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Nuclear weapons and foreign policy, Schemi e mappe concettuali di Filosofia Politica

Riassunto del libro Nuclear weapons and foreign policy

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 02/05/2023

nicolo-iannantuoni
nicolo-iannantuoni 🇮🇹

4.1

(21)

20 documenti

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NUCLEAR WEAPONS AND FOREIGN POLICY
Scritto nel 1968
1. The challenge of nuclear age
Soviet doctrine rejects the harmony between different social systems so the only way to affect
USSR action is to possess a superior force
La distruttività e la velocità delle armi moderne hanno posto fine all’invulnerabilità degli USA e la
polarizzazione del potere (US-USSR) ha ridotto la sicurezza (p.5)
In passato una potenza avrebbe conquistato territori per raggiungere la stessa potenza di un attore
competitore. Invece aver eliminato il monopolio nucleare degli US ha portato USSR in una
posizione di parità con molta maggiore efficacia. (p.6)
La sfida dell’era nucleare è che ora l’efficacia di un’arma non sta nell’eguagliare l’arma omologa
dell’avversario ma nell’efficacia di esecuzione del suo compito strategico
L’aumento della difficoltà tecnica di gestione delle armi ha posto in secondo piano la dottrina
strategica al punto che si è sviluppata la nozione secondo cui “la strategia è identica all’analisi
tecnica di sistemi di armi” p. 14
2. The Dilemma of American Security
The lessons of history are contingent
American military thinking dilemma can be defined “as the conflict between the quest for absolute
answers and the risks of the nuclear age, between the realization that we have become infinitely
vulnerable and our rebellion against it” p. 16
The basic strategic problem of the nuclear age “Is it possible to find intermediate application for
our military strength. Our strategic thinking can develop concepts of war which bring power into
balance with the willingness to use it?” p. 20
La mentalità militare statunitense nell’immediato dopoguerra considerava la possibilità di una
ulteriore guerra come una “all-out war”, che sarebbe necessariamente iniziata con un attacco a
sorpresa al territorio americano dal momento che l’Unione sovietica non avrebbe raggiunto una
potenza nucleare sufficiente nel medio periodo. Perciò una guerra era molto improbabile p. 24-5
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Anteprima parziale del testo

Scarica Nuclear weapons and foreign policy e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Filosofia Politica solo su Docsity!

NUCLEAR WEAPONS AND FOREIGN POLICY

Scritto nel 1968

1. The challenge of nuclear age

Soviet doctrine rejects the harmony between different social systems so the only way to affect USSR action is to possess a superior force La distruttività e la velocità delle armi moderne hanno posto fine all’invulnerabilità degli USA e la polarizzazione del potere (US-USSR) ha ridotto la sicurezza (p.5) In passato una potenza avrebbe conquistato territori per raggiungere la stessa potenza di un attore competitore. Invece aver eliminato il monopolio nucleare degli US ha portato USSR in una posizione di parità con molta maggiore efficacia. (p.6) La sfida dell’era nucleare è che ora l’efficacia di un’arma non sta nell’eguagliare l’arma omologa dell’avversario ma nell’efficacia di esecuzione del suo compito strategico L’aumento della difficoltà tecnica di gestione delle armi ha posto in secondo piano la dottrina strategica al punto che si è sviluppata la nozione secondo cui “la strategia è identica all’analisi tecnica di sistemi di armi” p. 14

2. The Dilemma of American Security

The lessons of history are contingent American military thinking dilemma can be defined “as the conflict between the quest for absolute answers and the risks of the nuclear age, between the realization that we have become infinitely vulnerable and our rebellion against it ” p. 16 The basic strategic problem of the nuclear age  “Is it possible to find intermediate application for our military strength. Our strategic thinking can develop concepts of war which bring power into balance with the willingness to use it?” p. 20 La mentalità militare statunitense nell’immediato dopoguerra considerava la possibilità di una ulteriore guerra come una “all-out war”, che sarebbe necessariamente iniziata con un attacco a sorpresa al territorio americano  dal momento che l’Unione sovietica non avrebbe raggiunto una potenza nucleare sufficiente nel medio periodo. Perciò una guerra era molto improbabile p. 24-

La guerra di Korea non rientrò nei modelli strategici statunitensi perché la Korea non rientrava nel perimetro difensivo degli US Infatti, la disputa interna riguardo Korean war non metteva in dubbio che la guerra per sua natura dovesse essere una all-out War che disintegrasse il nemico  Il dibattito riguardava differenti modi di approcciare alla stessa strategia di all-out War I piani militari US si fondavano sull’assunto che le guerre dovevano essere contro un nemico principale ed essere una sfida di grande portata  ciò significava che la potenza avversaria doveva sferrare l’aggressione iniziale e che la minaccia non doveva essere ambigua p. 33 Sia Cina che US volevano arrivare alle trattative in una posizione di forza. L’unico motivo per cui si arrivò ad un equilibrio fu perché la Cina non aveva più capacità di investire risorse materiali è gli US non avevano la volontà di continuare a farlo. p. 35 “A generale collective security is effective only against a threat so overpowering that it obliterates all disputes about the nature of the threat” 36 “The notion that the decision between peace or war depends on the ability to inflict a greater level of damage than the enemy, demonstrates the traditionalism of our military thinking” 39 La lezione della Guerra di korea dovrebbe essere stata che “with modern weapons, even an inferior retaliatory capacity may deter, because it can inflict unacceptable losses” 40 THE STRATEGY OF AMBIGUITY «tendency of the powers which represent the status quo to confront the revolutionary power with methods they learned in a more secure environment» p 44 Di nuovo differenza tra ordine legittimo e rivoluzionario  «wars will be fought in the name of the existing system, and the peace will be justified as a better expression of agreed arrangements» 44 «a long period of peace leads to the temptation to trust appearances and to seek to escape the element of conjecture in policy by interpreting the motives of other powers in the most favorable and familiar manner» p 46  le potenze status quo si convincono che le potenze rivoluzionarie si possano adeguare prima o poi al sistema legittimo Strategia ambiguità dell’ussr Dynamism of the soviet system derives from its combination of revolutionary rightneousness and psychological adaptness 47

«a war against Communist powers, presupposes an ability to relate the physical to the psychological balance of interanational relations» p 69 According to Stalin «a period of détente would sharpen the conflicts among the capitalist powers» p 72 Dopo tutto il vaneggio che fa sulla rigidità della dottrina sovietica fa un discorso sulla possibilità che la classe media sovietica possa ammorbidire le troiate di Lenin  MA «to what extent can we afford to gear our policy to assumprions regarding the possibile transformation of Soviet society ?» p  questione della accountability degli altri Stati per la politica estera «a wise policy will keep under its own control all factors essential to survival. It will not count too much on changes in domestic structure of other states» p 76. «in a system of sovereign states, policy always has somewhat of a precautionary aspect» 77 qua potrebbe esserci un appiglio al containment oltre al fatto che è una chiara esplicitazione del realismo K 77 parla declina la distinzione tra sicurezza relativa e sicurezza assoluta (la sparo nei capitoli precedenti) P 78 spiega che all-out attack è la strategia meno plausibile da parte dell’uinione sovietica, eppure «its the kind of conflict for which our military and strategic doctrine best prepare us». Poi spiega due vantaggi per i sovietici se US continuano e percorrere sta strategia Presupposti di US sono due (p 78)  Overall diplomatic settlement is at least conceivable  Miltary thought centers around the possibility of victory in an all-out war Entrambi i presupposti sono respinti dalla dottrina comunista  finché la lotta di classe continua, il conflitto tra soviet e non soviet world is considered to be inevitable 4 SOVIET UNION AND THE ATOMIC BOMB Kremlin propaganda about nuclear weapon p 82-

  1. Decivesness of nuclear weapon overrated
  2. Nuclear weapon horrorific and should be banned
  3. Only legitimate use of atom was peaceful
  4. Cambio di dottrina con la crescita dell’arsenale nucleare sovietico «military superiority, according to soviet military doctrin in the immediate postwar period, did not depend on technological supremacy» p 90

Mentre gli Stati Uniti adottarono una dottrina massimalista secondo cui la guerra poteva essere solo totale, i sovietici enfatizzavano la virtù nell’attacco dei punti deboli del nemico p 90 P 91 nell’immediato dopoguerra crebbe la convinzione che una guerra nucleare avrebbe devastato il mondo, quindi i sovietici usarono questo vantaggio psicologico per rendere gli sviluppi statunitensi inutilizzabili The communist campaign shifted the primary concern away from Soviet aggression to the immorality of the use of nuclear weapons p 93

To take any other postion [than to minimaze nuclear weapon importance] would have been to

give up the claim to invicibility on which depended so much of the domestic morale p 95

P. 98 Malenkov dice nel 1954 che la guerra nucleare avrebbe distrutto la civiltà umana (ciò

significava che l’unione sovietica era vulnerabile come gli avversari), dopo meno di due

mesi è costretto a rinnegare dicendo che la guerra nucleare avrebbe distrutto il sistema

capitalistico

P 100 i sovietici non avevano lo stesso timore degli occidentali riguardo l’utilizzo dell’arma

nucleare da parte degli avversari, perciò poterono blackmailarli sia per la loro debolezza che

per la loro forza

pp. 100-1 spiega i tre stadi del pensiero militare di fronte a niclear weapons

al 1959 sembra che urss non abbia raggiunto il terzo stadio (capire quando può averlo

raggiunto leggendo il libro di storai. Molto probabilmente con non proliferazione treaty e

coi SALT) anzi sicuramente con le prime guerre calde in cui soviets partecipano  perché a

quel punto non considerano esclusivamente un all-out war

ANALISI DELLA ALL-OUT WAR «in terms of its effectiveness as a deterrent and as

an instrument of policy» p. 102

Balance of power does not refer to a balance on the battlefield any longer, but to a

balance of terror p. 104

«nuclear stalemate can be taken to mean that victory in all-out war has become

meaningless» 104

CAPITOLO 6

Come rapportare deterrenza con strategia di combattimento nel caso di fallimento della

deterrenza

The psycological equation will almost inevitably operate against the side which can extricate itself from a situation only by the threat of all-out war p 115 Strategia rischiosa quella di ridurre il commitment nel mondo per indurre ussr a credere che US possano rispondere con all-out war  rischiosa perché effetti troppo devastanti 4 differenti tipi di limited wars p 118 P 119 con rivoluzione industriale che garantisce capacità di industria enormi e rev. Francese che fa gradualmente sparire i limiti ai gorverni per le spese militari  la guerra limitata diventa una questione di policy piuttosto che di necessità Le armi convenzionali sono talmente potenti che è «impossible to define a limited war in purely military terms» 120 militarmente ogni armamento moderno tende a rendere indifeso l’avversario Fine p 120 spiega cosa intende per limited war The political leadership must assume the responsibility for defining the framework within which the military are to develop their plans and capabilities p Per concepire Guerra limitata è necessario introdurre l’elemento politico nella concezione di guerra P 122 spiega come nei periodi in cui l’ordine internazionale era stabile le guerre avvenivano solo entro un framework limitato War can be limited only if both sides want it to be limited  «the fear that an all-out nuclear war might lead to the disintegration of the social structure offers an opportunity to set limits to both war and diplomacy Dottrina di Guerra limitata «must be based on an awareness that with the end of our atomic monopoly it is no longer possible to impose unconditional surrender at an acceptable cost» p 123 «One way of increasing the enemy’s willingness to settle is to deprive him of something he can regain only by making peace» p 124 3 ragioni per sviluppare Guerra limitata

  1. Only means for preventing the soviet bloc, at an acceptable cost, from overrunning the peripheral areas of Eurasia
  1. Wide range of military capabilities may spell the difference between defeat and victory even in an all-out war
  2. Intermediate application of our power offer the best chance to bring about strategic changes in favorable to our side «A test of our strategy is, therefore, its ability to bring about situations which accentuate potential differences within the Soviet bloc» p 126 Bisogna anche rafforarzare la volontà dei popoli negri di resistere all’espansionismo comunista p 128 scrive come fare  sostegno economico e programa politico per ottenere la fiducia del negro ed eleminare lo stigma di colonizzatori.tutto ciò sarebbe inutile senza una policy efficace di local defense «In all-out war the chief problem is to eliminate the enemy’s retaliatory force before it has done too much damage. In a limited war the problem is to apply graduated amounts of destruction for limited objectives and also to permit the necessary breathing spaces for political contacts» p 130 p. 131 e seguenti spiega come le armi e gli armament debbano essere adeguati per affrontare una guerra limitata ritiene che si debba creare forze militare per affrontare guerra totale e guerra limitata p 134 parla di circolo vizioso tra involvement di civili nella scelta militare di definire i limiti di guerra, però gli uomini di stato civili non hanno conoscenza come quelli militari  il circolo si spezza se il presidente è abbastanza forte da determinare lui i limiti della guerra magari butta nella tesi il fatto che spreca inchiostro a descrivere come debba essere rimodulate le forze militari US (poi vedi se buttarci il dissing del tenente però interessante quando dice  « army and air force are handicapped by the doctrinal problem of distinguishing between all-out war and limited war capabilities» p 138 poi dice lo stesso anche di marina. Anche se I corpi devono declinare le cose in modo diverso  fa una sghigna sul fatto che le portaerei US sono meno efficaci per una guerra totale data la potenza sottomarina sovietica «a limited war among major powers can be kept limited only by the conscious choice of the protagonists» p 140 fattore psicologico della Guerra limitata fondamentale« the psychological equation is constantly shifting against the side which seems to be winning » p 140 Policy of limited war presupposes three conditions (p 141)
  3. Ability to generate pressures other than the threat of all-out war  depends on military policy flexibility
  4. Ability to generate climate in which survival is not thought to be at stake in each issue  subtlety of diplomacy
  5. Ability to keep control of public opinion  courage of leadership P 142 la diplomazia US ha ovviamente bisogno della capacità di ritorsione per tenersi il culo parato e impedire che all out war sia una strada percorribile

Se un determinato obiettivo che si rivela essere vitale tra due potenze fosse trattabile, la corsa agli armamenti non inizierebbe (questo secondo K ma non è detto, se la diplomaiza non è in grado di capire che ci sia possibilità di trattare eora se parte) p 173 P 174 spiega perché il disarmo è impossibile dopo l’avvento nucleare Allora in pratica gli Stati Uniti e l’unione sovietica si sono messi nella condizione per cui l’armamento era necessario  US dovevano spazzare via la minaccia comunista e si rifiutavano di bandire nucleare, anche se URSS lo richiedeva spesso, adesso sbam nel culo. «Disarmaments plans of the past were based on a reasonable stable weapons technology» p 175 P 175 «the structure of international relations will prevent a reduction of forces from going beyond a certain point»  inconcepibile per una major power perdere Potenza nei confronti di secondary states, rischierebbe di non poter controllare più con efficacia gli stati satellite «the rate of change of technology has outstripped the pace of diplomatic negotiations» p 177 Dal 1957 la produzione nucleare è divenuta talmente superiore rispetto alla capacità di produrre macchinari di controllo, che si è passati dal proporre l’eliminazione degli stockpiles di materiale fissile alla loro riduzione Dice il buon vecchio K che l’unica reazione efficace alla violazione del sistema d’ispezione sarebbe un attacco ritorsivo, la negoziazione non sarebbe efficace senza forza. P. 183 Impossibile fare un ente internazionale di controllo perché ONU non è la sintesi delle volontà statali dei suoi membri  «as long as UN is composed of sovereign statesi t will reflect the precise rivalrie that animate these powers outside the organization» p 184  «the gap between the symbolic acts of the United Nations and its willingness to run substantive risks is inherent in its structure» p 185 Difficoltà nel riconoscere l’aggressione nell’era nucleareimportante questa sviluppala per incapacità di prevedere efficacemente un attacco P 185 difficile trovare stati neutrali che facciano da garantistati secondari non avrebbero mai il potere di imporre la loro volontà a US e URSS (importante sviluppare questo) P 188 critica la tesi per cui l’ambiguità sulla definizione di limited war possa essere voluta per rendere più efficace la deterrenza ma « The purpose of our ambiguity is to combine the advantage of two incompatible courses: to pose the threat of all-out war for purposes of deterrence, but to keep open the possibility of a less catastrophic strategy should deterrence fail» Pare in ste pagine 190-91 ma in realtà in tutto il libro che per fare una guerra nucleare militare si debbano imporre una miriade di regole di controllo inconcepibili per due nazioni in guerra (dio porco) THE IMPACT OF STRATEGY ON OUR ALLIES «An alliance is effective, only to the extent that it reflects a common purpose and represents an accretion of strength to its members» p 198  le alleanze fatte da US con altri fioi servono per

«surround the Soviet periphery with an alignment of powers, any of which the USSR will hesitate to attack» 199. Però alcuni alleati US vedono in URSS una minaccia non prioritaria (tipo pakistan è più preoccupato del curry e degl’involtini) K sostiene che la strategia statunitense non è mai stata in grado di dare agli alleati un piano preciso d’azioni in caso i loro territori fossero stati minacciati La NATO è l’alleanza più importante per US, tuttavia, ha un po’ di pettini  al ’68 non è ancora in grado di fornire ai membri forza sufficiente per incularsi l’esercito sovietico in caso di aggressione; alcuni alleati europei si rifiutano di contribuire economicamente a NATO «So long as US strategic doctrine identifies the defense of Europe with all-out war, a substantial military contribution by our allies is unlikely» p. 202 Gli alleati US nella NATO non hanno accesso alle info riguardo Nuclear weapon, perciò sono costretti a sviluppare armi convenzionali. Armi la cui utilità è messa in dubbio dalla tattica nucleare. P 203 P 208 fa tutto un vaneggio sul fatto che le alleanza tipo NATO che diventano un sistema di sicurezza collettiva, rischiano di ridursi di immobilizzare le major powers perché gli interessi delle minor powers sono differenti e non ritengono utile intervenire in certi scenari  «the prerequisite of n effective system of alliances, then, is to harmonize our political and our military commitments by a strategy of local defense and a diplomacy of regional co-operation» p 209 P 223 spiega perche alleanza e strategia militare vanno a braccetto importante mettila come tesi a favore di limited war THE NEED FOR DOCTRINE Le armi nucleari sono talmente tante che «only a doctrine which defines the purpose of these weapons and the kind of war in which they are to be employed permits a rational choice» p 224 QUESTO BUONO PER PARTE DI BUROCRAZIA, MAGARI COME LINKAGE TRA DUE PARAGRAFI P 227 I membri di joint chiefs of staff a national security council sono coloro che esprimo la dottrina strategica. MA «in the committees where national policies are developed, they become negotiators rather than planners, and the positions they seek to reconcile inevitably reflect a departmental point of view in which administrative or budgetary considerations play a major role» p 227 P 230 e vicine parla di questioni di budget tra i veri dipartimenti, potrebbe essere interessante p. 240 american empiricism and quest for certainty: «nothing is “true” unless it is “objective” and it is not “objective” unless it is part of experience»  policy is the art of weighing probabilities; mastery of it lies in grasping the nuances of possibilities. To attempt to conduct it as a science must lead to rigidity» p. 240 prosegui anche dopo nella cit. che spiega perché l’empirismo in politics è una tecnica perdente questa parte mettile sul ruolo uomo di stato legandola al fatto che nuclear weapon vuole mettere in mano agli statisti la policy