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Elaborazione Cerebrale e Sistemi Sensoriali: Una Panoramica - Prof. Rumiati, Sbobinature di Neuroscienze

Una panoramica dettagliata sull'elaborazione cerebrale, esplorando le differenze tra elaborazione cosciente e non cosciente e le loro implicazioni. Vengono analizzate le funzioni della corteccia cerebrale, le asimmetrie emisferiche e i deficit di attenzione come il neglect. Anche i sistemi sensoriali, con particolare attenzione ai recettori della pelle, alla corteccia somatosensoriale e al sistema visivo, inclusi i meccanismi di percezione del colore e del movimento. Infine, vengono trattati i disturbi dell'elaborazione visiva superiore e il ruolo della corteccia orbitofrontale nell'elaborazione olfattiva, fornendo una visione completa e integrata dei processi sensoriali e cognitivi.

Tipologia: Sbobinature

2023/2024

In vendita dal 22/10/2025

Chiarachegia
Chiarachegia 🇮🇹

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EMOZIONI
Che cos’è un’emozione?
È una risposta coordinata e multicomponenziale a stimoli rilevanti peer l’organismo. Essa coinvolge
aspetti:
-Fisiologici
-Espressivi
-Comportamentali
-Cognitivi
Le emozioni hanno una funzione adattiva e si attivano rapidamente per facilitare il comportamento
in situazioni complesse o a rilevanza evolutiva.
Modello James-L’angelo.
L’emozione è la percezione dei cambiamenti corporei indotti da uno stimolo.
Ogni emozione corrisponde a un pattern fisiologico specifico.
Critiche:
-Le risposte fisiologiche non sono sempre specifiche per ciascuna emozione.
-Lesioni spinali non sempre eliminano l’esperienza emotiva.
-Non spiega l’emozione senza attivazione corporea marcata.
Modello Cannon-Bard.
Lo stimolo emotivo attiva simultaneamente la risposta fisiologica e l’esperienza emotiva.
L’elaborazione avviene a livello del talamo, che invia input sia alla corteccia che all’ipotalamo e
sistema autonomo.
Critiche:
-Sovrastima il ruolo del talamo come centro unico di elaborazione..
-Non spiega il ruolo delle valutazioni cognitive o del contesto.
-È troppo schematico per emozioni complesse.
Teoria a due fattori di schachter e stinger.
L’emozione è il risultato di due componenti:
1) Attivazione fisiologica generica
2) Valutazione cognitiva del contesto.
Esperimento: partecipanti a cui veniva iniettata adrenalina mostravano emozioni diverse a seconda
del contesto sociale, a conferma dell’importanza dell’interpretazione cognitiva.
Critiche:
-Difficoltà a spiegare emozioni automatiche o immediate
-L’attivazione fisiologica non è sempre necessaria o sufficiente.
Modello cognitivo di Lazarus.
Le emozioni derivano da un processo di valutazione cognitiva ( appraisal): l’individuo interpreta
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EMOZIONI

Che cos’è un’emozione? È una risposta coordinata e multicomponenziale a stimoli rilevanti peer l’organismo. Essa coinvolge aspetti:

  • Fisiologici
  • Espressivi
  • Comportamentali
  • Cognitivi Le emozioni hanno una funzione adattiva e si attivano rapidamente per facilitare il comportamento in situazioni complesse o a rilevanza evolutiva. Modello James-L’angelo. L’emozione è la percezione dei cambiamenti corporei indotti da uno stimolo. Ogni emozione corrisponde a un pattern fisiologico specifico. Critiche:
  • Le risposte fisiologiche non sono sempre specifiche per ciascuna emozione.
  • Lesioni spinali non sempre eliminano l’esperienza emotiva.
  • Non spiega l’emozione senza attivazione corporea marcata. Modello Cannon-Bard. Lo stimolo emotivo attiva simultaneamente la risposta fisiologica e l’esperienza emotiva. L’elaborazione avviene a livello del talamo, che invia input sia alla corteccia che all’ipotalamo e sistema autonomo. Critiche:
  • Sovrastima il ruolo del talamo come centro unico di elaborazione..
  • Non spiega il ruolo delle valutazioni cognitive o del contesto.
  • È troppo schematico per emozioni complesse. Teoria a due fattori di schachter e stinger. L’emozione è il risultato di due componenti:
  1. Attivazione fisiologica generica
  2. Valutazione cognitiva del contesto. Esperimento: partecipanti a cui veniva iniettata adrenalina mostravano emozioni diverse a seconda del contesto sociale, a conferma dell’importanza dell’interpretazione cognitiva. Critiche:
  • Difficoltà a spiegare emozioni automatiche o immediate
  • L’attivazione fisiologica non è sempre necessaria o sufficiente. Modello cognitivo di Lazarus. Le emozioni derivano da un processo di valutazione cognitiva ( appraisal): l’individuo interpreta

Lo stimolo in base a rilevanza, controllabilità, implicazioni personali 3 livelli di appraisal:

  1. Primario-> è rilevante per me? È una minaccia?
  2. Secondario-> ho le risorse per affrontarlo?
  3. Rivalutazione-> cambia la situazione? Critiche:
  • Richiede un’elaborazione cognitiva esplicita-> poco adatto a emozioni rapide o automatiche.
  • Difficile da testare sperimentalmente. Modello neurobiologico di LeDoux. Ha studiato i circuiti cerebrali della paura nei mammiferi, identificando due vie principali tra talamo e amigdala:
  1. Via bassa (talamo->amigdala) -> rapida, automatica, imprecisa. Permette risposte difensive immediate.
  2. Via alta (talamo->corteccia->amigdala). -> più lenta, elaborata, precisa. Permette una valutazione consapevole e contestualizzata dello stimolo. Antonio Dámaso e il ruolo del corpo nelle emozioni. Dámaso ha sostenuto che le emozioni influenzano i ragionamento e il comportamento decisionale attraverso i marcatori somatici -> segnali corporei associati a esiti positivi o negativi di esperienze passate.
  • Le emozioni non sono entità discrete ma si collocano su dimensioni: valenza e attivazione
    arousal. Teoria dell’evoluzione delle emozione di Darwin. L’espressione delle emozioni è il prodotto dell’evoluzione. Se forniscono un beneficio all’animale che le manifesta, hanno maggiori probabilità di evolversi e di potenziare la loro funzione comunicativa. Le emozioni primarie – Paul Ekman A prodotto un modello evoluzionistico delle emozioni, centrato su 6 mozioni primarie: gioia, rabbia, pura, tristezza, isgusto, sorpresa. Queste emozioni sono considerate:
  • Innate e universali.
  • Caratterizzate da espressioni facciali specifiche.
  • Indipendenti dalla cultura.
  • Associate a pattern fisiologici distinti. Critiche:
  • Evidenze culturali-> non sono sempre universalmente riconosciute.
  • Sottovalutazione dei processi cognitivi-> contano le attuazioni soggettive e il contesto.
  • Approccio troppo esenzialista.> le emozioni non sono reazioni universali e predefinite a stimoli specifici. Sono costruite nel momento, dall’interazione tra sistemi centrali e il contesto. Il cervello delle emozioni. Le emozioni emergono dall’interazione di più strutture cerebrali, molte delle quali fanno parte del cosiddetto sistema limbico:
  • Amigdala-> valutazione della salienza emotiva, soprattuto la paura.
  • Ippocampo-> contesto, memoria, modulazione emotiva.
  • Ipotalamo-> risposte fisiologiche.
  • Talamo-> smistamento rapido degli input sensoriali.
  • Corteccia cingolata-> integrazione tra emozione e cognizione. AMIGDALA Situata nel lobo temporale mediale.
  • Coinvolta nella valutazione rapida e automatica degli stimoli emotivamente rilevanti.
  • Cruciale per la risposta alla paura e al pericolo, ma attiva anche con stimoli positivi o intensi.
  • Funziona come un sistema di allerta pre-cosciente.
  • Coinvolta nel condizionamento alla paura e nell’apprendimento associativo.
  • Riceve input dal talamo e dalla corteccia e invia input a ipotalamo, tronco encefalico e corteccia pre frontale.

Implicazioni cliniche e comportamentali:

  • Rieducazione della risposta alla paura-> es: paziente SM
  • Deficit del riconoscimento di espressioni facciali di para e di disgusto.
  • Alterazioni nella salienza emotiva-> difficoltà a valutare la rilevanza di stimoli affettivi, sia positivi che negativi.
  • Ridotta attivazione autonoma in presenza di stimoli minacciosi. ÍNSULA Struttura corticale profonda, situata tra lobo temporale e frontale
  • Coinvolta nella percezione degli stimoli corporei interni.
  • Cruciale per emozioni legate al corpo: disgusto, nausea, dolore, empati.
  • Collega sensazioni viscerali con la coscienza dell’esperienza emotiva. CORTECCIA PREFRONTALE Parte della corteccia associativa anteriore, coinvolta in funzioni esecutive e affettive. Sede della regolazione volontaria delle emozioni: inibizione dir si poste impulsive rivalutazione cognitiva, pianificazione. Le sue principali sotto regioni:
  • Ventromediale (vmPFC)-> integra segnali emotivi e guida decisioni sociali e personali.
  • Dorso laterale (dlOFC) -> coinvolta nel controllo cognitivo e nella regolazione top-down dell’emozione.
  • Orbito frontale (OFC)-> valuta la valenza degli stimoli e guida l’apprendimento basato sula ricompensa. CORTECCIA CINGOLATA ANTERIORE Struttura della corteccia limpia, situata al di sopra del corpo calloso. Funzione onte tra sistemi cognitivi e affettivi: monitora conflitti, regola risposte emotive e comportamentali. Implicata in:
  • Attenzione selettiva agli stimoli emotivi
  • Elaborazione del dolore sociale
  • Empatia e motivazione
  • Monitoraggio dell’errore e inibizione della risposta. È attivo in compiti che richiedono controllo emotivo specialmente quando c’è un conflitto tra risposta automatica ed esigenza regolativa.

Secondo Daniel, il cosiddetto hard problem è in realtà un artefatto linguistico e metodologico derivante dal modo in cui in cui poniamo la domanda, più che da una reale frattura tra cervello ed esperienza. Livelli di consapevolezza. Per comprendere meglio la coscienza sono necessarie due considerazioni fondamentali:

  1. L'esperienza cocente non è realmente unitaria.-> Anche se ci appare coerente, in realtà convivono e non diversi livelli di consapevolezza.
  2. La maggior parte dell'elaborazione cerebrali avviene al di sotto della soglia della coscienza, senza che ne siamo consapevoli. Elaborazione cosciente e non cosciente. Elaborazione cosciente-> Comprendi i prodotti della visione, i contenuti della memoria breve termine hanno accesso i sistemi che stanno alla base dei resoconti verbali del pensiero razionale e dei processi decisionali. Elaborazione non cosciente-> Comprendere risposte autonomiche, le operazioni mentali connesse con la visione, il linguaggio e il controllo motorio, nonché i desideri ed eventuali ricordi repressi. Implicito \ esplicito. La differenza tra livelli di coscienza è stata osservata sia in individui sani sia in presenza di condizioni patologiche. Nei soggetti sani una prima distinzione emerge tra processi impliciti ed espliciti.
  • Implicito-> Al di fuori della nostra consapevolezza.
  • Esplicito -> Siamo pienamente consapevoli dei nostri processi mentali. Priming a livello comportamentale. Nel Priming, uno stimolo prime può influenzare la risposta a uno stimolo target, anche se non abbiamo controllo consapevole su questo effetto. In un compito di decisione lessicale dobbiamo decidere se una parola appartiene o meno al nostro vocabolario. Priming a livello neuronale. L'attivazione neurale nelle aree associate alle parole target risulta ridotta quando queste sono precedute da prime congruenti. Questo effetto è stato interpretato come facilitazione neurale, il cervello è preparato a riconoscere il target grazie all'attivazione precedente. Questo suggerisce che l'elaborazione implicita può attivare circuiti linguistici prima della consapevolezza. Global workspace theory Bernard Baars. Ha introdotto la teoria dello spazio di lavoro globale per spiegare l'addio alla coscienza. Secondo questa teoria, la coscienza consente a più network di cooperare e concorrere per risolvere problemi quali il recupero di specifiche informazioni dalla memoria recente. Global neuronal workspace theory Stan Dehaene. Ha approfondito il modello di Baars, suggerendo che le informazioni diventano coscienti quando la popolazione neurale che le rappresenta diventa il focus dell'attenzione top down.

L'attenzione amplifica la scarica neuronale fino a uno stato di attivazione coerente che coinvolge numerosi neuroni distribuiti su tutto il cervello. Quindi Stan suggerisce che questa disponibilità dell'informazione e del GNW è ciò che sperimentiamo come uno Stato cosciente. Studi di neuroimmagine dimostrano che:

  • Quando uno stimolo è cosciente, attiva un'ampia rete di aree cerebrali distribuite, rendendole informazioni disponibili a molteplici sistemi cognitivi.
  • Quando uno stimolo non è cosciente, l'attivazione resta confinata a zone specifiche e si esaurisce rapidamente senza diffondersi. Basi anatomiche della coscienza. La mente cosciente dipende principalmente da 3 strutture cerebrali: il tronco-encefalico, il talamo e la corteccia cerebrale. Tronco encefalico e talamo. La coscienza dipende dalle funzioni del tronco encefalico e del talamo. Su questo sistema si costruiscono livelli progressivamente complessi della coscienza. Corteccia cerebrale. la coscienza estesa dipende dalla corteccia cerebrale e fornisce ha un organismo, un elaborato senso del sé permette di costruire, a partire dalle memorie, esperienze future da collocare in un contesto storico temporale individuale. Cosa succede quando la coscienza si interrompe?
  • Coma e stati vegetativi-> condizioni in cui la vigilanza può persistere senza consapevolezza.
  • Neglect e blindisght-> esempi di percezione senza consapevolezza, o di assenza consapevole selettiva.
  • Pazienti con cervello diviso-> casi in cui la coscienza appare divisa, sfidando l’idea di un sè unificato.
  • Sonno.
  • Stati alterati e psichedelici-> modificano in modo profondo l'esperienza soggettiva, offrendo spunti su come l'attività neurale modella la coscienza. Livelli di arousal e coscienza.
  1. Sindrome di veglia aresposniva o stato vegetativo:
  • Risveglio dal coma con apertura occhi.
  • Comportamenti esclusivamente riflessi.
  • Non coscienti.
  1. Stato di minima coscienza:
  • Capacità di localizzare lo stimolo doloroso.
  • Movimenti intenzionali.
  • Coscienza minima.

Libero arbitrio. Tema filosofico e religioso che ha a che fare con la responsabilità dell'individuo. Il nostro cervello risponde a un certo anticipo rispetto a certe scelte che facciamo. Autocoscienza e animali. I ricercatori hanno trovato indizi della presenza della coscienza negli animali osservando l’uso di strumenti e i risultati dei test di autori conoscimento. È stato recentemente scoperto che gli scimpanzé comprendono anche il comportamento degli altri. MEMORIA Buffer sesnoriali. Gli stimoli provenienti dall'ambiente raggiungono il nostro cervello attraverso le diverse modalità. Prima di venire codificati nella MBT passano per un buffer sensoriale specifico per un particolare senso. MBT La MBT è un sistema che ha una capacità limitata ed è alimentato dai buffer sensoriali. Si distingue, una MBT propriamente detta è una memoria di lavoro. MLT Sono stati indicati i vari tipi di memoria a lungo termine. Distinguono una MLT dichiarativa da una MLT procedurale. Memoria dichiarativa:

  • È la memoria che riguarda fatti, informazioni acquisite con l'apprendimento.
  • Siamo consapevoli di queste memorie e possiamo farle riconoscere agli altri.
  • I test che valuta la memoria dichiarativa sono costituiti da richieste di informazioni specifiche, come una storia o una lista di parole. Memoria procedurale.:
  • Memoria relativa a procedure percettive o motorie che esternata direttamente dalla prestazione piuttosto che dal ricordo consapevole.
  • Esempi di memoria procedurale sono la memoria per l'abilità di esecuzione del compito di copia allo specchio. MLT dichiarativa.
  • Memoria episodica: E la memoria di tutti gli avvenimenti della nostra vita. Quando si ricorda un episodio specifico della propria vita.
  • Memoria semantica: È una memoria dichiarativa generalizzata, come la conoscenza del significato di una parola senza dover sapere da dove o quando essa è stata appresa. Memoria autobiografica.

Riguardo i ricordi che qualcuno ha della propria vita, gli eventi personali possono essere lenti, specifici o generali. Paziente HM. Aveva sofferto gli attacchi epilettici a partire dall'adolescenza, ma intorno ai 20 anni la sua epilessia divenne impossibile da controllare. Poiché si scoprì che le crisi epilettiche originavano dei lobi temporali, subì un intervento chirurgico con il quale vennero rimossi in buona parte bilateralmente. L'operazione risorse l'epilessia, ma procurò al paziente un deficit della formazione di nuove memorie. MBT preservata. Amnesia. Consiste in un grave deficit della memoria dovuta a una lesione acquisita in seguito a un incidente o una malattia. Può essere:

  • Anterograda-> Incapacità di formare nuove memorie successive del danno cerebrale. (Come il paziente HM).
  • Retrograda-> Perdita di memoria che si sono formate prima di una lesione acquisita. Nuova formulazione della memoria dichiarativa. La memoria dichiarativa sembra essere costituita da due processi interconnessi:
  • il recupero dell'oggetto di memoria nel contesto specifico in cui era stato presentato.
  • Il senso di familiarità con le caratteristiche di quell'oggetto. Aree associate al ricordo e familiarità nella scimmia. Il senso di familiarità è associato alla corteccia perirenale, Mentre il ricordo vero e proprio dell'oggetto, dipende dell'ippocampo. Nell'uomo, invece, le lesioni specifiche dell'ippocampo sembrano inficiare il ricordo vero e proprio, lasciando preservati gli aspetti basati sulla familiarità. Invece persone con lesioni chirurgiche della corteccia perirenale riportano deficit di familiarità. Paziente NB. Con un intervento chirurgico è stata rimossa selettivamente la maggior parte dell'amigdala e della fortezza a perirenale. Dopo l'operazione il senso della familiarità, il paziente NB risultava ridotto ai testi di memoria, nonostante la sua capacità di ricordo vero e proprio risultasse intatta. Sindrome di korsakoff. Questi pazienti mostrano un'amnesia anterograda per le memorie dichiarative. Riempiono i vuoti di memoria con falsificazioni che ritengono vere. Anatomia della sindrome di korsakoff. In questi pazienti di solito i corpi mammillari, il talamo dorso mediale sono danneggiati, mentre le strutture dei lobi. Murali, compreso l'ippocampo, sono intatti.

Grid cells (Moser). La vicina corteccia Entorinale ci sono due tipi di cellule che permettono l'animale di apprendere l'ambiente spaziale locale. Le Grid Sels scaricano Selettivamente, quando l'animale attraversa i punti di intersezione di una mappa a griglia astratta nell'ambiente locale, fungendo come un sistema innato di latitudine e longitudine. Boundary vector cells (moser). L'arrivo al perimetro della mappa spaziale locale è segnato dall'attivazione delle boundaries. Vector cells o border sells interinali. Memoria spaziale ed voluzione delle dimensioni dell’ippocampo. Paragoni tra il comportamento e l'anatomia cerebrale hanno rilevato che il modo di vivere di molte specie ha lasciato un segno nell'ippocampo. L'ippocampo delle scimmie contiene anche cellule di visione spaziale che rispondono alla parte dell'ambiente che la scimmia sta guardando. L'ippocampo negli uccelli. Mi sono specie di uccelli che nascondono scorte di cibo in luoghi diversi, questi uccelli hanno ippocampi più grande rispetto a quelli che non si. Portano così? Lesioni dell'ippocampo compromettono la capacità di questi uccelli di immagazzinare e ritrovare le scorte di cibo. Spazio e ippocampo nei mammiferi. Anche nei mammiferi si può notare una relazione tra la cognizione spaziale e le dimensioni dell'ippocampo. Il ratto canguro di Merriam nasconde il cibo in zone sparse come gli uccelli, infatti ha un ippocampo molto più grande di quello del ratto canguro dalla coda a bandiera. Meccanismi neurali della memoria. La maggior parte delle teorie attuali sulle basi cellulari dell'apprendimento si concentra sulla plasticità funzionale e strutturale delle sinapsi. I cambiamenti sinaptici che potrebbero immagazzinare informazioni possono essere misurati fisiologicamente. formazione di nuove sinapsi. La memoria a lungo termine possono richiedere cambiamenti del sistema nervoso così sostanziali da poter essere direttamente osservabili con il microscopio. O nuove sinapsi si possono formare e sinapsi senti possono essere eliminate come risultato dell'addestramento. L'addestramento può anche portare alla riorganizzazione delle connessioni sinaptiche. Long term potentiation (LTP). LTP può essere generato in animali coscienti e liberi di muoversi. La presenza di LTPin diverse specie Invertebrate e Vertebrate, suggerisce che si tratti di uno sviluppo evoluzionistico antico. La formazione può campale consiste in due strutture a forma di CA incastro, l'ippocampo stesso e il giro addentato insieme alla corteccia adiacente.

Ineuroscienziati distinguono tre principali divisioni: CA1, CA2, CA3. CA La LTP avviene in sinapsi che utilizzano il neurotrasmettitore eccitatorio glutammato e dipende da un sottotipo di recettore del glutammato noto come recettore NMDA. O il trattamento con sostanze che bloccano selettivamente questi recettori previene completamente nuove LTP.. I recettori post Sinaptici NMDA lavorano insieme a un sottotipo di recettori del glutammato, i recettori AMPA. AMPA + NMDA + LTP. Il glutammato viene rilasciato nelle sinapsi. I recettori ampa sia ttivano e depolarizzano la membrana postinaptiica. Questa depolarizzazione rimuove il blocco di magnesio dai recettori Nmda. Questi ultimi si attivano ed entra calcio. Il calcio attiva una cascata che rafforza la sinapsi, dove aumenta il numero di recettori AMPA e migliora la risposta della sinapsi a stimoli futuri. I deficit di memoria legati all'età hanno cause diverse.

- Deficit di codifica e di recupero.

- Deficit dei neuroni e\o di connessioni neurali.

- De problemi della neurotrasmissione colinergica.

Le persone anziani mostrano la migliore attivazione corticale rispetto ai soggetti più

giovani quando la codifica il recupero sono iniziati dal loro. Rispetto a quando sono forniti.

Perdita di neuroni o di connessioni neurali.

Il cervello perde gradualmente peso dopo i trent'anni alcune parti di esso, come la

corteccia frontale, perdono la porzione maggiore di volume o di peso rispetto ad altre parti.

Quindi deficit di memoria legati all'età potrebbero coinvolgere la perdita costante di sinapsi

e neuroni.

Problemi della Neurotrasmissione colinergica.

Due regioni sottocorticali, note come il complesso settale e il nucleo basale di Meynert

Forniscono molti input colinergici, all'ippocampo e alla corteccia.

I deficit di memoria della malattia di Alzheimer sembrano essere causati dalla perdita di

questi afferenti colinergici alla corteccia.

ATTENZIONE

Il processo per mezzo del quale selezioniamo o ci focalizziamo su uno o più stimoli specifici che verranno poi sottoposti a ulteriori elaborazioni e analisi.

Nell'attenzione volontaria siamo noi a decidere come spostare l'attenzione, come cioè direzionare in modo cosciente top down, l'attenzione verso specifici aspetti dell'ambiente secondo i nostri interessi e scopi. Attenzione riflessa. Eventi improvvisi o importanti che si verificano nell'ambiente possono catturare l'attenzione o distoglierla. Questo riorientamento volo involontario verso un certo evento improvviso o importante costituisce un esempio di attenzione e riflessa.. Essa viene considerata un processo bottom-up perché l'attenzione viene catturata e controllata da input sensoriale provenienti dai livelli più bassi del sistema nervoso. Strutture sottocorticali.

  • Collicolo speriore: le registrazioni delle singole cellule hanno dimostrato che questa struttura è implicata nel movimento degli occhi verso oggetti dell'attenzione, soprattutto quella esplicita.
  • Pulvinar: Costituisce circa il quarto posteriore del talamo negli esseri umani. È organizzato in modo retinotopico e condivide molte connessioni con il collicolo superiore. È molto importante per l'orientamento e lo spostamento dell'attenzione. Negligenza spaziale unilaterale. Si tratta di un disturbo della cognizione spaziale che insorge in seguito a una lesione cerebrale. Il paziente ha difficoltà a esplorare lo spazio controlaterale alla lesione e non è consapevole degli stimoli presenti in quella porzione di spazio esterno o corporeo e dei relativi disturbi funzionali. LINGUAGGIO Discipline che studiano il linguaggio.

- Fonologia: studio di come gli umani percepiscono e producono i suoni. -> fonemi: unita

minime su cui si comincia a costruire il linguaggio.

- Morfologia: studia come i segni si combinano in parole. -> morfema: unita minima. Es: a

una radice si aggiunge una desinenza. La fonologia porta con se un messaggio che riguarda il contenuto.

- Sintassi: componente che riguarda tutte le regole che servono per costruire le frasi. Es:

negazione…

- Semantica: pure contenuto. Studio del contenuto che però dipende dalla morfologia.

- Pragmatica: l’uso della lingua in un contesto. Si presta a degli studi di psicologia e

Neuroscienze sociali. Effetto McGurk. Quello che vediamo prevale su quello che sentiamo, a volte si percepisce un fonema intermedio. Anatomia del linguaggio. Prevalentemente elaborato nell’emisfero sinistro, ea di brocca, corteccia frontale superiore, area di wernike…

  • Ascolto dicotico: vantaggio orecchio destro per infromazioni verbali nei destrimani, vantaggio orecchio sinistro nei macini.
  • Musica: maggiore coinvolgimento dell’emisfero destro, ma orecchio assoluto lateralizzato a sinistra. Afasia. Un danno all’emisfero sinistro nel 90-95% dei casi causano un afasia. 25-50% dei casi di ictus colpisce il linguaggio parlato. Se un paziente ha difficoltà a parlare, ad esprimersi è probabile abbia un ictus o un emorragia cerebrale. Parafasie: parole scorrette che sembrano parole vere ma sono inventate; viene meno la fluenza, è un linguaggio meccanico, da robot. Bisogna sempre fare una valutazione qualitativa dei sintomi. L’afasia si accompagna spesso con: dislessia (deficit di lettura), agrafia (deficit di scrittura), deficit aprassico, cioè motorio. Tipi di afasie:
  • Afasia non fluente o di Broca. -> lesione parte infero-posteriore della corteccia frontale sinistra. Difficoltà nella produzione del linguaggio, meno nella comprensione. Linguaggio parlato, esitante, affannoso, difficoltà, lettura e scrittura.
  • Afasia fluente o di Wernicke. -> lesione, parte posteriore della corteccia temporale sinistra. Un viaggio parlato fluente, ma parafrasi e neologismi, deficit di denominazione, sintassi per preservata. Difficoltà nella comprensione uditiva o scritta.
  • Afasia globale. -> corteccia frontale temporale e parietale. Questi pazienti mantengono solo alcune espressioni emotive, usano poche parole, nessuna sintassi. TIPI DI DISLESSIA

1) Dislessia acquisita: quelle che sono delle manifestazioni che insorgono nell’adulto a causa

di lesioni che sono prodotte da qualche evento. (Ictus, emorragia, tumore..) queste lesioni interessano l’emisfero sinistro. Si manifesta in vario modo:

  • Lettera per lettera-> pazienti leggono una lettera per volta.
  • Profonda-> pazienti hanno difficolta a leggere parole astratte, producono errori semantici, si chiama profonda perché ha a che fare con il significato.
  • Superficiale-> riguarda alcune lingue ma non altre e dipende dalle caratteristiche di queste lingue, interessa aspetti del suono.
  • Neglett-> deficit di attenzione conseguente alla lesione dell’emisfero destro, prevalentemente del lobo parietale.
  1. Dislessia dello sviluppo: circa il 5% dei bambini ne soffre, è più frequente nei macini e nei maschi. Difficoltà di lettura , deficit di discriminazione destra sinistra e porta dei problemi di apprendimento e Memoria verbale. Effetti precoci della lingua materna:
  2. Le abilità linguistiche sono condizionate precocemente dalla lingua. C’è un vantaggio per la struttura ritmica della propria lingua. Esiste una predisposizione innata all’elaborazione del linguaggio, ma comincia la propria attività rispondendo a un contesto.

Sono risposte motorie automatiche e rapide a stimoli specifici, che richiedono il coinvolgimento cosciente. Questi meccanismo servono a protegger l’organismo e a garantire la stabilità posturale. I piani motori. Le azioni complesse richiedono una pianificazione anticipata. Il sistema motorio anticipa posizione, forma e distanza dell’oggetto per preparare il gesto più adatto. Elettromiografia. Registra l’attività elettrica prodotta dai muscoli scheletrici. La registrazione avviene tramite elettrodi cutanei applicati sulla pelle o elettrodi ad ago inseriti nel muscolo. Questa tecnica è utile per osservare la preparazione al movimento-> rileva l’attivazione muscolare prima che il movimento sia visibile, fornendo indicazioni sulla pianificazione motoria. Potenziali evocatori motori (MEP). Permettono di valutare la funzionalità del sistema nervoso motorio. Sono risposte misurabili a livello muscolare, generate dalla stimolazione elettrica o magnetica della corteccia motoria cerebrale o del midollo spinale. La tecnica consente di calcolare il tempo di conduzione motoria tra cervello e midollo spinale. Organizzazione del sistema motorio. Dal midollo spinale (controllo locale) alla corteccia motoria (controllo volontario). Coinvolgendo anche tronco encefalico, gangli della base e cervelletto. Effettori. Parti del corpo capaci di movimento. Gli effettori distali (mani, piedi) sono usati per movimenti fini, quelli prossimali (collo,trono) per la postura. Occhi, mascella, lingua e tratto vocale sono effettori specializzati per visione e linguaggio. Movimenti e muscoli. I movimenti derivano da variazioni dello stato dei muscoli, formati da fibre elastiche capaci di contrazione. Queste fibre si inseriscono nello scheletro tramite le articolazioni e sono organizzate in coppie antagoniste. Motoneuroni. Sono neuroni efferenti localizzati nel tronco-encefalico responsabili della trasmissione dei comandi motori dal sistema nervoso centrale ai muscoli scheletrici. Rappresentano l’unico canale attraverso cui il cervello e il midollo influenzano direttamente l’attività muscolare, motivo per cui sono definiti la via finale comune del controllo motorio. Si distinguono in 2 sottotipi:

  1. Motoneuroni alfa
  • innervano le fibre muscolari extrafusali.
  • Generano la contrazione muscolare volontaria
  1. Motoneuroni gamma.
  • Innervano le fibre intrafusali dei fusi neuromuscolari
  • Regolano la sensibilità propriocettiva e il tono muscolare. Acetilcolina. Tutti i motoneuroni somatici rilasciano Ach come unico neurotrasmettitore. Nel caso dei motoneuroni alfa CH causa la depolarizzazione della membrana e l’attivazione della contrazione muscolare volontaria. Nei motoneuroni gamma invece ACH modula la tensione del fuso e contribuisce alla regolazione propriocettiva e del tono muscolare. Riflesso di stiramento. Quando si verifica uno stiramento improvviso, il motoneurone alfa si attiva causando il ritorno del muscolo alla sua lunghezza originale. I riflessi permettono il mantenimento della stabilità posturale senza alcun coinvolgimento della corteccia. Il sesto senso: la propriocezione. Per muoversi in modo fluido e coordinato, il cervello deve monitorare costantemente lo stato dei muscoli e la posizione degli arti questa capacità si chiama propriocezione. Recettori propriocettivi. La propriocezione si basa su due tipi di recettori:
  • fusi neuromuscolari: rilevano l’allungamento del muscolo.
  • Organi tendinei del Golgi: rilevano la tensione generata durante la contrazione. Il fuso neuromuscolare. I fusi neuromuscolari contengono fibre intrafusali e sono affiancati da fibre extrafusali. Terminazioni sensoriali. Due tipi di terminazioni sensoriali trasmettono l’informazione:
  • Terminazioni primarie-> rispondono rapidamente allo stiramento e ne segnalano la velocità.
  • Terminazioni secondarie-> più sensibili alla fase statica di allungamento, indicano la lunghezza mantenuta del muscolo. Organi tendine i del Golgi. Questi recettori si trovano in corrispondenza della giunzione tra tendine muscolo. Registrano la tensione esercitata sul muscolo durante la contrazione. Proteggono il muscolo da danni e sovraccarichi, inibendo la contrazione se la tensione è eccessiva. Lesioni al midollo spinale. Le lesioni spinali possono derivare da traumi e compromettere il controllo motorio. Se la lesione è completa, si verifica paralisi e perdita dei riflessi sotto il livello della lesione. Se parziale, i riflessi possono diventare anomali per mancanza di modulazione corticale. Patologie dei motoneuroni - poliomielite.