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ORDINAMENTO CONTABILE ENTI LOCALI, Appunti di Diritto Amministrativo

VIENE SVILUPPATA E DESCRITTA LA DISCIPLINA DELL'ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE DEGLI ENTI LOCALI

Tipologia: Appunti

2017/2018
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Caricato il 07/03/2025

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mere88 🇮🇹

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CONTABILITA' ENTI LOCALI
Fonti:
Decreto Legislativo n. 267/2000 (Tuel) Parte II “Ordinamento contabile enti locali”
• Decreto Legislativo n. 118/2011 “Armonizzazione contabile enti locali”
Statuto e Regolamento di Contabilità dell’ente locale ex art 152 TUEL.
Per comprendere la contabilità dobbiamo partire ancora dall’articolo 97 della costituzione e dal fine
pubblico perseguito dall’azione amministrativa nonché i principi di efficacie, efficienza ed
economicità. L’ente locale deve gestire le proprie finanze perché è dotato di autonomia.
Infatti, la gestione finanziaria centrale è affidata al Ministero dell'economia e della finanza, il MEF
(che adotta il DEF: documento di economia e finanza), ma gli enti locali entrate proprie e derivate
ex art 149 (cioè, dei soldi gli vengono trasferiti dallo Stato, dall’Unione europea, dalla regione e
altri enti, ma alcuni soldi entrano nella casse del comune direttamente, come le tasse comunali)
e hanno:
- autonomia statutaria
- autonomia finanziaria ex art 119 Cost
- autonomia di bilancio
- autonomia contabile, cioè, svolgono un autonomo procedimento contabile di
acquisizione ed erogazione di mezzi finanziari.
In materia contabile c’è una riserva di legge (art 149 TUEL), m in capo ai comuni, ex art 117
Costituzione c’è la potestà regolamentare. Da qui abbiamo i due Decreti Legislativi di
riferimento nelle fonti e poi il regolamento di contabilità (art 152 vedi poi). Inoltre, i Comuni e
le Province possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, ad esempio ciascun ente
adotta un regolamento TARI e per la tassa di occupazione di suolo pubblico.
Posta l’autonomia dei comuni, essi devono comunque essere sempre in pareggio di bilancio
(significa che le entrate le uscite non possono dare un risultato negativo) perché gli enti locali
devono rispettare il patto di stabilità interno, come lo stato e tutte le amministrazioni
pubbliche.
Tuttavia, la gestione contabile deve sempre essere diretta al raggiungimento dell’interesse pubblico,
quindi, anche in ambito economico/finanziario l’attività amministrativa non è improvvisata o
arbitraria, ma si basa sulla programmazione.
Ci sono una serie di atti (DUP, BILANCIO, PEG, PIAO) con i quali l’ente locale decide come agire
prima di agire, in base agli obiettivi che vuole raggiungere.
In sostanza l’ente locale opera come una famiglia che ha un budget predefinito a inizio mese, la
famiglia ha delle spese fisse (alimentari, scuola, benzina, salute) e delle spese che sceglie di sostenere
(vacanze, sport, auto nuova). A inizio mese la famiglia deve decidere come spendere i soldi che ha sul
conto corrente grazie alle sue entrate, immaginiamo lo stipendio e l’incasso di un affitto. Per
affrontare le spese fisse ed occasionali o di investimento deve pianificarle: tolte le spese fisse, vedrà
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CONTABILITA' ENTI LOCALI

Fonti:

  • Decreto Legislativo n. 267/2000 (Tuel) Parte II “Ordinamento contabile enti locali”
  • Decreto Legislativo n. 118/2011 “Armonizzazione contabile enti locali”
  • Statuto e Regolamento di Contabilità dell’ente locale ex art 152 TUEL. Per comprendere la contabilità dobbiamo partire ancora dall’articolo 97 della costituzione e dal fine pubblico perseguito dall’azione amministrativa nonché i principi di efficacie, efficienza ed economicità. L’ente locale deve gestire le proprie finanze perché è dotato di autonomia. Infatti, la gestione finanziaria centrale è affidata al Ministero dell'economia e della finanza, il MEF (che adotta il DEF: documento di economia e finanza), ma gli enti locali entrate proprie e derivate ex art 149 (cioè, dei soldi gli vengono trasferiti dallo Stato, dall’Unione europea, dalla regione e altri enti, ma alcuni soldi entrano nella casse del comune direttamente, come le tasse comunali) e hanno:
  • autonomia statutaria
  • autonomia finanziaria ex art 119 Cost
  • autonomia di bilancio
  • autonomia contabile , cioè, svolgono un autonomo procedimento contabile di acquisizione ed erogazione di mezzi finanziari. In materia contabile c’è una riserva di legge (art 149 TUEL), m in capo ai comuni, ex art 117 Costituzione c’è la potestà regolamentare. Da qui abbiamo i due Decreti Legislativi di riferimento nelle fonti e poi il regolamento di contabilità (art 152 vedi poi). Inoltre, i Comuni e le Province possono disciplinare con regolamento le proprie entrate, ad esempio ciascun ente adotta un regolamento TARI e per la tassa di occupazione di suolo pubblico. Posta l’autonomia dei comuni, essi devono comunque essere sempre in pareggio di bilancio (significa che le entrate – le uscite non possono dare un risultato negativo) perché gli enti locali devono rispettare il patto di stabilità interno , come lo stato e tutte le amministrazioni pubbliche. Tuttavia, la gestione contabile deve sempre essere diretta al raggiungimento dell’interesse pubblico, quindi, anche in ambito economico/finanziario l’attività amministrativa non è improvvisata o arbitraria, ma si basa sulla programmazione. Ci sono una serie di atti (DUP, BILANCIO, PEG, PIAO) con i quali l’ente locale decide come agire prima di agire, in base agli obiettivi che vuole raggiungere. In sostanza l’ente locale opera come una famiglia che ha un budget predefinito a inizio mese, la famiglia ha delle spese fisse (alimentari, scuola, benzina, salute) e delle spese che sceglie di sostenere (vacanze, sport, auto nuova). A inizio mese la famiglia deve decidere come spendere i soldi che ha sul conto corrente grazie alle sue entrate, immaginiamo lo stipendio e l’incasso di un affitto. Per affrontare le spese fisse ed occasionali o di investimento deve pianificarle: tolte le spese fisse, vedrà

1 quale cifra rimane e questa verrà ripartita tra vacanze, auto, sport…nella misura in cui ciascuna famiglia ritiene. Allo stesso modo il comune, calcola tutte le entrate, poi sottrae le spese fisse che deve sostenere (stipendi dei dipendenti, luce/riscaldamento/cancelleria/abbonamento software etc) poi in base alle priorità che individua la parte politica decide di ripartire i soldi rimanenti, quindi, deciderà se e quanti soldi destinare all’implementazione del servizio bibliotecario, quanti per costruire un nuovo parco oppure per impianti sportivi. Queste scelte del comune devono essere inserite in alcuni documenti che si chiamano DUP, Bilancio e PEG e in base a questi documenti si svolgerà l’attività amministrativa, cioè solo sulla base di questi documenti e in coerenza con questi documenti i dipendenti effettueranno gli acquisti di risme di carta, pagheranno i fornitori di elettricità, le assicurazione delle auto, il servizio mensa scolastica etc. Alla fine i dipendenti renderanno conto alla parte politica e ai cittadini mediante il documento del rendiconto di come hanno lavorato in relazione alla programmazione. Quindi la contabilità degli enti locali si svolge in ciclo che ruota attorno ad un esercizio finanziario. L’ esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. Questo esercizio finanziario deve essere programmato, quindi prima del suo inizio devono essere adottati gli atti che compongono il ciclo. Ecco le tappe:

  • 31 luglio la giunta presenta il DUP al consiglio
  • 15 novembre la giunta presenta la nota di aggiornamento al DUP e lo schema di bilancio di previsione al consiglio
  • 31 dicembre approvazione del bilancio di previsione da parte del consiglio
    • Entro 20 giorni dal bilancio approvazione del PEG da parte della giunta I documenti fin qui citati si riferiscono all’esercizio finanziario che deve iniziare. Cioè, nel luglio/novembre 2024 si redigono i documenti in riferimento all’esercizio 2025 e seguenti. - 30 aprile approvazione del rendiconto di gestione da parte del consiglio. Il rendiconto viene approvato in relazione all’anno appena concluso. Quindi ad aprile 2025 si approva il rendiconto riferito al 2024. Nel frattempo, dal 1 gennaio al 31 dicembre si attua la spesa e l’entrata come programmata nei bilancio. Se necessario sono ammesse delle variazioni rispetto alla programmazione. Tale sistema è fondato su 18 principi contabili generale e 4 principi contabili applicati che sono descritti nel D. Lgs 118/2011. L’articolo 149 e 150 TUEL individuano la programmazione come metodo per la contabilità dell’ente locale e rinviano ai principi del D. Lgs 118/2011. D.LGS 118/2011 norme sull'ordinamento finanziario e contabile degli enti locali. Si applicano i principi del D.lgs. 118/2011 in materia contabile. La logica della contabilità è la programmazione , cioè si prevedono le entrate e le spese future sulla base degli obiettivi e delle attività che l’ente pianifica, poi sulla base di questo programma si

DUP, documento unico di programma, entro 31 luglio Bilancio preventivo, di previsione secondo schemi comuni, presentato entro 15 3 novembre dalla giunta al consiglio che lo approva entro 31 dicembre PEG, piano esecutivo di gestione e delle performance, adottato entro 20 giorni dall'adozione del bilancio. piano degli indicatori di bilancio, unitamente al bilancio di previsione e al rendiconto delibera di assestamento del bilancio, controllo sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio da presentare entro il 31 luglio variazioni di bilancio 2 - principio di contabilità finanziaria , corrisponde al principio generale di competenza finanziaria e serve per gestire la contabilità. Ciascuna obbligazione, attiva o passiva, si iscrive nella contabilità nel momento in cui si perfeziona, ma si imputa nell'esercizio in cui viene a scadenza. (incasso/liquidazione) 3 - contabilità economico- patrimoniale, un sistema contabile che si basa su costi e ricavi (anziché spese ed entrate) e affianca il sistema di contabilità finanziaria. E ‘ il sistema adottato dalle amministrazioni statali e serve per garantire la conoscibilità e la comparabilità dei dati degli enti locali con quelli dello stato. Non serve quindi per gestire la contabilità, ma ha solo scopo conoscitivo. 4 - bilancio consolidato, il bilancio composto dalla somma dei bilanci di tutti gli enti strumentali e società che appartengono o sono controllate dall’ente. Si redige entro il 30 settembre. Per agire l’ente locale deve rispettare tutti i principi elencati e deve inoltre rispettare il proprio regolamento di contabilità. Ai sensi dell’art 152 TUEL l’ente adotta un proprio regolamento di contabilità con il quale detta le proprie modalità organizzative nel rispetto dei principi generali di contabilità, nonché quelli applicati. In particolare, il regolamento stabilisce le figure addette alla programmazione, gestione e rendicontazione finanziaria (cioè, stabilisce le competenze specifiche dei soggetti preposti a tali attività). Vi sono quindi disposizioni che riguardano l’economo, il responsabile servizio finanziario. Ai sensi art 153, in ogni ente è organizzato un servizio finanziario o di ragioneria che si occupa della materia finanziaria (coordinamento e gestione), può essere svolto anche in convenzione tra enti (pensiamo agli enti molto piccoli). Il responsabile del servizio finanziario verifica le previsioni di entrata e di spesa, gli accertamenti e gli impegni, la regolare tenuta della contabilità e del rispetto degli equilibri finanziari e i vincoli di finanza pubblica. Rilascia parere sulle delibere e il visto di regolarità contabile sulle determine. secondo le modalità disciplinate dal regolamento di contabilità.

Qualora siano compromessi gli equilibri di bilancio deve segnalare alla Corte dei conti. Viene istituito un ufficio di economato per gestire le spese di cassa di non rilevante importo. L’articolo 162 Tuel disciplina il bilancio insieme al Decreto 118, che è lo strumento di programmazione. 4 La programmazione dell’ente locale inizia con il DUP - DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE, dal quale si sviluppa il bilancio di previsione , poi il PEG - Piano Esecutivo di Gestione, si svolge quindi la gestione di entrate e delle spese ed infine si redige il rendiconto e il rendiconto consolidato. Il DUP (art. 170 DUP) è presentato dalla Giunta al Consiglio entro il 31 luglio al Consiglio che dovrà approvarlo entro il 15 novembre. E' uno strumento strategico di indirizzo politico-amministrativo, è presupposto del bilancio, senza DUP non c’è bilancio! Si compone di due sezioni: a) sezione strategica , che coincide temporalmente con quella del mandato amministrativo (5 anni). Contiene le linee programmatiche che il sindaco ha presentato ex art 46 Tuel dal Consiglio nel momento del suo insediamento e quindi gli obiettivi e le azioni che si intendono intraprendere. Deve essere coerente con le linee di indirizzo della programmazione regionale e gli obiettivi di finanza pubblica definiti e dal MEF e infatti segue al DEF. E' organizzato per missioni di bilancio alle quali sono collegati obiettivi specifici da perseguire anno per anno. C’è quindi una analisi della situazione di fatto sulla base della quale vengono individuati gli obiettivi, si chiama “analisi strategica”. Per esempio, rilevato che in biblioteca ci sono 3000 volumi, l’obiettivo è raggiungere quota 5000 volumi, di cui 1000 pubblicati recentemente. Questo potrebbe essere un obiettivo indicato in sezione strategica. Poi nella sezione operativa che vedremo tra poco verranno individuate le risorse economiche per acquistare i 2000 nuovi volumi. Sulla base di questo documento a fine mandato, il sindaco presenterà la relazione di fine mandato. Ogni anno il DUP è aggiornato. Le missioni in cui è articolato il DUP sono (solo a titolo esemplificativo, non devono essere studiate a memoria, serve per capire):

  1. Servizi istituzionali, generali e fi gestione
  2. Ordine pubblico e sicurezza
  3. Istruzione e diritto allo studio
  4. Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali
  5. Politiche giovanili, sport e tempo libero
  6. Turismo
  7. Assetto del territorio ed edilizia abitativa
  8. Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente
  9. Trasporti e diritto alla mobilità
  10. Soccorso civile
  11. Diritti sociali, politiche sociali e famiglia
  1. entrate, art 165 Tuel, organizzate per titoli e tipologie
  2. spese, art 165 Tuel, organizzate per missioni e programmi Ciascuna parte è scritto per competenza per tutti e tre gli anni, per il primo anno anche per cassa. La competenza registra la previsione di entrate e uscite , cioè quelle imputabili in quell’esercizio (è legata al principio di competenza finanziaria). 6 Mentre l a cassa registra i flussi di denaro. Esempio, se un acquisto viene effettuato a dicembre 2025, ma il comune dovrà pagare in concreto a marzo 2026, quella spesa sarà iscritta per competenza nel 2025 e non per cassa, perché l’obbligazione per il comune è valida, ma i soldi usciranno dalla cassa del comune nell’anno successivo. Le entrate sono: TITOLO I ENTRATE CORRENTI DI NATURA TRIBUTARIA, CONTRIBUTIVA E PEREQUATIVA Tipologia 101 Imposte, tasse e proventi Tipologia 104 Compartecipazione ai tributi TITOLO II TRASPERIMENTI CORRENTI Tipologia 101 Da amministrazioni pubbliche TITOLO III Entrate extratributarie

(vedi bilancio nella cartella “approfondimenti”) Il bilancio si conclude con quadri riepilogativi e il prospetto di verificabilità degli equilibri di bilancio. Ci poi gli allegati al bilancio (domanda frequente!!):

  • risultato presunto di amministrazione
  • prospetto della composizione del fondo pluriennale vincolato
  • prospetto fondo crediti dubbia esigibilità
  • prospetto dei vincoli di indebitamento
  • nota integrativa (cioè, una nota descrittiva del bilancio)
  • relazione del collegio dei revisori
  • elenco indirizzi internet ove è pubblicato il bilancio
  • delibere contenenti tariffe, aliquote d’imposta relative a tributi locali e dei servizi locali
  • tabella dei parametri di riscontro della situazione deficitaria dell’ente
  • piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari
  • programmazione triennale dei lavori e dei beni e servizi Sono tutti documenti necessari per la redazione del bilancio che dettagliano alcuni aspetti. 7 Nel bilancio si trovano diversi fondi. IL FONDO PLURIENNALE VINCOLATO è il fondo in cui vengono registrati i residui attivi e passivi. Poiché, per il principio di competenza finanziaria non si possono iscrivere le entrate che, sebbene accertate, non siano esigibili. Mentre le spese non possono essere iscritte se, sebbene impegnate, non siano pagabili. Da qui derivano i seguenti concetti.
  • residui passivi sono le spese che sono giuridicamente perfezionate, ma sono esigibili in esercizi successivi. Ad esempio, il comune ordina risme di carta perfezionando il contratto ad ottobre 2025, le risme vengono consegnate a novembre 2025. L’accertamento della fornitura avviene a dicembre, quindi il pagamento deve essere fatto a 90 giorni dalla fornitura, il comune dovrà liquidare e pagare il corrispettivo a gennaio 2026. Il corrispettivo delle risme di carta verrà scritto nei residui passivi del 2026. La somma che il comune deve pagare al fornitore sarà quindi una spesa certa, già impegnata, che sarà pagata in un esercizio differente. Quindi è una spesa che si trascina nell’esercizio successivo e va iscritta nei crediti passivi (cioè debiti del comune). Il comune, quindi, costituirà un fondo per garantire la disponibilità di denaro per pagare il residuo passivo, cioè una parte delle entrate del 2025 verranno spostate in questo fondo residui, un fondo vincolato che può essere utilizzato solo per pagare i residui. Ci saranno quindi dei soldi

E' costituito da risorse accertate e destinate al finanziamento di obbligazioni passive giuridicamente perfezionate ed esigibili in esercizi successivi a quello in cui si accerta. PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE (PEG) E' il documento di unione tra politica e tecnica, declina in dettaglio la programmazione operativa contenuta nella sezione operativa del DUP, definendo obiettivi di gestione e assegnando le risorse necessarie ai dirigenti dei diversi settori. Disciplinato dall’articolo 169 Tuel: ha estensione temporali pari a quella del bilancio di previsione (3 anni), redatto per cassa e competenza per il primo esercizio solo per competenza per gli esercizi successivi. Ha carattere autorizzatorio , le previsioni di spesa in esso contenuto sono limite agli impegni di spesa che vengono adottati dai responsabili dei servizi. Approvato 20 giorni dopo il bilancio di previsione. Lo propone il direttore generale , in sua mancanza il segretario comunale alla Giunta che lo approva! (unico documento del ciclo approvato dall’esecutivo). GESTIONE DEL BILANCIO ART 178 - 198 BIS tuel Gli atti di gestione sono di competenza dei dirigenti e dei responsabili dei servizi nel rispetto del principio di separazione tra attività di indirizzo e gestione. Quindi il consiglio detta le linee guida, la giunta gli obiettivi e assegnare le risorse mediante 9 PEG, i dirigenti e responsabili, parte tecnica, attuano obiettivi e programmi mediante la gestione, ovvero gli atti di spesa e di entrata. La competenza è ripartita tra i dirigenti (o responsabili del servizio) competente per l’entrata e la spesa (ad esempio il responsabile della polizia Locale sé competente per gli accertamenti di entrata relativi alle sanzioni amministrative, il responsabile dell’istruzione per le entrate del servizio mensa e così via) e il dirigente o responsabile dell’area finanziaria/servizio ragioneria. L'organizzazione del servizio finanziario è demandata al regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi. Il responsabile del servizio finanziario è garante dell’equilibrio economico-finanziario. Infatti deve adottare i pareri di regolarità contabile sulle delibere ogni volta che queste hanno riflessi sugli equilibri (certamente le delibere di bilancio e peg) e il visto di regolarità contabile sulle determine dei dirigenti relative alle fasi di spesa e di entrata. Ogni atto di gestione (ogni primo atto della fase di spesa e ogni primo atto della fase di entrata) genera una transazione elementare identificata da un codice. Questo codice consente di identificare la natura dell’operazione e di movimentare il paino dei conti integrati. Tale codice è riferito alla singola operazione e è unico all’interno del sistema

denominato SIOPE (sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici). Quindi, per effettuare un’operazione di spesa o di entrate, il responsabile deve prendere un codice SIOPE dalla banca dati gestita da AGID (si tratta di un sistema interamente informatizzato). (questo può essere richiesto nei quiz oppure usato come jolly nelle prove orali). GESTIONE DELLE ENTRATE: Art 178 Tuel , le fasi dell’entrata (da ricordare con l’acronimo ARV) si articolano in: 1 ACCERTAMENTO, art 179: nasce l’obbligazione, cioè il credito dell’amministrazione (prima si trattava di mera previsione di entrata inserita in un bilancio previsionale). Elementi essenziali dell’accertamento sono:

  • idonea documentazione
  • ragione del credito/il titolo giuridico
  • il debitore
  • la somma e la scadenza. viene quindi registrato nelle scritture contabili, ma imputato nell'esercizio in cui viene a scadenza. In base al principio della competenza finanziaria, l’accertamento è effettuato nell’esercizio in cui sorge l’obbligazione e imputato contabilmente nell’esercizio in cui il credito viene a scadenza. 2 RISCOSSIONE, art 180, a seguito di un ordinativo di incasso (atto amministrativo sottoscritto dal responsabile servizio finanziario) il soggetto incaricato alla riscossione (una banca o una società) incassa la somma accertata. 10 Le entrate di dubbia e difficile esazione sono accertate e poi viene accantonata la relativa somma nel fondo crediti dubbia esigibilità. Le entrate accertate in un esercizio con scadenza in esercizi successivi differenti costituiscono invece un residuo attivo. Jolly: si distinguono gli ordinativi relativi a residui attivi dagli ordinativi relativi a entrate accertate nel medesimo esercizio. Ordinativi non riscossi invece devono essere restituiti dal tesoriere all’amministrazione per l’annullamento (e successiva emissione di nuovo ordinativo relativo al nuovo esercizio). Jolly 2: contenuto ordinativo di incasso: debitore

L’impegno è registrato nell’esercizio in cui diviene vincolante l’obbligazione, ma imputato nell’esercizio in cui questa verrà a scadenza. Nel caso in cui non coincidano i due esercizi, la somma costituirà un residuo passivo. 2 - LIQUIDAZIONE: sulla base dei documenti e dei titoli che comprovano l'acquisto o l’erogazione del servizio o lo svolgimento dei lavori, viene determinato l'ammontare della spesa, la somma certa e liquida da pagare nei limiti dell'impegno assunto. La fattura viene registrata e trasmessa all'ufficio che ha ordinato la spesa per verifica. se è ok dispone la liquidazione mediante determina. la liquidazione è registrata contabilmente quando l'obbligazione è esigibile. 3 - ORDINAZIONE: l’amministrazione mediante un atto amministrativo denominato ordine di pagamento o mandato di pagamento comunica al tesoriere che deve effettuare il pagamento a favore di un soggetto specifico individuato. 4 - PAGAMENTO: è il tesoriere che effettuato il pagamento coerentemente con l’ordinazione e rilascia relativa ricevuta. VARIAZIONI DI BILANCIO : modifiche della programmazione economica durante la gestione. Le variazioni possono riguardare gli stanziamenti nel PEG, il PEG e il bilancio oppure il fondo di riserva. La competenza alla variazione è del medesimo organo che ha adottato l’atto, salvo casi di urgenza motivata in cui si deroga temporaneamente a questa regola di competenza. Nei casi previsti dalla legge è possibile che provveda la giunta in via d’urgenza o i dirigenti. EQUILIBRI DI BILANCIO (Jolly per concorso funzionario)

  • Equilibrio finanziario parte corrente
  • Pareggio tra entrate e spese conto terzi
  • Equilibrio dei prestiti a breve
  • Equilibrio degli investimenti Il responsabile del servizio finanziario ha l’obbligo di segnalare eventuali segnali che possano portare al disequilibrio. 12 CONTROLLO DI GESTIONE Art 196 Tuel + regolamento di contabilità (poco richiesto nei concorsi da istruttore) Esclusi i comuni sotto i 5000 abitanti Procedura diretta a verificare lo stato di attuazione degli obiettivi programmati e , attraverso l’analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell’organizzazione dell’ente, l’efficacia, l’efficienza ed il livello di

economicità nell’attività di realizzazione dei predetti obiettivi. Non dice dove sono andati i soldi, ma se gli obiettivi sono stati raggiunti, cioè se i soldi spesi sono stati spesi bene o no! È un documento descrittivo, viene svolto periodicamente durante l’esercizio (la cadenza è indicata nel regolamento di contabilità). Lo svolgimento del controllo si articola in:

  1. programmazione PEG (assegnazione risorse finanziarie, umane e strumentali), 2) rilevazione costi e proventi e dei relativi risultati (non entrate ed uscite, quindi si usa il metodo della contabilità economico-patrimoniale)
  2. valutazione dei dati in rapporto al piano degli obiettivi al fine di verificarne l’attuazione e misurare l’efficacia, efficienza e grado di economicità. (questo punto descrive lo scopo del controllo di gestione) Il risultato del controllo è un documento chiamato referto del controllo di gestione. E’ trasmesso agli amministratori, ai dirigenti responsabili e alla Corte dei conti (non ha finalità punitiva, verifica solo la coerenza tra obiettivi e gestione). Di solito è fatta a metà esercizio. E’ approvato con delibera di giunta. RENDICONTO art 227 Tuel Attraverso il rendiconto è possibile dimostrare il complesso delle operazioni della gestione e i risultati che con esse si sono realizzati. In altre parole, si valuta la gestione delle entrate e delle spese di un esercizio concluso. Questo documento, quindi, non è più previsionale. Il rendiconto di gestione è l'ultimo atto del ciclo finanziario. E ' deliberato entro il 30 Aprile dal Consiglio su proposta della giunta. L'approvazione deve tenere conto della relazione del Revisore dei conti. Va redatto secondo i modelli allegati al D.LGS 118/ Il rendiconto è un documento complesso (documento composto da tre sottodocumenti) che si compone di: 13
  1. conto del bilancio : risultati di amministrazione e risultato di gestione. (riprende ilbilancio di previsione) 2. conto economico: risultato economico dell'esercizio (in termini di costi e ricavi). Ha il solo scopo informativo.

regioni - elenco residui attivi e passivi derivanti dagli esercizi precedenti

  • elenco dei crediti inesigibili
  • tabella parametri di riscontro della situazione di deficitarietà strutturale - elenco indirizzi internet ove è pubblicato il rendiconto
  • piano degli indicatori e dei risultati di bilancio Si tratta di dati che sono contenuti già nel rendiconto e vengono estrapolati in singoli documenti. Deve essere approvato entro il 30 aprile dal Consiglio (con delibera) e la giunta adegua nell’esercizio in corso i residui, le previsioni di cassa e il fondo pluriennale vincolato. Termine perentorio, se non è rispettato si avvia una procedura di verifica da parte della Corte dei conti. Nel caso ci fosse un disavanza, con il risultato di amministrazione si effettua il ripiano. Quindi il rendiconto ha riflessi diretti sulla gestione in corso. Il rendiconto completo di allegati è inviato telematicamente alla sezione enti locali della Corte dei conti per il controllo. Deve essere pubblicato integralmente nella sezione “amministrazione trasparente” insieme ad una versione semplificata per il cittadino, in modo che sia facilmente comprensibile il contenuto essenziale. Contestualmente si approva il rendiconto consolidato che comprende il rendiconto degli organismi strumentali (è diverso dal bilancio consolidata che si riferisce al gruppo dell’amministrazione pubblica). RIACCERTAMENTO RESIDUI E FONDO PLURIENNALE VINCOLATO Al riaccertamento segue l’aggiornamento del fondo pluriennale vincolato costituito dai residui passivi, cioè le spese accertate e non pagate nell’esercizio in corso. Per queste dovrà essere garantita adeguata copertura, attraverso l’iscrizione di entrate corrispondenti nel FPV. I residui devono corrispondere ad una obbligazione giuridicamente perfezionata. Si attua così il principio di competenza finanziaria. Finita questa operazione emerge il risultato di amministrazione dato dal FONDO CASSA + RESIDUI ATTIVI - RESIDUI PASSIVI 15 ________________ RISULTATO DI AMMINISTRAZIONE AVANZO DI AMMINISTRAZIONE

Nel caso in cui vi sia avanzo di bilancio, cioè il conto sopra descritto dia esito positivo, questo sarà ripartito tra diversi fondi: 1 - fondi vincolati 2 - fondi accantonati 3 - fondi destinati agli investimenti 4 - fondi liberi DISAVANZO DI AMMINISTRAZIONE È immediatamente riaccertato nell'esercizio di gestione con delibera. Può essere ripianato negli esercizi successivi al considerati nel bilancio di previsione, entro il limite della consiliatura. Il rendiconto è formato dal servizio finanziario: predispone la proposta di delibera consiliare, la proposta illustrativa sull'efficacia dell'azione, l'elenco dei residui, la delibera di riequilibrio se necessaria. Questa proposta è resa disponibile almeno 20 giorni prima del voto al Consiglio che lo delibera entro il 30 aprile (termine non perentorio). REVISORI DEI CONTI E’ un collegio composto da tre membri, di cui un Presidente. Nei comuni sotto i 15mila abitanti è monocratico. I componenti sono scelti mediante estrazione da un elenco di soggetti:

  • iscritti nel Registro dei revisori legali,
  • iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti
  • iscritti come esperti contabili. L'organo di revisione svolge le seguenti funzioni (prescritte all’art. 239 TUEl e dal regolamento di contabilità dell’ente) (si citano le più importanti):
  • collabora con il Consiglio , non è solo attività di verifica, ma affiancamento;
  • adotta pareri obbligatori e vincolanti su atti di programmazione, proposta di rendiconto, riaccertamento residui, regolamento di contabilità, proposta di ricorso all’indebitamento. I pareri sono sempre **motivati.
  • vigila** sulla regolarità della gestione e riferisce al Consiglio circa gravi inadempienze;
  • esegue le verifiche ordinarie di cassa Invia alla Corte ei Conti relazione sul bilancio di previsione e sul rendiconto; L'organo di revisione ha diritto di accesso agli atti e documenti dell'ente e può partecipare all’assemblea dell’organo consiliare per l'approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto di gestione. Può altresì partecipare alle altre assemblee dell'organo consiliare e, se previsto dallo statuto dell’ente, alle riunioni dell'organo esecutivo I singoli componenti dell'organo di revisione collegiale hanno diritto di eseguire ispezioni e controlli individuali. Responsabilità dei revisori: diligenza del buon padre di famiglia. Responsabili solidalmente con gli amministratori per fatti ed omissioni di questi se il danno non si sarebbe prodotto se i revisori avessero vigilati (culpa in vigilando).