città nelle campagne vicine, in posti remoti ed isolati, così da mantenere un certo igiene nei centri abitati. Nel passato, i defunti venivano sepolti privi di un nome ed è uno dei tanti motivi per cui Foscolo scrisse quest’opera. Secondo lui, ogni defunto ha diritto ad avere un nome sulla propria tomba, così che i famigliari possano piangere su di essa la morte del loro caro e riconoscerla fra tante. Il tema della sepoltura ricorre anche in alcuni sonetti, tra cui A Zacinto. La tomba rappresenta il ricordo delle persone più care ai famigliari, sulle quali si recano a piangerli e a commemorarli. La tomba è

considerata sacra e inviolabile e viene percepita come il luogo di ricongiunzione della propria famiglia. Foscolo, infatti, prevede che la morte possa far sì che egli si riavvicini al fratello, morto suicida per debiti, e alla madre, ormai molto anziana che dovrà occuparsi di se stessa senza alcun aiuto, poiché la famiglia è divisa: il fratello è deceduto e l’unico figlio rimasto è scappato a causa dell’esilio e teme inoltre di morire in terra straniera e di non venire sepolto al fianco dei suoi cari. Foscolo esalta l’ideale di patriottismo, il materialismo vitalistico e meccanicistico. Foscolo è ateo: per lui, la materia è governata non da un elemento superiore, ma da un ciclo continuo a cui sono soggetti tutti gli esseri viventi. Ogni essere vivente vive un momento di nascita, crescita e morte. Tutto ciò che è materia, col tempo muore, si distrugge. Il tempo è colpevole, il tempo porta alla distruzione. Quest’opera viene divisa in tre parti: 1° : Foscolo parla del rapporto tra i vivi e i morti e il fatto che i defunti vengono ricordati per un’eredità affettiva che lasciano. Afferma inoltre che c’è la possibilità che venga sepolto vicino a un delinquente una volta deceduto, in quanto il codice di Napoleone stabiliva che i defunti venissero seppelliti tutti nello stesso appezzamento di terreno. 2°: parla di tre attività fondamentali: tribunale, religione e nozze e della condizione dei defunti prima dell’emanazione della legge di Napoleone nel corso della storia. Parla dei defunti che vengono abbandonati per strada e dei defunti che, al tempo dei cristiani, venivano sepolti nelle catacombe sotto le Chiese, e dei defunti sepolti nei cimiteri pagani, circondati dal profumo dei fiori e dalla meravigliosa bellezza della natura. 3° : Ci sono le urne di persone che hanno lasciato una traccia importante e le rendono così sacre che hanno migliorato la Terra. Ne sono un esempio i grandi intellettuali e poeti che giacciono nella Chiesa di Santa Croce a Firenze. 4° : Foscolo parla del valore del tempo, che è considerato colpevole perché mano a mano che passa, si è sempre più vicini alla morte, ma è convinto che sopravvive perché la sua poesia è eterna. LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS

  1. “Il sacrificio della nostra patria è consumato” Con questa breve lettera, ha inizio il romanzo epistolare delle Ultime Lettere di Jacopo Ortis , una delle principali opere letterarie di Foscolo. Il poeta si immedesima nel personaggio di Jacopo, un giovane ragazzo di orientamento giacobino e sostenitore degli ideali della Rivoluzione e di Napoleone Bonaparte. Jacopo vive nella Venezia di fine ‘700 e inizio ‘800, quando Napoleone non scende in Italia con le sue truppe e occupa Venezia, per poi successivamente trattare con gli Austriaci, che dominano su buona parte dei territori italiani. Questo atteggiamento da parte di Napoleone deluse molto lo stesso Jacopo, che, sospettato dal regime, è costretto a lasciare Venezia per evitare persecuzioni e terribili conseguenze. Durante il suo esilio lontano da Venezia,

essere delle dominatrici sulle quali il popolo non può affatto contare. Parini mette in risalto la mancanza del valore del Patriottismo: gli italiani si sentono talmente oppressi dal regime che non fanno nulla per reclamare la propria patria, la propria indipendenza e la propria libertà. Jacopo esalta invece nella sua riflessione la natura dominante dell’uomo. L’uomo vuole dominare sulla natura e sugli altri uomini e, spesso, per dominare si serve del terrore. Il suo potere e il suo desiderio di successo arrivano a opprimere chiunque lo circondi, che non riesce a trovare la forza e il coraggio di fronteggiare una simile realtà e trova soluzione solo nel suicidio, ovvero si dà alla morte. Jacopo fa riferimento a Hobbes, Rousseau e Machiavelli, in quanto Hobbes e Machiavelli ritengono che l’uomo vuole dominare, mentre Rousseau perché ne esalta la natura buona dell’uomo.

  1. La lettera da Ventimiglia: la storia e la natura Questa lettera risale invece al 19 e al 20 Febbraio 1797 da Ventimiglia, un paesino sulle Alpi ai confini con l’Italia. Foscolo descrive la natura del paesaggio con gli occhi di Jacopo e fa alcune considerazioni, unendo storia e natura. Jacopo, in questo momento, giunto sul confine, non è sicuro se abbandonare l’Italia e andare in esilio in Svizzera, oppure se rimanere e tornare da Teresa, la ragazza di cui si è innamorato, conosciuta durante la sua sistemazione presso una locanda in un paesino sui colli Euganei. Jacopo descrive la natura che lo circonda. Il paesaggio è caratterizzato dalla pace più assoluta, che gli ricorda la pace che avvolge i defunti, che richiama la sepoltura. Non c’è erba, non ci sono alberi, tranne dei cespugli selvatici e delle croci fissate nel terreno, che segnano il luogo di sepoltura di alcuni viandanti che hanno perso la vita durante il viaggio, oppure che sono stati assassinati. Non c’è neanche una traccia di vento. Solo i cespugli, un torrente e le alpi, la cui cima è coperta di neve. Jacopo definisce la natura “minacciosa”, in quanto impedisce gli insediamenti umani. Ma si domanda, se allora la Natura è così minacciosa, come mai nella storia l’Italia è sempre stata dominata da potenze straniere? Le Alpi non hanno segnato alcuna protezione, poiché nel corso della storia sono state ugualmente varcate, ne è stato un esempio Annibale. L’Italia, in quanto patria, non gode di alcuna protezione e nemmeno gli stessi italiani la proteggono, anzi si lasciano sottomettere dalle dominazioni straniere. Secondo Jacopo, le continue dominazioni straniere che hanno sottomesso l’Italia con il suo popolo sono dovute a una causa universale. Jacopo sostiene che dietro ogni azione dell’uomo vi sia la stessa Natura. La Natura ha reso l’uomo dominatore e desideroso di gloria e successo. Lei è concepita come la madre di ogni essere vivente, che vive un processo di Materialismo Vitalistico e Meccanicistico, ovvero ogni essere nasce, si sviluppa e muore. La natura dominante dell’uomo si può notare nel corso della storia. Jacopo cita il popolo dei Romani che, pur di raggiungere la massima potenza, ha espanso i suoi territori, la stessa Roma, nel corso della storia, venne devastata da diversi imperatori tiranni, fino ad arrivare alla salita al potere dei Papi, Alessandro Magno che conquistò l’impero di Babilonia, gli Spartani che rovesciarono l’antica città di Messene, gli Israeliti che trucidarono il pacifico popolo di Canaan. Da una simile situazione di degrado, Jacopo è convinto di fuggire e restare in esilio, ma l’esilio è per lui una tortura, in quanto lo tiene lontano dalle persone che ama e, se morirà in esilio, non tornerà mai in patria, ma verrà seppellito in terra straniera lontano dai propri cari e, di conseguenza,

nessuno verrà a piangere sulla sua tomba e nessuno manterrà vivo il suo ricordo. Jacopo pensa all’amata Teresa, che viene descritta come una creatura angelica,per la quale resterebbe nella propria patria.

  1. La Sepoltura Lacrimata In questa parte dell’opera, Foscolo, sempre attraverso il personaggio di Jacopo Ortis, tratta l’argomento del suicidio e del valore della sepoltura. Nel periodo del Romanticismo, lo stesso Giacomo Leopardi riprenderà nelle sue opere questo tema, in particolare nel dialogo di Platino e Porfinio. Il suicidio dai poeti del preromanticismo e del romanticismo è concepito come un gesto di libertà per mettere fine alle proprie delusioni e sofferenze dovute dalla società che circonda il poeta stesso. Una società opprimente a causa del potere assolutistico che, nonostante la Rivoluzione Francese, è ancora diffuso e a causa della dominazione austriaca in Italia che rende in particolare deluso lo stesso Foscolo. Il poeta è in conflitto; questo conflitto prende il nome di “Conflitto Io- Mondo”. Il poeta vive in una società talmente opprimente a causa dei regimi assoluti e della dominazione straniera che non riesce a far emergere la sua personalità e ad essere libero emotivamente, intellettualmente e personalmente. Frutto di questo conflitto sono il desiderio di cambiare continuamente posti, l’inquietudine, l’andare alla ricerca di un luogo che rientra in sintonia con i sentimenti del poeta stesso, il sentimento di patriottismo, in quanto il poeta cerca di lottare per la propria patria sottomessa, e il suicidio come alternativa se non vi è una soluzione o una via di fuga dalla vita e dalla realtà dura e opprimente in cui egli vive. Come principale tema di questa parte dell’opera, vi è anche il tema della sepoltura. La sepoltura ha il valore di tenere in vita il ricordo di un defunto, una persona a noi cara, sulla quale possiamo piangere, ricordare e commemorare. Ogni defunto merita di essere sepolto nella sua patria, accanto ai suoi cari e alla sua famiglia, affinché chi lo ami possa andare a piangerlo sulla sua tomba e ricordarlo con tanto amore. E’ ciò che teme il poeta se lascia la patria per andare in esilio, poiché morirà in terra straniera e se verrà sepolto laggiù, nessuno si recherà a piangere sulla sua tomba, nessuno manterrà vivo il suo ricordo e per gli altri è solo uno sconosciuto.
  2. Illusioni e mondo classico Questa lettera risale invece al 15 Maggio 1797. In una prima parte della lettera, Jacopo esprime i suoi sentimenti e ciò che prova dopo avere baciato Teresa. In questa lettera ricorre invece il tema dell’illusione. Sono illusioni, secondo il poeta, la Patria, l’Amore, il Bello e il Vero. Esse vengono definite “Illusioni” poiché è ad esse che l’uomo si aggrappa per poter sopravvivere emotivamente, per poter andare avanti a vivere, anche se sono desideri irrealizzabili, a cui però ci si aggrappa per poter affrontare la realtà. Vengono considerate forme di evasione, che ricorreranno molto anche nei poeti romantici nel pieno ‘800.