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I contratti bancari hanno funzione di trasferire moneta tra diversi agenti economici e attuare una distribuzione del rischio tra di loro. Si classificano innanzitutto in bilaterali (rapporto diretto e personalizzabile) e di mercato (stan- dardizzati). L’art. 10 del TUB (Testo Unico Bancario) definisce l’attività bancaria (che deve avere carattere di
l’elenco delle operazioni attuabili dalla banca in tutta l’UE. Si individuano tre macro aree di attività: Approvvigionamento(definite operazioni di raccolta o passive)→ depositi o fondi con obbligo di restituzione Operazioni di prestito e di investimento (dette di impiego oppure attive)→esempio: leasing finanziario Trasferimento e gestione (servizi bancari)→ esempio: locazione cassette di sicurezza Secondo il TUF (Testo Unico della Finanza), le banche possono eseguire aggiuntivamente le seguenti attività: gestione di portafogli, consulenza in materia di investimenti, ricezione e trasmissione ordini, gestione di sistemi organizzati o multilaterali di negoziazione. Procediamo con ulteriori classificazioni fra le attività bancarie: Operazioni al dettaglio/all’ingrosso: le prime poste in essere con molti operatori e con importi modesti, le seconde riguardano importi alti, con clienti grandi o istituzioni. Raccolta diretta/indiretta: nel primo caso nasce un obbligo di restituzione dei confronti del cliente, nel secondo la banca funge solo da intermediario Scadenza a breve (<18 mesi)/medio lunga (> 18 mesi): i prestiti a scadenza indeterminata convenzional- mente sono a breve termine Valuta domestica(€)/estera Classificazioni riguardanti operazioni passive: Depositi moneta/tempo: a disposizione del cliente ci sono strumenti di pagamento/ai clienti si offre una remu- nerazione in base alle disponibilità monetarie Rimborso a vista/a scadenza: cioè richiesto dalla clientela in un qualsiasi momento o ad una data prefissata Classificazioni riguardanti operazioni attive: Per cassa/di firma: per cassa significa che il finanziamento è certo e l’erogazione spesso immediata, di firma vuol dire invece che la banca mette a disposizione del cliente una linea di credito da utilizzare in caso di eventualità Garantiti/in bianco: le garanzie possono essere reali (esempio, ipoteca) oppure personali, ai prestiti in bianco non è associata garanzia, se non quella generica Auto liquidabili/a rimborso diretto: se sono auto liquidabili il rimborso non è affidato al finanziato ma ad un altro soggetto, a rimborso diretto è quando il finanziato si occupa in prima persona del rimborso. Si possono definire due livelli di auto liquidità, vale a dire in senso stretto se la banca non si può rivalere direttamente sul finanziato (esempio, con clausola pro soluto), in senso lato se, in caso di insolvenza, la banca può rivalersi direttamente sul finanziato (pro solvendo) A revoca/scadenzati: nei primi non è previsto un piano di rientro, nei secondi invece lo è (esempio, il mutuo) Sinteticamente lo stato patrimoniale di una banca ha questo aspetto: I crediti di firma, dato che sono uscite eventuali, non sono iscritti in SP, ma sono indicati in nota integrativa. titoli in circolazione comprende obbligazioni bancarie, certificati di deposito e altri titoli con distinzione fra quelli quotati (e non) e l’ammontare di essi In nota integrativa vanno indicati se i debiti verso banche sono verso banche centrali o imprese bancarie, con il dettaglio della loro composizione e, per i debiti verso la clientela, il dettaglio delle tipologie di operazioni in essere. Specularmente si offre lo stesso dettaglio per i crediti. ATTIVITA’ PASSIVITA’ Impieghi (crediti per cassa) Crediti v/banche Crediti v/clienti Raccolta Debiti v/banche Debiti v/clienti Titoli in circolazione
Questo è l’aspetto, invece, del conto economico di una banca: Le banche corrispondono ai depositanti inte- ressi passivi per via dei depositi, percepiscono interessi attivi sui crediti erogati e, ricevono un compenso sotto forma di commissioni per le prestazioni e i crediti di firma concessi. La differenza tra interessi attivi e passivi si dice margine di interesse (risultato dell’attività di intermediazione più tipica). In nota integrativa le commissioni devono essere suddivise in base a ciò che le hanno originate. I tassi di interesse sono in relazione al grado di rischiosità delle transazioni (le operazioni in bianco saranno ovvia- mente più onerose per il cliente rispetto ad operazioni coperte da garanzie) e anche in base al grado di solvibilità.
Le banche devono rispettare delle regole di trasparenza (del TUB e del Provvedimento Trasparenza) al fine di fornire informazioni chiare e corrette ai propri clienti per tutelarli, oltre che per far in modo che i prodotti bancari vengano compresi e contrastare dunque le asimmetrie informative. La disciplina sulla trasparenza bancaria si dice trasversale perché riguarda tutti i contratti bancari, tutti i clienti, tutte le fasi del rapporto banca-cliente. Obblighi: Fase precontrattuale: fornire strumenti informativi per poter effettuare una scelta consapevole Fase contrattuale: rispettare dei requisiti di forma e contenuto. I contratti devono essere stipulati in forma scritta con firma del cliente e rappresentante banca, pena nullità. Indicare tasso d’interesse, tasso di mora per i finanziamenti, ogni altro prezzo e condizioni praticati al cliente Fase post-contrattuale: inviare al cliente comunicazioni periodiche (almeno una volta all’anno) circa l’anda- mento del rapporto in essere e informare se viene esercitato il diritto (della banca) di variare unilateralmente condizioni contrattuale precedentemente pattuite Le norme sulla trasparenza bancaria non si applicano ad operazioni in cui la banca effettua investimenti, contratti assicurativi. Le banche inoltre devono essere dotate di una procedura di gestione reclami e pubblicare sul sito internet il responsabile di tale procedura, forme di inoltro e di risposta (indirizzi di posta certificata etc.) che devono essere fornite entro 30gg ed essere esaustive. Bisogna dire al cliente che si può rivolgere all’Arbitrio bancario finanziario (ABF), un sistema che gestisce la risoluzione di controversie inerenti ad operazioni bancarie in modo alternativo a quello giudiziale.
Come già detto, le operazioni di raccolta possono essere al dettaglio o all’ingrosso. Le operazioni al dettaglio sono precedute dalla “profilatura” del cliente, ossia l’acquisizione dei dati identificativi per attribuire il profilo di rischio adeguato. La raccolta è diretta nel caso in cui le risorse finanziarie confluiscono direttamente nel passivo della banca (è il caso di depositi di risparmio, conti correnti passivi, certificati di deposito, obbligazione etc.), sono invece indirette se le operazioni in realtà sono costituite da servizi, la banca quindi fa da intermediario. La banca è tenuta ad un’adeguata verifica della clientela nel caso in cui ci siano movimenti di importo ≥1.000€ (normativa antiriciclaggio). Deposito a risparmio: vengono depositati per un periodo di tempo i risparmi (risorse sottratte al consumo). Si chiama deposito tempo in quanto questo strumento è tanto più remunerativo, più tanto tempo trascorre. La banca
calcolo degli interessi avviene separatamente, ma sul libretto compariranno gli interessi al netto della ritenuta fiscale. I libretti sono da considerarsi nominativi e non trasferibili (è un documento di legittimazione). L’intestatario può essere sia persona fisica che giuridica o più persone. Questa modalità di raccolta non è più considerata molto appetibile dato che non porta ad elevati rendimenti e ha scarsa flessibilità in termini di servizi a cui poter accedere. Conto corrente: considerato il presupposto di tutti gli altri rapporti che intercorrono con la banca, è la forma di raccolta più comune tra i depositi moneta. Riduce la dipendenza dalla disponibilità fisica di liquidità. E’ un contratto
correntisti possono essere sia persone fisiche che giuridiche. Alla stipula del contratto in realtà non c’è molto mar- gine di contrattazione, infatti l’aderente si limita a manifestare il consenso tramite un modulo standard già negativo positivo Raccolta bancaria diretta Interessi passivi Crediti per cassa Interessi attivi Crediti di firma Ricavi da commissioni Servizi bancari Ricavi da commissioni
Le operazioni pronti contro termine sono un’altra forma di raccolta in cui si verificano due operazioni: (1)il cliente o investitore acquista dalla banca dei valori mobiliari pagando un prezzo a pronti, (2) la banca riacquista gli stessi o altri valori mobiliari ad un certo termine ad un prezzo più alto del prezzo a pronti, detto prezzo a termine. La
Credito del Tesoro)che hanno breve vita residua. Il valore del titolo rimane nell’attivo dell’intermediario, ma nel passivo si iscrive un debito di importo pari al prezzo a termine. Alle persone fisiche si applica la ritenuta del 26% relativa al capital gain, mentre per le persone giuridiche non viene calcolata alcuna ritenuta in quanto l’operazione da origine ad una plusvalenza che concorre a formare il reddito imponibile. All’atto della vendita e del riacquisto si applica un’imposta di bollo. Rendimento di un’operazione pronti contro termine, tenuto conto della ritenuta fiscale: 𝑖 = ൬ 𝐶𝐹 − 𝑟𝑖𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑓𝑖𝑠𝑐𝑎𝑙𝑒 𝐶𝐼 ൰ − 1൨ × 365 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑖 I certificati di deposito sono titoli vincolati emessi e collocati dalla banca presso la sua clientela per approvvigionarsi di risorse finanziarie a scadenza fissa. La loro emissioni viene detta a rubinetto perché è come se fosse a flusso continuo, a differenza dei titoli di stato che vengono emessi con un meccanismo d’asta. Possono essere al portatore (non superiori a 3.000€) oppure nominativi e sono assoggettati a ritenuta del 26% (per i titoli di stato è il 12,5%). I certificati di deposito possono anche essere a tasso fisso, per cui è prevista una cedola fissa periodica o senza cedola come i certificati zero coupon, ovvero a tasso variabile il cui pagamento varia in base a parametri come il tasso dei Bot, Euribor, Libor etc.. Per i certificati di deposito non esiste un mercato secondario. Le obbligazioni bancarie sono strumenti cartolari sottoscritti da investitori che acquisiscono un diritto di credito nei confronti dell’emittente (banca) che consiste nel rimborso del capitale maggiorato da una quota di interessi. Devono avere una durata minima di 3 anni. La remunerazione dell’investimento è data da interessi e capital gain, entrambi sottoposta a RF del 26%. Spesso le obbligazioni sono accompagnate da un giudizio di rating (AAA è il massimo grado di affidabilità, mentre DDD indica un elevato rischio di insolvenza e default). La Banca d’Italia ha previsto alcune regole per la loro emissione: 150 milioni < 150 milioni ≥ Patrimonio di vigilanza della società emittente 25 milioni < Almeno pari a 25 milioni Risultato d’esercizio Ultimi 3 esercizi in utile Ultimi 3 esercizi in utile Certificazione del bilancio Ultimo bilancio certificato Ultimo bilancio certificato Taglio minimo 10.000€ 1.000€ Esistono diverse tipologie di obbligazioni:
se invece è con cedola, il pagamento degli interessi è periodico. Un’altra distinzione fra le obbligazioni ordinarie è data dal tipo di tasso, fisso o variabile; se variabile l’obbligazione prende nome in base alla natura del tasso: reale (ex. tasso d’inflazione), finanziaria (l’Euribor), valutaria (tassi di cambio).
b. Fixed reverse floater: capitale garantito, di lungo periodo, cedole fisse iniziali ad alto rendimento, cedole successive a tassi variabili (differenza fra un tasso fisso e un parametro di riferimento). Sono adatte ad investitori che hanno aspettative ribassiste nei confronti del parametro di riferimento. Viene comunque
c. Reverse convertible: di breve periodo, cedole fisse ad alto rendimento perché il capitale non è garantito.
altrimenti gli verranno assegnati dei titoli azionari che non per forza sono dello stesso valore del capitale investito.
e. Bull and bear: interesse periodico fisso, capitale non garantito che dipende da un indice azionario. Se si raggiunge l’indice il rimborso è sopra la pari (bull), contrariamente sarà sotto la pari (bear) Covered Bond: obbligazioni sicure a basso rendimento, ad elevata liquidità, che possono essere a tasso fisso o variabile. Sono molto sicuri perché c’è una doppia forma di garanzia: la prima data dall’obbligo della banca di restituire il capitale e l’altra dall’obbligazione contratta dalla società veicolo (SPV), in quanto la banca le ha concesso un prestito per acquistare le obbligazioni. Non tutte le banche possono emetterli ci sono una serie di obblighi dettati dalla Banca d’Italia (Circolare n. 285/2013). Inoltre, godono di tutela del Fondo Interban- cario di Tutela dei Depositi, nel caso in cui la banca non sia solvente. Il FITD è un consorzio a cui devono aderire le banche (a parte quelle cooperative), con lo scopo di offrire tutela ai risparmiatori. La raccolta all’ingrosso avviene tra banche e altre banche o altre grandi istituzioni. Il valore delle transazioni è alto e i mercati sono competitivi. Rientrano le seguenti tipologie di attività: o Raccolta interbancaria: le forme principali sono depositi interbancari (MIC Mercato Interbancario Collateraliz- zato)per soddisfare i bisogni di liquidità delle banche, operazioni pronti contro termine (con tagli minimi non inferiori a 2,5 milioni di euro, tendenzialmente) o Obbligazioni a livello internazionale o Operazioni con la Banca Centrale Europea: sono classificate in due categorie, vale a dire, su iniziativa delle contro parti, come ad esempio i conti overnight (che possono avere anche tassi di interessi nulla), oppure operazioni di mercato aperto su iniziativa della BCE. Analizzando più approfonditamente le operazioni di mercato aperto, si può così classificare: Principali: temporanee con frequenza settimanale A più lungo termine: temporanee con frequenza mensile e scadenza a 3 mesi Fine tuning: frequenza prestabilita e regolano liquidità e tassi di interesse del mercato Strutturali: quando la BCE vuole modificare la sua posizione “politica” La BCE ha introdotto delle nuove misure per risollevare l’area Euro. Si tratta di operazioni di finanziamento a lungo termine: LTRO (long term refinancing operation) prestiti obbligazioni con scadenza triennale concessi alla BCE, TLTRO (targeted longer term refinancing operation) che sono finanziamenti di 4 anni per sostenere prestiti ad imprese non finanziarie a famiglie, più prestiti di questo tipo vengono erogati, più si abbassa l’interesse.
concesso una sola volta senza la possibilità di effettuare versamenti successivi per ripristinare la disponibilità originaria. Anche in questo caso è prevista una commissione sull’accordato.
quanto effettivamente abbia per un limitato periodo di tempo. In questo caso il cliente dovrà corrispondere alla banca una commissione di istruttoria veloce. Succede quindi che il cliente si comporta da affidato, anche se in realtà non lo è.
zione con una precedente apertura in conto corrente, per un determinato periodo di tempo. Il cliente deve sia una commissione sull’accordato, ma anche una commissione d’istruttoria veloce. Anticipazione su pegno: esistono due contratti, uno principale di prestito, e uno secondario, detto accessorio, di pegno. La banca dunque finanzia il cliente, che a garanzia lascia “in pegno” un bene. Se il cliente risultasse insolvente, allora la banca procederebbe alla vendita del bene per il risarcimento. I beni oggetto del pegno devono avere determinate caratteristiche come, ad esempio, non devono essere deperibili, l’acquisizione e ge- stione non deve essere eccessivamente onerosa, devono avere un valore stabile o crescente. I beni non dema- terializzati, come titoli azionari, vengono spesso conservati presso i Magazzini generali, che su richiesta, rila- sciano la fede di deposito e la nota di pegno. Quest’ultima può essere girata. Naturalmente il valore bene oggetto del pegno deve essere stabilito tramite perizia; la banca per tutelarsi applicherà una scarto (di garanzia) di circa il 20% dal valore. L’anticipazione può essere o in conto corrente o per somma e scadenza fissa. Nel primo caso si comporta come se fosse un’apertura di credito semplice che ammonta alla differenza fra valore del bene e scarto. Nel secondo caso invece il cliente vede accreditato il valore nominale, meno interessi corrisposti in via anticipata. Con riguardo alla scadenza dell’anticipazione dipende dal tipo di bene dato in garanzia: per i titoli sarà massimo 6 mesi, mentre per le merci può raggiungere i 12 mesi. Questo tipo di operazione, essendo più elastica, comporta un tasso di interesse superiore alle altre forme di finanziamento. Riporto finanziario: un riportato (il cliente) cede la proprietà di titoli di credito ad un riportatore (ente creditizio) ad un prezzo x. Alla scadenza pattuita il riportatore li trasferisce al proprietario originario (riportato) facendosi pagare un prezzo y. Tendenzialmente y>x, se fosse y=x è il caso di riporto alla pari. A differenza dall’anticipa- zione su pegno il contratto è unico. Al riportato spettano comunque i diritti accessori, tipo i dividendi, ad ecce- zione del diritto di voto. La durata dell’operazione non può superare i 135gg. Il costo dell’operazione è dato dalla tassa sul contratto (un bollo sul “fissato”, ossia il documento probatorio) e dal saggio di riporto. Il saggio è fisso e viene riscosso in via anticipata; può essere imputato in base a due modalità: differenza fra prezzo a pronti e a termine oppure con indicazione di un quantum da aggiungere o sottrarre al prezzo base per ottenere il prezzo a termine. Sovvenzione cambiaria: la banca anticipa al cliente l’importo, al netto di commissioni di incasso e interessi, di una cambiale “pagherò”. Il cliente non può offrire garanzie, ma essendo la cambiale un titolo di credito, la banca può avviare un processo di esecuzione coattiva per il suo recupero. Smobilizzo di crediti commerciali a breve termine: un ente creditizio anticipa alle imprese i propri crediti com- merciali. Queste cessioni di credito possono avvenire pro solvendo (la banca si può rivalere sul sovvenuto) o pro soluto (non c’è diritto di rivalsa sull’affidato). Nella fattispecie le operazioni sono:
scaduto mediante la cessione, salvo buon fine, del credito stesso”. Si precisa che per credito, in quest’ope- razione, si intendono anche titoli cambiari, Bot etc. e che salvo buon fine è sinonimo di pro solvendo. Lo sconto presuppone l’esistenza di un’antecedente concessione di fido. Quest’operazione può essere messa in atto in forma isolata se ha carattere occasionale, oppure tramite un castelletto, ossia un limite che definisce l’ammontare massimo degli effetti presentabili. Il costo per il cliente è rappresentato da interessi(decorrono fra data di sconto e data di scadenza) e commissioni varie come quella di incasso(fissa per ogni effetto). L’operazione si estingue o con l’adempimento o inadempimento, oppure ancora con il ritiro della cambiale da parte del cliente.
commerciali tramite la richiesta di bonifici. La banca di solito eroga all’affidato il 70-80% dell’importo delle fatture attive e, nel caso di insolvenza da parte dei clienti dell’affidato, l’ente creditizio richiede la restituzione. Si fa utilizzo di un conto transitorio fruttifero, chiamato anticipi su fatture. Le valute di addebito sul conto anticipo e di accredito su c/c coincidono con la data dell’operazione di presentazione delle fatture.
somma da un debitore per via bancaria. In sostanza è un pezzo di carta. In c/c si apre un conto anticipato, che è transitorio, dove verranno annotati questi anticipi con valuta, detta adeguata, alla data di scadenza degli effetti più alcuni giorni banca. Anche qui la banca determina una cifra di castelletto. Il credito da parte della banca può essere concesso con tre diversi metodi operativi: (1) accredito diretto su c/c di corrispon- denza; (2) utilizzo di conto transitorio fruttifero (conto anticipo s.b.f): è la prassi operativa più utilizzata e il conto transitorio viene addebitato (dare) con valuta giorno dell’operazione e contemporaneamente accredi- tato (avere) con valuta adeguata. Questo fa in modo che maturino interessi debitori più consistenti; (3) utilizzo di conto transitorio infruttifero (conto evidenza s.b.f.): il conto transitorio semplicemente annota gli anticipi, ma gli interessi debitori non sono rilevanti.
sonario o factor) che si prenderà cura della gestione e dell’incasso finanziando il cedente mediante smobilizzo
quando l’intermediario si limita alle funzioni di gestione e garanzia, non di finanziamento. Altra classificazione riguarda la formula pro solvendo (il cessionario chiede al cedente le somme in caso di insolvenza) oppure pro soluto (il factor non può chiedere nulla al cedente in caso di insoluto). Il costo dell’operazione di factoring deriva da commissioni per il servizio di gestione ed amministrazione, da garanzia contro il rischio in caso di clausola pro soluto, spese di istruttoria, spese di incasso e tenuta conto. Naturalmente esistono prestiti per cassa a scadenza più protratta, i finanziamenti a medio/lungo termine, che ven- gono definiti crediti di scopo in quanto vengono erogati in base al tipo di investimento. Il mutuo: art. 1813 cc “contratto con il quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”. Tecnicamente ven- gono definiti mutui quelle operazioni che prevedono l’erogazione di una somma di denaro per cui la restituzione è programmata secondo un piano di rimborso, o piano di ammortamento di cui si riportano in tabelle dei tipi. Le rate possono essere di diversa periodicità e il mancato pagamento dà origine ad interessi di mora oltre che può essere causa di risolu- zione del contratto se accade più di sette volte (art. 40 del TUB). Si riportano alcune tipologie di mutuo: A tasso fisso: il tasso rimane invariato per tutta la durata del finanziamento A tasso variabile: il tasso è legato a tassi di mercato (Euribor, tasso BCE etc.) più uno spread
mai percentuali maggior rispetto a quella soglia A tasso variabile con rata costante: un aumento del tasso di interesse allunga il periodo di pagamento e, vice- versa, una diminuzione del tasso accorcerà il periodo il pagamento Offset: la rata varia al variare del denaro in giacenza sul c/c, maggiore è la giacenza media sul c/c e meno di paga di interessi per il mutuo A tasso misto: applicazione in tempi determinati sia del tasso fisso e sia del variabile Con tasso d’ingresso: per i primi periodo il tasso è ridotto poi, diventa o variabile o a tasso fisso corrente in quel momento In genere la scadenza di un mutuo è compresa fra i 5 e 30 anni e spesso il mutuo è accompagnato da una garanzia reale. L’importo massimo erogabile deve essere pari all’80% del valore dei beni ipotecati o del costo delle operazioni da eseguire sugli stessi, percentuale che può arrivare al 100% se vengono prestate garanzie integrative (esempio: fideiussione). Le spese riferite ad un’operazione di mutuo sono principalmente il tasso di interesse, poi, le spese di istruttoria, notarili, di perizia, imposta sostitutiva, premio di assicurazione contro incendio e/o furto del bene ipote- cato. I fattori di costo sono parecchi e quindi, nel rispetto della trasparenza, le banche devono rendere noto e inserito nel contratto l’indicatore sintetico di costo (ISC). Importante è sottolineare che il mutuatario ha la facoltà di procedere all’estinzione anticipata, totale o parziale, del prestito senza pagamento di penali (art. 40 del TUB). Alla francese Quota capitale crescente e quota di interessi decrescente, ma la rata rimane costante per tutta la durata All’italiana Quota capitale invariata, quota di interessi crescente A rate crescenti A ogni scadenza aumenta la rata Baloon Rate di soli interessi e rimborso capitale ogni 5 anni A rata fissa e durata variabile Rata fissa, ma le variazioni del tasso determinano l’accorcia- mento o l’allungamento del piano di rimborso
Finanziamento delle operazioni commerciali con l’estero I finanziamenti concessi ad imprese con crediti commerciali verso soggetti esteri nasce un problema relativo alla valuta (nel senso di moneta, se euro o no); la scelta viene lasciata al sovvenuto che dovrà tener conto del rischio di cambio. I finanziamenti vanno classificati anche in base se il beneficiario è un soggetto esportatore oppure importatore: Finanziamenti all’esportatore: anticipo e sconto sono le forme tecniche utilizzate. Lo sconto funziona né più né meno come per le operazioni domestiche, mentre l’anticipo ha delle caratteristiche lievemente diverse. La banca riceve dal creditore i documenti della compravendita e li trattiene sino a quando il debitore non effettua il paga-
assumono un importante ruolo in quanto se ad esempio sono rappresentativi di merci la banca avrebbe una forma di garanzia tangibile sul credito. Diverso è il caso di documenti di legittimazione dove non c’è garanzia se non la “speranza” che il cliente esportatore sia in grado di restituire l’anticipo. Finanziamenti all’importatore: si necessita un’ulteriore categorizzazione, i prestiti su iniziativa dell’esportatore e in finanziamento all’importatore in senso stresso. Quest’ultimi si configurano come un normale finanziamento con-
si realizzano tramite l’esportatore che, nella banca del proprio paese, ottiene una linea di credito a favore dell’im- portatore (o di una banca) destinata al pagamento della fornitura effettuata dall’esportatore stesso. Il beneficio deriva dal fatto che il creditore ottiene un pagamento immediato mentre l’importatore beneficia di dilazioni di pagamento. Il costo dell’operazione è rappresentato da interessi, commissioni, perdite su cambi. Le operazioni appena descritte sono di breve termine, ma esistono soluzioni anche a medio lungo termine definite
originano dall’esportazioni di beni strumentali o servizi a durata pluriennale. L’intermediario che pone in essere
base al valore degli effetti da scontare. Se l’importatore non volesse farsi carico dell’onere può farsi avallare da una banca. L’onerosità dell’operazione (considerare che i rischi sono alti per il forfaiter) può essere ridotta con l’inter- vento del SACE (Sezione speciale per il credito all’esportazione), una società per azioni che concedere agli operatori commerciali che rifinanziano la propria fornitura un contributo in conto interessi. Prestiti in pool I prestiti in pool nascono dal consorzio delle banche che concedono finanziamenti che superano il potenziale cre- ditizio dei singoli istituti. Questo schema associativo prendere il nome di prestito sindacato (o pool bancario). Diversi sono i soggetti che costituiscono la struttura di un prestito in pool:
l’ammontare prima della chiusura del sindacato
prestito
La peculiarità di questo tipo di prestiti è che non vengono richieste garanzie reali al mutuatario, piuttosto esistono
di non concedere garanzie reali ad altri finanziatori. Di seguito si analizzano le diverse forme tecniche: Stand by Evergreen Bid line Step Up scadenza Breve/medio termine Breve termine (a re- voca con preavviso) Breve termine a re- voca Breve termine (< mesi) imposta sostitutiva Sì se dura più di 18 mesi altrimenti no No No No
caratteristica Come una linea di credito scadenzata, utilizzo di im- porti fissi a periodi prestabi- liti. Due varianti: umbrella facility (se la linea di credito si estende alle imprese ap- partenenti ad un medesimo gruppo societario); ad uti- lizzo misto se il debitore usa il credito mediante pre- lievi o emissioni di titoli di debito Simile ad apertura in c/c Si presuppone la presenza di parteci- pants (prima linea, che offre fondi con un meccanismo d’asta sui tassi d’in- teresse) e underwri- ting banks (linea di riserva) Due tranches: la prima ad utilizzo certo ed integrale, la se- conda su richiesta dell’impresa vantaggi debitore Flessibilità e costi concor- renziali Elevata elasticità Flessibilità a tassi competitivi Parziale discreziona- lità di utilizzo vantaggi banche Monitoraggio rischio, ge- stione prevedibile utilizzi Monitoraggio e pos- sibilità di recesso Minor redditività, ma utilizzo certo Parziale previsione di utilizzo utilizzo Incertezza sul fabbisogno finanziario di breve pe- riodo e sulla sua entità Certezza sul fabbisogno finanziario di breve periodo, ma non sulla sua entità Crediti di firma Si tratta di assunzione da parte della banca, di un’obbligazione che consiste in una garanzia prestata a favore di un determinato soggetto. In sostanza la banca offre una forma di credito indiretta e lo farebbe ad esempio per avere la possibilità di partecipare a gare, appalti o aste oppure per accedere a particolari segmenti del mercato dei capitali. Le forme tecniche tipiche sono: o Fideiussione: il fideiussore è colui che si obbliga personalmente, con l’intero patrimonio, col creditore per garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui. Se non pattuito diversamente il creditore può rivolgersi indifferentemente o alla banca o al debitore.
implica che la banca garantisce per un cliente il pagamento di un titolo di credito, sovente di natura cambiaria. Il creditore potrà rivolgersi alla banca avallante solo se il debitore principale risulti inadempiente. o Accettazione bancaria: è una cambiale tratta con la quale un’impresa (traente) ordina ad una banca trattaria di pagare, a favore del traente stesso, una determinata somma ad una scadenza prestabilita. Questa cambiale di- venta uno strumento cartolare molto “potente” visto che solvibilità di una banca è quasi del tutto certa. Ovviamente il traente dovrà fornire alla banca i fondi per provvedere all’estinzione del titolo di credito. o Credito documentario: si intende una qualsiasi pattuizione che costituisce un impegno irrevocabile di una banca (emittente), assunto su richiesta e per conto di un proprio cliente (ordinante) ad effettuare o a far effettuare ad un’altra banca (designata) una prestazione (come il pagamento a vista) contro presentazione di documenti con- formi, in favore di un beneficiario.
La banca ha funzione monetaria, quindi gestiscono e creano strumenti e servizi di pagamento oltre che promuovere l’affidabilità del sistema e la sua efficienza. Per farlo, in area euro si è istituita la SEPA (Single Euro Payments Area) che ha come cornice giuridica la PSD (Payment Service Directive). Questa direttiva disciplina tre macro argomenti: l’accesso al mercato dei servizi di pagamento, le condizioni relative alla prestazione dei servizi di pagamento e la loro trasparenza. Procediamo alla classificazione degli strumenti e dei servizi di pagamento e incasso:
b) Bonifico: è un ordine di pagamento che l’ordinante dà alla banca di trasferire una somma ad un beneficiario. È possibile disporre bonifici tramite versamento di contanti, ma più sovente si ha un addebito in c/c. Ne- cessari per disporre bonifico sono nome e cognome del beneficiario, codice IBAN ed eventuale causale. Se sono disposti presso una banca si parla di bonifici cartacei, altrimenti se eseguiti tramite internet prendono in nome di bonifici online. Ulteriore classificazione è data da: bonifici ordinari domestici (nazionali), bonifici esteri, SEPA Credit Transfer. Con riguardo a quest’ultima categoria, il trasferimento avviene senza limiti in Italia e paesi SEPA che aderiscono alla convenzione, il pagamento deve essere disposto in euro, gli identi- ficativi adottati sono in codice IBAN e BIC (Bank Identifier Code), non si possono effettuare bonifici per cassa (contanti). L’accredito deve essere eseguito entro il giorno lavorativo successivo alla data si ricezione dell’ordine (due giorni per bonifici cartacei). c) Strumenti innovativi: ci si riferisce a tutti quei metodi di pagamento che avvengono con tecnologia NFC (Near Field Communication) che consentono il pagamento contactless tramite smartphone. In generale li
Di incasso: a) Servici incassi mediante avviso (MAV): la procedura di incasso è pressoché del tutto automatizzata. Il MAV è un bollettino prestampato che contiene un avviso-richiesta di pagamento (un invito ad effettuare il paga- mento entro una certa scadenza). La banca assuntrice invia al domicilio del debitore questo bollettino. Egli
presso tabaccherie. Il costo dell’incasso ricade interamente sul creditore, così come il rischio di credito, quanto per i MAV non sono previste garanzie. b) Bollettino bancario Freccia: il creditore stampa e invia un bollettino precompilato al domicilio del debitore che dovrà poi procedere al pagamento presso un qualsiasi sportello bancario. La banca, detta esattrice, invia alla banca indicata dall’impresa i fondi, e la banca beneficiaria comunica l’avvenuto pagamento al creditore originario. È un servizio utilizzato dalle imprese per ha caratteristica di flessibilità (stampa del proprio bollettino) ma anche di standardizzazione dato che viene accettato presso tutte le filiali bancarie. c) Servizio ruoli mediante avviso (RAV): bollettino utilizzato dai concessionari che trattano la riscossione di somme iscritte a ruolo (es. multe per violazione codice della strada). Il pagamento può essere effettuato online, presso sportello bancario o tabaccherie convenzionate. d) Servizio elettronico incassi di ricevute bancaria (Ri.Ba): si tratta di una procedura interbancaria di incasso delle ricevute bancarie digitali. L’iter prevede 5 step: (1) il fornitore compila la Ri.BA e la consegna alla banca assuntrice (conferendo il mandato per l’incasso); (2) la banca assuntrice tramite Rete Internazionale Interbancaria la invia alla banca d’appoggio del debitore; (3) al debitore arriva un avviso di pagamento: (4) entro scadenza il debitore paga; (5) la banca d’appoggio comunica alla banca assuntrice l’avvenuta riscos- sione e l’importo viene accreditato al creditore (il fornitore visto che si parla di transazioni commerciali).
tinuativa che il debitore conferisce alla propria banca di accettare ordini di addebito di un creditore. Il buon fine dell’operazione sta nell’esistenza innanzitutto della delega conferita dal debitore alla propria banca e
prevede quattro fasi: (1) attivazione, dove creditore e debitore si accordano sull’esecuzione; (2) il debitore autorizza la banca (domiciliata) all’addebito su proprio c/c a favore del creditore; (3) il creditore trasmette i dati alla sua banca (assuntrice); (4) la banca domiciliata alla scadenza provvede al pagamento. f) POS (point of sale) g) Servizi di E-commerce Raccolta bancaria indiretta e i servizi di investimento Oltre ai servizi di pagamento, la banca offre servizi di gestione del risparmio della clientela dove vengono utilizzati strumenti di raccolta indiretta. L’attività viene definita di intermediazione mobiliare: la banca negozia e gestisce strumenti finanziari di proprietà dei clienti grazie ad un contratto di mandato. Strumenti oggetto della raccolta sono titoli di Stato, obbligazioni, azioni, strumenti derivati, strumenti di investimento collettivo (hedge funds, Società di investimento a capitale variabile), prodotti assicurativi finanziari, previdenziali e rischi. In caso di strumenti di
investimento collettivo e assicurativi, la loro produzione non può essere direttamente svolta dalla banca, bensì da società specializzate; la banca può limitarsi alla loro distribuzione. L’impianto normativo di riferimento è il TUF (Testo Unico della Finanza) che però viene spesso modificato per
I servizi di investimento possono essere prestati da dei soggetti che hanno una specifica autorizzazione rilasciata dalla Consob e/o Banca d’Italia. L’autorizzazione può essere rilasciata a: o Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) o Banche italiane o Società di gestione del risparmio o Intermediari finanziari: iscritti ad un elenco apposito o Banche di Paesi comunitari: devono essere autorizzate dall’autorità di vigilanza del paese d’origine o Imprese di investimento di Paesi comunitari: devono essere autorizzate dall’autorità di vigilanza del paese d’origine o Imprese di investimento extra-comunitarie o Banche extra-comunitarie o Agenti di cambio: iscritti nel ruolo unico internazionale tenuto dal Ministero dell’economia e delle finanze I servizi di negoziazione di riferiscono alle operazioni di compravendita di valori mobiliari effettuate per conto della clientela. La transazione può consistere nell’esecuzione di ordini per conto della clientela, ossia la banca effettua
essere effettuata per conto proprio, ossia la banca non si limita a ricevere l’ordine, ma si pone come controparte diretta; in questo caso la banca assume il nome di dealer o market maker se opera come controparte nei confronti del mercato in generale. Altri servizi di negoziazione sono il collocamento (ex. emissione di obbligazioni di società quota da distribuire sul mercato), la ricezione e consecutiva trasmissione di ordini ad altri intermediari autorizzati e la gestione di sistemi multilaterali di negoziazione in cui nell’acquisto e vendita sono coinvolte una pluralità di operatori. La banca, ma non solo, offre servizi di consulenza intesi come la prestazione di raccomandazioni personalizzate a
Questi servizi sono tendenzialmente strumentali alla proposta di servizi di negoziazione e gestione del risparmio. Ulteriori servizi offerti sono quelli accessori di custodia e amministrazione, in cui la banca si impegna a custodire, conservare e/o amministrare strumenti finanziari avuti in consegna. Gestione collettiva del risparmio L’attività di gestione collettiva del risparmio viene gestita dalla SGR a monte. Il compito è quello di amministrare un patrimonio collettivo, è composto dalla una massa indifferenziata di investitori. L’attività è molto standardizzata e non si soddisfanno le richieste dei singoli investitori, cosa che invece è possibile se si parla di attività di gestione individuale. La prestazione di questo servizio è riservata esclusivamente alle SGR e SICAV sotto autorizzazione della Banca d’Italia. Il prodotto finanziario tipico è il fondo comune di investimento, che è suddiviso in quote unitarie di ugual valore e che conferiscono a tutti i sottoscrittori ugual diritti. Il patrimonio del fondo costituisce patrimonio autonomo separato da quello della SGR e dal patrimonio dei singoli partecipanti. In queste operazioni la banca, detta depositaria, svolge la funzione di custodia dei fondi e controllo. Esistono diverse tipologie di fondi comuni di investimento in base a diversi criteri: a) Modalità di rimborso della quota di partecipazione:
avvenire solo nella fase di “offerta” b) Oggetto dell’attività di investimento:
attività investire tra quelle indicate dalla legge
chiusa