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Neoclassicismo e Preromanticismo (PREROMANTICISMO IN EUROPA). Autori presenti e le loro opere: - WINCKELMANN - VINCENZO MONTI - THOMAS GRAY - JOHANN WOLFGANG GOETHE - FRIEDRICH SCHILLER
Tipologia: Appunti
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Nella cultura e nella letteratura della seconda metà del Settecento si possono distinguere 3 tendenze diverse: il Neoclassicismo illuministico, teso a promuovere l'impegno civile (Parini, Monti, Foscolo); il Neoclassicismo imperiale, incentrato sull'esaltazione di Napoleone (Monti, Canova); il Preromanticismo, che introduce una nuova sensibilità con la poesia notturna, sepolcrale e ossianica, carica di atmostere tenebrose e cupe. Il Neoclassicismo fu un movimento culturale contemporaneo all'illuminismo del quale riprendeva i principi di libertà e dignità dell'uomo, l'ideale di giustizia e progresso. Nato intorno alla metà del Settecento dallo studio dell'arte antica, soprattutto greca, (che trova espressione nel "bello ideale" teorizzato da Winckelmann, il maggior esponente del Neoclassicismo). Winckelmann, archeologo e storico dell'arte tedesca, visse molti anni in Italia. Egli vedeva realizzato nell'arte greca quell'ideale di bellezza che esprime serenità, armonia ed equilibrio. Le teorie estetiche di Winckelmann, esposte nella sua Storia dell'arte nell'antichità (1764), ebbero una grande influenza sull'evoluzione della poetica neoclassica; i punti fondamentali del pensiero dello studioso tedesco sono i seguenti:
puro e libero da costrizioni, l'introduzione della proprietà privata induce a istituire gerarchie sociali che creano disparità e disuguaglianza = visione dello stato di natura). La nuova sensibilità preromantica si manifestò nei seguenti aspetti:
essere Leocare. Winckelmann la considerava, però, un originale, trasportato dalla Grecia a Roma, forse per volontà dell'imperatore Nerone. VINCENZO MONTI In Italia il maggior esponente della letteratura neoclassica fu Vincenzo Monti. Nato in Romagna nel 1754 condusse a Fusignano i primi studi, che proseguì a Faenza. A soli 22 anni era già abbastanza famoso per il poemetto Visione di Ezechiello, che gli procurò l’invito alla corte romana di Pio VI, dove visse per circa venti anni finché non decise di fuggire dalla città eterna (1797) per seguire le vicende di Napoleone. Fu a Bologna e a Milano ma quando, nel 1799, nella città lombarda tornarono gli Austriaci, fu costretto a rifugiarsi a Parigi. Dopo Marengo, ritornò con i Francesi in Lombardia e fece valere la sua posizione di fedele, riuscendo ad ottenere la cattedra di eloquenza all’Università di Pavia, poi la carica di "poeta del governo italiano" e quella di "storiografo del Regno" (1806). A nulla valse il voltafaccia del Monti, dopo Marengo, che indirizzò ai nuovi vincitori pagine di ossequio: gli Austriaci lo punirono ignorandolo completamente ed emarginandolo da ogni carica pubblica. Il Monti visse, così, solo confortato soltanto dalla moglie, Teresa Pikler, e dalla figlia, Costanza, vedova del conte Giulio Perticari, alle quali dedicò l’unica poesia sgorgatagli dal cuore: "Per il giorno onomastico della mia donna" (1826). Morì a Milano il 13 ottobre 1828. Titolo: pensieri d'amore Contenuto: La raccolta Pensieri d'amore, in cui sono presenti dieci frammenti poetici in endecasillabi sciolti, è del 1782 e si ispira al romanzo contemporaneo I dolori del giovane Werther di Goethe. Il tema preromantico dell'amore-passione viene rielaborato da Monti in chiave più vicina ai modi e alla sensibilità della poesia neoclassica. Tuttavia i Pensieri d'amore, soprattutto per le ambientazioni notturne e inquietanti, costituiscono una delle prime testimonianze del gusto preromantico nella letteratura italiana. Titolo: Alta è la notte Metrica: endecasillabi sciolti Contenuto: frammento VIII dei Pensieri d'amore che è una rielaborazione dell'ultima lettera scritta da Werther all'amata Lotte, poco prima di morire. La lirica riprende il tema della contemplazione della natura, specchio dei sentimenti. I cielo stellato offre l'occasione al protagonista per esplorare la propra interiorità e provare la dolcezza di cari ricordi. Titolo: Al signor di Montgolfier Metrica: ode di quartine di settenari. I versi dispari sono sdruccioli, i versi pari piani (rime abcb). Contenuto: Joseph-Michel de Montgolfier aveva realizzato con il fratello i primi esperimenti per far alzare in aria una mongolfiera, che da loro prese il nome; il volo che compirono nel 1783 due francesi, Jacques Alexandre César Charles e Nicolas-Louis Robert, suscitò molto scalpore ed entusiasmo nell'opinione pubblica. Lode è dedicata al Signor di Montgolfier (in realtà erano due), ma l'elogio dell'impresa unisce sia coloro che la idearono, sia coloro che la realizzarono. THOMAS GRAY Thomas Gray nacque nel 1716 a Londra. Dopo gli studi a Eton, dove conobbe Horace Walpole, autore del famoso romanzo gotico Il castello di Otranto, viaggiò con lui in Italia per circa tre anni. Tornato in Inghilterra, si stabili a Cambridge, dove visse per il resto della sua vita di studioso, appassionato di poesia latina, italiana e scandinava. A quest'ultima si ispirò nelle odi il Bardo (1757) e La discesa di Odino (1761) che preannunciano il gusto
romantico per il barbarico e il primitivo. Nel 1751 Walpole lo aiutò nella pubblicazione della sua opera più famosa: Elegia scritta in un cimitero di campagna, che riscosse un immediato successo. Nel 1768 Gray divenne regio professore di storia moderna a Cambridge, dove mori nel 1771. Titolo: elegia scritta in un cimitero di campagna Contenuto: La genesi e i contenuti Questa elegia, considerata uno dei testi più rappresentativi del gusto preromantico, fu probabilmente ispirata al poeta dalla morte di un amico, Richard West. In essa si alternano descrizione del luogo e meditazione sul tema della morte. E l'ora in cui il sole cede il posto alle tenebre; nella quiete suggestiva e malinconica del cimitero, il poeta osserva i tumuli della gente umile che vi è sepolta e comprende il significato delle tombe, espressione d'affetto per i morti e legame che permette ai defunti di non essere dimenticati. Il poeta esprime il desiderio che anche gli umili, come i potenti e i grandi, siano perennemente ricordati. Nelle strofe finali dell'elegia, Gray descrive la sua figura, malinconica e solitaria, e medita sulla morte. Infine compone la sua iscrizione tombale, nella quale si definisce un devoto della malinconia». Titolo: un comune destino Metrica: nell'originale elegia è strutturata in quartine di decasillabi a rima alternata; nella traduzione i versi sono liberi. Contenuto: prima parte della lunga elegia. Nelle strofe iniziali il poeta presenta il cimitero campestre che fa da sfondo al componimento e dà inizio alla sua meditazione sul tema della morte. JOHANN WOLFGANG GOETHE Johann Wolfgang Goethe nacquea Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749. Terminò gli studi giuridici a Strasburgo (1770-1771), dove strinse amicizia con Gottfried Herder, uno dei principali teorici e divulgatori dello Sturm und Drang di cui Goethe fu per qualche anno l'esponente più creativo. Nel 1774 uscì il romanzo I dolori del giovane Werther, con il quale Goethe divenne il dominatore incontrastato della scena letteraria tedesca. Nel 1775 si trasferi a Weimar, dove lavorò alla sua opera maggiore, il Faust (1783-1832), e iniziò un romanzo che nella stesura definitiva si intitola Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister. Il 3 settembre 1786, Goethe lasciò Weimar per intraprendere un Viaggio in Italia, la cui cronaca apparve quarant'anni dopo nel volume Viaggio in ltalia (1828). Furono anni di contemplazione di arte e cultura e di intenso lavoro letterario: scrisse le Elegie romane (1789), riprese il Faust e versificò l'ifigenia in Tauride (1787), di cui aveva già redatto la versione in prosa. Tornato a Weimar nel 1788, si dedicò unicamente all'attività letteraria. Nel 1809 pubblicò Le affinità elettive, la storia di due coppie che invano cercano un più giusto legame d'amore. Nel 1731 concluse l'opera più importante della sua vita, il Faust, scrivendo la seconda parte. Mori a Weimar nel 1832. Titolo: I dolori del giovane Werther Struttura: Nel 1771, a Wetzlar, Goethe conosce Charlotte Buff, fidanzata con J.CH. Kestner, e se ne innamora. Di ritorno a Francoforte, traspone quell'amore giovanile e irrealizzabile nel romanzo I dolori del giovane Werther, pubblicato nel 1774. II Werther è un romanzo epistolare diviso in due libri: il primo comprende le lettere che Werther manda all'amico Wilhelm tra il 4 maggio 1771 e il 10 settembre 1771; nel secondo interviene l'editore a narrare in terza persona la vicenda di Werther, servendosi delle lettere scritte dallo stesso Werther a Wilhelm e a Lotte tra il 20 settembre 1771 e il 23 dicembre 1772. Ne risulta un'impostazione alquanto originale.
veniva teorizzata la legittimità di una poesia libera dai canoni e dall'autorità della tradizione classica. Titolo: essere natura o desiderare natura? Contenuto: In questa riflessione sui due diversi modi di sentire il rapporto con la natura, Schiller offre al movimento preromantico un'occasione per riflettere sulla sua poetica.È importante sottolineare che egli non sta parlando di due generi di poesia completamente opposti, ma di due diversi atteggiamenti: uno di rapporto armonico e di fusione intima e spontanea con la natura, presente nella poesia degli antichi, l'altro di nostalgia per la perdita di quello stato, proprio della poesia dei moderni.