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Oppioidi farmaci e classi, Slide di Farmacologia

Slide università farmacologia

Tipologia: Slide

2018/2019

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lucia_de_luca
lucia_de_luca 🇮🇹

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bg1
28/11/2014
1
Una complessa costellazione di penose
esperienze che si possono suddividere in tre
componenti:
sensoriali, emotive e comportamentali
che si accompagnano a risposte vegetative,
psicologiche, emotive….
Dolore acuto
Dolore cronico
Quando il dolore persiste oltre il consueto decorso della
malattia acuta od oltre il ragionevole tempo di guarigione
di una ferita, o che si associa a processi patologici cronici
che causano un dolore continuo o ricorrente ad intervalli di
mesi o di anni.
Cause del dolore cronico:
processi morbosi cronici a carico di strutture somatiche o
viscerali
disfunzione prolungata e talvolta permanente del SNC e/o
periferico
meccanismi psicologici e/o da fattori ambientali
IL DOLORE E’ U SITOMO
L’unico dolore che riusciamo a
sopportare è quello di un altro
M. Cervantes
Il dolore cronico non è un sintomo
ma una malattia
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Scarica Oppioidi farmaci e classi e più Slide in PDF di Farmacologia solo su Docsity!

Una complessa costellazione di penose

esperienze che si possono suddividere in tre

componenti:

sensoriali, emotive e comportamentali

che si accompagnano a risposte vegetative,

psicologiche, emotive….

Dolore acuto

Dolore cronico

Quando il dolore persiste oltre il consueto decorso della malattia acuta od oltre il ragionevole tempo di guarigione di una ferita, o che si associa a processi patologici cronici che causano un dolore continuo o ricorrente ad intervalli di mesi o di anni.

Cause del dolore cronico:

  • processi morbosi cronici a carico di strutture somatiche o viscerali
  • disfunzione prolungata e talvolta permanente del SNC e/o periferico
  • meccanismi psicologici e/o da fattori ambientali

IL DOLORE E’ U SI TOMO

L’unico dolore che riusciamo a

sopportare è quello di un altro

M. Cervantes

Il dolore cronico non è un sintomo

ma una malattia

D

Il dolore è un fenomeno dinamico L’intensità dell’informazione nocicettiva alla corteccia cerebrale è la risultante di tutti i fenomeni eccitatori e inibitori

Midollo spinale

Tronco cerebrale

Talamo

Gli oppiacei inibiscono la trasmissione spinale siaGli oppiacei inibiscono la trasmissione spinale sia a livello post-sinaptico sia pre-sinaptico. L’effetto inibitorio degli interneuroni GABAergici si esplica sulla terminazione pre-sinaptica.

La trasmissione degli impulsi nocicettivi dal neurone periferico e quello spinale (prima sinapsi spinale) avviene grazie ad alcuni mediatori eccitatori.

Sostanza P (SP) Glutammato (GLU) CGRP (calcitonin gene-related peptide) Neurochinina A (NKA) I neuroni corticali sono in grado di esercitare una potente azione di tipo inibitorio sull’attività dei neuroni talamici e, quindi, di ridurre l’intensità dell’informazione

Le vie inibitorie discendenti partono da alcuni nuclei del tronco cerebrale (locus coeruleus e nucleo del rafe magno) e raggiungono i neuroni spinali.

I neurotrasmettitori coinvolti sono la noradrenalina (NA) e, soprattutto, la serotonina (5-HT).

I neuroni serotoninergici del nucleo del rafe magno vengono attivati anche da fibre provenienti dal grigio periacqueduttale (PAG), un’area mesencefalica particolarmente ricca di recettori per gli oppiacei.

Stimolo algogeno

Trasmissione centrale dello stimolo algogeno Il dolore cronico in oncologia

  • Sede unica/plurima 20/80%
  • Nocicettivo/neuropatico/misto 40/10/50%

Prevalenza del dolore nei pazienti oncologici

Il 74% dei pazienti ha dolore

Recettori: sottotipi

Recettori μ (suddivisi in μ 1 e μ 2 )

Recettori k (suddivisi in k 1 , k 2 e k 3 )

Recettori δ (suddivisi in δ 1 e δ 2 )

Recettori σ

RECETTORI OPPIOIDI

  • Analgesia Sopraspinale
  • Euforia •Eff. GI

•Analg. Spinale •Dipendenza Fisica •Depressione respiratoria

Analgesia Spinale Effetti SNC

Disforia Allucinazioni Modulazione?

•Analgesia Spinale/sopra Spinale Eff. GI •Sedazione •Miosi

Dinorfine Encefaline

β-Endorfine

MECCANISMO D’AZIONE

  • Blocco della liberazione di mediatori algogeni (sostanza P) sulle terminazioni presinaptiche
  • Attivazione di neuroni dei centri sopraspinali con impulsi inibitori sulle cellule del corno posteriore
  • Soppressione diretta dei potenziali eccitatori
  • Recettori к Oppioidi agiscono su di essi riducendo la conduttanza per gli ioni Ca++^ tramite chiusura diretta dei canali stessi
  • Recettori μ e δ oppioidi si accoppiano alla proteina G che inibisce l’adenilciclasi → ↓ AMPc intracellulare → apertura dei canali del K+^ ed iperpolarizzazione della membrana
  • Recettori σ → sembrano modulare la trasmissione nocicettiva sopraspinale mediante interazioni con i recettori NMDA

Recettori μ

SEDE

SOVRASPINALE

OPPIOIDE ENDOGEN O

β - ENDORFINA

ATTIVITA’ PRINCIPA LE

ANALGESI A

EFFETTI COLLAT ER AL I

  • DEPR. RESPIRAT ORI A
  • EFF. GASTROE NT ERI CI

Recettori k

OPPIOIDE ENDOGENO

DINORFINA

ATTIVITA’ PRINCIPA LE

ANALGESIA

EFFETTI COLLAT ER AL I

SEDAZIONE + MIOSI

SEDESEDE

SPINALE + CORTICALE

Interazione oppioide-recettore

Agonisti puri

(morfinomimetici)

Agonisti

parziali

Agonisti-

Antagonisti

CLASSIFICAZIONE IN BASE AL GRADO DI

LIPOFILIA

ALTAMETE LIPOFILI

buprenorfina, sufentanil, fentanyl, remifentanil

MODERATAMETE LIPOFILI

alfentanil, metadone, meperidina

SCARSAMETE LIPOFILI

morfina, tramadolo

Il Trattamento con Oppiacei

del dolore cronico

Obiettivi per una terapia ottimale

  • Scelta del farmaco
  • Individualizzazione della dose
  • Riduzione degli effetti collaterali
  • Gestione dei pazienti poco responsivi

Individualizzazione della dose

Dipende dalle caratteristiche:

  • farmacocinetiche

Lunga emivita

  • farmacodinamiche

Agonista puro o agonista parziale

Azione selettiva sui recettori μ 1 (antagonista δ )

Basso peso molecolare,

Elevata lipofilia,

Labile legame alle proteine plasmatiche

Caratteristiche dell’oppiaceo ottimale

Efficacia a basse dosi, maggiore riserva

recettoriale minori effetti collaterali di tipo

centrale e periferico.

  • per via intramuscolare
  • per os
  • per via transdermica
  • per via sottocutanea continua
  • per via endovenosa continua
  • per via epidurale continua
  • per via sub-aracnoidea continua

Come possono essere somministrati

gli Oppiacei?

CODEINA

Vie di somministrazione

  • OS

OPPIACEI MIORI

TRAMADOLO

Debole azione sui recettori μ

Ridotti effetti collaterali

  • Azione sul sistema monoaminergico serotoninergico
  • Buona potenza analgesica

TRAMADOLO

Vie di somministrazione

  • OS
  • Rettale
  • E.V.
  • I.M.

OPPIACEI MIORI

TRAMADOLO

Assenza di depressione respiratoria

Utilità in pazienti con problemi respiratori,

anziani, defedati

OPPIACEI MI ORI

ricaduta in pazienti ex tossicodipendenti. possono manifestare sintomi da astinenza

non è raccomandato in soggetti a rischio di tossicodipendenza.

TRAMADOLO

Effetti collaterali

  • ausea
  • Vomito
  • Sedazione
  • Secchezza fauci

Tramadolo

  • Basso potenziale di abuso
  • Mancanza di effetti

epatotossici

  • Mancanza di effetti

cardiotossici

  • Effetto tetto

Oppioidi nel trattamento del dolore cronico oncologico e non

Razionale di una scelta

Tramadolo

Buprenorfina

Morfina

Fentanyl

Ossicodone

AGOISTI-ATAGOISTI

farmaci con azione agonista κ

ed antagonista o agonista parziale altri (μ e σ)

PENTAZOCINA

BUPRENORFINA

  • Agonista parziale e antagonista
  • Somministrazione I.M., SC, orale e

peridurale

  • Legame molto forte con i recettori μ --->

Lunga

durata d’azione

Agonisti parziali

BUPRENORFINA

  • Effetto tetto
  • Possibilità di rotazione
  • Stipsi (prevenibile)
  • Dipendenza non dimostrata

1,2 mg s.l.

200 mcg/h + 0,8 mg s.l.

Buprenorfina (Temgesic®)

  • Via orale (sublinguale)
  • Via endovenosa
  • Via intramuscolare
  • Utilizzabile per le acuzie dolorose
  • Possibilità di allucinazioni

Buprenorfina (Transtec®)

  • Dolore da cancro di intensità moderata-severa
  • Dolore non da cancro severo che non risponde ad

analgesici non oppiacei

  • Applicazione ogni tre giorni
  • Sistema a matrice

PROPRIETA’ FISICO-CHIMICHE

Dopo somministrazione peridurale

  • l’oppiaceo lipofilo
    • si lega in gran parte al grasso
    • viene riassorbito dai plessi venosi in quantità considerevole
    • Attraversa rapidamente la BEE
    • si fissa rapidamente alle cellule del corno posteriore Breve onset e breve durata d’azione Grande componente analgesica plasmatica
  • l’oppiaceo poco lipofilo
    • Scarso riassorbimento da parte del grasso e dei plessi venosi
    • Tende ad accumularsi nel liquor ed a migrare in alto Lento onset (60-90’) e durata d’azione prolungata (18 ore) Dosaggio ridotto di 4-10 volte rispetto a quello ev

PROPRIETA’ FISICO-CHIMICHE

Dopo somministrazione subaracnoidea

  • non si ha raggiungimento di un significativo tasso ematico
  • nel liquor i farmaci non sono metabolizzati ma riassorbiti lentamente da parte dei villi aracnoidei (lunga durata d’azione)

Con entrambe le vie di somministrazione (Epidurale-

Subaracnoidea) si verifica il cosiddetto

CEILIG EFFECT

plateau oltre il quale si intensificano gli effetti collaterali

senza miglioramento dell’analgesia. E’ dovuto alla

saturazione dei recettori

Ramo anteriore

Ramo posteriore

Radice anteriore

Ganglio spinale

. spinale

Radice posteriore

Spazio subaracnoideo

Catetere peridurale Catetere subaracnoideo

Spazio peridurale^ Dura madre Aracnoide Legamento denticolato^ Pia madre

  • Morfina ( orale ) 30 60 90 120 150 180 210
  • Morfina ( e.v. ) 10 20 30 40 50 60 70
  • Morfina ( peridurale ) 3 6 9 12 15 18 21
  • Morfina ( intratecale ) 0,3 0,6 0,9 1,2 1,5 1,8 2,

POTENZA EQUIVALENTE DELLA MORFINA

FATTORI DI CONVERSIONE

Dose via orale

1/3 Via endovenosa

1/10 Via peridurale

1/100 Via subaracnoidea

1/

Metadone (Eptadone®)

Formulazione: sciroppo, fiale

Durata d’azione: 8-12 ore (emivita variabile)

Basso potenziale psichico

Basso costo

Controindicazioni:

  • Pazienti anziani
  • Pazienti defedati

cross-reattività con gli altri oppioidi forti

Metadone > morfina

  • Maggior o = potenza
  • maggiore biodisponibilità
  • assenza di metaboliti attivi
  • ridotta funzionalità renale

non accumulo, né tossicità

Metadone

  • Agonista μ
  • Recettori AMPA
  • monoammine

Metadone

  • Tolleranza e dipendenza
  • Tolleranza crociata
  • Rischio overdose per co-

somministrazione con eroina

  • Rapporto dose ossicodone/morfina = ½
  • Via di somministrazione: per os
  • Dosaggi disponibili: cpr 5-10-20-40-

mg

  • Due somministrazioni/die

•Collocato tra i farmaci del 3° scalino OMS

alcune scuole lo mettono nel 2°

Ossicodone

  • potenza maggiore (vs. morfina orale), di 1/3,

grazie alla maggiore disponibilità

Ha un’azione agonista sui recettori μ e k

  • Non ha “effetto-tetto”

•Depalgos (Ossicodone + Paracetamolo)

•Oxicontyn ( Ossicodone )

(rilascio prolungato )

Ossicodone

Effetti degli oppioidi

  • Alcuni effetti sono

legati all’inizio del

trattamento, o in

caso di aumento di

dose

  • Altri effetti sono

più tipici dell’uso

prolungato

(mantenimento)

LA SOMMI ISTRAZIO E DI MORFI A PROVOCA EFFETTI

DISFORICI O QUASI SEMPRE EFFETTI EUFORICI

  • DAI DATI ATTUALME/ T E PUBBLICATI RISULTER EBBE CHE /ESSU/O DEGLI OPPIOIDI SE IMPIEGATI A DOSI ADEGUATE /EL TRATTAM E/ TO DEL DOLORE DETERMI/ER EBBE RR O LA COMPARSA DI FE/OME/I DISFORICI O EUFORICI
  • IL MIGLIORAME/T O DELL’UMORE CHE SI PUO’ VERIFICARE POTREBBE ESSERE LA CO/SEGUE/ ZA DEL RAGGIU/TO CO/TROLL O DELLA SI/TOMAT O L OGIA DOLORO SA

IL TRATTAME TO CO MORFI A ABBREVIA LA VITA

  • /O/ ESISTE /ESSU/A SPIEGAZIO/E RAZIO/ALE E SCIE/TIFICA
  • IL MIGLIORAME/TO DELLA QUALITA’ DI VITA I/ SEGUITO ALLA

ASSU/ZIO/E DEL GIUSTO DOSAGGIO DI OPPIOIDE E’ U/ DATO U/IVERSALME/TE ACCERTATO.I PZ SO/O AUTOMOMI,MA/TE/GO/O I/ALTERATE LE PROPRIE CAPACITA’ COG/ITIVE E SPESSO A/CHE QUELLE LAVORATIVE

Effetti iniziali

  • nausea, vomito
  • sedazione
  • secchezza delle fauci
  • stipsi
  • prurito

Perché sparisc ono?

Perché si instaura tolleranza soprattutto agli effetti collatera li, in tempi diversi tra un effetto e l’altro

Effetti nel mantenimento (I°)

  • stipsi
  • sedazione (minore)
  • secchezza delle fauci
  • allucinazioni
  • mioclonie

Effetti nel mantenimento (II°)

  • alterazioni cognitive, delirium
  • disforia
  • depressione respiratoria
  • ritenzione urinaria
  • edema polmonare
  • miosi

Stipsi da oppioidi

  • Meccanismi periferici: posizionamento degli

oppioidi sui recettori collocati nel tratto GE

ipertonia generalizzata

ridotta peristalsi

aumento del tono degli sfinteri

TOLLERANZA

  • Consiste nella diminuzione dell’efficacia e della durata

d’azione dopo somministrazione prolungata

  • È più frequente dopo uso parenterale che perimidollare

 Gli agonisti ad alta efficacia intrinseca (sufentanil)

occupando a pari effetto meno recettori (riserva di

recettori suscettibili di essere reclutati successivamente)

comportano un rischio ridotto

 Nell’uso cronico può instaurarsi una tolleranza crociata

tra oppioidi diversi (fa eccezione il sufentanil)

 RICICLIZZAZIONE RECETTORIALE

 DISACCOPPIAMENTO RECETTORIALE

DESENSIBILIZZAZIONE RECETTORIALE