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- Introduzione a Neoclassicismo e Preromanticismo - U. Foscolo
Tipologia: Appunti
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Il Neoclassicismo e il Preromanticismo sono due movimenti culturali che si diffondono in Europa tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. L’Europa si trova in un clima di tensione, caratterizzato dalle guerre napoleoniche e dalle campagne espansionistiche di Napoleone Bonaparte, che vuole fare della Francia la più grande potenza in Europa come nei secoli precedenti. In Europa, come forma di governo principale e più diffusa, malgrado vi sia stata la Rivoluzione Francese, vi è ancora la Monarchia Assoluta, a parte l’Inghilterra che ha come forma di governo una Monarchia Parlamentare. L’Italia del Nord, nei territori della Lombardia e del Veneto, è sotto la dominazione austriaca degli Asburgo d’Austria, mentre l’attuale Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e anche il Regno di Sardegna sono sotto la Monarchia Assoluta dei Savoia. L’Italia è divisa in tanti piccoli stati, ognuno con le sue leggi. Diventerà unita solo dal 1861, dopo i moti rivoluzionari e la Restaurazione. Il Neoclassicismo ha origine proprio in Italia, poiché hanno inizio dei nuovi scavi archeologici, in particolare in Campania. Attraverso questi scavi, vengono ripristinate e riportate alla luce importanti opere e fonti del periodo classico greco-romano, che ha caratterizzato l’antichità. Tramite questi scavi si arriva anche a riportare alla luce le città antiche di Pompei ed Ercolano, che erano state devastate e sepolte a seguito di una forte eruzione del Vesuvio. Questi reperti archeologici vengono documentati da dei disegnatori, che riportano e disegnano la fonte così come viene trovata e la mostrano pubblicamente. Con il Neoclassicismo, in questo periodo storico, si riprendono quei valori diffusi durante l’Età Classica nel periodo greco-romano, ovvero la bellezza, la perfezione, l’armonia, la precisione, elementi in contrasto con la realtà di quell’epoca. Si pensa infatti che essi siano un modo per fuggire dalla realtà che circonda l’individuo, si cerca in una realtà ricca di contrasti e di oppressioni una forma di armonia e di equilibrio. Uno dei principali studiosi del neoclassicismo fu il tedesco Johann Joachim Winklemann, il quale teorizza i principi del Neoclassicismo e fa alcune considerazioni scrivendo un’opera intitolata Storia dell’arte dell’antichità. In un testo di quest’opera, letto in classe, Winklemann osserva all’interno dei musei Vaticani una copia romana della statua greca di un Apollo che sembra uscito trionfante da una battaglia. Malgrado gli sforzi che ha sicuramente compiuto e le imprese che ha sicuramente affrontato, Apollo rappresenta un ideale di bellezza, armonia e perfezione, in contrasto con i tormenti e la propria sensibilità interna, che comunica attraverso una particolare espressione sul viso e che è mascherata dalla propria perfezione. Winklemann, attraverso questa considerazione, sostiene che vi è, in particolare in ambito artistico, un messaggio nascosto che l’opera esprime e che vuole comunicare. Dietro all’arte neoclassica, non vi è solo l’uso di proporzioni e calcoli matematici che fanno dell’opera un’immagine perfetta in ogni sua forma, ma vi è anche la razionalità, ed essa sta nel comunicare un messaggio a chiunque la guardi e nell’interpretazione di essa. Viene dunque introdotto il concetto di “Leggibilità dell’opera”. Vi è il desiderio di tornare indietro e riprendere uno stile semplice e non irregolare e sproporzionato, come era il Barocco. Il Neoclassicismo influenzò ogni ambito culturale: la musica, la letteratura, l’arte, la scienza, il pensiero stesso degli uomini.
In ambito artistico, ottengono una buona visibilità e importanza per le opere neoclassiche, ovvero del Nuovo Classicismo, il pittore di corte di Napoleone Bonaparte, Jacques Louis David, e l’italiano Antonio Canova, che ritrasse come una dea in una delle sue sculture, una delle sorelle di Napoleone, Paolina Bonaparte. In contemporanea al Neoclassicismo, si sviluppa in quest’epoca anche un altro movimento culturale, il Preromanticismo, che anticipa i principi di quello che sarà nel pieno dell’800 il Romanticismo, già anticipato nelle sue opere dall’Alfieri, con i principali esponenti della letteratura italiana Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Il Preromanticismo si diffuse inizialmente in Inghilterra e in Germania con delle prime poesie dalle atmosfere gotiche, le poesie cimiteriali. Tra queste, ne avevamo letta una in particolare, scritta dall’inglese Thomas Gray, intitolata Egregia scritta in un cimitero campestre. Si trasmette l’idea di un paesaggio inquietante, malinconico e deprimente che rispecchia la personalità inquieta dell’autore stesso. Ne è stato un esempio Vittorio Alfieri quando scrisse l’opera Vita in cui racconta la sua biografia e le sue esperienze in giro per l’Europa. Alfieri viaggiò in numerosi stati europei, tra cui l’Austria, la Prussia e la Russia, che non sono compatibili e in sintonia con la sua personalità e con i suoi ideali, in quanto egli detestava e provava disprezzo per l’Assolutismo, ma, tuttavia, il poeta viaggerà anche in Svezia, dove farà esperienza della sua nordica bellezza paesaggistica. La natura del paesaggio svedese lo affascina molto, poiché è simbolo di una realtà che va oltre i limiti, una realtà in contrasto con il contesto in cui vive, è ciò che Leopardi chiamerà nel periodo romantico “Infinito”. Alfieri era un poeta che viaggiava non solo per conoscenza, ma anche per inquietudine. Il viaggio sarà anche per i preromantici e tipico del Romanticismo un modo per evadere dalla realtà opprimente in cui vive il singolo individuo e i poeti tendono molto ad apprezzare luoghi e paesaggi nascosti anche molto inquietanti, poiché li aiutano a fuggire da un’ostile realtà. Viene dunque ben messo in risalto il paesaggio, ma anche la sensibilità dell’uomo. Ne parla per primo il filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, che appoggiò tutti i principi dell’Illuminismo, ma puntualizzò anche che l’uomo, in quanto essere umano, è dotato di ragione, ma anche di sentimenti, che fanno di lui una persona sensibile. Rousseau tratta di questa sensibilità nel romanzo epistolare di Giulia o La nuova Eloisa , dal carattere filosofico. Viene messa in risalto anche la sensibilità dell’uomo e il conflitto Io- Mondo, che caratterizzerà anche lo stesso Romanticismo. L’uomo, in questo caso, il poeta stesso, non si sente adatto e in sintonia con la realtà opprimente in cui vive e in una società ricca di restrizioni, in cui i monarchi assoluti detengono il potere e controllano il popolo con la forza servendosi dell’esercito e della nobiltà, che è la classe che gode di più privilegi. Alfieri puntualizzava nelle sue opere, in particolare nel trattato della Tirannide che l’Assolutismo riduce a un atteggiamento servile, al quale nessuno si sottrae, poiché va incontro a tragiche e terribili conseguenze, perché questi sparisca e si sconfigga, bisogna che il popolo insorga, come è successo durante la Rivoluzione Francese, oppure, Alfieri propone come alternativa il suicidio. Il suicidio è un atto che rende liberi, secondo i preromantici e anche coloro che saranno i romantici. Esso è un modo per fuggire, liberarsi di ogni restrizione, limite e oppressione. Il tema della sensibilità, della fragilità umana e del suicidio vengono trattati in diverse opere, tra cui I dolori del giovane Werther di Goethe, autore tedesco, il cui romanzo, ambientato nella Germania di fine ‘700 inizio ‘800, costituita da una confederazione di stati sotto un monarca assoluto, racconta le tristi vicende e le delusioni del giovane Werther, che, dopo tutta una serie di delusioni, in particolare una dovuta al
si occupa di alcuni lavori di traduzione e intraprende una carriera come giornalista. Muore a Londra nel 1827. Oggi, le sue spoglie sono custodite nella chiesa di Santa Croce a Firenze. OPERE Le opere principali di Foscolo sono:
considerata sacra e inviolabile e viene percepita come il luogo di ricongiunzione della propria famiglia. Foscolo, infatti, prevede che la morte possa far sì che egli si riavvicini al fratello, morto suicida per debiti, e alla madre, ormai molto anziana che dovrà occuparsi di se stessa senza alcun aiuto, poiché la famiglia è divisa: il fratello è deceduto e l’unico figlio rimasto è scappato a causa dell’esilio e teme inoltre di morire in terra straniera e di non venire sepolto al fianco dei suoi cari. Foscolo esalta l’ideale di patriottismo, il materialismo vitalistico e meccanicistico. Foscolo è ateo: per lui, la materia è governata non da un elemento superiore, ma da un ciclo continuo a cui sono soggetti tutti gli esseri viventi. Ogni essere vivente vive un momento di nascita, crescita e morte. Tutto ciò che è materia, col tempo muore, si distrugge. Il tempo è colpevole, il tempo porta alla distruzione. Quest’opera viene divisa in tre parti: 1° : Foscolo parla del rapporto tra i vivi e i morti e il fatto che i defunti vengono ricordati per un’eredità affettiva che lasciano. Afferma inoltre che c’è la possibilità che venga sepolto vicino a un delinquente una volta deceduto, in quanto il codice di Napoleone stabiliva che i defunti venissero seppelliti tutti nello stesso appezzamento di terreno. 2°: parla di tre attività fondamentali: tribunale, religione e nozze e della condizione dei defunti prima dell’emanazione della legge di Napoleone nel corso della storia. Parla dei defunti che vengono abbandonati per strada e dei defunti che, al tempo dei cristiani, venivano sepolti nelle catacombe sotto le Chiese, e dei defunti sepolti nei cimiteri pagani, circondati dal profumo dei fiori e dalla meravigliosa bellezza della natura. 3° : Ci sono le urne di persone che hanno lasciato una traccia importante e le rendono così sacre che hanno migliorato la Terra. Ne sono un esempio i grandi intellettuali e poeti che giacciono nella Chiesa di Santa Croce a Firenze. 4° : Foscolo parla del valore del tempo, che è considerato colpevole perché mano a mano che passa, si è sempre più vicini alla morte, ma è convinto che sopravvive perché la sua poesia è eterna. LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS
essere delle dominatrici sulle quali il popolo non può affatto contare. Parini mette in risalto la mancanza del valore del Patriottismo: gli italiani si sentono talmente oppressi dal regime che non fanno nulla per reclamare la propria patria, la propria indipendenza e la propria libertà. Jacopo esalta invece nella sua riflessione la natura dominante dell’uomo. L’uomo vuole dominare sulla natura e sugli altri uomini e, spesso, per dominare si serve del terrore. Il suo potere e il suo desiderio di successo arrivano a opprimere chiunque lo circondi, che non riesce a trovare la forza e il coraggio di fronteggiare una simile realtà e trova soluzione solo nel suicidio, ovvero si dà alla morte. Jacopo fa riferimento a Hobbes, Rousseau e Machiavelli, in quanto Hobbes e Machiavelli ritengono che l’uomo vuole dominare, mentre Rousseau perché ne esalta la natura buona dell’uomo.
nessuno verrà a piangere sulla sua tomba e nessuno manterrà vivo il suo ricordo. Jacopo pensa all’amata Teresa, che viene descritta come una creatura angelica,per la quale resterebbe nella propria patria.