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il seguente file tratta in maniera approfondita il Neopositivismo e i principali filosofi della corrente, Popper e Kuhn. Viene presentato in maniera essenziale il circolo di Vienna per poi affondare sui principi di verificazione, falsificazione e di rivoluzione copernicana della società.
Tipologia: Appunti
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Dopo prima fase del Positivismo e il passaggio da filosofie sistematiche che volevano dare una conoscenza completa a filosofie irrazionali (Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger e Gadamer) con sfiducia nelle possibilità della ragione. Deriva da cultura scientifica tardo-
CIRCOLO DI VIENNA Cenacolo filosofico di cui fanno parte Schlick, Carnap e Popper , che partecipa, ma non ne accetta le idee. Aperto tra 1910-4 e poi tra le guerre, ma chiuso da Hitler, poiché contrario a queste idee diverse. IDEE: chiarificazione concettuale + sviluppo linguaggio formale + distruzione metafisica
Ripresa del Positivismo, ma in un contesto diverso in cui la fiducia nella scienza è affievolita, critica e non cieca obbedienza + grande attenzione all’aspetto del chiarimento linguistico : infatti anni prima si era formata la logica formale , cioè trasformare il linguaggio comune in specifico per evitare fraintendimenti ==> utilizzo di simboli non interpretabili diversamente. (“=, >, <”)
È un criterio di significanza , cioè sostiene che le uniche proposizioni che hanno senso sono quelle suscettibili di esperienze empiriche, cioè verificabili dall’esperienza. ( problm gnoseologico, non ont ) Il sole sorge => si può verificare Dio esiste => non si può verificare => non è falsa, ma non ha senso. Essa fa parte del campo dell’ emotività e della soggettività => irrazionalità Il tavolo è lungo 10 km => ha senso, perché posso verificarlo/misurarlo MA a volte le proposizioni non possono essere verificate ora (verificabili di fatto ), ma in futuro (in linea di principio ) , mentre quelle metafisiche non si possono mai verificare => RELIGIONE, METAFISICA ED ETICA rispecchiano le esigenze emotive dell’uomo, ma non hanno senso. “il significato di una proposizione è il metodo della sua verifica”
Il compito della FILOSOFIA è chiarificare i dati dell’esperienza analizzando il linguaggio sensato della scienza e limitando quello insensato della metafisica. Essa è “l’ancilla delle scienze” Non riguarda il giusto e sbagliato in senso stretto, ma la verifica della proposizione
Affascinato dalla figura di Einstein, sua vera ispirazione: egli aveva studiato che in caso di eclissi poteva provare la sua teoria o smentirla; aspettò fino a verificare la tesi, cercando occasioni in cui la teoria potesse essere falsa: l’esperimento rafforza la teoria --> corrobora. Teorie organizzate non in vista di facili conferme, ma di possibili smentite Kant : Newton = Popper : Einstein (da visione oracolare a visione critica della scienza)
Il criterio di scientificità è l’atteggiamento critico : le teorie scientifiche vanno messe costantemente alla prova e senza la certezza che siano delle conoscenze pure. Il confronto tra proposizioni che sono o non sono più scientifiche non riduce all’insensato ciò che non può essere verificato. Lo scienziato deve limitarsi a dire che le sue teorie hanno superato molte prove falsificanti, ma esse sono costruite su palafitte , perché ne basta una per farle crollare. (asimmetria logica tra verificabilità e falsificabilità: tante vere, ma ne basta una falsa), MA affinché una teoria venga rifiutata occorre che se ne abbia a disposizione una migliore. Le teorie pienamente scientifiche sono quelle che offrono esperienze per falsificarle CRITICA AL PROCESSO INDUTTIVO che da casi particolari passa a leggi che pretendono di essere universali ( “tacchino induttivista” = sempre cibo alle 9, qualunque sia il tempo o la stagione, il tacchino pensa sia sempre così, ma alla vigilia di Natale viene sgozzato), ma ha un limite invalicabile : non si riuscirà mai a conoscere l’universale. CRITICA A MARXISMO E PSICANALISI : sono teorie “ a maglie larghe ”, perché si adattano e non sono rigorose , ma pretendono di essere universali. RAPPORTO CON LE PROPOSIZIONI METAFISICHE : non dice che siano dei “ non sensi ”, ma delle teorie filosofiche non empiriche (non possono avere falsificazioni empiriche): essi sono reali problemi filosofici, ma non vanno inglobati nella scienza e sono razionalmente criticabili. CONTRASTO CON IL CIRCOLO DI VIENNA SULLA FUNZIONE DELLO SCIENZIATO Secondo il Circolo di Vienna , lo scienziato si limita a registrare come una lente oggettiva in modo imparziale. La mente è come una tabula rasa (vuota) da incidere con le osservazioni In realtà no, perché lo scienziato ha un’ipotesi e di conseguenza crea un’esperienza correlata a essa. La mente non è come una tabula rasa, ma come un faro che illumina , ossia un deposito di ipotesi, consce o inconsce (precomprensioni), alla luce delle quali percepiamo la realtà: essa è impregnata di ipotesi e porta con sé idee e pregiudizi di natura extra scientifica. Quando uno scienziato fa scoperte , non parte solo dai fatti, ma anche dall’intuizione e grazie al caso, il guizzo ( elementi extra scientifici ), ma poi vanno giustificati coi fatti => il contesto della scoperta deve essere diverso dal contesto della giustificazione per rafforzarla ==> da Doxa ad Epistème “Non esistono fatti, ma solo interpretazioni (Nietzsche)”. Valorizzazione pedagogica dell’errore , parte integrante della scienza in quanto la scienza è Doxa, cioè un insieme di congetture possibilmente confutabili e non infallibili come nell’episteme.