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SOFTWARE PROPRIETARIO vs OPEN SOURCE
Tipologia: Dispense
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Giulia Amore Sara Anastaseni Anna Castagna Angelo Cataldi Rebecca Valente
“I concetti di software libero e di software con codice ispezionabile non sono nozioni concernenti una determinata tecnologia, marca o prodotto, bensì esprimono una caratteristica giuridica. In sostanza, ciò che distingue il software libero da quello proprietario è il differente contenuto dell’accordo negoziale (licenza), posto a fondamento della disciplina dei diritti di utilizzazione del programma; e la scelta circa l’adozione dell’uno o dell’altro modulo negoziale appartiene alla volontà dell’utente. Ne deriva che la lesione della concorrenza, paventata dalla difesa dello Stato in relazione alla normativa de qua, non è configurabile.” → favorire l’impiego del software libero nella Pubblica Amministrazione è legittimo, ma imporlo è anticostituzionale (viola la libertà di commercio).
NON ESISTONO SOFTWARE SICURI A PRIORI! Ogni progetto software può contenere vari tipi di errori e problemi:
(Windows, ad oggi, monopolizza il 30% dell’ Information Technology in Europa). → Nel 2014 il colosso di Redmond, incentivò la sostituzione del vecchio Windows XP, altresì intimidì i paesi dell’UE di sospendere la sicurezza dei vari sistemi informatici. → L’Olanda dovette pagare, in un solo anno, 6.5 miliardi per la creazione di un SW di protezione.
successivamente per tutta la PA. ❖ la decisione sarebbe derivata in prima istanza da necessità funzionali e di sicurezza, poi economiche. → Perché la migrazione? Nel 2011 le cose sembravano cambiate:
● l’8 aprile 2014 Microsoft Windows non supporta più il sistema operativo Windows Xp. ● Nel 2014 il comune di Torino avvia la procedura di aggiornamento software e hardware degli 8300 computer. ● il city manager e il direttore dei sistemi informativi calcolano un risparmio tra il 20/40% utilizzando un software libero rispetto a un software proprietario. Ubuntu su uno schermo di uno dei mezzi GTT di Torino (2016)
● Con la delibera 388 del 12/04/2016 la Provincia sancisce la “migrazione nel Cloud con MS Office 365” ● Il Cloud garantisce di collaborare in tempo reale con attori differenti e di svolgere i propri compiti ancha al di fuori della propria sede o anche a casa ● ammontare del 15% in più rispetto ai costi già sostenuti dalla PA ● al momento della delibera non esisteva soluzione libera adottabile che sostituisse il servizio proprietario
“Rendiamo pubblica la nostra tecnologia, perché tutti possano portare il loro contributo all’auto di nuova generazione” E.Musk
→ Difficoltà nella ricerca dei casi aziendali SDA Bocconi → ricerca su utilizzo software open source in aziende: nonostante l’ 83 % delle aziende italiane dichiara di utilizzare software open source, è stato difficile trovare degli esempi. I pochi ricavati dimostrano come i software FLOSS siano implementati solo per alcune tecnologie. → Integrazione tra Open Source e Software Proprietario Sia nelle imprese (pubbliche o private), sia nella PA l’utilizzo di un software open source o uno proprietario non è di tipo totalitario. Lo scenario che si presenta sul mercato è di integrazione tra le due opzioni. La scelta è guidata principalmente dalle preferenze del consumatore/cliente. → E se fosse il lock-in tecnologico a limitare l’uso del Floss?