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Il Preromanticismo: origini, temi e autori, Appunti di Italiano

Neoclassicismo e Preromanticismo (PREROMANTICISMO IN EUROPA). Autori presenti e le loro opere: - WINCKELMANN - VINCENZO MONTI - THOMAS GRAY - JOHANN WOLFGANG GOETHE - FRIEDRICH SCHILLER

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 19/11/2021

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NEOCLASSICISMO
Nella cultura e nella letteratura della seconda metà del Settecento si possono distinguere
3 tendenze diverse: il Neoclassicismo illuministico, teso a promuovere l'impegno civile
(Parini, Monti, Foscolo); il Neoclassicismo imperiale, incentrato sull'esaltazione di
Napoleone (Monti, Canova); il Preromanticismo, che introduce una nuova sensibilità con la
poesia notturna, sepolcrale e ossianica, carica di atmostere tenebrose e cupe.
Il Neoclassicismo fu un movimento culturale contemporaneo all'illuminismo del quale
riprendeva i principi di libertà e dignità dell'uomo, l'ideale di giustizia e progresso. Nato
intorno alla metà del Settecento dallo studio dell'arte antica, soprattutto greca, (che trova
espressione nel "bello ideale" teorizzato da Winckelmann, il maggior esponente del
Neoclassicismo). Winckelmann, archeologo e storico dell'arte tedesca, visse molti anni in
Italia. Egli vedeva realizzato nell'arte greca quell'ideale di bellezza che esprime serenità,
armonia ed equilibrio.! Le teorie estetiche di Winckelmann, esposte nella sua Storia
dell'arte nell'antichità (1764), ebbero una grande influenza sull'evoluzione della poetica
neoclassica; i punti fondamentali del pensiero dello studioso tedesco sono i seguenti:
- l'arte classica esprime il "bello ideale", frutto della sensibilità e creatività dell'artista, che
riesce a trasfigurare la realtà umana: la bellezza ideale si traduce in stimolo creativo;
- il "bello ideale", pienamente realizzato dalle statue greche, appartiene al regno della
<bellezza incorporea> perché è l'espressione dell'anima dell'artista.! La bellezza ideale
non esclude la rappresentazione delle passioni, purché esse siano sublimate in una
compostezza superiore;
- la materia, per l'artista, è solo il mezzo che rende visibile e sensibile il "bello".
Con il Neoclassicismo ci fu il ritorno al principio di imitazione dell'antichità classica, intesa
come mondo di bellezza, di valori morali e di razionalità, come età di equilibrio e di
armonia. La poetica neoclassica si esprime soprattutto in due concetti fondamentali: quello
della poesia «eternatrice» (Foscolo) e quello della bellezza «consolatrice».
Il Neoclassicismo si affermò rapidamente in Europa, influenzando tutte le manifestazioni
artistiche. Nel Neoclassicismo si univano la concezione dell'arte come libera attività
creatrice e la ricerca del "bello Ideale", di eleganza e compostezza e di un rapporto
immediato con la natura.
PREROMANTICISMO
Negli ultimi decenni del Settecento si diffusero in Europa nuove tendenze sentimentali e
spirituali che, anticipando alcuni elementi che saranno propri del
Romanticismo, vengono definite «preromantiche». Il Preromanticismo privilegiava la
poesia intesa come
espressione autentica e spontanea dei sentimenti dell'artista (amori spesso impossibili,
malinconia, slanci di passione ecc.) e temi legati alla natura sia
serena sia desolata e selvaggia (paesaggi grandiosi e sconvolgenti), specchio dell'animo
tormentato dell'artista. I poeti preromantici recuperavano anche
motivi legati alle tradizioni, alle leggende popolari e agli eroi del passato, mostrando una
certa predilezione per temi cupi e sconfortanti (morte, dolore, suicidio, caducità delle cose
terrene), e il gusto per
l'orrido, il macabro, le forti emozioni lil sublime).
Alcuni temi del preromanticismo erano già apparsi in alcuni scritti di Rousseau che
proclamò il primato del sentimento e della soggettività, il culto del sogno e della natura e la
passione d'amore. Il francese inoltre sviluppò la teoria del "buon selvaggio" (l'uomo nasce
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NEOCLASSICISMO

Nella cultura e nella letteratura della seconda metà del Settecento si possono distinguere 3 tendenze diverse: il Neoclassicismo illuministico, teso a promuovere l'impegno civile (Parini, Monti, Foscolo); il Neoclassicismo imperiale, incentrato sull'esaltazione di Napoleone (Monti, Canova); il Preromanticismo, che introduce una nuova sensibilità con la poesia notturna, sepolcrale e ossianica, carica di atmostere tenebrose e cupe. Il Neoclassicismo fu un movimento culturale contemporaneo all'illuminismo del quale riprendeva i principi di libertà e dignità dell'uomo, l'ideale di giustizia e progresso. Nato intorno alla metà del Settecento dallo studio dell'arte antica, soprattutto greca, (che trova espressione nel "bello ideale" teorizzato da Winckelmann, il maggior esponente del Neoclassicismo). Winckelmann, archeologo e storico dell'arte tedesca, visse molti anni in Italia. Egli vedeva realizzato nell'arte greca quell'ideale di bellezza che esprime serenità, armonia ed equilibrio. Le teorie estetiche di Winckelmann, esposte nella sua Storia dell'arte nell'antichità (1764), ebbero una grande influenza sull'evoluzione della poetica neoclassica; i punti fondamentali del pensiero dello studioso tedesco sono i seguenti:

  • l'arte classica esprime il "bello ideale", frutto della sensibilità e creatività dell'artista, che riesce a trasfigurare la realtà umana: la bellezza ideale si traduce in stimolo creativo;
  • il "bello ideale", pienamente realizzato dalle statue greche, appartiene al regno della perché è l'espressione dell'anima dell'artista. La bellezza ideale non esclude la rappresentazione delle passioni, purché esse siano sublimate in una compostezza superiore;
  • la materia, per l'artista, è solo il mezzo che rende visibile e sensibile il "bello". Con il Neoclassicismo ci fu il ritorno al principio di imitazione dell'antichità classica, intesa come mondo di bellezza, di valori morali e di razionalità, come età di equilibrio e di armonia. La poetica neoclassica si esprime soprattutto in due concetti fondamentali: quello della poesia «eternatrice» (Foscolo) e quello della bellezza «consolatrice». Il Neoclassicismo si affermò rapidamente in Europa, influenzando tutte le manifestazioni artistiche. Nel Neoclassicismo si univano la concezione dell'arte come libera attività creatrice e la ricerca del "bello Ideale", di eleganza e compostezza e di un rapporto immediato con la natura. PREROMANTICISMO Negli ultimi decenni del Settecento si diffusero in Europa nuove tendenze sentimentali e spirituali che, anticipando alcuni elementi che saranno propri del Romanticismo, vengono definite «preromantiche». Il Preromanticismo privilegiava la poesia intesa come espressione autentica e spontanea dei sentimenti dell'artista (amori spesso impossibili, malinconia, slanci di passione ecc.) e temi legati alla natura sia serena sia desolata e selvaggia (paesaggi grandiosi e sconvolgenti), specchio dell'animo tormentato dell'artista. I poeti preromantici recuperavano anche motivi legati alle tradizioni, alle leggende popolari e agli eroi del passato, mostrando una certa predilezione per temi cupi e sconfortanti (morte, dolore, suicidio, caducità delle cose terrene), e il gusto per l'orrido, il macabro, le forti emozioni lil sublime). Alcuni temi del preromanticismo erano già apparsi in alcuni scritti di Rousseau che proclamò il primato del sentimento e della soggettività, il culto del sogno e della natura e la passione d'amore. Il francese inoltre sviluppò la teoria del "buon selvaggio" (l'uomo nasce

puro e libero da costrizioni, l'introduzione della proprietà privata induce a istituire gerarchie sociali che creano disparità e disuguaglianza = visione dello stato di natura). La nuova sensibilità preromantica si manifestò nei seguenti aspetti:

  • la concezione dell'arte come espressione autentica e spontanea dei sentimenti, degli stati d'animo, dell'immaginazione dell'artista e la conseguente esigenza di libertà da regole e convenzioni letterarie;
  • l'esaltazione del genio individuale e della sfera dei sentimenti, delle emozioni e dell'irrazionale, in opposizione a princìpi illuministici dell'uguaglianza tra gli uomini e della razionalità;
  • l'attenzione per la dimensione soggettiva e l'interiorità, che spesso si manifesta in una tormentosa inquietudine e talvolta in atti di aperta ribellione e sfida;
  • la preferenza per i temi drammatici, come la morte, il dolore, il suicidio;
  • l'interesse per il primitivo e l'esotico e il gusto per l'ignoto, il misterioso e il macabro;
  • l'atteggiamento sentimentale proiettato verso il malinconico e il patetico (amori impossibili, rimpianto della felicità perduta) e l'attenzione per le emozioni forti e irrazionali connesse ai fenomeni della natura, colta nei suoi aspetti più grandiosi e sconvolgenti il sublime);
  • la predilezione per una natura ora idillica e serena, ora selvaggia e sconvolta, specchio di sentimenti e stati d'animo, e la preferenza per atmosfere e paesaggi notturni cupi, lugubri e solitari. Archetipo dell'eroe romantico= L'eroe romantico, proteso verso grandi mete, mosso da ideali libertari e rivoluzionari, inquieto e ribelle, e in perenne lotta contro le convenzioni sociali ino al supremo atto del suicidio, trova i suoi prodromi in molte opere che appartengono al periodo preromantico. Le tematiche più rappresentative dei romanzi famosi dell'epoca e i tratti più significativi dei loro protagonisti, veri e propri archetipi dell'eroe romantico, sono i seguenti:
  • rapporto conflittuale con la società; l'amore di giustizia che spinge l'eroe alla totale ribellione contro forze soverchianti e ostili; il ricorso ad atrocità e delitti come mezzo per affermare la propria libertà;
  • conflitto tra artista e società; senso di frustrazione e titanica protesta contro i valori e le convenzioni borghesi; ansia di autonomia e di libertà che porta all'autodistruzione (Werther, protagonista dei Dolori del giovane Werther di Goethe);
  • delusione politica e sentimentale; volontà di rivolta dell'intellettuale senza patria che lotta contro il dominio straniero fino al suicidio (Jacopo, protagonista del romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo);
  • solitudine ed emarginazione sociale dell'eroe inquieto, spiritualmente nobile e di straordinaria sensibilità (René, protagonista dellomonimo romanzo di Chateaubriand). PREROMANTICISMO IN EUROPA:
  • In Inghilterra il gusto preromantico portò all'affermazione della poesia sepolcrale (Gray, Young) e alla poesia ossianica, che prende il nome dai Canti di Ossian, dello scozzese Macpherson, caratterizzati da atmosfere cupe e tenebrose, da visioni notturne e spettrali. Di successo fu anche il genere del romanzo gotico (Walpole, Radcliffe, Lewis), le cui storie sono ambientate in scenari medievali e presentano elementi soprannaturali e vicende criminose.
  • In Germania il Preromanticismo si espresse con il movimento letterario dello Sturm und Drang di Maximilian Klinger, attivo tra il 1770 e il 1785, che esaltava l'ansia di libertà, l'esaltazione della nazionalità tedesca, la passionalità primitiva, la celebrazione del genio

essere Leocare. Winckelmann la considerava, però, un originale, trasportato dalla Grecia a Roma, forse per volontà dell'imperatore Nerone. VINCENZO MONTI In Italia il maggior esponente della letteratura neoclassica fu Vincenzo Monti. Nato in Romagna nel 1754 condusse a Fusignano i primi studi, che proseguì a Faenza. A soli 22 anni era già abbastanza famoso per il poemetto Visione di Ezechiello, che gli procurò l’invito alla corte romana di Pio VI, dove visse per circa venti anni finché non decise di fuggire dalla città eterna (1797) per seguire le vicende di Napoleone. Fu a Bologna e a Milano ma quando, nel 1799, nella città lombarda tornarono gli Austriaci, fu costretto a rifugiarsi a Parigi. Dopo Marengo, ritornò con i Francesi in Lombardia e fece valere la sua posizione di fedele, riuscendo ad ottenere la cattedra di eloquenza all’Università di Pavia, poi la carica di "poeta del governo italiano" e quella di "storiografo del Regno" (1806). A nulla valse il voltafaccia del Monti, dopo Marengo, che indirizzò ai nuovi vincitori pagine di ossequio: gli Austriaci lo punirono ignorandolo completamente ed emarginandolo da ogni carica pubblica. Il Monti visse, così, solo confortato soltanto dalla moglie, Teresa Pikler, e dalla figlia, Costanza, vedova del conte Giulio Perticari, alle quali dedicò l’unica poesia sgorgatagli dal cuore: "Per il giorno onomastico della mia donna" (1826). Morì a Milano il 13 ottobre 1828. Titolo: pensieri d'amore Contenuto: La raccolta Pensieri d'amore, in cui sono presenti dieci frammenti poetici in endecasillabi sciolti, è del 1782 e si ispira al romanzo contemporaneo I dolori del giovane Werther di Goethe. Il tema preromantico dell'amore-passione viene rielaborato da Monti in chiave più vicina ai modi e alla sensibilità della poesia neoclassica. Tuttavia i Pensieri d'amore, soprattutto per le ambientazioni notturne e inquietanti, costituiscono una delle prime testimonianze del gusto preromantico nella letteratura italiana. Titolo: Alta è la notte Metrica: endecasillabi sciolti Contenuto: frammento VIII dei Pensieri d'amore che è una rielaborazione dell'ultima lettera scritta da Werther all'amata Lotte, poco prima di morire. La lirica riprende il tema della contemplazione della natura, specchio dei sentimenti. I cielo stellato offre l'occasione al protagonista per esplorare la propra interiorità e provare la dolcezza di cari ricordi. Titolo: Al signor di Montgolfier Metrica: ode di quartine di settenari. I versi dispari sono sdruccioli, i versi pari piani (rime abcb). Contenuto: Joseph-Michel de Montgolfier aveva realizzato con il fratello i primi esperimenti per far alzare in aria una mongolfiera, che da loro prese il nome; il volo che compirono nel 1783 due francesi, Jacques Alexandre César Charles e Nicolas-Louis Robert, suscitò molto scalpore ed entusiasmo nell'opinione pubblica. Lode è dedicata al Signor di Montgolfier (in realtà erano due), ma l'elogio dell'impresa unisce sia coloro che la idearono, sia coloro che la realizzarono. THOMAS GRAY Thomas Gray nacque nel 1716 a Londra. Dopo gli studi a Eton, dove conobbe Horace Walpole, autore del famoso romanzo gotico Il castello di Otranto, viaggiò con lui in Italia per circa tre anni. Tornato in Inghilterra, si stabili a Cambridge, dove visse per il resto della sua vita di studioso, appassionato di poesia latina, italiana e scandinava. A quest'ultima si ispirò nelle odi il Bardo (1757) e La discesa di Odino (1761) che preannunciano il gusto

romantico per il barbarico e il primitivo. Nel 1751 Walpole lo aiutò nella pubblicazione della sua opera più famosa: Elegia scritta in un cimitero di campagna, che riscosse un immediato successo. Nel 1768 Gray divenne regio professore di storia moderna a Cambridge, dove mori nel 1771. Titolo: elegia scritta in un cimitero di campagna Contenuto: La genesi e i contenuti Questa elegia, considerata uno dei testi più rappresentativi del gusto preromantico, fu probabilmente ispirata al poeta dalla morte di un amico, Richard West. In essa si alternano descrizione del luogo e meditazione sul tema della morte. E l'ora in cui il sole cede il posto alle tenebre; nella quiete suggestiva e malinconica del cimitero, il poeta osserva i tumuli della gente umile che vi è sepolta e comprende il significato delle tombe, espressione d'affetto per i morti e legame che permette ai defunti di non essere dimenticati. Il poeta esprime il desiderio che anche gli umili, come i potenti e i grandi, siano perennemente ricordati. Nelle strofe finali dell'elegia, Gray descrive la sua figura, malinconica e solitaria, e medita sulla morte. Infine compone la sua iscrizione tombale, nella quale si definisce un devoto della malinconia». Titolo: un comune destino Metrica: nell'originale elegia è strutturata in quartine di decasillabi a rima alternata; nella traduzione i versi sono liberi. Contenuto: prima parte della lunga elegia. Nelle strofe iniziali il poeta presenta il cimitero campestre che fa da sfondo al componimento e dà inizio alla sua meditazione sul tema della morte. JOHANN WOLFGANG GOETHE Johann Wolfgang Goethe nacquea Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749. Terminò gli studi giuridici a Strasburgo (1770-1771), dove strinse amicizia con Gottfried Herder, uno dei principali teorici e divulgatori dello Sturm und Drang di cui Goethe fu per qualche anno l'esponente più creativo. Nel 1774 uscì il romanzo I dolori del giovane Werther, con il quale Goethe divenne il dominatore incontrastato della scena letteraria tedesca. Nel 1775 si trasferi a Weimar, dove lavorò alla sua opera maggiore, il Faust (1783-1832), e iniziò un romanzo che nella stesura definitiva si intitola Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister. Il 3 settembre 1786, Goethe lasciò Weimar per intraprendere un Viaggio in Italia, la cui cronaca apparve quarant'anni dopo nel volume Viaggio in ltalia (1828). Furono anni di contemplazione di arte e cultura e di intenso lavoro letterario: scrisse le Elegie romane (1789), riprese il Faust e versificò l'ifigenia in Tauride (1787), di cui aveva già redatto la versione in prosa. Tornato a Weimar nel 1788, si dedicò unicamente all'attività letteraria. Nel 1809 pubblicò Le affinità elettive, la storia di due coppie che invano cercano un più giusto legame d'amore. Nel 1731 concluse l'opera più importante della sua vita, il Faust, scrivendo la seconda parte. Mori a Weimar nel 1832. Titolo: I dolori del giovane Werther Struttura: Nel 1771, a Wetzlar, Goethe conosce Charlotte Buff, fidanzata con J.CH. Kestner, e se ne innamora. Di ritorno a Francoforte, traspone quell'amore giovanile e irrealizzabile nel romanzo I dolori del giovane Werther, pubblicato nel 1774. II Werther è un romanzo epistolare diviso in due libri: il primo comprende le lettere che Werther manda all'amico Wilhelm tra il 4 maggio 1771 e il 10 settembre 1771; nel secondo interviene l'editore a narrare in terza persona la vicenda di Werther, servendosi delle lettere scritte dallo stesso Werther a Wilhelm e a Lotte tra il 20 settembre 1771 e il 23 dicembre 1772. Ne risulta un'impostazione alquanto originale.

veniva teorizzata la legittimità di una poesia libera dai canoni e dall'autorità della tradizione classica. Titolo: essere natura o desiderare natura? Contenuto: In questa riflessione sui due diversi modi di sentire il rapporto con la natura, Schiller offre al movimento preromantico un'occasione per riflettere sulla sua poetica.È importante sottolineare che egli non sta parlando di due generi di poesia completamente opposti, ma di due diversi atteggiamenti: uno di rapporto armonico e di fusione intima e spontanea con la natura, presente nella poesia degli antichi, l'altro di nostalgia per la perdita di quello stato, proprio della poesia dei moderni.