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NIGERIA approfondimenti, Appunti di Geografia

NIGERIA - STORIA DELLA NIGERIA - POSIZIONE GEOGRAFICA - CLIMA

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 02/03/2022

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NIGERIA
Nigeria Stato dell’Africa occidentale, bagnato a S dal Golfo di Guinea e confinante con il
Niger a N, il Ciad a NE, il Camerun a E, il Benin a O.
1. Caratteristiche fisiche
Il territorio, che si estende in larga parte nel bacino idrografico del fiume Niger e in quello del
Benue, suo affluente, presenta aspetti morfologici differenti a seconda delle regioni. La
sezione centro-settentrionale è occupata da un vasto tavolato, che fa parte integrante delle
strutture tabulari dell’Africa guineana, movimentato da numerosi solchi vallivi. A NE degrada
lentamente verso il Lago Ciad, mentre a S e a SO è delimitato, rispettivamente, dalle valli
del Benue e del Niger; la sua altitudine media è di 1250 m s.l.m. Quanto a struttura
geologica, è costituito da un basamento cristallino precambriano, parzialmente coperto da
formazioni vulcaniche cenozoiche le quali, nella parte centrale, danno vita all’altopiano di
Bauchi (1781 m). La sezione meridionale, invece, presenta altitudini meno pronunciate; nel
suo ambito, però, si distinguono i territori a O del Niger, caratterizzati dall’alternanza di rilievi
granitici e di colline boscose dalle forme addolcite, da quelli a E del corso d’acqua, formati
dalle propaggini occidentali dei rilievi del Camerun settentrionale. Lungo la costa, infine, con
una profondità di 60-70 km, si apre una pianura alluvionale, comprendente il vasto e
intricatissimo delta del Niger (ca. 25.000 km2) e orlata, al pari di tutto il litorale guineano, da
lagune e barre sabbiose.
La posizione, tra l’Equatore e il Tropico del Cancro, la considerevole estensione in latitudine
(ca. 10°) e la crescente distanza dal mare fanno sì che il clima della N. vari sensibilmente in
senso N-S. Nella fascia litoranea, costantemente battuta dai venti umidi provenienti dal
Golfo di Guinea, si hanno condizioni climatiche di tipo equatoriale, con temperature sempre
elevate (25-26 °C) e precipitazioni abbondanti (ca. 2500 mm annui) che si protraggono per
tutto l’anno, pur raggiungendo la massima intensità in primavera e in autunno. Nelle regioni
interne, a mano a mano che crescono la latitudine e la distanza dal mare, diminuisce
l’influenza dei venti meridionali, mentre aumenta, fino a divenire dominante, quella
dell’harmattan, vento asciutto d’origine continentale; di conseguenza, si accentuano le
oscillazioni termiche stagionali e le precipitazioni tendono progressivamente a diminuire (fino
a ridursi a meno di 500 mm annui nei territori settentrionali), risultando inoltre concentrate in
due brevi periodi, coincidenti con l’inizio e la fine della stagione estiva.
PUBBLICITÀ
Prescindendo dalle regioni nord-orientali e da parte di quelle meridionali, che tributano,
rispettivamente, al Lago Ciad (del quale appartiene alla N. la sponda sud-occidentale) e
direttamente al Golfo di Guinea, il territorio nigeriano è drenato dal Niger e dal Benue, i cui
regimi, strettamente legati a quello delle piogge, sono caratterizzati da piene estive e da
magre invernali. A differenza del Benue, che ha un profilo regolare, il Niger ha un percorso
accidentato, pur risultando navigabile nel tratto nigeriano; nella zona deltizia si suddivide in
una moltitudine di rami che, attraversando un territorio cosparso di palme da olio, vengono
detti oil rivers. Strettamente legato all’intensità delle piogge, il manto vegetale è rigoglioso
nelle regioni meridionali, mentre all’interno si fa progressivamente più povero. In prossimità
del mare, quindi, domina la foresta sempreverde di tipo equatoriale, bordata, sulla costa, da
vaste formazioni di mangrovie e comprendente, nelle aree meno umide, essenze
caducifoglie; a essa subentra la savana, interrotta qua e là da macchie boschive (savana
arborata) e, lungo i fiumi, dalla foresta a galleria; nel N, infine, scompaiono gli alberi, fatta
eccezione per alcune essenze xerofile come il baobab, mentre la coltre erbosa si fa meno
ricca e compatta.
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NIGERIA

Nigeria Stato dell’Africa occidentale, bagnato a S dal Golfo di Guinea e confinante con il Niger a N, il Ciad a NE, il Camerun a E, il Benin a O.

  1. Caratteristiche fisiche Il territorio, che si estende in larga parte nel bacino idrografico del fiume Niger e in quello del Benue, suo affluente, presenta aspetti morfologici differenti a seconda delle regioni. La sezione centro-settentrionale è occupata da un vasto tavolato, che fa parte integrante delle strutture tabulari dell’Africa guineana, movimentato da numerosi solchi vallivi. A NE degrada lentamente verso il Lago Ciad, mentre a S e a SO è delimitato, rispettivamente, dalle valli del Benue e del Niger; la sua altitudine media è di 1250 m s.l.m. Quanto a struttura geologica, è costituito da un basamento cristallino precambriano, parzialmente coperto da formazioni vulcaniche cenozoiche le quali, nella parte centrale, danno vita all’altopiano di Bauchi (1781 m). La sezione meridionale, invece, presenta altitudini meno pronunciate; nel suo ambito, però, si distinguono i territori a O del Niger, caratterizzati dall’alternanza di rilievi granitici e di colline boscose dalle forme addolcite, da quelli a E del corso d’acqua, formati dalle propaggini occidentali dei rilievi del Camerun settentrionale. Lungo la costa, infine, con una profondità di 60-70 km, si apre una pianura alluvionale, comprendente il vasto e intricatissimo delta del Niger (ca. 25.000 km2) e orlata, al pari di tutto il litorale guineano, da lagune e barre sabbiose. La posizione, tra l’Equatore e il Tropico del Cancro, la considerevole estensione in latitudine (ca. 10°) e la crescente distanza dal mare fanno sì che il clima della N. vari sensibilmente in senso N-S. Nella fascia litoranea, costantemente battuta dai venti umidi provenienti dal Golfo di Guinea, si hanno condizioni climatiche di tipo equatoriale, con temperature sempre elevate (25-26 °C) e precipitazioni abbondanti (ca. 2500 mm annui) che si protraggono per tutto l’anno, pur raggiungendo la massima intensità in primavera e in autunno. Nelle regioni interne, a mano a mano che crescono la latitudine e la distanza dal mare, diminuisce l’influenza dei venti meridionali, mentre aumenta, fino a divenire dominante, quella dell’harmattan, vento asciutto d’origine continentale; di conseguenza, si accentuano le oscillazioni termiche stagionali e le precipitazioni tendono progressivamente a diminuire (fino a ridursi a meno di 500 mm annui nei territori settentrionali), risultando inoltre concentrate in due brevi periodi, coincidenti con l’inizio e la fine della stagione estiva. PUBBLICITÀ Prescindendo dalle regioni nord-orientali e da parte di quelle meridionali, che tributano, rispettivamente, al Lago Ciad (del quale appartiene alla N. la sponda sud-occidentale) e direttamente al Golfo di Guinea, il territorio nigeriano è drenato dal Niger e dal Benue, i cui regimi, strettamente legati a quello delle piogge, sono caratterizzati da piene estive e da magre invernali. A differenza del Benue, che ha un profilo regolare, il Niger ha un percorso accidentato, pur risultando navigabile nel tratto nigeriano; nella zona deltizia si suddivide in una moltitudine di rami che, attraversando un territorio cosparso di palme da olio, vengono detti oil rivers. Strettamente legato all’intensità delle piogge, il manto vegetale è rigoglioso nelle regioni meridionali, mentre all’interno si fa progressivamente più povero. In prossimità del mare, quindi, domina la foresta sempreverde di tipo equatoriale, bordata, sulla costa, da vaste formazioni di mangrovie e comprendente, nelle aree meno umide, essenze caducifoglie; a essa subentra la savana, interrotta qua e là da macchie boschive (savana arborata) e, lungo i fiumi, dalla foresta a galleria; nel N, infine, scompaiono gli alberi, fatta eccezione per alcune essenze xerofile come il baobab, mentre la coltre erbosa si fa meno ricca e compatta.
  1. Popolazione La N. è abitata da più di 250 gruppi etnici che, differenti quanto a sviluppo socio-culturale ed economico, convivono in equilibrio precario, causa di un perenne stato di tensione. I gruppi più numerosi e politicamente influenti sono gli Haussa e gli Yoruba, entrambi popoli sudanesi, gli Ibo, popolo semibantu, e i Fulbe, localmente chiamati Fulani; tra i gruppi di minore consistenza si segnalano i Kanuri (4%), stanziati nel bacino del Lago Ciad, gli Ibibio (3,5%) e i Tiv (2,5%). Gli Haussa e i Fulbe (rispettivamente il 21% e il 9% del totale) vivono nei territori settentrionali: i primi sono coltivatori e allevatori, intraprendenti commercianti e abili artigiani; gli altri si dedicano all’agricoltura e, soprattutto, all’allevamento dei bovini. Gli Ibo (13%), stanziati nella zona deltizia del Niger e nella sezione sud-orientale del paese, sono assai più evoluti in senso economico-commerciale e aperti agli influssi del mondo occidentale; caratteristiche simili hanno gli Yoruba (21%) che, diffusi nelle regioni sud-occidentali, costituiscono la maggioranza della popolazione di Lagos, dove si dedicano al commercio, alle libere professioni e alla pubblica amministrazione. La N. è lo stato più popoloso dell’Africa, e include più di un ottavo della popolazione del continente sul 4% della sua superficie. L’incremento demografico, dopo il conseguimento dell’indipendenza, si mantenne per molti anni intorno al 3% provocando un vertiginoso aumento della popolazione, che si è quasi quintuplicata nei sei decenni successivi al 1950. Solo dopo il 2000 l’incremento si è andato abbassando: era di poco superiore al 2% nel
  2. La natalità (37‰) resta molto elevata, mentre la mortalità è scesa al 17‰. La durata della vita media (46,5 anni) denuncia le precarie condizioni socioeconomiche della maggior parte della popolazione, e il reddito medio pro capite ufficiale di 2000 dollari (a parità di potere d’acquisto) è scarsamente significativo, dati i grandi squilibri esistenti. La distribuzione degli abitanti varia sensibilmente a seconda delle regioni, facendo registrare i massimi addensamenti negli Stati sud-occidentali, dove si trovano molte importanti città: l’ex capitale, Lagos, e poi Ibadan, Ogbmosho, Ilorin, Oshogbo ecc.; al di fuori di quest’area, comunque, si contano altri diversi centri urbani d’un certo rilievo, tra i quali, per importanza economica, spiccano Port Harcourt, nella zona deltizia, e Kano, all’interno, quasi al confine con il Niger. Nel complesso la popolazione urbana ammonta a oltre il 48% del totale, una percentuale altissima per l’Africa a sud del Sahara; si tratta di un fenomeno che, già presente all’arrivo degli Europei, si è via via accentuato e non accenna ad arrestarsi. L’agglomerazione urbana di Lagos, tuttora il massimo centro economico della N. e la più popolosa metropoli dell’Africa a S del Sahara, contava 10 milioni di ab. nel 2007. Alla congestione di questa mostruosa conurbazione, oltre che a motivi economico-politici, si deve il trasferimento della capitale ad Abuja (450.000 ab. nel 2003), edificata, sulla base di un progetto urbanistico globale, quasi al centro del paese. La varietà del quadro culturale trova riscontro nella grande quantità di idiomi locali (oltre 200) usati accanto all’inglese (lingua ufficiale), tra i quali i dialetti delle tre etnie dominanti fungono da lingue veicolari. L’islamismo (50%) prevale tra le popolazioni arabizzate del Nord e trova diffusione anche tra gli Yoruba del Sud-ovest. Il cristianesimo (40%) è la religione più diffusa nelle regioni meridionali, che hanno risentito più intensamente della colonizzazione. La crescente diffusione dell’islamismo è fonte di forti contrasti di carattere religioso, che si mescolano, aggravandoli, ulteriormente, ai già ricordati contrasti etnici. L’animismo tradizionale (10%) trova proseliti soprattutto nella regione centrale.
  3. Condizioni economiche L’economia precoloniale, dopo l’abolizione del commercio degli schiavi, venne indirizzata dagli Inglesi verso un’agricoltura di piantagione differenziata per fasce climatiche (olio di

petrolio si trovano a Warri, Kaduna, Port Harcourt. Circa il 40% dell’energia prodotta è di origine idrica, proveniente dalla grande centrale annessa alla diga di Kainji, sul fiume Niger. Dalle miniere dell’altopiano di Jos si estraggono stagno e columbite, minerale dal quale si ricava il niobio, metallo raro usato per leghe speciali (80% della produzione mondiale). Il settore industriale, erede di un antico e solido artigianato, era sorto già prima della Seconda guerra mondiale, ma si è sviluppato dopo l’indipendenza, grazie soprattutto a due circostanze favorevoli: la varietà delle risorse naturali e l’esistenza di un vasto mercato interno. Mentre gli stabilimenti sorti anteriormente al conflitto riguardavano per lo più la prima lavorazione dei minerali e la produzione di olio, in seguito il ramo prevalente è diventato quello manifatturiero. Oltre alle industrie agroalimentari (zuccherifici, oleifici, impianti conservieri) e tessili (cotonifici) sono presenti i comparti petrolifero, petrolchimico, chimico (fertilizzanti), siderurgico, metallurgico, della carta e del legno, nonché stabilimenti per l’assemblaggio di componenti importati, cementifici ecc. Nonostante il basso costo della manodopera, l’industria nigeriana ha un basso grado di competitività, anche a causa dell’elevata propensione del paese a ricorrere alle importazioni, in ragione della cronica sopravvalutazione della moneta locale. Parallelamente all’avvaloramento delle risorse minerarie e all’industrializzazione, a partire dall’indipendenza si è provveduto al potenziamento delle vie di comunicazione, non adeguate alle accresciute esigenze del paese. La rete ferroviaria, costruita a suo tempo dall’amministrazione britannica e successivamente ampliata, consiste in due linee principali che muovono, rispettivamente, da Lagos e da Port Harcourt: la prima raggiunge Kaduna, nel cuore del paese, proseguendo poi per Kano e le estreme regioni settentrionali; l’altra s’innesta nella precedente a Kaduna, ma da essa si stacca un lungo ramo che, attraversando la zona mineraria di Jos, si spinge in direzione NE fin quasi al Lago Ciad. Un andamento simile hanno le principali strade, che a N proseguono oltre il confine con il Niger, mentre a NE penetrano nel Camerun e nel Ciad. Nel complesso la rete stradale ha un’estensione di oltre 190.000 km (30.000 dei quali asfaltati) e risulta particolarmente fitta nella popolosa regione sud-occidentale. Un notevole contributo ai collegamenti interni è fornito dalla navigazione fluviale sul Niger e sul Benue. Strade e ferrovie uniscono l’interno del paese ai due maggiori porti: Lagos, di gran lunga il più importante per la varietà delle merci imbarcate e sbarcate, e Port Harcourt che, con il vicino scalo petrolifero di Bonny, lavora soprattutto per l’esportazione. Lagos è anche sede di un aeroporto internazionale (Ikeja); per i collegamenti interni una funzione di primo piano svolge anche lo scalo di Kano.