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Neurotrasmettitori: i messaggeri chimici del sistema nervoso, Sbobinature di Anatomia

Neurotrasmettitori: i messaggeri chimici endogeni che permettono la comunicazione tra neuroni e cellule muscolari o ghiandolari. Funzionano a livello delle sinapsi chimiche, formate da terminale presinaptico, spazio sinaptico e membrana post-sinaptica. Neurotrasmettitori come glutamato, gaba, acetilcolina, dopamina, serotonina, istamina, norepinefrina e epinefrina agiscono escitatoria o inibitoria sulla membrana post-sinaptica, influenzando il sistema nervoso centrale e periferico.

Tipologia: Sbobinature

2018/2019

Caricato il 16/10/2019

jay-cueto
jay-cueto 🇮🇹

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NEUROTRASMETTITORI
I neurotrasmettitori sono messaggeri chimici endogeni, di cui si avvalgono le cellule del sistema per
comunicare tra loro o per stimolare cellule di tipo muscolare o ghiandolare. Per quanto concerne il loro
funzionamento, i neurotrasmettitori agiscono a livello delle sinapsi chimiche. Le sinapsi chimiche sono i siti
di contatto funzionale tra due neuroni o tra un neurone e un altro genere di cellula. Una classica sinapsi
chimica consta di tre componenti fondamentali, poste in serie:
Il terminale presinaptico del neurone da cui provengono le informazioni nervose. Il neurone in
questione è detto anche neurone presinaptico;
Lo spazio sinaptico, ossia lo spazio di separazione tra le due cellule protagoniste della sinapsi.
Risiede al di fuori delle membrane cellulari.
La membrana post-sinaptica del neurone, della cellula muscolare o della cellula ghiandolare a cui
devono giungere le informazioni nervose. Che sia un neurone, una cellula muscolare o una cellula
ghiandolare, l'unità cellulare a cui appartiene la membrana post-sinaptica prende il nome di elemento
post-sinaptico.
A La sinapsi chimica che unisce un neurone a una cellula muscolare è nota anche come giunzione
neuromuscolare o placca motrice.
I neurotrasmettitori rimangono confinati all'interno delle vescicole intracellulari, fino a che non sopraggiunge
un segnale di origine nervosa capace di stimolare il rilascio delle vescicole stesse dal neurone contenitore.
Il rilascio delle vescicole ha luogo in prossimità del terminale presinaptico del neurone contenitore e
comporta la fuoriuscita dei neurotrasmettitori nello spazio sinaptico. Nello spazio sinaptico, i
neurotrasmettitori sono liberi di interagire con la membrana post-sinaptica della cellula nervosa, muscolare
o ghiandolare, posta nelle immediate vicinanze e facente parte della sinapsi chimica. L'interazione tra
neurotrasmettitori e membrana post-sinaptica è possibile grazie alla presenza, su quest'ultima, di proteine
particolari, chiamate propriamente recettori di membrana. Il contatto tra i neurotrasmettitori e i recettori di
membrana tramuta il segnale nervoso iniziale (quello che ha stimolato il rilascio delle vescicole
intracellulari) in una risposta cellulare ben specifica. Per esempio, la risposta cellulare prodotta
dall'interazione tra i neurotrasmettitori e la membrana post-sinaptica di una cellula muscolare può consistere
nella contrazione del tessuto muscolare a cui la suddetta cellula appartiene. A conclusione di questo quadro
schematico di come funzionano i neurotrasmettitori, è importante riportare il seguente ultimo aspetto: la
risposta cellulare specifica di cui si parlava poc'anzi dipende dal tipo di neurotrasmettitore e dal tipo di
recettori presenti sulla membrana post-sinaptica.
La risposta cellulare indotta dai neurotrasmettitori, a livello della membrana post-sinaptica, può essere
eccitatoria o inibitoria.
Una risposta eccitatoria è una reazione atta a promuovere la creazione di un impulso nervoso
nell'elemento post-sinaptico.
Una risposta inibitoria, invece, è una reazione atta a inibire la creazione di un impulso nervoso
nell'elemento post-sinaptico.
Tra i più celebri neurotrasmettitori meritano una citazione:
Il GLUTAMMATO. È il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale:
secondo quanto affermano i neurobiologi, ne farebbero uso più del 90% delle cosiddette sinapsi
eccitatorie. Accanto alla sua funzione eccitatoria, il glutammato è coinvolto anche nei processi di
apprendimento (apprendimento inteso come processo di archiviazioni di dati nel cervello) e
memoria.
Il GABA. È il principale neurotrasmettitori inibitorio del sistema nervoso centrale: in base agli
ultimi studi di biologia, ne farebbero uso circa il 90% delle cosiddette sinapsi inibitorie. Per le sue
proprietà inibitorie, il GABA è uno dei principali bersagli dei farmaci sedativi e tranquillanti.
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NEUROTRASMETTITORI

I neurotrasmettitori sono messaggeri chimici endogeni, di cui si avvalgono le cellule del sistema per comunicare tra loro o per stimolare cellule di tipo muscolare o ghiandolare. Per quanto concerne il loro funzionamento, i neurotrasmettitori agiscono a livello delle sinapsi chimiche. Le sinapsi chimiche sono i siti di contatto funzionale tra due neuroni o tra un neurone e un altro genere di cellula. Una classica sinapsi chimica consta di tre componenti fondamentali, poste in serie:

  • (^) Il terminale presinaptico del neurone da cui provengono le informazioni nervose. Il neurone in questione è detto anche neurone presinaptico;
  • Lo spazio sinaptico , ossia lo spazio di separazione tra le due cellule protagoniste della sinapsi. Risiede al di fuori delle membrane cellulari.
  • La membrana post-sinaptica del neurone, della cellula muscolare o della cellula ghiandolare a cui devono giungere le informazioni nervose. Che sia un neurone, una cellula muscolare o una cellula ghiandolare, l'unità cellulare a cui appartiene la membrana post-sinaptica prende il nome di elemento post-sinaptico.

A La sinapsi chimica che unisce un neurone a una cellula muscolare è nota anche come giunzione neuromuscolare o placca motrice.

I neurotrasmettitori rimangono confinati all'interno delle vescicole intracellulari, fino a che non sopraggiunge un segnale di origine nervosa capace di stimolare il rilascio delle vescicole stesse dal neurone contenitore.

Il rilascio delle vescicole ha luogo in prossimità del terminale presinaptico del neurone contenitore e comporta la fuoriuscita dei neurotrasmettitori nello spazio sinaptico. Nello spazio sinaptico, i neurotrasmettitori sono liberi di interagire con la membrana post-sinaptica della cellula nervosa, muscolare o ghiandolare, posta nelle immediate vicinanze e facente parte della sinapsi chimica. L'interazione tra neurotrasmettitori e membrana post-sinaptica è possibile grazie alla presenza, su quest'ultima, di proteine particolari, chiamate propriamente recettori di membrana. Il contatto tra i neurotrasmettitori e i recettori di membrana tramuta il segnale nervoso iniziale (quello che ha stimolato il rilascio delle vescicole intracellulari) in una risposta cellulare ben specifica. Per esempio, la risposta cellulare prodotta dall'interazione tra i neurotrasmettitori e la membrana post-sinaptica di una cellula muscolare può consistere nella contrazione del tessuto muscolare a cui la suddetta cellula appartiene. A conclusione di questo quadro schematico di come funzionano i neurotrasmettitori, è importante riportare il seguente ultimo aspetto: la risposta cellulare specifica di cui si parlava poc'anzi dipende dal tipo di neurotrasmettitore e dal tipo di recettori presenti sulla membrana post-sinaptica.

La risposta cellulare indotta dai neurotrasmettitori, a livello della membrana post-sinaptica, può essere eccitatoria o inibitoria.

  • Una risposta eccitatoria è una reazione atta a promuovere la creazione di un impulso nervoso nell'elemento post-sinaptico.
  • Una risposta inibitoria , invece, è una reazione atta a inibire la creazione di un impulso nervoso nell'elemento post-sinaptico.

Tra i più celebri neurotrasmettitori meritano una citazione:

  • Il GLUTAMMATO. È il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale: secondo quanto affermano i neurobiologi, ne farebbero uso più del 90% delle cosiddette sinapsi eccitatorie. Accanto alla sua funzione eccitatoria, il glutammato è coinvolto anche nei processi di apprendimento (apprendimento inteso come processo di archiviazioni di dati nel cervello) e memoria.
  • Il GABA. È il principale neurotrasmettitori inibitorio del sistema nervoso centrale: in base agli ultimi studi di biologia, ne farebbero uso circa il 90% delle cosiddette sinapsi inibitorie. Per le sue proprietà inibitorie, il GABA è uno dei principali bersagli dei farmaci sedativi e tranquillanti.
  • L'ACETILCOLINA. È un neurotrasmettitore con funzione eccitatoria sui muscoli: nelle giunzioni neuromuscolari, infatti, la sua presenza mette in moto quei meccanismi che contraggono le cellule dei tessuti muscolari interessati. Oltre ad agire a livello muscolare, l'acetilcolina influenza anche il funzionamento degli organi controllati dal cosiddetto sistema nervoso autonomo. La sua influenza a livello del sistema nervoso autonomo può essere sia di tipo eccitatorio sia di tipo inibitorio.
  • La DOPAMINA. Appartenente alla famiglia delle catecolamine, è un neurotrasmettitore che svolge numerose funzioni, sia a livello del sistema nervoso centrale, sia a livello del sistema nervoso periferico. A livello del sistema nervoso centrale, la dopamina partecipa a: il controllo del movimento, la secrezione dell'ormone prolattina, il controllo delle capacità motorie, i meccanismi di ricompensa e piacere, il controllo delle capacità di attenzione, il meccanismo del sonno, il controllo del comportamento, il controllo di alcune funzioni cognitive, il controllo dell'umore e, infine, i meccanismi alla base dell'apprendimento. A livello del sistema nervoso periferico, invece, agisce come: vasodilatatore, stimolante dell'escrezione del sodio, fattore favorente la motilità intestinale, fattore che riduce l'attività linfocitaria e, per finire, fattore che riduce la secrezione di insulina.
  • La SEROTONINA. È un neurotrasmettitore presente soprattutto a livello intestinale e, anche se in misura ridotta rispetto alle cellule dell'intestino, nei neuroni del sistema nervoso centrale. Dagli effetti inibitori, la serotonina sembrerebbe regolare l'appetito, il sonno, i processi di memoria e apprendimento, la temperatura corporea, l'umore, alcuni aspetti del comportamento, la contrazione muscolare, alcune funzioni del sistema cardiovascolare e alcune funzioni del sistema endocrino. Dal punto di vista patologico, sembrerebbe aver un ruolo nello sviluppo della depressione e delle malattie affini. Ciò spiega l'esistenza in commercio dei cosiddetti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, farmaci antidepressivi usati per la cura delle forme depressive più o meno gravi.
  • L'ISTAMINA. È un neurotrasmettitore con sede prevalente nel sistema nervoso centrale, precisamente a livello dell'ipotalamo e dei mastociti presenti nell'encefalo e nel midollo spinale.
  • La NOREPINEFRINA e L'EPINEFRINA. La norepinefrina si concentra soprattutto a livello del sistema nervoso centrale e ha il compito di mobilitare cervello e corpo per l'azione (ha quindi effetto eccitatorio). Per esempio, a livello cerebrale, favorisce l'eccitazione, la vigilanza, la concentrazione e i processi di memoria; nel resto del corpo, aumenta la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, stimola il rilascio di glucosio dai punti di stoccaggio, aumenta il flusso di sangue ai muscoli scheletrici, riduce il flusso di sangue al sistema gastrointestinale e promuove lo svuotamento di vescica e intestino. L'epinefrina è presente, in larga misura, nelle cellule delle ghiandole surrenali e, in quantità ridotte, a livello del sistema nervoso centrale. Questo neurotrasmettitore ha effetti eccitatori e partecipa a processi quali: l'incremento del sangue ai muscoli scheletrici, l'aumento della frequenza cardiaca e la dilatazione delle pupille. Sia la norepinefrina che l'epinefrina sono neurotrasmettitori derivanti dalla tirosina.