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libro per esame di pedagogia interculturale facolta comunicazione interculturale milano bicocca
Tipologia: Sintesi del corso
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La possibilità di un discorso critico sulla shoah, che non la legga come incidente di percorso al interno di una razionalità occidentale, o a una parentesi irrazionale legata ad un leader psicopatico, la possibilità insomma di leggere nella shoah un elemento strutturale di una certa forma di dominio, sembra non sussistere più , spesso le operazione celebrative nei confronti della shoah non si sottraggono al impressione di un rituale rivolto a una certa fascia generazionale e che intercetta giovani solo per dovere scolastico, non si vede oggi un discorso che ne caratterizzi l’attualità ne suo aver realizzato un connubio tra tecnologia e potere, nel suo aver costruito a tavolino un modello educativo che giustificasse l esaurimento ad ogni diritto delle minoranze. Per l Europa del terzo millennio il deportato, e la deportata sono figure scomode, parlano di un passato che è opportuno celebrare ma non è il caso di coglierne l’attualità, un passati che si vuole far passare a tutti i costi, che non fa più male e per questo passa. Perché è più importante un discorso sulla shoah piuttosto che uno sulle guerre puniche? Perché le risposte che questo problema ci pone sono risposte legate al dominio, del rapporto con il differente e con il demoniaco che c e l essere umano, questioni appunto non passate. Se alla shoah è allineata sugli scaffali della storiografia come per esempio anche le crociate allora anche i suoi perpetuatori possono essere considerati figure del passato, dunque che male ci sarebbe ad essere neofascisti? L’attualità della shoah non sta nel ripetersi ma nel essere superata da qualcosa di peggio. La shoah non smette di parlare di noi come esseri umani del mostro che alberga nella nostra coscienza pronto a rinascere quando qualche manipolatore politico riesce a legittimare gli impulsi
EDUCARE AL NEGATIVO
Che sia dovere del educatore proteggere gli educando è fuori discussione, ma proteggere un ragazzo non vuol dire non esporlo, ne ovviamente esporlo quando un realtà negativa entra nel processo educativo deve incontrare in esso una sorta di filtro che le permette di essere educativamente efficace. L arte non esibisce le brutture ms. le rappresenta in questo modo toglie il pungiglione velenoso è solo salsa di pomodoro. È proprio il processo artistico allora a indicarci la via perché la presentazione del negativo in campo educativo sfugga al rischio del esaltazione dl medesimo o della semplice riproduzione meccanica delle sue procedure. Oscurassi del male è qualcosa di cui andare fieri qualcosa che rende migliori quindi qualcosa di bello. Occuparsi del male significa hegelianamente produrre un superamento generale che aiuti la transizione intergenerazionale permettendo ai nuovi soggetti non solo di occuparsi del male ma di superarlo in parte. Si presenta ai giovani il negativo perché il negati affrontato è già in parte negativo superato
I DISPOSITIVI DI ANIENTAMENTO
L’insieme degli elementi spazio temporali, linguistici, corporei che vengono messi in campo quando si educa un essere umano Può essere un istituzione ha un aspetto materiale, ma anche una immateriale, latente occulta È così un unità strutturale di pratiche che architettano e gestiscono spazi (scuola carcere fabbrica) e microspazi (lo spazio sotto il banco, la finestra della cella) Scandiscono e dettano tempi (calendario lezioni, l ora d aria) Producono e diffondono sapere (programma ministeriale, codice penale) Danno luogo a vocabolari specifici (il portfolio il permessino) Organizzano e celebrano rituali (la verifica la perquisizione) Strutturano e addestrano corpi (posizione seduti sul banco) Manipolano e distribuiscono oggetti (la pena il marcatempo) Dispositivo pedagogico in senso proprio Un dispositivo al interno del quale un intenzionalità educativa precisa mette in atto procedure esplicitamente finalizzate alla costruzione di soggettività, la scuola dunque è un dispositivo in sesso proprio perché chi entra in essa lo fa per essere educato Dispositivo pedagogico in senso lato Un dispositivo al interno del quale gli effetti di soggettività si producono comunque ma senza che sia visibile, avviene per esempio al supermercato dove il cliente entra per comprare merci ma viene posto sotto ad un dispositivo finalizzato per costruire un consumatore, per indurre falsi bisogni Antropogenesi L’effetto di soggettività provocato o causato dal applicazione e dal attraversamento di un dispositivo pedagogico al interno sul quale si attuano la costituzione l assemblaggi o e la
supervisione di quelle condizioni strutturali che rendono possibile l emergere del individuo umano come soggetto, creando nuovi soggetti Il dominio È una specifica declinazione del potere non è semplicemente poter ma l innervazione del potere tipica del tardo capitalismo, prevede lo spreco di risorse se è funzionale al mantenimento del potere stesso, potere è costringere gli schiavi a costruire le piramidi, sgominio un deportati a trasportare le pietre in cima alla scalinata di Mauthausen per poi ributtarla giù.
Campo di concentramento Campo di sterminio Manodopera schiava mantenuta attiva ed efficiente per produrre lavoro Morte era qualcosa che poteva capitare nel campo, ma non certo l obbiettivo del campo
È la fabbrica della morte il deportato lavora alla propria morte. La morte diventa il fine, lo scopo per cui il campo esiste, si cancella la linea di demarcazione che segna la vita e la mote
Il lager quindi non si limita ad uccidere ma crea una sorta di non morti persone che hanno rinunciato a difendersi, la novità dei lager è creare un nuovo discorso della morte Il lager diventa il più importante sistema di dominio nazista. Possiamo individuare tre dispostivi che esso mette in atto contemporaneamente:
I suoi destinatari sono i cittadini comun i senza i quali il nazifascismo non avrebbe mai potuto ottenere successi, il dominio ha bisogno del consenso, anche se non prendono parte in Modo attivo alle pratiche di espropriazione mettono pero a tacercela loro coscienza, siamo al interno a quella che primo levi chiama zona grigia lo spazio che separa le vittime dai persecutori uno spazio non vuoto ma costellato di figure patetiche. Il dispositivo di ottundimento creava soggetti a modo loro attivi, la loro attività si collocava su un a scala che vedeva al suo minimo l ignavia, al massimo la collaborazione. Non bisogna pensare al nazismo come un regime recessivo, quello che i cittadini ricevettero innanzitutto un identità sociale. L ottundimento ha un suo precede storico nella propaganda da sempre utilizzata dai regimi totalitari, ma a differenza della propaganda nel ottundimento non esistono più spazi si sottrazione dal progetto di formazione integrale della persone, mentre la propaganda modifica l ottundimento crea , non significa far cambiare idee a un soggetto adulto ma costruirne uno nuovo un soggetto ottuso( esempio problema delle elementari ) avviene quella che si può chiamare l eliminazione della domande di senso, avviene un progetto di normalizzazione della vita quotidiana che fa apparire normale il terrore semplicemente perché non ci si chiede più quale sia l’origine, collegata a questa dinamica vi è : L’attivazione del nesso cinismo-fanatismo Se non si vede più l’origine del regime del terrore, la conclusione sarà la seguente “è sempre stato così”. Tutto questo portava al deresponsabilizzazione dei soggetti potenzialmente attivi attraverso la diffusione fin dalla primissima infanzia di un mentalità egoistica per la quale la salvaguardia dei propri privilegi, a discapito del bene di tutti. L inoculazione del senso di imponenza L idolatrizazzione dei fatti sociali che porta al idea che il contesto politico era troppo complessa e riguardava i politici non i cittadini che non ne capiscono niente di politica, cresce la mentalità secondo la quale “se qualcuno deve pur cadere meglio che sia il vicino” L inversione del rapporto generazionale A livello pedagogico è interessante capire perché molti ragazzi con i genitori di destra o indifferenti si iscrivessero alla hitlerjugend, il ragazzo si vedeva attribuire un potere immenso nella famiglia, il regime agiva sul ovvio sentimento di ribellione della gioventù per fare dei ragazzi dei veri e propri cani da guardia i famiglia, fino al punto che i genitori erano terrorizzati dagli stessi figli. La catalizzazione e la squalifica a propri dei propri avversari Quando qualcuno faceva una critica non solo veniva arrestato, ma il suo discorso veniva depotenziato ancor prima di essere formulato, diventavano chiacchiere da comunisti. E’ opportuno ricordare che tutti gli abitanti della Germania erano consapevoli di cosa stesse succedendo, ma vi erano dei meccanismi di negazione che mettevano in atto e che producevano una non coscienza. La delegittimazione della notizia ossia il “non è possibile” per difendersi dal carattere eccessivo delle notizie la cosa più rapida è considerarle così eccessive da essere false Parallelamente alla strategia della negazione si sviluppa la loro normalizzazione ossia il “è normale” ad un certo punto quando le atrocità non potevano più essere negate perché accadevano davanti agli occhi di tutti diventarono normali come parte integrante della vita
sangue uscendo cosi con la coscienza pulita dal processo di disumanizzazione.
OLTRE IL FUMO: I DISPODITIVI DI RESISTENZA
Vorremmo chiaro un punto senza un intervento di tipo militare sia della resistenza europea sia degli stati uniti e del unione sovietica il terzo reich non sarebbe stato sconfitto, in caso di oppressione acuta e di dominio ramificato su un intero continente l’intervento militare o comunque violento abbrevia i tempi e con queste le sofferenze degli innocenti. Spesso i sopravvissuti sentono il bisogno di trasformare in conflitto un rapporto che fu solo di sottomissione. Uno degli effetti del dominio è proprio quello di far apparire la risposta violenta come l unica praticabile, costringendo il soggetto cosi ad accettare il progetto formativo del dominio. È proprio questa la forza della riflessione non violenta dopo il 1945, la violenza non è un contro dispositivo. Ma cosa è un contro dispositivo? Definiamo il contro dispositivo come un dispositivo che viene messo in atto al interno e conto un altro dispositivo e che parte dalla conoscenza precisa dei meccanismi di questo ultimo. Esso prevede una contro-antropogenesi, la costrizione e la strutturazione del soggetto resistente nei confronti dei dispositivi che vengono attaccati, esistono dunque numerosi e specifici contro dispositivi. La resistenza non è un attività monolitica ma un pluralità di atteggiamenti e di comportamenti che di volta in volta si modificano e richiedono un continuo confronto con i dispositivi da qui l’importanza assoluta della conoscenza dei dispositivi di dominio. La resistenza non è un opzione assoluta è sempre resistenza a qualche cosa così il soggetto alla resistenza non è mai un soggetto libero ma che si sta liberando. Il soggetto inoltre cede la sua identità resistenziale e diventa altro nel momento in cui il dominio viene sconfitto, ma perché questa nuova identità non sia contaminata in qualche modo dal dominio bisogna che condivida con essi il minor numero di tratti possibili, di qui la critica alla violenza che invece condivide con il dominio un tratto troppo lungo e condizionante. La fantasia di cui necessitano I controdispositivi della resistenza è insita nel fatto che essi non devono solamente conoscere i dispositivi del domino ma liberarsene nel momento in cui si danno luogo ad azioni di resistenza.
Un contro dispositivo di boicottaggio
Nei confronti del dispositivo di ottundimento l’attività che presiede al contro dispositivo è il boicottaggio. Boicottare significa rifiutarsi di sottoporsi alla disciplina cui esso vuole sottoporre i corpi e le coscienze dei soggetti, e dunque richiede un ampia dose di liberta, liberta che i deportati non avevano. Boicottare un dispositivo significa smarcarsi radicalmente dalla sua presa, creandosi degli spazi di disimpegno, di sottrazione e d nascondimento che permettano al soggetto di definirsi nonostante i dispositivi. Esempi di boicottaggio Le contro-olimpiadi a Barcellona: anche se fallita come operazione è un buon esempio in quanto mostra che il boicottaggio deve partire dalla conoscenza del dispositivo in questo caso sportivo e del suo utilizzo da parte del nazismo e ribaltarlo nel suo contrario, non si tratta solo di non partecipare, ma del chiedere se il dispositivo al quale non si partecipa possa o meno edere utilizzato in senso resistenziale. Gli organizzatori delle contro olimpiadi ragionano sullo sport come strumento di propaganda. Sì può concludere che alcuni dispositivi devono essere evitati perché la loro sottomissione al dominio è troppo forte altri invece come lo sport possono essere usati in senso inverso e ribaltati Il rifiuto di dodici insegnanti universitari a Pretare giuramento di fedeltà al regime fascista, questa vicenda mostra come alcune azioni di boicottaggio si nutrono della fiducia nei confronti delle istituzioni che vengono violate dal regime. Strategie di sottrazione ossia il rifiuto a salutare la bandiera fascista oppure ad esporta sul proprio balcone, sottraendosi alle ritualità del dominio Il boicottaggio non si scaglia semplicemente contro il potere in se ma propone anche un suo modo di occupare una posizione di potere; un messaggio di boicottaggio ha bisogno di visibilità per non ridursi ad un gesto elitario o individuale una posizione di potere permette di rendere pubblico il gesto e perciò di aumentare la sua efficacia. Boicottare un dispositivo di ottundimento significa anche boicottare il linguaggio, visto che è proprio sul linguaggio che esso fa leva per la sua propaganda, la ridicolizza zione degli slogan e delle parole del dominio contribuiscono a ridimensionarne le pretese e a mostrare la debolezza intrinseca del medesimo, è proprio nel ironia e nel umorismo che vediamo in atto l aspetto pedagogico del boicottaggio. Sottolineiamo che la finezza e la leggerezza del ironia, la sua capacita di giocare con il linguaggio e di smontarlo dal interno, è molto più efficace della bestemmia delle urla e delle volgarità. La strategia di sottrazione ha il suo limite nel silenzio in quanto il silenzio è un elemento che ha bisogno di testimoni e di ascoltatori, non può essere solamente individuale. Il principale effetto delle teorie di boicottaggio è però quello che si verifica sul soggetto che le mette in atto, paradossalmente è una strategia più importante dal punto di vista pedagogico sulla persone che la attua e s quelle che la circondano per gli effetti reali e concreti.
Con un a metafora visiva possiamo dire che il boicottaggio fa passare in primo piano elementi del dispositivo che rischio di rimanere sullo sfondo. La cosa più importante è che non è fatto necessario che i dispositivi debbano funzionare per produrre i loro effetti antropogenici, ansi a volte l antropogenesi è più forte nei dispositivi che sembrano non funzionare, perché il nero non funzionare apparente è l anima del loro lavoro, l esempio eclatante è il lavoro inutile dei lager è proprio la non funzionalità, l inutilità del dispositivo a garantirne l efficacia. Il boicottaggio insegna a scegliere a darsi criteri di scelta nello studio, nel amicizia un elemento essenziale perché è in proprio in questi ambiti che si insomma l ottundimento per ottenere i suoi risultati Questi sono gli elementi concreti di un dispositivo che prevede come figura in uscita il cittadino disubbidente Spazi di smarcamento, nascondimento, sottrazione alla ritualità che il dominio vuole imporre Tempi di pausa e di riflessione al interno dei quali si annida lo spirito critico in contrapposizione ai tempi ai tempi di risposta immediata e cieca che l ottundimento richiede Corpi che agiscono al interno del contesto della quotidianità come portatori di un esempio di disimpegno e di critica divenendo modelli incarnati di boicottaggio Linguaggi che scavano nella lingua del domini contrapponendole una lingua altra, che sa nominare con esattezza i dispositivi che smaschera e al contempo rifiuta a violenza della lingua del dominio.
Contro dispositivo di sabotaggio
Anche se i tre contro dispositivi che presentiamo non sono da intendere in modo meccanico come riferiti a tre dispositivi del dominio, anche se effettivamente ognuno dei tre nasce al interno del dispositivo al quale lo riferiamo Nei confronti del dispositivo di annientamento è possibile mettere in atto un dispositivo di sabotaggio, sabotare è un gesto molto più forte del boicottare, richiede una maggior attività e una conoscenza più precisa della situazione è portato avanti soprattutto da soggetti più vicini agli ingranaggi del dominio. È una forma di resistenza indiretta infatti chi la attua deve sempre valutare la questione di equilibri che gli viene posta davanti Esempi di sabotaggio Falsificando il numero dei deportati da inerire nei trasporti, in modo da salvarne alcuni, ovviamente erano coscienti che il loro lavoro era atto a favorire la deportazione, ma è altrettanto vero che la loro posizione gli permetteva di agire salvando vite Sabotaggi dei medici coinvolti nel programma eutanasia inserendo nomi di pazienti sani convinti che il programma era dedito a favorire la cura delle persone più gravi, questo fallimento mostra l’importanza di una conoscenza precisa dei meccanismi che si avviano al interno del dominio perché il sabotaggio possa essere efficace Anche la controinformazione è un buon contro dispositivo di sabotaggio, questa attività prevede la stampa di volantini, giornali clandestini A livello pedagogico il sabotaggio fa saltare il meccanismo di dominio con tutti i suoi effetti, idea trasmessa del dominio o si è con noi o contro è smentita dal fatto che si possano assumere ruoli di poter al interno del dominio e proprio per questo riuscire a sabotarli. A proposito di queste attività la domanda da fare non è più come hanno potuto gli uomini uccidere in questo modo, ma come hanno potuto opporsi a quello che stava accadendo. Il passo che hanno fatto è stato di pensare che se il dominio li considera un ingranaggio del meccanismo che voglio sabotare, invece di metter un cacciavite e bloccare la macchina, bocco me stesso e rendo inutile il mio lavoro. Il potere pedagogico della controinformazione risiede non solamente non tanto nella notizia in se quanto nel riabituare le persone a riformulare la domanda di senso e coltivare l’esercizio del dubbio. La straordinari forza pedagogica del attività clandestina è da rivelare soprattutto per quanto riguarda i giovani, infatti iniziano a chiedersi il perché di una determinata tecnologia e non solo del accontentarsi di come funziona, questo è il vero sabotaggio pedagogico perché vanifica lo sforzo del regime di cancellare le coscienze critiche e di far passare idea che la scienza e la tecnologie si giustificano da se stesse. La scuola è dunque il campo elettivo di battaglia tra i due dispositivi di addestramento e di sabotaggio. Questi sono gli elementi concreti di un dispositivo che prevede in uscita l attore sociale scaltrito che utilizza la sua vicinanza al regime per far saltare qualche ingranaggio. Spazi riscoperti delle loro faglie e nei loro recessi come possibili luoghi di agguato nei confronto del dominio Tempi ridefiniti e modificati in modo da far bloccare e mandare fuori giri la temporaneità proprie dei rituali del regime Corpi che ridefiniscono i loro gesti in un a continua opposizione consapevole con quanto viene richiesto loro dai dispositivi di addestramento Linguaggi di denuncia e di critica che facciano riscoprire il senso critico, il vorrei del dubbio e il senso potere del singolo Oggetti indagati nel loro valore di opposizione e di ribellione
Contro dispositivo si ristrutturazione
La shoah ci insegna che esiste una verità del oggetto, è oggettivamente vero che il vetro può rompersi come è oggettivamente vero che nei campi sono morte 6 milioni di persone. Si fa storia si studia storia perché il passato non è passato perché esso contiene dentro di se una verità non ancora chiara, fare storia significa correre in soccorso delle persone che sono state assassinate, non per farle tornare in vita ma per far sì che la loro morte non sia una morte inutile, che esse non siano morte per niente.
La pedagogia della testimonianza
La testimonianza nasce da una necessita etica e politica Testimoniare ha senso perché il tempo passa allontanandosi da noi gli eventi che pur avendo un effetto sulla nostra contemporaneità, rischiano di sfumare nel oblio Non sono solo gli esseri umani a testimoniare La parola umana di testimonianza va integrata con i dati e le prove, occorre allora contornare l esperienza di oggetti spazi, odori, sapori. La testimonianza necessita di un educazione sensoriale che scalzi la centralità della parola senza ovviamente cancellarla
L esperienza della shoah è cosi traumatizzante che nessuno deve essere obbligati a raccontare, molti sopravvissuti anche dopo decenni non ne vogliono parlare Nessuno dee essere obbligato ad ascoltare le testimonianze Nessuno può essere obbligato a vedere un film sulla shoah, l educazione al antirazzismo non passa necessariamente dalla testimonianza nonostante sia una parte importante. Occorre carde attenzione con cui si sceglie come presentare il percorso informativo sul olocausto Esiste dunque u educazione al ascolto delle testimonianze L’ascolto educativo opera confronti categorizzazioni analisi sintesi confronta una narrazione con l altra u esperienza con l altra e tutte quante con la propria esperienza di vita, è un ascolto fato di un misto di di ragione e sentimento Le testimonianze sono soggettive Dunque esse restituiscono un punto di vista sul esperienza non certo l’unico. Nei lager sono morte sei milioni d persone ma quante sono sei milioni? Come si fa a raccontare la loro storia? come il cinema sa bene il punto d accesso ai sei milioni è a partire dalla storia del singolo Le testimonianze cono frammentarie. Non esistono due persone che narrino la stessa esperienza allo stesso modo le testimonianze sono plurali la stessa persona narrerà la stessa esperienza in modo diverso ogni volta che la racconterà, educare attraverso l esperienza significa avere a che fare con frammenti della vira umana e dei tentativi di narrarla, tutto ciò non significa che i frammenti si equivalgono non significa che dono tutte uguali. Ce differenza fi grado tra la testimonianza della vittima e quella del carnefice Non è possibile mettere sullo stesso piano due narrazioni perché questo significa dimenticare che esse sono situate su gradi diverso rispetto al eventi Le testimonianze sono testi Le testimonianze son sottoposte come tutti i testi al sapere ermeneutico ossia al interpretazione, le testimonianze sono materie prime non possiamo pretendere da esse quasi magicamente dei risultati educativi, al contrario dobbiamo saperle interrogare utilizzarle in un a prospettiva pedagogica. Possono essere fonte di riconciliazione se vi è il perdono L’unico depositario del perdono è la vittima e visto che le vittime della shoah sono morte il perdono non potrà mai avvenire del tutto. L oblio filtrato dal assunzione di responsabilità e dalla richiesta di perdono non cancella la colpa m può fare i conti con essa in un a nuova identità. Crediamo che un percorso scolastico basato sulla testimonianza deve creare testimoni capaci di dire la loro parola di fronte al ingiustizia l la parola in virtù della quale la falsità si dilegua e la violenza scompare.
Le parole per dirlo
Tutta la cinematografia che ha cercato negli anni di raccontare la shoah non ha rappresentato neanche in minima parte l correre vissuto dai giudei, da questo deriva l insufficienza del linguaggio umano a dire l assurdo e l orrore, nonostante non si possa dire pienamente balbettare Auschwitz e un dovere verso le giovani generazioni. Se i tentativi di parlare la shoah mettono in cena la catastrofe del linguaggio, allora ben venga la crisi del linguaggio. Anche la poesia arriva ad uno scacco quando parla della shoah in quanto per sa natura cerca di dare il di più ma ad Auschwitz il di più non ce. Se un insegnante vuole proporre ai ragazzi un cronaca di vetta delle shoah si rivolge alle testimonianze e fa una scelta pedagogica ben precisa, se invece presenta un lettura di un testo svolge una scelta pedagogica del tutto differente, per quanto riguarda i testi bisogna prendere in considerazione che prendono come pretesto la shoah per dire qualcosa sulla vita, la shoah in questi libri agiscono come
elementi di ridefinizioni di questi temi alla luce del estremo costituito dai lager. Oggi sia di fronte ad un utilizzo tattico della della memoria, utilizzo che non possiamo ignorare e questo è avvenuto quando si è istituzionalizzata la giornata del ricordo. Oggi la giornata della memoria non basta più a fare della shoah e della riflessione u Auschwitz qualificante differenti dalle celebrazioni di altri massacri. L Idea dunque è di affidare alla giornata della memoria un a riflessione sul mondo dopo Auschwitz. Vorremmo che la giornata della memoria a partire da un a riflessione sul ieri, fosse soprattutto e sempre più un a sfida per interrogarsi sul ruolo del ente pubblico e dei servizi pubblici, se i rom ei sinti sono quelli che hanno pagato un prezzo altissimo nella shoah, è possibile celebrare il 27 gennaio senza interrogarsi sul razzismo. Perché come dice levi è successo e può succedere ancora, in questo caso ben vengano gli inizi shock e li approcci teatrali. La shoah non è stato un momento di irrazionalità un buco nero nella trionfante ragione dei lumi, è atto anche un prodotto della razionalità occidentale, questo non significa che la razionalità deve essere esclusa dal modo di comprenderlo. La cosa importante è far comprendere ai ragazzi che il discorso sulla memoria non a che fare solo con il passato, ma anche con il futuro. Fare memoria dunque non basta occorre dunque anche far fare memori a, trasformare i ragazzi e le ragazze in portatrici di memoria. L efficacia del discorso della shoah si vede quando i ragazzi smettono di occuparsi di shoah e iniziano ad occuparsi di altro, ossia denunciano attività illegali nei loro paesini ecc. La shoah si ricorda se viene tenuta a mente come riserva di energia mentre si lotta per un mondo nel quale il dominio sia sconfitto nelle sue forme più stutali e più aggiornate