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Struttura Atomica: Orbitali, Valenza e Legami Chimici, Appunti di Biologia

La struttura atomica, introducendo i concetti di orbitali, valenza e legami chimici. Vengono descritte le diverse teorie sull'atomo, dalla teoria di bohr alle teorie quantistiche. Inoltre, vengono illustrate le caratteristiche chimiche degli elementi, come il comportamento di elettroni di valenza e la formazione di molecole attraverso legami chimici.

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 26/08/2019

Loris321
Loris321 🇮🇹

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Orbitali, valenza
Il nucleo carico positivamente occupa una porzione molto piccola
dello spazio dell’atomo, mentre la maggior parte del volume
dell’atomo è occupata dallo spazio in cui si muovono gli elettroni.
Diverse teorie hanno cercato di descrivere la struttura dell’atomo
ed in particolare la collocazione degli elettroni attorno al nucleo. La
teoria di Bohr presupponeva l’esistenza di orbite in cui gli elettroni
si muovevano attorno al nucleo. Questa teoria è stata superata da
quella quanto-meccanica di De Broglie che introduce il concetto di
orbitale come zona dello spazio attorno al nucleo dove è massima la
probabilità di trovare l’elettrone. Come abbiamo accennato in
precedenza, oggi sappiamo dalle teorie quantistiche che gli
elettroni si muovono attorno al nucleo in regioni dello spazio (nuvole
elettroniche) dette orbitali. Ogni orbitale può contenere al massimo
2 elettroni. In generale gli elettroni che occupano gli orbitali più
distanti dal nucleo, e quindi più esterni, sono più facilmente
utilizzabili dall’atomo per formare legami chimici di quelli che si
trovano negli strati interni, più vicino al nucleo. Questo succede
perché gli elettroni negli orbitali più interni sono trattenuti più
fortemente dalla carica positiva rispetto a quelli negli orbitali più
esterni Gli elettroni dello strato più esterno dell’atomo si chiamano
per questo motivo elettroni di valenza Il comportamento chimico di
un elemento è determinato dal numero e dalla disposizione degli
elettroni di valenza. Il guscio elettronico di valenza dell’idrogeno e
dell’elio è completo e quindi stabile quando contiene 2 elettroni,
quello degli altri atomi è completo se contiene 8 elettroni. Quando il
numero degli elettroni di valenza non è completo, l’atomo tende a
cedere, acquisire o condividere gli elettroni per avere lo strato
esterno completo con 8 elettroni ad esclusione di H e He che
raggiungono lo strato completo con 2. Guardando la tavola
periodica si vede che gli elementi che si trovano nella stessa
colonna verticale hanno caratteristiche chimiche simili (ad esempio
i metalli alcalini e i metalli alcalino terrosi) perché hanno lo stesso
numero di elettroni nel guscio esterno. Per esempio l’H, il Na e il K
hanno un unico elettrone di valenza nel guscio esterno che tendono
a condividere o a cedere ad un altro atomo nella formazione delle
molecole, infatti il Na ed il K si trovano spesso in forma di ione con
una carica positiva perchè hanno perso un elettrone. Invece il
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Orbitali, valenza

Il nucleo carico positivamente occupa una porzione molto piccola dello spazio dell’atomo, mentre la maggior parte del volume dell’atomo è occupata dallo spazio in cui si muovono gli elettroni. Diverse teorie hanno cercato di descrivere la struttura dell’atomo ed in particolare la collocazione degli elettroni attorno al nucleo. La teoria di Bohr presupponeva l’esistenza di orbite in cui gli elettroni si muovevano attorno al nucleo. Questa teoria è stata superata da quella quanto-meccanica di De Broglie che introduce il concetto di orbitale come zona dello spazio attorno al nucleo dove è massima la probabilità di trovare l’elettrone. Come abbiamo accennato in precedenza, oggi sappiamo dalle teorie quantistiche che gli elettroni si muovono attorno al nucleo in regioni dello spazio (nuvole elettroniche) dette orbitali. Ogni orbitale può contenere al massimo 2 elettroni. In generale gli elettroni che occupano gli orbitali più distanti dal nucleo, e quindi più esterni, sono più facilmente utilizzabili dall’atomo per formare legami chimici di quelli che si trovano negli strati interni, più vicino al nucleo. Questo succede perché gli elettroni negli orbitali più interni sono trattenuti più fortemente dalla carica positiva rispetto a quelli negli orbitali più esterni Gli elettroni dello strato più esterno dell’atomo si chiamano per questo motivo elettroni di valenza Il comportamento chimico di un elemento è determinato dal numero e dalla disposizione degli elettroni di valenza. Il guscio elettronico di valenza dell’idrogeno e dell’elio è completo e quindi stabile quando contiene 2 elettroni, quello degli altri atomi è completo se contiene 8 elettroni. Quando il numero degli elettroni di valenza non è completo, l’atomo tende a cedere, acquisire o condividere gli elettroni per avere lo strato esterno completo con 8 elettroni ad esclusione di H e He che raggiungono lo strato completo con 2. Guardando la tavola periodica si vede che gli elementi che si trovano nella stessa colonna verticale hanno caratteristiche chimiche simili (ad esempio i metalli alcalini e i metalli alcalino terrosi) perché hanno lo stesso numero di elettroni nel guscio esterno. Per esempio l’H, il Na e il K hanno un unico elettrone di valenza nel guscio esterno che tendono a condividere o a cedere ad un altro atomo nella formazione delle molecole, infatti il Na ed il K si trovano spesso in forma di ione con una carica positiva perchè hanno perso un elettrone. Invece il

fluoro, il cloro ed il bromo (del gruppo degli alogeni) hanno 7 elettroni nello strato esterno e tendono quindi ad acquisire un altro elettrone dagli atomi con cui si legano per completare l’ottetto. Due o più atomi possono combinarsi chimicamente formando dei legami chimici e quindi delle molecole. Vediamo ora cos’è una molecola La molecola è la più piccola unità chimica di una sostanza, sia questa un elemento o un composto, che, conservando le caratteristiche chimiche della sostanza stessa, sia capace di esistenza indipendente. Le molecole sono raggruppamenti di atomi con caratteristiche chimiche definite. Ogni molecola è rappresentata da una formula chimica che specifica la tipologia e il numero di atomi che la compongono. Le molecole delle sostanze semplici (elementi) sono formate da due o più atomi uguali legati tra loro. Ad esempio: O2 (molecola dell’ossigeno): è formata da due atomi di ossigeno (O) e quindi è una molecola biatomica. Esempi molecole biatomiche: fluoro F2, Bromo Br2, Cloro Cl2, Iodio I2 Le molecole delle sostanze composte (composti) sono formate da due o più atomi di elementi diversi legati tra loro. Ad esempio la molecola dell'anidride carbonica CO2 è formata da un atomo di carbonio e da due atomi di ossigeno. Le molecole che formano una data sostanza (semplice o composta) sono tutte identiche tra loro; viceversa, ogni sostanza ha la propria molecola che la identifica. Formule molecolari e di struttura, massa molecolare, unità di misura e moli La formula chimica è un modo abbreviato per descrivere la composizione chimica di una sostanza. Nella formula molecolare o formula bruta i simboli chimici identificano gli elementi che compongono la molecola ed i numeri in pedice specificano quanti atomi di quell’elemento sono presenti nella molecola Esempi: Acqua H20 2 atomi di idrogeno + 1 di ossigeno La formula di struttura non specifica solo il tipo ed il numero di atomi ma anche come sono organizzati tra loro (cioè come sono legati e come si dispongono nello spazio). Esempio per il acido nitrico Analogamente alla massa atomica (o peso atomico PA) è possibile determinare anche la massa molecolare di un composto (peso molecolare indicato come PM). Per la presenza degli isotopi i valori di massa atomica non sono mai numeri interi, ma per facilitare i calcoli possono essere arrotondati Esempio il peso molecolare dell’acido solforico (H2S04) sarà: PA idrogeno = 1 PA zolfo =32 PA ossigeno =16 Quindi PM H2S04 = 2x1 + 32 + 4x16= 98 uma Al posto di uma in biochimica e biologia è molto usato il dalton (Da) (in onore di John Dalton lo

oppure covalente eteropolare, quando il legame si forma tra due atomi diversi Es: H20 (acqua) Nel legame covalente eteropolare i due atomi possono avere capacità diverse di attrarre gli elettroni che costituiscono il legame. Questa proprietà è chiamata elettronegatività. L’elettronegatività, i legami covalenti L’elettronegatività è una grandezza che si riferisce alla capacità degli atomi di attrarre gli elettroni di legame. Guardando la tavola periodica si vede che l’elettronegatività è una proprietà periodica, cioè segue la disposizione degli elementi sulla tavola periodica. Osservando i valori dell’elettronegatività per tutti gli atomi del sistema periodico, infatti, si nota che questa grandezza aumenta (in arancio/rosso) spostandosi verso destra (quindi verso gli elementi come fluoro, cloro, ossigeno etc) e dal basso verso l’alto. Se due atomi di una molecola hanno elettronegatività simile si parlerà di legame covalente apolare (quindi non polare). Ad esempio i legami delle molecole di idrogeno H-H, ossigeno O=O e metano CH4 sono apolari Il legame covalente polare si avrà invece tra atomi con elettronegatività diversa. In questo caso l’orbitale molecolare è distorto perché l’elettrone è più attratto dall’atomo più elettronegativo e quindi «passerà più tempo» attorno ad esso. I legami covalenti siano essi polari che apolari sono legami forti In una molecola con uno o più legami covalenti polari ci sarà un’estremità con una carica parziale positiva ed un’altra con una carica parziale negativa. Un esempio è dato dall’acqua.