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L'importanza delle interazioni tra proteine e acidi nucleici, in particolare tra gli istoni e il DNA, e la struttura della cromatina. Viene spiegato il primo livello di compattamento del DNA, il nucleosoma, formato da un ottamero proteico su cui si avvolge il DNA. Viene inoltre descritta la struttura cristallografica del DNA e le interazioni tra gli istoni e il DNA a livello dei solchi minori.
Tipologia: Appunti
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L’associazione tra polipeptidi e acidi nucleici è fondamentale in tutti i processi, come duplicazione del DNA, trascrizione, ricombinazione, riparazione, traduzione, controllo dell’espressione genica. Importanza dei legami deboli nelle interazioni tra macromolecole Ancora una volta, le interazioni deboli sono fondamentali nel’interazione tra DNA, RNA e proteine. La principale interazione che si stabilisce tra proteine e DNA/RNA è di carattere ionico, infatti si stabiliscono legami tra gli acidi nucleici, polianionici, e le proteine a carica positiva. Tra le proteine più importanti ci sono sicuramente gli istoni. Gli istoni sono piccole proteine ricche di lisina e arginina, quindi hanno carica netta positiva. Le proteine utilizzano tutta la gamma di legami deboli per leggere la sequenza degli acidi nucleici. Le associazioni tra macromolecole sono complesse. Spesso le proteine si associano tra loro per formare strutture che leggano il DNA. In genere le proteine si legano al DNA prima facendo una scansione generale tramite legami a bassa affinità, e poi interagiscono con più alta affinità con una sequenza specifica di basi. Le proteine utilizzano specifici motivi strutturali per legarsi al DNA Le proteine hanno sviluppato nel corso dell’evoluzione domini strutturali diversi, che permettono il riconoscimento. Il DNA a doppia elica espone al solco maggiore principalmente profili chimici unici, con combinazioni diverse di accettore e donatori di elettroni e di gruppi metilici. Quindi una proteina può leggere una sequenza senza destabilizzare il DNA. I principali motivi strutturali utilizzati dalle proteine sono: Elica-giro-elica : presenta due α eliche e una porzione lineare flessibile ad unirle, che di solito forma un angolo fisso. La porzione C terminale del motivo è la porzione di riconoscimento, quella N- terminale è la porzione strutturale che si lega al DNA. Zinc finger : un atomo di zinco, legato a residui di cisteina e istidina, fa da collante a strutture diverse, che formano una protuberanza che assomiglia ad un dito. Di solito queste strutture diverse sono un’αe lica da un lato e un foglietto β dall’altro. Gli zinc finger sono utilizzati dalle proteine anche per interagire con il DNA e con altre proteine. Cerniera di leucine : un motivo strutturale che deriva dalla dimerizzazione di due alfa eliche, che si avvolgono l’una con l’altra, e ogni 7 residui presentano una leucina, che permette l’interazione tra le alfa eliche. Inoltre distalmente alle leucine è presente un dominio di legame al DNA, che si innesta sul solco maggiore. Elica-ansa-elica : presenta due α eliche unite da un’ansa. L’elica C terminale serve per la dimerizzazione, quella N-terminale per l’interazione con il DNA. Struttura della cromatina Il genoma umano diploide contiene 6,4 miliardi di coppie di basi, distribuite in 46 cromosomi. Se il DNA fosse esteso, raggiungerebbe i 2 metri di lunghezza. Quindi il DNA deve essere in qualche modo impacchettato. Il DNA è organizzato in cromosomi quando la cellula è in mitosi, mentre durante l'interfase notiamo nel nucleo solo cromatina. La cromatina comprende masse equivalenti di DNA e proteine, che devono andare incontro a cambiamenti di compattamento, processo che ha richiesto la presenza di specifici sistemi enzimatici. Il DNA presenta quindi tratti molto condensati e meno accessibili chiamati eterocromatina, e tratti più accessibili chiamati eucromatina. Solitamente, l'eterocromatina si divide in due categorie: eterocromatina facoltativa e l’eterocromatina costitutiva. L’eterocromatina facoltativa sta ad indicare un DNA che potenzialmente può trascrivere i geni in determinate condizioni, se necessario, ma finché è in stato di eterocromatina non sarà trascrizionalmente attiva (sarà in una fase di quiescenza). L’eterocromatina costitutiva è sempre inattiva, non serve per la trascrizione e per l’espressione genica. È principalmente localizzata in regioni centromeriche o pericentromeriche. Le proteine contenute nella cromatina sono istoni, e delle proteine basiche chiamate high mobility group.
Nucleosoma Il nucleosoma è il primo livello di compattamento del DNA. Il nucleosoma è formato da un ottamero proteico, su cui si avvolge il DNA. L’ottamero proteico è formato da otto molecole di istoni, piccole proteine. Gli istoni che formano il nucleosoma sono: H2A, H2B, H3, H4, ognuno presente in due copie. C’è anche un quinto istone, H1 che collega due tratti di DNA. Gli istoni sono proteine altamente basiche, perchè devono interagire con il DNA che contiene cariche negative, quindi la proteina istonica deve avere cariche positive. Se rimuoviamo l’H1 in vitro, notiamo che la cromatina assume una struttura particolare, denominata filo di perle, nella quale ogni perla rappresenta un nucleosoma e il DNA linker collega I nucleosomi. Tramite un trattamento con enzimi idrolitici, scopriamo che ogni nucleosoma contiene circa 150 basi. Nell’assemblaggio di un nucleosoma i ripiegamenti istonici per prima cosa si legano fra loro forman- do dimeri H3-H4 e H2A-H2B; i dimeri H3-H4 si combinano formando te- trameri. Un tetramero H3-H4 si combina poi con due dimeri H2A-H2B per formare il nucleo compatto dell’ottamero, intorno al quale si avvolge il DNA. L’interfaccia fra il DNA e l’istone Ł estesa: in ciascun nucleosoma si for- mano 142 legami idrogeno fra il DNA e il nucleo degli istoni. Quasi metà di questi legami si forma fra l’ossatura degli amminoacidi degli istoni e l’ossa- tura fosfodiesterica del DNA La struttura cristallografica del DNA ha svelato che il DNA si avvolge intorno al core descrivendo 1, giri, con 146 basi. Gli istoni interagiscono con il DNA a livello dei solchi minori, tramite la formazione di legami idrogeno con gli atomi di ossigeno dei legami fosfodiesterici. L’avvolgimento del DNA intorno al core è sinistrorso, e ciò equivale topologicamente ad un super avvolgimento negativo, che deve essere teoricamente compensati da un super avvolgimento positivo nelle regioni linker, che però viene rimosso da topoisomerasi. La formazione del nucleosoma quindi costituisce il modo in cui gli eucarioti superavvolgono negativamente il DNA. Ciò è importante perché implica che quando un nucleosoma si disgrega, il duplex di DNA libero dal core, essendo nello stato del super avvolgimento, può più facilmente liberarsi nei due filamenti. Gli istoni hanno un motivo strutturale peculiare, chiamato histone fold, o ripiegamento istonico. È formato da 3 corte α eliche connesse da brevi anse, che interagisce con i solchi minori del DNA. Oltre ai legami idrogeno, l’interazione è favorita dall’attrazione elettrostatica tra le cariche positive degli istoni e quelle negative dei gruppi fosfato. Le regioni N- terminali degli istoni, le code istoniche, attraversano la doppia elica e sporgono. Sono il bersaglio di modificazioni post traduzionali per la regolazione istonica. Bending del DNA Il Bending del DNA intorno al core del nucleosoma non è omogeneo. Il duplex si avvolge a scatti, con piegamenti acuti intervallari da piegamenti lineari. Il DNA deve adattarsi alla forma dell’ottamero. Nei nucleosomi, sequenze ripetute di A-T favoriscono il restringimento del solco minore, per piegare maggiormente la doppia elica. Anche residui di arginina permettono un maggiore ripiegamento. Quindi specifiche sequenze di DNA sono più probabili nel formare nucleosomi. I nucleosomi sono in grado di compattare il DNA 7 volte, ma ciò non è ancora sufficiente. Cromatosoma Quando il DNA interagisce con gli istoni, forma la struttura a filo di perle. Se si aggiunge H1 alla struttura, otteniamo la fibra da 30 nm, una struttura più compatta. L’istmo e H1 è fortemente basico. Ogni nucleosoma lega una molecola di H1, a formare una struttura che si chiama cromatosoma. Fibra da 30 nm La struttura formata dal cromatosoma costituisce un passaggio intermedio verso la formazione di un
Allentamento dei nucleosomi La cromatina è dinamica, quindi il suo stato di compattamento può essere modulato. Le fluttuazioni spontanee di un nucleosoma sono di fondamentale importanza, perché sono lette da fattori esterni. Le fluttuazioni possono provocare un allentamento spontaneo del nucleosoma, oppure lo scivolamento spontaneo. Inoltre, sono presenti anche complessi proteici che utilizzano l’energia derivante dalla scissione di ATP per alterare la struttura del nucleosoma. In generale, i complessi rompono uno o più contatti tra gli istoni e il DNA, utilizzando l’energia dell’ATP per indebolire i legami.